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venerdì 21 ottobre 2011

Testamento politico di Muammar Gheddafi, Guida della Rivoluzione della Grande Jamahiriya Araba Libica Popolare Socialista

"Riteniamo sia giusto pubblicare questa lettera e lasciamo a voi ogni commento, lo lasciamo a chi si indigna per dei sampietrini lanciati contro dei blindati ma che volta il proprio sguardo altrove quando a morire sotto le cannonate è il popolo palestinese, quella stessa gente che chiedeva di arrestare di black bloc e allo stesso tempo chiedeva di bombardare il popolo libico. Noi non abbiamo più insulti da mandarvi cari moralisti a senso unico."






In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso;
Per 40 anni, o magari di più, non ricordo, ho fatto tutto il possibile per dare alla gente case, ospedali, scuole e quando aveva fame, gli ho dato da mangiare convertendo anche il deserto di Bengasi in terra coltivata.
Ho resistito agli attacchi di quel cowboy di nome Reagan anche quando uccise mia figlia, orfana adottata, mentre in realtà, tolse la vita a quella povera ragazza innocente cercando di uccidere me.
Successivamente aiutai i miei fratelli e le mie sorelle d’Africa soccorrendo economicamente l'Unione africana, ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la gente a capire il concetto di vera democrazia in cui i comitati popolari guidavano il nostro paese; ma non era mai abbastanza, qualcuno me lo disse, tra loro persino alcuni che possedevano case con dieci camere, nuovi vestiti e mobili, non erano mai soddisfatti, così egoisti che volevano di più, dicendo agli statunitensi e ad altri visitatori, che avevano bisogno di "democrazia" e "libertà", senza rendersi conto che era un sistema crudele, dove il cane più grande mangia gli altri.

Ma quelle parole piacevano e non si resero mai conto che negli Stati Uniti non c’erano medicine gratuite, né ospedali gratuiti, nessun alloggio gratuito, senza l’istruzione gratuita o pasti gratuiti, tranne quando le persone devono chiedere l'elemosina formando lunghe file per ottenere un zuppa; no, non era importante quello che facevo, per alcuni non era mai abbastanza.

Altri invece, sapevano che ero il figlio di Gamal Abdel Nasser, l'unico vero leader arabo e musulmano che abbiamo avuto dai tempi di Saladino, che rivendicò il Canale di Suez per il suo popolo come io rivendicai la Libia per il mio; sono stati i suoi passi quelli che ho provato a seguire per mantenere il mio popolo libero dalla dominazione coloniale, dai ladri che volevano derubarci.

Adesso la maggiore forza nella storia militare mi attacca; il mio figliuolo africano, Obama, vuole uccidermi, togliere la libertà al nostro paese, prendere le nostre case gratuite, la nostra medicina gratuita, la nostra istruzione gratuita, il nostro cibo gratuito e sostituirli con il saccheggio in stile statunitense, chiamato "capitalismo", ma tutti noi del Terzo Mondo sappiamo cosa significa: significa che le corporazioni governano i paesi, governano il mondo e la gente soffre, quindi non mi rimangono alternative, devo resistere.

E se Allah vuole, morirò seguendo la sua via, la via che ha arricchito il nostro paese con terra coltivabile, cibo e salute e ci ha permesso di aiutare anche i nostri fratelli e sorelle africani ed arabi a lavorare con noi nella Jamahiriya libica.
Non voglio morire, ma se succede, per salvare questo paese, il mio popolo e tutte le migliaia che sono i miei figli, così sia.

Che questo testamento sia la mia voce di fronte al mondo: che ho combattuto contro gli attacchi dei crociati della NATO, che ho combattuto contro la crudeltà, contro il tradimento, che ho combattuto l'Occidente e le sue ambizioni coloniali e che sono rimasto con i miei fratelli africani, i miei veri fratelli arabi e musulmani, come un faro di luce, quando gli altri stavano costruendo castelli.

Ho vissuto in una casa modesta ed in una tenda. Non ho mai dimenticato la mia gioventù a Sirte, non spesi follemente il nostro tesoro nazionale e, come Saladino, il nostro grande leader musulmano che riscattò Gerusalemme all'Islam, presi poco per me ....

In Occidente, alcuni mi hanno chiamato "pazzo", "demente": conoscono la verità, ma continuano a mentire; sanno che il nostro paese è indipendente e libero, che non è in mani coloniali, che la mia visione, il mio percorso è, ed è stato, chiaro per il mio popolo : lotterò fino al mio ultimo respiro per mantenerci liberi, che Allah Onnipotente ci aiuti a rimanere fedeli e liberi.

Colonnello Muammar Gheddafi, 5 aprile 2011

domenica 2 ottobre 2011

Significativa analisi del Partito Comunista Siriano sulla situazione in tale paese

Comunicato di Husein Nemer, primo segretario

su http://www.solidnet.org | Traduzione a cura di http://www.marx21.it


Husein Nemer, primo segretario del Partito Comunista Siriano (unificato), uno dei due partiti comunisti (l'altro è il Partito Comunista Siriano) che fa parte del Fronte Nazionale Progressista in Siria (insieme, tra gli altri, al Partito Baath) analizza l'attuale momento della vita politica nel suo paese, pronunciandosi per radicali riforme democratiche, ma allo stesso tempo, nella rete Solidnet, rivolge un appello ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo perché si oppongano all'aggressione imperialista in atto contro la Siria.


Vi presentiamo una breve analisi degli avvenimenti che si sono sviluppati nel nostro paese, la Siria, allo scopo di mettere in evidenza alcuni fatti, da un lato, e smentire certe menzogne assolutamente inventate e messe in circolazione dai media della propaganda imperialista che prende di mira la Siria.

Dopo l'inizio degli avvenimenti nel marzo scorso, decine di catene televisive in America, in Gran Bretagna, in Francia, e alcune anche nel mondo arabo, e centinaia di siti internet hanno lavorato freneticamente per falsificare la realtà su tali eventi, indirizzandosi all'opinione pubblica mondiale con programmi appositi, diffusi giorno e notte.

Il presidente americano fa quotidianamente dichiarazioni che fanno riferimento a minacce dirette alla Siria, a un'ingerenza flagrante negli affari interni del popolo siriano. Molti governanti dell'Unione Europea seguono le orme del presidente americano.

Le minacce e le ingerenze hanno raggiunto il culmine quando il presidente americano ha proclamato l'illegittimità del regime siriano. Sanzioni severe e ingiuste sono state imposte al popolo siriano e alla sua economia. Più pericolosi ancora i piani che sono stati discussi dalla NATO allo scopo di lanciare ondate di attacchi aerei per molte settimane contro 30 siti strategici in Siria, in modo esattamente somigliante a ciò che è accaduto in Jugoslavia.

Alcuni governanti dell'Unione Europea non hanno esitato a fare appello a trattare la situazione in Siria con metodi, che sembrano la copia esatta di quelli usati nella crisi libica, dove decine di migliaia di civili sono stati massacrati, decine di fabbriche e siti economici sono stati distrutti dalle incursioni aeree, mentre nel frattempo, la Libia veniva divisa.

Stati membri dell'alleanza imperialista internazionale cercano, con tutti i mezzi possibili, di far adottare una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che condanni la Siria, per farla seguire da risoluzioni successive contro la Siria, in base all'articolo 7 della Carta dell'ONU, allo scopo di legittimare una campagna aggressiva. Grazie all'opposizione della Russia e della Cina, affiancate da Sud Africa, India, Brasile e Libano, i tentativi imperialisti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sono, fino ad ora, stati sventati.

Tutti questi intrighi vengono così giustificati:

Dei manifestanti sono stati uccisi in Siria, e si è fatto ricorso a metodi repressivi nel trattamento delle manifestazioni,

La manipolazione delle insufficienze del regime in Siria, come la mancanza di democrazia e il monopolio esercitato dal potere, allo scopo di fare pressione sul regime perché adotti cambiamenti interni, mentre i cambiamenti interni dovrebbero essere considerati come parte integrante della sovranità di qualsiasi paese.

Certo, molte manifestazioni hanno avuto luogo a partire dal mese di marzo, richiedendo riforme sociali, economiche e democratiche. La maggior parte di tali rivendicazioni è stata sostenuta dal nostro partito come la maniera di opporsi alle conseguenze nefaste della messa in opera di misure economiche liberali, uscite dagli accordi raggiunti con il FMI, e della trasformazione della Siria in un'economia di mercato. Gli effetti sono stati molto pesanti sul livello di vita dei poveri e dei ceti medi.

La direzione politica del paese è stata costantemente messa in guardia, nella stampa del nostro partito, negli incontri ufficiali e nei memorandum ufficiali, l'ultimo di cinque settimane fa. I manifestanti erano pacifici.

Essi sono stati presto manipolati da religiosi fondamentalisti e da gruppi radicali dall'ideologia oscurantista.

Da pacifiche, le manifestazioni sono diventate armate, mirando a raggiungere obiettivi che non hanno niente a che fare con le riforme politiche e sociali. Le forze di sicurezza hanno commesso numerosi errori ingiustificabili nell'affrontare le manifestazioni. Decine di civili e di soldati sono stati uccisi. Si sono costituite bande armate, che hanno attaccato proprietà pubbliche e private, e hanno innalzato barricate in alcune città dove hanno preso il sopravvento. Negli ultimi mesi, queste bande armate si sono incaricate di allestire siti armati nelle regioni frontaliere della Siria, da una parte, e della Turchia, del Libano, della Giordania e dell'Iraq per assicurare la continuità dell'approvvigionamento di armi e attrezzature diverse.

Comunque, le bande armate non sono riuscite a costituire una base di frontiera stabile. Ciò è costato la vita a centinaia di civili e di soldati, più di 2.000 vittime. Allo stesso tempo, certi avvenimenti sono stati esagerati. I fatti sono stati falsificati. Strumenti elettronici e mediatici sofisticati sono stati utilizzati allo scopo di far passare l'esercito siriano come completamente responsabile di questi eventi, e di sollevare da ogni responsabilità le bande armate.

Sotto la pressione degli avvenimenti, il governo siriano ha adottato numerose riforme sociali e democratiche, come: l'annullamento delle leggi di emergenza, dei tribunali d'eccezione e il carattere legale accordato alle manifestazioni pacifiche. Recentemente, sono state approvate una nuova legge elettorale e una legge che consente la creazione di partiti politici. E' in corso di preparazione una nuova costituzione o una costituzione modificata.

Sono state anche approvate nuove leggi nel campo dei media e dell'amministrazione locale.

Gli obiettivi delle leggi e delle misure sono: rompere il monopolio del potere esercitato dal partito Baath, per instaurare una società pluralista e democratica, per garantire le libertà pubbliche e private, per contribuire allo sviluppo della libertà di espressione e riconoscere il diritto dell'opposizione all'attività politica pacifica.

Malgrado le nostre riserve in merito ad alcuni articoli, consideriamo queste leggi molto importanti. Per più di quarant'anni, il nostro partito ha lottato perché tali leggi venissero adottate. Se queste leggi venissero attuate, potrebbero rappresentare un passo importante in avanti, nella transizione della Siria verso una società democratica e pluralista.

Vasti settori dell'opposizione nazionale pacifica hanno accolto positivamente queste misure, mentre l'opposizione fondamentalista e armata continua ad agitare sempre gli slogan del rovesciamento del regime, inasprendo le tensioni tra le comunità.

Cercare di dipingere il problema come se si trattasse di una lotta comunitaria o religiosa è una falsificazione flagrante dei fatti.

Possiamo riassumere la situazione nel modo seguente:

Le tensioni armate nelle città siriane sono diminuite. Le bande armate hanno subito pesanti perdite. Tuttavia, alcune di queste sono in grado di riprendere l'attività.

Le manifestazioni pacifiche non sono scomparse e non saranno affrontate con la violenza di Stato, a meno che non siano accompagnate da agitazioni violente.

Lo Stato ha invitato l'opposizione nazionale a partecipare a un dialogo politico generale che si proponga di contribuire alla realizzazione della transizione alla democrazia e al pluralismo in maniera pacifica. Il dialogo deve affrontare numerose difficoltà, tra cui la più importante è la pressione dei gruppi armati che si oppongono al dialogo pacifico e a una soluzione pacifica, e che dipendono dal sostegno straniero.

Le minacce imperialiste e colonialiste contro la Siria si sono intensificate. Malgrado queste minacce creino grandi difficoltà, dobbiamo essere pronti ad affrontarle.

Per quanto riguarda la situazione nel nostro paese, emerge che:

I movimenti di protesta si manifestano sempre in forme diverse. Differiscono da un governatorato all'altro. Si può rilevare come la maggior parte dei movimenti parta dalle moschee, delle zone rurali e dei quartieri più poveri per dirigersi verso il centro delle città.

I movimenti tra le minoranze etniche o religiose sono rari. Nelle fabbriche, nelle università e nei sindacati non esiste questo movimento.

Nei circoli della grande borghesia, in particolare nelle grandi città come Aleppo, Latakia e Damasco, non si avverte movimento.

Non esiste alcun movimento tra i clan e le tribù.

L'opposizione si compone per lo più di partiti molto diversi. Alcuni sono patriottici, e si oppongono all'ingerenza straniera e alle bande armate. Essa può contare sui Fratelli Musulmani che possono essere considerati come il partito più attivo e meglio organizzato nel paese e all'estero.

Ci sono anche molti gruppi tradizionalisti con differenti orientamenti, la cui influenza è chiaramente visibile nei raduni e nelle manifestazioni in diverse regioni. Questi gruppi non nascondono i loro obiettivi prettamente reazionari e settari.

Sul posto, i gruppi più attivi e importanti dall'inizio delle manifestazioni sono i coordinamenti locali che comprendono gruppi di giovani privi di orientamento o un'ideologia comune chiara, se non slogan come: "Abbasso il regime!". Sono vulnerabili alle pressioni esterne e interne.

L'opposizione in esilio è composta essenzialmente da intellettuali, da tradizionalisti, da persone che hanno abbandonato il regime, mantenendo alcuni contatti nel paese (Khadam e Refaat Al Assad).

Nell'ultimo periodo, queste forze hanno organizzato molte conferenze all'estero (eccetto un incontro organizzato all'hotel Samir Amis a Damasco dall'opposizione interna), con l'obiettivo di mobilitare le forze e coordinare le posizioni. Ma hanno prevalso le differenze ideologiche, politiche come anche gli interessi. Certe forze dell'opposizione all'estero hanno lavorato duramente per ottenere il sostegno delle forze straniere colonialiste.

Fino ad ora, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno condotto una campagna internazionale di minacce contro il regime in Siria che cercano insistentemente di imporre sanzioni contro la Siria, in particolare le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e di altre organizzazioni internazionali, mentre la Russia e la Cina continuano ad opporsi a tali sanzioni e misure. La Turchia ha scelto una posizione opportunista che oscilla in funzione dei suoi interessi regionali e politici. In sostanza, esiste un'unanimità internazionale nell'opposizione alle misure militari indirizzate contro la Siria, come quelle che si sono prodotte in Libia, dal momento che la Lega Araba e il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non adottano risoluzioni che aprano la strada a questa prospettiva. Il conflitto su tale questione è feroce.

Eccetto il Qatar che gioca un ruolo essenziale nella congiura contro la Siria, esistono differenti opinioni e posizioni nel mondo arabo per quanto concerne la situazione in Siria.

Giorno dopo giorno, la situazione economica va deteriorandosi, la pressione sulle condizioni di vita delle masse si intensifica.

Il regime si dimostra coerente e offre grandi possibilità. Cinque mesi dopo l'inizio degli avvenimenti, nessuna delle istituzioni fondamentali (il partito, l'esercito, la sicurezza, le istituzioni dello Stato, le ambasciate, le organizzazioni popolari, i sindacati, il Fronte nazionale progressista...) hanno conosciuto divisioni.

Naturalmente, il quadro non è statico, e deve essere valutato nei suoi aspetti dinamici, nella sua evoluzione e nel suo sviluppo, giorno dopo giorno.

Tra gli scenari possibili:

La crisi potrebbe continuare ancora per un lungo periodo, portando ad altre catastrofi, bagni di sangue e sofferenze.

Un baratro che potrebbe preludere all'anarchia generale, a una guerra civile o qualcosa del genere, che apra la via a un intervento straniero.

Potrebbe prodursi una divisione evidente nell'opposizione, con la conseguenza che una parte di essa si apra a un dialogo serio con il regime per arrivare a un nuovo contratto sociale nel paese.

La fine delle divergenze nell'approccio e dell' "immobilismo" per quanto concerne le forze di regime.

Le fuoruscite possibili sono due: sia l'avanzata verso una soluzione politica della crisi che ne renda possibile la fine rapida e definitiva, che il proseguimento del ricorso al trattamento con metodi repressivi della crisi, qualsiasi ne sia il prezzo.

E' difficile prevedere il modo con cui sarà raggiunta la soluzione decisiva.

Potrebbero prodursi avvenimenti inattesi, che inducano tutti i partiti a trovare un accordo, o ad accettare un accordo imposto da potenze straniere per aiutare il paese a trovare una via d'uscita dal tunnel in cui si è infilato.

Dov'è il partito ora?

Per cominciare vorremmo attirare la vostra attenzione sul fatto che il nostro partito aveva inviato un memorandum al comando nazionale alla vigilia della 10° conferenza nazionale del partito Baath nel 2005. Il partito aveva chiesto che lo Stato venisse separato dal partito, che la democrazia e le libertà fossero garantite, che le leggi d'emergenza fossero rimosse, che si mettesse termine al dominio del partito Baath sui sindacati, che la corruzione fosse combattuta, ecc.

Inoltre, noi ci teniamo ad aggiungere che il partito ha affermato, in tutti i documenti adottati nell'ultimo periodo, che esso sostiene la posizione nazionale della Siria.

Per realizzare questo obiettivo, i bisogni economici, sociali e democratici delle masse popolari devono essere soddisfatti. Noi abbiamo discusso nel dettaglio di queste rivendicazioni nelle nostre conferenze e documenti.

Nella sua analisi della profonda crisi attuale, il nostro partito ha indicato chiaramente che la principale contraddizione si trova tra la formula politica di un paese governato da decenni e le rivendicazioni di democrazia, sviluppo sociale, economico e culturale di cui ha bisogno la Siria.

L'essenza della nostra posizione è che questa formula politica si basa sul monopolio dell'autorità del partito Baath e sulla tutela che esercita nei confronti del movimento popolare e delle sue organizzazioni. Questa formula ha portato alla decadenza e alla burocrazia, e alla corruzione dell'apparato dello Stato. Di conseguenza, i piani di riforma economica e sociale devono essere presi in considerazione e adeguati alle esigenze di progresso.

In breve, il nostro partito ritiene che il fondamento della crisi attuale risieda nel divario tra la struttura del regime e i compiti che deve affrontare la Siria. Nello stesso tempo, il partito insiste sul fatto che il nemico e le forze imperialiste stanno facendo del loro meglio per utilizzare questo divario interno per rendere possibile la cospirazione contro la Siria, e utilizzarla come un cavallo di Troia per metterla al servizio del suo ben noto obiettivo, come abbiamo illustrato sopra.

In conseguenza, il Partito Comunista Siriano (unificato) non ha una posizione neutra rispetto all'alternativa necessaria, da una parte, e sui mezzi necessari per raggiungere tale obiettivo, dall'altra.

Una soluzione politica che passi attraverso il conseguimento di riforma autentiche e radicali è la sola via d'uscita dalla crisi. Le misure repressive non fanno che sviluppare i fattori di crisi, approfondendoli ancora di più, svuotando del suo significato il contenuto delle riforme.

Noi affermiamo che la situazione attuale rende necessario un dialogo costruttivo e leale tra tutte le forze patriottiche e oneste, indipendentemente dalle differenze di opinione e di idee, sull'obiettivo del raggiungimento di un accordo e di un piano di riforme radicali che rispondano ai bisogni delle masse popolari e che garantiscano la creazione di uno Stato civile laico e democratico che si opponga ai piani imperialisti e israeliani nella regione.

Se il dialogo necessita di un clima propizio, il dialogo stesso potrebbe contribuire a creare tale clima, poiché le altre opzioni non porterebbero che a nuovi bagni di sangue, nuovi disastri per il paese e per il popolo.

Cari compagni,
In considerazione della debolezza dei media siriani di fronte ai grandi media dell'imperialismo, alla mobilitazione delle forze del mondo intero contro la Siria, e all'alleanza anti-siriana composta dalle potenze imperialiste e dalle loro marionette nella regione, compresa la Turchia, che ha adottato una politica pragmatica per poter condividere l'egemonia nella regione con i paesi europei, per tutte queste ragioni, il nostro partito spera che tutti i partiti comunisti, operai e democratici nel mondo contribuiscano a diffondere queste precisazioni tra l'opinione pubblica dei loro rispettivi paesi.

Per questa ragione, facciamo appello a questi partiti a sostenere la Siria perché è il più importante dei paesi arabi che resiste ai piani imperialisti di dominio del Medio Oriente, e che si oppone fermamente al piano americano-israeliano che mira a dividere la regione in diverse entità comunitarie, il cui controllo sarebbe reso più facile. Inoltre, essa sostiene il diritto del popolo palestinese a liberare i suoi territori e a fondare uno Stato nazionale con Gerusalemme come capitale.

domenica 24 aprile 2011

riflessioni del Partito Comunista Siriano sulla situazione in medioriente

da Partito Comunista Siriano www.syriancp.org - in www.solidnet.org
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Comunicato sulla riunione del Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano
15/04/2011
Il Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano ha tenuto, il 25 marzo 2011, una riunione ordinaria, presieduta dal Segretario generale compagno Ammar Bagdache. Il compagno Wissal Farha Bagdash capo del partito ha preso parte all’incontro.
Durante la discussione sulla situazione politica, nel Comitato Centrale è emersa la considerazione dell’importanza della promozione dei movimenti di massa nei paesi arabi, che si sono manifestati con il rovesciamento dei due regimi mercenari dell'imperialismo in Tunisia ed Egitto, con l’estendersi di proteste di massa in molti paesi arabi contro i regimi legati all'imperialismo. Il movimento di liberazione nazionale arabo sta conoscendo un avanzamento importante e attualmente occupa un posto di rilievo nel quadro del movimento di liberazione antimperialista internazionale, come anticipato dal 11° Congresso del Partito Comunista Siriano.
Dopo le sconfitte sul terreno dell'imperialismo statunitense in Iraq e dell'attacco imperialista sionista contro il Libano nel 2006, le masse popolari hanno rovesciato i due simboli dell'imperialismo in Tunisia ed Egitto.
La rivoluzione in questi due paesi, nonostante le differenze e le diverse specificità, hanno fatto cadere due regimi del tutto fedeli all’imperialismo e strettamente legati al sionismo, due regimi fondati sulla tirannia, nonostante alcune loro esteriorità istituzionali. Inoltre, questi regimi hanno diligentemente applicato le disposizioni del liberismo economico dettate dai centri imperialisti, che sono il riflesso degli interessi di Washington, spalancando le porte all’azione del capitale monopolistico straniero, privatizzando i principali ambiti dell’economia e riducendo il ruolo sociale dello Stato, colpendo la produzione nazionale attraverso la revoca del sostegno statale, che ha portato a un drammatico peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione, compresa la classe media tradizionale, ad una maggiore polarizzazione sociale e alla esasperazione del fenomeno della disoccupazione, soprattutto tra i giovani. Questi dettami, che sono ostili agli interessi del popolo, sono stati applicati con il contributo importante della borghesia compradora, strettamente legata ai monopoli e all’imperialismo e attraverso i loro rappresentanti al potere e negli apparati dello Stato.
A causa di questi fattori, le rivoluzioni in Egitto e Tunisia hanno assunto un carattere nazionale liberale, uno democratico ed un carattere di classe. Il nostro partito fin dall'inizio si è sempre espresso a favore di queste rivoluzioni, in virtù della loro importanza come rivoluzioni liberali nazionali per rafforzare le posizioni del movimento antimperialista internazionale rivoluzionario, con in più il rilievo derivante dall’essere la prima espressione dei movimenti di massa più estesi verificatisi nel ventunesimo secolo.
Imperialismo internazionale, sionismo e reazionari locali cercano di contrattaccare per ostacolare l'escalation del movimento di liberazione nazionale arabo. Il pericolo maggiore nella nostra regione è la brutale aggressione imperialista della NATO contro la Libia, aggressione che utilizza la foglia di fico della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, di quelle della Lega Araba, e con il contributo simbolico a questa guerra di rapina imperialista dei regimi arabi reazionari. La condanna del nostro partito e del movimento comunista internazionale per questa incessante aggressione contro la Libia, non intende trascurare quanto commesso dal regime dittatoriale libico, che dall'inizio di questo secolo teneva buoni rapporti con l'imperialismo mondiale e stretti legami con i gruppi monopolistici più sordidi del campo imperialista. È del tutto evidente però che l'imperialismo e il sionismo, dietro giustificazioni inconsistenti come la “protezione dei civili”, sono in Libia per il controllo di questo paese ricco di petrolio e lavorano per dividerlo in osservanza del progetto imperial-sionista di “nuovo Grande Medio Oriente”, progetto che mira al completo asservimento dei popoli della regione. Così il mondo arabo e il mondo intero devono condannare questa brutale aggressione imperialista e combatterla con tutti i mezzi disponibili.
Alla campagna multilaterale contro la resistenza nazionale libanese partecipano molte forze di vario genere, del tutto fedeli all'imperialismo, e lavorano nella stessa direzione le forze reazionarie arabe che cercano di infiammare le tendenze settarie, questa arma pericolosa che in definitiva serve solo all'imperialismo globale e a quella forza confessionale, razzista e reazionaria che è Israele sionista.
La cospirazione imperialista che con gli stessi fini si scaglia contro la Siria ha molte facce, tanti elementi dei regimi arabi reazionari con i loro mezzi di comunicazione in stretto rapporto con l'imperialismo. La Siria è uno dei maggiori ostacoli all’interno del mondo arabo al progetto di un nuovo Grande Medio Oriente. E' noto il ruolo specifico della Siria nel sostegno dell'antimperialismo e dei movimenti di resistenza anti-sionista nella regione.
Il Comitato Centrale ha fermato le manifestazioni e disordini che hanno avuto luogo in alcune città in Siria, in particolare gli sventurati incidenti nella città di Dara. Il 18 marzo, vi è stato uno scontro tra le forze di sicurezza e i cittadini che avanzavano slogan e richieste. In cima a queste richieste vi era il rilascio di alcuni ragazzi arrestati sotto la legge marziale e lo stato d'emergenza. A seguito del ricorso ad una forza eccessiva da parte delle autorità di sicurezza per disperdere la folla, vi sono state molte vittime e alcuni morti, creando un vasto malcontento aggravando così lo stato di grave tensione. I media ufficiali hanno riportate notizie circa la formazione di una commissione d'inchiesta su tali fatti e i giovani detenuti sono stati rilasciati.
Le forze reazionarie hanno provato e stanno cercando di usare il malcontento reale presente in questi avvenimenti per innescare disordini in tutto il paese, utilizzando un metodo perverso di accostamento di parole d’ordine corrette che attirano le masse e che riguardano l'ampliamento delle libertà democratiche, con slogan chiaramente reazionari e istanze oscurantiste a carattere settario e provocatorio, contro i principi laici e di tolleranza che storicamente contraddistinguono la società siriana.
I media dei centri imperialisti e dei media arabi reazionari stanno attuando una grande guerra mediatica contro la Siria, gonfiando gli eventi, distorcendo i fatti e pubblicando bugie provenienti da fonti equivoche che non hanno alcuna rilevanza per i cittadini siriani. Sfortunatamente, l’operato dei media ufficiali non è stato all’altezza di quanto richiesto da questi momenti critici.
In tali circostanze si deve dire la verità e non abbellirla, cosa che farebbe aumentare la fiducia generale e rafforzerebbe la determinazione nel contrastare l’attuazione di questa complotto.
Il Comitato Centrale ha espresso il proprio sostegno alle decisioni e indicazioni della dirigenza del Partito Socialista Arabo Baath, che vedono innanzitutto, in campo politico, la revoca della legge marziale e l’invio della proposta di legge sui partiti alla discussione generale per la successiva approvazione, la modifica della legge sulla stampa, ecc...
Queste le richieste che il Partito Comunista Siriano ha tenacemente avanzato nei suoi documenti, fra i quali le risoluzioni dell'11° Congresso. Il nostro partito ritiene che un'accelerazione nell'applicazione di queste misure contribuirà a rafforzare la situazione interna in tempi brevi.
Il Comitato Centrale ha inoltre espresso la propria soddisfazione per la decisione di rettifica della legge 41 del 2004 inerente alle proprietà nelle zone di confine, nonché le decisioni relative all’aumento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati varate per decreto.
Il Comitato Centrale ritiene indispensabile la revisione di quelle leggi e disposizioni di orientamento economico liberale, che hanno contribuito alla destabilizzazione della produzione nazionale e indebolito le posizioni del settore statale (pubblico) portando un peggioramento dei livelli di vita delle masse, e che in ultima analisi hanno fornito dei vantaggi ai gruppi sfruttatori, in particolare alla borghesia compradora.
Il Comitato Centrale considera necessario frenare questi orientamenti economici liberali, perché dannosi alla produzione nazionale e alle condizioni delle masse lavoratrici. Il governo deve quindi prendere decisioni per rinforzare la situazione economica del paese e soddisfare le esigenze di operai e contadini, delle fasce a basso reddito e dei dipendenti pubblici, che costituiscono il sostegno di massa della nazione siriana.
A questo proposito, il Comitato Centrale considera importante concentrarsi sulle aree produttive, ad esempio sostenendo l'agricoltura siriana per ristabilire e rafforzare la nostra sicurezza alimentare, sostenendo l'industria e la sua proprietà nazionale con particolare attenzione al mantenimento e allo sviluppo del settore pubblico. A questo proposito, dovrebbero essere modificate la legge sull'energia elettrica, ristabilendo il pieno monopolio statale su questo settore economico vitale, e la legge sulle telecomunicazioni per impedire in particolare l'ingresso del capitale monopolistico in questo settore. Anche le aziende pubbliche con investimenti privati dovrebbero passare a completa proprietà statale. E' inoltre necessario abbandonare l'approccio dannoso nella liberalizzazione dei prezzi e tornare ad un ruolo attivo dello Stato in questo campo, inclusa la riorganizzazione del Ministero delle finanze e del commercio.
Il Comitato Centrale ritiene importante altresì che vengano soddisfatte le capacità produttive nazionali attraverso l'aumento degli investimenti statali in quei settori, non affidandosi invece all’importazione di capitali esteri nel paese. In questo senso è importante tornare ad una politica di sfruttamento petrolifero nazionale (estrazione e commercializzazione). E' importante intensificare la campagna di lotta permanente alla corruzione, per tenere a freno la borghesia compradora che insieme alla sua alleata burocratica cercano di realizzare il saccheggio globale dello Stato e del popolo. A questo proposito, l'estensione delle libertà democratiche alle masse popolari svolge un ruolo importante, rendendo il lavoro contro la corruzione più efficace e completo.
Il Comitato Centrale è convinto che un tale approccio alle questioni in campo socio-economico garantisca la rimozione di quel risentimento che in esso cresce, andando a migliorare la degna tenacia della nazione e facendo si che il popolo formi il suo principale sostegno e impedimento alle congiure dei paesi nemici.
Il Comitato Centrale sottolinea la disponibilità del Partito Comunista Siriano ad esercitare tutti gli sforzi per rafforzare gli elementi di fermezza nazionale, politicamente, socialmente, economicamente, e delle masse. Il nostro slogan era, e rimane: “La Siria non si inginocchierà!”.
Riguardo la situazione internazionale, il Comitato Centrale ritiene che gli ultimi sviluppi indichino chiaramente la correttezza dell’analisi del nostro partito che indica come la fase di recessione seguita alla crisi economica ciclica globale sarà il terreno di un’escalation nello scontro di classe tra capitale e lavoro. Prova ne è l’ondata di scioperi e proteste di massa che si svolgono in molti paesi del mondo, inclusi gli stessi centri dell'imperialismo.
Le economie di questi paesi, dove continuano ad essere applicate le prescrizioni economiche liberali, continuano ad affondare. Dopo la Grecia e l'Irlanda, è arrivato il momento del Portogallo. Il Comitato Centrale ritiene che in queste circostanze sia necessario aumentare gli sforzi per render più forti le relazioni di solidarietà internazionale dando seguito alla parola d’ordine: “Per un fronte internazionale contro l'imperialismo”.
Damasco 25/03/2011
Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano

domenica 6 marzo 2011

Ecco arrivato il nuovo nemico dell’occidente: Gheddafi

Tutto il mondo si interroga e si allarma sulla sua crudeltà. I giornali sfornano titoli sui presunti o veritieri bombardamenti della sua aviazione sul popolo e sugli innocenti e allo stesso tempo invocano l’intervento militare della Nato per scongiurare altri morti. Eh già; se abbiamo capito bene per scongiurare altri morti…di Gheddafi però.

Per gran parte del mondo politico la morale è a senso unico, si preoccupano dei civili solamente quando non è un paese alleato che bombarda come se il popolo soffrisse in maniera totalmente diversa nel ricevere bombardamenti a seconda della bandiera di turno.

C’è una frase del Compagno Hugo Chavez che vogliamo riportare e che racchiude nella sua semplicità e in poche righe tutto il falso moralismo della politica mondiale e anche della cosiddetta sinistra democratica italiana: “Quelli che hanno condannato immediatamente la Libia rimangono sempre muti per i bombardamenti di Israele su Gaza e per la morte di migliaia di persone. Rimangono con la bocca chiusa per i bombardamenti e i massacri in Iraq e Afghanistan, perciò non hanno morale per condannare a nessuno.”

Tutti a stracciarsi le vesti per il popolo libico in nome di una democrazia da esportare ma che si voltano dall’altro lato quando a morire sono gli uomini, le donne e i bambini palestinesi bombardati, con bombe al fosforo bianco, dal governo israeliano o che ritengono giustissima la guerra d’invasione Afghana che ha provocato un numero di morti incalcolabile in quasi 10 anni o quella in Iraq che forse ne ha provocati ancora di più. Ma si sa, la Nato usa le bombe intelligenti, quelle che sventrano ospedali, mentre Gheddafi no. Che differenza c’è tra una bomba di un bombardiere Nato e una Libica? A parte che delle prime abbiamo le prove mentre delle seconde  solamente notizie cartacee, magari anche veritiere, ma le prime non appaiono nei telegiornali o nelle parole di qualsivoglia leader politico filo-americano mentre delle seconde ne sentiamo sempre parlare, come fu per le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein di cui tutti parlavano ma che nessuno ha mai trovato.

Cosa che fa molta rabbia è l’ipocrisia del Partito Democratico che si lancia contro il trattato Italia-Libia e ne chiede l’annullamento e glissa in maniera assurda sul fatto che quel trattato anche da loro è stato votato. Ma si sa che il PD le idee chiare non ce l’ha e nel caso di un attacco Nato contro la Libia ci metterà poco nel dare l’assenso in nome di una guerra umanitaria come già avvenuto in passato.

Ecco cosa diceva sulla Libia giorno 21 febbraio il Leader Maximo Fidel Castro: “Quello che per me è assolutamente evidente, è che il Governo degli Stati Uniti non è affatto preoccupato per la pace in Libia, e non vacillerà nel dare alla NATO l’ordine d’ invadere questo ricco paese, forse è questione di ore o di pochi giorni.”
Quel giorno tutto il mondo politico, compresa la pseudo sinistra italiana, disse che tutto ciò non era vero e che di certo non era nelle intenzioni degli USA di attaccare la Libia e qualcuno, addirittura, ne approfittò subito per attaccare Cuba e la sua rivoluzione. Quel qualcuno si chiama Nichi Vendola e si sa che per una poltrona si evita di guardare al di la del proprio naso.  

Tutti, compresi i tanti che facevano affari, hanno voltato le spalle a Gheddafi in nome di una via democratica per la Libia e non perché senza del Colonnello si aprono scenari di speculazione economica enorme. Forse non si sa, o si fa finta di non sapere, ma la Libia, così come l’Iraq per esempio, è ricchissima di petrolio e di gas naturali che fanno gola ai soliti noti che in nome del profitto si sentono autorizzati a tutto. Sia chiaro però che non siamo dalla parte di Gheddafi ma di certo non ragioniamo a senso unico. Siamo dalla parte dei popoli in lotta ma in questo caso ci sembra che la lotta non sia del popolo ma di interessi molto più alti che andranno a discapito del popolo nord-africano.

Possibile che Chavez, che propone una soluzione pacifica per la Libia, venga descritto come un dittatore guerrafondaio, Castro, che avverte delle intenzioni degli USA, venga descritto come un carnefice di oppositori, mentre Obama, che propone l’uso della forza un po’ ovunque, è un vincitore del premio Nobel per la Pace?

L’occidente per poter nascondere le sue nefandezze deve avere un nemico (anche perché molto spesso quel nemico è un figlioccio dell’imperialismo americano) per unire il suo popolo, deve guerreggiare per portare la pace e bombardare per esportare il suo concetto di democrazia, ma la pace si fa con la pace, la democrazia (quella vera) si esporta con la solidarietà e il sapere e i popoli vanno rispettati e non sfruttati.

venerdì 18 settembre 2009

Cuba: 34 cosette che forse non sai e che dovresti sapere.

A Cuba, il 1° gennaio, dal 1959, si commemora un anno in più della vittoriosa rivoluzione.

Per arrivare a quel giorno è trascorso più di un secolo di lotte e combattimenti che hanno forgiato la Costituzione di un paese Libero, Indipendente e Sovrano. Una rivoluzione concepita come il processo di costruzione sociale e nazionale del popolo, realizzata dagli uomini e dalle donne e per gli uomini e per le donne.

In questi 50 anni di Rivoluzione, Cuba ha dovuto sopportare qualsiasi genere di aggressioni (militari, terroriste, batteriologiche, mediatiche…) da parte dell’Impero, perché si è ribellata contro questi, conquistando la propria seconda indipendenza; perché è riuscita a mantenerla, nonostante l’enorme sacrificio della sua popolazione; e perché è un “cattivo esempio” per gli altri popoli neo colonizzati e dipendenti dall’Impero, che potrebbero optare per liberarsi di esso.

Contro Cuba esiste una campagna mediatica di disinformazione strategica attraverso tutti i grandi media di comunicazione di massa che sono al servizio dell’impero, e in questo modo a noi arrivano solo determinati avvenimenti che accadono nell’isola caraibica, precisamente quelli che, molte volte presentati in maniera decontestualizzata, possono farci pensare che quello che vive il popolo cubano è una dittatura criminale e sanguinaria, che opprime i suoi abitanti e non difesa i diritti umani. Questa è la visione che oggi predomina nelle nostre società, poiché è quello che ci mostrano i cosiddetti media di comunicazione imperialisti.

Andiamo a vedere una serie di questioni che forse molti non conoscono e che mostrano una visione più realistica e completa di quello che è Cuba e la sua Rivoluzione.

Sapevi che:

1) il popolo cubano sopporta un blocco economico, commerciale e finanziario dal 1961 come misura di guerra per essersi liberato dall’imperialismo yankee che castiga ogni impresa che commercia con Cuba e che detto embargo non è legittimato dalle Nazioni Unite? Nell’ottobre di quest’anno 185 paesi dei 192 che compongono le Nazioni Unite hanno votato a favore della fine del suddetto blocco. I danni causati all’economia cubana a causa dell’embargo economico nordamericano sono stati stimati in più di 53 miliardi di euro, tra il 1961 ed 2008. Quindi chi è che pratica una politica genocida verso il popolo cubano, se non gli USA?

2) il popolo cubano celebra le elezioni ogni 5 anni negli ambiti municipali, provinciali e statale e che le stesse non sono su base partitica, nemmeno il Partito Comunista può partecipare, ma esiste una libera concorrenza tra i candidati alle elezioni, che sono proposti dalle assemblee popolari di ogni ambito, sullo stile della democrazia assembleare della Rivoluzione Francese dei primi anni? Si critica Cuba per non permettere il pluripartitismo politico – a Cuba ogni cubano è un partito! - ma oggi sappiamo che il pluripartitismo in un contesto capitalista dove tutto è merce non garantisce per il solo fatto di esistere che ci sia anche la democrazia, cioè, il governo del popolo per il popolo, ma solo una partitocrazia al servizio dei più ricchi, con un forte bipartitismo che si alterna al governo, secondo la tendenza ideologica (più liberale o più conservatrice) dei più ricchi;

3) che il popolo cubano ha approvato una costituzione democratica di carattere socialista nel 1976, con il voto favorevole del 97% dell’elettorato, che riconosce e garantisce i diritti fondamentali stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è una delle più avanzate al mondo? Si critica Cuba per la sua ipotizzata mancanza di democrazia, ma come altri paesi, si è dotata di una Costituzione che regola il suo sistema politico-istituzione, sottoposto a referendum popolare, motivo per il quale non la si può qualificare di dittatoriale per il semplice fatto di essere socialista;

4) Cuba occupa il 50° posto per l’elevato sviluppo umano (su un totale di 177 paesi studiati), cioè quelle società che migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini attraverso l’incremento dei beni per coprire le proprie necessità basiche e della creazione di un contesto nel quale si rispettano i diritti umani, secondo il rapporto 2006 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo?

5) Cuba è l’unico paese al mondo che rispetta i criteri minimi per la sostenibilità ecologica secondo il rapporto del 2006 presentato a Pechino dall’Associazione svizzera ADENA - Fondo Mondiale per la Natura?

6) Cuba è, secondo l’UNICEF, l’unico paese dell’America Latina che ha sradicato la denutrizione infantile, anche durante il duro “periodo especial” degli anni ‘90, e vanta la più alta speranza di vita del cosiddetto terzo mondo (78 anni) associato al tasso di mortalità infantile più basso dell’America Latina e dei Caraibi (4,7 per ogni mille nati vivi), più basso persino degli USA?

7) Cuba, con le proprie scarse risorse, è uno dei paesi che ha il maggiore peso nella cooperazione con i paesi del cosiddetto Terzo Mondo sviluppando programmi come “Barrio Adentro” in Venezuela, che si è dotato in ogni quartiere di un centro di salute, e “Operación Milagro” che è servito negli ultimi 4 anni per ridare la vista ad un milione e mezzo di persone di più di 20 nazionalità, gratuita, con l’appoggio del Venezuela?

8) Cuba ha sradicato l’analfabetismo nel 1961, solo due anni dopo l’affermazione della Rivoluzione e che attualmente, attraverso il programma di alfabetizzazione per adulti "Yo sí puedo", ha consentito in appena due anni di liberare paesi come il Venezuela, il Nicaragua e la Bolivia dall’analfabetismo? O che dal 1961 a Cuba, attraverso il suo programma di borse di studio si sono addottorati più di 47.000 giovani provenienti da 126 paesi in più di 33 specialità universitarie e tecniche? O che dal 1961 Cuba ha cooperato con 154 paesi del mondo apportando 270mila cooperanti, e che nella attualità cooperano all’estero più di 41mila professionisti cubani in 97 paesi, di questi circa 31mila sono del settore sanitario? Cuba è il paese del mondo che apporta più medici per la campagna delle Nazioni Unite contro l’AIDS, con più di 3mila medici, sommando quelli messi a disposizione tra USA e UE non arrivano a mille, secondo la ONU sarebbe praticamente impossibile senza i medici cubani portare avanti la campagna? Allo stesso modo senza i 2.500 medici cubani inviati per coprire l’emergenza terremoto in Pakistan del 2005 non si sarebbe potuta salvare la vita di 1.500 persone e curato altre centinaia di migliaia? Cuba mantiene più medici nel mondo che quelli che apporta la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Salute)?

9) Cuba ha condannato l’attentato terrorista del 11 settembre 2001 e invece cinque cubani, permangono nelle carceri degli USA dal 1997 per essersi infiltrati nelle organizzazioni terroriste di Miami e per aver allertato il governo degli USA circa i piani di più di 170 attentati contro l’isola, accusati di spionaggio, dopo un processo pilotato, condannandoli persino ad alte pene di prigione, tra queste, a 2 ergastoli alla stessa persona e torturandoli in un sotterraneo conosciuto come "El Hueco"?

10) il popolo cubano ha inviato centinaia di migliaia di volontari a combattere contro il colonialismo in diversi paesi del mondo, appoggiando tutti i movimenti di liberazione nazionale di questi paesi, principalmente in Africa, in Algeria, Congo ed Angola, ed in Latinomerica, come Bolivia e Nicaragua?

11) che nella battaglia di Cuito Cuanavale in Angola, 1987, grazie alle truppe cubane, si sconfisse l’esercito del Sudafrica, sostenuto dagli Usa e da Israele, e si conquistò l’indipendenza totale dell’Angola, Namibia e Zimbabwe, così come si dette un golpe mortale al regime razzista del Sudafrica, cosa che permise il suo sgretolamento pochi anni dopo e la conseguente liberazione di Nelson Mandela?

12) nel 1984 Cuba e gli USA firmano un accordo secondo il quale gli USA si impegnano a concedere 200mila visti all’anno per i cubano che desiderano viaggiare verso questo paese e che mai ha dato più di mille visti annuali, forzando in questo modo il processo di emigrazione clandestina facendo rischiare la vita in alto mare; emigrazione che è premiata dagli USA con la Ley de Adjuste che concede la nazionalità nordamericana a chi viaggia illegalmente, sempre che dichiari si essere vittima di persecuzione politica da parte del governo cubano?

13) gli USA vietano ai propri cittadini di viaggiare verso Cuba con pene che vanno fino ai dieci anni di prigione?

14) mentre a Cuba si mantengono aperti gli uffici nei vari media di comunicazione stranieri, sia europei, sia nordamericani (tra questi, la CNN) gli USA, invece, non autorizzano che i giornalisti cubani lavorino lì?

15) Cuba è stato il primo paese a sollecitare la soppressione del debito estero ai paesi del cosiddetto Terzo Mondo?

16) Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari ed educativi del mondo, di carattere pubblico, gratuito ed universale, riconosciuto dalle Nazioni Unite, del quale si beneficiano anche i cittadini nordamericani con scarse risorse economiche, che vanno a Cuba sia per essere trattati medicalmente, che per studiare, poiché non possono pagare negli USA i prezzi della sanità e della educazione, in mano delle imprese private?

17) Cuba è una potenza nelle biotecnologie e che molti dei suoi marchi farmacologici sono impiegati per curare numerose malattie nel mondo, a prezzi bassi, tra questi, il farmaco che cura la ulcera del ‘pié diabético’?

18) mentre Cuba è tacciata da parte dell’Impero di violare i diritti umani per aver condannato alla prigione 75 cubani che cospiravano con il governo degli USA per rovesciare il regime socialista dell’isola nell’anno 2003, invece, in 50 anni di Rivoluzione non si sono mai commessi sull’isola delitti che la stessa Amnesty International segnala invece che questi accadono in paesi come quelli dell’Unione Europea (lo Stato Spagnolo, per esempio) e negli USA; delitti come l’assassinio politico, la tortura, le sparizioni, il sequestro, il traffico di esseri umani ed una lunga sequela di delitti, tacendo sui carceri-limbo come quelli di Guantanamo, o i voli segreti degli aerei nordamericani che portano persone sequestrate autorizzati da differenti governi, tra questi, quello spagnolo, o le esecuzioni extragiudiziarie commesse con i GAL sempre in Spagna sotto il governo di Felipe González? Per il quinto anno consecutivo, Cuba forma parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, con l’appoggio principalmente dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo mentre gli USA ne sono rimasti fuori?

19) a Cuba gli anziani nei suoi centri di lavoro realizzano lavori di tipo sociale nei barrios e nelle comunità vicinali, gli si assegna un ruolo attivo nella società e non esistono anziani che vivono soli?

20) a Cuba ogni anno tutta la popolazione riceve un programma di simulazione per gli uragani, chiamato “Meteoro”, cosa che ha reso possibile il numero bassissimo di vittime, meno di dieci in dieci anni, mentre in altri paesi della zona dei Caraibi, incluso gli USA, muoiono migliaia di persone, come nel caso dell’Uragano Katrina?

21) a Cuba esistono 65 scuole d’arte, si stampano 80 milioni di libri l’anno e si girano 5/6 film annualmente, e che esistono 11.000 installazioni sportive gratuite, essendo una potenza mondiale nello sport, con 24 medaglie a Pechino e 27 ad Atene?

22) Cuba è, insieme al Venezuela, la pioniera di un sistema di integrazione socioeconomica latinoamericana di carattere solidale, chiamato ALBA, al quale si sono aggiunti altri paesi come Nicaragua, Bolivia, Repubblica Dominicana, l'Honduras – motivo che ha poi portato al colpo di stato – ed andrà ad aggiungersi l’Ecuador, cosa che ha fermato l’accordo neoliberale promosso dagli USA che tanta miseria ha portato ai popoli latinoamericani?

23) Cuba è l’unico paese d’America che concede alle donne in gravidanza un anno di permesso per gravidanza a salario intero senza pericolo di perdere il proprio posto di lavoro? Alla fine di quest’anno se il bambino necessita cura particolari, al padre spetta la licenza di paternità se lo stabiliscono i due genitori e se il salario della donna è maggiore?

24) a Cuba tutti i cittadini hanno il diritto di essere accuditi senza alcun costo anche per problemi complessi: cuore, emodialisi, HIV, AIDS?

25) Cuba sovvenziona tutti i servizi basici di acqua, luce, gas, telefono, paniere di base, trasporto pubblico?

26) Cuba è l’unico paese che conta con un medico di famiglia che è a disposizione di chiunque in quattro isolati a qualsiasi ora e che vanta il record di salute di ogni abitante di quell’aera?

27) a Cuba si interviene chirurgicamente su malattie che sistemi sanitari come quello italiano, ad esempio, nemmeno prendono in considerazione, come la retinite pigmentosa? Centinaia di italiani sono stati operati a Cuba di questa malattia perché in Italia non viene considerata tra le malattie operabili;

28) le madri di bambini con problemi sono contrattate con un salario per dedicarsi alla loro cura?

29) nel personale scientifico del paese ci sono più donne che uomini?

30) anche tra i professionisti sono più numerose le donne che gli uomini?

31) anche nella quantità di personale tecnico sono più numerose le donne che gli uomini?

32) tutti questi benefici sono a pari condizioni per tutti gli abitanti senza distinzione di sesso, di età, religione, etnia, di orientamento politico ed attività sociale?

33) causa del blocco economico USA contro Cuba, è stato vietato all’isola caraibica di allacciarsi alla rete internet ad alta velocità e che per garantire la connessione il governo deve ricorrere a costosissimi satelliti? Che grazie alla collaborazione con il Venezuela si sta montando un cavo sottomarino che consentirà a Cuba finalmente una connessione più economica, veloce e diffusa?

34) la rivoluzione combatte il fenomeno del maschilismo e i pregiudizi contro l’omosessualità a tal punto che le operazioni per il cambiamento del sesso sono riconosciute ufficialmente e gratuite come tutti gli altri interventi sanitari?

Autore:Circolo Bolivariano “José Carlos Mariategui” - Napoli