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domenica 31 luglio 2011

FGCI e GC esprimono solidarietà ai lavoratori Eurocoop

I Giovani Comunisti e la Federazione giovanile dei Comunisti italiani di Vibo Valentia esprimono la loro più totale solidarietà e vicinanza ai lavoratori Eurocoop rientranti nel progetto della Provincia di Vibo Valentia che, da giorni, sono in attesa di ricevere lo stipendio mensile. I suddetti dipendenti hanno trovato uno sbocco occupazionale grazie ad un bando che la Regione Calabria emanò con fondi europei. All’ epoca, la Regione assegnò circa 10 mila euro per tre anni all’impresa che avesse assunto i lavoratori (in questo caso, la Eurocoop) i quali, attraverso convenzioni e partecipazioni finanziarie con i Comuni, la Provincia, l’Asp ed il Parco delle Serre avrebbero prestato i loro servizi presso varie strutture dislocate nell’intero territorio provinciale. Ad oggi, però, pare che il contributo versato originariamente dalla Regione Calabria si stia per esaurire. Parte dei lavoratori, infatti, rischiano di rimanere senza un’occupazione dal prossimo 30 ottobre, giorno in cui scadranno i loro contratti. Questi operai, non solo percepiscono uno stipendio alquanto irrisorio ma, addirittura, ad oggi, sono in attesa di ricevere ciò che gli spetta di diritto, non dimenticando che il lavoro è stato volto in modo efficiente e si ritrovano addirittura a dover sollecitare insistentemente coloro che dovrebbero adempiere ai propri doveri. Fatto sta che, da più di dieci giorni, non hanno ancora ricevuto il proprio stipendio, mettendo loro in situazioni spiacevoli, con tutti i disagi che questo ritardo sta causando. Quello che più ci rammarica, però, è – a nostro parere – l’insufficiente interessamento da parte dei sindacalisti che dovrebbero tutelare gli interessi di questi giovani, padri e madri di famiglia. In particolare, della Cisl e della Uil provinciale, rappresentati rispettivamente da Sergio Pititto e Luciano Prestia. Ci chiediamo: ma i sindacalisti si rendono conto in che situazione si trovano questi operai, che sono anche loro tesserati? Ovviamente, il nostro auspicio da comunisti è che sia la Cisl che la Uil si facciano carico della questione, intraprendendo – ove necessario – azioni di protesta contro gli enti preposti ed, in particolare, contro coloro i quali, spesso, giocano sulla pelle delle migliaia di lavoratrici e lavoratori che lottano per la difesa di un’occupazione certa. Come Giovani Comunisti e Federazione giovanile dei Comunisti italiani, dunque, ci faremo carico della vertenza, seguendo la questione da vicino ed, in particolare, stando al fianco di questi operai, non dimenticando che il nostro partito si è interessato sin dall’inizio di questa vicenda.
Federazione Giovanile Comunisti italiani Vibo Valentia 
Giovani Comunisti Vibo Valentia 

mercoledì 13 luglio 2011

Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"

Altro incontro promosso dalla Federazione della Sinistra dal titolo:
Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"
giovedì 14 luglio dalle ore 18.30, sotto la piazzetta antistante l'istituto d'Arte.
Ne parleremo con:
Gianluca Cuda (Sindaco di Pianopoli)
Antonio D'Agostino (ass. Cittaperta)
Giuseppe Paolillo (segretario WWF Calabria)
Pietro Comito (assessore all'ambiente del comune di Vibo Valentia)
Enzo Peris (Federazione della Sinistra)

sabato 18 giugno 2011

ANALISI DEL VOTO SUL REFERENDUM DELLA FGCI E DEI GC DI VIBO

Dalle consultazione referendarie di domenica e lunedì è emerso un dato chiaro ed inequivocabile: gli italiani hanno respinto che forza e determinazione ogni tentativo del governo di privatizzare l’acqua, di procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari e, infine, di consentire al premier ed ai suoi ministri di sottrarsi al giudizio dei magistrati italiani. Inoltre, pensiamo sia necessario soffermarsi sul dato politico di questa consultazione: il popolo ha deciso di bocciare in massa quattro provvedimenti adottati dal governo Berlusconi che, dopo la sonora sconfitta delle comunali, dovrebbe prendere atto della situazione che si è venuta a creare e dimettersi. Tutto il Pdl, infatti, più che lasciare libertà di scelta sul voto referendario (come ribadito da Berlusconi), ha invitato il propri elettori a disertare le urne, sperando sino all’ultimo di non raggiungere il quorum. Forse Berlusconi, però, non riesce a rendersi conto che gli italiani non sono dei burattini da utilizzare a proprio piacimento. Il plebiscito ottenuto al referendum, inoltre, pensiamo sia merito di tutti i comitati promotori che, in queste settimane, si sono spesi per organizzare iniziative, banchetti e tutto ciò affinché i cittadini si rendessero conto della portata e dell’importanza di votare SI. Su questo, però, vorremmo ricordare il prezioso contributo offerto dalla Federazione della Sinistra che, con le molteplici iniziative organizzate in questi mesi, ha contribuito al raggiungimento del quorum. Anche sul voto di Serra, però vorremmo conoscere le intenzioni del sindaco Rosi. Mesi addietro avevamo invitato l’ex primo cittadino, Raffaele Lo Iacono, a riconoscere nello statuto comunale il diritto all’ acqua quale bene pubblico, accessibile a tutti e privo di rilevanza economica. All’ epoca, però, Lo Iacono ci rispose che “non è facile modificare lo statuto”. Questo inviato lo rivolgiamo anche all’ attuale sindaco del Pdl, Bruno Rosi, in modo tale da chiudere definitivamente ogni rapporto con la Sorical che, per anni e anni, ha sperperato sulla pelle dei cittadini, affinché la gestione dell’ acqua ritorni nelle mani del Comune.

Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Giovani Comunisti - Vibo Valentia

venerdì 17 giugno 2011

Diretta Streaming - Tutti in Piedi: Signori, entra il lavoro!

Trasmettiamo anche noi, in diretta streaming, sul nostro blog l'evento organizzato dalla FIOM a Bologna. Di seguito il comunicato presente sul sito della manifestazione:
Cari amici,

questa volta ci diamo un obiettivo ancora più difficile rispetto a quello che raggiungemmo con raiperunanotte. Infatti abbiamo solo pochi giorni per organizzare la nostra trasmissione-manifestazione "Tutti in piedi", alla quale parteciperanno tra gli altri Elisa Anzaldo, Maurizio Crozza, Serena Dandini, Teresa De Sio, Antonio Ingroia, Max Paiella, Daniele Silvestri, i Subsonica, Marco Travaglio, Vauro e tanti altri. Se ancora una volta raggiungeremo il nostro obbiettivo dimostreremo che per quanto cerchino di ridurre gli spazi di libertà niente potrà più impedirci di manifestare il nostro pensiero,niente potrà fermare il ritorno in scena del lavoro con la sua richiesta di dignità e di libertà. Vi chiedo perciò di contribuire ancora una volta con due euro e cinquanta ciascuno facendo girare dovunque questo appello e coinvolgendo i vostri amici. Insieme abbiamo la forza per cambiare tutto.

Grazie.

Michele Santoro
Anche noi del PdCI di Vibo Valentia crediamo nella libera informazione e vogliamo dare voce a tutti quanti.
Buona Visione

martedì 14 giugno 2011

Serra: FGCI e GC sulla cittadinanza onoraria Scopelliti


Pensiamo sia semplicemente vergognosa la proposta del sindaco Bruno Rosi di voler conferire la cittadinanza onoraria di Serra San Bruno al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Ora, quale sia stato il motivo che avrebbe indotto il sindaco Rosi a rilasciare questa dichiarazione, è dubbio saperlo. Se questa uscita da parte del primo cittadino è dovuta all’ operato di Scopelliti in questo primo anno di operato, piuttosto che proporre la cittadinanza onoraria, bisognerebbe consegnare un bel tapiro d’oro, per le promesse fatte e, a più di un anno dall’ elezione, non ancora mantenute. Ma procediamo con ordine, affinché i calabresi conoscano nel concreto l’operato di Scopelliti. In realtà, qualcosa in questo primo anno di governo targato Pdl è stato fatto. Innanzitutto, è stata aumentata l’ addizionale Irpef; in tema di gestione sanitaria, invece, è stato aumentato il ticket a scapito delle fasce più deboli; è stata istituita l’ Irba (l’ imposta sulla benzina); inizialmente, poi, era stata creata una legge che consentiva ai consiglieri regionali di poter ricoprire un doppio incarico (consigliere regionale, appunto, e sindaco di una città. Fortunatamente, però, in questo caso il governo ha sollevato la questione dinnanzi alla Corte costituzionale). Sull’ ospedale, poi, sono all’ ordine del giorno i disagi che i serresi sono costretti a subire per il malfunzionamento del nosocomio cittadino che, a nostro modo di vedere, è stato ridotto al lumicino. Ora, per quale motivo dare la cittadinanza onoraria a Scopelliti? A tal proposito, vorremmo ricordare al sindaco Rosi che, di solito, la cittadinanza onoraria viene concessa da un Comune per onorare una persona non residente, legata alla città per il suo impegno e per le sue opere. E quale sarebbe l’impegno profuso da Scopelliti per la nostra cittadina? Il presidente della Regione ha semplicemente disatteso le aspettative dei calabresi, i quali credevano che con il centrodestra al governo della Regione qualcosa potesse cambiare. Evidentemente, però, qualcosa non ha funzionato. Ed è per questo che critichiamo con forza e decisione la volontà del sindaco Rosi di voler concedere la cittadinanza onoraria al governatore Scopelliti. Speriamo, inoltre, che quella di Rosi sia stata una battuta goliardica, visto il clima di festa per la conquista del Comune. Anche su questo, però, vorremmo ricordare al primo cittadino che circa 3000 serresi hanno preferito non votare la lista del Pdl. Il che sta ad indicare la volontà della maggioranza dei cittadini serresi di non volere Rosi come sindaco.
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Giovani Comunisti - Vibo Valentia

mercoledì 1 giugno 2011

Comunicato banchetti campagna referendaria (FdS, SeL, IdV, ANPI, CGIL e verdi)

Si ritrova di nuovo, tutta la sinistra Vibonese, per prepararsi alla campagna elettorale-informativa sui quesiti referendari del 12 e 13 giugno.

In una riunione tenutasi nella sede della Cgil di Vibo Valentia i partiti della FdS, SeL, IdV ed i verdi insieme all’associazione ANPI e il sindacato CGIL si sono incontrati per dar via alla campagna informativa sul referendum di giugno. Referendum importantissimo al quale i media nazionali non stanno dando un giusto risalto. Tocca allora a chi, da sempre, ha a cuore le sorti dei cittadini e del popolo italiano diffondere il messaggio dell’importanza di andare a votare al referendum. Quell’area politica che nonostante le difficoltà e le continue diffamazioni del governo continua a lottare per il bene comune, senza chiedere nulla in cambio. Lo fa perché come al solito sente di dover lottare per la gente.
Continueranno quindi gli incontri, come già succede da un paio di settimane, su corso Vittorio Emanuele (di fronte l’ufficio sanitario), dalle ore 10 fino alle 20, per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente il governo Berlusconi va come al solito in controtendenza e decide di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama a sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
La sovranità appartiene al popolo. È questo che siamo chiamati a difendere andando a votare al referendum! Nonostante abbiamo assistito ad un vile attentato alla democrazia con l’approvazione del decreto omnibus che mira ad annullare il referendum sul nucleare, noi dobbiamo sentirci in dovere di partecipare attivamente alla vita ed alle decisioni della nostra nazione. Questa è democrazia.
Perciò noi abbiamo deciso di schierarci con il popolo e di stare in mezzo a loro. Vi aspettiamo quindi ogni sabato fino al venerdì prima del referendum del 12 e 13.

Comunicato congiunto:
Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi,
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, CGIL

Comunicato banchetti campagna referendaria

Anche questo sabato, come già stiamo facendo da un paio di settimane, noi della Federazione della Sinistra (PdCI e PRC) e i ragazzi dell’Italia dei Valori saremo presenti in Piazza Municipio (di fronte l’ufficio sanitario) per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Nonostante la campagna di oscurantismo operata dai media nazionali noi infatti crediamo nell’importanza di questo referendum, che pone l’attenzione su problemi fondamentali che vanno dalla salute alla difesa della costituzione fino anche a toccare temi di diritti umani. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. Anche tralasciando quello che è successo recentemente a fukushima gli effetti disastrosi sulla nazione che una centrale nucleare poterebbe sono molti: lo smaltimento delle scorie tossiche, l’inquinamento e l’elevato consumo dell’acqua usata per il raffreddamento del reattore, le radiazioni nei dintorni della centrale, l’elevato costo (nonché la scarsa reperibilità) dell’uranio usato nel reattore e molti altri.        
In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente noi andiamo come al solito in controtendenza e decidiamo di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Acqua S.p A., una cosa che fa inorridire. Sarebbe come far pagare l’aria che respiriamo! Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. I nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero dare lezione di morale e difendere la nostra bellissima costituzione la attaccano ogni giorno, cercando di aggirare le leggi per poter agire indisturbati e continuare i loto loschi affari. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
Non possiamo quindi rimanere indifferenti e fare il gioco di questo governo che vorrebbe vedere annullato il referendum e che vorrebbe poter decidere delle nostri sorti senza nemmeno interpellarci. La sovranità appartiene al popolo! E questa è democrazia.
Perciò noi della Federazione della Sinistra e dell’Italia dei Valori continueremo la nostra opera di informazione ogni sabato fino al venerdì prima delle elezioni del 12 e 13.
Il 12 e 13 giugno vota 4 SI!

martedì 10 maggio 2011

Comunicato stampa sulla manifestazione indetta dalla Cgil: Partito dei Comunisti italiani e Partito della Rifondazione Comunista Vibo Valentia


Tanti operai, tanti lavoratori, disoccupati precari ed alla fine anche gli studenti. Il popolo, la base della nostra democrazia e , fortunatamente, pochi politici di quelli eletti, di quelli che dovrebbero rappresentarci per intenderci, molti dei quali ,per fortuna, passati inosservati. Questa è la piazza che vogliamo, con le bandiere rosse che cozzano contro un bellissimo cielo azzurro di maggio. Il maggio voluto dagli studenti, il maggio di rivolta che ci riporta a tempi che sembrano lontani e remoti. Ma oggi per un solo giorno sembrava di essere in un altro periodo storico, perchè era davvero tanto tempo, che piazza municipio non era invasa da cosi tanta gente del popolo e da cosi tante bandiere rosse.
Noi della “Federazione della Sinistra” (Partito dei Comunisti Italiani & Partito della Rifondazione Comunista) eravamo presenti, con i nostri colori, i nostri simboli e la nostra voce. Abbiamo risposto all’invito rivoltoci dalla CGIL, a partecipare con la nostra delegazione e così abbiamo fatto, senza troppo proclami, senza troppe parole scritte sulla stampa, alle quali non sono poi seguiti i fatti. Perché è facile scrivere sulla stampa facendo appelli ai propri iscritti e simpatizzanti, etichettandosi come paladini della sinistra rendendosi poi conto di avere il vuoto alle spalle e senza essere presente FISICAMENTE alle iniziative che contano (cari amici di sinistra e libertà), quelle importanti, quelle dove trovi l’immigrato che ti racconta la sua storia, lo studente che ti prende a schiaffi perché a “50 anni non fai il tuo dovere non alzando il culo dal divano sul quale siedi per andare a votare”, il precario ed il lavoratore che chiedono più diritti e più sicurezza per il proprio futuro.
Noi della Federazione Della Sinistra (Partito dei Comunisti  Italiani & Partito della Rifondazione Comunista) della provincia di Vibo Valentia siamo scesi in piazza perché crediamo che i proclami del nostro governo nazionale siano solamente mera campagna elettorale, ci sentiamo dire da due anni e mezzo che la crisi non esiste, che rilanceranno l’economia con il piano casa, che non ci sono stati tagli, ma la realtà è un'altra! Il piano casa, fiore all’occhiello del nostro premier, addirittura preso a modello, secondo suo dire, da altri paesi europei, come volano di sviluppo, giace negli uffici dei vari comuni italiani che, giustamente, lo bloccano perché lo stesso è in contrasto con i regolamenti edilizi locali (questo per noi è federalismo). Le aziende , soprattutto le piccole e medie, chiudono sia al nord che al sud che al centro e non riaprono, i lavoratori perdono il proprio posto di lavoro e vanno in cassa integrazione, che non durerà per sempre; nella scuola si sono contati 150 mila tagli al personale docente precario e non, l’amministrazione pubblica vede i contratti bloccati per 4 anni.
Il governo BLOCCA letteralmente l’economia non mettendo soldi in circolazione, blocca i conti senza investire in settori nuovi come la RICERCA (vero sviluppo di una nazione) e le energie nuove da fonti rinnovabili e pulite (non il nucleare!). Il piano casa stesso è un esempio di incapacità amministrativa, avendo semplicemente lasciato la palla dell’uscita della crisi al mercato, ma il mercato è fermo e di conseguenza lo è anche l’economia. La regione si è impantanata in un aumento incondizionato delle tasse, oltre alla sanità dove chi paga è sempre il popolo per le cattive gestioni dei politici, anche sulla benzina per la quale non bastano le tasse nazionali, ma anche la regione vuole la sua fetta di torta. Il governo del fare si è tramutato nel governo dell’aumento............ delle tasse!! Noi siamo e saremo sempre e comunque dalla parte dei più deboli e dei cittadini, contro l’aumento incondizionato e senza controllo delle tasse, in modo alternativo al governo, non “quasi simile” come lo è il PD il quale non riesce ad essere un partito di alternativa. Il PD parla di responsabilità delle proprie scelte tenendo il sacco su provvedimenti importanti (il caso LIBIA ne è l’esempio pratico) alla maggioranza e non creando un’alternativa. ALTERNATIVA AL GOVERNO, di questo dobbiamo parlare!
Vorremmo ora chiudere con un appello ai politici eletti e non del PD, il vostro segretario BERSANI ha spesso offerto in modo ironico dei bagni chimici, quelli che si usano alle feste del PD, al governo da inviare a Lampedusa per frenare l’emergenza sanitaria dovuta all’arrivo di tanti PROFUGHI, non clandestini (le parole sono importanti). Noi suggeriamo al segretario BERSANI di inviare anche qualcosa a Vibo Valentia, al proprio partito..... delle BANDIERE! Da esporre durante simili manifestazioni, perché la gente, il popolo identifica i partiti anche nei simboli, non solo con gli uomini. Ebbene oggi per quanto ci riguarda la base del PD ha disertato la manifestazione, erano solamente presenti generali senza esercito, dei quali il PD ne è ben rifornito. Non è cosi che ci si candida alla guida del Paese.
NOI C'ERAVAMO!!

giovedì 7 aprile 2011

Bevilacqua firma per chiedere l'abolizione del reato di Apologia del Fascismo


Il Senatore Bevilacqua mentre si esibisce in una delle sue performance di "Pianista" al senato. Da notare la sua espressione estasiata, come si lascia trasportare dalla "musica" che sta suonando. Un vero artista!
Per la nascita di una costituzione c’è bisogno, come spiegano nelle prime lezioni di diritto costituzionale, di un “fatto costituente”. Nel nostro paese questo “fatto” fu la resistenza partigiana che si oppose alla Repubblica di Salò. Era il 15 luglio 1946 quando l’assemblea costituente affidò ad una commissione di 75 membri la stesura della costituzione. I padri costituenti, politici come De Nicola e Terracini, pensarono bene, oltre a garantire i diritti fondamentali dell’uomo; di vietare la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Quello che per anni vessò l’Italia, trascinandola in guerra con le clave contro nazioni molto più organizzate; quello colpevole dell’omicidio Matteotti; dell’incarcerazione di Gramsci. Il fascismo fu la negazione a tutte le fedi politiche.
Tornando al divieto di riorganizzazione del partito fascista, divieto ignorato ampiamente come possiamo vedere oggi con i tanti partiti pseudo fascisti presenti sul territorio, il sen. Bevilacqua, eletto nella circoscrizione di Vibo Valentia, insieme ad altri senatori del pdl fra cui De Eccher (imputato come co-protagonista per la strage di piazza Fontana), ha ben pensato di presentare, giorno 29 marzo 2011, al senato un atto in cui si richiede l’abrogazione della XII Disposizione transitoria e finale della costituzione.
In questa norma, contenuta nella costituzione, si legge al primo comma: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”
Quindi, nonostante Vibo stia attraversando un periodo durissimo, basti pensare ai cassintegrati della Soft 4 Web o al dissesto idrogeologico che sta facendo precipitare in un baratro le frazioni come le Vene o Triparni senza contare la zona di cancello rosso a Vibo città. E non dimentichiamo il più evidente e scandaloso problema dell’acqua che 7 mesi ormai interessa la cittadinanza. In tutto questo trambusto, anziché portare all’attenzione del parlamento i problemi del vibonese (motivo per cui è stato eletto) il senatore Bevilacqua, ha pensato che il male più urgente, una delle prime cose da fare è trovare il modo per magari poter ricostituire (senza violare la legge) il partito fascista!
Magari si poteva pensare che nell’anno del 150 anniversario dell’unità d’Italia, per rispettare quanti ci hanno permesso con le loro lotte di superare il periodo più triste della nostra storia d’Italia, il senatore pensasse bene di proporre di ripulire la città da tutti i suoi innumerevoli simboli fascisti. Ad esempio i fasci littori adattati a portalampade presenti nella camera del consiglio comunale o alle scritte ingiuriose come le svastiche, le croci celtiche, le lodi al duce e le scritte razziste che riempiono i muri, privando la città della sua giusta dignità.
Il fascismo non è un’ideale, non ha politiche economiche o sociali alla base dei suoi principi. Il fascismo è “odio” in tutte le sue forme d’espressione.          

Forse, anziché pensare di abrogare l’apologia del fascismo, dovremmo pensare di proporre una legge che aggiunga ai consueti simboli della Repubblica Italiana presenti negli uffici istituzionali, quali la bandiera Italiana e la fotografia del Presidente della Repubblica, un’immagine che ricordi la resistenza partigiana.
La resistenza e la lotta partigiana sono la base della nostra Repubblica, senza di essa non avremmo mai potuto respirare l’aria fresca della libertà. Questo partito del PdL pieno di ex-fascisti riciclati sta cercando di inquinare le nostre idee e di limitare la nostra libertà di pensiero.     
Dobbiamo opporci a tutto questo, ora e sempre resistenza

mercoledì 9 febbraio 2011

Il Compagno De Padova il nuovo coordinatore dei GC


Apprendiamo con entusiasmo la nomina del nuovo coordinatore dei Giovani Comunisti Alessandro De Padova. L’entusiasmo nasce dagli spiragli che si apriranno grazie a questa elezione e che secondo noi potranno essere un perno centrale per riavviare la Federazione della Sinistra in Calabria e in special modo nel territorio vibonese.             
In questo momento più che mai si sente davvero la necessità di un partito comunista forte in un territorio che oltre a fare duramente i conti con la ‘ndrangheta, deve farli anche con le inadeguatezze dell’amministrazione provinciale e soprattutto di quella comunale.
Siamo pienamente coscienti che la FdS non arriverà agli antichi splendori del PCI solo con questa nomina, ma essa può essere il primo passo per un grande lavoro che noi della FGCI vogliamo svolgere al fianco dei compagni Giovani Comunisti, per far sentire la voce dei giovani e degli studenti che in questi mesi stanno scendendo in piazza al fianco degli operai della FIOM.
Dopo anni avremo finalmente un interlocutore naturale con cui dialogare, discutere e costruire un percorso comune. Conosciamo molto bene i Giovani Comunisti e la loro organizzazione visto che tanti dei nostri compagni ne hanno fatto parte e ne sono stati dirigenti provinciali, regionali e addirittura dirigenti nazionali.
Certamente non è la situazione politica di qualche anno fa ma il nostro compito è quello di organizzare i giovani e aprire le loro coscienze per far capire che un altro mondo è possibile che di certo non è il modello che il berlusconismo, e non solo quello, cerca di infilarci in testa ogni giorno, che non è il mondo dei favori, che non è il mondo delle escort ma è il mondo dei diritti, dei saperi, della giustizia sociale, della libertà (quella vera e non la libertà condizionata del PDL) del diritto al lavoro e alla dignità.
Il posto dove la Gioventù Comunista deve stare è la piazza, sono le strade, tra la gente comune e tra il popolo, parola che ormai tutti hanno paura di pronunciare (anche a sinistra purtroppo) e sappiamo che con Alessandro De Padova sapremo di non essere più soli.

martedì 25 gennaio 2011

Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!


Ben svegliato! Questo è quello che vogliamo dire all’assessore Pasquale La Gamba, che dopo tutto questo tempo finalmente ha riconosciuto che il problema della piazza franata a Triparni è un problema grave e che va risolto. Quanta arguzia e che intuizione! Peccato però che i componenti di questa amministrazione sembra che arrivino sempre con un “leggero” ritardo sui problemi del territorio comunale. Difetti di comunicazione, notizie che viaggiano con lentezza o forse lo stato di sonnolenza in cui questa giunta si trova i motivi di tale ritardo.
Eppure i cittadini di Triparni, durante tutto questo tempo, non hanno mai mancato di evidenziare il problema sottoponendolo spesso all’attenzione dei giornali, ed anche noi abbiamo affrontato questo tema con articoli sul quotidiano appellandoci alla coscienza delle autorità. Addirittura a luglio un comitato composto da alcuni cittadini Triparnesi aveva organizzato una riunione per discutere sul dissesto idrogeologico che interessa il paese. In questa riunione erano presenti molti amministratori e consiglieri di comune, provincia e regione.
Anche l’assessore La Gamba era presente, ed anzi era intervenuto dicendo: ”le priorità di intervento vengono decise dagli amministratori, non dai tecnici”. Un’affermazione veramente infelice a nostro avviso. Ci chiediamo infatti con quale criterio un “politico” possa valutare i rischi ed i tempi di intervento di un problema così grave. Magari anziché dare ascolto ai dati di analisi tecniche, il “politico” analizza i risultati ottenuti alle elezioni, e se un paese è di destra allora si interviene, se qui invece l’amministrazione ha perso beh, allora sono fatti suoi e la priorità cala. Sembra il modo di fare di Cetto Laqualunque, se mi voti ti ascolto altrimenti sono affari tuoi!
Ma qual è davvero questo problema che affligge questo paese ormai da parecchi anni? Ancora e sempre lo stesso! il dissesto idrogeologico del territorio. Una piazza che ormai è una voragine terrificante, ed una frana che si muove pericolosamente dall’altra parte del paese.
Pochi giorni fa l’ultimo appello degli abitanti della frazione di Triparni sul quotidiano. L’ennesimo, uno dei tanti che negli anni sono stati rivolti alle amministrazioni. Le quali però non hanno mai mosso un dito per fare qualcosa di concreto e definitivo.
Qual è l’intervento che è arrivato “tempestivamente” dopo anni ed anni di appelli e richieste? Bene, l’assessore ha deciso che la strada va chiusa, l’unica strada che da l’accesso al paese si deve chiudere! La strada è quella appunto vicina alla piazza ormai franata e che rischia anch’essa di cedere e provocare danni a cose e persone. Questa forse è l’unica soluzione che l’amministrazione comunale ha saputo trovare! Un altro di quei interventi “provvisori” (come quel tubo dell’acqua in bellavista che attraversa proprio questa stessa strada) destinati a durare per anni!
Anche noi del PdCI abbiamo affrontato spesso la cosa, chiedendo che qualcuno di mobilitasse per evitare una possibile “tragedia” annunciata. Cosa rimane da fare allora alla cittadinanza di Triparni, a quella gente che vive in ansia ed in allerta?
Noi del PdCI abbiamo a cuore la situazione che questo paese sta sopportando da troppo tempo ormai. Quindi ci sentiamo toccati dal problema e pronti a dare una mano alla gente di Triparni. Suggeriamo allora al consigliere del paese, Antonino Rocco, di portare in aula di consiglio una interpellanza, per denunciare e discutere il fatto che l’amministrazione comunale non si è ancora interessata del problema. Portare in aula la voce dei cittadini, ma non solo quella, anche gli abitanti di Triparni a presenziare alla seduta. Seduta alla quale noi del PdCI non mancheremo di certo, per far sentire forte la presenza dei cittadini a quest’amministrazione che fa orecchie da mercante.
Amministrazione che non ha mosso un dito, nonostante le promesse del sindaco D’Agostino e del presidente Mangialavori, fatte alla presenza dei cittadini Triparnesi nella riunione tenutasi lo scorso luglio nella piazza del paese. Promesse di un impegno serio per la soluzione del dei gravi problemi di dissesto che interessano il paese. Promesse da marinaio evidentemente. Eppure un uomo vero mantiene sempre la sua parola, e questo va al di là del fatto di essere o meno un buon amministratore. E loro purtroppo hanno dimostrato non solo di essere pessimi amministratori, ma anche di non saper tener fede alla parola data.
PROTESTARE! Questa dev’essere da oggi in poi il modo per affrontare il problema. Senza guardare in faccia nessuno. Noi siamo pronti a dare una mano, nella protesta, a fianco dei cittadini Triparnesi. Per far ritrovare a questo paese una dignità che negli anni le cattive amministrazioni ed i suoi, non particolarmente fedeli ed attaccati rappresentanti politici, gli hanno fatto perdere. Il paese ha avuto infatti molte volte consiglieri comunali anche di maggioranza, addirittura nella passata amministrazione era l’assessore ai lavori pubblici ad essere di Triparni, eppure nessuno di loro ha mai fatto niente di concreto.
Questo che avviene e si perpetua ormai da anni siamo sicuri che non sarebbe mai successo nel passato a Triparni. Ricordiamo i vecchi tempi della grande sezione del paese, “Giuditta Levato” del PCI, guidata da veri compagni che lottavano contro ogni ingiustizia fatta al paese. Quella sezione che aveva anche un folto gruppo di giovani, che si mobilitavano e facevano sentire forte la loro presenza alle amministrazioni che non potevano ignorarli. Giovani compagni che adesso sono ormai adulti e padri di famiglia, che hanno perso quella voglia di lottare perché troppo spesso si sono visti tradire, da chi come loro, ha militato in quella sezione ed è cresciuto con loro. A quei vecchi compagni ci rivolgiamo soprattutto, per dirgli che non sono soli. Che oggi si può e si deve ancora lottare.
Rinnoviamo quindi l’invito al consigliere per cercare di discutere in consiglio comunale la questione del dissesto che affligge Triparni ed organizzare una seduta con la presenza in massa dei cittadini. Se nemmeno questo poi bastasse a rassicurare i cittadini allora saremo pronti a manifestare al loro fianco, nei modi che saranno ritenuti necessari.
Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!
Partito dei Comunisti Italiani (Vibo Valentia)
Federazione Giovanile Comunisti italiani (Vibo Valentia)