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martedì 26 giugno 2012

La politica che dichiara, ufficialmente, guerra all'ambiente

Documento congiunto, delle federazioni provinciali di Vibo Valentia, del Partito dei Comunisti Italiani e del Partito della Rifondazione Comunista sulla questione della chiusura della Italcementi di Vibo Marina.

La politica che dichiara, ufficialmente, guerra all'ambiente

La politica del lavoro non è stata mai netta e precisa nel nostro territorio, non si è mai data una connotazione chiara sulla tipologia di investimenti da fare sul territorio comunale. Basta fermarsi ad analizzare il porto di Vibo Marina, che non ha un utilizzo specifico a metà tra industriale e turistico, questa connivenza, dannosa e antiquata, non può più andare avanti e richiederebbe quindi una scelta coraggiosa e ben precisa ragionando in prospettiva. Dal nostro punto di vista la scelta non può che essere quella dello sviluppo della vocazione principale del nostro territorio e dunque quella turistica perché al momento ci ritroviamo la costa con tanti villaggi e alberghi, ma anche con impianti industriali e silos. Cementificio e Pignone che insistono sul versante marino del comune capoluogo. La zona industriale, si sviluppa a macchia di leopardo su tutto il territorio comunale sebbene il PRG la individui in prossimità dell’eliporto militare di Ionadi.
La politica quindi non ha mai vigilato sullo sviluppo industriale del territorio, facendo denotare la sua incapacità, ed è grazie a questo modo di fare politica che oggi a Vibo marina, i lavoratori si trovano in mobilità per volere dell’azienda che giustifica la sua scelta, di chiudere lo stabilimento, legata alla crisi internazionale del comparto edilizio. Una spada di Damocle, che punta diritta sulle loro teste, che li potrebbe anche portare a dover scegliere tra lavoro e salute, quindi la classica minaccia “o la borsa o la vita.
Ancora una volta infatti la politica affronta la questione in modo sbagliato, aprendo le porte ad un possibile utilizzo del CDR come combustibile per gli altiforni. Sbagliata perché sappiamo bene che è della salute di un intero territorio comunale che si parla, ma sbagliata soprattutto perché l’Italcementi non ha mai detto: “se ci fate usare il CDR non chiuderemo lo stabilimento”!
Questa apertura al CDR era abbastanza prevedibile, già nel gennaio 2011 infatti noi avevamo lanciato l’allarme, con una domanda ben precisa: “Nel caso in cui l’Italcementi tiri fuori una minaccia del tipo “o facciamo così o chiudo” cosa deciderà la nostra classe politica?” Oggi possiamo rispondere dicendo che la politica tutta si è “schierata” dalla parte dei lavoratori che senza condizione alcuna ha aperto al CDR, ha messo disposizione il porto, ed ha detto si alle cave di Briatico. Si schiera dalla parte dei lavoratori facendo però gli interessi dell’azienda! Senza preoccuparsi di cosa è meglio per gli operai!
Per non parlare dei sindacati tutti : Cgil, Cisl, Uil e slai cobas che addirittura hanno proposto loro stessi all’azienda i tre punti precedentemente citati. Questo secondo noi non è un ruolo serio da parte di sindacati e istituzioni tutte, perchè bisogna avere il coraggio in alcune fasi di fare scelte anche impopolari, difendendo fino all’ultimo l’interesse della SALUTE dei lavoratori e di una comunità, senza servire la propria dignità ed i propri polmoni su un piatto d’argento.
Questa classe politica non guarda aldilà del proprio naso perché non riesce a programmare il piano industriale, in questo caso, arrivando tardi alla risoluzione del problema con la via d’uscita più semplice e meno impopolare. Quando prova a risolvere il problema non riesce a investire in tecniche industriali più moderne offrendo soluzioni “tampone”, cure palliative che non offrono di certo un futuro di sviluppo al nostro territorio, non creano nuove opportunità per i giovani e non sono in grado nemmeno di mantenere i posti di lavoro attuali!
Possiamo cercare di analizzare la questione dell’Italcementi e ipotizzare qualche soluzione e cioè: il cemento (moderno) si produce da quasi 100 anni, mentre raccolta differenziata, centri di stoccaggio sono “invenzioni” del nuovo secolo, vogliamo restare al passo coi tempi? Vogliamo puntare sulle nuove tecnologie, ecologiche e poco inquinanti?

La coerenza si sa appartiene a pochi, di certo non ai consiglieri comunali di Vibo Valentia, i quali si sono pronunciati all’unanimità sul possibile utilizzo del CDR, maggioranze ed opposizione, quest’ultima poco meno di un anno fa si batteva apertamente contro l’uso del CDR, vista la posizione assunta oggi possiamo di certo dire che quella era una lotta condotta solo per puro opportunismo, giusto per andare contro gli avversari politici, senza che la battaglia fosse supportata dalle idee!
L’intero consiglio comunale (all’unanimità) hanno vestito i panni dei paladini dei lavoratori, firmando in bianco “una cambiale ambientale” che sarà pagata negli anni dai cittadini vibonesi, dai lavoratori tutti e dai loro figli. Noi non abbiamo la memoria corta e ricordiamo perfettamente chi un anno e mezzo fa si scagliava contro l’uso del CDR soprattutto dai banchi dell’opposizione, che un anno e mezzo fa si batteva apertamente contro l’uso del CDR, ma vista la posizione assunta oggi possiamo di certo dire che quella era una lotta condotta solo per puro opportunismo, giusto per andare contro gli avversari politici, senza che la battaglia fosse supportata dalle idee! Cosa è cambiato da un anno e mezzo a questa parte? Perché questo cambio di rotta? Lo chiediamo al gruppo consiliare del PD ed anche al consigliere Stefano Luciano (articolo contro il CDR di Stefano Luciano) eletto soprattutto con i voti della Federazione della Sinistra.

La provincia è invece stata coerente, voleva l’uso del CDR prima e lo vuole adesso, sebbene una parte della sua colorita maggioranze, e ci riferiamo a SEL, vorrebbe rivestire, male, il ruolo di partito di lotta e di governo, stando dalla parte della salute dei lavoratori sul giornale, mentre sostiene un governo provinciale a favore del CDR e anche della mega discarica di San Calogero. Una coerenza, anche questa, senza pari.

Secondo la Corte di Giustizia europea, con la sentenza che riguarda la causa n° C‑283/07 del 22 dicembre 2008, il CDR‑Q, anche se corrisponde alle norme tecniche UNI 9903‑1, non possiede le stesse proprietà e caratteristiche dei combustibili primari. Come ammette la stessa Repubblica italiana, esso può sostituire solo in parte il carbone e il coke di petrolio. Peraltro, le misure di controllo e di precauzione relative al trasporto e alla ricezione del CDR‑Q negli impianti di combustione, nonché le modalità della sua combustione previste dal decreto ministeriale 2 maggio 2006, dimostrano che il CDR‑Q e la sua combustione presentano rischi e pericoli specifici per la salute umana e l’ambiente, che costituiscono una delle caratteristiche dei residui di consumo e non dei combustibili fossili. L’Europa in merito si è già pronunciata.

L’incenerimento del CDR non garantirà la continuità del lavoro agli operai dell’Italcementi, anzi molto probabilmente comporterà una forte riduzione del personale.

Ma quello che ci chiediamo, senza trovare risposta logica è: visto che il “mondo” sta differenziando e riciclando sempre di più i propri rifiuti perché non creare a Vibo Marina un centro nuovo e innovativo di stoccaggio della raccolta differenziata per esempio? In questo modo non solo si possono riconvertire gli 82 operai che oggi lavorano al cementificio ma anche l’indotto che ruota intorno allo stesso.
Ma non solo, l’avvento della bioedilizia apre nuovi campi di investimento e di sviluppo, come detto il cemento appartiene al secolo scorso, si potrebbe puntare allora sulla produzione di pannelli fotovoltaici, nuovi sistemi di condizionamento edilizio ed industriale ecc.
Ci rendiamo conto che, facendo anche noi politica, la classe politica non può “costruire” fisicamente questo impianto ma sicuramente ha l’obbligo di dover attirare idee e capitali nuovi cosi come si è fatto negli anni 60’ con l’allora CEMENSUD. Allora la classe politica del tempo ha creato le condizioni affinché si fosse potuto installare l’odierno cementificio. Oggi questa classe politica ha la capacità di innovare il territorio? Oppure vuole creare il precedente affinché si possa meglio smarcare nella gestione del ciclo dei rifiuti? Perché chi ci garantisce oggi che nel momento in cui la Italcementi accetti le proposte dei sindacati e creato quindi il precedente, altre aziende, magari più modeste, possano richiedere il diritto di bruciare questo CDR nelle proprie fornaci?

Noi siamo comunque dalla parte dei lavoratori per la loro difesa e tutela, perciò chiediamo loro di stare attenti e di vigilare anche su questa classe politica che gioca con la salute loro e nostra. Non fatevi ammaliare da false promesse e da facili risoluzioni, perché se l’azienda decide la sola macinazione del clinker, o se deciderà di bruciare il CDR o il petcoke, il vostro numero sarà inevitabilmente ridimensionato al ribasso e quando andrete a chiedere spiegazioni ai politici vi stringeranno le spalle dicendovi che non dipende da loro oppure giustificandosi che questo era il male minore.

Lottate e lottiamo, perché il vostro posto di lavoro non si perda e che vi sia dato un futuro vero. Se il cementificio domani chiuderà occupate lo stabilimento e riconvertitelo a centro di stoccaggio rifiuti, come hanno fatto in altre parti d’Italia. Prendiamo d’esempio il caso del “Centro Riciclo Vedelago” a Treviso che da solo ha 80 dipendenti e che ha creato un indotto di 9600 persone. Anche a Vibo Valentia è possibile ottenere un centro simile, qualcosa già nel nostro comune esiste e da lavoro ad alcune persone, nonostante le note difficoltà. Esistono imprenditori lungimiranti e disposti a lavorare per un grande progetto.

Voi lavoratori avete il vostro futuro in mano e non occorre che l’affidiate a questa classe politica inetta e superficiale a cui starebbero bene altre 400 famiglie disposte, per necessità, a bussare alla loro porta per chiedere un posto di lavoro. Voi dovete pretendere, coraggiosamente, che il vostro lavoro abbia una funzione socialmente accettabile e che contribuisca all’accrescimento culturale e sociale del vostro territorio. Questione che i sindacati e taluni partiti non vogliono affrontare perché impopolare anche se sana.

Una cosa è sicura, nonostante quello che vogliono farci credere politici e sindacati: se l’impianto resterà aperto avrà una riconversione del piano industriale dell’azienda, perché gli stessi vertici hanno fatto sapere che sarà macinato solamente il clinker (che è un ingrediente del cemento), quindi di conseguenza si andranno a perdere inevitabilmente ulteriori posti di lavoro per l’azienda e per l’indotto.

Rigettiamo con forza gli inviti all'unità lanciati, in questi giorni, sulle testate giornalistiche locali. qui nessuno è contro nessuno, ancor meno contro i lavoratori e noi, da comunisti, non accettiamo lezioni in materia di tutela e difesa del lavoro e dei lavoratori ma non possiamo sottacere dinnanzi ad un simile ricatto, attuato dalla società con il bene placito di politica e sindacati locali, che finirebbe con l'avvelenare, ulteriormente, questo territorio e il suo popolo.


Partito dei Comunisti Italiani – federazione provinciale di Vibo Valentia
Partito della Rifondazione Comunista – federazione provinciale di Vibo Valentia

mercoledì 16 maggio 2012

Nonostante tutto, Triparni è vivo!

Ce la stanno mettendo tutta gli amministratori Vibonesi, a cominciare da quelli comodamente seduti sulle poltrone di palazzo ex-enel fino a quelli altrettanto comodamente (ed inutilmente) inchiodati sulle poltrone di palazzo Razza. Eppure la popolazione Triparnese dimostrandosi testarda e caparbia, deludendo le aspettative di quegli stessi politici anzidetti che senza dubbio alcuno ormai hanno dimostrato di voler affossare il nostro territorio, non si è arresa a chi vuole vedere spenta e abbandonata da tutti questa piccola frazione.

Triparni è vivo, la gente vuole godersi il proprio paese. Lo hanno dimostrato i cittadini giusto domenica in occasione della festa Patronale di San Nicola di Bari, che sono riusciti a regalarsi una serata che rimarrà negli annali e nei ricordi delle migliaia di persone che erano in piazza per godersi il concerto di “Mimmo Cavallaro, Cosimo Papandrea ed i Taranta Project”.

È vivo, nonostante il paese negli ultimi anni sia stato abbandonato a se stesso dalla politica locale. Un paesaggio deturpato che di certo i Triparnesi non meritano. Sicuramente infatti alla molta gente che è venuta da lontano per seguire il famoso gruppo folkloristico non sarà sfuggita l’immagine di quella piazza all’entrata del paese crollata ormai da diversi anni, uno spazio che era diventato necessario al paese, soprattutto in occasioni come queste.

Qualche mese fa i proclami, da parte dell’assessore Modafferi, che affermava di aver ormai avviato tutto l’iter con l’affidamento della progettazione per il recupero del dissesto idrogeologico del territorio comunale (incluso Triparni). I Triparnesi ancora però non hanno visto niente di concreto, nemmeno un carotaggio o un rilievo che potesse dare la speranza che davvero i lavori sarebbero iniziati a breve. Probabilmente l’amministrazione comunale aspetta solo che la piazza crolli del tutto, tanto di Triparni chi se ne frega?

Senza dubbio tutta quella gente calorosamente accolta dai Triparnesi avrà notato quelle lastre di eternit abbandonate sulla provinciale semplicemente delimitate da un nastro rosso-bianco (tra l’altro ormai strappato) come se quello servisse a limitare il sollevamento della polvere di amianto. Ma non solo quello avranno notato i fans di Cavallaro, sicuramente saranno rimasti colpiti dall’incuria generale a cui viene lasciato Triparni. E di questo possiamo con certezza affermare di chi sono i meriti, l’assessore Pietro Comito infatti merita tutti i complimenti (sarcastici) possibili e immaginabili che Triparni gli dedica!

Di certo non è più il paese che era una volta, quello che era capace di sollevare grandi proteste per l’ottenimento dei propri diritti, quel piccolo leone che riusciva a far sentire la propria voce nella giungla vibonese, ma sicuramente domenica, nonostante le sue ferite è riuscito a ruggire ancora!

Il merito di quest’evento va tutto al comitato festa, un gruppo formato da cittadini Triparnesi devoti al patrono San Nicola, che ha voluto scommettere su Triparni ed ha sicuramente vinto, dimostrando che quando ci si mette con impegno e voglia di fare niente è impossibile. Per tutto quello che hanno fatto, e per il bel week end che ci hanno regalato, Triparni ringrazia questi suoi figli ed anche io esprimendo tutta la mia ammirazione mi accodo ai ringraziamenti.

Ora però tocca agli amministratori, adesso non possono fare a meno di capire che è giunta l’ora di recuperare il tempo perduto e mettersi finalmente a lavorare seriamente per il bene di questa frazione. Certo è difficile credere che l’amministrazione comunale D’Agostino o quella provinciale di De Nisi siano veramente in grado di risolvere i problemi, che sono tanti, della frazione e del territorio che amministrano (male!).

Dopo domenica però consigliamo a quest’ultimi di fare attenzione, perché se è vero che Triparni è un leone, seppur ferito, riesce ancora a graffiare!
Giuseppe Ambrosio –comitato federale provinciale
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

venerdì 27 aprile 2012

In risposta alle “Comitate”

“Chi verrà sorpreso a gettare la spazzatura fuori dagli orari consentiti sarà sanzionato e si invita a non abbandonare i rifiuti fuori dai contenitori.” Queste le parole dell’assessore all’ambiente Comito che hanno lasciato notevolmente perplessi quanti le hanno lette o ascoltate.
Ma tutto questo sarebbe anche da plaudire e da lodare se non fosse delle piccole, ma importanti, questioni che l’assessore non chiarisce.
Partiamo dalla questione degli orari scelti per il conferimento.
Si è scelto dalle 18 (17 orario invernale) alle 24 che in una città normale, amministrata da gente normale, gestita in maniera migliore, sarebbe l’ideale ma, ahinoi, c’è qualcosa che non torna per niente. L’orario di conferimento dovrebbe essere scelto onde evitare di ritrovarsi durante la giornata e soprattutto, d’estate durante le ore più calde, di cumuli d’immondizia in mezzo alle strade che si imputridiscono al sole e che sarebbero alla mercé di cani randagi e topi e diciamo che l’avete azzeccato ma manca qualcosa di fondamentale, o forse anche di ovvio, ovvero la raccolta dell’immondizia stessa. Avete scelto l’orario, i cittadini cominceranno a rispettarlo ma potrebbero cominciare a indispettirsi parecchio nel momento in cui si renderanno conto che la spazzatura viene raccolta prima della scadenza dell’orario. In diverse zone della città i camion della nettezza urbana passano alle 9 e mezzo di sera ma spazzatura gettata dopo quest’orario, ma in linea con l’ordinanza, rimarrà lì a imputridirsi, a fare bella vista di se e per riempire il palato di ghiotti toponi.
L’assessore Comito avrà avvisato la ditta incaricata della raccolta? Si sarà dimenticato come al solito? Ci sa tanto di no. Avrà pensato che basta avvisare i cittadini? Sicuramente i cittadini di questa città sono molto più avanti di chi li amministra.
Questa città sembra la fiera dell’ovvio dove tutto è sottointeso ma allo stesso tempo tutto non accade.
Abbiamo aspettato un po’ prima di scrivere perché speravamo che qualcosa cambiasse ma a distanza di giorni tutto è rimasto come prima.
Che senso ha obbligare i cittadini, pena multe, se poi è l’ordinanza stessa a fare acqua?
L’assessore invita anche a riporre negli appositi cassonetti l’immondizia; giusto, perfetto, sacrosanto ma nel caso i cittadini trovino i cassonetti belli ripieni cosa dovrebbero fare? Riportarsi l’immondizia a casa? Saranno multati anche in questo caso?
Invitiamo pertanto l’assessore Comito a chiarire con la ditta incaricata della raccolta rifiuti modificando l’orario della raccolta dei rifiuti stessi perché se l’ordinanza di deposito termina alle 24 la raccolta non può essere effettuata prima di detta ora, quindi la nostra proposta è che i rifiuti vengano depositati dalle 16 (19 orario estivo) fino alle 22 (23 orario estivo) in modo che si possano anticipare i tempi sia di raccolta che di deposito, facile no?
Ma oltre a ciò ci lasciano con l’amaro in bocca le situazioni sollevate in questi ultimi giorni proprio dall’assessore Comito relative “all’inciviltà di certa gente” e alla “programmazione della bonifica delle micro discariche”. Parole e provvedimenti assurdi.
Dopo 2 anni l’assessore è ancora alla fase di programmazione? Ma di cosa si occupa giornalmente? Deve aspettare le denunce dei cittadini per rendersi conto del degrado devastante in cui è sprofondata la città? Quante volte proprio noi abbiamo denunciato le situazioni catastrofiche della città e delle frazioni? Volete un esempio? Ne facciamo uno che vale per tutti: le lastre di Eternit abbandonate sulla strada provinciale a Triparni denunciate dal Partito dei Comunisti Italiani a luglio del 2011 e ancora lì in bella vista a fare mostra di se a chi ci passa davanti. Se ciò non bastasse, potremmo farne un lungo elenco caro assessore Comito e dimostreremmo ancora una volta la sua incompetenza.
Lei fa l’elenco delle situazioni di degrado ma noi in vece le domandiamo se è andato a vedere con i suoi occhi di cosa sta parlando? La invitiamo a fare un giretto nei pressi del castello o nella strada che collega proprio il castello con il cimitero per notare, e non ci vorrà molto, tonnellate di rifiuti abbandonati da mesi sulla carreggiata, oppure a fare un giro nelle frazioni abbandonate nel più totale degrado e tutto questo, dal nostro punto di vista, non è opera di semplici cittadini.
E riguardo all’inciviltà di certa gente, come dice lei, le ricordiamo che meno di un mese fa, tra le frazioni Vena Media e Vena Inferiore, c’era una vera e propria bomba ecologica che difficilmente si può imputare agli abitanti e il tutto è dovuto alla scarsità dei controlli del territorio.
Ma sinceramente ci rendiamo anche conto che Lei caro assessore Comito abbia altre cose a cui pensare, tipo la raccolta differenziata. Ci pensa così tanto che si dimentica di avviarla, perde finanziamenti, fa progetti che non diventeranno mai esecutivi ma non dimentica ogni tot di tempo di comunicarne l’imminente avvio. Dopo tutto quello che abbiamo scritto avrà almeno la compiacenza di spiegare per quale motivo il comune di Vibo Valentia, e quindi il suo assessorato, non è stato ammesso al finanziamento per la realizzazione di centri di raccolta a supporto della raccolta differenziata? Le ricordiamo che la Regione Calabria è amministrata dal suo stesso partito e che, ne caso dimenticasse ciò, non varrebbe la scusa che la Regione marci contro di voi.
Forse partecipate ai bandi con troppa superficialità?
Assessore Comito ma lei che città amministra? Dove vive? E’ inutile gridare al sabotaggio dei cittadini come ha fatto nei mesi e di nuovo nei giorni scorsi perché in questa città l’unica azione di sabotaggio è la vostra.
Sinceramente non sappiamo cosa dire a Lei e al resto della giunta. Abbiamo finito le parole e le stanno finendo anche i cittadini. La città è all’esasperazione e voi continuate a fare solo parole e niente fatti. Assessore Comito faccia un gesto dignitoso verso la città e lasci questo importantissimo assessorato a qualcuno che sappia gestirlo sicuramente meglio perché ci siamo stancati di vivere in una discarica a cielo aperto. Fare l’assessore all’ambiente e al decoro urbano non fa proprio per Lei e l’hanno capito anche i sassi.

giovedì 2 febbraio 2012

Comunicato PdCI: Polmoni verdi? Quest'amministrazione preferisce diossina, degrado e denuncie.



Sono passati 2 mesi da quando avevamo provocatoriamente annunciato di voler andare a pulire la villa comunale, due mesi nei quali l'assessore Comito minacciò denuncie verso chiunque si sarebbe permesso, di compiere questo grave reato di "disobbedienza civile", ad entrare e pulire un bene pubblico e collettivo come il polmone verde sotto viale Regina Margherita.


Sentendosi minacciato, dalla partecipazione civile di chi viene preso dalla nausea e dalla sconforto nel vedere la propria città abbandonata a se stessa, il prode assessore mandò subito degli operai a regalare alla città un piccolo "contentino" tipico delle amministrazioni inoperose, una veloce e inadeguata ripulita alla villa.






Non avrebbe mai potuto permettere che noi provocatori del PdCI facessimo davvero qualcosa di utile per la collettività. Allora, in fretta e furia, urlò a mezzo stampa una promessa: "La villa verrà riaperta entro il 6 gennaio".


Ebbene siamo al'inizio di febbraio e, manco a dirlo, la villa è, come allora, invasa dai rifiuti e inesorabilmente chiusa. Quella promessa, ovviamente, è finita nel dimenticatoio, sempre più vasto, di quest'amministrazione d'inetti.


Sappiamo bene che aspettarsi "un'impugnazione", di questa benedetta promessa, da parte di questa giunta di "amici e parenti" sia alquanto utopico anche se ad onor del vero taluni consiglieri di maggioranza assopiti da tempi immemori, si stanno lentamente svegliando e sempre molto lentamente stanno iniziando a battere i pugni per discutere di tematiche importantissime come edilizia e ambiente, per l'appunto.


Ma questo è “saper fare” di Pietro Comito o sarebbe il caso di dire il “saper fare niente.


Ma allora cosa bisogna fare per regalare nuovamente decoro e manutenzione ad uno dei pochissimi spazi verdi della nostra città?






Dobbiamo di nuovo minacciare una nostra azione per poter avere il diritto di usufruire di uno dei nostri polmoni verdi della città?


Per quale motivo ancora non si vede nulla all’orizzonte che faccia pensare ad una prossima riapertura?


A quest'ultima domanda, sappiamo risponderci da soli.


Semplicemente perché non è in programma la riapertura, nè tantomeno la sua rivalutazione. Una manutenzione ordinaria della villa comunale avrebbe avuto dei costi molti contenuti mentre adesso si tratta di spendere risorse pubbliche in maniera emergenziale che il comune non ha in cassa.






Eppure sarebbe stato tutto molto semplice cari amministratori. Sarebbe bastato non perdere il milione e mezzo di euro che stanziò all'epoca, della giunta Loiero, l’assessorato all’urbanistica.


Quello stesso milione e mezzo che ora, il nuovo assessore Aiello appartenente al vostro schieramento, ha ritirato. Sarebbe ora di dirlo alla popolazione. Ammettete le vostre colpe pubblicamente e dite che non siete capaci ad amministrare ma solamente di sistemare parenti e amici, perché questo lo avete fatto e lo sanno tutti e ci auguriamo che la magistratura indaghi.






Altro tasto dolente è quello relativo alla spazzatura e al mancato (ri)avvio della raccolta differenziata. Proprio il PdCI questa estate aveva invitato l’assessore Comito ad una iniziativa sul tema dei rifiuti e in quell’occasione, e parliamo di luglio, promise che la raccolta differenziata sarebbe partita a stretto giro di boa ma dopo più di sei mesi ancora la montagna non ha partorito nemmeno il topolino. La città è una discarica a cielo aperto. Una città che presenta il vestito buono solamente nella parte centrale dove la spazzatura viene raccolta tutti i giorni, o quasi, mentre tutto il resto del comune viene abbandonato a se stesso come se gli abitanti fossero figli di un dio minore o non degni del vivere civile. E’ mai possibile continuare in una situazione del genere? Ma cosa si aspetta a defenestrare un assessore che dimostra giorno per giorno che la gestione dell’ambiente e il decoro urbano non gli competono? Eppure nelle fila della maggioranza comincia a farsi sentire il malumore per la questione ambientale. Finalmente si sono svegliati dal letargo, hanno aperto gli occhi o semplicemente hanno fatto un giro al di fuori della zona degli “uffici”.


Cari amministratori il problema dell’ambiente è serissimo sarebbe ora di capirlo una volta per tutte.


Sarebbe ora di capire che più “avanza” il problema e più saranno alti i costi perché le emergenze si pagano e la perenne emergenza si trasforma in costi insostenibili per le casse comunali che avete già riempito di debiti.






Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

sabato 7 gennaio 2012

Differenziamoci dai nostri amministratori!

L'assessore all'ambiente e al "decoro" urbano Pietro Comito

Lo diciamo da mesi ormai e ci stiamo stancando di urlare al vento che la causa della vergognosa situazione di questa città ha un nome è un cognome: Pietro Comito.
Non è più tollerabile questa situazione di degrado assoluto.
Non possiamo continuare ad assistere impotenti al declino di una città e di un territorio che amiamo.
Così come non sono accettabili le parole vergognose, odiose e allucinanti rilasciate dall’assessore Comito qualche giorno fa a giornali e televisioni dove dichiarava che la colpa, dei sacchi lasciati fuori dai cassonetti, è dei cittadini alludendo a non si sa quale macchinazione oscura e quale sabotaggio verso il suo operato. Ma come è possibile sabotare l’assessore Comito? Ci viene oltremodo difficile pensarlo e per il semplice motivo che “lui” non opera. Non fa nulla a parte minacciare chi vuole una città migliore,aperta e vivibile. Non fa nulla a parte chiudere i polmoni verdi della città a causa della sua incompetenza. Non fa nulla a parte trasformare Vibo Valentia in una discarica a cielo aperto. Questo suo non fare nulla sta riempiendo la città di topi grandi quanto gatti, di branchi di cani randagi aggressivi e portatori di malattie. Tutto è fermo. Tutto è desolatamente degradante. Tutto ciò che continua a non fare può portare solo a gravosi ed enormi problemi igienicosanitari.
Tocca a noi Comunisti cattivoni chiarire le idee all’assessore; se non ne è al corrente vengono svuotati solamente i cassonetti per “contratto” visto che gli operatori non possono caricare la spazzatura eccedente a mano e per questo si servono dei “ragni”. Adesso ci siamo assessore? Ha capito che l’unico che sta compiendo azioni di sabotaggio alla città è lei? Sta macchinando contro la città per quale oscuro motivo? Tutti noi stiamo vedendo in che condizioni siamo ma ci viene il dubbio che lei non sia a Vibo. Possibile che se sta facendo i suoi soliti giri di perlustrazione della città non si accorga di niente? Starà vedendo con i suoi occhi, e odorando con il suo naso, quello che a cui siamo costretti vero? Basta fare un giro stamattina per una strada qualsiasi della città per assistere a uno spettacolo indecoroso e a tratti allucinante e tutto per MERITO suo caro assessore Comito. Invece di pensare a dare la gestione dei polmoni verdi a suo cognato avrebbe fatto meglio ad avviare la differenziata che proprio lei ha bloccato appena insediatosi e portandoci a questo disastro.
Una volta ogni due mesi, più o meno, l’assessore pronuncia la frase “presto partirà la differenziata” ma puntualmente non accade nulla di tutto ciò anzi si va sempre più verso il punto di non ritorno perché avviare la raccolta differenziata produce dei costi e lei e i suoi compari della giunta con a capo D’Agostino avete creato un buco da 10 MILIONI di euro da cui è impossibile uscirne senza farsi male o meglio senza far male alla città.
Se vuole bene a questa città si dimetta, torni a fare quello che faceva prima. Faccia come Scianò si inventi una scusa come la sua e vada a casa, anche perché sappiamo tutti che le dimissioni di Scianò sono dovute al disastro economico finanziario a cui ci ha portati e non di certo a promozioni politiche.
Se vuole bene a questa città ammetta di essere incapace di fare un lavoro tanto gravoso.
Se vuole bene a questa città convinca anche i suoi colleghi a seguirla perché nessuno vi ha ordinato di fare per forza gli amministratori.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 17 novembre 2011

C’è qualcosa di marcio a Vibo Valentia

Noi comunisti italiani non strumentalizziamo le vicende che interessano il nostro territorio, ma nel limite delle nostre forze, e nel rispetto della dialettica politica, ci sentiamo in dovere di denunciare le cose che, secondo il nostro modo di vedere, sono mal gestite. Un esempio è la villa comunale, chiusa da giorni a causa della mancata manutenzione e pulizia per la quale il comune tarda ad occuparsi. Detto questo vogliamo rispondere all'assessore Comito dicendo che se Lui intende un atto di interesse del nostro partito sulla chiusura della villa comunale, addirittura con una nostra proposta di ripulitura fatta materialmente da liberi cittadini, come un atto di strumentalizzazione, allora è vero Noi dei comunisti italiani stiamo strumentalizzando enfaticamente la vicenda.
Eppure l’assessore Comito dovrebbe conoscerci, visto che è stato invitato ad una nostra iniziativa sulla differenziata fatta a Luglio sotto l’istituto d’arte, e lui sa che noi ci muoviamo per l’interesse comune, con i nostri limiti, cercando di sensibilizzare cittadini ed amministrazione. Questo per noi significa fare politica, azioni concrete, non le solite conferenze stampa ed i soliti articoli che muoiono subito dopo, ma azioni reali che hanno ripercussioni sul territorio. Per Noi significa stare per la strada e discutere con la gente e non stare seduti su una poltrona rivendicando assessorati.
Prendiamo atto, come PdCI, che la villa è rimasta chiusa dal 5 novembre perché il comune ha tardato a siglare un accordo con ditte private che si debbono occupare della pulizia e manutenzione della villa comunale, confermando l’inadeguatezza al ruolo di governo della città che viene evidenziato nella mancanza di svolgimento della ordinaria e quotidiana amministrazione. Vengono sperperati fondi per consulenze, viaggi di rappresentanza e di iniziative territoriali di dubbia utilità, e poi non siete in grado di risolvere una cosi semplice e misera questione. A questo ci sentiamo di aggiungere che ad oggi, a distanza circa di due anni dallo stanziamento dei fondi  per un totale di 1,4 milioni di € da parte dell’assessorato urbanistica della regione Calabria, Michelangelo Tripodi, durante la giunta Loiero, non siete stati in grado di appaltare i lavori di riqualificazione della villa comunale, con fondi già destinati  e con un progetto di massima che giace nell’ufficio LL PP e a quanto ci risulta detti fondi non ci sono più, persi, tornati indietro. Nemmeno i più pessimisti, al momento della vostra elezione, avevano immaginato tanto.

La nostra proposta “RIPULIAMO LA VILLA COMUNALE” organizzata per giorno  19 novembre, sabato mattina, alle ore 9.30 è rivolta a tutti quei cittadini che si sono stancati di vedere, ancora oggi, la villa chiusa. Ribadiamo che noi sabato mattina saremo presenti  e rimane quindi valido il nostro impegno per RIPULIRE la villa, perché non ci facciamo spaventare da una denuncia “preventiva” fatta dall’assessore Comito; denuncia che  ha il sapore dei “migliori” stati di regime Fascista (clima fascista che si respira anche in consiglio comunale, viste le ultime vicende che hanno riguardato la quasi aggressione fisica fatta nei confronti di un consigliere di minoranza, nel momento in cui ha mosso critiche verso un assessore, metodo dal sapore fascista e mafioso). Ma se la denuncia sarà fatta e la violazione sarà contestata vorremo sapere quale è il motivo di tale denuncia, ma conoscendo già la buffa risposta, non vogliamo far perdere tempo alle forze dell’ordine, quindi ci autodenunceremo per “ALTO SENSO CIVICO”. Forse se anziché ripulirla saremmo andati fare una “urinata in compagnia” o “una defecata simpatica”, cosi per scherzare tra amici, probabilmente non avremo destato cosi tanto scalpore e non saremmo stati intimati al non procedere, perchè se noi che vogliamo ripulire la villa saremo denunciati, e a chi la continua a sporcare nulla viene contestato, allora c’è qualcosa di marcio a Vibo Valentia. Noi prendiamo atto che la nostra proposta è stata comunque un incipit nei confronti dell’assessore Comito, che si è attrezzato di carta e penna in tutta fretta per comunicare a mezzo stampa che la villa entro sabato sarà di nuovo aperta, ma ciò non toglie che noi sabato mattina saremo di fronte i cancelli della villa comunale, con l’auspicio di rivederla fruibile e  ripulita ma qualora cosi non fosse, noi dimostreremo il nostro ALTO SENSO CIVICO levando un po’ di immondizia.

Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia

mercoledì 16 novembre 2011

Iniziativa PdCI: Ripuliamo la Villa Comunale

Alla situazione di degrado generale, nella quale verte la città di Vibo, un'altra ferita viene inferta al suo patrimonio. Oltre Villa Gagliardi anche la Villa Comunale, simbolo della bellezza e della storia della città, chiude i battenti perché il comune non dispone dei fondi necessari per garantire l'ordinaria manutenzione.
Un ulteriore segnale del fallimento dell'amministrazione D'Agostino che da un lato, discute di indennità e liquidazione, di consulenze e undicesimo assessore, e dall'altro, mette i lucchetti a causa dell'incapacità di garantire la pulizia e le condizioni igienico-sanitarie di uno dei pochi spazi di cui gode la città.
L'attuale amministrazione dimostra in tal senso poca cura e attenzione verso i luoghi simbolo della nostra città. Una soluzione per far rivivere e dare una giusta dignità a tali luoghi sarebbe quello di stimolare la nascita di cooperative di giovani che si occupino, appunto, della manutenzione ordinaria e dello sviluppo di iniziative e percorsi culturali.
Nell'immediato, di fronte a tali incapacità, il nostro modo “concreto” di intendere la politica ci spinge “provocatoriamente” ad intervenire per riappropriarci di questi beni comuni. Su queste basi si colloca l'iniziativa tesa a sopperire alla mancanza di attenzione ai beni della città dell'attuale amministrazione provvedendo, armati di scopa e paletta, alla pulizia della Villa Comunale.
L'invito, per sabato 19 novembre alle ore 9,30, viene esteso a tutti i cittadini, partiti e associazioni che si sentono indignati per tale situazione di abbandono e degrado.
Noi vogliamo appunto che all’iniziativa partecipi più gente possibile, al di la del credo politico e della ragione sociale, crediamo infatti che la nostra città sia di tutti per cui deve essere data la possibilità di viverla a tutti quanti. Per questo vogliamo impegnarci concretamente, per rispettare il nostro territorio. Anche un semplice gesto può valere molto, anche rimuovere una semplice carta che sporca uno dei nostri spazi verdi cittadini può essere un gesto di cultura e di rispetto per il nostro territorio e per i cittadini. Rinnoviamo quindi l’invito a tutti: partiti politici, associazioni e società civile ad aderire alla nostra iniziativa e magari pubblicizzarla tramite quotidiani, social network e quant’altro serva alla causa. Bisogna spargere la voce il più possibile, perché solo se siamo in tanti possiamo davvero sperare di lavorare per la nostra città.
Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia

venerdì 21 ottobre 2011

Calato di nuovo il silenzio su Triparni

Dopo un periodo di forte presenza mediatica è calato di nuovo il silenzio sui molteplici problemi che interessano la piccola cittadine del comune di Vibo Valentia. Ma ad un mese di distanza dagli appelli lanciati sul quotidiano da alcuni cittadini, dal capogrupppo del Pd al consiglio comunale Michele Soriano e da noi del PdCI (non era la prima volta che ci occupavamo di Triparni) niente si è mosso, nemmeno la più semplice operazione di manutenzione ordinaria è stata fatta!
A che serve allora rivolgerci ai nostri amministratori ci chiediamo? Ma soprattutto perché certi amministratori, se non hanno voglia di rispondere alle domande dei cittadini, si candidano a rappresentarli e si battono per occupare un posto di comando, salvo poi scaldare la poltrona su cui ci si è comodamente seduti?
Ormai stiamo veramente perdendo la speranza, la rabbia sale come del resto in ogni altra parte d’Italia. I cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni che sono cieche e sorde ed in alcuni casi, come ad esempio comune e provincia di Vibo, anche mute. Dovunque il centrodestra sta distruggendo la storia e non rispetta i territori, ma d’altronde anche alcuni governi del centrosinistra come il nostro della provincia, stanno combinando di tutto e di più, tranne appunto che governare nell’interesse dei cittadini!
Ma noi comunisti siamo dei testardi e per l’ennesima volta vogliamo portare all’attenzione di questi “politicanti” gli innumerevoli problemi che il territorio di Triparni sta affrontando. Vogliamo ricordare ad esempio quella spada di Damocle che pende sulle persone che abitano vicino a quella che ormai è una spaventosa voragine, e ci riferiamo alla famosa piazza franata. Qualche tempo fa il Sindaco D’Agostino era venuto a Triparni per incontrare i cittadini, da allora non è più tornato dai cittadini di Triparni, forse considerati cittadini di serie B, troppo impegnato il Sindaco per dare retta a dei “paesanotti”. Ma ancora vogliamo fare una domanda più diretta: quelle lastre di eternit sul ciglio della strada, quando le porterete via? Questo sicuramente è un problema che può essere risolto in modo immediato e comunque ricordiamo che è un’emergenza sanitaria, per cui va risolta in tempi brevi. Sono passati quasi tre mesi ormai eppure nessuno se ne è mai preoccupato!
Che dire poi della strada provinciale per Porto Salvo? Non ci sono aggettivi che possano definire le condizioni penose in cui si trova, un vero colabrodo, una strada di campagna al confronto è più comoda e sicura da percorrere. Ma se l’amministrazione provinciale non poteva asfaltare la strada dopo aver fatto quei “lavori di ripristino” (se così si possono chiamare) perché ha scavato tutti quei metri di asfalto? Possibile che non sappiano farsi due conti? Quando una cosa si deve fare, si deve fare bene, inutile metterci mano per poi rendere le cose peggiori. Sicuramente il presidente De Nisi non è mai passato per quella strada altrimenti avrebbe notato, da ingegnere, che le cose non sono come dovrebbero essere e che la strada è pericolosissima soprattutto dopo queste prime piogge.
Tempo fa qualcuno aveva detto di avere la “ricetta per far rinascere Triparni”, tessendo le lodi dell’amministrazione comunale (nonostante questo fosse all’opposizione in consiglio) e immaginando grandi opere eseguite nel paese. Come in una televendita si prometteva una piazza al centro del paese (che però i cittadini non hanno mai chiesto e della quale non sentono il bisogno), il recupero del campetto e della palestra e strade sistemate qua e la. Ma come le tante televendite che rifilano patacche sappiamo che nessuna di queste cose sarà mai fatta a Triparni, soprattutto con questi amministratori e con questi rappresentanti!
La gente non chiede la luna e non vuole essere presa in giro. Sappiamo che non è un momento facile per tutta l’economia italiana e sicuramente non è il momento per chiedere lavori troppo onerosi. Quello che chiedono i cittadini sono cose semplici, spesso di manutenzione ordinaria come la sistemazione della strada provinciale e la pulizia delle cunette lungo la stessa, la rimozione di quelle lastre di eternit e lavori che ridiano decoro e dignità ad un paese che si sente depredato. Agli amministratori chiediamo una maggiore attenzione verso il territorio e verso il paese, ma soprattutto rispetto. Perché soddisfare i bisogni dei cittadini è una forma di rispetto degli amministratori e se non sono capaci di farlo allora che se ne vadano a casa, sicuramente nessuno sentirà la loro mancanza.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 19 ottobre 2011

Rimpasto in giunta? No grazie, al sindaco va bene così.

Qualche giorno fa il Sindaco Nicola D’Agostino, faceva sapere dalle pagine del quotidiano, che il rimpasto della giunta e la verifica chiesta in via ufficiosa da alcune “frange” di Pdl e Udc non si farà. A suo modo di vedere le cose vanno bene così, e sembra essere parecchio contento di quello che la sua giunta (non) ha prodotto. Sinceramente ci chiediamo dove sia vissuto fino ad oggi il nostro “caro” sindaco! Eppure i problemi irrisolti che attanagliano tutto il territorio comunale sono tanti, e se anche non riuscisse a capirli da solo, basta leggere il giornale per capire che ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

Per questo si, dobbiamo ringraziare la sua inoperosa giunta, che è bravissima nel turarsi il naso e tapparsi le orecchie per essere cieca e sorda ai problemi del comune di Vibo Valentia! Noi comunisti non ne saremmo capaci. Ma anche noi ci sentiamo di dire grazie agli 11 assessori del comune di Vibo Valentia.

Questa giunta ha affrontato al meglio il problema dell’acqua potabile che, ricordiamo, ancora non è stato risolto. Ha combattuto ma ha miseramente perso contro i rifiuti che ormai invadono con prepotenza le nostra strade! Per far fronte ai tagli fatti dai loro stessi amici (degli amici) del governo nazionale e regionale, il grandissimo economo Scianò (colui che qualche mese fa faceva il saluto romano davanti alla statua di Luigi Razza) magicamente è riuscito a far sparire 5milioni di euro, in meno di un anno e mezzo, dalle casse del comune! Hanno affrontato il dramma del dissesto idrogeologico e ne sono usciti dissestati! Hanno brillantemente pensato di fronteggiare il problema della disoccupazione assumendo gente a propria discrezione e senza concorsi. Ma ricordiamo ancora l’inquinamento del litorale, la questione del blocco dell’edilizia, la  viabilità, ilavori pubblici. Questa è la migliore giunta possibile secondo D’Agostino? Non osiamo pensare ad una giunta peggiore. Hanno affrontato tutto questo e hanno risolto qualcosa? Nulla!!! Una manica di incapaci, e meno male che uno dei più inutili l’hanno regalato a De Nisi per alzare di livello quell’altra giunta, per il quale non sappiamo se ridere o piangere.

Ma qualcosa è stata prodotta, tipo l’utilissima campagna di sterilizzazione dei cani di cui sicuramente saranno contenti gli animalisti! Ma anche il censimento per l’eternit che oggi ci ritroviamo allegramente depositato sulle strade della città! A Triparni ed alla biblioteca comunale ormai ci hanno fatto l’abitudine e gli abitanti limitrofi hanno già prenotato le sicure sedute di chemioterapia! Sponsorizzate dall’attuale amministrazione comunale! Senza parlare della fogna che invade le campagne tra Vena inferiore e Triparni. Non contiamo poi le strade-groviera piene di buchi, da dove ogni tanto, (vedi zona Terravecchia) si affaccia qualche ratto per rivendicare il territorio, ratti talmente tanto grossi che dovrebbero chiedere la concessione edilizia per le loro tane!

Ecco cosa hanno fatto: hanno trasformato la città in uno scenario post apocalittico. Il nostro comune sembra Tripoli, peccato però che da noi non ci siano gli insorti, quello che vediamo è solo colpa di inettitudine ed apatia!
Quello che invece avrebbero dovuto affrontare sono i rimorsi di coscienza per aver messo in ginocchio una intera città ma ci rendiamo conto che  gli viene altamente difficile ammettere i propri errori e tornare mestamente a casa e questo è anche colpa dell’opposizione consiliare che invece di fare le barricate in consiglio preferisce scaldare le poltrone.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 29 settembre 2011

TRIPARNI ABBANDONATO

Qualche giorno fa un bell’articolo, di un’intera pagina, parlava della frazione di Triparni nel comune di Vibo Valentia. Quel comune che sembra aver dimenticato le frazioni, lasciandole nel più totale abbandono. La piazza che frana, una scuola abbandonata a se stessa da anni e piccoli lavori di manutenzione ordinaria (come la pulizia delle strade e del centro abitato) che non vengono mai eseguiti.
Già solo a sentire questo si capisce che il paese è nel più totale abbandono. Ma probabilmente una sola pagina del giornale non è bastata per elencare i problemi affliggono questo paese. Già perché la lunga lista non si ferma qui. Noi del PdCI è da parecchio tempo che osserviamo il territorio ed in particolare questa frazione, che ci sta a cuore non solo perché alcuni dei nostri membri vi abitano ma soprattutto perché veder morire lentamente questi piccoli centri urbani ci addolora e ci fa rabbia! Ce ne siamo occupati anche da prima del consigliere del paese, che forse si accorto dei nostri numerosi interventi sui giornali e per non sembrano lontano dalle problematiche del suo territorio ha fatto un paio di interventi. Ma niente di più, eppure pensiamo che dovrebbe protestare in modo forte, anche in un modo “plateale”. Magari una bella manifestazione davanti a palazzo L. Razza, fatta di tanti Triparnesi arrabbiati. E la rabbia di sicuro è tanta!
Alla lista delle cose già dette giorni addietro potremmo infatti aggiungere: un campetto comunale tenuto nel più totale abbandono, manca infatti l’acqua, il campo è pieno di erbacce (anche se i ragazzini a volte vanno a pulirlo per potervi giocare) ed il terreno è dissestato. Qual è la soluzione che il comune ha pensato di adottare? Un bel lucchetto per vietarne l’accesso: “guardare e non toccare” ma soprattutto sprecare! Evidentemente è questo il messaggio che la nostra amministrazione ci vuole mandare! Vicino al campetto c’è anche una palestra, abbandonata anch’essa a se stessa. Non si potrebbe trovare il modo per riqualificare questi due importanti centri sportivi? I ragazzi ne hanno bisogno, e tutto il paese. Magari si potrebbero dare in gestione queste strutture a qualcuno che le sappia tenere in vita, con regolare gara d’appalto però, non com’è solita affidare la gestione della proprietà pubblica quest’amministrazione!
Ma non si ferma nemmeno qui la tragedia che Triparni vive ogni giorno, da mesi e forse anche anni ormai i cittadini segnalano una forte perdita nella condotta fognaria in località “San Filippo”, nella zona vicino ai depuratori. Un odore nauseabondo e liquami carichi di sostanze nocive per la salute si riversano nelle campagne vicine e nella strada, terreni che prima la gente coltivava ma che adesso sono abbandonati per via di questo problema. Solo a passarci con la macchina (tra l’altro la strada è a pezzi, con cartelli di “lavori in corso” che sembrano sempre più una presa in giro!) l’abitacolo si riempie di un fetore stomachevole.
Che dire poi della spazzatura? Sembra ormai una filastrocca senza fine, questa raccolta che non viene mai fatta e l’immondizia che giace ai bordi delle strade e nel paese. Ormai è diventata parte integrante del territorio: sedie, tv, elettrodomestici e suppellettili vari, ad ornare il paesaggio! Sembra il mercatino delle pulci! Forse l’amministrazione comunale conta proprio sul fatto che i cittadini stanchi di denunciare, non ci facciano più caso, si abituino a convivere con, e soprattutto “nella” spazzatura!
Quantomeno potrebbero venire rimossi quei rifiuti che necessitano di un trattamento speciale e che sono altamente pericolosi per la salute dell’uomo: stiamo parlando di quelle famose lastre di eternit di cui qualche tempo fa ci siamo già occupati. Quanto tempo è passato, un mese? Assolutamente niente è stato fatto, quelle lastre sono li dov’erano esattamente un mese fa! Forse se i Triparnesi si ammalano di tumore all’amministrazione comunale non importa, ma a noi si! A noi comunisti, proprio quelli che vengono dipinti come malevoli e contro la vita umana!
Ma noi ci chiediamo, mentre i cittadini Triparnesi vivono questa situazione di degrado che nemmeno nel terzo mondo si vede, gli amministratori comunali: Sindaco, assessori e consiglieri, come fanno a dormire tranquilli la notte? Non sanno che da un momento all’altro potrebbe arrivargli notizia che le case vicino alla piazza sono franate? Non pensano di avere sulla coscienza la vita e l’incolumità di quelle persone?
Nelle richieste fatte da quei cittadini che qualche giorno fa hanno denunciato la situazione di abbandono del paese non c’è mica la luna! Sappiamo che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, vorremmo solamente un po’ di attenzione in più, anche da un punto di vista umano e di coscienza, da parte degli amministratori. Quando avete scelto di governare questo comune sapevate le difficoltà e le emergenze che c’erano (o no?), molte le avete causate voi dopo il vostro insediamento, ma se sapevate di non essere in grado di risolvere questi problemi perché vi siete candidati, e soprattutto perché rimanete al governo della città? Possibile che non sentite la voce dei cittadini? La gente non vi vuole più, siete riusciti a farvi odiare dopo poco più di un anno di amministrazione, un record! Al solo sentirvi nominare la gente fa delle smorfie, per non parlare di quelli meno educati!
Ma Triparni non ha problemi solo con il comune, purtroppo deve subire anche l’ignoranza e l’inettitudine dell’amministrazione provinciale! Quelli poi sono proprio dei geni! Qualche tempo fa hanno iniziato dei lavori per “rappezzare” la provinciale per Porto Salvo. Quella che a causa della frana che interessa il versante tra Triparni e Cessaniti, subisce di continuo dei dissesti che la rendono quasi impercorribile e molto pericolosa. La genialata sta nel modo in cui pensano di risolvere il problema senza parlare di come stanno facendo i lavori!
Negli ultimi giorni di agosto è stato asportato l’asfalto di quella parte di strada dissestata ed è stato sostituito con del pietrisco misto a terriccio. Da quel momento ad oggi la strada non è stata ancora sistemata, sembra pronta per ospitare una gara di rally! I lavori sono segnalati male (i segnali si vedono a malapena) per cui quando le macchine arrivano in quel punto sono costretti a bruschi rallentamenti che sono resi difficili dal pietrisco che c’è sulla superficie. Per fortuna adesso le piogge stanno mantenendo umida quella zona, perché alcuni che vivono proprio di fronte a quella parte di strada sono stati costretti a passare gli ultimi giorni di calura con le finestre chiuse per la polvere! Adesso ci chiediamo, quando verranno ultimati questi lavori? Ma soprattutto quanto dureranno? Dato che il problema non è il fondo stesso della strada ma la frana che richiama quella parte di sottosuolo, quindi sicuramente presto ci ritroveremo nelle stesse condizioni!
Probabilmente l’amministrazione provinciale adesso è più impegnata nell’assegnare posti da assessore che risolvere i problemi della gente! Che vergogna, possibile che i cittadini per voi contino meno di niente?
Siamo stanchi veramente di queste amministrazioni fatte da gente incompetente che sono li giusto perché hanno amicizie in alto. Vogliamo gente competente, magari sconosciuti, figli di gente comune, ma meritevoli e con tanta voglia di fare.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 8 settembre 2011

EMERGENZA SPAZZATURA NELLE FRAZIONI

rifiuti a Vena Inferiore

Vibo Valentia non ha frazioni e nemmeno strade “secondarie”. La città è formata solamente dal centro urbano, quello degli uffici per intenderci, mentre tutti quelli che abitano al di fuori di esso farebbero meglio a cercare casa altrove perché a nessuno interessa di loro.
Parole senza senso? Parole urticanti? Parole ripetute? No FATTI. Questo è quello che pensa la nostra amministrazione comunale e per avere ragione delle nostre parole basta fare un semplice giro nelle frazioni che risultano abbandonate a loro stesse nel completo disinteresse e degrado di chi amministra. Ma senza andare lontano basta passare da via Tiro a Segno con la macchina e con i finestrini ben chiusi per avere idea di cosa stiamo dicendo. Montagne di spazzatura e odori a dir poco vomitevoli. Avete trasformato questa città in una pattumiera. Siete la VERGOGNA di una città.
Basta fare un giro a Vena Inferiore dove la spazzatura non viene raccolta da più di un mese e dove i cassonetti sono adiacenti ad una scuola (in disuso) con annessi giochi per bambini e campo di bocce.
O sempre a Vena Inferiore dove nonostante le nostre denunce tutto risulta uguale a quest’inverno con “strade” percorribili solamente da fuoristrada, e rattoppate da ignoti cittadini, e pompe di sollevamento della fogna fuori uso con “melma” dall’odore nauseabondo che dopo 100 metri di percorso su strada va a finire tra gli ulivi. Non sono abitanti di Vibo questi? Sono cittadini di serie D?
I cittadini di questa frazione cosa devono fare? Devono provvedere da soli? Informiamo il Signor Sindaco e il Signor Pietro Comito che la popolazione è stufa e che potrebbero ritrovarsi una bella sorpresa davanti al cancello del comune, potrebbero trovarsi la spazzatura di Vena Inferiore con al seguito tutti gli abitanti del luogo.
rifiuti a Vena Inferiore
Addirittura i cittadini di Vena Superiore, più “fortunati” di altri, hanno buttato calce (o cmq disinfettante) per paura di prendere delle infezioni, quindi una situazione proprio da terzo mondo, anzi no, ormai potremmo chiamarla "situazione D'Agostino" dato che la sua amministrazione ci sta abituando a vivere peggio che nei paesi sottosviluppati! Riepilogando infatti: manca l'acqua potabile, i rifiuti invadono le strade, le strade stesse ormai possiamo definirle mulattiere per come sono rovinate, i problemi di dissesto non sono stati risolti (e si avvicina la stagione delle piogge!) ed inoltre le imposte comunali sono state aumentate (come fosse che la gente abbia avuto servizi migliori!). Ma nonostante tutti questi disastri l'amministrazione D'Agostino non riesce a fare un mea-culpa, ammettendo i proprio errori e dimettendosi, mettendo così fine a questo sfacelo che stanno combinando! Ma sicuramente dato il successo ottenuto con il bilancio consuntivo questa amministrazione ci fa ben sperare per il futuro!!
Non è un argomento nuovo, soprattutto non nuovo per noi e non nuovo per Vena Inferiore. A Gennaio c’è voluto un nostro articolo per far raccogliere la spazzatura in questa frazione, a febbraio idem. Possibile che ci si renda conto che esistono determinate frazioni solamente quando appaiono sui giornali?
Forse però non bastano nemmeno più le denunce sui quotidiani, dato che nonostante il nostro articolo sulle lastre di eternit abbandonate a Triparni dopo giorni e giorni ancora non è stato preso nessun provvedimento e l’eternit si trova ancora pericolosamente dov’era!

Questa situazione non è più tollerabile, perché il rischio di malattie aumenta in proporzione alla spazzatura depositata e allo stesso tempo aumentano i topi che liberamente scorazzano per le vie, aumentano i cani randagi che vagano alla ricerca di Vibo.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
                                                                                                    

giovedì 1 settembre 2011

Lastre di Eternit abbandonate a Triparni

Eternit abbandonato a Triparni

Ancora emergenza rifiuti, ancora cattivi odori che le nostre narici sono costrette a sentire! L’emergenza, se ancora possiamo chiamare così una cosa che dura ormai da troppo tempo, non è stata risolta e non si vedono progetti validi dell’amministrazione comunale e dell’assessore Pietro Comito all’orizzonte che ci facciano sperare un giorno di poter vedere le nostre strade sgombre dalla spazzatura.
Ma quando, alla noncuranza degli amministratori, si aggiunge l’inciviltà di alcuni cittadini allora la cosa diventa pericolosa, e quello che l’emergenza rifiuti si trasforma in emergenza sanitaria. È il caso della frazione di Triparni dove nella notte ignoti hanno scaricato varie lastre di Eternit vicino ai cassonetti che sono  sulla provinciale per Porto Salvo. In questo caso quindi sono rifiuti altamente inquinanti e tossici a giacere da qualche giorno ai bordi della strada, all’inizio del paese e vicino a parecchie abitazioni.
Sappiamo tutti quali sono gli effetti dell’eternit e dell’amianto presente in queste lastre sulla salute dell’uomo. Cancro ai polmoni, questa la sentenza per chi respira queste sostanze che si depositano nei polmoni e che possono rimanere inattive per anni per poi provocare il tumore. Anche una sola particella inalata può condannare un uomo ad ammalarsi ed in molti casi portarlo alla morte. Non prima di aver attraversato un lungo calvario di sofferenze.
Perché allora prendersela con l’amministrazione e non solamente con l’inciviltà e l’ignoranza di chi ha scaricato questi materiali? Noi del PdCI di Vibo Valentia ricordiamo bene il censimento di qualche mese fa delle coperture in eternit presenti nel territorio comunale. Allora avevamo anche accolto bene questa iniziativa, pensando che non si sarebbe ridotta solo alla consegna di un modulo di autocertificazione! Pensavamo che squadre di tecnici avrebbero invaso il territorio comunale per verificare chi effettivamente avesse censito le coperture in amianto e chi invece no. A quest’ora si sarebbe saputo chi pur avendo dichiarato di avere eternit sui tetti adesso non ce l’aveva più (quindi nel frattempo li aveva tolti illegalmente e senza criterio) oppure chi non aveva dichiarato niente sperando di potersene così liberare senza farlo sapere a nessuno!
Avevamo già immaginato le multe a chi non aveva rispettato le regole, tentando di fare il “furbo” e gli incentivi per lo smaltimento dati a chi aveva consegnato il modulo per il censimento agli uffici comunali magari proprio con la speranza di venir aiutato economicamente a smaltire questi materiali cancerogeni.
La gente comune e consapevole che ha coperture in eternit vive con l’ansia di sentirsi un giorno diagnosticare un cancro ai polmoni, ma allo stesso tempo non ha la possibilità economica per smaltirle in modo adeguato. Eppure questi li hanno comprati legalmente, quando venivano venduti liberamente e con il benestare dello stato quando invece già lo stato stesso sapeva che stavano approvando la vendita di materiali altamente tossici! Adesso quello stato dov’è? Perché non si inventa qualcosa per aiutare veramente la povera gente a disfarsi delle coperture in eternit invece di far finta di incentivare lo smaltimento? Perché non se ne fa carico sostituendo magari l’eternit con pannelli solari in modo da produrre energia elettrica? Sarebbe anche una soluzione alla crisi energetica, non servono per forza le centrali nucleari!
Da queste lastre abbandonate a Triparni può nascere qualche precedente pericoloso, come già è successo qualche tempo fa per quell’eternit abbandonato vicino alla biblioteca comunale in pieno centro a Vibo Valentia. Che fine faranno adesso queste lastre e che fine hanno fatto quelle lasciate qualche tempo fa alla biblioteca? (noi sospettiamo che quelle abbandonate alla biblioteca adesso si trovino dove c’è il deposito delle macchine del comune di Vibo Valentia, al comando dei vigili urbani, nascosti agli occhi della gente)
Saranno smaltite adeguatamente? In questo caso allora qualche altro “furbetto” potrebbe pensare di abbandonarle vicino al cassonetto più vicino così lo smaltimento glie lo paga il comune! Non si pensi però di allontanare dagli occhi della gente questo eternit per poi depositarlo in altri luoghi (magari in qualche deposito del comune!). Con l’amianto non si scherza, e solo chi è un ignorante non si spaventa al solo pensiero di respirare quelle polveri di amianto!
Ci chiediamo allora, a cosa è servito quel censimento? Verranno fatti dei controlli per verificare l’effettiva quantità presente di eternit nel territorio comunale di Vibo Valentia? Ci teniamo a ricordare per l’ennesima volta che la tutela dell’ambiente è una cosa fondamentale per la salute dell’uomo, e sinceramente non è giusto che un’intera popolazione paghi per gli errori che qualche incivile e ignorante commette.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 13 luglio 2011

Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"

Altro incontro promosso dalla Federazione della Sinistra dal titolo:
Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"
giovedì 14 luglio dalle ore 18.30, sotto la piazzetta antistante l'istituto d'Arte.
Ne parleremo con:
Gianluca Cuda (Sindaco di Pianopoli)
Antonio D'Agostino (ass. Cittaperta)
Giuseppe Paolillo (segretario WWF Calabria)
Pietro Comito (assessore all'ambiente del comune di Vibo Valentia)
Enzo Peris (Federazione della Sinistra)

domenica 1 maggio 2011

Risposta a Nicola D'Agostino

La situazione, per quanto riguarda l’acqua a Vibo Valentia, “dovrebbe” essere tornata normale. “Dovrebbe”! Come si può usare il condizionale, in un caso del genere che interessa la salute dei cittadini, e continuare nell’attività di amministratore in un comune come Vibo Valentia? È quello che ci chiediamo noi del PdCI da quando abbiamo letto l’intervista fatta al Sindaco Nicola D’agostino, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine del quotidiano.
Ma d’altronde non possiamo aspettarci dichiarazioni “ferme e precise” da un sindaco che di fronte alla domanda: “lei usava l’acqua quando la dichiarava potabile?” risponde “si la usavo, ma non per bere”. E allora signor sindaco, secondo lei che cosa vuol dire “acqua potabile”? che è buona per farsi i gavettoni? Guardi che avere acqua potabile vuol dire che si può utilizzare per scopi alimentari!
A questo punto allora vogliamo fare qualche domanda al nostro sindaco e conoscendo quali sono sempre state le risposte ai problemi del comune di Vibo Valentia e dei suoi cittadini siamo sicuri di saper dare anche le risposte ai nostri dubbi. Le stesse risposte che darebbe il nostro caro Sindaco, che è una brava persona ma non ce ne voglia è anche un pessimo amministratore, confusionario e incapace, un vero pesce fuor d’acqua!
Iniziamo con chiederci, la giunta targata D’Agostino ha saputo trovare una soluzione definitiva al problema dei rifiuti che ormai da mesi invadono la città di Vibo Valentia? Sicuramente la sua risposta è “il problema dovrebbe essere ormai prossimo alla soluzione”. Sempre al condizionale, ma pensiamo che la comunità Vibonese abbia ormai capito che le loro soluzioni sono solo fumo negli occhi dei cittadini, per farli stare buoni e zitti.
Un’altra domanda da fare al sindaco potrebbe essere: “signor sindaco, quando inizieranno i lavori di recupero delle zone soggette a dissesto idrogeologico, come la zona di cancello rosso e i vari interventi da fare in tutte le frazione del comune?”. Anche in questo caso però siamo sicuri di conoscere bene la risposta del sindaco: “a breve dovrebbe arrivare la delibera della giunta regionale, che libererà i fondi per iniziare gli interventi”.
Quando ritornerà la normalità per quanto riguarda il rilascio delle concessioni edilizie nel comune di Vibo? Quando verrà superato quel blocco dell’edilizia che sta mettendo in ginocchio buona parte dell’economia cittadina? Siamo sicuri che la sua risposta sia “presto le cose dovrebbero tornare alla normalità”.
Lei nel suo intervento ha detto che rispetto a quello che è successo a l’Aquila i nostri problemi sono poca cosa. Non manchiamo allora di ricordargli per l’ennesima volta che essendo il nostro un territorio sismico, con probabilità altissime che si verifichi un forte terremoto da un momento all’altro, abbiamo la necessità di avere un piano di emergenza comunale per affrontare l’eventualità di una catastrofe. Oggi come oggi, se succedesse qui a Vibo quello che è successo all’Aquila le conseguenze sarebbero sicuramente di gran lunga più drammatiche.
Signor sindaco, si rende conto che lei passa più tempo a vantarsi dei suoi “giovani, capaci, competenti, luminari, dotti, colti, valenti, qualificati” (nonché numerosi!) assessori, che ad occuparsi realmente del comune di Vibo Valentia? Poi si lamenta che una signora abbia detto che lei pensa più tempo ad occuparsi dei suoi affari che di quelli della gente, perché cosa si aspettava? Un grande applauso per aver ben pensato di portare a 11 gli assessori mentre la città stava vivendo un periodo di forte crisi economica, sanitaria e territoriale?
Noi siamo molto attenti alle vostre mosse, vi seguiamo, anche quando fate le vostre apprezzabili riunioni nelle frazioni. Apprezzabili perché sembra vogliate aprirvi ai problemi della gente, ma è solo un’impressione perchè in realtà ogni volta chiudete la porta in faccia a quei cittadini che sollevano le problematiche dei loro territori. In due di quelle riunioni, a Triparni ed a Vena Inferiore, il riassunto della discussione era che non avete i soldi nemmeno per gli interventi di manutenzione ordinaria dei paesi e della città. Il bello è che credete di essere giustificati da questa mancanza di fondi a non far niente per tutta la durata del vostro mandato! E i cittadini intanto che devono fare? Mettere le mani nelle loro tasche per fare gli interventi più urgenti?
Se nelle casse del comune non ci sono soldi voi sapete bene che è per colpa del vostro partito, il Pdl, che è sempre più il partito del “bunga bunga” che anziché pensare ai problemi della nazione pensa a risolvere i problemi giudiziari del suo capo, e voi anche in questo siete colpevoli. Preferite gli interessi dei capi di partito a quelli della popolazione. Perché non chiedete al vostro amico presidente Scopelliti (quello che un anno fa si faceva fotografare mentre passeggiava sul corso e da allora non è più tornato a Vibo!) di far la voce grossa con il governo (come fa Zaia in Veneto) per ottenere i soldi necessari alla vita del nostro comune? Perché non vi schierate mai con i cittadini di Vibo, ma cercate di giustificare gli errori dei vostri capi?
Signor sindaco, lei ha davvero a cuore la sorte del comune di Vibo Valentia? Si dimetta allora, esca da quel suo partito vergogna e inizi a lottare per la città dalla parte dei cittadini.

giovedì 24 marzo 2011

Replica all’assessore comito

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La conferma che l’assessore non conosce il significato del termine “decoro” arriva proprio dalla sua replica! Come può infatti, un rappresentante del PDL, il partito del “Bunga Bunga” che ci ha reso ridicoli agli occhi dell’intero pianeta, pensare di poter dare lezioni di etica e onore a chi difende con orgoglio le proprie idee e i propri ideali come chi si definisce comunista. È vero in questo periodo storico in Italia, i media e i berluscones, hanno cercato di gettare del fango sui comunisti e sui loro ideali. Ma come si possono screditare i principi di uguaglianza, di libertà, di diritti civili e umani che da sempre ne sono la bandiera?

Invitiamo l’assessore Comito a replicare ai nostri quesiti con risposte pertinenti, senza deviare da quelle che erano le problematiche da noi sollevate. Se non si è nemmeno capace di dialogare sui contenuti di una critica, come si può pretendere di amministrare un territorio?

Sinceramente siamo stanchi di avere a che fare con gente che non capisce nemmeno le domande che gli vengono poste. Non dimentichiamo infatti nemmeno quella che fu la replica dell’assessore La Gamba alla nostra critica sulla mancanza del Piano di emergenza comunale. In quell’occasione anziché dare risposte concrete, dichiarò che aveva intenzione di organizzare un evento per premiare i volontari dell’alluvione del 2006. Ma di quest’evento non si hanno avuto mai notizie!

Ci sembra quindi fatica sprecata cercare di spiegare all’assessore ed a tutti i suoi simili, che di libertà proprio non se ne intendono (a meno che non si parli di quella vigilata) e che provengono da partiti le cui idee si avvicinano molto, e pericolosamente, a quelle del ventennio fascista, il significato del termine “comunismo”. Probabilmente non lo capirebbero, dato che la loro limitata capacità di pensiero liberale glie lo vieta.

Tralasciando quindi tutto il resto, ci vogliamo soffermare sulle affermazioni sconcertanti fatte dall’assessore in merito alle condizioni in cui versa la città di Vibo Valentia. Ci viene da chiederci, ma l’assessore da quant’è che non esce per le strade del comune di Vibo? Davvero riesce ad affermare, senza crisi di coscienza, che le strade e la città sono in buone condizioni?

Forse i suoi colleghi amministratori e politici gli hanno raccontato delle frottole, forse l’assessore Comito, dichiara in buona fede quanto scritto nella sua replica al quotidiano. Ma in questo caso, l’invitiamo a farsi un giro, anche solo in macchina, per le strade della città (mettendo a rischio gli ammortizzatori della sua automobile). A quel punto crediamo che, a meno che non abbia problemi di vista, l’assessore possa rendersi conto da solo delle condizioni miserabili in cui versa la città.

Da comunisti e soprattutto da cittadini di Vibo Valentia, ci vergogniamo di avere voi come nostri rappresentanti e siamo certi che in tanti provano lo stesso sentimento, anche moltissimi di quelli che avevano visto in voi i giusti amministratori di questa città. Sicuramente si sono già pentiti di avervi dato fiducia, errore che difficilmente ripeteranno. Per cui cercate almeno di terminare degnamente la vostra avventura “disastrosa” nel comune di Vibo Valentia, risparmiateci le vostre liti con l’UDC per i vari posti di assessore e soprattutto lasciate amministrare la città a chi voglia e capacità per farlo. Una vostra ammissione di incapacità sarebbe per voi un gesto di responsabilità.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia

sabato 19 marzo 2011

La minaccia più grave per il territorio di Vibo Valentia? L’amministrazione targata D’Agostino!

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Immobile, inetta, incapace, menefreghista, bugiarda, fallita. Quanti altri aggettivi potremmo trovare ed usare per descrivere quest’amministrazione comunale? Sicuramente la peggiore che il comune di Vibo Valentia abbia mai avuto. Forse la loro missione era proprio questa: far precipitare vertiginosamente la situazione sociale, economica e territoriale della città e delle frazioni. In questo caso possiamo affermare con certezza che si stanno impegnando in modo pieno su tutti i fronti.

Da tempo ormai le strade sono invase dalla spazzatura, nonostante i continui proclami e le promesse di Pietro Comito, assessore all’ambiente ed al “decoro Urbano”. Sembra proprio che l’assessore in questione non sappia cosa vuol dire “decoro” ne urbano, ne personale. Perché se avesse avuto decoro personale si sarebbe dimesso già da un bel po’! L’unica cosa buona pensata ed attuata dalla giunta  Sammarco era la raccolta differenziata, sospesa prontamente dall’attuale amministrazione che si è però affrettata di stipulare un protocollo d’intesa con la casa circondariale di Vibo Valentia per iniziare li la raccolta differenziata. Forse giustamente vogliono fare esperienza, vogliono allenarsi, smaltire piccole quantità di rifiuti prima di riprendere quello che era già stato iniziato: la raccolta differenziata “nell’intero” territorio.

Ma non è solo la spazzatura, l’amministrazione D’Agostino pecca e sa distruggere ogni cosa! Il piano strutturale comunale è stato ormai abbandonato, nonostante i continui richiami anche da parte nostra, del PdCI. L’assessore Falduto è diventato assente ed anonimo, eppure i primi tempi sembrava pieno di idee e di programmi, sciolti come neve al sole!

Del “piano di emergenza comunale” non se ne parla nemmeno! La protezione civile è totalmente ferma, nessun progresso, nonostante il piano di emergenza sia una cosa obbligatoria e di vitale importanza per un territorio come il nostro, soggetto a rischio sismico, idrogeologico, alluvioni ed incendi! Anche qui l’assessore La Gamba dimostra più attenzione nell’organizzare spettacoli e teatrini, che nell’occuparsi della protezione civile comunale. Forse questo è dovuto al fatto che in un primo tempo il suo assessorato era solo “turismo, spettacolo, grandi eventi, sport”; magari anche lui è rimasto spiazzato da un incarico tanto oneroso e di grande responsabilità come la protezione civile. Deve però cercare di farsi passare lo shock, oppure ammettere la sua incapacità nella materia e passare la mano e l’incarico.

Non basterebbe un libro per descrivere tutte le atrocità che questa amministrazione sta commettendo! Dalle varie assunzioni che si portano dietro un alone di “mistero” per le modalità con cui sono concepite, alle voci di un bilancio in rosso che è riuscito, a dicembre, a mettere a rischio lo stipendio dei dipendenti e per dirne ancora le politiche sociali che si sono mosse tardi nell’occasione dell’emergenza idrica, per altro tutt’ora in corso. Questi esempi sono solo per dare un assaggio dell’inettitudine di questa amministrazione.

Nemmeno le emergenze, dove più che il colore politico dovrebbe contare la buona coscienza, sono ben gestite nell’interesse dei cittadini. Molti sono infatti gli esempi di gravi emergenze idrogeologiche totalmente dimenticate, nel territorio della città di Vibo (la zona di cancello rosso) e nei territori delle frazioni tutte. Sicuramente ci vorrebbe un miracolo per risolvere tutto in un batter d’occhio, ma quantomeno ci si dovrebbe impegnare, stare vicino ai cittadini, tenerli informati e rendersi partecipi dei problemi della gente delle loro ansie e delle loro paure.

Non ultimo è il problema dell’acqua potabile a Vibo Valentia. Un problema che affligge i cittadini ormai da agosto ed a cui l’attuale amministrazione non sa dare risposte. L’acqua, un bene primario, un bene essenziale, un bene che ai cittadini di Vibo Valentia viene negato. Non riuscite a garantire ai cittadini nemmeno la cosa più naturale per un paese civile, come se fossimo nel terzo mondo. Il vostro prossimo obbiettivo qual è? L’acqua non è potabile (è vietato anche il solo uso umano), il comune è una discarica a cielo aperto, il territorio sta franando e in più volete fare un inceneritore al cementificio. Cos’altro state preparando per i vostri cittadini? La nostra fantasia non ci permette di immaginare l’orrido, ma sappiamo che in questo voi siete molto preparati e bravi!

Invece di stare li a pensare come spartirvi le poltrone (vedi il recente caos con la richiesta dell’Udc di un terzo assessore) cercate di “capire” come si amministra un comune. Se vi sembra che gestire il comune di Vibo sia difficile vi diamo un bel consiglio: DIMETTETEVI! Nessuno vi ha chiesto di presentarvi alle elezioni e di fare promesse che non siete in grado di mantenere! Noi vi chiediamo solamente di fare il vostro lavoro, il lavoro per cui noi cittadini vi paghiamo, niente di straordinario.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia