mercoledì 16 novembre 2011

Iniziativa PdCI: Ripuliamo la Villa Comunale

Alla situazione di degrado generale, nella quale verte la città di Vibo, un'altra ferita viene inferta al suo patrimonio. Oltre Villa Gagliardi anche la Villa Comunale, simbolo della bellezza e della storia della città, chiude i battenti perché il comune non dispone dei fondi necessari per garantire l'ordinaria manutenzione.
Un ulteriore segnale del fallimento dell'amministrazione D'Agostino che da un lato, discute di indennità e liquidazione, di consulenze e undicesimo assessore, e dall'altro, mette i lucchetti a causa dell'incapacità di garantire la pulizia e le condizioni igienico-sanitarie di uno dei pochi spazi di cui gode la città.
L'attuale amministrazione dimostra in tal senso poca cura e attenzione verso i luoghi simbolo della nostra città. Una soluzione per far rivivere e dare una giusta dignità a tali luoghi sarebbe quello di stimolare la nascita di cooperative di giovani che si occupino, appunto, della manutenzione ordinaria e dello sviluppo di iniziative e percorsi culturali.
Nell'immediato, di fronte a tali incapacità, il nostro modo “concreto” di intendere la politica ci spinge “provocatoriamente” ad intervenire per riappropriarci di questi beni comuni. Su queste basi si colloca l'iniziativa tesa a sopperire alla mancanza di attenzione ai beni della città dell'attuale amministrazione provvedendo, armati di scopa e paletta, alla pulizia della Villa Comunale.
L'invito, per sabato 19 novembre alle ore 9,30, viene esteso a tutti i cittadini, partiti e associazioni che si sentono indignati per tale situazione di abbandono e degrado.
Noi vogliamo appunto che all’iniziativa partecipi più gente possibile, al di la del credo politico e della ragione sociale, crediamo infatti che la nostra città sia di tutti per cui deve essere data la possibilità di viverla a tutti quanti. Per questo vogliamo impegnarci concretamente, per rispettare il nostro territorio. Anche un semplice gesto può valere molto, anche rimuovere una semplice carta che sporca uno dei nostri spazi verdi cittadini può essere un gesto di cultura e di rispetto per il nostro territorio e per i cittadini. Rinnoviamo quindi l’invito a tutti: partiti politici, associazioni e società civile ad aderire alla nostra iniziativa e magari pubblicizzarla tramite quotidiani, social network e quant’altro serva alla causa. Bisogna spargere la voce il più possibile, perché solo se siamo in tanti possiamo davvero sperare di lavorare per la nostra città.
Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia

venerdì 11 novembre 2011

Osservazioni sull’ultima iniziativa pubblica e calendarizzazione della prossima a Triparni

La voglia di cambiare passa dai fatti, dal confronto quotidiano che si cerca, nelle piazze, tra le strade, parlando con la gente confrontandosi in modo aperto e con il rispetto dell’idea altrui. Questo vuole fare il partito dei Comunisti Italiani nella provincia di Vibo Valentia, partito che si è rinnovato con una età media molto bassa nei tesserati e nella dirigenza. Abbiamo ricominciato a fare iniziative semplici, a parlare con le persone, cercando di dare la voce al popolo che ha bisogno di capire come funziona la complicatissima macchina della politica e delle istituzioni. Le nostre iniziative “COMINCIAMO DA NOI” che sono a quota 3, due iniziative a luglio sotto l’istituto d’arte parlando di ‘ndrangheta in una e di Raccolta differenziata nell’altra; l’ultima iniziativa il 5 novembre alla quale ha partecipato, tra gli altri, L’Ass.re alla cultura del comune di Vibo Valentia Marcello De Vita al quale abbiamo strappato una promessa ed un impegno, l’apertura dei bellissimi mosaici di S. Aloe chiusi al pubblico dal momento del loro ritrovamento, perchè mancano alcune strutture essenziali. Sappiamo la carenza economica dell’assessorato, 20000 € a detta di De Vita,  e sappiamo i tagli economici agli enti locali da parte dei loro colleghi di partito del governo Berlusconi ( vedi Tremonti: “con la cultura non si mangia”, Bevilacqua ne sa qualcosa), ma non vogliamo credere che per qualche migliaio di euro questo parco archeologico possa e debba restare chiuso, ma soprattutto non vogliamo che la carenza di fondi serva a giustificare la vendita dei gioielli del comune capoluogo, quali  Il Valentianum ed il suo parco, lo sporting e i locali dove è ubicata la società operaia vibonese, ed il palazzo delle accademie già interessato da lavori di recupero a carico dello stato. L’ass.re De Vita, di concerto con la D.ssa Iannelli, ha promesso che per  Giugno 2012, Vibo Valentia potrà ammirare i suoi Mosaici; certo, con questo, non si è risolta la crisi economica, non si è sconfitta la disoccupazione  ma è un segnale, secondo noi, di buona politica. Sperando che questa “buona intenzione” non sia la stessa “buona intenzione” che avrebbe dovuto ripulire la villa comunale rimasta chiusa, proprio da sabato 5 novembre, per mancanza di fondi da destinare alla sua ordinaria pulizia. A noi piace farla cosi la politica sulle cose concrete, cosi, come abbiamo strappato all’Ass.re Comito, ass.re all’ambiente del comune di Vibo Valentia,  nel luglio 2011 parlando di differenziata la dichiarazione che non avrebbero mai bruciato il CDR ( combustibile derivato da rifiuti) nel cementificio.
 Questo cerchiamo di fare, ci confrontiamo anche con amministratori che hanno idee completamente diverse dalle nostre. Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. Le nostre iniziative sono volte a risvegliare le coscienze di quanti amministrano ma soprattutto dei cittadini stessi . Noi del Partito dei comunisti italiani siamo spinti a fare tutto ciò solamente dalla passione politica e dall'amore verso il nostro territorio che vediamo marcire davanti i nostri occhi... Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. A Triparni, dove abbiamo già calendarizzato una iniziativa sul dissesto idrogeologico, saremo presenti giorno 26 novembre  e cogliamo l’occasione per un pre-invito al consigliere comunale NINO ROCCO, al quale ci presenteremo, così da fargli vedere come lavora un partito sul territorio.
 Crediamo infatti che  tanti abbiano perso di vista i partiti, credendo che questi si debbano muovere solamente durante i periodi elettorali, svuotandoli dalla funzione propositiva e di azione, e relegandoli ad una mera funzione di comitato elettorale. E fin da ora vogliamo rivolgere l’invito ai cittadini di Triparni a partecipare all’iniziativa di giorno 26 novembre nel loro territorio, ma vogliamo anche invitare i politici a partecipare al dibattito in modo da farli ritornare dalla gente della quale si ricordano solamente nei periodi elettorali. La politica per noi è una cosa seria, “con e per la gente” ma in modo attivo e concreto.

Filippo Benedetti
Segretario provinciale PdCI

La giunta Scopelliti ha affossato il QTR a velenza paesaggistica

Finora, per carità di patria, mi ero imposto di non intervenire sulla gestione politico-amministrativa, palesemente inadeguata, e sulla condizione, totalmente fallimentare, dell’Urbanistica in Calabria. Ho aspettato, pazientemente, di sapere dove sarebbero approdati i tanti, troppi, proclami  finora lanciati, ma, ahimè, senza essere corroborati da alcun fatto concreto o degno di nota.
Ma com’è noto la pazienza ha sempre un limite. E quel limite è stato ampiamente superato dalle ripetute uscite pubbliche dell’arch. Saverio Putortì, Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica, compresa quella di qualche giorno fa presso una scuola di Reggio Calabria.
L’arch. Putortì, assumendo peraltro un ruolo che non gli compete, come un disco rotto continua a ripetere in giro per la Calabria, senza alcun minimo senso del pudore, una serie di falsità destituite di ogni fondamento.
Tra queste le più incredibili si racchiudono nelle seguenti frasi pronunciate dallo stesso: “Come Assessorato ci siamo prefissati di poter redigere finalmente un Piano Paesaggistico regionale per la Calabria. E’ un vuoto che deve assolutamente essere colmato” oppure “Ci tocca fare il piano paesaggistico, che prima non è mai stato redatto".
Ci vuole davvero una bella faccia di bronzo per diffondere dichiarazioni così stupefacenti e che non hanno alcun fondamento. Vere e proprie bugie, grandi come una casa.
Desidero, infatti, semplicemente ricordare che nel gennaio 2010 la Giunta regionale del tempo, nella quale ricoprivo l’incarico di Assessore all’Urbanistica e al Governo del Territorio, ha approvato il Quadro Territoriale Regionale a valenza Paesaggistica, strumento successivamente trasmesso al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.
Si trattava del completamento di un lavoro straordinario condotto con qualità, fermezza e determinazione nel corso di tutta la passata legislatura. Un lavoro certosino iniziato con l’approvazione delle Linee Guida della Pianificazione Regionale che rappresentano la pietra miliare della nuova pianificazione calabrese.
Tutto questo è documentato proprio nel sito della Regione: basta entrare nel portale dell’urbanistica per rendersi direttamente conto della completezza e della qualità del lavoro svolto nonché del fatto che tutti i documenti del QTR/P presenti nel sito si fermano proprio a due anni fa, a testimonianza che dopo nulla è stato fatto.
Alla nuova Giunta Scopelliti e al nuovo assessore all’Urbanistica, per il cosiddetto principio della continuità amministrativa, rimaneva un compito semplice semplice: approvare il QTR/P in Consiglio Regionale per dotare finalmente la Calabria dello strumento di pianificazione atteso da anni.
Invece, nulla di tutto questo. Anzi, il contrario. Addirittura Scopelliti e la sua Giunta come primo atto ufficiale hanno ritirato il QTR/P depositato in Consiglio Regionale, congelandolo, "per variarlo, conformemente alle strategie della nuova amministrazione" come viene detto nella delibera.
Tutto ciò, se fosse stato vero, avrebbe richiesto solo qualche settimana di tempo.Le cose, però, non sono andate così. Sono, addirittura, trascorsi  circa 20 mesi: una vera e propria eternità!!!
In realtà, quella era la scusa, banale e puerile, poiché il vero obiettivo - neppure tanto nascosto - era quello di bloccare ogni pianificazione regionale, coprendosi con attività ed esigenze presunte di modifica, lasciando così di nuovo grande spazio alla speculazione, a partire da quella illegale.
Un atto, quindi, che ha mortificato l’impegno di tanti professionisti, di indiscusso valore nazionale ed internazionale, i quali hanno lavorato con capacità  e dedizione per la redazione del QTR/P, producendo un elaborato di qualità considerato, urbi et orbi, tra i più recenti esempi di pianificazione territoriale innovativa in quanto incardinata sulle matrici eco-paesistiche del territorio. Un esempio e modello per molte amministrazioni moderne ed avanzate. Quanto sopra è, tra l’altro, palesemente dimostrato dalla continua richiesta di presentazioni in seminari e convegni anche internazionali, tra cui il convegno nazionale SIU 2010 e il Workshop Internazionale dei "Territorialisti" del 2011; oltre che le presentazioni in prestigiose riviste specifiche del settore, tra cui la stessa "Urbanistica".
Il QTR/P disegna un grande programma di recupero del territorio a difesa dai rischi, specie Sismico e Idrogeologico, con direttive per i PTCP e i piani strutturali, con indirizzi di rapida attuazione. E noi sappiamo come questo sia urgente e necessario per la Calabria, anche alla luce delle alluvioni di questi giorni che hanno devastato la Liguria ed altre regioni del nostro paese.
La verità è che a poco meno di due anni dall’insediamento di Scopelliti e della sua giunta, il QTR/P è stato affossato nei meandri della regione e non pare ci sia alcuna voglia di portarlo avanti seriamente.
Restano solo i proclami e gli annunci, mentre l’ottimo lavoro che era stato portato avanti negli anni precedenti è stato buttato a mare, nonostante avesse ottenuto riconoscimenti e apprezzamenti generali in Calabria e fuori dalla Calabria. Il nulla urbanistico che  caratterizza attualmente la Regione, rappresenta più di ogni altro, un chiaro esempio del malgoverno di Scopelliti e della sua Giunta, che la Calabria sta pagando a caro prezzo in tutti i campi.

Reggio Calabria, 10.11.2011
                                                                        IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                                   MICHELANGELO TRIPODI

Elezione del Comitato Centrale del PdCI

Il  VI  Congresso Nazionale del PdCI che si é svolto a Rimini dal 28 al 30 ottobre rappresenta indubbiamente un grande successo politico.
Il Pdci torna protagonista del dibattito politico dopo anni di oscuramento mediatico e di sistematica emarginazione.
La linea politica presentata al congresso dal Segretario nazionale Oliviero Diliberto all’insegna della parola d’ordine dell’unità ha consentito di realizzare una svolta profonda, molto apprezzata nel Partito e in tutto il centrosinistra.
Unità democratica per battere Berlusconi, unità della sinistra con SEL e unità dei comunisti per superare le divisioni  tra il PdCI e il PRC.
Questa proposta ha riscosso un ampio consenso dei delegati  ed è stata approvata praticamente all’unanimità al termine del Congresso.
Il PdCI auspica che a partire dal prossimo congresso di Rifondazione vi possa essere una risposta positiva e si possa avviare il processo per la riunificazione dei partiti comunisti in un solo partito.
In ogni caso, i Comunisti italiani continueranno a battersi con tenacia e coerenza per l’affermazione di una scelta unitaria in forte connessione con il sentire comune del popolo comunista, a prescindere dai partiti di  appartenenza.
L’unità dei comunisti è lo strumento essenziale per unire la sinistra e per dare voce, forza e rappresentanza alle istanze popolari.
La crisi drammatica che vive il paese ormai ad un passo dal disastro finanziario, l’aumento della     disoccupazione  e della precarietà, il futuro dei giovani senza prospettive, il pauroso abbassamento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone, la crescita spaventosa della povertà, il declino pauroso del Mezzogiorno richiedono una ripresa della sinistra e dei comunisti per rappresentare i lavoratori,  i ceti popolari e le fasce sociali più deboli.
In Calabria, forse più che altrove, si avverte questa necessità. Siamo in una regione fortemente segnata dall’abbandono, dal degrado, dalla disoccupazione e dall’illegalità.
Per questo è forte e pressante l’esigenza di un rilancio dell’azione politica dei comunisti sul territorio per ridare voce e speranza a chi soffre e viene privato dei più elementari diritti.
Un compito arduo da far tremare le vene e i polsi che dovremo affrontare  utilizzando al meglio le forze di cui disponiamo.
E’ un compito che dovrà essere svolto innanzitutto dall’ampia delegazione che rappresenterà il PdCI della Calabria nel Comitato Centrale del Partito dei comunisti Italiani. Sono nove gli eletti della Calabria in un Comitato Centrale composto da 140 componenti a testimonianza e conferma del peso politico crescente che riveste il partito calabrese nel quadro nazionale del PdCI.
I componenti calabresi nel Comitato Centrale del PdCI sono: Michelangelo Tripodi, Filippo Benedetti, Lorenzo Fascì, Rosanna Femia, Giovanni Guzzo, Claudio Massimilla, Girolamo Tripodi, Michele Tripodi, Saverio Valenti.
Una delegazione rappresentativa dei territori, composta da dirigenti di provata esperienza e da giovani che si affacciano per la prima volta alla ribalta nazionale che insieme costituiranno il fulcro fondamentale per la ricostruzione del Partito Comunista nella regione Calabria.


                                                                                       L’UFFICIO STAMPA DEL PdCI CALABRIA

ASP Reggio cancella il diritto alla salute

L’atto aziendale dell’ASP di Reggio Calabria, con i  suoi cervellotici provvedimenti, non garantisce i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e sancisce di fatto un’interruzione di pubblico servizio.
La dott.ssa Squillacioti, nella foga di accontentare il capo e spinta da una parte all’altra nella continua rincorsa a gratificare la pletora di clienti che popolano il centrodestra e che sono legati agli interessi lucrosi, e spesso inconfessabili, esistenti nella sanità pubblica e privata, si  dimentica totalmente di quelli che sono i problemi reali della sanità nella provincia di Reggio Calabria e assume atti aziendali  che si rivelano uno peggiore dell’altro.
L’ultimo atto aziendale presentato in ordine di tempo rappresenta un ulteriore attacco alla sanità pubblica e ai diritti degli ammalati.
E’ come la toppa che è peggiore del buco: dietro il paravento del piano di rientro e delle ristrettezze finanziarie si nascondono le più vergognose operazioni clientelari che mai siano state realizzate nella sanità reggina che, ancora più di prima, continua ad essere terreno di conquista delle lobby affaristiche e dei gruppi di potere, come dimostrano anche le recenti indagini della magistratura reggina, vedi indagine denominata operazione “Reggio Nord”, ecc., che hanno scoperchiato il pentolone delle illegalità, degli intrecci e degli interessi sporchi che si annidano nella sanità reggina.
Quello che sta avvenendo è davvero sconcertante.
Il rapporto quattro posti letto ogni mille abitanti è stato completamente cancellato nella provincia di Reggio Calabria, mentre in altre realtà provinciali si attribuiscono i posti letto che non vengono assegnati a Reggio.
Le unità operative complesse compaiono e scompaiono a seconda dell’appartenenza del primario: se è un amico allora gli lasciamo la struttura complessa anche senza posti letto, se non lo è peggio per lui.
Nel comprensorio della Locride si registra una vera e propria falcidie di posti letto e di servizi.
Ma, il dato più clamoroso e più negativo riguarda la Piana di Gioia Tauro,  dove a fronte di circa 600 posti letto spettanti ne vengono assegnati poco più di 200, cioè circa il 30 % di quanto stabilito dalla legge. Ciò significa che in quel territorio i 160.000 cittadini residenti avranno meno diritti rispetto agli altri cittadini della Calabria e avranno minori servizi e minori prestazioni, tanto che non saranno sicuramente garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza e si potrebbe prefigurare un interruzione del pubblico servizio. Lo stesso discorso si può fare per la Locride.
Credo che ad ogni persona di buon senso sorge spontanea la domanda: ma dove sono andati a finire i posti letto della Piana di Gioia Tauro e della Locride?
Basta fare una rapida ricognizione sul quadro regionale e si vedrà che sono stati utilizzati in altre aree e in altri territori, nella sanità pubblica ma soprattutto nella sanità privata, creando una disparità di trattamento ed una sperequazione chiaramente inaccettabile in un campo così sensibile e delicato come quello della salute delle persone.
A questo punto è necessario cambiare profondamente l’atto aziendale dell’ASP di RC, introducendo radicali modifiche e aprendo, innanzitutto, il confronto con il territorio, con le amministrazioni comunali e con i rappresentanti delle organizzazioni sociali e sindacali per  mettere in campo uno strumento che sia davvero utile e capace di rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini.

Reggio Calabria, 9.11.2011
                                                                       IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                                 MICHELANGELO TRIPODI 

Decreto GIP Cosenza su querela SEI

Sono lieto di comunicare che dopo oltre tre anni di contenzioso giudiziario la giustizia ha fatto il suo corso ed ha espresso il suo insindacabile giudizio.
 La SEI, società che vuole imporre la costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche, ha perso la causa che aveva intentato contro il sottoscritto presso il Tribunale di Cosenza.
Infatti, il GIP del Tribunale di Cosenza ha emesso   il decreto con il quale viene definitivamente archiviata la querela per calunnia e diffamazione a mezzo stampa che la SEI ha aveva presentato nei miei confronti.
Il GIP dott. Livio Cristofano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Donatella Donato, ha, quindi, stabilito che da parte mia non vi fu né calunnia né diffamazione nei confronti della SEI.
A tal proposito voglio ricordare che la SEI aveva ritenuto di presentare atto di denuncia-querela contro di me perché considerava calunniose e diffamatorie alcune mie affermazioni contenute in un comunicato stampa del 23 settembre 2008 con il quale salutavo con soddisfazione la richiesta della SEI di sospensione della procedura attivata per il rilascio della valutazione d’impatto ambientale.
In particolare la SEI, nella sua denuncia-querela, aveva ritenuto calunniose e diffamatorie le seguenti frasi: “…la sciagurata idea che era stata messa in  piedi dalla multinazionale svizzera SEI è stata sonoramente battuta...”, ancora “Le lobby degli affaristi e dei grandi gruppi finanziari che, con l’accordo e la convivenza di forze malavitose, pensavano di potere continuare, nella logica della rapina e del saccheggio, a derubare e deturpare il territorio a danno e discapito dei cittadini e della salute sono state fermate e sonoramente sconfitte.”, e “Del resto, oltre al gravissimo impatto ambientale (…) Adesso che questo strano, fosco e turbe disegno è stato bloccato (…)”.
Ebbene , la decisione conclusiva di archiviazione da parte del GIP, sgombra definitivamente il campo e stabilisce che quelle frasi non contenevano né calunnia né diffamazione, ma erano espressione di una libera manifestazione di pensiero sotto forma di severa critica e di denuncia politica.
Non so se dopo questa sconfitta la SEI sarà indotta a ripensare le proprie strategie aziendali e a riconsiderare il progetto riguardante l’area ex Liquichimica di Saline Joniche. Una cosa, però, è certa: non saranno più tollerati comportamenti e atteggiamenti di tipo neocoloniale lesivi della dignità e dell’autonomia del popolo e del territorio.
Infine, mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente il prof. avv. Nunzio Raimondi che, insieme ai suoi collaboratori, ha brillantemente esercitato la mia difesa ottenendo un risultato eclatante che, con la chiara sconfitta della SEI e dei suoi interessi, rappresenta il ristabilimento della verità e rafforza la lotta di tutti quelli che si battono con tenacia e determinazione contro un impianto altamente devastante e inquinante.
Tre anni fa di fronte all’azione giudiziaria della SEI non mi sono fatto intimidire e non ho ceduto di un passo. Ciò mi consente con più forza di ieri di poter ribadire anche oggi, con uguale e rinnovato vigore, il mio netto e chiaro NO alla centrale a carbone di Saline Joniche.

Reggio Calabria, 7.11.2011
                                                                                        IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                                                  MICHELANGELO TRIPODI

Comunicato congiunto PdCI - IdV Reggio Calabria

La drammatica situazione finanziaria e morale del comune di Reggio causata dal palese fallimento del famigerato “modello Reggio” di Scopelliti e del PDL impone l’assunzione di precise responsabilità e di chiare scelte e opzioni politiche.
E’, quindi, presente, in modo dirompente, la necessità, ovviamente tutt’altro che facile e scontata, di ricostruire l’unità del centrosinistra reggino.
Un’esigenza che si frappone al profondo degrado morale e al totale scadimento etico provocati dal tragico decennio del centrodestra cittadino.
Decennio culminato con il buco finanziario costituito dal debito di centinaia di milioni di euro certificato, per difetto, dagli ispettori ministeriali.
Tutto ciò impone al Partito Democratico di fare delle scelte di campo: senza ipocrisie o inutili galleggiamenti.
In questi mesi, IdV e PdCI hanno portando avanti una coerente battaglia di opposizione, sia nel civico consesso che nella società reggina, basata sul binomio: impietose critiche mirate e contestuali proposte concrete per voltare pagina.
Abbiamo ripetutamente evidenziato come l’offerta elettorale del PD alle recenti elezioni amministrative, visti i numeri della lista e dell’aggregazione, non si poteva definire esaltante e, proprio per questo, avevamo auspicato la necessità di ricostruire, con i modi e i tempi opportuni e necessari, un terreno unitario sul quale ripartire, mettendo le basi per la nascita di un centrosinistra coeso e rinnovato nella città di Reggio Calabria. La propensione e la pratica dell’unità del centrosinistra, come noto, sono componenti fondamentali della storia politica e del dna sia di IdV che del PdCI.
Pertanto, la nostra idea si basava e si basa sulla necessità di ricostruire l’unità del centrosinistra partendo da pochissime, e per molti versi ovvie, considerazioni.
In tal senso, è fondamentale costruire leadership sulla base di idee e progetti concreti. Quindi, non si può frapporre nessuna ridicola leadership, precostituita e assolutamente auto-referenziale, oltre che sonoramente bocciata dall’elettorato.
Contestualmente, rispetto ai contenuti politico-programmatici reputiamo fondamentale squarciare il velo di ipocrisia e complicità, purtroppo, spesso trasversali, rispetto al tema delle società miste comunali (Multiservizi, Leonia, Reges e Recasi) che, anche come evidenziato da importanti inchieste della Magistratura, rappresentano una palude melmosa: il vero coacervo di pesanti e poco limpidi interessi strettamente legato alle enormi collusioni politico-mafiose della città di Reggio Calabria, sul quale si gioca il futuro amministrativo della città.






Ebbene nonostante quanto premesso, il PD non ha assunto un’iniziativa politica unitaria e di ampio respiro.
E’, a nostro avviso, infatti, necessario rilanciare una proposta politica, forte e credibile, che serva a dare voce e visibilità a quegli ampi settori che altrimenti punteranno su altre modalità di rappresentanza al di fuori della tradizionale offerta politica.
Altresì, è necessaria un’azione politica che deve essere continuamente verificata nelle procedure e nella sostanza, nella partecipazione e nel controllo di ciò che fa chi amministra in una logica di investimento nel capitale sociale che serva ad innervare la democrazia e a farla funzionare meglio.
Tutto ciò aiuta ad evitare di farsi trascinare da inutili rancori e odi personali.
Questa è la sfida che lanciamo al Partito Democratico.
A meno che il PD reggino non pensi ad una sorta di nefasta auto-sufficienza, di veltroniana memoria, che, però, con il misero 9% dei consensi ottenuti in città, fra l’altro, grazie all’exploit dei tre giovani e bravi consiglieri comunali, non potrà, oggettivamente, rappresentare la base numerica per costruire un’indispensabile alternativa, seria e credibile, al fallimento del PDL e di Scopelliti.
Un PD debole equivale ad un centrosinistra debole.
Se la divisione del centrosinistra rappresenta la linea politica assunta dal PD ce ne faremo una ragione e comunque avremo avuto il merito di fare vedere al popolo del centrosinistra, senza infingimento alcuno, chi vuole, realmente e concretamente, costruire l’unità e chi la predica a parole ma fa di tutto per non realizzarla.
Evidentemente, in questa circostanza, nessuno potrà continuare, in maniera abusiva, a millantare di rappresentare e parlare in nome e per conto del centrosinistra, poiché si tratterebbe semplicemente di un pezzo di centrosinistra.
Vale a dire, tutto ciò che non si dovrebbe fare in una realtà distrutta dal malgoverno di Scopelliti, del PDL e del centrodestra.

 Reggio Calabria lì 6 novembre 2011

Aldo De Caridi                                                                               Ivan Tripodi
   Segretario cittadino IdV                                                        Segretario cittadino PdCI

venerdì 4 novembre 2011

Iniziativa pubblica PdCI: Cominciamo da noi

Ci siamo, ripartono nella piazzetta antistante l’istituto d’Arte, dove li avevamo lasciati gli incontri di dibattito pubblico “Cominciamo da noi…” questa volta il tema dell’incontro sarà il patrimonio artistico e culturale della nostra città di Vibo Valentia, il titolo dell’incontro : “il futuro è quello che già possediamo: recupero del patrimonio artistico e culturale come via di sviluppo”.
A dare il via alla discussione, aperta come al solito a tutti quelli che volessero intervenire, saranno: la dott.ssa Maria Teresa Iannelli direttore del museo archeologico statale di Vibo Valentia, l’arch. Marcello De Vita assessore alla cultura del comune di Vibo Valentia, il professore Giacinto Namia già preside del liceo classico M. Morelli, Manuel Zinnà studente di archeologia e coordinatore provinciale dei giovani dell’IdV. Modera il dibattito Francesco Colelli coordinatore provinciale della Federazione Giovanile Comunisti Italiani.
Un appuntamento a cui tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della città di Vibo Valentia non possono mancare, invitiamo quindi tutti a partecipare ed a intervenire al dibattito.
Vi Aspettiamo nella mattinata di sabato 5 novembre alle ore 10.00, davanti l’istituto d’arte per dibattere con noi per il futuro della nostra città, ricca di tesori spesso abbandonati e che potrebbero da soli dare una forte scossa anche allo sviluppo economico del nostro territorio.
Partito dei Comunisti italiani – Vibo Valentia
Federazione giovanile comunisti italiani – Vibo Valentia

martedì 1 novembre 2011

Replica al consigliere Rocco

Accogliamo con molto piacere la replica del consigliere comunale Rocco al nostro precedente intervento sul quotidiano, che voleva far tornare all’attenzione dei media e degli amministratori la situazione disastrosa in cui versa la frazione di Triparni. Obiettivo centrato parzialmente però, perché non vogliamo sicuramente avviare diatribe personali che portino alla ribalta singoli personaggi politici, ma vorremmo unire tutti nella lotta per i diritti dei cittadini di Triparni.
Evidentemente toccato, ed infastidito, dalla nostra nota critica a lui rivolta si è sentito di illustrare, di nuovo con il suo modo di fare da spot pubblicitario, il suo impegno come esponente politico. Sicuramente noi comunisti e il consigliere Rocco abbiamo un concetto di “fare politica” diverso. Noi non ci sogneremmo mai infatti di dire “grazie al nostro impegno” abbiamo ottenuto quello che alla fine è un semplice “diritto dei cittadini”. Parliamo di diritti infatti e non di “favori personali”. Tra l’altro molti sono i dubbi sui meriti personali del consigliere Rocco per i recenti lavori eseguiti nel territorio di Triparni.
Noi vogliamo solo quello che ci tocca per diritto e sicuramente è un nostro diritto avere una strada provinciale asfaltata e percorribile e non una provinciale che somiglia ad una mulattiera! Sicuramente è un nostro diritto chiedere ed ottenere un’entrata del paese più ospitale e non quella spaventosa frana. È sicuramente un nostro diritto veder rispettata la nostra dignità di cittadini. Ma non perché sono i comunisti a chiederlo o il singolo esponente politico, ma semplicemente perché è un diritto di ogni cittadino!
A questo punto allora anche noi ci sentiamo di dover ringraziare il presidente De Nisi per aver asfaltato la strada provinciale dopo “appena soli due mesi” dall’inizio dei lavori. Aver lasciato, in quei tratti di asfalto appena fatto, la strada senza cunette che sicuramente permetterà all’acqua piovana di inondare la strada durante le piogge e rendere il manto stradale più scivoloso. Ma lo vogliamo ringraziare anche per quei simpatici ed enormi “cespugli” che hanno la tripla funzione di coprire le cunette (quelle rimaste), di dare un’impronta di verde ad una strada altrimenti triste e di rendere arduo il passaggio dei pedoni sul marciapiede!
Ma non vogliamo dimenticare di ringraziare il nostro sindaco (che potrebbe rimanerci male se non lo nominiamo) per quelle lastre di eternit ai bordi della provinciale stessa, vicino ai cassonetti, che ancora ci tengono compagnia e ci fanno sperare in un futuro di tutta salute!
Rivolgendoci ancora al consigliere Rocco vogliamo spiegare il perché il giornale non fa riferimenti a “persone” ma al partito dei comunisti italiani quando viene pubblicato qualche nostro intervento. Senza entrare nel merito delle metodologie di decisioni interne al partito, vogliamo spiegare al consigliere una cosa semplice: il funzionamento dei “partiti politici”, quelli seri! La sua storia politica, con vari passaggi da questo a quel partito, probabilmente non gli ha permesso di capire questi meccanismi. Un partito che lavora in modo serio ed unitario, quale è il PdCI di Vibo Valentia, si esprime e si espone in modo totale al pubblico senza personalismi o ricerche di popolarità dei singoli. Per cui quando un articolo è firmato PdCI, non vuol dire che è anonimo, anzi tutto il contrario, vuol dire che l’idea di quel partito viene trasmessa e resa pubblica ai non esponenti del partito stesso. Il partito tutto si assume la responsabilità delle dichiarazioni fatte in pubblico, è un gruppo intero che si muove all’unisono. E nel nostro caso è anche un gruppo giovane, con dirigenti giovani, pieno di entusiasmo e di passione politica.
Per quanto riguarda il confronto personale e pubblico richiesto dal consigliere Rocco, gli assicuriamo che il PdCI non tarderà a dibattere con lui e con altri esponenti politici e non, nel territorio della frazione di Triparni. Questo non per dar spazio a sfide personali, ma perché sicuramente sarebbe un momento culturale e politico molto importante per la frazione stessa. Un punto di partenza per la rinascita sociale e culturale di questa frazione abbandonata dalle istituzioni. Un momento sicuramente arricchito dall’eventuale presenza del consigliere Rocco, unito nella discussione al gruppo del PdCI e dei cittadini per dibattere delle problematiche attuali.
Detto ciò, preferiamo come nostro solito, non rispondere più ad eventuali controrepliche del consigliere Rocco, per non scadere in uno scontro che sia più di tipo “politico-personale” che “critico-costruttivo”. Questo e qualsiasi tipo di dibattito, anche tenuto con toni “aspri” deve essere costruttivo e bisogna avere la capacità di saper cogliere gli spunti giusti da tutte le discussioni. La politica come la intendiamo noi infatti non è uno scontro personale tra chi ha più voti, ma una sfida nell’interesse comune che mira a raggiungere obbiettivi concreti nell’interesse del cittadino e, quando gli obiettivi vengono raggiunti, la vittoria è di tutti.
 
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo valentia

lunedì 31 ottobre 2011

Sostegno del PdCI e partecipazione al sit-in/raccolta firme per la lapide del partigiano Papandrea

Liberiamo il partigiano Saverio Papandrea.        
Questo è quello cui siamo chiamati a fare la mattina di sabato 29 ottobre. Per cui noi del PdCI saremo in piazza Garibaldi a Vibo Valentia, insieme all’ANPI l’associazione promotrice dell’evento, per partecipare ed offrire tutto il nostro sostegno al sit-in ed alla raccolta firme per ridare la dignità che merita alla memoria del compagno partigiano Saverio Papandrea.
Dopo i numerosi interventi sui quotidiani e gli ultimatum lanciati all’amministrazione comunale è arrivata l’ora di muoversi in modo più concreto ed efficace, per superare quel muro di silenzio da parte dell’amministrazione stessa che sembra non voler capire cosa rappresenta per Vibo Valentia quella lapide che ricorda il partigiano Papandrea. Un compagno morto eroicamente per difendere la sua brigata da un attacco nazista, immolatosi per far si che i suoi compagni si potessero salvare, un partigiano dal cuore d’oro e dotato di enorme coraggio.
In un momento difficile come quello che l’Italia sta attraversando ci sembra più che giusto ricordare chi in passato ha lottato per far venir fuori l’Italia dal suo periodo più buio, il ventennio fascista. Il suo ricordo ci può dare speranza per il futuro, ma soprattutto ci insegna a lottare per un futuro migliore.
Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, per onorare la sua memoria, è lottare affinché venga “liberato” dal quel gazebo che lo imprigiona e far si che la lapide commemorativa ritorni ad avere la visibilità e la dignità che merita.
L’appello è quello di scendere tutti in piazza per partecipare al sit-in ed alla raccolta firme per la liberazione “del partigiano Saverio Papandrea” tutti insieme, associazioni, partiti e cittadini per far sentire la nostra voce e arrivare a vincere questa battaglia civile.
Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia

giovedì 27 ottobre 2011

NO carbone day

Il Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria aderisce alla giornata nazionale di mobilitazione “NO CARBONE DAY” contro il carbone e parteciperà al presidio che si terrà sabato 29 ottobre davanti ai cancelli dell'ex Liquichimica di Saline Ioniche per ribadire in modo fermo e deciso il nostro NO alla centrale a carbone di Saline: un’impianto impianto dannoso, inquinante e devastante che rappresenterebbe la pietra tombale sul futuro del territorio del basso jonio reggino.
Il PdCI si unisce  in questa battaglia alle popolazioni locali, ai sindaci dell'area grecanica, agli enti locali, alle associazioni ambientaliste e di salvaguardia del territorio che già in diverse occasioni hanno manifestato il loro netto rifiuto nei confronti di quest’opera che si vuole imporre a tutti i costi per soddisfare gli interessi rapaci di chi vuole realizzare solo i propri profitti. Il PdCI reggino il 29 ottobre sarà accanto ai cittadini, alle associazioni ed ai comuni che si battono contro questa scelta scellerata calata dall'alto, che mette a serio rischio la salute dei cittadini e che umilia il territorio.
Una scelta che è stata avallata anche dal colpevole assenso del governo Berlusconi-Bossi che in tal modo dimostra ancora una volta di considerare la nostra regione alla stregua di una pattumiera nella quale si può buttare di tutto.
Respingiamo con forza e con sdegno questo disegno criminale contro il popolo e contro il territorio che aggredisce uno dei territori più belli della provincia di Reggio Calabria..
Per Saline Joniche e per i comuni vicini ci vuole ben altro. In particolare occorre  uno sviluppo basato sulla salvaguardia del territorio, sul turismo, sulla valorizzazione dei prodotti e delle colture tipiche, che crei lavoro sicuro, stabile, un modello, basato sulle nuove energie rinnovabili, alternativo e sostenibile.

Partito dei Comunisti Italiani
Reggio Calabria, 26 ottobre 2011

Sostegno del PdCI alla lotta di Verbicaro

I Comunisti Italiani della Calabria sono incondizionatamente vicini alla giusta lotta portata avanti dal coordinamento dei disoccupati di Verbicaro e dell’Alto Jonio cosentino, i quali protestano contro la vergognosa insensibilità della giunta regionale guidata da Scopelliti, che non ha proceduto all’attuazione di alcuni specifici progetti occupazionali che riguardano circa 70 lavoratori.
L’azione di lotta portata avanti dai disoccupati è sfociata nella decisione, assunta da circa una settimana, di salire sul campanile della chiesa di S. Giuseppe di Verbicaro.
Nonostante i vari incontri e le promesse verbali, i disoccupati hanno deciso di proseguire l’azione di lotta e la permanenza nel campanile della chiesa che sta ospitando, con grande senso di solidarietà, la drammatica protesta dei disoccupati.
La battaglia per il lavoro dei disoccupati di Verbicaro è la battaglia di tutta la Calabria che vuole cambiare l’attuale condizione e che lotta contro il palese tentativo, portato avanti dal PDL di Scopelliti, di trasformare la Regione in una indegna macelleria sociale.
I Comunisti Italiani calabresi sono, pertanto, fino in fondo e senza alcuna esitazione, accanto ai coraggiosi disoccupati di Verbicaro e alle loro sacrosante rivendicazioni.

Michelangelo Tripodi (segretario regionale PdCI) 
Reggio Calabria, lì 23 ottobre 2011



Aggressione alla stampa

Gli episodi di vera e propria intimidazione nei confronti di alcuni giornalisti ed operatori radiotelevisivi avvenuti durante lo svolgimento dell’odierno Consiglio comunale di Reggio Calabria, rappresentano una gravissima minaccia al normale esercizio della libertà di stampa.  Libertà di stampa che, fino ad oggi, nonostante il comportamento anti-democratico tenuto dal sindaco Arena, è ancora costituzionalmente garantita. Anzi, è bene ricordare, si tratta di un pilastro della nostra democrazia.
Pertanto, la decisione, dispotica e intimidatoria, adottata da Arena, il quale ha inviato la Polizia Municipale per procedere all’identificazione di un giornalista del Corriere della Calabria e dell’operatore della troupe televisiva di Telereggio, rappresenta un episodio gravissimo ed inquietante. Si tratta di pericolosi segnali, tangibili e drammaticamente concreti, che evidenziano la mancanza del benché minimo rispetto delle basilari regole democratiche. Un triste punto di non ritorno.
Siamo arrivati ad un momento nel quale la libera stampa - colpevole, nei fatti, di informare la cittadinanza sull’enorme disastro amministrativo e sulla voragine finanziaria causati dal PDL di Scopelliti e Arena - non può svolgere la sua funzione e il suo ruolo.
Ci troviamo di fronte a fatti ed episodi di una gravità eccezionale che si inseriscono in una strategia, scientemente studiata, che mira a imbavagliare, anche a Reggio, la stampa e i giornalisti.
Ovviamente questo disegno non passerà, poiché troverà un muro invalicabile costituito dalla stragrande maggioranza del popolo libero, a partire dai Comunisti Italiani.
In tal senso, siamo vicini a tutti i giornalisti e a tutte le testate per quanto accaduto e li invitiamo a proseguire nel loro difficile impegno e nel duro lavoro quotidiano per informare ed informarci su tutto lo sfascio provocato dal decrepito “modello Reggio”: un modello utilizzato per truffare e rubare il denaro pubblico e della collettività.
Infine, suggeriamo al sindaco Arena, evidentemente particolarmente acerbo nella conoscenza della Costituzione, sulla quale, però, da sindaco, ha solennemente giurato, di andare a leggere e, eventualmente, imparare a memoria l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
E’ evidente che ne ha tanto ed enorme bisogno.

Partito dei Comunisti Italiani 
Reggio Calabria lì 21ottobre 2011

Sciogliere le società miste a Reggio

Le pesantissime macerie provocate dal disastro finanziario e dal fallimento del “modello Reggio” di Scopelliti e Arena, con il pesantissimo buco di oltre 170 milioni di euro rilevato ufficialmente dagli ispettori del Ministero dell’Economia e Finanze, rischiano di travolgere ed affossare definitivamente la città e tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno avuto rapporti con l’amministrazione comunale.
E’, assolutamente, insopportabile, sotto ogni punto di vista, il vergognoso “trattamento” che stanno subendo i lavoratori della Multiservizi.
Come noto i lavoratori della Multiservizi non percepiscono gli stipendi dal lontano mese di agosto. Si tratta di una situazione assurda e inammissibile. Un’insostenibile condizione di difficoltà e disperazione che sta drammaticamente mettendo in ginocchio centinaia di famiglie che non hanno alcuna fonte di reddito.
La prima richiesta che formuliamo è che tutti i lavoratori vengano pagati immediatamente, liquidando le spettanze dovute, che ammontano ormai a tre mensilità di stipendio.
Ma ciò non basterà perché ormai è un susseguirsi di ritardi, inadempienze, sprechi e buchi di bilancio.
E’, quindi, venuto il momento di fare definitivamente chiarezza rispetto a questi carrozzoni clientelari che sono state le società miste. Società come la Multiservizi che, secondo quanto accertato dalla Procura della Repubblica Italiana di Reggio Calabria, in una recente inchiesta, aveva tra i soci privati, addirittura, le cosche della ‘ndrangheta reggina.
Vale a dire, una vergogna politica e morale: senza se e senza ma.
Insomma, fatti ed episodi gravissimi che ci impongono di dire, una volta per tutte, basta.
In tal senso, i Comunisti Italiani chiedono, ufficialmente, che si chiuda, rapidamente, la tristissima stagione delle società miste, a partire da Multiservizi, Leonia, Reges e Recasi.
Si proceda, pertanto, alla necessaria salvaguardia di tutti i posti di lavoro, nessuno escluso, attraverso l’assunzione e il rapido assorbimento di tutti i lavoratori negli organici del Comune di Reggio e, contestualmente, alla formalizzazione dell’uscita del Comune da queste società. Non c’è più tempo da perdere.
E’, infatti, inaccettabile che il Comune di Reggio continui a mantenere in vita società che, nei fatti, hanno provocato costi, esorbitanti e ingiustificati, per la collettività a fronte di servizi insufficienti o, in alcuni casi, inesistenti.
La grande mangiatoia sulla pelle dei reggini deve immediatamente finire.
Con il ritorno alla gestione diretta dei servizi comunali che noi chiediamo ci sarà sicuramente una fortissima riduzione delle spese enormi ed ingiustificabili che sono state causate dal saccheggio di risorse pubbliche operato dalle società miste. 
Si apra, quindi una nuova stagione che rimetta al centro i reali interessi della città, dei reggini e degli esausti lavoratori che attendono gli stipendi. Stipendi che servono, semplicemente, per sopravvivere.
E’ questa la limpida e lineare posizione del Partito dei Comunisti Italiani che, come la stragrande maggioranza dei reggini, è stanco di assistere al disastro amministrativo provocato dal centrodestra e dal Pdl di Scopelliti e Arena e sulla quale chiede il consenso e l’adesione di tutta la cittadinanza.
Se la nostra richiesta non sarà accolta, il PdCI proporrà alle altre forze della sinistra di promuovere congiuntamente un referendum popolare per l’abolizione delle società miste e per rompere un sistema di potere clientelare e affaristico che taglieggia i lavoratori e mortifica la città.

Partito dei Comunisti Italiani 
Reggio Calabria lì 19 ottobre 2011

venerdì 21 ottobre 2011

Eletto il segretario e il nuovo direttivo della sezione di Vibo Valentia

Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo cittadino della sezione del Partito dei Comunisti Italiani chiamato a raccolta per l’elezione del segretario cittadino in seguito al congresso svoltosi qualche giorno prima in cui erano stati convocati tutti gli iscritti per il rinnovo degli organismi dirigenti.
Il direttivo eletto il giorno del congresso è così composto: Nicola Iozzo, Filippo Benedetti, Francesco Colelli, Francesco Masè, Alfredo Federici, Francesco Cortese, Giuseppe Borrello, Giuseppe Ambrosio, Aurelio Raniti, Giovanni De Sossi e Giuseppe Condoleo.
Il direttivo all’unanimità ha riconfermato il segretario uscente Nicola Iozzo.
Questa conferma rimarca la volontà di proseguire con quel progetto politico iniziato due anni e mezzo fa dal PdCI di Vibo Valentia, e cioè quell'idea di far posto ai giovani nella politica.
Giovani appunto, quello che forse è la novità maggiore in questo nuovo direttivo cittadino, un gruppo unito e con tanta voglia di fare che già nel passato si è fatto notare per le iniziative prodotte.
Iniziative che contiamo di riprendere al più presto, come i dibattiti aperti al pubblico e i vari banchetti informativi sui temi e sui problemi che interessano la gente. Perchè l'obbiettivo dei compagni del PdCI è proprio quello tornare a parlare alla gente e con la gente, per sentire quali sono i loro bisogni e le difficoltà dei cittadini. Un modo di fare politica che rifiuta i compromessi e gli accordi sottobanco e promuove la politica dei contenuti e dei temi che più interessano alla piazza.
Questo nuovo direttivo risulta significativo a testimonianza del fatto che esiste ancora e vive in molti giovani il pensiero, la dottrina, la dignità di un popolo comunista che si pone come obbiettivo primo cambiare lo stato di cose presenti.

Calato di nuovo il silenzio su Triparni

Dopo un periodo di forte presenza mediatica è calato di nuovo il silenzio sui molteplici problemi che interessano la piccola cittadine del comune di Vibo Valentia. Ma ad un mese di distanza dagli appelli lanciati sul quotidiano da alcuni cittadini, dal capogrupppo del Pd al consiglio comunale Michele Soriano e da noi del PdCI (non era la prima volta che ci occupavamo di Triparni) niente si è mosso, nemmeno la più semplice operazione di manutenzione ordinaria è stata fatta!
A che serve allora rivolgerci ai nostri amministratori ci chiediamo? Ma soprattutto perché certi amministratori, se non hanno voglia di rispondere alle domande dei cittadini, si candidano a rappresentarli e si battono per occupare un posto di comando, salvo poi scaldare la poltrona su cui ci si è comodamente seduti?
Ormai stiamo veramente perdendo la speranza, la rabbia sale come del resto in ogni altra parte d’Italia. I cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni che sono cieche e sorde ed in alcuni casi, come ad esempio comune e provincia di Vibo, anche mute. Dovunque il centrodestra sta distruggendo la storia e non rispetta i territori, ma d’altronde anche alcuni governi del centrosinistra come il nostro della provincia, stanno combinando di tutto e di più, tranne appunto che governare nell’interesse dei cittadini!
Ma noi comunisti siamo dei testardi e per l’ennesima volta vogliamo portare all’attenzione di questi “politicanti” gli innumerevoli problemi che il territorio di Triparni sta affrontando. Vogliamo ricordare ad esempio quella spada di Damocle che pende sulle persone che abitano vicino a quella che ormai è una spaventosa voragine, e ci riferiamo alla famosa piazza franata. Qualche tempo fa il Sindaco D’Agostino era venuto a Triparni per incontrare i cittadini, da allora non è più tornato dai cittadini di Triparni, forse considerati cittadini di serie B, troppo impegnato il Sindaco per dare retta a dei “paesanotti”. Ma ancora vogliamo fare una domanda più diretta: quelle lastre di eternit sul ciglio della strada, quando le porterete via? Questo sicuramente è un problema che può essere risolto in modo immediato e comunque ricordiamo che è un’emergenza sanitaria, per cui va risolta in tempi brevi. Sono passati quasi tre mesi ormai eppure nessuno se ne è mai preoccupato!
Che dire poi della strada provinciale per Porto Salvo? Non ci sono aggettivi che possano definire le condizioni penose in cui si trova, un vero colabrodo, una strada di campagna al confronto è più comoda e sicura da percorrere. Ma se l’amministrazione provinciale non poteva asfaltare la strada dopo aver fatto quei “lavori di ripristino” (se così si possono chiamare) perché ha scavato tutti quei metri di asfalto? Possibile che non sappiano farsi due conti? Quando una cosa si deve fare, si deve fare bene, inutile metterci mano per poi rendere le cose peggiori. Sicuramente il presidente De Nisi non è mai passato per quella strada altrimenti avrebbe notato, da ingegnere, che le cose non sono come dovrebbero essere e che la strada è pericolosissima soprattutto dopo queste prime piogge.
Tempo fa qualcuno aveva detto di avere la “ricetta per far rinascere Triparni”, tessendo le lodi dell’amministrazione comunale (nonostante questo fosse all’opposizione in consiglio) e immaginando grandi opere eseguite nel paese. Come in una televendita si prometteva una piazza al centro del paese (che però i cittadini non hanno mai chiesto e della quale non sentono il bisogno), il recupero del campetto e della palestra e strade sistemate qua e la. Ma come le tante televendite che rifilano patacche sappiamo che nessuna di queste cose sarà mai fatta a Triparni, soprattutto con questi amministratori e con questi rappresentanti!
La gente non chiede la luna e non vuole essere presa in giro. Sappiamo che non è un momento facile per tutta l’economia italiana e sicuramente non è il momento per chiedere lavori troppo onerosi. Quello che chiedono i cittadini sono cose semplici, spesso di manutenzione ordinaria come la sistemazione della strada provinciale e la pulizia delle cunette lungo la stessa, la rimozione di quelle lastre di eternit e lavori che ridiano decoro e dignità ad un paese che si sente depredato. Agli amministratori chiediamo una maggiore attenzione verso il territorio e verso il paese, ma soprattutto rispetto. Perché soddisfare i bisogni dei cittadini è una forma di rispetto degli amministratori e se non sono capaci di farlo allora che se ne vadano a casa, sicuramente nessuno sentirà la loro mancanza.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

Testamento politico di Muammar Gheddafi, Guida della Rivoluzione della Grande Jamahiriya Araba Libica Popolare Socialista

"Riteniamo sia giusto pubblicare questa lettera e lasciamo a voi ogni commento, lo lasciamo a chi si indigna per dei sampietrini lanciati contro dei blindati ma che volta il proprio sguardo altrove quando a morire sotto le cannonate è il popolo palestinese, quella stessa gente che chiedeva di arrestare di black bloc e allo stesso tempo chiedeva di bombardare il popolo libico. Noi non abbiamo più insulti da mandarvi cari moralisti a senso unico."






In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso;
Per 40 anni, o magari di più, non ricordo, ho fatto tutto il possibile per dare alla gente case, ospedali, scuole e quando aveva fame, gli ho dato da mangiare convertendo anche il deserto di Bengasi in terra coltivata.
Ho resistito agli attacchi di quel cowboy di nome Reagan anche quando uccise mia figlia, orfana adottata, mentre in realtà, tolse la vita a quella povera ragazza innocente cercando di uccidere me.
Successivamente aiutai i miei fratelli e le mie sorelle d’Africa soccorrendo economicamente l'Unione africana, ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la gente a capire il concetto di vera democrazia in cui i comitati popolari guidavano il nostro paese; ma non era mai abbastanza, qualcuno me lo disse, tra loro persino alcuni che possedevano case con dieci camere, nuovi vestiti e mobili, non erano mai soddisfatti, così egoisti che volevano di più, dicendo agli statunitensi e ad altri visitatori, che avevano bisogno di "democrazia" e "libertà", senza rendersi conto che era un sistema crudele, dove il cane più grande mangia gli altri.

Ma quelle parole piacevano e non si resero mai conto che negli Stati Uniti non c’erano medicine gratuite, né ospedali gratuiti, nessun alloggio gratuito, senza l’istruzione gratuita o pasti gratuiti, tranne quando le persone devono chiedere l'elemosina formando lunghe file per ottenere un zuppa; no, non era importante quello che facevo, per alcuni non era mai abbastanza.

Altri invece, sapevano che ero il figlio di Gamal Abdel Nasser, l'unico vero leader arabo e musulmano che abbiamo avuto dai tempi di Saladino, che rivendicò il Canale di Suez per il suo popolo come io rivendicai la Libia per il mio; sono stati i suoi passi quelli che ho provato a seguire per mantenere il mio popolo libero dalla dominazione coloniale, dai ladri che volevano derubarci.

Adesso la maggiore forza nella storia militare mi attacca; il mio figliuolo africano, Obama, vuole uccidermi, togliere la libertà al nostro paese, prendere le nostre case gratuite, la nostra medicina gratuita, la nostra istruzione gratuita, il nostro cibo gratuito e sostituirli con il saccheggio in stile statunitense, chiamato "capitalismo", ma tutti noi del Terzo Mondo sappiamo cosa significa: significa che le corporazioni governano i paesi, governano il mondo e la gente soffre, quindi non mi rimangono alternative, devo resistere.

E se Allah vuole, morirò seguendo la sua via, la via che ha arricchito il nostro paese con terra coltivabile, cibo e salute e ci ha permesso di aiutare anche i nostri fratelli e sorelle africani ed arabi a lavorare con noi nella Jamahiriya libica.
Non voglio morire, ma se succede, per salvare questo paese, il mio popolo e tutte le migliaia che sono i miei figli, così sia.

Che questo testamento sia la mia voce di fronte al mondo: che ho combattuto contro gli attacchi dei crociati della NATO, che ho combattuto contro la crudeltà, contro il tradimento, che ho combattuto l'Occidente e le sue ambizioni coloniali e che sono rimasto con i miei fratelli africani, i miei veri fratelli arabi e musulmani, come un faro di luce, quando gli altri stavano costruendo castelli.

Ho vissuto in una casa modesta ed in una tenda. Non ho mai dimenticato la mia gioventù a Sirte, non spesi follemente il nostro tesoro nazionale e, come Saladino, il nostro grande leader musulmano che riscattò Gerusalemme all'Islam, presi poco per me ....

In Occidente, alcuni mi hanno chiamato "pazzo", "demente": conoscono la verità, ma continuano a mentire; sanno che il nostro paese è indipendente e libero, che non è in mani coloniali, che la mia visione, il mio percorso è, ed è stato, chiaro per il mio popolo : lotterò fino al mio ultimo respiro per mantenerci liberi, che Allah Onnipotente ci aiuti a rimanere fedeli e liberi.

Colonnello Muammar Gheddafi, 5 aprile 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

Liberiamo il partigiano Saverio Papandrea

La resistenza non è solo un momento storico del nostro paese e della nostra cultura, non è una guerriglia tra uomini con idee diverse risolta con la sopraffazione dei buoni sui cattivi, LA RESISTENZA è un valore che appartiene a tutti gli italiani. È uno stato di appartenenza che ha modificato lo stato di cose di una popolazione e che ha permesso la riacquisizione di tutti quei diritti fondamentali che sono stati sopraffatti dal ventennio fascista; è come se in quel momento TUTTI gli italiani fossero rinati, ponendo le basi della democrazia repubblicana che oggi abbiamo nel nostro paese. È stato un punto di partenza che ha aperto le porte all’Italia sul mondo moderno e democratico ponendola libera dallo stato di oppressione di una dittatura e da una fantomatica monarchia. Alla resistenza dobbiamo la libertà di espressione, la libertà di parola, la libertà di poter svolgere ul lavoro che meglio ci permette di esprimerci, proprio il lavoro, il diritto sul quale si fonda la nostra costituzione. Questo valore (la resistenza) che si è acquisito, troppe volte viene messo da parte, accantonata  e vista in un ottica che la pone come appartenente ad  una sola parte politica, ma cosi non è; perche alla resistenza hanno partecipato uomini di tutte le parti democratiche del tempo, comunisti, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani e liberi cittadini. Questo valore oggi va rivalutato m soprattutto non possiamo dimenticarlo. Non possiamo cancellare quel momento storico, non possiamo accantonarlo per mere opportunità economiche e personali.
Cosi succede che nel nostro comune un libero commerciante, che deve la sua libertà come tutti noi proprio a quel valore, chiede ed ottiene una autorizzazione a poter costruire, legittimamente e seguendo tutti gli obblighi di legge, un gazebo in legno; questa autorizzazione viene concessa in modo libero trasparente e democratico, proprio di uno stato di diritto e non di una dittatura, dall’ufficio Urbanistica del nostro comune. Sicuramente saranno stati presi tutti gli accorgimenti di legge per questa concessione, e non vogliamo mettere in dubbio i termini legali dell’autorizzazione richiesta dal commerciante e concessa dal comune.
Ma una cosa la vogliamo chiedere ai nostri amministratori, ai capigruppo in consiglio comunale del Pdl ( Mario Mazzeo), dell’UDC ( Tonino Daffinà), del PD ( Michele Soriano) e di Sinistra per Vibo ( Stefano Luciano). Ai capigruppo consiliari che siedono negli scranni del civico consesso del comune di Vibo Valentia, affinché, per non dimenticare la resistenza, per non dimenticare la morte di uomini e donne, per non dimenticare il coraggio di chi si è difeso per consegnarci oggi uno stato di diritto che permette anche a VOI di sedere ed occupare democraticamente quegli scranni. A voi capigruppo chiediamo di attrezzarvi e trovare i modi affinché, in accordo con le parti interessate, quel gazebo venga rimosso, e si possa così ammirare, guardare e ricordare SAVERIO PAPANDREA, leggendo la lapide che lo ricorda come uno di quegli uomini di animo nobile e coraggioso, morto alla giovanissima età di 23 anni a Torino, per affermare il diritto di libertà intrinseco della natura umana. Noi cittadini vibonesi non possiamo mettere da parte la nostra memoria, coprendola con un gazebo in legno. Chiediamo ai nostri amministratori, nelle persone dei capigruppo consiliari, anche alla luce delle limitazioni che la politica ha avuto in seguito alla modifica introdotte dal  DL 267 del 2000, rispetto alla pianificazione territoriale; anche alla luce di tutto ciò la politica non può delegare agli uffici tecnici, giustificandosi come se fosse una cosa che non gli appartiene ma  deve prendersi la responsabilità di fronte alla storia per  ridare lustro e visibilità alla lapide di SAVERIO PAPANDREA. NON CANCELLATE LA STORIA!!!