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lunedì 10 dicembre 2012

MARTEDI' 11 DICEMBRE IL PdCI RICORDA ITALO FALCOMATA' NELL'11° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

Nell’undicesimo anniversario della scomparsa del compianto Sindaco di Reggio Calabria, prof. Italo Falcomatà, il partito dei Comunisti Italiani, anche quest’anno, ha organizzato per
MARTEDÌ 11 DICEMBRE ALLE ORE 10.30
una breve commemorazione presso la stele a lui intitolata sul lungomare cittadino.
Alla commemorazione prenderanno parte, tra gli altri, Lorenzo Fascì, segretario provinciale del PdCI di Reggio Calabria, e il segretario regionale del PdCI calabrese Michelangelo Tripodi.
I Comunisti Italiani, a distanza di 11 anni dalla prematura scomparsa del Sindaco della primavera reggina, vogliono ricordare il valore umano e politico di un uomo che seppe trasformare e rendere grande la città di Reggio Calabria.
Quest’anno l’appuntamento assume uno straordinario rilievo poichè dopo 11 anni dalla scomparsa del Sindaco più amato di Reggio si può tracciare un bilancio più compiuto della fase storica di vita cittadina che si svolse sotto la sua guida illuminata.
In particolare, alla luce della situazione drammatica in cui versa la città, balza sempre più evidente agli occhi di tutti l’enorme differenza che esiste tra il periodo in cui la città era governata da Italo Falcomatà e quello successivo con Scopelliti, Raffa e Arena sindaci che, all’insegna del tanto decantato modello Reggio, con le loro amministrazioni hanno consegnato alla città e ai cittadini un enorme indebitamento finanziario le cui cifre, che cominciano a venire a galla, sono davvero spaventose, insieme ad abbassamento generale della qualità dei servizi e della vivibilità della città: basti solo guardare lo spettacolo vergognoso di questi giorni di una città sepolta dai rifiuti e dalla spazzatura.
Nel momento in cui Reggio conosce la stagione più buia della sua storia, con il Commissariamento del Comune per contiguità mafiosa, causato dagli intrecci affaristico-mafiosi delle precedenti Amministrazioni Comunali di centrodestra, la città è chiamata a uno scatto di orgoglio e di dignità e a reagire con forza contro coloro i quali hanno prodotto il dissesto finanziario e lo sfascio etico e morale.
Ciò significa costruire una nuova consapevolezza civica e farla finita con metodi e comportamenti che favoriscono ed alimentano a tutti i livelli nelle istituzioni, nella politica, nell’economia, nell’informazione e nella società il crescere ed il proliferare dell’illegalità diffusa, della corruzione, della criminalità organizzata e della degenerazione della vita pubblica.
Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini reggini a rendere omaggio al compianto sindaco Italo Falcomatà partecipando a questo momento commemorativo, nella speranza di poter recuperare presto la passione civile, lo spirito di servizio, l’impegno disinteressato e l’amore per la città che hanno contrassegnato l’esperienza di Italo Falcomatà.
All’insegna del suo straordinario insegnamento Reggio potrà ripartire e sarà capace di tornare a guardare con fiducia al suo futuro, lasciandosi finalmente alle spalle il decennio fallimentare e disastroso del modello Reggio.


Reggio Calabria, 9 dicembre 2012

Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Provinciale di Reggio Calabria

venerdì 15 giugno 2012

La cronaca della conferenza stampa del PdCI di sabato 9 giugno

Il PdCi lancia la petizione sull'acqua.
Via dall'Alaco e addio alla SoRiCal.

Il PdCi cittadino dopo aver denunciato per mesi i problemi dell'acqua e dopo aver svolto un ruolo da protagonisti all'interno del movimento referendario pro acqua pubblica, sabato mattina, all'interno della conferenza stampa esauritasi in piazza Municipio, ha lanciato una petizione popolare sperando nella partecipazione dei cittadini colpiti e presi in giro su una tematica così importante.
Ad aprire la conferenza stampa, il segretario di federazione, Filippo Benedetti, che chiede che venga chiuso il bacino idrico dell'Alaco, che da anni avvelena la popolazione tutta e sul quale sono stati tenuti molti studi che hanno evidenziato una palese situazione d'inquinamento chiara a tutti da tempo ma sapientemente insabbiata da una classe politica sottomessa e connivente alle logiche dettate dai poteri economici che, da sempre, vessano e depauperano il nostro territorio, scevri da ogni qualsivoglia tipo di rimorso. Alaco balzato agli onori della cronaca per l’inchiesta acqua sporca della procura di Vibo Valentia in cui risultano indagati, tra gli altri, Abramo, il Sindaco di Vibo Agostino e l’ex sindaco Sammarco. Una situazione su cui auspichiamo sia fatta piena luce nel più breve tempo possibile.

Ci pensa invece il segretario cittadino Nicola Iozzo ad enunciare il secondo punto della suddetta petizione ovvero, la rescissione contrattuale nei confronti di SoRiCal.
Azienda “senza cuore” che un anno orsù privò un intero comune dell'acqua (Cinquefrondi, ndr) e che continua a lucrare imponendo quella che, visto il mancato servizio elargito, è di fatto un imposta spalleggiata dal comune che non ha mai richiamato ufficialmente l'azienda. Stralciare questo contratto significa dare seguito all’esito referendario del giugno dell’anno scorso e ripubblicizzare questo servizio sarebbe, quanto meno, un passo significativo per rendere i beni veramente comuni. E tutto questo si può ottenere riaprendo i pozzi comunali presenti nel territorio di Vibo e voluti dalla migliore amministrazione che questa città abbia avuto; l’amministrazione Iannello.
Il coord. Della giovanile del Partito, Francesco Colelli, spiega invece come sia insufficiente la riduzione del canone proposta dal comune e offre delucidazioni sul terzo punto: Rimborso e/o esonero delle utenze del servizio idrico.
Ovviamente, perchè bisognerebbe pagare chi ci avvelena da sempre?
A chiudere la conferenza stampa ci pensa il Segretario regionale Michelangelo Tripodi, il cui primo pensiero va ai lavoratori dell'ItalCementi, invitandoli a lottare spiegando quanto sia drammatica la situazione che stanno vivendo soprattutto in un territorio come la Calabria, e la provincia di Vibo in particolare, dove quel poco che ha resistito allo smantellamento sta diventando mera illusione provvisoria.
Tripodi punta poi il dito contro l'Imu, la tassa sui beni immobili, che a Vibo verrà forse mantenuta all'aliquota standard del 0,4% che vorrà dire in ogni caso un salasso per fasce più deboli dei cittadini di Vibo Valentia. Sarà l’ennesima beffa che si aggiungerà all’enorme problema dell’acqua non potabile riversata nelle case e, nonostante ciò, pagata per buona dalla popolazione. Ancora oggi il Sindaco D’Agostino non ha emesso alcuna ordinanza in merito. L’acqua è potabile o no? Secondo la procura con quell’acqua, forse, non si possono annaffiare nemmeno le piante.
L'invito è quindi quello di partecipare alle numerose iniziative dove verrà promossa la suddetta petizione con lo spirito, del PdCI, di costruire un'alternativa per il territorio.

venerdì 8 giugno 2012

Questione Italcementi

“Piano Fornero” recepito in pieno a Vibo Valentia:
Chiude l'Italcementi lasciando molta gente senza lavoro!

L’ennesima pagina nera per la provincia di Vibo Valentia si chiama Italcementi. Una pagina scritta da tempo e tenuta sotto silenzio ma di cui tutti parlavano tranne chi di dovere. Ormai si prende atto giorno per giorno che siamo un territorio a rischio serio di scomparsa e non sempre per colpa della crisi economica a cui magari si vorrebbe far ricadere la colpa. 

Si può fare tranquillamente l’elenco delle “tragedie” che colpiscono e colpiranno il nostro territorio senza essere maghi o veggenti ma avendo solamente il senso della realtà che la classe dirigente politica e sindacale di questo territorio , e non solo, ha perso come ha perso anche il senso di attaccamento al territorio stesso. Italcementi, Pignone, negozi che abbassano le saracinesche in continuazione, piccoli artigiani che non riescono a sbarcare il lunario, operatori turistici falcidiati dalla crisi, emigrazione ripresa a pieno ritmo come anni fa. Facile farsi promotori di questa o quella battaglia. Facile andare tra gli operai con mille promesse. Facile gridare allo scandalo per una chiusura che solo un cieco non aveva previsto. Ma la colpa è solo vostra cari amministratori. La colpa del fallimento di questo territorio è solo pura miopia politica e disinteresse generale per quanto accade nelle famiglie. La paventata chiusura dell’Italcementi è solamente la punta di un iceberg ma voi, cari amministratori tutti, non vedete nemmeno questa che affiora così imponente dall’acqua. Voi che fate solo passerelle e propaganda non sapete cosa significa vivere con la paura di non poter arrivare a domani.

Questa chiusura rappresenta l’ennesimo fallimento di questa classe politica troppo impegnata a star seduta sulla poltrona invece di rappresentare realmente i bisogni di chi li ha eletti. A qualcuno forse fa addirittura più comodo avere qualche disoccupato in più, a bussargli alla porta, per creare bacini nuovi di voti. Perché si sa che chi ha un lavoro difficilmente può essere vittima di ricatti tipo “do ut des” al contrario di chi invece è costretto a farlo per mantenere la propria prole. Siamo in un territorio dove mancano completamente le generazioni dei giovani dai 18 ai 35 anni costretti ad emigrare pur di non svendere la dignità conquistata dai loro genitori che avevano deciso di rimanere per cambiare le cose.

Un duro colpo si abbatterà sulla fragile economia basata sui pochi posti di lavoro e sui tanti favori. Un duro colpo che si può evitare solamente con la lotta dei lavoratori uniti ma senza chiedere favori ai politici di turno perché il lavoro è un diritto e il dovere della politica è quello di mettere in pratica questo diritto.

In tutto ciò il nostro senatore Bevilacqua tace, sicuramente ha speso più energie nella proposta di legge per l'abolizione del reato di apologia del fascismo o più recentemente è stato impegnato a votare lo scandaloso disegno di legge per la riforma del lavoro. Da cui si evince che a lui se un povero operaio perde il posto di lavoro, proprio in questo periodo di crisi, non glie ne frega niente. Magari davvero spera di ritrovarselo poi in ufficio a elemosinare qualche favore per poter tirare avanti la famiglia e dar da mangiare ai figli. In questo modo si garantirebbe di sicuro almeno un paio di voti in più per garantirsi una sua nuova, inutile e passiva, elezione al senato.

Ma non solo lui tace, non fiata l'assessore al lavoro alla famiglia ed alle politiche sociali Stillitani, che evidentemente non ha ben compreso qual è il suo ruolo: che non è di sicuro impegnarsi a distruggere e demolire questi campi di cui invece si dovrebbe occupare ed in un territorio come il nostro si dovrebbe preoccupare di risanare e migliorare.

Il presidente provinciale De Nisi, pronto a battagliare contro la chiusura della provincia ma muto quando si tratta di preservare il posto di lavoro degli altri! Adesso come farà a far costruire la discarica a San Calogero dove voleva si producessero ecoballe da bruciare poi negli altiforni?

Ed il signor sindaco? Ha dimenticato la gita in Basilicata per "fiutare" se bruciare spazzatura nei forni dell'Italcementi avrebbe fatto male ai suoi concittadini?



Nicola Iozzo
Comitato regionale PdCI - Segretario sezione PdCI/Vibo Valentia

Sull’IMU e sull’iniziativa pubblica tenuta sabato 19 maggio

Il momento di crisi internazionale ha posto il nostro paese sotto i riflettori dei paesi capitalisti del mondo, e sotto la lente d’ingrandimento degli enti europei ed extraeuropei che tengono sott’occhio giorno dopo giorno il nostro debito pubblico. Il nostro paese ha un forte debito verso gli investitori stranieri attraverso titoli di stato ma anche e sopratturro in debito con i cittadini italiani, siano essi imprese, liberi professionisti o cittadini privati che si vedono ritardare i pagamenti arretrati dello stato e degli enti locali. Ma quando lo stato impone una tassa è impossibile fermarlo, in modo freddo e ghigliottinesco non guarda in faccia nessuno, sia esso un disoccupato con il mutuo sulle spalle o un pensionato o un precario;quando lo stato impone un accisa, la vuole subito e tutta, senza rinvii di scadenza senza proroghe e quando si ritarda sui pagamenti arriva equitalia a svilire il lavoro di una vita con le sue cartelle esattoriali, questo aspetto è una faccia del pazzo sistema capitalistico contemporaneo che chiede credito per avere credito.

Il governo centrale, come detto, continua ad aggiungere balzelli fiscali ai cittadini, ultimo è l’IMU, la vecchia ici, della quale si conosce ancora poco, non si sa se aggiorneranno e quando le rendite catastali, se il valore verrà calcolato sui vani o sui mq, sull’IMU vi è un grosso punto interrogativo. Di diverso aspetto è però l’atteggiamento di alcune amministrazioni comunali, che questo balzello non lo vogliono applicare sulle spalle dei cittadini, è il caso del comune di Polistena, amministrato dalla giunta guidata da Michele Tripodi, comunista ed esponente di spicco del Partito dei Comunisti Italiani. Questo coraggioso sindaco ha deciso, assieme alla sua giunta, di porre l’aliquota minima, lo 0,2 %, sulla prima casa cosi da far risultare per il 90% dei cittadini del suo comune l’IMU sulla prima casa uguale a 0, tradotto: i comunisti dove amministrano non fanno pagare nuove tasse ai ceti più deboli. Questa si chiama giustizia sociale, si chiama difesa dei più deboli, i comunisti lo fanno, ed a Vibo Valentia, “comu s’IMU cumbinati”? Ce lo hanno spiegato i nostri amministratori, Pino Scianò ( assessore al bilancio del comune di Vibo Valentia) ed il suo collega Nicola Manfrida (assessore ai tributi del comune di Vibo Valentia) nella giornata di sabato 19 maggio che alla presenza del Sindaco di Polistena Michele Tripodi, dell’ex sindaco del comune di Vibo Valentia Franco Sammarco, del consigliere comunale di Filadelfia Walter Caglioti, hanno ribadito, i due assessori vibonesi, che il nostro comune ha un buco di circa 4 milioni di euro dovuto a errori di valutazione negli anni addietro, puntando velatamente il dito verso i collaboratori della giunta Sammarco, ed altri errori fatti comunque nel passato, ci viene da dire: ma la colpa è sempre degli altri? Scianò va elogiato quando ammise di aver sbagliato recentemente su 500 mila euro di entrate in meno dal settore degli oneri di urbanizzazione, ma la chiarezza sul buco non è stata fatta; il punto è stato comunque centrato dal Sindaco di Polistena Michele Tripodi, che ha chiesto, cosi come lo ha chiesto la piazza, ai due amministratori di fare uno sforzo e di porre l’aliquota al minimo, cosi da non riversare sulle spalle dei cittadini il debito provocato non dai cittadini stessi, ma da una classe politica che è stata poco attenta ai bilanci. Il morale della favola è che il balzello, secondo il nostro punto di vista, dell’Imu sarà applicata con una aliquota superiore o uguale allo 0,5%, questo significa una spesa media di 80-90 euro per una abitazione di medie dimensioni che andranno a pagare i cittadini di prime case. Ancora una volta chi paga è il popolo, il comune deve far cassa, è il modo migliore in questo momento di grave disagio dove aumentano, spazzatura, benzina, generi alimentari, affitti, ed ogni altro tipo di bene primario ( è aumentato anche il numero degli assessori nel nostro comune, ma a cosa servono 11 assessori?), i nostri amministratori hanno il coraggio di chiedere un altro sforzo e sacrificio ai nostri concittadini. Noi continuiamo a chiedere come abbiamo fatto sabato 19 che il comune si sforzi a porre l’aliquota minima sui proprietari di prime case, affinché almeno per questa volta a pagare non siano i più deboli.

sabato 19 maggio 2012

Cominciamo da noi... Ed a Vibu comu sIMU cumbinati?

Continua la nostra campagna “Cominciamo da noi…”, che sabato 19 maggio alle ore 17:30 cercherà di chiarire un tema fortemente spinoso come quello dell’Imu, da cui il titolo: “Ed a Vibu comu sIMU cumbinati?” , l’imposta sui beni immobili che verrà ripartita fra i comuni e lo stato.

Imposta che già il governo Berlusconi aveva reintrodotto ad agosto; per iniziare ad applicarla dal 2014 limitatamente agli immobili diversi dalla prima abitazione; ma rimodellata dalla c.d. “Manovra Salva-Italia” del governo Monti, il quale ha deciso che l’imu partirà già da quest’anno, in via “sperimentale” per poi arrivare a pieno regime nel 2015.

Semplificando, questo governo è riuscito a fare quello che nemmeno il precedente poteva, questo perché doveva rispondere (nel bene o nel male) ad un elettorato, ovvero reintrodurre l’Ici.
Questa imposta va ad inserirsi nel quadro nazionale in una fase di forte crisi economica andando a colpire indiscriminatamente tutti i possessori di un immobile, sia questo la prima casa o meno. In barba a chi, come il nostro partito, chiedeva invece una seria patrimoniale “forte con i ricchi e debole con la povera gente”.

Tornando all’imu, per quanto emanato nel decreto legge, i comuni avranno la facoltà di modificare le aliquote basi nei termini entro i quali applicare questa imposta.
Per esempio sulla prima abitazione, dove l’aliquota è fissata allo 0,4% i consigli comunali potranno modificarla dello 0,2% in negativo o in positivo.
Una percentuale che può apparire irrilevante a prima vista, ma che invece determinerà se la crisi la dovranno pagare i cittadini innocenti o no.

Uno dei nostri ospiti al dibattito sarà Michele Tripodi, Sindaco di Polistena del PdCI, che per primo in Italia ha deciso di fissare l’aliquota al minimo nella sua città. Un provvedimento straordinario che sgraverà il 90% dei cittadini dal pagamento di questa ennesima imposta.
E per rimanere fedeli al titolo di quest’incontro, a Vibo cosa si deciderà?
Si andrà a togliere dalla tasca dei cittadini per cercare di coprire il non trascurabile disavanzo di bilancio dell’amministrazione?

A rispondere a queste domande saranno presenti, l’Ass. al Bilancio Giuseppe Scianò, l’ass. ai Tributi Nicola Manfrida, l’ex primo cittadino Franco Sammarco e il compagno del PdCI, nonché capogruppo dell’opposizione al comune di Filadelfia, il dott. Walter Caglioti.

Il dibattito sarà moderato da Nicola Iozzo, segretario cittadino PdCI Vibo Valentia.

La nostra speranza vorrebbe far sì che oltre ai sopracitati invitati, a parlare saranno i cittadini! Coloro che davvero vivranno questa imposta nel loro già disastrato bilancio economico familiare.

Facciamo queste iniziative come comunisti e con un partito, due parole quasi impronunciabili ai giorni nostri. Ma ci siamo stancati di sentire che tutti i partiti sono uguali e che non danno spazio alle opinioni dei cittadini.
L’appuntamento è quindi per Sabato 19 maggio, ore 17:30, nella piazzetta antistante l’Istituto d’Arte.

venerdì 27 aprile 2012

Rosarno: Festa della Liberazione

La Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani di Rosarno, ha feteggiato il 25 Aprile, con un’iniziativa dal titolo: “Oggi più di ieri, Partigiani della Costituzione”! Un titolo, il cui significato esprime la forte necessità di una “nuova Resistenza”, all’interno di una società moderna, in cui la democrazia continua ad essere messa in discussione. L’iniziativa, organizzata dalla giovanile di partito, si è svolta presso l’auditorium comunale di Rosarno, dove in apertura, è stato proiettato un video sugli avvenimenti storici della Resistenza antifascista; un video emozionante e ricco di testimonianze, realizzato dagli studenti del liceo scientifico Raffaele Piria di Rosarno, presenti all’iniziativa. 

Il dibattito è stato moderato da Francesco Cimato, referente del PDCI di Rosarno ed impreziosito dal contributo di diversi ospiti. All’inizio, l’analisi del professore Rocco Lentini , presidente dell’ Istituto “ Ugo Arcuri” per la storia dell’antifascismo e dell’Italia moderna, il quale si è soffermato sulla storia di tanti partigiani e vittime del nazi-fascismo in Calabria; uomini e donne calabresi, le cui vicende, sconosciute a parte degli storici, sono state rispolverate e raccontate, in quel contesto meridionalista di lotta e resistenza per la libertà, messo in luce dal lavoro certosino del professor Lentini. 

A seguire, i saluti dell’amministrazione comunale, portati dall’assessore De Maria, il quale ha ribadito la necessità, soprattutto per le nuove generazioni, di dare continuità alla memoria della Festa di Liberazione e il contributo della coordinatrice provinciale della FGCI di Reggio Calabria, Daniela Labate, la quale ha specificato che il 25 Aprile, deve essere per i giovani, non solo il ricordo di un vissuto storico, ma soprattutto, uno stimolo che pulsi nelle coscienze di ognuno, ricordando l’importanza di difendere quella preziosa eredità, di diritti e democrazia, conquistata dai partigiani! Da qui, il monito alle nuove generazioni, d’impegnarsi politicamente, per difendere la democrazia della società, insidiata dagli attacchi al mondo dei saperi, al lavoro, al welfare e dalla criminalità organizzata. 
Prezioso il contributo di Salvatore Stanganello, membro dell’ ANPI della provincia di Reggio Calabria, il quale ha enfatizzato il ruolo dell’ANPI , non solo nel dare continuazione alla memoria della Resistenza partigiana, ma soprattutto nell’impegno di formazione culturale per le nuove generazioni, con le quali l’ANPI collabora attraverso numerosi progetti nelle scuole, per trasmettere l’importanza di quell’autentica democrazia, conquistata dai protagonisti della Resistenza e racchiusa nella Costituzione italiana! 

Significativo poi, l’ intervento del giovane rosarnese Giovanni Di Bartolo, ideatore dell’iniziativa. Il giovane Di Bartolo, pur essendosi trasferito nella città di Vibo Valentia, dove collabora all’interno del coordinamento provinciale della FGCI vibonese, è riuscito a trasmettere i suoi ideali agli amici di Rosarno, stimolando la nascita di un fervente gruppo di giovani militanti, in un paese troppo silenzioso e carente di freschi fermenti giovanili. Nel suo intervento, Di Bartolo ha parlato della sua esperienza politica nella FGCI, come un importante percorso di crescita, all’interno di una giovanile di partito, che porta avanti gli imprescindibili valori della Resistenza antifascista e la difesa di una democrazia, sancita dalla Costituzione italiana, per la quale è doveroso essere partigiani sempre! 

Infine, le conclusioni sono state affidate al segretario regionale del PdCI calabrese, Michelangelo Tripodi, il quale ha sottolineato l’importanza della Festa di Liberazione e la storia che reca in sé, soprattutto nel contesto dell’attuale società, nella quale è in atto una vera e propria emergenza democratica! In tal senso, il segretario regionale del PdCI, ha affrontato diverse tematiche sociali, nelle quali si evincono forti limiti ad una concreta democrazia. Dal mondo dei saperi, affossato dai numerosi tagli, che impediscono investimenti concreti su cultura e ricerca, al mondo del lavoro, la condizione degli esodati e i paurosi attacchi all’articolo 18; ancora, le politiche scellerate sulla tassazione in Italia e quelle europee sul fiscal compact, come pure la questione della modifica costituzionale sul pareggio di bilancio e l’aberrante longa manus della ‘ndrangheta, protagonista principale, del depauperamento della Calabria e di quello zoccolo duro d’ignoranza, ingiustizia ed omertà! Tutto questo in una realtà, dove i partiti al governo, restano immobili di fronte all’attuale emergenza democratica ed in evidente stato confusionale, come rimarcato da Michelangelo Tripodi. Da qui, l’impegno del PDCI, che continua a farsi portavoce delle esigenze del popolo, soprattutto dei suoi reali bisogni, difendendone i diritti e la democrazia, nella continua Resistenza, che caratterizza l’azione politica del Partito dei Comunisti Italiani.

Reggio Calabria, 27.4.2012

UFFICIO STAMPA PdCI REGGIO CALABRIA

mercoledì 25 aprile 2012

25 APRILE: ieri Partigiani della Libertà, oggi Partigiani della Costituzione

67 anni ma non li dimostra. Il 25 aprile festeggeremo la Liberazione dell’Italia dal’oppressione e dalla tirannia del nazifascismo. E’ una festa che il popolo italiano si è guadagnata  sul campo al costo di un prezzo altissimo, compiendo sacrifici inenarrabili e subendo le più grandi angherie e vessazioni.
L’infame ventennio fascista di Benito Mussolini instaurò un regime dittatoriale e autoritario che cancellò le libertà, la democrazia, i diritti fondamentali, introducendo il Tribunale speciale per gli oppositori e le leggi razziali. Il fascismo trascinò l’Italia nell’avventura rovinosa della seconda guerra mondiale al fianco della Germania nazista follemente guidata da Hitler.
Una vera e propria catastrofe si abbattè sul popolo italiano con rovine, dolori, lutti e distruzione.
Ciononostante la parte migliore del popolo riuscì  a ritrovare le energie necessarie per riprendere la lotta contro l’oppressore nazifascista.
300.000 italiani fecero la scelta di prendere le armi per difendere la patria contro i traditori fascisti e per conquistare la libertà e la democrazia.
45.000 furono i caduti di quella bellissima pagina che ha riscattato la storia d’Italia che si chiama Resistenza e che ha dato vita alla Repubblica democratica ed alla Costituzione.
Un patrimonio di valori che è più vivo ed attuale che mai e che rinnova le sue forti ragioni proprio nel momento in cui vengono messi in discussione o addirittura cancellati i diritti sacrosanti sanciti nella carta costituzionale. Per questo non possiamo assistere da spettatori passivi allo stravolgimento  ed allo svuotamento dei fondamentali principi costituzionali.
In tal senso, l’ultima grave modifica che introduce il pareggio di bilancio nella Costituzione si ispira ad una precisa concezione economica, quella neoliberista in salsa tedesca, che mette al centro di tutto le borse, i mercati  e il profitto e cancella e annulla i diritti delle persone.
Infatti, questa modifica alla Costituzione svuota totalmente i diritti previsti dalla prima parte della Costituzione. Ciò vuol dire che, d’ora in poi, lo Stato non garantirà più, ad esempio, la tutela della salute e non assicurerà più le garanzie di cure gratuite agli indigenti, previste dall’art. 32 della Costituzione. Inoltre, rischia di essere annullato il diritto alla gratuità dell’istruzione per gli otto anni della scuola dell’obbligo, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, garantito ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi (art. 34) e potrebbe essere manomesso anche quanto previsto dall’art. 38: “i lavoratori hanno diritto che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. In tutti questi casi i tagli che saranno portati per raggiungere il pareggio di bilancio possono pregiudicare, ancora di più di quanto già accada oggi, l’esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti. E’ davvero un’aberrazione anticostituzionale.
Ecco perché per noi oggi raccogliere l’eredità straordinaria della Liberazione italiana oggi significa essere Partigiani della Costituzione.
Per questo il 25 aprile i Comunisti Italiani calabresi saranno presenti con le loro bandiere a tutte le manifestazioni che in Calabria da Reggio, a Rosarno, a Vibo ed altrove si svolgeranno per ricordare la pagina gloriosa della Resistenza e della Liberazione e per rinnovare l’impegno a battersi per far trionfare gli ideali di giustizia, di libertà  e di uguaglianza.

Reggio Calabria, 24.04.2012
                                                              IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                      MICHERLANGELO TRIPODI                                                                                   

giovedì 19 aprile 2012

3° CONGRESSO REGIONALE PdCI a Vibo Valentia

RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA, UNIRE LA SINISTRA, CENTRALITA' AL SUD

Domenica 22 Aprile a partire dalle ore 9.30 presso la Biblioteca Comunale di Vibo Valentia si svolgerà il 3° Congresso Regionale del Partito dei Comunisti Italiani.

E’ un’occasione importante per rilanciare la presenza Comunista in Calabria ed in Italia quale condizione necessaria per aprire una nuova stagione all’insegna dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della solidarietà e della democrazia.
Ricostruire il Partito Comunista, realizzare una grande alleanza della sinistra, ridare centralità al Sud, battere Scopelliti e la destra in Calabria: sono questi i temi su cui si svilupperà un ampio dibattito che vedrà la partecipazione anche di forze esterne che sono state invitate a prendere parte al congresso regionale.
Siamo sicuri che il 3° Congresso Regionale del PdCI costituirà un evento che peserà fortemente sul futuro politico della nostra regione.
La Calabria conosce una crisi drammatica che si manifesta in fenomeni di disgregazione sociale spaventosi che non hanno precedenti nella sua storia e che richiedono una svolta radicale dopo gli anni delle false promesse e degli annunci mediatici vuoti di contenuto che sono stati alla base dell’avvento di Scopelliti e della destra.
Ciò sollecita una risposta politica incisiva ed adeguata per rilanciare e dare forza e credibilità ai comunisti e alla sinistra in Calabria.
Il 3° Congresso Regionale del PdCI sarà aperto dalla relazione introduttiva del Segretario Regionale Michelangelo Tripodi e dopo gli interventi di saluto e il dibattito verrà concluso da Orazio Licandro, Coordinatore della Segreteria nazionale del PdCI.
Al termine dei lavori si procederà all’approvazione del documento politico e alla votazione del nuovo Comitato Regionale del PdCI calabrese.

Reggio Calabria, 18.04.2012
UFFICIO STAMPA PdCI CALABRIA

PROGRAMMA LAVORI


Ore 9.30 - Adempimenti congressuali

Ore 9.45 - Insediamento Presidenza Congresso

Ore 10.00 - Relazione comp. MICHELANGELO TRIPODI (Segretario Regionale)

Ore 10.45 - Interventi invitati

Ore 12.00 - Elezione Commissione Politica ed Elettorale

Ore 12.15 - Apertura dibattito

Ore 13.30 – Pausa pranzo

Ore 14.00 – Riunioni Commissioni

Ore 14.30 - Ripresa Dibattito

Ore 17.30 - Conclusioni comp. ORAZIO LICANDRO (Coordinatore Segreteria Nazionale)

Ore 18.30 - Elezione Comitato Regionale.

venerdì 30 marzo 2012

Cominciamo da noi…. Iniziativa a Nicotera domenica 1 aprile dalle ore 10

Continuano le iniziative promosse dalla federazione provinciale del PdCI di Vibo Valentia, dal titolo “Cominciamo da Noi…”. Il progetto del PdCI, partito quasi un anno fa, passa alla fase successiva, quella dove i cittadini in prima persona sono chiamati a dire la loro sul futuro del territorio e su quello che vorrebbero fosse fatto per “ricostruire” il paese.
Domenica mattina quindi partirà da Nicotera la “carovana programmatica” che si propone di attraversare tutto il territorio provinciale, per ascoltare le voci della gente in prima persona e capire quali sono i bisogni reali dei cittadini. Stare con la gente, parlare con loro e crescere socialmente e politicamente, questo è quello che si impegnano a fare i comunisti oggi.
La nuova idea messa sul tavolo dalla federazione del PdCI Vibonese consiste in una raccolta di proposte fatte dalla gente, tutto questo da scrivere su un foglietto che pone al cittadino questione come: lavoro, legalità e ambiente. Tre temi che sono sicuramente i tasselli fondamentali per la crescita del nostro territorio. Queste proposte verranno poi raccolte in un’urna che sarà aperta solo quando avrà concluso il suo viaggio e cioè dopo aver attraversato tutta la provincia. Il tutto verrà chiuso in un’urna che sarà aperta alla fine del percorso politico nelle cittadine per tirare le somme e costruire un insieme di proposte partite veramente dal basso e non partorite al chiuso delle stanze delle sezioni.
Saranno 3 semplici quesiti e riguarderanno: ambiente, legalità e territorio.
Questa carovana toccherà nei prossimi mesi gran parte della provincia e sono previste tappe, oltre a Nicotera, a Vibo Marina, Filadelfia, Serra San Bruno, Tropea, Mileto, San Nicola da Crissa, Triparni e Vibo centro e queste sono solo alcune visto che il nostro cammino coprirà i prossimi 6 mesi.
Questa campagna vuole tendere la mano a coloro si sentono esclusi dalle decisioni, a coloro che credono nella vera politica e non in quella che scippa il voto e sparisce, a coloro che hanno bisogno di farsi ascoltare, a coloro che credono nei diritti e non nei favori, soprattutto a quelli che credono a chi vedono dal vivo e non in un manifesto.
Il nostro posto è per la strada tra la gente e non nei salotti.
Durante la mattinata, sotto il gazebo, sarà possibile anche firmare la petizione contro la modifica dell’articolo 18. Contro queste politiche del governo Monti che da governo “tecnico” non si pone nessuna questione etica nel distruggere i diritti dei lavoratori e della classe più debole.
Cominciamo da noi….

mercoledì 21 marzo 2012

Il PdCI aderisce allo sciopero generale di Serra San Bruno

Il 24 marzo il Partito dei Comunisti Italiani di Vibo Valentia scenderà in piazza a protestare, a fianco dei cittadini serresi, contro il ridimensionamento dell’Ospedale di Serra San Bruno. Per sostenere la battaglia che dev’essere di tutti i cittadini della Provincia di Vibo Valentia che, verranno praticamente privati di un ospedale, quello di Serra appunto, e quindi di un patrimonio di tutela della salute.
Parliamo della salute dei cittadini, di difesa della vita, del diritto alle cure mediche, ma questo non sembra interessare al caro presidente Scopelliti e nemmeno al consigliere Salerno, che pensano solo a “tagliare” fondi a destra e a manca, riflettendo in pieno la metodologia adottata anche a livello nazionale dal loro partito. Tagli anziché incentivi, zero investimenti per l’innovazione e per la ricerca, quelli che dovrebbero essere i mezzi per superare questa crisi che ci coinvolge tutti.
Ma si capisce che quelli costretti a pagare sono sempre i più piccoli, allora a chi interessa se, i cittadini di Serra o dei paesi vicini dovranno farsi minimo 45 minuti di macchina (sperando che le condizioni meteo non li tengano isolati) per raggiungere l’ospedale più vicino e farsi prestare soccorso. A chi interessa se saranno i cittadini di Serra a morire per un’emergenza ospedaliera?
Allora noi da Comunisti, sempre al fianco dei più deboli e pronti a lottare contro le ingiustizie ci schieriamo a viso aperto contro queste politiche sbagliate e meschine che vogliono indebolire ulteriormente paesi già in difficoltà.

Sarà inoltre un’occasione per stare al fianco dei compagni di Serra e in special modo del compagno Gambino, da sempre impegnato a denunciare le vessazioni subite dalla sua terra, vittima di un vile atto intimidatorio pochi mesi.

Sabato quindi saremo a Serra, per dimostrare insieme ai cittadini che noi vogliamo migliorare le condizioni del nostro territorio e siamo contro questi logiche che lo affossano e lo degradano ulteriormente.

venerdì 9 marzo 2012

Diliberto a Vibo Valentia – la crisi economica vista dai comunisti

“Il Popolo della Crisi”, questo il tema dell’evento organizzato dalla Federazione Provinciale dei Comunisti Italiani. All’iniziativa sarà presente anche il segretario nazionale del PdCI, ex ministro della giustizia nel governo Prodi di fine anni 90, Oliviero Diliberto, che discuterà con i cittadini vibonesi sul tema della crisi che sta investendo il mondo in questo periodo, affrontando la questione dal punto di vista dei comunisti. Parteciperà inoltre,  il segretario regionale Michelangelo Tripodi, responsabile nazionale del mezzogiorno che con grande impegno e passione, vuole riportare la questione meridionale al centro del dibattito politico.      
Fedele alla linea seguita fino ad oggi dal Partito dei Comunisti Italiani di Vibo Valentia, e seguendo il filone delle varie iniziative organizzate fino ad oggi dagli stessi, tra le quali molto successo hanno riscosso gli incontri all’aperto “Cominciamo da noi…”, il dibattito sarà come al solito aperto agli interventi dei cittadini. Molti sono infatti gli operai i disoccupati e i precari invitati a partecipare, tra questi alcuni si sono offerti di interloquire ed esporre la loro esperienza di vita per offrire spunti alla discussione.              
Durante l’incontro verrà inoltre presentato il libro "Ricostruire il partito comunista" scritto proprio da Diliberto assieme a Vladimiro  Giacchè, economista marxista e Fausto Sorini, resp. esteri del PdCI.
Si tratta di appunti per una discussione sull'importanza di un unico partito comunista e al di là del titolo, offre una disamina proprio sulla crisi economica in atto.     
Una giornata ricca di argomenti su cui dibattere, un momento di vera riflessione sul brutto periodo che sta attraversano l’intero pianeta.
Appuntamento sabato 10 marzo al Sistema Bibliotecario Vibonese, che ha sede nello storico palazzo Santa Chiara di Vibo Valentia, alle ore 16.00. Si inizierà con un saluto del segretario provinciale di Vibo Valentia Filippo Benedetti, seguirà Michelangelo Tripodi che cederà la parola a Carmelo Russo, operaio disoccupato e El Afia Marwa, studentessa, dopodiché il dibattito sarà aperto al pubblico. Chiuderanno la serata Gilberto Floriani, che farà una breve introduzione al libro “Ricostruire il Partito Comunista” e concluderà infine il segretario Nazionale del PdCI Oliviero Diliberto.

mercoledì 25 gennaio 2012

Iniziativa a Vibo Valentia: Il popolo della crisi

Manifesto dell'iniziativa dove parteciperà il Compagno Oliviero Diliberto
durante l'evento sarà presentato il libro: Ricostruire il Partito Comunista

sabato 21 gennaio 2012

"Forconi":un pò di chiarezza

In questi giorni tutta la Sicilia è paralizzata dal blocco dei caselli autostradali e dei principali nodi di comunicazione da parte di un assai strano movimento detto “dei forconi”. Dopo un primo momento di disinteresse generale operato dai principali media nazionali e locali, la notizia è presto diventata di dominio pubblico, e sembra avere interessato un po’ tutti, dai social network ai giornali locali, imponendosi all'attenzione del grande pubblico.
Le proteste degli autotrasportatori della cosiddetta “forza d'urto”, nome che tra l’altro tristemente ci ricorda qualcosa di più “NUOVA” che purtroppo tanto nuova non è più, a cui si sono unite le proteste di agricoltori e braccianti, hanno già messo in ginocchio dopo pochi giorni di blocco i rifornimenti dell'isola, causando la mancanza di merci e generi di prima necessità, come carburanti vari ed alimenti.


Tale protesta ha creato un certo consenso tra la popolazione, coinvolgendo lavoratori e cittadini siciliani invitandoli ad unirsi ed a solidarizzare con i manifestanti,spingendoli ad informarsi sulle loro ragioni ed anche talune volte, convincendoli ad unirsi ai vari presidi.

Insieme al coinvolgimento dell'opinione pubblica siciliana, il movimento dei forconi ha fatto sorgere innumerevoli dubbi e interrogativi su quali fossero le concrete motivazioni che li hanno spinti a bloccare l'intera isola. Si notano strane ed inquietanti connivenze e similitudini politiche tra il movimento stesso e l'estrema destra, parole d'ordine demagogiche e populiste sono troppo spesso utilizzate per far leva sullo stato di reale crisi sociale ed economica del sistema. L’unica piattaforma rivendicativa appare confusa ed ivi si ritrovano richieste di stampo corporativistico, oltre che i soliti richiami all'indipendenza di un presunto stato siciliano.
Il quadro risulta purtroppo enigmatico e difficile da affrontare e capire.

Quello che è innegabile è che la protesta si fa forte di una reale e concreta situazione di disagio e malessere che nel nostro povero e meridione martoriato da politiche che negli ultimi 60 anni, dall’indomani della strage di Portella delle Ginestre, per intenderci, ha visto sempre più il malaffare e le organizzazioni mafiose collaborare con la politica per sfruttare e distruggere sempre più queste terre.
La rinascita del meridione Italiano deve partire certamente dal sud ed in particolare dai siciliani può tuttavia il movimento dei forconi rappresentare una speranza di emancipazione delle classi subalterne o piuttosto vi è il serio pericolo che lo stesso rappresenti il germe di una uscita a destra dalla crisi?

Dare risposta a questa domanda non è certamente compito facile perché se è vero che un sentimento di malessere diffuso c’è è anche vero le che fin troppo spesso nella storia si è verificato il drammatico fenomeno dell’autodifesa del sistema dominante da parte delle classi che comandano che, in maniera quasi scientifica mettono, a capo di tali sommosse popolari loschi individui che niente hanno a che vedere con l’emancipazione della classe proletaria che riempiendosi la bocca di belle parole e di facili entusiasmi fanno presa sul sottoproletariato facile da raggirare, utili proprio a fare da tappo per arginare quella che potrebbe essere una vera rivoluzione in senso socialista della società.

Chi dirige la protesta?
Cominciamo iniziando col capire la composizione della protesta.
Lo sciopero che sta paralizzando l'economia dell'isola che porta il profetico nome delle “cinque giornate per la Sicilia”, è stato indetto dal “movimento forza d'urto” e appunto dal “movimento dei forconi”.
Il primo riunisce attorno a sé gli autotrasportatori, vero nerbo della protesta, che con i loro tir bloccano i principali snodi viari dell'isola. Leader del movimento è tale Giuseppe Richichi, presidente della principale associazione di categoria siciliana e che in tempi recenti aveva dato vita al “Partito degli Autotrasportatori” che all'ultima tornata per la presidenza della regione ha appoggiato Raffaele Lombardo; poi Salvatore Bella, imprenditore del trasporto su camion in Sicilia, che vede un passato di militanza politica attiva tra la Dc, Forza Italia e Mpa.
Il secondo invece rappresenta la protesta degli agricoltori e dei braccianti, che da subito hanno aderito alla protesta. Tra i fondatori del movimento, nato dopo la visita nella provincia di Ragusa dell'allora ministro all'agricoltura Saverio Romano, tre soggetti dalle indubbie capacità di capipopolo ma dal nebbioso passato: Mariano Ferro ex acceso sostenitore del Mpa; Martino Morsello, segretario di “altra agricoltura sicilia” che comprende al proprio interno imprenditori e braccianti agricoli, nonché invitato fisso nei congressi regionali del partito neo-fascista Forza Nuova; Mariano Ferro, anch'egli fino a poco tempo fa, simpatizzante del Mpa.

Appare quantomeno bizzarro e contraddittorio come personaggi che fino a ieri erano contigui ed organici a quella cerchia di politica da loro stessa definita corrotta ed incompetente a cui a gran voce chiedono di vergognarsi per le male fatte ed a cui chiedono di restituire i soldi al “popolo siciliano” delle loro indennità da parlamentari, possano in così breve tempo, essere folgorai sulla strada di Damasco e dar vita ad una durissima protesta nei confronti proprio di quella classe dirigente che fino a non poco tempo fa, sostenevano e spalleggiavano.

Il sistema affaristico-clientelare dell'isola, che unisce con un sottile filo rosso il governatorato di Totò Cuffaro e quello di Raffaele Lombardo, è sicuramente tra le cause principali del dissesto dell'economia e dell'agricoltura siciliana. Non possiamo e non dobbiamo infatti dimenticare le responsabilità di Lombardo e del suo entourage nell'ingente sperpero di denaro, per esempio pensando alle centinaia di milioni di euro di fondi Fas ancora inutilizzati che, se correttamente impiegati, avrebbero sicuramente migliorato la drammatica situazione in cui versa l'economia siciliana. Oppure facendo riferimento ai 150 milioni di euro impiegati per costituire i famigerati corsi di formazione professionale, individuati come strumento per dare lavoro a migliaia di disoccupati, ma che in realtà si sono rivelati strumenti di clientela politica nelle mani di Lombardo, attraverso cui poter conservare e rigenerare il proprio bacino elettorale, senza considerare come ormai siano migliaia i lavoratori (per la maggior parte neo-laureati) che ancora non hanno ricevuto il becco di un quattrino. Soldi sprecati, anzi meglio, utilizzati per salvaguardare, mantenere e rafforzare il sistema di clientele nella nostra terra, che da sempre hanno garantito al potente di turno la possibilità di mantenere saldo il proprio potere e i propri interessi, mortificando e degradando le grandi esigenze della nostra terra.

Quali rivendicazioni?
Passiamo dunque a valutare le rivendicazioni della protesta.
Colpisce in prima battuta l'assenza di una chiara piattaforma scritta: le richieste sono facilmente deducibili da volantini e da interventi che si riescono a leggere o sentire. Parole d'ordine sono semplici ma confuse, che spesso si macchiano del vizio di populismo e di demagogia: si sente parlare di defiscalizzazione del petrolio estratto nell'isola, la necessità di dichiarare indipendente il popolo siciliano [sic!] dall'oppressione dei “continentali”, la volontà di far risollevare l'agricoltura isolana e non mancano le solite litanie circa la distruzione della casta.
Insomma, la confusione regna sovrana sotto al cielo.
Non per questo però non possiamo cercare di addentrarci nelle reali motivazioni che hanno spinto genuinamente e in buona fede molti lavoratori ad avvicinarsi alla protesta.

L'agricoltura.

Senza dubbio condivisibile appare il grande malessere dei braccianti per la drammatica situazione in cui versa l'agricoltura siciliana. Merci invendute, macchinari antiquati, troppa concorrenza. Impossibile affermare che non abbiano ragione. Ma chi sono i veri responsabili di questo stato di cose? Sicuramente deve essere annoverata la programmazione di una economia continentale (europea) agricola. Sullo stesso mercato ad esempio il consumatore trova arance siciliane e spagnole, con prezzi di gran lunga inferiori per le seconde grazie ad una politica produttiva più capace e a grandi disuguaglianze sul piano strutturale. In questo senso, numerosissimi sono stati e continuano ad essere sussidi e forme di assistenzialismo al settore, per esempio con finanziamenti per alcuni miliardi di euro nel PSR (piano sviluppo rurale). Una pioggia di denaro di provenienza sia europea (ricordiamo che ai sensi del trattato istitutivo dell'Ue, l'agricoltura è materia di competenza esclusiva europea) che ministeriale, che evidentemente non è stata investita sapientemente da chi negli anni si è trovato seduto nelle comode poltrone di palazzo d'Orleans, ma che, parimenti ha visto anchespesso e volentieri gli stessi imprenditori agricoli attuare un comportamento cattivo e connivente con la mala-politica beneficiando così dei sussidi, con truffe, raggiri osperperi di varia natura. Questa convergenza di fattori fa sì che l'agricoltura siciliana sia una delle più depresse e improduttive dell'intero continente europeo, con la conseguente scesa in piazza dei contadini assieme agli autisti dei tir. E' necessario considerare però che il blocco alle merci in questi giorni sta creando ancora di più ingenti danni alla economia agricola dell'isola, con tonnellate di merci pronte da consegnare che ammuffiscono nelle cassette e che impediscono il raccolto degli altri prodotti sui campi.
Sempre sul versante dell’agricoltura, bisogna notare anche la totale assenza, tra le battaglie dei “forconi”, quella dei beni comuni e soprattutto dell’acqua che, in generale, ma soprattutto nel mondo agricolo rappresenta un bene inestimabile, non una parola spesa circa la volontà di volerla privatizzare, non una parola sulla loro idea della gestione delle acque che è bene ricordare in Sicilia troppo spesso le acque vengono sciupate e disperse in mille rivoli di acquedotti vecchi ed antiquati.

Il prezzo dei carburanti.

Le rivendicazioni degli autotrasportatori e dei pescatori si concentrano sugli aumentidel prezzo dei carburanti che in pochi anni è cresciuto di circa il 30%. Una vertiginosa impennata dovuta sia alle quotazioni di mercato dell’oro nero salgono di ora in ora, esia all'aumento delle accise voluto dal governo Monti.
Impensabile, a a loro dire, una tale situazione, considerando che in Sicilia si produce e raffina petrolio, contribuendo al fabbisogno italiano per circa il 70%.
A tal proposito chiedono una non meglio precisata defiscalizzazione sulla lavorazione e sulla distribuzione del greggio siciliano, una sorta di neo-protezionismo nei confronti del petrolio estratto sull'isola.
La questione si riduce ad una mera pretesa corporativa chiedendo, in pratica, che lo Stato diminuisca o elimini la tassazione globale sul prodotto siculo.
Nessun ragionamento di più ampio respiro, nessun riferimento volto verso una riforma che faccia un sistema fiscale omogeneo e progressivo in tutto il territorio nazionale.Bisogna dire a tal punto, che in barba alla tanto decantata indipendenza siciliana, la Sicilia è l'unica regione italiana a godere della riscossione diretta delle imposte sul reddito, tassa che permette di avere grandi introiti nelle casse della regione. Un grande flusso di denaro che evidentemente, ancora una volta, non viene gestito nel migliore dei modi dalla politica siciliana.

Questione dopo questione quindi, i responsabili dello stato delle cose attuali in Sicilia sono sempre la corruzione, il malaffare e la malavita organizzata.

Una cosa è certa, il movimento dei “forconi” raccoglie sempre con maggior forza, basti fare un giro a Catania e provincia, il sostegno e la solidarietà di organizzazioni politiche di estrema destra, che nei loro simboli e nei loro statuti hanno chiari riferimenti alla xenofobia ed al fascismo, come Forza Nuova.
Giungono voci che i militanti dei “forconi” e di “forza d’urto” abbiano un concetto un po’ distorto del diritto di sciopero. Pare che abbiano perpretrato azioni di squadrismo e minaccia al fine di obbligare chi non aveva intensione di scioperare.
Sicuramente tutto ciò ci lascia molto perplessi circa il nostro giudizio su tali movimenti di protesta.

Sarebbe tuttavia, molto sbagliato non considerare nel nostro ragionamento tutti coloro i quali in buona fede e con passione sono scesi in piazza a gridare il loro malessere e a denunciare la loro condizione, che però si ritrovano ad essere strumentalizzati da un movimento che non ha ancora chiarito i suoi obiettivi politici e di mobilitazione. Troppe domande e troppi interrogativi impediscono il formarsi di unaopinione consolidata sul “movimento dei forconi”, da dove è nato e dove vuole arrivare.
È per questa ragione che bisogna chiedere con forza al più grande sindacato dei lavoratori che è la CGIL di intervenire e prendere in mano la questione indicendo uno sciopero generale serio e concordato di non meno di una settimana che dica a Monti e a tutte le forze reazionarie che l’Italia vuole ripartire, che il sud si rialza e lo fa a partire dalle tematiche sociali e dal lavoro che è un diritto per tutti.

Non è pensabile poter riporre le nostre speranze rivoluzionarie (utilizzo volutamente il termine con la stessa leggerezza con cui ne sentito parlare dai leader dei forconi) inun movimento come questo, che porta dentro di se i germi di quella politica che ha rappresentato e che rappresenta l'ostacolo più grande al progresso e alla riscossa della Sicilia. Non possiamo appiattirci su rivendicazioni che non sono ancora state chiarite e che in ogni caso non appartengono alla nostra cultura e tradizione politica. Non possiamo scendere in piazza a fianco degli organizzatori di questa protesta, amici sino a ieri di quel sistema di potere responsabile maggiore dell’arretratezza sociale ed economica della Sicilia che governa da 60 anni, che noi comunisti denunciamo e combattiamo quotidianamente con le nostre lotte. Dovrà anzi essere nostro compito smascherare la presunta strumentalizzazione che stanno vivendo sulla pelle migliaia di lavoratori onesti, squarciando quel velo di ipocrisia e di oscurità che aleggia attorno a questa protesta.
La lotta, la protesta, la mobilitazione, quella vera e genuina è possibile anche nella nostra isola, storicamente considerata una terra conservatrice e reazionaria. Tocca a noi, sapendo canalizzare ed interpretare il malessere che attraversa tutta l'Italia, da Milano a Palermo, cercare di dare un volto definito alla protesta introducendo contenuti, supporti ed analisi, che fino ad adesso, le sono stati estranei.

Emanuele Pagano
segreteria nazionale FGCI

Vincenzo Rosa
Coordinatore FGCI Catania

venerdì 20 gennaio 2012

Assemblea nazionale FGCI a Napoli

Si è concluso da poco a Napoli (14 e 15 gennaio) l’assemblea nazionale della “Federazione Giovanile Comunisti Italiani”. Un’assemblea molto partecipata e dalla quale sono stati molti gli spunti offerti dai tanti giovani accorsi per discutere sulle difficoltà sociali, economiche e politiche che il nostro paese sta attraversando. La soluzione passa dai giovani, è questa infatti la strada imprescindibile da scegliere per risalire la china e riacquistare la dignità perduta del nostro caro paese.
In tutto questo anche il territorio provinciale Vibo Valentia fa e dice la sua. Ancora una volta infatti il gruppo politico del PdCI di Vibo Valentia, ed in questo caso particolare la federazione giovanile provinciale, si trova ai vertici nazionali. Dopo la nomina di Filippo Benedetti nel Comitato Centrale del PdCI, tocca quindi a Francesco Colelli rappresentare il gruppo FGCI nel territorio nazionale. L’ingresso di Francesco Colelli, giovane dalle grandi potenzialità e su cui molti puntano per il futuro, nel coordinamento nazionale della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani premia l’intero gruppo dei giovani vibonesi che non solo a livello locale, con le loro molteplici iniziative, ma anche a livello nazionale si vedono riconosciuti i loro meriti.
Il congresso ha avuto l’onore della visita del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha parlato ai giovani dai quali è guardato con molta ammirazione. Per molti giovani della FGCI infatti De Magistris rappresenta la speranza di una sinistra forte in Italia, una sinistra capace di sfidare i poteri forti a favore dei più deboli, nel rispetto della giustizia sociale e della legalità.
Ha chiuso poi i lavori il segretario nazionale del PdCI, Oliviero Diliberto, che molto sta puntando sui giovani e che non nasconde il sogno un giorno, di consegnare nelle loro mani un unico e forte partito comunista.
Non è un mistero la simpatia del segretario Diliberto verso il gruppo giovanile di Vibo Valentia, a motivo del loro lavoro svolto finora sul territorio. Non mancherà infatti di venire a Vibo Valentia, nel prossimo mese di febbraio, per intraprendere un dibattito con i cittadini Vibonesi con i quali intende intavolare una seria discussione sui temi della crisi e sul futuro dei comunisti.

Coordinamento provinciale Federazione Giovanile Comunisti Italiani

Iniziativa 21 gennaio a Reggio Calabria

Tra pochi giorni cade l’anniversario della fondazione del PCI.
Il 21 gennaio 1921 a Livorno la parte migliore, più combattiva della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese, sull’onda della prima rivoluzione socialista della storia, nel clima generale di grandi cambiamenti, con slancio e determinazione dava vita al Partito comunista d’Italia e rompeva con il vecchio riformismo e con il massimalismo.
Oggi ricordare il Pci non è nostalgia, ma un riconoscimento della parte migliore della Storia del nostro paese; la storia del Partito comunista in Italia è, infatti, la storia della Resistenza, delle lotte contadine e operaie, delle lotte studentesche, della lotta alla mafia. E’ la storia di tanti diritti conquistati e di grandi progressi compiuti per l’ermancipazione e il riscatto delle masse popolari..
Questo giorno per noi, che vogliamo riorganizzare e rilanciare una presenza comunista organizzata nel nostro Paese, assume un valore particolare: in quella storia sono presenti insegnamenti fondamentali per l’oggi e per il domani.
La fase che il Paese sta attraversando è tra le più drammatiche, il lavoro ed i saperi sono attaccati duramente ogni giorno e la democrazia vive un restringimento oggettivo.
Il capitalismo vive una crisi di sistema che vuole scaricare sui ceti deboli, sui lavoratori, sui pensionati, sui giovani e sul mezzogiorno.
Il nostro sforzo è dunque riorganizzare la classe lavoratrice, oggi sempre più frantumata, ma che vive con sempre maggiore asprezza lo sfruttamento e ricostruire un punto di vista critico, organico, che possa essere la prospettiva nella lotta di ciascuno.
Per questo nel ricordare il 21gennaio 1921, riproponiamo un impegno e un’iniziativa che vale per l’attualità ma soprattutto per il futuro di questa società.
In questo quadro la Federazione Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria promuove una manifestazione  politica che terrà a Reggio Calabria Sabato 21 gennaio con inizio alle ore 17.00 nella Sala "Giuditta Levato" del Consiglio Regionale della Calabria sul tema:
“CULTURA-GIOVANI-MEZZOGIORNO. DALLA CRISI LA NECESSITA’ DI UN RUOLO FORTE E RINNOVATO DEI COMUNISTI E DELLA SINISTRA.”
All'iniziativa politica, che non a caso si terrà nel 91° anniversario della nascita del Partito Comunista Italiano, parteciperanno, tra gli altri, Daniela Labate, coordinatrice provinciale Fgci di Reggio Calabria, Lorenzo Fascì, Segretario Provinciale del PdCI di Reggio Calabria, Pasquino Crupi, Direttore de "La Riviera", Michelangelo Tripodi, segretario regionale e responsabile nazionale dipartimento Mezzogiorno del PdCI.
Le conclusioni dell'iniziativa saranno affidate a Francesco Francescaglia, responsabile nazionale organizzazione del PdCI.
Dopo l'iniziativa,  alle ore 21.00. nei locali del Partito dei Comunisti Italiani di Reggio Calabria (Via Paolo Pellicano, 21/B) si terrà una cena sociale aperta agli iscritti e ai simpatizzanti.

Reggio Calabria, 19 gennaio 2012
                                                                                Partito dei Comunisti Italiani
                                                                     Federazione Provinciale di Reggio Calabria

mercoledì 28 dicembre 2011

Dissesto idrogeologico a Vibo Valentia

Per leggere l'articolo cliccare con il tasto destro sulla foto, aprire in altra scheda e ingrandire.
Articolo di Agostino Pantano, Corriere della Calabria, sul dissesto idrogeologico a Vibo Valentia e sulla nostra iniziativa "Cominciamo da noi...." del 3 dicembre 2011

giovedì 8 dicembre 2011

Comunicato: conferenza Federazione Giovanile Comunisti Italiani

Domani, venerdì 9 dicembre alle ore 16, nei locali della CGIL di Vibo Valentia si terrà la conferenza provinciale della Federazione Giovanile Comunisti Italiani (fgci). Proprio in questo momento così difficile per l’Italia e l’Europa intera sono i giovani ad essere chiamati per porre rimedio. Solo idee nuove e fresche possono infatti aiutare a risolvere i problemi economici e sociali.
In Italia adesso non è solo l’economia ad essere in crisi, ma soprattutto la “democrazia”. Gli Italiani infatti si trovano al governo una serie di “tecnici” e “professori” che però non hanno mai votato! Un governo non può mai essere apolitico e definirsi puramente “tecnico”, perché le scelte economiche e sociali sono sempre condizionate dal pensiero politico di chi effettua tali scelte e decide le misure di intervento.
È a questo proposito che ci rivolgiamo ai giovani vibonesi, compagni e simpatizzanti, per tornare a fare politica ed occuparsi della cosa pubblica. Un’occasione per incontrarsi, discutere ed anche rinnovare gli organismi dirigenti.
Vi aspettiamo numerosi e soprattutto vi incitiamo ad invitare ed a portare con voi alla conferenza vostri amici e compagni.
Vogliamo chiudere citando un celebre compagno, Enrico Berlinguer, che diceva: Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.

Francesco Colelli – coordinatore provinciale: Federazione Giovanile Comunisti Italiani

venerdì 2 dicembre 2011

Cominciamo da noi...4° appuntamento

Sabato 3 dicembre alle ore 10:00, nella piazzetta antistante l'istituto d'arte di Vibo Valentia, si terrà il 4° incontro della serie "Cominciamo da noi..."
Continua la nostra serie d'incontri per dialogare su quelle che sono le reali problematiche del nostro territorio. Un laboratorio sperimentale, un confronto aperto e all'aperto, senza microfoni ne riflettori.
Questa volta tratteremo l'argomento del dissesto idrogeologico nel nostro territorio con il titolo: "Non vogliamo morire di pioggia"

Ne parleremo con:
Giovanna Sette (geologa)
Giorgio Modafferi (assessore ai lavori pubblici del comune di Vibo Valentia)
Domenico Servello (segretario provinciale IdV - consigliere comunale di Maierato)
Giovanni Russo (consigliere comunale PD al comune di Vibo Valentia)
modera Giuseppe Ambrosio (comitato federale PdCI - Vibo Valentia)
e in più tutti quelli che vorranno intervenire nella discussione con le loro proposte, le loro idee e le loro critiche. 
Secondo noi la voglia di cambiare passa dai fatti, dal confronto quotidiano che si cerca, nelle piazze, tra le strade, parlando con la gente, confrontandosi in modo aperto e con il rispetto dell’idea altrui. Questo vuole fare il partito dei Comunisti Italiani nella provincia di Vibo Valentia. Questo cerchiamo di fare, ci confrontiamo anche con amministratori che hanno idee completamente diverse dalle nostre. Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. Le nostre iniziative sono volte a risvegliare le coscienze di quanti amministrano ma soprattutto dei cittadini stessi . Noi del Partito dei comunisti Italiani siamo spinti a fare tutto ciò solamente dalla passione politica e dall'amore verso il nostro territorio che vediamo marcire davanti i nostri occhi... Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. 
Crediamo infatti che  tanti abbiano perso di vista i partiti, credendo che questi si debbano muovere solamente durante i periodi elettorali, svuotandoli dalla funzione propositiva e di azione, e relegandoli ad una mera funzione di comitato elettorale. 
La politica per noi è una cosa seria, “con e per la gente” ma in modo attivo e concreto.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 17 novembre 2011

C’è qualcosa di marcio a Vibo Valentia

Noi comunisti italiani non strumentalizziamo le vicende che interessano il nostro territorio, ma nel limite delle nostre forze, e nel rispetto della dialettica politica, ci sentiamo in dovere di denunciare le cose che, secondo il nostro modo di vedere, sono mal gestite. Un esempio è la villa comunale, chiusa da giorni a causa della mancata manutenzione e pulizia per la quale il comune tarda ad occuparsi. Detto questo vogliamo rispondere all'assessore Comito dicendo che se Lui intende un atto di interesse del nostro partito sulla chiusura della villa comunale, addirittura con una nostra proposta di ripulitura fatta materialmente da liberi cittadini, come un atto di strumentalizzazione, allora è vero Noi dei comunisti italiani stiamo strumentalizzando enfaticamente la vicenda.
Eppure l’assessore Comito dovrebbe conoscerci, visto che è stato invitato ad una nostra iniziativa sulla differenziata fatta a Luglio sotto l’istituto d’arte, e lui sa che noi ci muoviamo per l’interesse comune, con i nostri limiti, cercando di sensibilizzare cittadini ed amministrazione. Questo per noi significa fare politica, azioni concrete, non le solite conferenze stampa ed i soliti articoli che muoiono subito dopo, ma azioni reali che hanno ripercussioni sul territorio. Per Noi significa stare per la strada e discutere con la gente e non stare seduti su una poltrona rivendicando assessorati.
Prendiamo atto, come PdCI, che la villa è rimasta chiusa dal 5 novembre perché il comune ha tardato a siglare un accordo con ditte private che si debbono occupare della pulizia e manutenzione della villa comunale, confermando l’inadeguatezza al ruolo di governo della città che viene evidenziato nella mancanza di svolgimento della ordinaria e quotidiana amministrazione. Vengono sperperati fondi per consulenze, viaggi di rappresentanza e di iniziative territoriali di dubbia utilità, e poi non siete in grado di risolvere una cosi semplice e misera questione. A questo ci sentiamo di aggiungere che ad oggi, a distanza circa di due anni dallo stanziamento dei fondi  per un totale di 1,4 milioni di € da parte dell’assessorato urbanistica della regione Calabria, Michelangelo Tripodi, durante la giunta Loiero, non siete stati in grado di appaltare i lavori di riqualificazione della villa comunale, con fondi già destinati  e con un progetto di massima che giace nell’ufficio LL PP e a quanto ci risulta detti fondi non ci sono più, persi, tornati indietro. Nemmeno i più pessimisti, al momento della vostra elezione, avevano immaginato tanto.

La nostra proposta “RIPULIAMO LA VILLA COMUNALE” organizzata per giorno  19 novembre, sabato mattina, alle ore 9.30 è rivolta a tutti quei cittadini che si sono stancati di vedere, ancora oggi, la villa chiusa. Ribadiamo che noi sabato mattina saremo presenti  e rimane quindi valido il nostro impegno per RIPULIRE la villa, perché non ci facciamo spaventare da una denuncia “preventiva” fatta dall’assessore Comito; denuncia che  ha il sapore dei “migliori” stati di regime Fascista (clima fascista che si respira anche in consiglio comunale, viste le ultime vicende che hanno riguardato la quasi aggressione fisica fatta nei confronti di un consigliere di minoranza, nel momento in cui ha mosso critiche verso un assessore, metodo dal sapore fascista e mafioso). Ma se la denuncia sarà fatta e la violazione sarà contestata vorremo sapere quale è il motivo di tale denuncia, ma conoscendo già la buffa risposta, non vogliamo far perdere tempo alle forze dell’ordine, quindi ci autodenunceremo per “ALTO SENSO CIVICO”. Forse se anziché ripulirla saremmo andati fare una “urinata in compagnia” o “una defecata simpatica”, cosi per scherzare tra amici, probabilmente non avremo destato cosi tanto scalpore e non saremmo stati intimati al non procedere, perchè se noi che vogliamo ripulire la villa saremo denunciati, e a chi la continua a sporcare nulla viene contestato, allora c’è qualcosa di marcio a Vibo Valentia. Noi prendiamo atto che la nostra proposta è stata comunque un incipit nei confronti dell’assessore Comito, che si è attrezzato di carta e penna in tutta fretta per comunicare a mezzo stampa che la villa entro sabato sarà di nuovo aperta, ma ciò non toglie che noi sabato mattina saremo di fronte i cancelli della villa comunale, con l’auspicio di rivederla fruibile e  ripulita ma qualora cosi non fosse, noi dimostreremo il nostro ALTO SENSO CIVICO levando un po’ di immondizia.

Partito dei Comunisti Italiani – Vibo Valentia