Il 24 marzo il Partito dei Comunisti Italiani di Vibo Valentia scenderà in piazza a protestare, a fianco dei cittadini serresi, contro il ridimensionamento dell’Ospedale di Serra San Bruno. Per sostenere la battaglia che dev’essere di tutti i cittadini della Provincia di Vibo Valentia che, verranno praticamente privati di un ospedale, quello di Serra appunto, e quindi di un patrimonio di tutela della salute.
Parliamo della salute dei cittadini, di difesa della vita, del diritto alle cure mediche, ma questo non sembra interessare al caro presidente Scopelliti e nemmeno al consigliere Salerno, che pensano solo a “tagliare” fondi a destra e a manca, riflettendo in pieno la metodologia adottata anche a livello nazionale dal loro partito. Tagli anziché incentivi, zero investimenti per l’innovazione e per la ricerca, quelli che dovrebbero essere i mezzi per superare questa crisi che ci coinvolge tutti.
Ma si capisce che quelli costretti a pagare sono sempre i più piccoli, allora a chi interessa se, i cittadini di Serra o dei paesi vicini dovranno farsi minimo 45 minuti di macchina (sperando che le condizioni meteo non li tengano isolati) per raggiungere l’ospedale più vicino e farsi prestare soccorso. A chi interessa se saranno i cittadini di Serra a morire per un’emergenza ospedaliera?
Allora noi da Comunisti, sempre al fianco dei più deboli e pronti a lottare contro le ingiustizie ci schieriamo a viso aperto contro queste politiche sbagliate e meschine che vogliono indebolire ulteriormente paesi già in difficoltà.
Sarà inoltre un’occasione per stare al fianco dei compagni di Serra e in special modo del compagno Gambino, da sempre impegnato a denunciare le vessazioni subite dalla sua terra, vittima di un vile atto intimidatorio pochi mesi.
Sabato quindi saremo a Serra, per dimostrare insieme ai cittadini che noi vogliamo migliorare le condizioni del nostro territorio e siamo contro questi logiche che lo affossano e lo degradano ulteriormente.
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mercoledì 21 marzo 2012
venerdì 11 novembre 2011
ASP Reggio cancella il diritto alla salute
L’atto aziendale dell’ASP di Reggio Calabria, con i suoi cervellotici provvedimenti, non garantisce i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e sancisce di fatto un’interruzione di pubblico servizio.
La dott.ssa Squillacioti, nella foga di accontentare il capo e spinta da una parte all’altra nella continua rincorsa a gratificare la pletora di clienti che popolano il centrodestra e che sono legati agli interessi lucrosi, e spesso inconfessabili, esistenti nella sanità pubblica e privata, si dimentica totalmente di quelli che sono i problemi reali della sanità nella provincia di Reggio Calabria e assume atti aziendali che si rivelano uno peggiore dell’altro.
L’ultimo atto aziendale presentato in ordine di tempo rappresenta un ulteriore attacco alla sanità pubblica e ai diritti degli ammalati.
E’ come la toppa che è peggiore del buco: dietro il paravento del piano di rientro e delle ristrettezze finanziarie si nascondono le più vergognose operazioni clientelari che mai siano state realizzate nella sanità reggina che, ancora più di prima, continua ad essere terreno di conquista delle lobby affaristiche e dei gruppi di potere, come dimostrano anche le recenti indagini della magistratura reggina, vedi indagine denominata operazione “Reggio Nord”, ecc., che hanno scoperchiato il pentolone delle illegalità, degli intrecci e degli interessi sporchi che si annidano nella sanità reggina.
Quello che sta avvenendo è davvero sconcertante.
Il rapporto quattro posti letto ogni mille abitanti è stato completamente cancellato nella provincia di Reggio Calabria, mentre in altre realtà provinciali si attribuiscono i posti letto che non vengono assegnati a Reggio.
Le unità operative complesse compaiono e scompaiono a seconda dell’appartenenza del primario: se è un amico allora gli lasciamo la struttura complessa anche senza posti letto, se non lo è peggio per lui.
Nel comprensorio della Locride si registra una vera e propria falcidie di posti letto e di servizi.
Ma, il dato più clamoroso e più negativo riguarda la Piana di Gioia Tauro, dove a fronte di circa 600 posti letto spettanti ne vengono assegnati poco più di 200, cioè circa il 30 % di quanto stabilito dalla legge. Ciò significa che in quel territorio i 160.000 cittadini residenti avranno meno diritti rispetto agli altri cittadini della Calabria e avranno minori servizi e minori prestazioni, tanto che non saranno sicuramente garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza e si potrebbe prefigurare un interruzione del pubblico servizio. Lo stesso discorso si può fare per la Locride.
Credo che ad ogni persona di buon senso sorge spontanea la domanda: ma dove sono andati a finire i posti letto della Piana di Gioia Tauro e della Locride?
Basta fare una rapida ricognizione sul quadro regionale e si vedrà che sono stati utilizzati in altre aree e in altri territori, nella sanità pubblica ma soprattutto nella sanità privata, creando una disparità di trattamento ed una sperequazione chiaramente inaccettabile in un campo così sensibile e delicato come quello della salute delle persone.
A questo punto è necessario cambiare profondamente l’atto aziendale dell’ASP di RC, introducendo radicali modifiche e aprendo, innanzitutto, il confronto con il territorio, con le amministrazioni comunali e con i rappresentanti delle organizzazioni sociali e sindacali per mettere in campo uno strumento che sia davvero utile e capace di rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini.
Reggio Calabria, 9.11.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI
mercoledì 12 gennaio 2011
Ospedali Riuniti - chiusura Emodinamica 2
Desta particolare stupore, per la sua assoluta inadeguatezza, la replica che il Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” dott. Bellinvia ha inteso diffondere in relazione alla mia denuncia sulla chiusura della sala di Emodinamica e sulla sospensione del servizio di Cardiologia Interventistica.
Si tratta di una risposta da cui emerge chiaramente una gravissima sottovalutazione del problema e un comportamento burocratico improntato a superficialità e leggerezza che non si addice affatto a chi svolge un ruolo pubblico così delicato e che ha in mano la sorte e la vita delle persone.
I fatti sono chiari ed incontrovertibili: 1) da oltre 20 giorni il servizio di Cardiologia Interventistica è stato sospeso e chiunque versi in condizioni di emergenza cardiaca deve essere trasportato in un’altra struttura sanitaria, generalmente a Catanzaro; 2) ciò avviene per due ragioni: perché l’angiografo utilizzato nella sala di Emodinamica si è guastato e ad oggi non è stato ancora riparato, e perché, cosa ancora più grave, la sala di riserva di Emodinamica è stata dismessa per una scelta sbagliatissima dell’attuale Commissario straordinario.
Ed è davvero risibile la giustificazione addotta dal dott. Bellinvia che, per motivare il venir meno del secondo angiografo, si arrampica sugli specchi di una presunta mancanza di tempo per espletare la gara.
Ebbene, proprio il dott. Bellinvia ci ricorda che nell’ambito del nuovo Centro Cuore sono in arrivo 3 angiografi.
Ovviamente è giusto ricordare che ciò avverrà grazie all’impegno ed al lavoro profuso nella precedente gestione regionale e aziendale, poiché come tutti sanno il Centro Cuore, con annessa Cardiochirurgia e Cardiologia Interventistica, è stato approvato, finanziato, appaltato e sono stati avviati i lavori nella fase in cui governava il centrosinistra, con un contributo importante di tante persone e modestamente anche con la mia personale spinta e sollecitazione.
Sarebbe bastato che il dott. Bellinvia, visto che non ha inteso espletare una gara per l’acquisto dell’apparecchio, chiedesse per tempo alla ditta appaltatrice aggiudicataria dei lavori in corso nonchè della fornitura delle apparecchiature ivi compresi gli angiografi, la consegna anticipata di uno degli angiografi per evitare la situazione di emergenza in cui oggi si trovano gli Ospedali Riuniti.
Certo, per fare questo occorreva una gestione attenta ed oculata rispettosa dei diritti sanitari dei cittadini e capace di garantire il funzionamento dei servizi vitali fondamentali, come è quello di Cardiologia Interventistica.
Cosa che, spiace doverlo constatare, non trova riscontro nell’attuale direzione dell’Azienda Ospedaliera, impegnata molto di più a moltiplicare nomine e unità operative per amici e compari della cordata scopellitiana piuttosto che a tutelare la salute dei cittadini che continuano ancora oggi a dover subire il viaggio della speranza verso Catanzaro con un indubbio aggravio di costi e con conseguenti disagi e problemi sanitari per i soggetti costretti a subire questa situazione.
A questo punto una domanda sorge spontanea: pagherà il dott. Bellinvia per i costi aggiuntivi e per i danni cardiaci irreversibili che hanno subito i tanti pazienti che sono stati trattati a Catanzaro con un ritardo nell’intervento di almeno 3 / 4 ore ?
Reggio Calabria, 10.1.2011
MICHELANGELO TRIPODI
SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
sabato 8 gennaio 2011
COMUNICATO STAMPA contro chiusura Emodinamica Ospedali Riuniti
E’ davvero assai grave quanto sta accadendo presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, laddove da oltre 10 giorni è stato incredibilmente sospeso il servizio di Emodinamica esistente nel reparto di Cardiologia.
Si tratta di una vera e propria emergenza, causata dalla cattiva gestione aziendale che mette a repentaglio la vita delle persone.
A determinare questa situazione è stato il guasto dell’angiografo (avvenuto oltre 10 giorni fa) utilizzato per l’effettuazione delle angioplastiche per la cui riparazione si attendono i pezzi di ricambio che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni dalla Turchia.
Ma la cosa ancora più grave e che ha portato alla sospensione di questo servizio che ha un carattere salvavita è rappresentata dalla scelta gratuita, sbagliata e pericolosa del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, dott. Bellinvia, che ha deciso inopinatamente senza alcuna valida ragione sanitaria di sospendere la sala di riserva di Emodinamica, perché per ragioni ancora non chiarite non ha ritenuto di effettuare la gara per l’angiografo portatile che era in uso presso la sala di riserva che veniva utilizzata in casi eccezionali o quando, come in questo caso, si verificava un guasto nella sala principale di Emodinamica.
Tutto ciò è intollerabile anche perché siamo di fronte ad una vera e propria interruzione di pubblico servizio frutto di una scelta cervellotica compiuta dal Direttore Generale.
E’ davvero strano che di fronte a questa emergenza sanitaria la Regione e segnatamente il presidente Scopelliti, anche nella sua qualità di Commissario straordinario, non abbiano assunto alcuna iniziativa per censurare il comportamento del suo Direttore Generale e per assumere le iniziative urgenti e inderogabili al fine di rimuovere questa drammatica situazione che colpisce pesantemente il diritto alla salute dei cittadini di Reggio Calabria e della provincia.
Agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria siamo oggi in una situazione paradossale: finalmente, grazie alla precedente gestione, ci sono le professionalità capaci di salvare la vita delle persone, ma non possono operare perché l’angiografo è guasto e la sala di emodinamica è stata chiusa, mentre coloro i quali sono soggetti a gravi patologie cardiache sono costretti a subire i viaggi della speranza verso Catanzaro.
Reggio Calabria, 8.1.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI
Si tratta di una vera e propria emergenza, causata dalla cattiva gestione aziendale che mette a repentaglio la vita delle persone.
A determinare questa situazione è stato il guasto dell’angiografo (avvenuto oltre 10 giorni fa) utilizzato per l’effettuazione delle angioplastiche per la cui riparazione si attendono i pezzi di ricambio che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni dalla Turchia.
Ma la cosa ancora più grave e che ha portato alla sospensione di questo servizio che ha un carattere salvavita è rappresentata dalla scelta gratuita, sbagliata e pericolosa del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, dott. Bellinvia, che ha deciso inopinatamente senza alcuna valida ragione sanitaria di sospendere la sala di riserva di Emodinamica, perché per ragioni ancora non chiarite non ha ritenuto di effettuare la gara per l’angiografo portatile che era in uso presso la sala di riserva che veniva utilizzata in casi eccezionali o quando, come in questo caso, si verificava un guasto nella sala principale di Emodinamica.
Tutto ciò è intollerabile anche perché siamo di fronte ad una vera e propria interruzione di pubblico servizio frutto di una scelta cervellotica compiuta dal Direttore Generale.
E’ davvero strano che di fronte a questa emergenza sanitaria la Regione e segnatamente il presidente Scopelliti, anche nella sua qualità di Commissario straordinario, non abbiano assunto alcuna iniziativa per censurare il comportamento del suo Direttore Generale e per assumere le iniziative urgenti e inderogabili al fine di rimuovere questa drammatica situazione che colpisce pesantemente il diritto alla salute dei cittadini di Reggio Calabria e della provincia.
Agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria siamo oggi in una situazione paradossale: finalmente, grazie alla precedente gestione, ci sono le professionalità capaci di salvare la vita delle persone, ma non possono operare perché l’angiografo è guasto e la sala di emodinamica è stata chiusa, mentre coloro i quali sono soggetti a gravi patologie cardiache sono costretti a subire i viaggi della speranza verso Catanzaro.
Reggio Calabria, 8.1.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI
TICKET SANITARIO - Con Scopelliti si torna ai tempi di Chiaravalloti
Con Scopelliti si torna ai tempi di Chiaravalloti, cioè alla stagione del peggiore governo regionale.
Scopelliti con sue scelte antipopolari dimostra di non essere contento di aver messo le mani in tasca ai cittadini calabresi con i provvedimenti di massacro sociale contenuti nel bilancio e nella finanziaria 2011 (Imposta sui carburanti +0,25 centesimi; Addizionale IRPEF + 0,30; IRAP +0,15, tagli ai Comuni e alle Province – 100 milioni di euro).
Infatti, l’ultima gravissima iniziativa della Regione riguarda il comparto sanitario, visto che a partire dall’1 gennaio 2011è stato introdotto un nuovo regime di compartecipazione alla spesa sanitaria, modificando il precedente Regolamento regionale.
In pratica, ciò significa che il pagamento del ticket sui farmaci e sulle prestazioni diagnostiche viene esteso anche alle fasce sociali più deboli che, invece, fino al 31 dicembre 2010 erano esenti poiché, com’è noto, l’esenzione veniva applicata per tutti i redditi inferiori alla cifra di 10.000 euro reddito ISEE (il che significa circa 20.000 euro di reddito reale).
Con Scopelliti e con la destra alla Regione tutto ciò viene cancellato e per effetto dei provvedimenti assunti dal Dipartimento Sanità si è creata una situazione intollerabile sul piano sociale che suscita generale protesta e diffusa indignazione.
Siamo sempre alle solite: ancora una volta si continuano a colpire i ceti popolari e la fasce più deboli ed esposte della popolazione.
Questo è il vero volto della destra che si caratterizza come sempre per il suo comportamento classista e antipopolare.
E’ particolarmente grave che questo possa avvenire in un momento di crisi così acuta e drammatica che colpisce specialmente regioni deboli come la Calabria, laddove aumenta la povertà, la disoccupazione e la precarietà.
Senza dimenticare che in Calabria, la maggior parte delle famiglie sono monoreddito e quindi pagheranno a caro prezzo il costo di queste scelte scellerate che non tengono in alcun conto la realtà sociale della Calabria.
Come PdCI chiediamo con forza il ripristino della tutela per le fasce più deboli e per i soggetti più in difficoltà. Si tratta del minimo vitale indispensabile per evitare che ci siano gravi conseguenze nell’assistenza e nella cura di tante persone che non sono in grado di pagare neppure le medicine necessarie per la propria salute.
Reggio Calabria, 7.1.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI
Scopelliti con sue scelte antipopolari dimostra di non essere contento di aver messo le mani in tasca ai cittadini calabresi con i provvedimenti di massacro sociale contenuti nel bilancio e nella finanziaria 2011 (Imposta sui carburanti +0,25 centesimi; Addizionale IRPEF + 0,30; IRAP +0,15, tagli ai Comuni e alle Province – 100 milioni di euro).
Infatti, l’ultima gravissima iniziativa della Regione riguarda il comparto sanitario, visto che a partire dall’1 gennaio 2011è stato introdotto un nuovo regime di compartecipazione alla spesa sanitaria, modificando il precedente Regolamento regionale.
In pratica, ciò significa che il pagamento del ticket sui farmaci e sulle prestazioni diagnostiche viene esteso anche alle fasce sociali più deboli che, invece, fino al 31 dicembre 2010 erano esenti poiché, com’è noto, l’esenzione veniva applicata per tutti i redditi inferiori alla cifra di 10.000 euro reddito ISEE (il che significa circa 20.000 euro di reddito reale).
Con Scopelliti e con la destra alla Regione tutto ciò viene cancellato e per effetto dei provvedimenti assunti dal Dipartimento Sanità si è creata una situazione intollerabile sul piano sociale che suscita generale protesta e diffusa indignazione.
Siamo sempre alle solite: ancora una volta si continuano a colpire i ceti popolari e la fasce più deboli ed esposte della popolazione.
Questo è il vero volto della destra che si caratterizza come sempre per il suo comportamento classista e antipopolare.
E’ particolarmente grave che questo possa avvenire in un momento di crisi così acuta e drammatica che colpisce specialmente regioni deboli come la Calabria, laddove aumenta la povertà, la disoccupazione e la precarietà.
Senza dimenticare che in Calabria, la maggior parte delle famiglie sono monoreddito e quindi pagheranno a caro prezzo il costo di queste scelte scellerate che non tengono in alcun conto la realtà sociale della Calabria.
Come PdCI chiediamo con forza il ripristino della tutela per le fasce più deboli e per i soggetti più in difficoltà. Si tratta del minimo vitale indispensabile per evitare che ci siano gravi conseguenze nell’assistenza e nella cura di tante persone che non sono in grado di pagare neppure le medicine necessarie per la propria salute.
Reggio Calabria, 7.1.2011
IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
MICHELANGELO TRIPODI
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