Documento congiunto, delle federazioni provinciali di Vibo Valentia, del Partito dei Comunisti Italiani e del Partito della Rifondazione Comunista sulla questione della chiusura della Italcementi di Vibo Marina.
La politica che dichiara, ufficialmente, guerra all'ambiente
La politica del lavoro non è stata mai netta e precisa nel nostro territorio, non si è mai data una connotazione chiara sulla tipologia di investimenti da fare sul territorio comunale. Basta fermarsi ad analizzare il porto di Vibo Marina, che non ha un utilizzo specifico a metà tra industriale e turistico, questa connivenza, dannosa e antiquata, non può più andare avanti e richiederebbe quindi una scelta coraggiosa e ben precisa ragionando in prospettiva. Dal nostro punto di vista la scelta non può che essere quella dello sviluppo della vocazione principale del nostro territorio e dunque quella turistica perché al momento ci ritroviamo la costa con tanti villaggi e alberghi, ma anche con impianti industriali e silos. Cementificio e Pignone che insistono sul versante marino del comune capoluogo. La zona industriale, si sviluppa a macchia di leopardo su tutto il territorio comunale sebbene il PRG la individui in prossimità dell’eliporto militare di Ionadi.
La politica quindi non ha mai vigilato sullo sviluppo industriale del territorio, facendo denotare la sua incapacità, ed è grazie a questo modo di fare politica che oggi a Vibo marina, i lavoratori si trovano in mobilità per volere dell’azienda che giustifica la sua scelta, di chiudere lo stabilimento, legata alla crisi internazionale del comparto edilizio. Una spada di Damocle, che punta diritta sulle loro teste, che li potrebbe anche portare a dover scegliere tra lavoro e salute, quindi la classica minaccia “o la borsa o la vita.
Ancora una volta infatti la politica affronta la questione in modo sbagliato, aprendo le porte ad un possibile utilizzo del CDR come combustibile per gli altiforni. Sbagliata perché sappiamo bene che è della salute di un intero territorio comunale che si parla, ma sbagliata soprattutto perché l’Italcementi non ha mai detto: “se ci fate usare il CDR non chiuderemo lo stabilimento”!
Questa apertura al CDR era abbastanza prevedibile, già nel gennaio 2011 infatti noi avevamo lanciato l’allarme, con una domanda ben precisa: “Nel caso in cui l’Italcementi tiri fuori una minaccia del tipo “o facciamo così o chiudo” cosa deciderà la nostra classe politica?” Oggi possiamo rispondere dicendo che la politica tutta si è “schierata” dalla parte dei lavoratori che senza condizione alcuna ha aperto al CDR, ha messo disposizione il porto, ed ha detto si alle cave di Briatico. Si schiera dalla parte dei lavoratori facendo però gli interessi dell’azienda! Senza preoccuparsi di cosa è meglio per gli operai!
Per non parlare dei sindacati tutti : Cgil, Cisl, Uil e slai cobas che addirittura hanno proposto loro stessi all’azienda i tre punti precedentemente citati. Questo secondo noi non è un ruolo serio da parte di sindacati e istituzioni tutte, perchè bisogna avere il coraggio in alcune fasi di fare scelte anche impopolari, difendendo fino all’ultimo l’interesse della SALUTE dei lavoratori e di una comunità, senza servire la propria dignità ed i propri polmoni su un piatto d’argento.
Questa classe politica non guarda aldilà del proprio naso perché non riesce a programmare il piano industriale, in questo caso, arrivando tardi alla risoluzione del problema con la via d’uscita più semplice e meno impopolare. Quando prova a risolvere il problema non riesce a investire in tecniche industriali più moderne offrendo soluzioni “tampone”, cure palliative che non offrono di certo un futuro di sviluppo al nostro territorio, non creano nuove opportunità per i giovani e non sono in grado nemmeno di mantenere i posti di lavoro attuali!
Possiamo cercare di analizzare la questione dell’Italcementi e ipotizzare qualche soluzione e cioè: il cemento (moderno) si produce da quasi 100 anni, mentre raccolta differenziata, centri di stoccaggio sono “invenzioni” del nuovo secolo, vogliamo restare al passo coi tempi? Vogliamo puntare sulle nuove tecnologie, ecologiche e poco inquinanti?
La coerenza si sa appartiene a pochi, di certo non ai consiglieri comunali di Vibo Valentia, i quali si sono pronunciati all’unanimità sul possibile utilizzo del CDR, maggioranze ed opposizione, quest’ultima poco meno di un anno fa si batteva apertamente contro l’uso del CDR, vista la posizione assunta oggi possiamo di certo dire che quella era una lotta condotta solo per puro opportunismo, giusto per andare contro gli avversari politici, senza che la battaglia fosse supportata dalle idee!
L’intero consiglio comunale (all’unanimità) hanno vestito i panni dei paladini dei lavoratori, firmando in bianco “una cambiale ambientale” che sarà pagata negli anni dai cittadini vibonesi, dai lavoratori tutti e dai loro figli. Noi non abbiamo la memoria corta e ricordiamo perfettamente chi un anno e mezzo fa si scagliava contro l’uso del CDR soprattutto dai banchi dell’opposizione, che un anno e mezzo fa si batteva apertamente contro l’uso del CDR, ma vista la posizione assunta oggi possiamo di certo dire che quella era una lotta condotta solo per puro opportunismo, giusto per andare contro gli avversari politici, senza che la battaglia fosse supportata dalle idee! Cosa è cambiato da un anno e mezzo a questa parte? Perché questo cambio di rotta? Lo chiediamo al gruppo consiliare del PD ed anche al consigliere Stefano Luciano (articolo contro il CDR di Stefano Luciano) eletto soprattutto con i voti della Federazione della Sinistra.
La provincia è invece stata coerente, voleva l’uso del CDR prima e lo vuole adesso, sebbene una parte della sua colorita maggioranze, e ci riferiamo a SEL, vorrebbe rivestire, male, il ruolo di partito di lotta e di governo, stando dalla parte della salute dei lavoratori sul giornale, mentre sostiene un governo provinciale a favore del CDR e anche della mega discarica di San Calogero. Una coerenza, anche questa, senza pari.
Secondo la Corte di Giustizia europea, con la sentenza che riguarda la causa n° C‑283/07 del 22 dicembre 2008, il CDR‑Q, anche se corrisponde alle norme tecniche UNI 9903‑1, non possiede le stesse proprietà e caratteristiche dei combustibili primari. Come ammette la stessa Repubblica italiana, esso può sostituire solo in parte il carbone e il coke di petrolio. Peraltro, le misure di controllo e di precauzione relative al trasporto e alla ricezione del CDR‑Q negli impianti di combustione, nonché le modalità della sua combustione previste dal decreto ministeriale 2 maggio 2006, dimostrano che il CDR‑Q e la sua combustione presentano rischi e pericoli specifici per la salute umana e l’ambiente, che costituiscono una delle caratteristiche dei residui di consumo e non dei combustibili fossili. L’Europa in merito si è già pronunciata.
L’incenerimento del CDR non garantirà la continuità del lavoro agli operai dell’Italcementi, anzi molto probabilmente comporterà una forte riduzione del personale.
Ma quello che ci chiediamo, senza trovare risposta logica è: visto che il “mondo” sta differenziando e riciclando sempre di più i propri rifiuti perché non creare a Vibo Marina un centro nuovo e innovativo di stoccaggio della raccolta differenziata per esempio? In questo modo non solo si possono riconvertire gli 82 operai che oggi lavorano al cementificio ma anche l’indotto che ruota intorno allo stesso.
Ma non solo, l’avvento della bioedilizia apre nuovi campi di investimento e di sviluppo, come detto il cemento appartiene al secolo scorso, si potrebbe puntare allora sulla produzione di pannelli fotovoltaici, nuovi sistemi di condizionamento edilizio ed industriale ecc.
Ci rendiamo conto che, facendo anche noi politica, la classe politica non può “costruire” fisicamente questo impianto ma sicuramente ha l’obbligo di dover attirare idee e capitali nuovi cosi come si è fatto negli anni 60’ con l’allora CEMENSUD. Allora la classe politica del tempo ha creato le condizioni affinché si fosse potuto installare l’odierno cementificio. Oggi questa classe politica ha la capacità di innovare il territorio? Oppure vuole creare il precedente affinché si possa meglio smarcare nella gestione del ciclo dei rifiuti? Perché chi ci garantisce oggi che nel momento in cui la Italcementi accetti le proposte dei sindacati e creato quindi il precedente, altre aziende, magari più modeste, possano richiedere il diritto di bruciare questo CDR nelle proprie fornaci?
Noi siamo comunque dalla parte dei lavoratori per la loro difesa e tutela, perciò chiediamo loro di stare attenti e di vigilare anche su questa classe politica che gioca con la salute loro e nostra. Non fatevi ammaliare da false promesse e da facili risoluzioni, perché se l’azienda decide la sola macinazione del clinker, o se deciderà di bruciare il CDR o il petcoke, il vostro numero sarà inevitabilmente ridimensionato al ribasso e quando andrete a chiedere spiegazioni ai politici vi stringeranno le spalle dicendovi che non dipende da loro oppure giustificandosi che questo era il male minore.
Lottate e lottiamo, perché il vostro posto di lavoro non si perda e che vi sia dato un futuro vero. Se il cementificio domani chiuderà occupate lo stabilimento e riconvertitelo a centro di stoccaggio rifiuti, come hanno fatto in altre parti d’Italia. Prendiamo d’esempio il caso del “Centro Riciclo Vedelago” a Treviso che da solo ha 80 dipendenti e che ha creato un indotto di 9600 persone. Anche a Vibo Valentia è possibile ottenere un centro simile, qualcosa già nel nostro comune esiste e da lavoro ad alcune persone, nonostante le note difficoltà. Esistono imprenditori lungimiranti e disposti a lavorare per un grande progetto.
Voi lavoratori avete il vostro futuro in mano e non occorre che l’affidiate a questa classe politica inetta e superficiale a cui starebbero bene altre 400 famiglie disposte, per necessità, a bussare alla loro porta per chiedere un posto di lavoro. Voi dovete pretendere, coraggiosamente, che il vostro lavoro abbia una funzione socialmente accettabile e che contribuisca all’accrescimento culturale e sociale del vostro territorio. Questione che i sindacati e taluni partiti non vogliono affrontare perché impopolare anche se sana.
Una cosa è sicura, nonostante quello che vogliono farci credere politici e sindacati: se l’impianto resterà aperto avrà una riconversione del piano industriale dell’azienda, perché gli stessi vertici hanno fatto sapere che sarà macinato solamente il clinker (che è un ingrediente del cemento), quindi di conseguenza si andranno a perdere inevitabilmente ulteriori posti di lavoro per l’azienda e per l’indotto.
Rigettiamo con forza gli inviti all'unità lanciati, in questi giorni, sulle testate giornalistiche locali. qui nessuno è contro nessuno, ancor meno contro i lavoratori e noi, da comunisti, non accettiamo lezioni in materia di tutela e difesa del lavoro e dei lavoratori ma non possiamo sottacere dinnanzi ad un simile ricatto, attuato dalla società con il bene placito di politica e sindacati locali, che finirebbe con l'avvelenare, ulteriormente, questo territorio e il suo popolo.
Partito dei Comunisti Italiani – federazione provinciale di Vibo Valentia
Partito della Rifondazione Comunista – federazione provinciale di Vibo Valentia
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martedì 26 giugno 2012
domenica 26 febbraio 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Iniziativa a Vibo Valentia: Il popolo della crisi
Manifesto dell'iniziativa dove parteciperà il Compagno Oliviero Diliberto
durante l'evento sarà presentato il libro: Ricostruire il Partito Comunista
durante l'evento sarà presentato il libro: Ricostruire il Partito Comunista
giovedì 6 ottobre 2011
Nuovo comitato federale PdCI - Vibo Valentia
Sabato 1 ottobre 2011 presso i locali della CGIL d Vibo Valentia si è svolto il V° congresso federale del PdCI. All’ordine del giorno la votazione del documento congressuale nazionale ed il rinnovo degli organismi dirigenti e i delegati al congresso nazionale. All’evento era presente il segretario regionale del PdCI Michelangelo Tripodi che ha seguito i lavori del congresso nella veste di garante.
Durante la prima fase si è sviluppata la discussione sul documento congressuale nazionale, presentato dal segretario uscente Stefano D’Apa, il quale si è concentrato sul cuore del documento: la ricostruzione del Partito Comunista che veda il superamento dei due principali partiti della sinistra in Italia, il PdCI ed il PRC. Questa proposta che da tempo il nostro partito ha in cantiere, viene formalizzata nel congresso e rimandata alla dirigenza del PRC, dalla quale tutti noi ci aspettiamo una risposta a breve e propositiva. Riunire i due principali partiti comunisti d’Italia quindi, nell’ottica del superamento delle divisioni nate anni fa, per dare risposte a tutte quelle compagne e quei compagni che da tempo ci chiedono questo. La proposta ovviamente si ripercuote anche a livello provinciale, dove il PdCI Vibonese chiede ai compagni del PRC uno sforzo concreto in questa direzione, proponendo all’interno del PRC stesso l’accelerazione di tale processo. Non ha più senso e probabilmente non lo ha mai avuto, avere in Italia due partiti comunisti. Già da qualche mese nella federazione di Vibo tra il PdCI e il PRC si è intrapresa la strada dell’unità politica e di intenti anche per quanto riguarda le iniziative che stiamo portando avanti in piazza e tra la gente, proprio lì dove devono stare i Comunisti.
Il perno principale su cui ruota l’agire politico del nostro partito è quello della ricomposizione della sinistra e, secondo noi, solamente con un solo Partito Comunista si potrà avere una sinistra unita e la federazione della sinistra deve quindi continuare il suo percorso di laboratorio politico, dentro il quale le varie anime della sinistra possano confrontarsi e proporre le proprie idee, per dare slancio e continuità alla sinistra italiana. La discussione si è susseguita con gli interventi dei compagni dalla platea congressuale, alla fine dei quali si è proceduto alla votazione del documento congressuale, votato all’unanimità. Si è proseguito in seguito a votare gli organismi dirigenti federali che elenchiamo di seguito, organismi eletti dal voto unanime dalla platea.
Il comitato federale è cosi composto:
Filippo Benedetti, Nicola Iozzo, Giuseppe Ambrosio, Giovanni De Sossi, Giuseppe Condoleo, Giuseppe Borrello, Aurora Corso, Walter Caglioti, Giuseppe Ceravolo, Stefano D’Apa, Antonio D’Apa, Maurizio Cariddi e Cosma Brosio.
Segretario federale: Filippo Benedetti
Tesoriere federale: Giuseppe Ambrosio
Presidente del Comitato Federale: Stefano D’Apa
La scelta del nuovo comitato è dettata sicuramente dal senso di ringiovanimento e di cambiamento che il PdCI vuole attuare a tutti i livelli, per queste motivazioni, oggi, abbiamo un partito che si rinnova, con una nuova classe dirigente fatta soprattutto da giovani con nuove idee e tanta voglia di fare. Compagni che fanno politica per passione e non per arrivismi vari molto presenti in altri partiti. Giovani che hanno tutta l'approvazione dei membri del direttivo uscente, e del partito tutto, che hanno fatto posto alle nuove leve spianandogli la strada e mettendo al servizio la loro esperienza ed esprimendo la loro totale disponibilità a continuare a lavorare al fianco di questo nuovo comitato provinciale pur senza ricoprire cariche ufficiali. Un partito che lavora in armonia, senza correnti interne che impediscono di raggiungere gli obbiettivi prefissati.
La platea ha infine salutato e ringraziato il comitato federale uscente, il segretario uscente Stefano D’Apa ed il tesoriere uscente Melissa Garrì.
mercoledì 31 agosto 2011
Comunicato sciopero 6 settembre
La Federazione della Sinistra aderisce alla giornata di sciopero e mobilitazione indetta dalla Cgil il prossimo 6 settembre. Consideriamo lo sciopero generale del 6 settembre come l’inizio di un percorso di lotta di popolo che deve costruire dal basso un’altra idea di Europa e un altro modello economico. Sosteniamo la Cgil che in questo momento sta subendo degli attacchi gravi e che ha invece giustamente scelto di opporsi ad una manovra iniqua, caratterizzata da provvedimenti inqualificabili e che verrà pagata solo dalla povera gente, mentre chi è ricco continuerà a godere dei privilegi e delle attenzioni che il governo gli riserva. La Federazione della Sinistra di Vibo Valentia scenderà in piazza e sosterrà la mobilitazione. Invitiamo tutti i nostri iscritti ad essere presenti con le nostre bandiere rosse con sopra i simboli del lavoro per eccellenza, la falce ed il martello, per far vedere che c’è ancora chi lotta per i diritti e per il lavoro, per la giustizia sociale e l’uguaglianza e soprattutto per distinguersi dalle bandiere bianche di chi ha abbandonato la lotta per rincorrere Confindustria, CISL e UIL e tutti gli interventi filo padronali.
Il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista di Vibo Valentia saranno in piazza S. Leoluca e si augurano che scenda in piazza tutta la popolazione vibonese per protestare contro questa manovra che colpirà le classi deboli del paese e in modo particolare la popolazione meridionale da sempre figlia di un Dio minore e rappresentata da Senatori che votano senza nemmeno leggere i decreti a loro presentati. Invitiamo la classe politica a scendere in piazza con il Popolo per protestare contro qualcosa di pericoloso e non a fare passerelle solamente quando in ballo ci sono le loro comode poltrone.
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
Comunicato Stampa Fds - Soppressione Province
Sin dall’uscita della proposta, abbiamo sempre considerato il fatto che la soppressione delle Province fosse una cosa pressoché impraticabile. Al di là di questo, però, vi è sempre stato un elemento politico della proposta che ha reso necessaria una chiara presa di posizione. L’abolizione delle Province, in maniera populistica e demagogica, premeva non solo sulla direzione della restrizione degli spazi pubblici ed istituzionali della democrazia - in questo caso colpendo i livelli intermedi - ma tentava di trovare fondamento e consenso spingendo l’opinione pubblica a credere che la loro esistenza fosse solo un inutile orpello, l’ennesimo obolo pagato ala politica parassita. In un drammatico momento di crisi per molte famiglie di lavoratori italiani, non è difficile credere che essa abbia trovato qualche suo sostenitore. In maniera altrettanto oggettiva, però, non si può fare a meno di interrogarsi su come troppo facilmente, appunto, tali demagogiche proposte trovino sempre qualche consenso. Basta prendere in esame l’intera vicenda relativa alla Provincia di Vibo Valentia. Nella sua ristretta dimensione locale, tale ente, piegato da sempre a logiche di interessi esclusivi, non ha mai dato il necessario e doveroso senso di un ente pubblico che potesse incidere positivamente sulla vita dei cittadini rappresentati. Mai come in questa stagione, poi, l’attuale amministrazione provinciale vive un tale calo di consensi che quasi a stento si riesce e si è riusciti a giustificare la contrarietà alla sua soppressione. In altre parole, una chiara e drastica crisi verticale della classe dirigente ha finito per non giustificare più i costi del mantenimento dell’intera istituzione. Vibo Valentia, a differenza di altre Province, non è riuscita proprio per diretta responsabilità di chi si trova alla guida dell’ente, a dare continuità e applicabilità a tutti quei programmi - troppe volte ridotti a mera propaganda elettorale - tanto da far credere che le spese sostenute da una comunità per il suo mantenimento fossero uno spreco. Ecco, questo è il nodo di una questione a cui tutti dovrebbero soffermarsi per tentare di dare una risposta ed eventualmente, riconoscendo le proprie responsabilità, decidere di fare un passo indietro. Solo per restare nelle ultime fasi recenti, troppe volte abbiamo sentito dichiarazioni di imminenti cambiamenti, sostenuti da azzeramenti di giunta, che avrebbero dato un segno diverso alle politiche in difesa delle famiglie, del lavoro, del turismo, dell’ambiente, tanto da rendere possibili anche stravolgimenti e incredibili capriole politiche proprio in nome di questo imminente cambiamento. Che però, dando sempre più l’amara sensazione di essere stati truffati, tarda ad arrivare. Per tutto ciò, crediamo che se realmente si vuole restituire il dovuto rispetto alla politica, la dovuta credibilità, la necessaria fiducia di un processo che non si limita a gestire alla meno peggio il presente, ma si preoccupa di immaginare e costruire il futuro, è da queste considerazioni che bisogna partire. Solo da qui si riparte in nome di una alternativa credibile.
Federazione della Sinistra Vibo Valentia
mercoledì 3 agosto 2011
Dubbi sul bando vigili urbani a tempo determinato
Forse è vero che noi comunisti siamo quelli che non credono nella buona fede dei nostri cari amministratori Vibonesi, loro però non ci aiutano ad avere fiducia! L’ultima “marachella” di questa amministrazione che non ascolta nessuno e che prende le decisioni in barba ai cittadini, al parere dell’opposizione e probabilmente anche ai loro sostenitori (rimasti ormai veramente in pochi) è quella delle assunzioni di 4 vigili urbani a tempo determinato. Noi ci eravamo già pronunciati sulla cosa, sollevando dubbi sulla modalità di assunzione (colloquio orale) e sul bando di assunzione stesso. A nostro modo di vedere troppo rapido, solo 7 giorni di tempo per presentare domanda di assunzione. Per questo bando osceno non ci dimentichiamo di ringraziare anche la dirigente Adriana Teti, ma lei di assunzioni ad-personam ne sa qualcosa per cui non ci meravigliamo che riesca a partorire questi abomini!
Ma ormai tutto è fatto, il bando è chiuso e i vigili sono stati scelti. Sembra la scena di una vecchia pubblicità di fine anni 80 che mostrava un dottore che faceva una iniezione ad un bambino tutto preoccupato, ed alla fine diceva “già fatto”. In quel caso voleva dire che l’iniezione era indolore, in questo caso invece noi pensiamo che sia tutt’altro che indolore, anzi solo una cosa fatta di fretta e che non sarà utile alla comunità. Ma solo a quei 4 “eletti”.
Quali sono stati i criteri di scelta per i 4 fortunati vincitori di quello che sembra più un concorso a premi televisivo che un concorso per meriti? Vorremmo proprio vederla questa graduatoria e come sono stati assegnati i punteggi. La cosa più grave e preoccupante è che questa durerà 3 anni! Con quale criterio verrà usata questa graduatoria così detta “a scorrimento”? Probabilmente dato che sarebbe stato palesemente scorretto inserire amici e simpatizzanti tra i primi 4 quindi saranno qualche posto più in giù, magari con la speranza che quando venga l’ora della “chiamata” il periodo di assunzione sia più lungo e redditizio!
Che sia chiaro, noi non ce l’abbiamo con questi 4 ragazzi che hanno ottenuto il lavoro, anzi, noi siamo in pena per loro perché sono altre 4 vittime del precariato. Questi 4 ragazzi sicuramente verranno illusi con la prospettiva un giorno di essere assunti a tempo indeterminato, mentre invece saranno solo sfruttati dalla politica.
Solamente 35 sono stati quelli che hanno fatto domanda di ammissione al colloquio, davvero si può pensare che un così basso numero sia stato determinato dal fatto che la gente (disoccupata) non ha voluto rinunciare ad una giornata di mare? Alcuni giovani disoccupati non hanno nemmeno la macchina per poterci andare al mare! Sono stati solo in 35 perché non hanno fatto in tempo a sapere del bando, e chi lo ha realizzato probabilmente lo ha fatto di proposito!
Qualcuno dell’opposizione aveva chiesto il rinvio dei colloqui e la riapertura del bando, per noi questo era comunque insufficiente. Una “farsa” (quello che è questo bando di assunzione) rimane tale anche se rinviata. Non si può pensare di assumere forze di ordine pubblico con un bando del genere! In qualsiasi organo di polizia è obbligatoria una preparazione ed è così anche a Vibo Valentia, ma questi 4 potranno rimanere solamente in ufficio a meno che al posto della pistola non gli sarà data una pistola ad acqua, e al posto della penna stilografica per le multe, gli sarà data quella cancellabile! Non saremo dei grandi conoscitori del diritto ma questi 4 vigili non potranno emettere nemmeno una multa.
Signor Sindaco, invece di continuare a fare figure barbine su ogni fronte, perché non decide di dimettersi e passare il resto dell’estate al mare? Magari con quei giovani disoccupati che per non rinunciarci (al mare) hanno “preferito” rinunciare a concorrere per un lavoro di un mese e mezzo! Perché invece che alla politica, non vi dedicate ad un bel torneo di calcio estivo? La sua giusta è composta giusto da 11 assessori, come una squadra di calcio, e senza nessuna donna! Lei potrebbe fare l’allenatore e magari riuscireste a raggiungere qualche risultato in più rispetto a quelli raggiunti fino ad oggi (nessuno) al comune di Vibo Valentia!
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Partito della Rifondazione Comunista - Vibo Valentia
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
domenica 31 luglio 2011
Cercasi Vigile Urbano con Urgenza!
Chi è che potrebbe risolvere tutti i problemi del territorio comunale di Vibo Valentia? Spazzatura che invade le strade, acqua dalla dubbia potabilità, spiagge sporchissime dissesti vari che non aspettano altro che le prime piogge per combinare disastri, ecc. È naturale, per far fronte a tutto ciò servono quattro vigili urbani a tempo determinato con urgenza! Allora si che il comune potrà respirare!
Molti sicuramente non ne sanno niente ma lunedì prossimo, 1 agosto alle ore 9.00 nella sala giunta del palazzo municipale, verranno fatti i colloqui per assumere 4 vigili urbani per un breve periodo di tempo (dal 1 agosto al 15 settembre). Questa soluzione potrebbe anche ovviare al problema della disoccupazione di quattro giovani capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare, ma c’è tempo per fare un concorso e fare le cose per bene? NO. Ma di questo la nostra cara amministrazione non si preoccupa! Evidentemente sono solo piccoli dettagli!
Dal 18 al 25 luglio, questo il tempo (brevissimo!) per consegnare le domande per l’ammissione al colloquio. Saremo pure i soliti disfattisti, faziosi e polemici, ma a noi sembra veramente poco! Siamo sicuri che i giovani disoccupati di cui sopra (capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare) abbiano avuto il tempo di venire a conoscenza di questa possibilità di lavoro? Seppure per poco tempo questa graduatoria durerà tre anni, e sapendo come vanno a finire queste cose, in futuro per questi quattro fortunati ci potrebbe essere la speranza di un’assunzione o comunque di qualche altra chiamata.
Allora ci chiediamo, perché il tempo per la consegna delle domande di partecipazione è stato così breve? Noi non vogliamo essere maliziosi, ma viene da pensare che questo è l’ennesimo bluff di un’amministrazione che spesso fa assunzioni che lasciano qualche sospetto!
Non si capisce bene nemmeno come si svolgeranno le selezioni, non è un concorso con test scritti, ma un semplice “colloquio”. Due chiacchere in amicizia insomma! Chissà se vale anche il punteggio “simpatia”? Nei requisiti non è specificato, ma pensiamo che “qualcuno” ne terrà conto! D’altronde un vigile urbano che è “simpatico, socievole, amichevole” e che è conosciuto ai più si sa, lavora meglio!
A questo punto quindi ci aspettiamo una degna commissione che sappia valutare in così poco tempo le vere capacità e doti dei candidati. Ma da chi potrà mai essere composta? Chi saranno i membri della commissione? Chi avrà questo “onore” di selezionare questi candidati? Sicuramente per un bando d’urgenza ci sarà anche una commissione esaminatrice “d’urgenza”! Ancora non riusciamo a capire perché mai, mentre negli altri comuni per bandi del genere lasciano almeno un mese di tempo per la presentazione delle domande, nel nostro comune di Vibo Valentia è bastata una settimana, misteri della nostra gestione amministrativa alla “carlona”.
Noi non siamo totalmente disinformati, sappiamo bene che l’organico dei vigili urbani a Vibo Valentia è enormemente carente in termini di numero, ma non capiamo perché allora fare un bando lampo per assumere per pochi giorni qualche vigile. Cos’è l’emergenza che li richiede in questo periodo? Sarà il forte numero di turisti che preoccupa la nostra amministrazione? Beh allora li vogliamo avvisare che grazie alla loro opera di “distruzione” in ogni sua parte del territorio comunale i pochi turisti arrivati ci hanno riempito di insulti (per le condizioni in cui hanno trovato le località turistiche e balneari) sono andati via e difficilmente torneranno negli anni avvenire!
Perché invece non elaborare un bando di concorso serio, o magari iniziare ad avviare i molti ausiliari del traffico assunti alla professione di vigile magari con la prospettiva un giorno di assumerli. Questa gente dovrà continuare a vendere “grattini” per il resto della loro vita? Lo sapete che con il contratto da precari non prenderanno un euro di pensione? Perché continuare a fargli passare altra gente davanti, senza preoccuparsi minimamente di stabilizzare questa gente? Forse li ritenete incapaci? Pensate sappiano solo dare fiato al fischietto e vendere tagliandini?
Ma i nostri dubbi ed il nostro pessimismo ci fanno fare cattivi pensieri, probabilmente facendo un bando di concorso ben formulato, con regole giuste e che veramente mettano in primo piano le capacità dei candidati oppure cercando di stabilizzare gli ausiliari del traffico venga meno quella libertà di decidere chi deve prendere lavoro come vigile urbano al comune di Vibo Valentia. Che di questi tempi, con questa crisi, è un lavoro che fa gola a molti!
Partito dei comunisti italiani Vibo Valentia
Federazione della Sinistra Vibo Valentia
Federazione della Sinistra Vibo Valentia
martedì 5 luglio 2011
Nota della Federazione della Sinistra sui lavori alla villa comunale
Accogliamo positivamente, ma non privi di dubbi, la notizia riguardante gli ormai certi lavori che riporteranno all’antico splendore la Villa comunale di Vibo Valentia affibbiandole anche un tocco di modernità che la renderà un luogo polifunzionale per la collettività.
Certo l’assessore con delega ai lavori pubblici, Modafferi, farà di essa un suo cavallo di battaglia e non ci meraviglieremo se a natale 2012, data prevista per la fine dei lavori, se ne prenderà tutti i meriti. Certo, natale 2012 se tutto va bene e se non ci saranno i ritardi che da sempre vessano le opere pubbliche nella nostra regione e nella nostra provincia.
Ma oltre ai possibili e prevedibili ritardi a preoccupare l’esecutivo comunale dovrebbe essere la coscienza, per quanto ne sia rimasta a questi amministratori, che si sono dimenticati chi ha finanziato i fondi per quest’opera mentre invece si ricordano benissimo di rubare i meriti. Non dimentichiamoci tra l’altro l’assurda proposta di fare, con questi fondi, un tunnel (supponiamo sotterrano) di collegamento tra villa Gagliardi e la villa Comunale. Le solite idee geniali di questa amministrazione fantasiosa! Non è che volevano scavare un tunnel per sotterrarci la spazzatura? Che senso ha vantarsi della sistemazione della Villa Comunale, quando state lasciando nel degrado Villa Gagliardi?
Se la villa verrà portata o no a termine il merito sarà comunque dell’ex assessore regionale Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI e dirigente nazionale della Federazione della Sinistra, che nel 2009 con DDG 6642 e con Decreto 14060 23 luglio 2009 pubblicato sul BURC 7/08/2009 N°32 parte III e precisamente a pag.7609, ha completato un ottimo percorso, comprensivo di pubblici dibattiti, per il recupero dei centri storici calabresi finanziandoli tramite accordo di programma quadro.
E in dettaglio, nell’allegato A: Graduatoria centri storici al cui di sopra DDG 6642, Vibo Valentia ottenne un punteggio pari a 93 risultando così idonea al pari di comuni come Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme.
Quando in consiglio comunale fu portato questo progetto noi eravamo presenti, ma al contrario di chi governa ora questa città e che vuole meriti che non gli competono, noi votammo favorevolmente nonostante fossimo già all’opposizione. A differenza dei rappresentati della destra, che in quell’occasione (come in tutte le altre, sempre pronti a fare finto ostruzionismo!) si alzarono andando via dall’aula. Come se far politica volesse dire fare le cose per dispetto e non per il bene della comunità. La politica non è fatta per i bambini capricciosi!
Quando a governare c'è un comunista i frutti si vedono, noi infatti non riusciamo a rimanere impassibili al fascino delle cose belle, noi siamo i custodi della storia e delle nostre radici e rispettiamo ciò che ci rappresenta, e la Villa Comunale a Vibo è un simbolo per noi.
Per questo l'ex assessore Michelangelo Tripodi, nostro segretario regionale, ha deciso di spendere le sue energie per il bene del nostro territorio, della cultura e della storia Vibonese. Tutto ciò nonostante lui non sia Vibonese, ma si sa, i comunisti sono sensibili a tutto ciò che vedono come ingiustizia, in questo caso culturale.
Per questo l'ex assessore Michelangelo Tripodi, nostro segretario regionale, ha deciso di spendere le sue energie per il bene del nostro territorio, della cultura e della storia Vibonese. Tutto ciò nonostante lui non sia Vibonese, ma si sa, i comunisti sono sensibili a tutto ciò che vedono come ingiustizia, in questo caso culturale.
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA - Vibo Valentia
giovedì 30 giugno 2011
Iniziativa della Federazione della Sinistra a Vibo Valentia
“COMINCIAMO DA NOI…”
Su iniziativa della FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, si svolgeranno una serie di incontri per dialogare su quelle che sono le reali problematiche del nostro territorio.
Un laboratorio sperimentale, un confronto aperto all’aperto, senza microfoni e “riflettori”. LA VERA DEMOCRAZIA DAL BASSO!!!
Giovedì 30 giugno ore 19.00 Piazzetta antistante Istituto d’Arte
"LEGALITÀ, ANTIMAFIA: CHE LA RIVOLUZIONE ABBIA INIZIO"
Partecipano:
• Don Tonino Vattiata: “Libera, contro tutte le mafie”;
• Francesco Mobilio: “Il Quotidiano della Calabria”;
• Anna Laura Orrico: “Ass. Io Resto in Calabria”
• Cristina Mazzei: “Ass. Laboratorio Culturale 2.0”
• Teresa Esposito: “CGIL”
• Matteo Aquino: giovane laureato tesi di laurea “Ndrangheta e Pubblica Amministrazione”
• Domenico Servello: “Italia dei Valori”
Su iniziativa della FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, si svolgeranno una serie di incontri per dialogare su quelle che sono le reali problematiche del nostro territorio.
Un laboratorio sperimentale, un confronto aperto all’aperto, senza microfoni e “riflettori”. LA VERA DEMOCRAZIA DAL BASSO!!!
Giovedì 30 giugno ore 19.00 Piazzetta antistante Istituto d’Arte
"LEGALITÀ, ANTIMAFIA: CHE LA RIVOLUZIONE ABBIA INIZIO"
Partecipano:
• Don Tonino Vattiata: “Libera, contro tutte le mafie”;
• Francesco Mobilio: “Il Quotidiano della Calabria”;
• Anna Laura Orrico: “Ass. Io Resto in Calabria”
• Cristina Mazzei: “Ass. Laboratorio Culturale 2.0”
• Teresa Esposito: “CGIL”
• Matteo Aquino: giovane laureato tesi di laurea “Ndrangheta e Pubblica Amministrazione”
• Domenico Servello: “Italia dei Valori”
lunedì 20 giugno 2011
Solidarietà a don Nino Vattiata
Conosciamo Nino da anni e sappiamo che grande persona è e quanto tiene a questa terra, in virtù di questo non possiamo che sentirci indignati, schifati, arrabbiati per quanto è successo ma non di certo demoralizzati. È l’ennesimo tentativo questo, da parte di quelle mele marce che infangano il buon nome della nostra terra, di far tacere quelle voci libere e senza paura, come quella di don Nino Vattiata.
Come lui stesso dice, è difficile capire il motivo per il quale è stato commesso questo atto così vile e vigliacco, essendo lui impegnato su più fronti nella lotta alla ‘ndrangheta e per la legalità. Componente di spicco dell’associazione “Libera”, che lotta contro tutte le mafie, è un punto di riferimento per i tanti giovani, cattolici e non, che vedono in questo ragazzo uno spirito puro e senza paura. Molti di noi sono iscritti all’associazione Libera di Vibo Valentia, anche per questo ci sentiamo vicini al nostro amico Nino, quello che è stato fatto a lui lo avvertiamo come fosse stato fatto a noi, e come lui non ci sentiamo intimoriti da questo attacco.
Questo ennesimo episodio, l’ultimo di una lunga serie nella nostra provincia, mira a intimidire e a mettere paura a chi ha nella propria indole la lotta alla ‘ndrangheta, al malaffare e alla malapolitica (molto spesso una cosa sola) ma non ci riusciranno perché Nino e tutti gli altri non sono da soli.
La parte sana di questa terra, che è la stragrande maggioranza, è con Nino e con tutti quelli che NON VOGLIONO MORIRE DI ‘NDRANGHETA.
Noi siamo sicuri che insieme possiamo sconfiggere la ‘ndrangheta, tutti insieme, tutti uniti nella speranza di sentire il fresco profumo della libertà. Come diceva qualcuno: “Se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia” e noi vogliamo iniziare a vivere la realtà!
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA - Vibo Valentia
FdS : Assurdo l'aumento di Tarsu e Irpef effettuato dal Comune di Vibo Valentia
Aumento delle tariffe a servizi zero: è questa l’equazione che riassume tutti gli elementi negativi di questa amministrazione comunale. L’aumento della Tarsu, sta lì a sottolineare come un servizio essenziale, quello della raccolta rifiuti, che negli ultimi mesi ha avuto non pochi problemi, possa essere spremuto al solo scopo di recuperare qualche poco di finanza a spese dei cittadini. Di sicuro, l’abuso dello strumento della tassazione è il tipico atteggiamento degli amministratori incapaci finanche di razionalizzare la spesa. Ma dietro questo aumento vi sono tutte una serie di considerazioni doverose che vanno fatte. Per esempio: la decisione di aumentare una tassa comunale deve essere pubblicizzata, comunicata per tempo e giustificata ad una popolazione già vessata da un periodo di crisi economica che colpisce indistintamente i dipendenti pubblici e quelli privati, e che oggi, a Vibo Valentia città, si ritrovano con un ingiustificato aumento delle tariffe che peserà negativamente sui bilanci familiari. Questa volta, invece e stranamente, niente pompose conferenze stampa, niente annunci, solo un secco ed indiscriminato aumento della Tarsu. Ecco, dunque, che come seconda considerazione va evidenziata la mancata sensibilità di questa amministrazione di centro-destra verso le istanze delle fasce più deboli ed economicamente svantaggiate della nostra città. In terza analisi, è ancora più evidente che tutto l’impianto politico di questa amministrazione si è retto sulla marcescibile e sterile propaganda elettorale. Oggi già decomposta mostra tutti i suoi limiti. Il Nerone alla guida della città non riesce neanche a programmare una razionalizzazione della spesa, vedendosi costretto alla più iniqua delle scelte: l’aumento delle tasse. In ultima analisi, poi, è decisamente triste constatare il fallimento della politica ambientale messa in atto da questa amministrazione: vacua, inesistente a tratti ridicola nel chiedere decoro ai privati spazi, mentre quelli pubblici assomigliano sempre più a delle bidonville. Chiediamo a questo punto, al Sindaco Nicola D’Agostino chiarimenti sulla gestione delle casse comunali (spese, consulenze, contributi vari, etc etc..) nell’interesse dei cittadini costretti a pagare in prima persona sprechi, errori e disservizi, e che chiarisca, se mai esiste una, la pianificazione politica del settore ambientale, già dolorosamente provato nell’anno della sua gestione.
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
La Federazione della Sinistra sul bilancio provinciale
In questi giorni siamo stati accusati massimalismo e di mettere in campo uno sterile antagonismo a causa dei nostri dubbi circa l’operazione politica gestita dal presidente De Nisi. Dubbi scambiati per ostilità ad un eventuale apertura di una fase collaborativa con l’attuale maggioranza provinciale della consigliera Barbara Citton, eletta nel 2008, anche con i voti di Rifondazione Comunista. La realtà, però non fa che confermare i nostri dubbi. Si è potuto leggere, infatti, che in occasione del passaggio in giunta del documento finanziario è stato fatto l’appello al senso di responsabilità di alcuni consiglieri provinciali: da comunisti delle domande sorgono spontanee, è sono delle domande le cui risposte costituiscono il discrimine, il limite invalicabile oltre al quale è impossibile procedere, ovvero il votare e non votare lo stesso bilancio. Non solo in questo caso specifico, ma in ogni partecipazione all’attività amministrativa. Ma restando al nostro Ente, un eventuale gesto “irresponsabile” dei consiglieri, che lacerazione porterebbe al già fragile tessuto sociale della nostra provincia? Quale categoria di lavoratori si avvantaggerebbe o meno dall’approvazione, e quindi dalla prosecuzione di tale esperienza amministrativa? Si potrebbe proseguire all'infinito, e ad ogni domanda la risposta sarebbe sempre negativa. Il bilancio va in direzione opposte e contraria ad ogni principio di tutela dei cittadini, basti pensare all'aumento voluto sulla tassa per le caldaie -giusto per fare un esempio -portato da 10 euro a 50. La realtà è che dietro la richiesta di responsabilità, dietro ogni apertura al dialogo, si nasconde il becero quanto volgare tentativo di tenere in piedi questa avventura amministrativa, che avrebbe avuto già i precedenti anni per operare un cambiamento, fallendo miseramente. Dichiarare che è possibile farloora, è falso quanto volgare ed offende i cittadini. Mancherebbero persino i tempi tecnici per tentare di inserire in bilancio qualcosa che relamente possa essere definito come di sinistra. L'unica cosa che interessa al Presidente De Nisi, allora, è solo salvare la maggioranza. Vogliamo sperare, di non dover annoverare tra i tanti mali di questo territorio anche degli Scillipoti, nonostante la politica fatta a Vibo Valentia ci abbia già offerto ad ogni genere di spettacolo poco edificante e moralmente discutibile. Noi ci opponiamo ad ogni tipo di operazione volta solo a salvare le poltrone. La nostra volontà e quella di cotruire un futuro di alternativa credibile ed attuabile. Il voto a questo bilancio ci aiuterà a comprendere chi è contrario a tale alternativa, così da poter discernere anche le forze con cui allerasi per poter progettare qualcosa di migliore.
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
Federazione della Sinistra contro eventuali accordi alla Provincia
La smentita di Sel inmerito all'accordo raggiunto con il PD sull'amministrazioneprovinciale è ancor più imbarazzante della notizia stessa. Idirigenti di Sinistra ecologia e libertà non si preoccupano infattidi contestare un comunicato stampa ufficiale dell'ente provinciaquanto di giocare al rialzo con i prezzi dell'offerta. Se le parole di Selrispondono al vero ci auguriamo che la consigliera provinciale attiviogni strumento a sua disposizione per verificare motivi e cause chespingono gli addetti stampa dell'ente alla diffusione di notizie, asuo dire, false e tendenziose, che evidentemente mirano acondizionare la vita politica provinciale. Se le parole di Selrispondono al vero ci aspettiamo battaglia, sul voto al nebulosobilancio che si terrà nei prossimi giorni, da parte dellaconsigliera provinciale. Fino, eventualmente, a decisioni drastiche esenza appello.
Dopo il flop alleelezioni comunali nella città capoluogo, in cui gli esponenti di Selhanno in totale racimolato 49 voti, ci aspettavamo le dimissioniimmediate della consigliera provinciale non più sostenuta né dallacoalizione che ne aveva determinato l'elezione né ovviamente daalcuna legittimazione elettorale. Così purtroppo non è stato.Ascoltare ora lezioncine morali su ciò che è stato ed alla luce diun evidente furto di consenso è onestamente oltremodo ridicolo. Adifferenza di quanto Sel ed i suoi epigoni stanno mettendo in campoogni nostra scelta è sempre avvenuta con decisioni collettive,esclusivamente a nostre spese ed in momenti storici in cui realmentein campo vi era una chiara delimitazione politica, con ruolichiaramente politici e non con incarichi di terza serie nelfrastagliato abisso dei sottogoverni provinciali e regionali o coniscrizioni ambigue e dubbie nei libri paga degli stessi notabiliche a parole tanto si contestano. Non comprendiamo di politico cosaci sia in una situazione di emergenza contingente che spinge ilpartito di maggioranza relativa alla provincia, il PD, a chiedere nonla partecipazione serena della sinistra all'amministrazionedell'ente, rivedendo programmi uomini e mezzi, in vista di unaridefinizione chiara del quadro politico locale, ma l'urgenteespressione di un voto per rimanere in vita. Detto ciò la posizionepolitica della FdS rimane identica a qualche giorno fa: che sia ilvoto, in una situazione evidente di enorme confusione, a rideterminareuomini ed equilibri.
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
domenica 19 giugno 2011
Nota FEDERAZIONE DELLA SINISTRA per i Quotidiani
Gli articoli ed i comunicati che in questi giorni stiamo mandando a tutti i quotidiani locali sono tutti redatti e firmati dalla Federazione della Sinistra di Vibo Valentia. Le federazioni provinciali ed i circoli cittadini di PdCI e PRC infatti hanno raggiunto un’unità d’intenti ed hanno iniziato a lavorare unitamente per un progetto comune, quello della rinascita del comunismo Vibonese senza distinzioni di partito. Quello che ci accomuna infatti sono i nostri principi, ciò che ha fatto nascere il vecchio Partito Comunista Italiano, quindi quello per cui adesso ci siamo ripromessi di lavorare insieme come Federazione della Sinistra Vibonese.
Abbiamo iniziato un percorso comune ed una rivoluzione sociale, una linea ed un progetto preciso che vuole portare la Federazione della Sinistra ad essere il soggetto politico più vicino alla gente ed in cui la stessa si può meglio riconoscere.
Erroneamente più volte nei vari quotidiani gli articoli sono stati assegnati una volta ad uno, una volta all’altro partito comunista vibonese, ma ci teniamo a specificare come sopra che è a nome della Federazione della Sinistra che parliamo e che continueremo a comunicare alla gente nei giornali e nelle strade.
Un progetto che nasce con lo scopo di realizzare un unico partito comunista in cui i comunisti tutti possano riconoscersi.
A noi non da fastidio se i nostri articoli vengono attribuiti all’uno o all’altro partito, non è questo il succo della presente nota, la cosa importante è che le nostre idee arrivino alla gente. Ci farebbe molto piacere però che voi giornalisti faceste un po’ più di attenzione perché in questo modo la gente possa capire che il nostro fine ultimo è l’unità dei comunisti, attraverso questo soggetto politico che è la Federazione della Sinistra.
NOTA BENE:
da oggi e per evitare altri futuri fraintendimenti gli articoli della federazione saranno inviati ai giornali dall’indirizzo email:
federazionedellasinistravibo@yahoo.it
da oggi e per evitare altri futuri fraintendimenti gli articoli della federazione saranno inviati ai giornali dall’indirizzo email:
federazionedellasinistravibo@yahoo.it
Articolo contro le politiche dell’assessore all’ambiente e al decoro urbano
Sono ancora le favolose idee dell’assessore Pietro Comito ad attirare la nostra attenzione. Nonostante i nostri continui richiami, l’assessore all’ambiente ed al decoro urbano del comune di Vibo Valentia, riesce a produrre iniziative sempre peggiori! Adesso leggiamo di una campagna per la “sterilizzazione delle cagne randagie e di proprietà”. Saremmo quasi tentati a non dire la nostra, a non criticare quest’ennesima iniziativa “estrema” dell’assessore Comito, ci sembra infatti ormai di sparare sulla croce rossa. Ci fa quasi pena, abbiamo capito che non riesce e non è capace di produrre niente di buono, quindi fino a che rimarrà assessore dovremo assistere a queste sue trovate geniali. Di nuovo gli animali, l’assessore sembra essere preoccupato più dei cani che dalle condizioni penose in cui versano la città e l’intero territorio comunale! A questo punto, se abbiamo ben capito la psicologia ed il modo di pensare dell’assessore Comito, ci sentiamo di suggerire un’idea più semplice che sicuramente a lui piacerà (ma non a noi, nel modo più assoluto) creare una “polizia canina” che catturi i cani e magari li bruci in un forno crematorio ricordando i vecchi tempi.
Spazzatura, erbacce e sporcizia, questo è quello che ci si trova davanti passeggiando per le strade. Eppure il problema più grosso sembrano essere gli animali! Se si fosse parlato dei topi che circolano liberamente per le vie della città allora saremmo anche stati d’accordo. Ma si sa, prendere i topi per sterilizzarli è difficile, quelli sono furbi e “giustamente” non si fidano degli esseri umani e nemmeno dell’assessore al decoro urbano! (del quale non ci fidiamo nemmeno noi!)
Ma quello che chiediamo è: l’assessore Pietro Comito che ha un incarico così importante come l’ambiente, dove trova il tempo per sfornare queste idee assurde? L’assessorato all’ambiente è un campo pesante, che prende un sacco di tempo, soprattutto al giorno d’oggi che la difesa dell’ambiente è uno dei punti più importanti di qualsiasi amministrazione pubblica.
Abbiamo appreso qualche giorno fa che il comune alzerà le quote della tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Sicuramente questa è la conseguenza per aver interrotto una delle poche iniziative intelligenti dell’amministrazione Sammarco. Se si fosse continuati su quella linea infatti a quest’ora il comune avrebbe iniziato a risparmiare sulle spese dello smaltimento rifiuti. Tutto l’investimento inziale è andato perso, a causa di questa fallimentare amministrazione. Poi assistiamo alle vostre conferenze stampa dove sorridenti e orgogliosi ripresentate un progetto già fatto e da voi bocciato, salvo poi riprenderlo senza riconoscere i vostri errori e senza chiedere scusa alla cittadinanza. Forse lo avete ripreso dopo il diniego a bruciare il Cdr nei forni del cementificio, coadiuvati questa volta in questa assurda idea dalla provincia che ricordiamo aveva siglato il protocollo d’intesa per l’impianto di produzione di ecoballe.
Ma se i soldi persi fossero vostri allora bene, il problema è che i fondi che voi sperperate sono della cittadinanza! Ed infatti vi presentate adesso per chiedere l’aumento, il detto “chi sbaglia paga” non vi dice niente?
Sappiamo bene che il programma della raccolta differenziata porta a porta, avviato da Sammarco, era in una fase ancora embrionale a cui dovevano essere apportate parecchie modifiche e migliorie, ma il grosso ormai era fatto! Le spese iniziali (le più onerose) erano già state sostenute, i secchi ed i sacchetti erano stati distribuiti a tutti e la gente cominciava ad abituarsi a questo nuovo modo di “fare economia”. Poi siete arrivati voi e grazie alla vostra inoperosità avete ben pensato di sospendere tutto. Oggi volete ricominciare con la differenziata, ma a questo punto sapete bene che la gente ormai avrà buttato, perso o comunque non sarà in grado di riutilizzare il vecchio materiale che gli era stato fornito. Quindi dovrete spendere di nuovo un sacco di soldi per far ripartire il processo, e i cittadini pagano!
Signor Sindaco, quanto durerà ancora questo strazio? Quando si vedrà uno spiraglio di luce anche a Vibo Valentia? Obbiettivamente, lei riesce a giudicare bene il suo “non operato” di questi primi anni della sua amministrazione? Eppure già i mal di pancia nella sua maggioranza si sono fatti sentire, sebbene in modo anonimo perché il consigliere intervistato qualche tempo fa dal quotidiano non ha avuto il coraggio di dire il suo nome. Lei ricorda quell’intervento di qualche tempo fa? A nostro modo di vedere quel consigliere ha perso una buona occasione per fare una bella figura, ma ha deciso di voler tenere il suo posto anche se in realtà è ben consapevole che questa amministrazione non sta producendo niente di buono!
Attenzione però, perché verrà il giorno in cui i cittadini chiederanno il conto. Quello delle migliaia di litri di acqua comprata nei supermercati perché quella del rubinetto non era utilizzabile, i soldi che adesso chiederete con le nuove tariffe sui rifiuti, i soldi spesi dal carrozziere per aggiustare danni causati dalle penose condizioni delle strade e tutto il resto. A questo punto non vi viene il dubbio che forse, dato che non ne siete capaci, era meglio non lanciarvi in questa avventura di governare la città?
Federazione della Sinistra - ViboValentia
mercoledì 15 giugno 2011
SEL alla ricerca della poltrona perduta!
Noi non chiediamo, come SEL, un patto di fine legislatura, ma la fine della legislatura stessa! Perché questa è stata un’amministrazione altamente inadeguata, inetta, inefficiente e incapace. Questa amministrazione di centro, e per nulla di sinistra, ha fallito in toto.
Oggi ci fanno pena quelli che si proclamano fautori dell’unità della sinistra sui quotidiani. Ci riferiamo alla federazione provinciale di SEL, sempre pronta a rispondere quando una poltrona chiama! Ma sul territorio? Completamente assenti. Tranne quando appendono qualche bandiera sul primo gazebo che capita! Si sono impegnati per la campagna referendaria dicono: ma davvero? E dov’erano? Hanno per caso raccolto almeno una firma per la presentazione dei referendum? Noi non li abbiamo mai visti, eppure noi c’eravamo! I soliti comunisti, quelli che fanno il lavoro per gli altri! E che dire poi dei volantinaggi? Non hanno mai preso un volantino in mano per distribuirlo, forse pensavano di sporcarsi le mani, loro che sono gli intellettuali della politica, i grandi pensatori! Senza contare che c’è chi fa il lavoro e qualcun vorrebbe prendersene il merito. Ma la gente si ricorda le facce che vede in piazza, quelli con cui si ferma a parlare e che senza vergognarsi fanno ancora politica per passione, senza volere nulla in cambio, se non un paese migliore.
Si sono accorti che c’era il referendum solo dopo la vittoria della sinistra alle elezioni amministrative. Eh si perché il messaggio che è passato è che le vittorie siano state ottenute da PD e SEL, e la Federazione della Sinistra? Fatta sparire da tv e giornali! Ma non hanno capito niente, questa svolta elettorale, soprattutto a Napoli, non gli ha insegnato niente. La gente, contrariamente a quanto credono loro, pensa e premia chi davvero lavora e lotta per le giuste battaglie.
Si sono accorti che c’era il referendum solo dopo la vittoria della sinistra alle elezioni amministrative. Eh si perché il messaggio che è passato è che le vittorie siano state ottenute da PD e SEL, e la Federazione della Sinistra? Fatta sparire da tv e giornali! Ma non hanno capito niente, questa svolta elettorale, soprattutto a Napoli, non gli ha insegnato niente. La gente, contrariamente a quanto credono loro, pensa e premia chi davvero lavora e lotta per le giuste battaglie.
Ma i nostri dubbi si estendono anche al modo di fare politica, ed opposizione, al consigliere di “SEL” Barbara Citton, la quale non si è mai fatta sentire in questi anni di amministrazione De Nisi ed a nostro modo di vedere non ha mai fatto una vera opposizione. Eppure questa giunta provinciale purtroppo offre molti spunti per portare avanti delle critiche. Forse non si è mai schierata apertamente contro aspettando proprio il giorno in cui chiedere una poltrona, magari un assessorato! Questa è gente vecchia, con idee vecchie. Pensano di non dover rendere conto a nessuno, di potersi accaparrare questo o quel posto di comando credendo che la gente e gli elettori non contino nulla. Una volta eletti passano da uno schieramento all’altro senza chiedere permesso a chi li ha votati.
Ricordiamoci che il consigliere che adesso è in quota SEL è stato eletto, grazie ai voti di rifondazione, verdi e dei tanti comunisti che non hanno voluto votare De Nisi, quando ancora SEL non esisteva! La gente non ha mai votato questo nuovo partito tranne che alle elezioni europee dell’anno scorso, nelle quali non hanno ottenuto un grosso risultato, anzi erano proprio il fanalino di coda dei partiti della sinistra! Per non parlare dei 49 voti ottenuti dai loro rappresentanti alle ultime elezioni comunali! (sia chiaro, 49 voti che hanno fatto la differenza!)
Quindi ci chiediamo, chi rappresentano Barbara Citton e il resto di SEL? Pensano forse di aver fatto una bella figura agli occhi della gente? D’altronde da un partito che ha come segretario regionale Ferdinando Aiello, eletto alla regione con i voti della Federazione delle Sinistra salvo poi passare il giorno dopo con SEL, cosa potevamo aspettarci di buono? È evidente che la dignità e la lealtà non sono valori che appartengono a SEL. È facile vantarsi di essere il partito della novità, delle idee nuove (le stesse idee che in Puglia oggi stanno privatizzando l’acqua), del nuovo modo di essere di sinistra, ma questa nuova sinistra che voi professate ci sembra tanto essere il remake della politica di sempre, inciuci ed accordi per arrivare ad occupare una poltrona, quello che serve per garantire la sopravvivenza di quelli che intendono la politica non come bene collettivo, ma come bene personale da poter gestire come gli pare e piace.
L’unica nota positiva per noi, di queste alleanze e di questa cattiva amministrazione provinciale, è che ci fa vedere il quadro del nostro futuro in maniera molto chiara: noi con questo centrosinistra (sempre più centro e sempre meno sinistra) non vogliamo avere niente a che fare! Siamo sicuri che non troveremo mai un percorso comune ne tantomeno lo vogliamo. Noi ai posti di comando preferiamo la nostra dignità e la nostra identità. Quella di comunisti senza se e senza ma, senza nasconderci dietro trasformismi! Se moderati vuol dire accettare qualsiasi inciucio e compromesso allora noi possiamo dire a voce alta che siamo “estremisti” e fieri di esserlo! Le ultime elezioni ci hanno insegnato che il cambiamento è possibile quando esistono le alternative valide, con idee serie e decise. Voi volete continuare a ragionare sui posti da spartirvi? Noi vogliamo ragionare sui problemi reali che affiggono il territorio! Voi volete continuare ad essere la casta, che passa da uno schieramento all’altro (deludendo i vostri elettori) ma che mai abbandona la proprio poltrona. Noi certamente non siamo questo, siamo giovani con idee nuove e principi antichi! Voi dialogate tra di voi nelle vostre stanze, noi scegliamo di dialogare con la gente nelle strade!
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
martedì 14 giugno 2011
Serra: FGCI e GC sulla cittadinanza onoraria Scopelliti
Pensiamo sia semplicemente vergognosa la proposta del sindaco Bruno Rosi di voler conferire la cittadinanza onoraria di Serra San Bruno al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Ora, quale sia stato il motivo che avrebbe indotto il sindaco Rosi a rilasciare questa dichiarazione, è dubbio saperlo. Se questa uscita da parte del primo cittadino è dovuta all’ operato di Scopelliti in questo primo anno di operato, piuttosto che proporre la cittadinanza onoraria, bisognerebbe consegnare un bel tapiro d’oro, per le promesse fatte e, a più di un anno dall’ elezione, non ancora mantenute. Ma procediamo con ordine, affinché i calabresi conoscano nel concreto l’operato di Scopelliti. In realtà, qualcosa in questo primo anno di governo targato Pdl è stato fatto. Innanzitutto, è stata aumentata l’ addizionale Irpef; in tema di gestione sanitaria, invece, è stato aumentato il ticket a scapito delle fasce più deboli; è stata istituita l’ Irba (l’ imposta sulla benzina); inizialmente, poi, era stata creata una legge che consentiva ai consiglieri regionali di poter ricoprire un doppio incarico (consigliere regionale, appunto, e sindaco di una città. Fortunatamente, però, in questo caso il governo ha sollevato la questione dinnanzi alla Corte costituzionale). Sull’ ospedale, poi, sono all’ ordine del giorno i disagi che i serresi sono costretti a subire per il malfunzionamento del nosocomio cittadino che, a nostro modo di vedere, è stato ridotto al lumicino. Ora, per quale motivo dare la cittadinanza onoraria a Scopelliti? A tal proposito, vorremmo ricordare al sindaco Rosi che, di solito, la cittadinanza onoraria viene concessa da un Comune per onorare una persona non residente, legata alla città per il suo impegno e per le sue opere. E quale sarebbe l’impegno profuso da Scopelliti per la nostra cittadina? Il presidente della Regione ha semplicemente disatteso le aspettative dei calabresi, i quali credevano che con il centrodestra al governo della Regione qualcosa potesse cambiare. Evidentemente, però, qualcosa non ha funzionato. Ed è per questo che critichiamo con forza e decisione la volontà del sindaco Rosi di voler concedere la cittadinanza onoraria al governatore Scopelliti. Speriamo, inoltre, che quella di Rosi sia stata una battuta goliardica, visto il clima di festa per la conquista del Comune. Anche su questo, però, vorremmo ricordare al primo cittadino che circa 3000 serresi hanno preferito non votare la lista del Pdl. Il che sta ad indicare la volontà della maggioranza dei cittadini serresi di non volere Rosi come sindaco.
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Giovani Comunisti - Vibo Valentia
lunedì 13 giugno 2011
De Nisi, l'UDC e la ricerca delle poltrone perdute
Che esiste ancora una amministrazione provinciale, in questi ultimi anni, ci si accorge solo quando c’è da “rimodulare” qualche posto in giunta. La cosa che ci fa sinceramente riflettere, questa volta a differenza delle altre, è la possibile prossima alleanza con l’UDC. Qui profonde si fanno le nostre perplessità, poiché trattasi dello steso partito che al Comune di Vibo ed alla Regione è il principale alleato della destra. Cosa significa, dunque, questa nuova apertura? Come si giustifica l’attuale trasmigrazione dal centrosinistra all’UDC, che trasforma la monolitica maggioranza Pd in una nuova a geometria variabile, ma verso il centro? Ma soprattutto che cosa tutto ciò comporta in termini di miglioramento delle condizioni attuali dei cittadini della provincia di Vibo Valentia? In realtà, nulla si muove nella direzione della costruzione di una nuova alternativa di governo. E a compiere la peggiore delle metamorfosi e proprio il Pd. Nell’armamentario fraseologico del Partito Democratico vibonese, la formula del governo migliore è stata definitivamente sostituita nella nuova formula del governo qualsiasi: il Pd, dunque, accetta e confessa di non essere più un partito di graduali riforme, di conquiste morali e nel campo legale. Esso si accontenta di poter avere le più elementari garanzie per l’incolumità del proprio personale. La Provincia e la sua amministrazione ne sono prove evidenti. Ed all’interno del Consiglio provinciale, poi, questo modo di considerare la questione conduce a negare ogni valore di distinzione, così che si potrà benissimo avere una un’amministrazione ed una maggioranza di destra o di sinistra, o qualcosa intermedia di “transizione”. E se tutto ciò è terminologia vuota, ancor meno valgono i programmi e non troppo neanche gli uomini che credono di star lì a rappresentare. Del resto, non si può che rimanere senza fiato nel guardare lo spettacolo offerto da funambolici equilibristi, armati della più impavida disinvoltura, che volteggiano da uno schieramento all’altro, fanno e disfano, generano, come la famosa madre più prolifica, nuove creature. Le conclusioni di questo modo un po’ basso di fare politica sono sotto gli occhi di tutti. Da molto tempo, nulla di sostanziale è stato prodotto, e molti sono i problemi e le incongruità. Sul piano della proposta e dell’azione politica nessuna discontinuità sostanziale è stata registrata, tranne il fatto che tutto, come sempre e questa volta anche peggio, ricade in maniera negativa sui cittadini e lavoratori. L’apertura più o meno esplicita all’UDC indica con chiarezza che la costruzione di questo aggregato che oggi abita al palazzo provinciale richiede una notevole flessibilità e disinvoltura. Gli stessi contenuti, che dovrebbero costruite il fondo di questa nuova unione possono essere plasmati con molta spregiudicatezza, per accaparrarsi il sostegno del moderatismo cattolico o per intercettare il consenso di settori compiacenti dei poteri forti. Come al solito, manca il coraggio di scelte chiare e forti, capaci di dare il senso del cambiamento. Se anche dovesse andare male, questo estremo quanto inutile tentativo messo in atto dal Pd e dal Presidente De Nisi, ci sembra abbastanza evidente che questa impostazione rompe a sinistra. Ed anzi saremmo proprio curiosi di scoprire chi, a sinistra del Pd, potrebbe in qualche modo sentirsi lusingato ed attratto dall’attuale impostazione politica di questa amministrazione provinciale. A nostro avviso, è terminata una fase, è il momento giusto per progettare un nuovo futuro ed un nuovo senso collettivo. Ciò che si è verificato nel paese in questi mesi, e penso alle importanti mobilitazioni sociali, ai risultati delle recenti elezioni amministrative, a quello che si produrrà in occasione dei referendum, insieme con le aggregazioni di forze che nei territori si sono formate, costituisce la premessa per la costruzione di una sinistra di alternativa dal basso, fortemente collegata ad una pratica sociale, portatrice di una proposta alternativa di uscita dalla crisi. Questa è essere la nostra scommessa. E vale anche per la provincia di Vibo Valentia, per la quale il voto, questo sì, sarebbe l’unica cosa capace di restituire un po’ di igiene.
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
giovedì 9 giugno 2011
Vibo, Bevilacqua e le croci celtiche
Erano i primi giorni di aprile quando il senatore Bevilacqua poneva la sua firma alla proposta di legge per la cancellazione del reato di apologia del fascismo. Dopo numerosi e giusti attacchi lui si difendeva dicendo “la mia era una proposta per mettere definitivamente una pietra sopra al fascismo”, un’ideale che secondo lui non esisteva più e per il quale era inutile continuare la lotta partigiana. Ancor più inutile quindi battersi per evitare la proliferazione di quelle bande nazi-fasciste, usando la costituzione italiana.
“Buttiamoci alle spalle anche l’olocausto”: questa la sua risposta ad una famosa intervista su radio capital, mentre rispondeva a quella che era più che altro una provocazione ironica, da parte del presentatore di quella trasmissione che sicuramente non si aspettava una risposta del genere! Tanto sfrontata quanto scellerata!
Ci troviamo invece, a due mesi di distanza da quella polemica che ha riempito pagine di giornale per diversi giorni, a dover vedere i muri di un monumento Vibonese qual è la chiesa di San Michele, imbrattati da segni che si rifanno a quei periodi del nazifascismo.
Eppure noi glie lo avevamo detto, al senatore Bevilacqua, che l’idea di fascismo e i giovani che inneggiavano al ventennio non erano affatto spariti, che Vibo Valentia è pieno di croci uncinate, celtiche e frasi che lodano Benito Mussolini (il duce). Come al solito però noi siamo i faziosi e gli altri sono i “moderati”, quelli che fanno finta di essere democratici ed aperti al riformismo, che guardano al futuro senza pensare al passato.
Noi comunisti invece sappiamo e vogliamo prendere lezioni dal passato, per questo abbiamo paura che l’Italia possa precipitare di nuovo in un’atmosfera di odio. Le ultime elezioni amministrative ci hanno infatti mostrato, soprattutto nel caso di Milano con Pisapia, una lotta senza esclusione di colpi da parte della destra. Una continua ricerca dello scontro, in alcuni casi anche molto pesante, che per fortuna ha trovato l’ironia di chi subiva gli insulti e che saputo trasformare in oro tutto il fango che gli veniva lanciato addosso.
Il sindaco D’Agostino si è giustamente schierato apertamente contro questi vandali che si sono permessi di deturpare e disonorare una delle ricchezze del comune di Vibo Valentia, ha anche lui detto che questa non può passare per una semplice bravata ma deve considerarsi come atto grave nei confronti di tutti quelli che sono stai offesi con quei segni disegnati sui muri della chiesa.
A questo punto però aspettiamo che anche il senatore Bevilacqua, che diceva che il fascismo era ormai superato, condanni questi gesti e si schieri dalla parte di chi difende la libertà e l’uguaglianza. Proprio lui che fa parte del “partito dell’amore” dovrebbe condannare l’odio, la violenza e chi lo incita. Dovrebbe chiedere scusa ai cittadini Vibonesi a cui, firmando quella proposta, ha fatto fare una magra figura agli occhi di tutt’Italia. Bisogna che capisca ed ammetta pubblicamente che il fascismo è tutt’altro che sepolto, meno che mai nella città di Vibo Valentia. Farsi portavoce della lotta al fascismo nella città di Vibo Valentia che lui rappresenta. Non deve dimenticare che se lui è un senatore della repubblica, eletto democraticamente (nonostante la legge elettorale attuale non sia molto democratica!), deve ringraziare i partigiani e quanti hanno perso la vita per permettere tutto questo!
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia
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