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venerdì 15 giugno 2012

La cronaca della conferenza stampa del PdCI di sabato 9 giugno

Il PdCi lancia la petizione sull'acqua.
Via dall'Alaco e addio alla SoRiCal.

Il PdCi cittadino dopo aver denunciato per mesi i problemi dell'acqua e dopo aver svolto un ruolo da protagonisti all'interno del movimento referendario pro acqua pubblica, sabato mattina, all'interno della conferenza stampa esauritasi in piazza Municipio, ha lanciato una petizione popolare sperando nella partecipazione dei cittadini colpiti e presi in giro su una tematica così importante.
Ad aprire la conferenza stampa, il segretario di federazione, Filippo Benedetti, che chiede che venga chiuso il bacino idrico dell'Alaco, che da anni avvelena la popolazione tutta e sul quale sono stati tenuti molti studi che hanno evidenziato una palese situazione d'inquinamento chiara a tutti da tempo ma sapientemente insabbiata da una classe politica sottomessa e connivente alle logiche dettate dai poteri economici che, da sempre, vessano e depauperano il nostro territorio, scevri da ogni qualsivoglia tipo di rimorso. Alaco balzato agli onori della cronaca per l’inchiesta acqua sporca della procura di Vibo Valentia in cui risultano indagati, tra gli altri, Abramo, il Sindaco di Vibo Agostino e l’ex sindaco Sammarco. Una situazione su cui auspichiamo sia fatta piena luce nel più breve tempo possibile.

Ci pensa invece il segretario cittadino Nicola Iozzo ad enunciare il secondo punto della suddetta petizione ovvero, la rescissione contrattuale nei confronti di SoRiCal.
Azienda “senza cuore” che un anno orsù privò un intero comune dell'acqua (Cinquefrondi, ndr) e che continua a lucrare imponendo quella che, visto il mancato servizio elargito, è di fatto un imposta spalleggiata dal comune che non ha mai richiamato ufficialmente l'azienda. Stralciare questo contratto significa dare seguito all’esito referendario del giugno dell’anno scorso e ripubblicizzare questo servizio sarebbe, quanto meno, un passo significativo per rendere i beni veramente comuni. E tutto questo si può ottenere riaprendo i pozzi comunali presenti nel territorio di Vibo e voluti dalla migliore amministrazione che questa città abbia avuto; l’amministrazione Iannello.
Il coord. Della giovanile del Partito, Francesco Colelli, spiega invece come sia insufficiente la riduzione del canone proposta dal comune e offre delucidazioni sul terzo punto: Rimborso e/o esonero delle utenze del servizio idrico.
Ovviamente, perchè bisognerebbe pagare chi ci avvelena da sempre?
A chiudere la conferenza stampa ci pensa il Segretario regionale Michelangelo Tripodi, il cui primo pensiero va ai lavoratori dell'ItalCementi, invitandoli a lottare spiegando quanto sia drammatica la situazione che stanno vivendo soprattutto in un territorio come la Calabria, e la provincia di Vibo in particolare, dove quel poco che ha resistito allo smantellamento sta diventando mera illusione provvisoria.
Tripodi punta poi il dito contro l'Imu, la tassa sui beni immobili, che a Vibo verrà forse mantenuta all'aliquota standard del 0,4% che vorrà dire in ogni caso un salasso per fasce più deboli dei cittadini di Vibo Valentia. Sarà l’ennesima beffa che si aggiungerà all’enorme problema dell’acqua non potabile riversata nelle case e, nonostante ciò, pagata per buona dalla popolazione. Ancora oggi il Sindaco D’Agostino non ha emesso alcuna ordinanza in merito. L’acqua è potabile o no? Secondo la procura con quell’acqua, forse, non si possono annaffiare nemmeno le piante.
L'invito è quindi quello di partecipare alle numerose iniziative dove verrà promossa la suddetta petizione con lo spirito, del PdCI, di costruire un'alternativa per il territorio.

mercoledì 19 ottobre 2011

Rimpasto in giunta? No grazie, al sindaco va bene così.

Qualche giorno fa il Sindaco Nicola D’Agostino, faceva sapere dalle pagine del quotidiano, che il rimpasto della giunta e la verifica chiesta in via ufficiosa da alcune “frange” di Pdl e Udc non si farà. A suo modo di vedere le cose vanno bene così, e sembra essere parecchio contento di quello che la sua giunta (non) ha prodotto. Sinceramente ci chiediamo dove sia vissuto fino ad oggi il nostro “caro” sindaco! Eppure i problemi irrisolti che attanagliano tutto il territorio comunale sono tanti, e se anche non riuscisse a capirli da solo, basta leggere il giornale per capire che ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

Per questo si, dobbiamo ringraziare la sua inoperosa giunta, che è bravissima nel turarsi il naso e tapparsi le orecchie per essere cieca e sorda ai problemi del comune di Vibo Valentia! Noi comunisti non ne saremmo capaci. Ma anche noi ci sentiamo di dire grazie agli 11 assessori del comune di Vibo Valentia.

Questa giunta ha affrontato al meglio il problema dell’acqua potabile che, ricordiamo, ancora non è stato risolto. Ha combattuto ma ha miseramente perso contro i rifiuti che ormai invadono con prepotenza le nostra strade! Per far fronte ai tagli fatti dai loro stessi amici (degli amici) del governo nazionale e regionale, il grandissimo economo Scianò (colui che qualche mese fa faceva il saluto romano davanti alla statua di Luigi Razza) magicamente è riuscito a far sparire 5milioni di euro, in meno di un anno e mezzo, dalle casse del comune! Hanno affrontato il dramma del dissesto idrogeologico e ne sono usciti dissestati! Hanno brillantemente pensato di fronteggiare il problema della disoccupazione assumendo gente a propria discrezione e senza concorsi. Ma ricordiamo ancora l’inquinamento del litorale, la questione del blocco dell’edilizia, la  viabilità, ilavori pubblici. Questa è la migliore giunta possibile secondo D’Agostino? Non osiamo pensare ad una giunta peggiore. Hanno affrontato tutto questo e hanno risolto qualcosa? Nulla!!! Una manica di incapaci, e meno male che uno dei più inutili l’hanno regalato a De Nisi per alzare di livello quell’altra giunta, per il quale non sappiamo se ridere o piangere.

Ma qualcosa è stata prodotta, tipo l’utilissima campagna di sterilizzazione dei cani di cui sicuramente saranno contenti gli animalisti! Ma anche il censimento per l’eternit che oggi ci ritroviamo allegramente depositato sulle strade della città! A Triparni ed alla biblioteca comunale ormai ci hanno fatto l’abitudine e gli abitanti limitrofi hanno già prenotato le sicure sedute di chemioterapia! Sponsorizzate dall’attuale amministrazione comunale! Senza parlare della fogna che invade le campagne tra Vena inferiore e Triparni. Non contiamo poi le strade-groviera piene di buchi, da dove ogni tanto, (vedi zona Terravecchia) si affaccia qualche ratto per rivendicare il territorio, ratti talmente tanto grossi che dovrebbero chiedere la concessione edilizia per le loro tane!

Ecco cosa hanno fatto: hanno trasformato la città in uno scenario post apocalittico. Il nostro comune sembra Tripoli, peccato però che da noi non ci siano gli insorti, quello che vediamo è solo colpa di inettitudine ed apatia!
Quello che invece avrebbero dovuto affrontare sono i rimorsi di coscienza per aver messo in ginocchio una intera città ma ci rendiamo conto che  gli viene altamente difficile ammettere i propri errori e tornare mestamente a casa e questo è anche colpa dell’opposizione consiliare che invece di fare le barricate in consiglio preferisce scaldare le poltrone.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

sabato 18 giugno 2011

ANALISI DEL VOTO SUL REFERENDUM DELLA FGCI E DEI GC DI VIBO

Dalle consultazione referendarie di domenica e lunedì è emerso un dato chiaro ed inequivocabile: gli italiani hanno respinto che forza e determinazione ogni tentativo del governo di privatizzare l’acqua, di procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari e, infine, di consentire al premier ed ai suoi ministri di sottrarsi al giudizio dei magistrati italiani. Inoltre, pensiamo sia necessario soffermarsi sul dato politico di questa consultazione: il popolo ha deciso di bocciare in massa quattro provvedimenti adottati dal governo Berlusconi che, dopo la sonora sconfitta delle comunali, dovrebbe prendere atto della situazione che si è venuta a creare e dimettersi. Tutto il Pdl, infatti, più che lasciare libertà di scelta sul voto referendario (come ribadito da Berlusconi), ha invitato il propri elettori a disertare le urne, sperando sino all’ultimo di non raggiungere il quorum. Forse Berlusconi, però, non riesce a rendersi conto che gli italiani non sono dei burattini da utilizzare a proprio piacimento. Il plebiscito ottenuto al referendum, inoltre, pensiamo sia merito di tutti i comitati promotori che, in queste settimane, si sono spesi per organizzare iniziative, banchetti e tutto ciò affinché i cittadini si rendessero conto della portata e dell’importanza di votare SI. Su questo, però, vorremmo ricordare il prezioso contributo offerto dalla Federazione della Sinistra che, con le molteplici iniziative organizzate in questi mesi, ha contribuito al raggiungimento del quorum. Anche sul voto di Serra, però vorremmo conoscere le intenzioni del sindaco Rosi. Mesi addietro avevamo invitato l’ex primo cittadino, Raffaele Lo Iacono, a riconoscere nello statuto comunale il diritto all’ acqua quale bene pubblico, accessibile a tutti e privo di rilevanza economica. All’ epoca, però, Lo Iacono ci rispose che “non è facile modificare lo statuto”. Questo inviato lo rivolgiamo anche all’ attuale sindaco del Pdl, Bruno Rosi, in modo tale da chiudere definitivamente ogni rapporto con la Sorical che, per anni e anni, ha sperperato sulla pelle dei cittadini, affinché la gestione dell’ acqua ritorni nelle mani del Comune.

Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Giovani Comunisti - Vibo Valentia

sabato 4 giugno 2011

Comunicato conferenza stampa per i referendum del 12 e 13 giugno

I partiti della FdS, SeL, IdV, PD ed i verdi insieme all’associazione ANPI, WWF e il sindacato CGIL-AUSER si ritroveranno questo sabato, 4 giugno, alle ore 10.30 di su Corso Vittorio Emanuele di fronte l’ufficio sanitario per indire una conferenza stampa sui quesiti referendari del 12 e 13 giugno.
Dopo la sontuosa vittoria elettorale contro una destra che ha ormai stufato il popolo italiano, quella destra con a capo Silvio Berlusconi, la sinistra italiana e quindi anche quella vibonese vuole lanciare un forte segnale alla gente, per questo scende in campo in maniera attiva per informare e fare campagna elettorale sui 4 quesiti referendari.
Quattro SI! Questa la parola d’ordine per l’intera coalizione di sinistra.
Diciamo SI per far tornare l’acqua pubblica ed allontanare l’ombra del vile denaro e del guadagno da un bene così fondamentale per la vita dell’uomo. Diciamo SI per scongiurare il rischio delle centrali atomiche sul nostro territorio nazionale, proponendo energie rinnovabili ed alternative al progetto del governo che vuole sono ingrassare le casse degli industriali. Infine diciamo SI a quella legge ingiusta che è il “legittimo impedimento”, perché tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e tali devono rimanere, senza privilegi.
Il risultato elettorale di queste ultime elezioni amministrative ci fa capire che la gente ha voglia di partecipare alla vita politica, che la gente vuole essere parte attiva nelle decisioni amministrative e politiche della nazione. Il governo voleva togliergli questa opportunità, aveva tentato di annullare il quesito sul nucleare ma la cassazione ha deciso che il referendum ci sarà e noi diciamo che saranno sicuramente “quattro SI”!
Facciamo sentire all’Italia intera che noi ci siamo, che siamo pronti a scendere in campo per liberare questa nazione, prendere in mano il nostro destino e costruire il nostro futuro come noi lo vogliamo!
Rinnoviamo il nostro invito per sabato 4 giugno alle ore 10.30 su Corso Vittorio Emanuele (piazz. Municipio) di fronte l’ufficio sanitario.
Comunicato congiunto:
Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, PD
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, CGIL-AUSER, WWF

mercoledì 1 giugno 2011

I manifesti per il referendum




Comunicato banchetti campagna referendaria (FdS, SeL, IdV, ANPI, CGIL e verdi)

Si ritrova di nuovo, tutta la sinistra Vibonese, per prepararsi alla campagna elettorale-informativa sui quesiti referendari del 12 e 13 giugno.

In una riunione tenutasi nella sede della Cgil di Vibo Valentia i partiti della FdS, SeL, IdV ed i verdi insieme all’associazione ANPI e il sindacato CGIL si sono incontrati per dar via alla campagna informativa sul referendum di giugno. Referendum importantissimo al quale i media nazionali non stanno dando un giusto risalto. Tocca allora a chi, da sempre, ha a cuore le sorti dei cittadini e del popolo italiano diffondere il messaggio dell’importanza di andare a votare al referendum. Quell’area politica che nonostante le difficoltà e le continue diffamazioni del governo continua a lottare per il bene comune, senza chiedere nulla in cambio. Lo fa perché come al solito sente di dover lottare per la gente.
Continueranno quindi gli incontri, come già succede da un paio di settimane, su corso Vittorio Emanuele (di fronte l’ufficio sanitario), dalle ore 10 fino alle 20, per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente il governo Berlusconi va come al solito in controtendenza e decide di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama a sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
La sovranità appartiene al popolo. È questo che siamo chiamati a difendere andando a votare al referendum! Nonostante abbiamo assistito ad un vile attentato alla democrazia con l’approvazione del decreto omnibus che mira ad annullare il referendum sul nucleare, noi dobbiamo sentirci in dovere di partecipare attivamente alla vita ed alle decisioni della nostra nazione. Questa è democrazia.
Perciò noi abbiamo deciso di schierarci con il popolo e di stare in mezzo a loro. Vi aspettiamo quindi ogni sabato fino al venerdì prima del referendum del 12 e 13.

Comunicato congiunto:
Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi,
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, CGIL

Comunicato banchetti campagna referendaria

Anche questo sabato, come già stiamo facendo da un paio di settimane, noi della Federazione della Sinistra (PdCI e PRC) e i ragazzi dell’Italia dei Valori saremo presenti in Piazza Municipio (di fronte l’ufficio sanitario) per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Nonostante la campagna di oscurantismo operata dai media nazionali noi infatti crediamo nell’importanza di questo referendum, che pone l’attenzione su problemi fondamentali che vanno dalla salute alla difesa della costituzione fino anche a toccare temi di diritti umani. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. Anche tralasciando quello che è successo recentemente a fukushima gli effetti disastrosi sulla nazione che una centrale nucleare poterebbe sono molti: lo smaltimento delle scorie tossiche, l’inquinamento e l’elevato consumo dell’acqua usata per il raffreddamento del reattore, le radiazioni nei dintorni della centrale, l’elevato costo (nonché la scarsa reperibilità) dell’uranio usato nel reattore e molti altri.        
In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente noi andiamo come al solito in controtendenza e decidiamo di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Acqua S.p A., una cosa che fa inorridire. Sarebbe come far pagare l’aria che respiriamo! Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. I nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero dare lezione di morale e difendere la nostra bellissima costituzione la attaccano ogni giorno, cercando di aggirare le leggi per poter agire indisturbati e continuare i loto loschi affari. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
Non possiamo quindi rimanere indifferenti e fare il gioco di questo governo che vorrebbe vedere annullato il referendum e che vorrebbe poter decidere delle nostri sorti senza nemmeno interpellarci. La sovranità appartiene al popolo! E questa è democrazia.
Perciò noi della Federazione della Sinistra e dell’Italia dei Valori continueremo la nostra opera di informazione ogni sabato fino al venerdì prima delle elezioni del 12 e 13.
Il 12 e 13 giugno vota 4 SI!

domenica 1 maggio 2011

Risposta a Nicola D'Agostino

La situazione, per quanto riguarda l’acqua a Vibo Valentia, “dovrebbe” essere tornata normale. “Dovrebbe”! Come si può usare il condizionale, in un caso del genere che interessa la salute dei cittadini, e continuare nell’attività di amministratore in un comune come Vibo Valentia? È quello che ci chiediamo noi del PdCI da quando abbiamo letto l’intervista fatta al Sindaco Nicola D’agostino, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine del quotidiano.
Ma d’altronde non possiamo aspettarci dichiarazioni “ferme e precise” da un sindaco che di fronte alla domanda: “lei usava l’acqua quando la dichiarava potabile?” risponde “si la usavo, ma non per bere”. E allora signor sindaco, secondo lei che cosa vuol dire “acqua potabile”? che è buona per farsi i gavettoni? Guardi che avere acqua potabile vuol dire che si può utilizzare per scopi alimentari!
A questo punto allora vogliamo fare qualche domanda al nostro sindaco e conoscendo quali sono sempre state le risposte ai problemi del comune di Vibo Valentia e dei suoi cittadini siamo sicuri di saper dare anche le risposte ai nostri dubbi. Le stesse risposte che darebbe il nostro caro Sindaco, che è una brava persona ma non ce ne voglia è anche un pessimo amministratore, confusionario e incapace, un vero pesce fuor d’acqua!
Iniziamo con chiederci, la giunta targata D’Agostino ha saputo trovare una soluzione definitiva al problema dei rifiuti che ormai da mesi invadono la città di Vibo Valentia? Sicuramente la sua risposta è “il problema dovrebbe essere ormai prossimo alla soluzione”. Sempre al condizionale, ma pensiamo che la comunità Vibonese abbia ormai capito che le loro soluzioni sono solo fumo negli occhi dei cittadini, per farli stare buoni e zitti.
Un’altra domanda da fare al sindaco potrebbe essere: “signor sindaco, quando inizieranno i lavori di recupero delle zone soggette a dissesto idrogeologico, come la zona di cancello rosso e i vari interventi da fare in tutte le frazione del comune?”. Anche in questo caso però siamo sicuri di conoscere bene la risposta del sindaco: “a breve dovrebbe arrivare la delibera della giunta regionale, che libererà i fondi per iniziare gli interventi”.
Quando ritornerà la normalità per quanto riguarda il rilascio delle concessioni edilizie nel comune di Vibo? Quando verrà superato quel blocco dell’edilizia che sta mettendo in ginocchio buona parte dell’economia cittadina? Siamo sicuri che la sua risposta sia “presto le cose dovrebbero tornare alla normalità”.
Lei nel suo intervento ha detto che rispetto a quello che è successo a l’Aquila i nostri problemi sono poca cosa. Non manchiamo allora di ricordargli per l’ennesima volta che essendo il nostro un territorio sismico, con probabilità altissime che si verifichi un forte terremoto da un momento all’altro, abbiamo la necessità di avere un piano di emergenza comunale per affrontare l’eventualità di una catastrofe. Oggi come oggi, se succedesse qui a Vibo quello che è successo all’Aquila le conseguenze sarebbero sicuramente di gran lunga più drammatiche.
Signor sindaco, si rende conto che lei passa più tempo a vantarsi dei suoi “giovani, capaci, competenti, luminari, dotti, colti, valenti, qualificati” (nonché numerosi!) assessori, che ad occuparsi realmente del comune di Vibo Valentia? Poi si lamenta che una signora abbia detto che lei pensa più tempo ad occuparsi dei suoi affari che di quelli della gente, perché cosa si aspettava? Un grande applauso per aver ben pensato di portare a 11 gli assessori mentre la città stava vivendo un periodo di forte crisi economica, sanitaria e territoriale?
Noi siamo molto attenti alle vostre mosse, vi seguiamo, anche quando fate le vostre apprezzabili riunioni nelle frazioni. Apprezzabili perché sembra vogliate aprirvi ai problemi della gente, ma è solo un’impressione perchè in realtà ogni volta chiudete la porta in faccia a quei cittadini che sollevano le problematiche dei loro territori. In due di quelle riunioni, a Triparni ed a Vena Inferiore, il riassunto della discussione era che non avete i soldi nemmeno per gli interventi di manutenzione ordinaria dei paesi e della città. Il bello è che credete di essere giustificati da questa mancanza di fondi a non far niente per tutta la durata del vostro mandato! E i cittadini intanto che devono fare? Mettere le mani nelle loro tasche per fare gli interventi più urgenti?
Se nelle casse del comune non ci sono soldi voi sapete bene che è per colpa del vostro partito, il Pdl, che è sempre più il partito del “bunga bunga” che anziché pensare ai problemi della nazione pensa a risolvere i problemi giudiziari del suo capo, e voi anche in questo siete colpevoli. Preferite gli interessi dei capi di partito a quelli della popolazione. Perché non chiedete al vostro amico presidente Scopelliti (quello che un anno fa si faceva fotografare mentre passeggiava sul corso e da allora non è più tornato a Vibo!) di far la voce grossa con il governo (come fa Zaia in Veneto) per ottenere i soldi necessari alla vita del nostro comune? Perché non vi schierate mai con i cittadini di Vibo, ma cercate di giustificare gli errori dei vostri capi?
Signor sindaco, lei ha davvero a cuore la sorte del comune di Vibo Valentia? Si dimetta allora, esca da quel suo partito vergogna e inizi a lottare per la città dalla parte dei cittadini.

martedì 5 aprile 2011

Acqua per la gente, acqua per la vita!

A Vibo Valentia la situazione è drammatica. Dal 15 agosto i cittadini di Vibo non hanno l’acqua potabile, dal 4 gennaio addirittura è vietato l’utilizzo dell’acqua per fini alimentari e umani. Tralasciamo le varie indecisioni del sindaco e della sua giunta che in piena emergenza ballavano il valzer delle ordinanze, lasciando disorientati i cittadini, che si trovavano oggi a poter cucinare e lavarsi con l’acqua del rubinetto e domani a dover comprare casse e casse di acqua al supermercato!
Ai cittadini di Vibo Valentia viene negato il diritto di bere e di lavarsi, sembra di essere nel terzo mondo o di essere tornati indietro a 100 anni fa (con la differenza che 100 anni fa l’acqua non arrivava in tutte le case, ma almeno era potabile e gratuita) ma qui siamo in Italia e nel 2011. Tutto questo anche perché la gestione dei serbatoi è passata ad un’azienda privata, quale è la Sorical. Come si può pretendere che un bene come l’acqua passi in mano a privati i quali mettono al primo posto, anziché la salute dei cittadini, il proprio guadagno?
Ma il Sindaco e l’attuale amministrazione sembrano non rendersi conto della situazione, ci viene da pensare che forse durante tutti questi mesi di divieto hanno fatto in tempo per costruirsi dei serbatoi personali con un loro accesso esclusivo e quindi in qualche modo al loro problema hanno trovato una soluzione!
Quello che ci fa credere in una colpa certa dell’attuale amministrazione in merito al problema dell’acqua potabile è il fatto che il partito di maggioranza, il PdL, non si è mai schierato in difesa del sindaco e si è sempre guardato bene dall’entrare nel merito della questione. Probabilmente questo accade perché sa che il suo uomo, Nicola D’Agostino, sta mal gestendo la cosa o non la sta gestendo affatto e quindi difenderlo sarebbe come farsi un autogol o decidere di perdere proprio la partita a tavolino e consegnare la vittoria agli avversari. Quando un partito scarica il proprio sindaco, questo può solo significare il fallimento dello stesso sindaco o quello di tutto il partito.
Non solo nel comune di Vibo Valentia ci sono problemi con l’acqua potabile, ma in tutto il territorio provinciale sono molti i comuni che soffrono questo problema. Da Serra a Ionadi, ma anche a Mileto ed altri molti paesi. Ed in tutto questo qual è la posizione dell’amministrazione provinciale? Nessuna! Silenzio assoluto, tutto in pieno stile De Nisi che ci offre un’altra delle sue performance di “mimo”! Non una parola nei giornali e ne tantomeno una presa di posizione pubblica che tenda a smuovere le cose. Questi suoi, sempre più numerosi numeri da artista di strada, non divertono più nessuno. Non piacciono i suoi salti mortali che fa per accontentare ora questo, ora quel personaggio politico con i suoi continui rimpasti in giunta, non piacciono le sue doti di giocoliere e contorsionista che si destreggia furbescamente tra gli accordi politici per assicurare il potere ai soliti vecchi politicanti ed ai suoi parenti! Vedi la candidatura a sindaco di suo fratello nel comune di Filadelfia, da lui fortemente voluta. Quasi avesse scambiato la carica di sindaco con quella di “monarca”, da tramandare in famiglia.
Bere acqua è una delle cose che ci tiene in vita. Ogni giorno ogni essere umano per vivere respira, mangia e beve. Assimilare acqua è una delle azioni più importanti per ognuno di noi. Una cosa naturale e necessaria. Cosa succederebbe se non potessimo più godere del diritto di bere? Perderemmo sicuramente il nostro diritto alla vita.        
L’acqua quindi è un bene fondamentale e primario, a cui non si può rinunciare e che non può essere assolutamente considerato merce da vendere. Chiunque abiti la nostra terra, qualsiasi essere vivente, deve poter usufruire dell’acqua che il pianeta stesso ci offre.
È ora di dire basta a queste lobby del potere che pretendono di poter decidere delle sorti della gente. È arrivata l’ora di riappropriarci dei nostri diritti fondamentali.     
Vogliamo acqua per la gente, acqua per la vita!

venerdì 1 aprile 2011

"Il Brigante" edizione speciale referendum

compagni è pronto per voi un nuovo numero de "il Brigante" edizione speciale per il referendum del 12-13 giugno. In prima pagina ancora l'emergenza idrica a Vibo Valentia, all'interno tutte le informazioni sui quesiti referendari!
Scaricate, Leggete, Diffondete!
Brigante ed. speciale

sabato 19 marzo 2011

La minaccia più grave per il territorio di Vibo Valentia? L’amministrazione targata D’Agostino!

cliccare per ingrandire
Immobile, inetta, incapace, menefreghista, bugiarda, fallita. Quanti altri aggettivi potremmo trovare ed usare per descrivere quest’amministrazione comunale? Sicuramente la peggiore che il comune di Vibo Valentia abbia mai avuto. Forse la loro missione era proprio questa: far precipitare vertiginosamente la situazione sociale, economica e territoriale della città e delle frazioni. In questo caso possiamo affermare con certezza che si stanno impegnando in modo pieno su tutti i fronti.

Da tempo ormai le strade sono invase dalla spazzatura, nonostante i continui proclami e le promesse di Pietro Comito, assessore all’ambiente ed al “decoro Urbano”. Sembra proprio che l’assessore in questione non sappia cosa vuol dire “decoro” ne urbano, ne personale. Perché se avesse avuto decoro personale si sarebbe dimesso già da un bel po’! L’unica cosa buona pensata ed attuata dalla giunta  Sammarco era la raccolta differenziata, sospesa prontamente dall’attuale amministrazione che si è però affrettata di stipulare un protocollo d’intesa con la casa circondariale di Vibo Valentia per iniziare li la raccolta differenziata. Forse giustamente vogliono fare esperienza, vogliono allenarsi, smaltire piccole quantità di rifiuti prima di riprendere quello che era già stato iniziato: la raccolta differenziata “nell’intero” territorio.

Ma non è solo la spazzatura, l’amministrazione D’Agostino pecca e sa distruggere ogni cosa! Il piano strutturale comunale è stato ormai abbandonato, nonostante i continui richiami anche da parte nostra, del PdCI. L’assessore Falduto è diventato assente ed anonimo, eppure i primi tempi sembrava pieno di idee e di programmi, sciolti come neve al sole!

Del “piano di emergenza comunale” non se ne parla nemmeno! La protezione civile è totalmente ferma, nessun progresso, nonostante il piano di emergenza sia una cosa obbligatoria e di vitale importanza per un territorio come il nostro, soggetto a rischio sismico, idrogeologico, alluvioni ed incendi! Anche qui l’assessore La Gamba dimostra più attenzione nell’organizzare spettacoli e teatrini, che nell’occuparsi della protezione civile comunale. Forse questo è dovuto al fatto che in un primo tempo il suo assessorato era solo “turismo, spettacolo, grandi eventi, sport”; magari anche lui è rimasto spiazzato da un incarico tanto oneroso e di grande responsabilità come la protezione civile. Deve però cercare di farsi passare lo shock, oppure ammettere la sua incapacità nella materia e passare la mano e l’incarico.

Non basterebbe un libro per descrivere tutte le atrocità che questa amministrazione sta commettendo! Dalle varie assunzioni che si portano dietro un alone di “mistero” per le modalità con cui sono concepite, alle voci di un bilancio in rosso che è riuscito, a dicembre, a mettere a rischio lo stipendio dei dipendenti e per dirne ancora le politiche sociali che si sono mosse tardi nell’occasione dell’emergenza idrica, per altro tutt’ora in corso. Questi esempi sono solo per dare un assaggio dell’inettitudine di questa amministrazione.

Nemmeno le emergenze, dove più che il colore politico dovrebbe contare la buona coscienza, sono ben gestite nell’interesse dei cittadini. Molti sono infatti gli esempi di gravi emergenze idrogeologiche totalmente dimenticate, nel territorio della città di Vibo (la zona di cancello rosso) e nei territori delle frazioni tutte. Sicuramente ci vorrebbe un miracolo per risolvere tutto in un batter d’occhio, ma quantomeno ci si dovrebbe impegnare, stare vicino ai cittadini, tenerli informati e rendersi partecipi dei problemi della gente delle loro ansie e delle loro paure.

Non ultimo è il problema dell’acqua potabile a Vibo Valentia. Un problema che affligge i cittadini ormai da agosto ed a cui l’attuale amministrazione non sa dare risposte. L’acqua, un bene primario, un bene essenziale, un bene che ai cittadini di Vibo Valentia viene negato. Non riuscite a garantire ai cittadini nemmeno la cosa più naturale per un paese civile, come se fossimo nel terzo mondo. Il vostro prossimo obbiettivo qual è? L’acqua non è potabile (è vietato anche il solo uso umano), il comune è una discarica a cielo aperto, il territorio sta franando e in più volete fare un inceneritore al cementificio. Cos’altro state preparando per i vostri cittadini? La nostra fantasia non ci permette di immaginare l’orrido, ma sappiamo che in questo voi siete molto preparati e bravi!

Invece di stare li a pensare come spartirvi le poltrone (vedi il recente caos con la richiesta dell’Udc di un terzo assessore) cercate di “capire” come si amministra un comune. Se vi sembra che gestire il comune di Vibo sia difficile vi diamo un bel consiglio: DIMETTETEVI! Nessuno vi ha chiesto di presentarvi alle elezioni e di fare promesse che non siete in grado di mantenere! Noi vi chiediamo solamente di fare il vostro lavoro, il lavoro per cui noi cittadini vi paghiamo, niente di straordinario.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia

martedì 18 gennaio 2011

La nostra "pepata" risposta al presidente Mangialavori

Il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mangialavori, dovrebbe cercare di risolvere i problemi della città invece di andare a trovare il pelo nell’uovo facendo una replica alle virgole invece che al vero senso del nostro intervento.
Dovrebbe smetterla di far finta di essere una persona disponibile al dialogo, visto che quando il sindaco ha fatto parlare Luciano Gagliardi lui era tutto insofferente ed ha dichiarato che: “non è una conferenza stampa”. Dovrebbe imparare a fare il presidente, imparare ad essere un po’ più umile ed imparare a capire l’italiano e non solamente a leggerlo. Dovrebbe capire qual è la situazione che stanno attraversando i cittadini e le fasce più deboli di questa città.
Lei dice nella sua replica “QUESTA volta il Partito dei Comunisti Italiani ha preso una grande cantonata. Quando si fa un’affermazione si devono conoscere i termini della questione affrontata» e quindi sta a significare che le nostre affermazioni, le accuse e le molteplici denunce fatte a questa amministrazione di solito non sono sbagliate. E di questo ne eravamo sicuri.
Noi conosciamo i termini della questione affrontata nel nostro articolo, che va ben oltre la convocazione del consiglio comunale chiuso agli interventi del pubblico, di cui il signor Mangialavori si è preso la totale responsabilità e alla luce delle sue parole gli rivolgiamo il caldo invito di andare a fare altro visto che la gestione delle emergenze non è certo nelle sue corde.
Il vero problema a cui il signor Mangialavori nemmeno accenna è quello dell’emergenza idrica a cui state tentando, in maniera assurda, di farci abituare gestendola nel peggiore dei modi, nascondendovi dietro il vostro silenzio.
Secondo lei, signor Mangialavori, è un problema serio o no? La cittadinanza, quella che non ha assolutamente mezzi, non ne sta pesantemente soffrendo? La cittadinanza non avrebbe diritto ad un consiglio comunale aperto e attivo? Vista la disponibilità dimostrata dal sindaco, che ha fatto parlare un rappresentante delle associazioni vibonesi, non è che è proprio lei ad avere problemi nel dialogare con i cittadini? Sinceramente le impressioni che lei ha trasmesso, a chi “pacatamente” e “civilmente” ha assistito al consiglio comunale, sono di un freddo amministratore distaccato. Un freddo amministratore preoccupato più per la magra figura che questa amministrazione stava facendo sotto i colpi sferrati dalla migliore opposizione degli ultimi mesi, che sicuramente sentiva e per una volta riusciva a trasmettere veramente il sentimento dei cittadini che erano li a guardare e di quelli che stanno soffrendo da molti mesi questo drammatico problema, che non del grave problema in se.
A questo punto le facciamo lo stesso invito fatto al sindaco: vada a casa! Torni ad occuparsi di affari diversi da quelli della pubblica amministrazione.
Sappiamo bene che il consiglio comunale è aperto al pubblico (che solitamente non può intervenire, ma in questo caso era dovuto fare un’eccezione) perché questo è nelle fondamenta della nostra Repubblica nata dalla resistenza. In quella Costituzione che il suo partito mette sotto i piedi tutti i giorni. Parlate tanto di cambiamento e rinnovamento, ma a noi sembra la stessa politica fatta dagli stessi “nomi” degli ultimi anni! Quegli stessi nomi che hanno contribuito a trasformare questa splendida città, una volta giardino sul mare, in una discarica a cielo aperto, rifiuti ovunque ed acqua inquinata. Per dare il colpo di grazia alla nostra amata città manca solamente un inceneritore, che inquini l’aria e abbassi l’aspettativa di vita, ma sappiamo che vi state già attrezzando per raggiungere quest’obbiettivo!
Ma se proprio non ce la fate da soli a distruggere il nostro ambiente, vi rinnoviamo l’invito di costruire centrali a carbone o nucleari, ma anche a utilizzare il nostro mare per esperimenti nucleari stile Mururoa o anche, se proprio ne volete ancora, di trovate una zona di Vibo dove “smaltire” scorie nucleari e tossiche. Naturalmente tutto ciò può essere da voi deciso, in consigli comunali chiusi agli interventi dei cittadini, blindati da vigili urbani (sotto organico, vi invitiamo ad assumerne di più) in tenuta antisommossa per contenere i pericolosissimi bambini, signore e pensionati che vengono ad assistere alle sedute. Sedute, che ricordiamo, non sono le vostre ma della popolazione tutta e se proprio siete intolleranti al dialogo vi invitiamo cortesemente a dimettervi!

Replica del Presidente del Consiglio Comunale ad un nostro articolo

Il presidente del consiglio comunale Mangialavori scrive una replica sul quotidiano al nostro articolo contro la decisione di tenere un consiglio comunale, sul problema della non potabilità dell'acqua, chiuso agli interventi dei cittadini.

giovedì 13 gennaio 2011

Comunisti Uniti Calabria sul caos acqua a Vibo Valentia

Il delicato problema dell'acqua che da 5 mesi affligge la città di Vibo Valentia e il modo in cui l'attuale amministrazione e il sindaco l'hanno gestito è il chiaro segnale dell'incompetenza di chi è alla guida della città. 

Numerose sono state le ordinanze di divieto di utilizzo dell’ acqua e di revoca delle suddette e nel frattempo in questi cinque mesi gli abitanti di Vibo non hanno capito cosa sia successo realmente. Nonostante le dovute segnalazioni fatte dai partiti comunisti e della sinistra assieme alle varie associazioni presenti nella città capoluogo, non è stato ancora individuata una possibile soluzione al problema. Pensiamo, inoltre, che l’ idea di istituire delle autobotti sia ridicola, in quanto numerosi sono coloro i quali che, per problemi vari, non riescono a muoversi da casa. Solo due giorni fa il sindaco ha pensato di utilizzare i gruppi di volontariato per consegnare a domicilio delle casse d’acqua, cosa “fantastica” peccato per il leggero ritardo di 5 mesi. 

Possiamo dire che la montagna ha finalmente partorito il mitico topolino. 
Altro fatto che ci preme sottolineare è il consiglio comunale convocato dal sindaco per domani: il primo cittadino, a tal proposito, pare sia intenzionato ad effettuare la seduta senza interventi del pubblico. In poche parole: un consiglio comunale CHIUSO nonostante le numerose richieste dei cittadini di essere ascoltati. Riteniamo questa scelta non soltanto scellerata, ma lesiva del principio democratico che si pone alla base del nostro ordinamento. Problemi come la non potabilità dell’ acqua, caro sindaco D’Agostino, vanno affrontati ascoltando le esigenze della gente e non chiudendosi in un palazzo. Per questo motivo, siamo convinti che l’attuale amministrazione comunale debba prendere atto del fallimento della politica avviata in questi mesi. 

Traendo un bilancio delle cose fatte dall’attuale amministrazione, dall’insediamento ad oggi, pensiamo ormai siano note ormai a tutti le inadeguatezze e le inefficienze che secondo noi valgono le dimissioni.

Nicola Iozzo – Coordinamento Nazionale CU
Alessandro De Padova – Coordinamento Nazionale CU

mercoledì 12 gennaio 2011

Caos acqua: contro la decisione di tenere un consiglio comunale chiuso ai cittadini

La decisione intrapresa dal sindaco, di convocare un consiglio comunale chiuso agli interventi del pubblico, non è altro che un grave attacco alla pura democrazia che invece dovrebbe essere attuata nel piccolo di un comune come Vibo Valentia, partendo dal basso e quindi proprio dai cittadini e non facendo favori alle aziende private che pensano solo al proprio tornaconto.

L’attacco diventa ancor più grave allorchè all’o.d.g. del suddetto consiglio, convocato per venerdì 14 alle ore 15:00, vi è il delicatico problema dell’acqua non potabile che stà tenendo sotto scacco l’intera area cittadina.

Tale convocazione è inoltre un forte segnale d’indifferenza verso le richieste fatte dai cittadini che, come precedentemente abbiamo fatto noi a mezzo stampa, invocavano un consiglio comunale aperto ai fini di discutere un problema così grave con i diretti interessati e le loro opinioni, che in una vera democrazia , quella che non viene instaurata da questa giunta, dovrebbero recitare una parte principale.

Il problema dell’acqua quindi dovrebbe venir discusso con tutti i cittadini che, per le inedeguatezze di questo comune, si trovano a dover spendere, in un grave momento di crisi economica nazionale, sempre più soldi per un bene primario. Cosa resa obbligata visto anche il vano tentativo della protezione civile di portare acqua ai cittadini tramite autocisterne che però contengono, visto che a prima vista è ancora più gialla di quella che esce dai rubinetti, acqua ancora più inquinata di quella che da mesi arriva nelle nostre case. Vien da chiedersi allora, “ma la protezione civile da dove prende l’acqua per le cisterne? Non è che proviene dagli stessi rubinetti nei quali arriva l’acqua inquinata della Sorical? Naturalmente la nostra vuol essere semplice ironia (almeno lo speriamo!)

Ma perché mai il sindaco dovrebbe tradire la linea politica del suo partito (quello della libertà, ma libertà vigilata vista la situazione nazionale e regionale nella quale versa) dando peso a un valore dimenticato come la democrazia e ricordato solo da qualche nostalgico di politici veri come lo era Berlinguer? E poi che figura ci farebbe a tradire proprio ora la suddetta linea quando la stà seguendo così bene con la mancata presentazione delle sue dimissioni?

Alla luce di tutte queste inadeguatezze e nefandezze del sindaco, noi rinnoviamo la richiesta di dimissioni e anzi, nel caso in cui le sue lacune siano così gravi da non permettergli di scrivere la tanto reclamata lettera di dimissioni, glie ne proponiamo una noi:
“Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di Vibo Valentia, il sottoscritto Nicola D'Agostino, Sindaco della città di Vibo Valentia, con la presente lettera intende rassegnare le dimissioni dall'incarico ricevuto dall'elettorato per MANIFESTA INCAPACITA' e per la salute pubblica della città, quella città che ormai ho trasformato nella discarica a cielo aperto sul mare. Concludo sottolineando che le mie dimissioni sono irrevocabili e le porgo i miei distinti saluti. Firmato Nicola D'Agostino.

Sindaco, accetta? Sicuramente no, ma noi una mano a salvare la faccia glie la vogliamo dare lo stesso.

Se vogliamo veramente risolvere il problema dell’acqua , che secondo la “giornalista” del TG3 Karen Sarlo non sussiste o comunque è stato risolto con la pista di pattinaggio messa a piazza municipio (non sappiamo quale sia il legame tra l’acqua non potabile e la pista ma ci fidiamo della Sarlo). in questo servizio,si dice,  mentre intervistano l'incompetente sindaco di Vibo, che non c'eravamo noi cittadini. Ma come potevamo esserci se non siamo stati informati? Altrimenti qualcuno col forcone ci sarebbe stato, potete starne certi.

Convochiamo un serio consiglio comunale, aperto alle opinioni di tutti cercando così almeno una volta di usare il concetto di democrazia che viene dal basso. Aprendo alla partecipazione di quei cittadini che il problema lo stanno affrontando tutti i giorni, da mesi ormai, per trovare una soluzione definitiva.

                                                                                                                                        
Partito dei Comunisti Italiani - Federazione Giovanile Comunisti Italiani Vibo Valentia.

domenica 9 gennaio 2011

Acqua: un problema che dura da 5 mesi a Vibo Valentia

“A Vibo Valentia esiste ormai da più di 4 mesi un serio problema di potabilità dell’acqua e questo che riportiamo di seguito è il nostro ennesimo intervento. Ormai abbiamo perso il conto di tutte le ordinanze di non potabilità che si sono susseguite da agosto in poi.”





Nuovo anno e vecchie storie in un comune dimenticato dal mondo intero, abbandonato nelle mani di una classe dirigente incapace troppo impegnata ad elargire assessorati a questo o all’altro figlio dei vari potenti della destra vibonese.
E allora succede che, mentre questa giunta incompetente ed inoperosa è impegnata in discussioni di alto spessore politico, come quella dell’undicesimo assessore, mentre si finanzia la pista di pattinaggio cercando di offuscare la vista dei nostri concittadini, una città intera si ritrova con il proprio bidoncino in mano per recarsi in piazza municipio ad accaparrarsi qualche litro d’acqua della quale, tra l’altro, se ne dubita la potabilità e non se conosce la provenienza.
Il tutto in pieno stile terzomondista…
Mesi e mesi di emergenza idrica che hanno evidenziato la totale incapacità di questa amministrazione nella gestione dell’emergenza stessa.
Non bastano due autobotti e il continuo rimbalzo delle responsabilità tra comune e sorical per risolvere questo vergognoso, nonché costoso, problema.
Sentiamo, inoltre, di dover denunciare la “latitanza” dell’assessorato alle politiche sociali che ha totalmente ignorato l’impossibilità delle fasce più deboli, a esempio anziani o invalidi che, ovviamente, non sono in condizioni di recarsi quotidianamente ad elemosinare qualche litro d’acqua. Senza tener conto che le famiglie che vivono in condizione di disagio economico devono far fronte ad ulteriori spese per sopperire al bisogno di un bene primario e indispensabile alla vita qual’è l’acqua.
Non osiamo immaginare se tutto questo fosse successo al povero, seppur mediocre, Franco Sammarco.
Non bisogna lasciarsi andare alla continua ricerca della titolarità, chi ha denunciato prima il problema e chi dopo poco importa, bisogna pensare e intendere il tutto come una drammatica questione che affligge la comunità tutta, indifferentemente dalle appartenenze partitiche.
Intendiamo quindi utilizzare le righe di questo giornale per appellarci alla sensibilità della comunità tutta, verso una presa di posizione dura e convinta dedita a salvaguardare e proteggere i diritti basilari.
Nei prossimi giorni si proporrà la messa in atto di una “class action”, sottoscritta dai cittadini, dove si chiameranno in causa comune e Sorical con la conseguenziale richiesta di risarcimento danni, nonché la sospensione del pagamento dei tributi comunali sull’acqua.
Ma quello che chiediamo fin da subito al sindaco è di organizzare immediatamente un consiglio comunale aperto a tutta la popolazione in modo da permettere ai cittadini di intervenire in prima persona per ottenere quei chiarimenti richiesti da lungo tempo.
Qualsiasi sindaco, di una città normale in una nazione normale, si sarebbe già dimesso, ma visto che il suo partito di appartenenza insegna che si può fare di tutto senza essere tenuti a rispettare quell’etica morale e politica che rileggiamo, ormai, solamente in qualche scritto del caro Berlinguer, non speriamo nella sua rinuncia all’incarico. Ma a questo punto tra di noi aleggia anche il dubbio che il caro e confusionario Nicola D’Agostino forse abbia perduto la sua lettera di dimissioni tra le tante ordinanze emanate e ritirate da agosto ad oggi!
Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani – Vibo valentia