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mercoledì 16 maggio 2012

Nonostante tutto, Triparni è vivo!

Ce la stanno mettendo tutta gli amministratori Vibonesi, a cominciare da quelli comodamente seduti sulle poltrone di palazzo ex-enel fino a quelli altrettanto comodamente (ed inutilmente) inchiodati sulle poltrone di palazzo Razza. Eppure la popolazione Triparnese dimostrandosi testarda e caparbia, deludendo le aspettative di quegli stessi politici anzidetti che senza dubbio alcuno ormai hanno dimostrato di voler affossare il nostro territorio, non si è arresa a chi vuole vedere spenta e abbandonata da tutti questa piccola frazione.

Triparni è vivo, la gente vuole godersi il proprio paese. Lo hanno dimostrato i cittadini giusto domenica in occasione della festa Patronale di San Nicola di Bari, che sono riusciti a regalarsi una serata che rimarrà negli annali e nei ricordi delle migliaia di persone che erano in piazza per godersi il concerto di “Mimmo Cavallaro, Cosimo Papandrea ed i Taranta Project”.

È vivo, nonostante il paese negli ultimi anni sia stato abbandonato a se stesso dalla politica locale. Un paesaggio deturpato che di certo i Triparnesi non meritano. Sicuramente infatti alla molta gente che è venuta da lontano per seguire il famoso gruppo folkloristico non sarà sfuggita l’immagine di quella piazza all’entrata del paese crollata ormai da diversi anni, uno spazio che era diventato necessario al paese, soprattutto in occasioni come queste.

Qualche mese fa i proclami, da parte dell’assessore Modafferi, che affermava di aver ormai avviato tutto l’iter con l’affidamento della progettazione per il recupero del dissesto idrogeologico del territorio comunale (incluso Triparni). I Triparnesi ancora però non hanno visto niente di concreto, nemmeno un carotaggio o un rilievo che potesse dare la speranza che davvero i lavori sarebbero iniziati a breve. Probabilmente l’amministrazione comunale aspetta solo che la piazza crolli del tutto, tanto di Triparni chi se ne frega?

Senza dubbio tutta quella gente calorosamente accolta dai Triparnesi avrà notato quelle lastre di eternit abbandonate sulla provinciale semplicemente delimitate da un nastro rosso-bianco (tra l’altro ormai strappato) come se quello servisse a limitare il sollevamento della polvere di amianto. Ma non solo quello avranno notato i fans di Cavallaro, sicuramente saranno rimasti colpiti dall’incuria generale a cui viene lasciato Triparni. E di questo possiamo con certezza affermare di chi sono i meriti, l’assessore Pietro Comito infatti merita tutti i complimenti (sarcastici) possibili e immaginabili che Triparni gli dedica!

Di certo non è più il paese che era una volta, quello che era capace di sollevare grandi proteste per l’ottenimento dei propri diritti, quel piccolo leone che riusciva a far sentire la propria voce nella giungla vibonese, ma sicuramente domenica, nonostante le sue ferite è riuscito a ruggire ancora!

Il merito di quest’evento va tutto al comitato festa, un gruppo formato da cittadini Triparnesi devoti al patrono San Nicola, che ha voluto scommettere su Triparni ed ha sicuramente vinto, dimostrando che quando ci si mette con impegno e voglia di fare niente è impossibile. Per tutto quello che hanno fatto, e per il bel week end che ci hanno regalato, Triparni ringrazia questi suoi figli ed anche io esprimendo tutta la mia ammirazione mi accodo ai ringraziamenti.

Ora però tocca agli amministratori, adesso non possono fare a meno di capire che è giunta l’ora di recuperare il tempo perduto e mettersi finalmente a lavorare seriamente per il bene di questa frazione. Certo è difficile credere che l’amministrazione comunale D’Agostino o quella provinciale di De Nisi siano veramente in grado di risolvere i problemi, che sono tanti, della frazione e del territorio che amministrano (male!).

Dopo domenica però consigliamo a quest’ultimi di fare attenzione, perché se è vero che Triparni è un leone, seppur ferito, riesce ancora a graffiare!
Giuseppe Ambrosio –comitato federale provinciale
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 28 dicembre 2011

Dissesto idrogeologico a Vibo Valentia

Per leggere l'articolo cliccare con il tasto destro sulla foto, aprire in altra scheda e ingrandire.
Articolo di Agostino Pantano, Corriere della Calabria, sul dissesto idrogeologico a Vibo Valentia e sulla nostra iniziativa "Cominciamo da noi...." del 3 dicembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

Controreplica all’assessore La Gamba su piano di emergenza

Sbigottito e incredulo, eh si è questo l’effetto che fa quando qualcuno viene a svegliarti bruscamente! Impegnato com’è a fare conferenze di presentazione per feste e festini capiamo bene che l’assessore La Gamba possa risultare confuso sulle questioni che riguardano la sua delega alla protezione civile.
Già l’anno scorso (periodo autunnale 2010) avevamo posto all’attenzione dell’assessore la gravità del fatto che a Vibo Valentia mancasse il piano di emergenza, quella volta l’assessore rispose, sviando dalla questione originale, che avrebbe fatto un “plauso” ai volontari dell’alluvione del 2006 organizzando magari una cerimonia (cosa in cui lui è maestro, questo glie lo riconosciamo!) di premiazione. Del riconoscimento non se n’è saputo più niente ma sappiamo che non ha “non fatto” solo quello! Oggi, dimenticando le risposte dateci un anno fa circa (dove non ha mai detto che il piano c’era già), risponde che il piano di emergenza è stato approvato nel 2009 dall’amministrazione Sammarco. Premettendo che in ogni caso un piano di emergenza del 2009 dovrebbe sicuramente essere aggiornato perché sono passati quasi 3 anni, l’affermazione dell’assessore ci convince poco.
Eppure nella “relazione previsionale e programmatica periodo 2010 – 2012” redatta dall’attuale amministrazione, erano previsti 1 milione di euro di spesa proprio per la stesura del piano di emergenza di protezione civile; ma allora se il piano era già stato fatto nel 2009, perché programmare una spesa così grossa? Perché organizzare una stesura di un nuovo piano, programmare la posa di sistemi di allarme sul territorio, prevedere la stipula di contratti di convenzioni con ditte per la fornitura di materiali ed alimenti in caso di calamità? Giusto per inserire una nuova voce di spesa?
Tra l’altro abbiamo capito che l’assessore La Gamba non ha ben chiaro a cosa serva il piano comunale di emergenza: è un documento che deve essere reso pubblico, trasmesso e spiegato ai cittadini che sono i destinatari di tale piano! Non serve andare nemmeno tanto lontano per vedere una realtà virtuosa in questo campo, basta infatti andare sul sito del comune di Stefanaconi, dove è possibile scaricare il piano comunale di emergenza che può essere quindi letto e studiato da ogni residente del comune di Stefanaconi. E non vogliamo sapere se al comune di Stefanaconi c’è una giunta di sinistra o di destra, perché noi al contrario di quanto pensa l’assessore La Gamba, non strumentalizziamo sulle questioni che riguardano la salvaguardia della vita.
L’assessore dice di aver programmato per la zona cancello rosso un piano di evacuazione rapido in caso di necessità, ma ci chiediamo: gli abitanti della zona ne sono a conoscenza? Parlando con alcuni di loro (noi lo facciamo perché ci piace parlare con la gente) lamentano proprio di non essere a conoscenza di niente di tutto ciò, sanno solo che qualcuno un giorno ha suonato al loro citofono dicendo “signore siamo del comune, stiamo facendo un censimento per il rischio idrogeologico, quanti siete in famiglia?”. Questo quindi sarebbe il grande piano di evacuazione dell’assessore La Gamba?
L’assessore si definisce “sbigottito”, noi invece ci definiamo “delusi e rammaricati” dalla sua risposta e dalla sua insensibilità. Nel segno del berlusconismo a Vibo Valentia si confonde l’azione di protezione civile con l’organizzazione di grandi eventi, feste e sperpero di denaro pubblico. Invitiamo caldamente l’assessore La Gamba ad abbandonare la “mondanità” ed a prestare molta più attenzione nel gestire una delega così gravosa quale è quella alla protezione civile. Quando capiranno i nostri amministratori che quest’era è finita? Quando inizieranno ad essere più responsabili? Ma soprattutto, quando capiranno che sono li per servire i cittadini e non per stare sotto la luce dei riflettori delle loro conferenze stampa che servono solo a buttare fumo negli occhi della gente?

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 8 dicembre 2011

Evacuata un’intera palazzina a cancello rosso

Notizie sempre più preoccupanti vengono dalla zona “cancello rosso” della città di Vibo Valentia, noi del partito dei comunisti italiani lo avevamo detto proprio sabato scorso al nostro dibattito organizzato in piazza:- bisogna far presto e magari, anche a costo di fare scelte impopolari, agire in modo da salvare la vita delle persone che sono in forte pericolo-.               
le scelte “impopolari” a cui pensavamo erano proprio quelle dell’evacuazione delle zone più a rischio. Impopolari certamente, perché nessuno di noi vorrebbe mai dover lasciare la propria casa, magari acquistata o fatta con tantissimi sacrifici. La salvaguardia della vita umana però viene prima di tutto e salvare i nostri cittadini da catastrofi “prevedibili” e “annunciate” è la cosa più importante.
Leggiamo allora la notizia dello sgombero di una palazzina intera, molte famiglie mandate via dalla propria abitazione e a stare chissà dove. Quanti disagi, quanto dispiacere proviamo per quelle persone, una cosa davvero triste ma sicuramente necessaria. Ma leggendo più avanti capiamo forse il vero motivo di questa scelta “coraggiosa” dell’amministrazione D’Agostino. I condomini della palazzina avevano intentato una causa contro i responsabili dei loro disagi, quindi alla consegna del ctu della relazione tecnica al tribunale che descriveva le condizioni del terreno e la pericolosità della palazzina stessa, il signor sindaco si è svegliato dal suo solito “torpore” ed ha deciso di emanare l’ordinanza di sgombero.
A questo punto ci chiediamo, ma per accendere i riflettori sulla questione ogni abitante di cancello rosso dovrà fare causa? E nel frattempo? Tutto il discorso di salvare la vita ai nostri cittadini che fine fa?
Sappiamo bene che i permessi per costruire in quella ed in altre zone a forte rischio idrogeologico sono stati dati in tempi passati ed in questo (per sua fortuna), l’amministrazione D’Agostino non c’entra (magari qualche altro D’Agostino), ma oltre a quello che diceva l’ass.re G. Modafferi sabato scorso al nostro incontro e cioè che è stato dato l’appalto per i progetti per il recupero del dissesto nel territorio di Vibo Valentia, cosa si sta facendo per salvare nell’immediatezza la vita delle persone?
A questo dovrebbe rispondere l’assessore Pasquale La Gamba, ass.re alla protezione civile. Gestire l’assessorato alla protezione civile, in un territorio che soffre di tutti i mali sicuramente non è semplice, ma il nostro caro assessore invece non sembra avvertire minimamente il peso di queste responsabilità. Noi abbiamo capito il perché, basta fregarsene! Basta tapparsi gli occhi e le orecchie e decidere di credere che tutto va bene! Magari è necessario farsi un giro con i pattini sul ghiaccio, in piazza municipio, per dimenticarsi di tutti i problemi.
Noi più volte abbiamo chiesto il “Piano di Emergenza Comunale”, un documento importantissimo, fondamentale e soprattutto “obbligatorio” per i comuni a rischio, ma i nostri appelli cadono nel vuoto. L’assessore La Gamba non vuol proprio capire l’importanza di tale documento che potrebbe, in caso di emergenza salvare la vita di molte persone e aiutare nell’organizzazione dei soccorsi e della gestione dell’emergenza.
Si sente sempre dire che ci si rende conto delle tragedie solo quando ci colpiscono da vicino, noi dei comunisti italiani, forse per una sensibilità maggiore, preferiremmo evitarle queste tragedie prima che ci colpiscano.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

venerdì 2 dicembre 2011

Cominciamo da noi...4° appuntamento

Sabato 3 dicembre alle ore 10:00, nella piazzetta antistante l'istituto d'arte di Vibo Valentia, si terrà il 4° incontro della serie "Cominciamo da noi..."
Continua la nostra serie d'incontri per dialogare su quelle che sono le reali problematiche del nostro territorio. Un laboratorio sperimentale, un confronto aperto e all'aperto, senza microfoni ne riflettori.
Questa volta tratteremo l'argomento del dissesto idrogeologico nel nostro territorio con il titolo: "Non vogliamo morire di pioggia"

Ne parleremo con:
Giovanna Sette (geologa)
Giorgio Modafferi (assessore ai lavori pubblici del comune di Vibo Valentia)
Domenico Servello (segretario provinciale IdV - consigliere comunale di Maierato)
Giovanni Russo (consigliere comunale PD al comune di Vibo Valentia)
modera Giuseppe Ambrosio (comitato federale PdCI - Vibo Valentia)
e in più tutti quelli che vorranno intervenire nella discussione con le loro proposte, le loro idee e le loro critiche. 
Secondo noi la voglia di cambiare passa dai fatti, dal confronto quotidiano che si cerca, nelle piazze, tra le strade, parlando con la gente, confrontandosi in modo aperto e con il rispetto dell’idea altrui. Questo vuole fare il partito dei Comunisti Italiani nella provincia di Vibo Valentia. Questo cerchiamo di fare, ci confrontiamo anche con amministratori che hanno idee completamente diverse dalle nostre. Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. Le nostre iniziative sono volte a risvegliare le coscienze di quanti amministrano ma soprattutto dei cittadini stessi . Noi del Partito dei comunisti Italiani siamo spinti a fare tutto ciò solamente dalla passione politica e dall'amore verso il nostro territorio che vediamo marcire davanti i nostri occhi... Questo è il nostro spirito, e vogliamo continuare a fare cosi. 
Crediamo infatti che  tanti abbiano perso di vista i partiti, credendo che questi si debbano muovere solamente durante i periodi elettorali, svuotandoli dalla funzione propositiva e di azione, e relegandoli ad una mera funzione di comitato elettorale. 
La politica per noi è una cosa seria, “con e per la gente” ma in modo attivo e concreto.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

venerdì 21 ottobre 2011

Calato di nuovo il silenzio su Triparni

Dopo un periodo di forte presenza mediatica è calato di nuovo il silenzio sui molteplici problemi che interessano la piccola cittadine del comune di Vibo Valentia. Ma ad un mese di distanza dagli appelli lanciati sul quotidiano da alcuni cittadini, dal capogrupppo del Pd al consiglio comunale Michele Soriano e da noi del PdCI (non era la prima volta che ci occupavamo di Triparni) niente si è mosso, nemmeno la più semplice operazione di manutenzione ordinaria è stata fatta!
A che serve allora rivolgerci ai nostri amministratori ci chiediamo? Ma soprattutto perché certi amministratori, se non hanno voglia di rispondere alle domande dei cittadini, si candidano a rappresentarli e si battono per occupare un posto di comando, salvo poi scaldare la poltrona su cui ci si è comodamente seduti?
Ormai stiamo veramente perdendo la speranza, la rabbia sale come del resto in ogni altra parte d’Italia. I cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni che sono cieche e sorde ed in alcuni casi, come ad esempio comune e provincia di Vibo, anche mute. Dovunque il centrodestra sta distruggendo la storia e non rispetta i territori, ma d’altronde anche alcuni governi del centrosinistra come il nostro della provincia, stanno combinando di tutto e di più, tranne appunto che governare nell’interesse dei cittadini!
Ma noi comunisti siamo dei testardi e per l’ennesima volta vogliamo portare all’attenzione di questi “politicanti” gli innumerevoli problemi che il territorio di Triparni sta affrontando. Vogliamo ricordare ad esempio quella spada di Damocle che pende sulle persone che abitano vicino a quella che ormai è una spaventosa voragine, e ci riferiamo alla famosa piazza franata. Qualche tempo fa il Sindaco D’Agostino era venuto a Triparni per incontrare i cittadini, da allora non è più tornato dai cittadini di Triparni, forse considerati cittadini di serie B, troppo impegnato il Sindaco per dare retta a dei “paesanotti”. Ma ancora vogliamo fare una domanda più diretta: quelle lastre di eternit sul ciglio della strada, quando le porterete via? Questo sicuramente è un problema che può essere risolto in modo immediato e comunque ricordiamo che è un’emergenza sanitaria, per cui va risolta in tempi brevi. Sono passati quasi tre mesi ormai eppure nessuno se ne è mai preoccupato!
Che dire poi della strada provinciale per Porto Salvo? Non ci sono aggettivi che possano definire le condizioni penose in cui si trova, un vero colabrodo, una strada di campagna al confronto è più comoda e sicura da percorrere. Ma se l’amministrazione provinciale non poteva asfaltare la strada dopo aver fatto quei “lavori di ripristino” (se così si possono chiamare) perché ha scavato tutti quei metri di asfalto? Possibile che non sappiano farsi due conti? Quando una cosa si deve fare, si deve fare bene, inutile metterci mano per poi rendere le cose peggiori. Sicuramente il presidente De Nisi non è mai passato per quella strada altrimenti avrebbe notato, da ingegnere, che le cose non sono come dovrebbero essere e che la strada è pericolosissima soprattutto dopo queste prime piogge.
Tempo fa qualcuno aveva detto di avere la “ricetta per far rinascere Triparni”, tessendo le lodi dell’amministrazione comunale (nonostante questo fosse all’opposizione in consiglio) e immaginando grandi opere eseguite nel paese. Come in una televendita si prometteva una piazza al centro del paese (che però i cittadini non hanno mai chiesto e della quale non sentono il bisogno), il recupero del campetto e della palestra e strade sistemate qua e la. Ma come le tante televendite che rifilano patacche sappiamo che nessuna di queste cose sarà mai fatta a Triparni, soprattutto con questi amministratori e con questi rappresentanti!
La gente non chiede la luna e non vuole essere presa in giro. Sappiamo che non è un momento facile per tutta l’economia italiana e sicuramente non è il momento per chiedere lavori troppo onerosi. Quello che chiedono i cittadini sono cose semplici, spesso di manutenzione ordinaria come la sistemazione della strada provinciale e la pulizia delle cunette lungo la stessa, la rimozione di quelle lastre di eternit e lavori che ridiano decoro e dignità ad un paese che si sente depredato. Agli amministratori chiediamo una maggiore attenzione verso il territorio e verso il paese, ma soprattutto rispetto. Perché soddisfare i bisogni dei cittadini è una forma di rispetto degli amministratori e se non sono capaci di farlo allora che se ne vadano a casa, sicuramente nessuno sentirà la loro mancanza.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 19 ottobre 2011

Rimpasto in giunta? No grazie, al sindaco va bene così.

Qualche giorno fa il Sindaco Nicola D’Agostino, faceva sapere dalle pagine del quotidiano, che il rimpasto della giunta e la verifica chiesta in via ufficiosa da alcune “frange” di Pdl e Udc non si farà. A suo modo di vedere le cose vanno bene così, e sembra essere parecchio contento di quello che la sua giunta (non) ha prodotto. Sinceramente ci chiediamo dove sia vissuto fino ad oggi il nostro “caro” sindaco! Eppure i problemi irrisolti che attanagliano tutto il territorio comunale sono tanti, e se anche non riuscisse a capirli da solo, basta leggere il giornale per capire che ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

Per questo si, dobbiamo ringraziare la sua inoperosa giunta, che è bravissima nel turarsi il naso e tapparsi le orecchie per essere cieca e sorda ai problemi del comune di Vibo Valentia! Noi comunisti non ne saremmo capaci. Ma anche noi ci sentiamo di dire grazie agli 11 assessori del comune di Vibo Valentia.

Questa giunta ha affrontato al meglio il problema dell’acqua potabile che, ricordiamo, ancora non è stato risolto. Ha combattuto ma ha miseramente perso contro i rifiuti che ormai invadono con prepotenza le nostra strade! Per far fronte ai tagli fatti dai loro stessi amici (degli amici) del governo nazionale e regionale, il grandissimo economo Scianò (colui che qualche mese fa faceva il saluto romano davanti alla statua di Luigi Razza) magicamente è riuscito a far sparire 5milioni di euro, in meno di un anno e mezzo, dalle casse del comune! Hanno affrontato il dramma del dissesto idrogeologico e ne sono usciti dissestati! Hanno brillantemente pensato di fronteggiare il problema della disoccupazione assumendo gente a propria discrezione e senza concorsi. Ma ricordiamo ancora l’inquinamento del litorale, la questione del blocco dell’edilizia, la  viabilità, ilavori pubblici. Questa è la migliore giunta possibile secondo D’Agostino? Non osiamo pensare ad una giunta peggiore. Hanno affrontato tutto questo e hanno risolto qualcosa? Nulla!!! Una manica di incapaci, e meno male che uno dei più inutili l’hanno regalato a De Nisi per alzare di livello quell’altra giunta, per il quale non sappiamo se ridere o piangere.

Ma qualcosa è stata prodotta, tipo l’utilissima campagna di sterilizzazione dei cani di cui sicuramente saranno contenti gli animalisti! Ma anche il censimento per l’eternit che oggi ci ritroviamo allegramente depositato sulle strade della città! A Triparni ed alla biblioteca comunale ormai ci hanno fatto l’abitudine e gli abitanti limitrofi hanno già prenotato le sicure sedute di chemioterapia! Sponsorizzate dall’attuale amministrazione comunale! Senza parlare della fogna che invade le campagne tra Vena inferiore e Triparni. Non contiamo poi le strade-groviera piene di buchi, da dove ogni tanto, (vedi zona Terravecchia) si affaccia qualche ratto per rivendicare il territorio, ratti talmente tanto grossi che dovrebbero chiedere la concessione edilizia per le loro tane!

Ecco cosa hanno fatto: hanno trasformato la città in uno scenario post apocalittico. Il nostro comune sembra Tripoli, peccato però che da noi non ci siano gli insorti, quello che vediamo è solo colpa di inettitudine ed apatia!
Quello che invece avrebbero dovuto affrontare sono i rimorsi di coscienza per aver messo in ginocchio una intera città ma ci rendiamo conto che  gli viene altamente difficile ammettere i propri errori e tornare mestamente a casa e questo è anche colpa dell’opposizione consiliare che invece di fare le barricate in consiglio preferisce scaldare le poltrone.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 29 settembre 2011

TRIPARNI ABBANDONATO

Qualche giorno fa un bell’articolo, di un’intera pagina, parlava della frazione di Triparni nel comune di Vibo Valentia. Quel comune che sembra aver dimenticato le frazioni, lasciandole nel più totale abbandono. La piazza che frana, una scuola abbandonata a se stessa da anni e piccoli lavori di manutenzione ordinaria (come la pulizia delle strade e del centro abitato) che non vengono mai eseguiti.
Già solo a sentire questo si capisce che il paese è nel più totale abbandono. Ma probabilmente una sola pagina del giornale non è bastata per elencare i problemi affliggono questo paese. Già perché la lunga lista non si ferma qui. Noi del PdCI è da parecchio tempo che osserviamo il territorio ed in particolare questa frazione, che ci sta a cuore non solo perché alcuni dei nostri membri vi abitano ma soprattutto perché veder morire lentamente questi piccoli centri urbani ci addolora e ci fa rabbia! Ce ne siamo occupati anche da prima del consigliere del paese, che forse si accorto dei nostri numerosi interventi sui giornali e per non sembrano lontano dalle problematiche del suo territorio ha fatto un paio di interventi. Ma niente di più, eppure pensiamo che dovrebbe protestare in modo forte, anche in un modo “plateale”. Magari una bella manifestazione davanti a palazzo L. Razza, fatta di tanti Triparnesi arrabbiati. E la rabbia di sicuro è tanta!
Alla lista delle cose già dette giorni addietro potremmo infatti aggiungere: un campetto comunale tenuto nel più totale abbandono, manca infatti l’acqua, il campo è pieno di erbacce (anche se i ragazzini a volte vanno a pulirlo per potervi giocare) ed il terreno è dissestato. Qual è la soluzione che il comune ha pensato di adottare? Un bel lucchetto per vietarne l’accesso: “guardare e non toccare” ma soprattutto sprecare! Evidentemente è questo il messaggio che la nostra amministrazione ci vuole mandare! Vicino al campetto c’è anche una palestra, abbandonata anch’essa a se stessa. Non si potrebbe trovare il modo per riqualificare questi due importanti centri sportivi? I ragazzi ne hanno bisogno, e tutto il paese. Magari si potrebbero dare in gestione queste strutture a qualcuno che le sappia tenere in vita, con regolare gara d’appalto però, non com’è solita affidare la gestione della proprietà pubblica quest’amministrazione!
Ma non si ferma nemmeno qui la tragedia che Triparni vive ogni giorno, da mesi e forse anche anni ormai i cittadini segnalano una forte perdita nella condotta fognaria in località “San Filippo”, nella zona vicino ai depuratori. Un odore nauseabondo e liquami carichi di sostanze nocive per la salute si riversano nelle campagne vicine e nella strada, terreni che prima la gente coltivava ma che adesso sono abbandonati per via di questo problema. Solo a passarci con la macchina (tra l’altro la strada è a pezzi, con cartelli di “lavori in corso” che sembrano sempre più una presa in giro!) l’abitacolo si riempie di un fetore stomachevole.
Che dire poi della spazzatura? Sembra ormai una filastrocca senza fine, questa raccolta che non viene mai fatta e l’immondizia che giace ai bordi delle strade e nel paese. Ormai è diventata parte integrante del territorio: sedie, tv, elettrodomestici e suppellettili vari, ad ornare il paesaggio! Sembra il mercatino delle pulci! Forse l’amministrazione comunale conta proprio sul fatto che i cittadini stanchi di denunciare, non ci facciano più caso, si abituino a convivere con, e soprattutto “nella” spazzatura!
Quantomeno potrebbero venire rimossi quei rifiuti che necessitano di un trattamento speciale e che sono altamente pericolosi per la salute dell’uomo: stiamo parlando di quelle famose lastre di eternit di cui qualche tempo fa ci siamo già occupati. Quanto tempo è passato, un mese? Assolutamente niente è stato fatto, quelle lastre sono li dov’erano esattamente un mese fa! Forse se i Triparnesi si ammalano di tumore all’amministrazione comunale non importa, ma a noi si! A noi comunisti, proprio quelli che vengono dipinti come malevoli e contro la vita umana!
Ma noi ci chiediamo, mentre i cittadini Triparnesi vivono questa situazione di degrado che nemmeno nel terzo mondo si vede, gli amministratori comunali: Sindaco, assessori e consiglieri, come fanno a dormire tranquilli la notte? Non sanno che da un momento all’altro potrebbe arrivargli notizia che le case vicino alla piazza sono franate? Non pensano di avere sulla coscienza la vita e l’incolumità di quelle persone?
Nelle richieste fatte da quei cittadini che qualche giorno fa hanno denunciato la situazione di abbandono del paese non c’è mica la luna! Sappiamo che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, vorremmo solamente un po’ di attenzione in più, anche da un punto di vista umano e di coscienza, da parte degli amministratori. Quando avete scelto di governare questo comune sapevate le difficoltà e le emergenze che c’erano (o no?), molte le avete causate voi dopo il vostro insediamento, ma se sapevate di non essere in grado di risolvere questi problemi perché vi siete candidati, e soprattutto perché rimanete al governo della città? Possibile che non sentite la voce dei cittadini? La gente non vi vuole più, siete riusciti a farvi odiare dopo poco più di un anno di amministrazione, un record! Al solo sentirvi nominare la gente fa delle smorfie, per non parlare di quelli meno educati!
Ma Triparni non ha problemi solo con il comune, purtroppo deve subire anche l’ignoranza e l’inettitudine dell’amministrazione provinciale! Quelli poi sono proprio dei geni! Qualche tempo fa hanno iniziato dei lavori per “rappezzare” la provinciale per Porto Salvo. Quella che a causa della frana che interessa il versante tra Triparni e Cessaniti, subisce di continuo dei dissesti che la rendono quasi impercorribile e molto pericolosa. La genialata sta nel modo in cui pensano di risolvere il problema senza parlare di come stanno facendo i lavori!
Negli ultimi giorni di agosto è stato asportato l’asfalto di quella parte di strada dissestata ed è stato sostituito con del pietrisco misto a terriccio. Da quel momento ad oggi la strada non è stata ancora sistemata, sembra pronta per ospitare una gara di rally! I lavori sono segnalati male (i segnali si vedono a malapena) per cui quando le macchine arrivano in quel punto sono costretti a bruschi rallentamenti che sono resi difficili dal pietrisco che c’è sulla superficie. Per fortuna adesso le piogge stanno mantenendo umida quella zona, perché alcuni che vivono proprio di fronte a quella parte di strada sono stati costretti a passare gli ultimi giorni di calura con le finestre chiuse per la polvere! Adesso ci chiediamo, quando verranno ultimati questi lavori? Ma soprattutto quanto dureranno? Dato che il problema non è il fondo stesso della strada ma la frana che richiama quella parte di sottosuolo, quindi sicuramente presto ci ritroveremo nelle stesse condizioni!
Probabilmente l’amministrazione provinciale adesso è più impegnata nell’assegnare posti da assessore che risolvere i problemi della gente! Che vergogna, possibile che i cittadini per voi contino meno di niente?
Siamo stanchi veramente di queste amministrazioni fatte da gente incompetente che sono li giusto perché hanno amicizie in alto. Vogliamo gente competente, magari sconosciuti, figli di gente comune, ma meritevoli e con tanta voglia di fare.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

domenica 1 maggio 2011

Risposta a Nicola D'Agostino

La situazione, per quanto riguarda l’acqua a Vibo Valentia, “dovrebbe” essere tornata normale. “Dovrebbe”! Come si può usare il condizionale, in un caso del genere che interessa la salute dei cittadini, e continuare nell’attività di amministratore in un comune come Vibo Valentia? È quello che ci chiediamo noi del PdCI da quando abbiamo letto l’intervista fatta al Sindaco Nicola D’agostino, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine del quotidiano.
Ma d’altronde non possiamo aspettarci dichiarazioni “ferme e precise” da un sindaco che di fronte alla domanda: “lei usava l’acqua quando la dichiarava potabile?” risponde “si la usavo, ma non per bere”. E allora signor sindaco, secondo lei che cosa vuol dire “acqua potabile”? che è buona per farsi i gavettoni? Guardi che avere acqua potabile vuol dire che si può utilizzare per scopi alimentari!
A questo punto allora vogliamo fare qualche domanda al nostro sindaco e conoscendo quali sono sempre state le risposte ai problemi del comune di Vibo Valentia e dei suoi cittadini siamo sicuri di saper dare anche le risposte ai nostri dubbi. Le stesse risposte che darebbe il nostro caro Sindaco, che è una brava persona ma non ce ne voglia è anche un pessimo amministratore, confusionario e incapace, un vero pesce fuor d’acqua!
Iniziamo con chiederci, la giunta targata D’Agostino ha saputo trovare una soluzione definitiva al problema dei rifiuti che ormai da mesi invadono la città di Vibo Valentia? Sicuramente la sua risposta è “il problema dovrebbe essere ormai prossimo alla soluzione”. Sempre al condizionale, ma pensiamo che la comunità Vibonese abbia ormai capito che le loro soluzioni sono solo fumo negli occhi dei cittadini, per farli stare buoni e zitti.
Un’altra domanda da fare al sindaco potrebbe essere: “signor sindaco, quando inizieranno i lavori di recupero delle zone soggette a dissesto idrogeologico, come la zona di cancello rosso e i vari interventi da fare in tutte le frazione del comune?”. Anche in questo caso però siamo sicuri di conoscere bene la risposta del sindaco: “a breve dovrebbe arrivare la delibera della giunta regionale, che libererà i fondi per iniziare gli interventi”.
Quando ritornerà la normalità per quanto riguarda il rilascio delle concessioni edilizie nel comune di Vibo? Quando verrà superato quel blocco dell’edilizia che sta mettendo in ginocchio buona parte dell’economia cittadina? Siamo sicuri che la sua risposta sia “presto le cose dovrebbero tornare alla normalità”.
Lei nel suo intervento ha detto che rispetto a quello che è successo a l’Aquila i nostri problemi sono poca cosa. Non manchiamo allora di ricordargli per l’ennesima volta che essendo il nostro un territorio sismico, con probabilità altissime che si verifichi un forte terremoto da un momento all’altro, abbiamo la necessità di avere un piano di emergenza comunale per affrontare l’eventualità di una catastrofe. Oggi come oggi, se succedesse qui a Vibo quello che è successo all’Aquila le conseguenze sarebbero sicuramente di gran lunga più drammatiche.
Signor sindaco, si rende conto che lei passa più tempo a vantarsi dei suoi “giovani, capaci, competenti, luminari, dotti, colti, valenti, qualificati” (nonché numerosi!) assessori, che ad occuparsi realmente del comune di Vibo Valentia? Poi si lamenta che una signora abbia detto che lei pensa più tempo ad occuparsi dei suoi affari che di quelli della gente, perché cosa si aspettava? Un grande applauso per aver ben pensato di portare a 11 gli assessori mentre la città stava vivendo un periodo di forte crisi economica, sanitaria e territoriale?
Noi siamo molto attenti alle vostre mosse, vi seguiamo, anche quando fate le vostre apprezzabili riunioni nelle frazioni. Apprezzabili perché sembra vogliate aprirvi ai problemi della gente, ma è solo un’impressione perchè in realtà ogni volta chiudete la porta in faccia a quei cittadini che sollevano le problematiche dei loro territori. In due di quelle riunioni, a Triparni ed a Vena Inferiore, il riassunto della discussione era che non avete i soldi nemmeno per gli interventi di manutenzione ordinaria dei paesi e della città. Il bello è che credete di essere giustificati da questa mancanza di fondi a non far niente per tutta la durata del vostro mandato! E i cittadini intanto che devono fare? Mettere le mani nelle loro tasche per fare gli interventi più urgenti?
Se nelle casse del comune non ci sono soldi voi sapete bene che è per colpa del vostro partito, il Pdl, che è sempre più il partito del “bunga bunga” che anziché pensare ai problemi della nazione pensa a risolvere i problemi giudiziari del suo capo, e voi anche in questo siete colpevoli. Preferite gli interessi dei capi di partito a quelli della popolazione. Perché non chiedete al vostro amico presidente Scopelliti (quello che un anno fa si faceva fotografare mentre passeggiava sul corso e da allora non è più tornato a Vibo!) di far la voce grossa con il governo (come fa Zaia in Veneto) per ottenere i soldi necessari alla vita del nostro comune? Perché non vi schierate mai con i cittadini di Vibo, ma cercate di giustificare gli errori dei vostri capi?
Signor sindaco, lei ha davvero a cuore la sorte del comune di Vibo Valentia? Si dimetta allora, esca da quel suo partito vergogna e inizi a lottare per la città dalla parte dei cittadini.

sabato 19 marzo 2011

La minaccia più grave per il territorio di Vibo Valentia? L’amministrazione targata D’Agostino!

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Immobile, inetta, incapace, menefreghista, bugiarda, fallita. Quanti altri aggettivi potremmo trovare ed usare per descrivere quest’amministrazione comunale? Sicuramente la peggiore che il comune di Vibo Valentia abbia mai avuto. Forse la loro missione era proprio questa: far precipitare vertiginosamente la situazione sociale, economica e territoriale della città e delle frazioni. In questo caso possiamo affermare con certezza che si stanno impegnando in modo pieno su tutti i fronti.

Da tempo ormai le strade sono invase dalla spazzatura, nonostante i continui proclami e le promesse di Pietro Comito, assessore all’ambiente ed al “decoro Urbano”. Sembra proprio che l’assessore in questione non sappia cosa vuol dire “decoro” ne urbano, ne personale. Perché se avesse avuto decoro personale si sarebbe dimesso già da un bel po’! L’unica cosa buona pensata ed attuata dalla giunta  Sammarco era la raccolta differenziata, sospesa prontamente dall’attuale amministrazione che si è però affrettata di stipulare un protocollo d’intesa con la casa circondariale di Vibo Valentia per iniziare li la raccolta differenziata. Forse giustamente vogliono fare esperienza, vogliono allenarsi, smaltire piccole quantità di rifiuti prima di riprendere quello che era già stato iniziato: la raccolta differenziata “nell’intero” territorio.

Ma non è solo la spazzatura, l’amministrazione D’Agostino pecca e sa distruggere ogni cosa! Il piano strutturale comunale è stato ormai abbandonato, nonostante i continui richiami anche da parte nostra, del PdCI. L’assessore Falduto è diventato assente ed anonimo, eppure i primi tempi sembrava pieno di idee e di programmi, sciolti come neve al sole!

Del “piano di emergenza comunale” non se ne parla nemmeno! La protezione civile è totalmente ferma, nessun progresso, nonostante il piano di emergenza sia una cosa obbligatoria e di vitale importanza per un territorio come il nostro, soggetto a rischio sismico, idrogeologico, alluvioni ed incendi! Anche qui l’assessore La Gamba dimostra più attenzione nell’organizzare spettacoli e teatrini, che nell’occuparsi della protezione civile comunale. Forse questo è dovuto al fatto che in un primo tempo il suo assessorato era solo “turismo, spettacolo, grandi eventi, sport”; magari anche lui è rimasto spiazzato da un incarico tanto oneroso e di grande responsabilità come la protezione civile. Deve però cercare di farsi passare lo shock, oppure ammettere la sua incapacità nella materia e passare la mano e l’incarico.

Non basterebbe un libro per descrivere tutte le atrocità che questa amministrazione sta commettendo! Dalle varie assunzioni che si portano dietro un alone di “mistero” per le modalità con cui sono concepite, alle voci di un bilancio in rosso che è riuscito, a dicembre, a mettere a rischio lo stipendio dei dipendenti e per dirne ancora le politiche sociali che si sono mosse tardi nell’occasione dell’emergenza idrica, per altro tutt’ora in corso. Questi esempi sono solo per dare un assaggio dell’inettitudine di questa amministrazione.

Nemmeno le emergenze, dove più che il colore politico dovrebbe contare la buona coscienza, sono ben gestite nell’interesse dei cittadini. Molti sono infatti gli esempi di gravi emergenze idrogeologiche totalmente dimenticate, nel territorio della città di Vibo (la zona di cancello rosso) e nei territori delle frazioni tutte. Sicuramente ci vorrebbe un miracolo per risolvere tutto in un batter d’occhio, ma quantomeno ci si dovrebbe impegnare, stare vicino ai cittadini, tenerli informati e rendersi partecipi dei problemi della gente delle loro ansie e delle loro paure.

Non ultimo è il problema dell’acqua potabile a Vibo Valentia. Un problema che affligge i cittadini ormai da agosto ed a cui l’attuale amministrazione non sa dare risposte. L’acqua, un bene primario, un bene essenziale, un bene che ai cittadini di Vibo Valentia viene negato. Non riuscite a garantire ai cittadini nemmeno la cosa più naturale per un paese civile, come se fossimo nel terzo mondo. Il vostro prossimo obbiettivo qual è? L’acqua non è potabile (è vietato anche il solo uso umano), il comune è una discarica a cielo aperto, il territorio sta franando e in più volete fare un inceneritore al cementificio. Cos’altro state preparando per i vostri cittadini? La nostra fantasia non ci permette di immaginare l’orrido, ma sappiamo che in questo voi siete molto preparati e bravi!

Invece di stare li a pensare come spartirvi le poltrone (vedi il recente caos con la richiesta dell’Udc di un terzo assessore) cercate di “capire” come si amministra un comune. Se vi sembra che gestire il comune di Vibo sia difficile vi diamo un bel consiglio: DIMETTETEVI! Nessuno vi ha chiesto di presentarvi alle elezioni e di fare promesse che non siete in grado di mantenere! Noi vi chiediamo solamente di fare il vostro lavoro, il lavoro per cui noi cittadini vi paghiamo, niente di straordinario.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia

martedì 8 marzo 2011

Vene perennemente dimenticate e ignorate

«Forse - conclude amaro Condoleo - tra i nostri amministratori comunali (Sindaco, consiglieri di maggioranza e minoranza, assessori) molti non sanno nemmeno dove si trova Vena inferiore, per tanti di loro il comune si ferma alla periferia di Vibo. Siamo disposti ad accompagnare il sindaco D'Agostino per un piccolo ma illuminante giro qui intorno. Per molti di loro noi non siamo cittadini come gli altri, siamo considerati pecore senza voce, senza importanza. Siamo buoni solo a portare voti in tempo di elezioni, poi per loro possiamo andare tranquillamente in malora». Con queste parole terminava l’intervento di Pino Condoleo sul Quotidiano della Calabria del 3 febbraio, già consigliere comunale del PdCI con l’amministrazione Sammarco.
Da allora ad oggi è passato solamente il tempo, ma il passaggio che si chiedeva era quello degli amministratori, che di Vena Inferiore, probabilmente ne hanno dimenticato l’esistenza. Il Partito dei Comunisti Italiani si è sempre schierato dalla parte dei più deboli, difendendone sempre i diritti e le necessità. Diritti che in questo caso sono stati violati, perché da allora la popolazione di Vena Inferiore, ma anche quella di Vena Media, versa in uno stato di totale abbandono, e con la paura di dormire nelle notti di pioggia, potendo verificarsi un altro disastro idrogeologico, comune ad altre parti di territorio vibonese e calabrese.
Il centro urbano di Vena risulta ad oggi, isolato, ma questo termine, non vuole essere  un eufemismo, per indicare l’indifferenza degli amministratori, che comunque c’è, nei confronti del piccolo centro di Vena Inferiore; Vena Inferiore, lo vogliamo ribadire è ISOLATA dal resto del mondo, perché le strade di collegamento sono state poste sotto sequestro dalla questura, l’ultima venerdì 25 febbraio 2011. La SP11 che collega la frazione al resto del vibonese era stata posta sotto sequestro nei giorni addietro, ma ad oggi non si sa se la strada è percorribile o meno, ovviamente la si percorre per necessità, ma dal punto di vista giudiziario non si riesce bene a capire se la strada sia stata riaperta o sia ancora chiusa. Discorso diverso invece per le strade “uliveto” e “mulini” strade interpoderali inaccessibili, che non permettono a parte della popolazione di recarsi nei propri appezzamenti di terra dai quali, in questa situazione di crisi mondiale che ha aumentato la disoccupazione, si traeva quel poco di profitto per poter vivere. Teniamo inoltre a comunicare che i cittadini di Vena Inferiore hanno raccolto circa 200 firme nel mese di gennaio, inviate al Sindaco, al prefetto ed alla protezione civile regionale. Ma ancora nessuna risposta
Il nostro partito ha apprezzato comunque l’impegno da parte della amministrazione comunale nell’affrontare i temi, e al giro di perlustrazione delle frazioni effettuate nei mesi scorsi, e più in particolare dell’assessore Scianò che si è recato nella frazione di Vena ad ascoltare lo stato d’umore dei cittadini, i quali hanno esposto vari problemi, uno su tutti il rischio idrogeologico, ed inoltre la mancanza di una adeguata rete fognaria, con fogne, addirittura, a cielo aperto. L’assessore si è dimostrato attento ed interessato ai problemi della cittadinanza, annuendo ad ogni singolo intervento, accompagnando inoltre con commenti del tipo: “non capisco come possiate ancora aver votato questa gente”, “questi problemi li risolveremo subito”, indicando una tempistica di sei mesi, per carità , sappiamo contare, e conosciamo anche i tempi tecnici per interventi simili, ma da allora nulla si è mosso, il problema della fogna a cielo aperto, o dei tubi dell’acqua difettosi, là erano là sono rimasti. Noi con questo, non vogliamo fare processi alle intenzioni, ma vogliamo semplicemente ricordare all’amministrazione, ed alla persona dell’assessore Scianò, elemento di spicco della giunta D’Agostino, che le promesse si mantengono, e che i Comunisti, come gli abitanti di Vena Inferiore e di tutte le altre frazioni hanno una memoria buona e lunga. Vogliamo anche ricordare quelle 2 famose opere che l’amministrazione Sammarco aveva stanziato, 400 mila euro (per la messa in sicurezza del territorio di Vena Inferiore e per l’ammodernamento della strada dei mulini), e 385 mila euro (per la strada di collegamento detta “scannapieco” che collega le tre vene) finanziamenti spariti dalle voci di bilancio, e dal piano triennale delle OO.PP. ed anche in quella occasione l’assessore Scianò ci aveva detto che erano stati si reindirizzati verso altri investimenti, ma sarebbero comunque stati reinseriti in bilancio per le opere di vena al più presto; intanto li avete tolti a Vena per darli ad altri, SBAGLIATO; fondi già destinati, che aspettavano di andare in appalto; avete scippato 785 mila euro ad una comunità, forse perché troppo schierata alle passate elezioni con l’allora candidato Soriano. Vi ricordiamo che l’amministrazione deve tutelare i diritti di tutti i cittadini, indistintamente dall’orientamento politico di un territorio. Vogliamo sperare inoltre che passati i sei mesi, e ne rimangono poco più di due, si vedano i primi frutti, che i 785 mila euro possano subito ritornare a Vena, e che magari non si faccia come per i fondi destinati all’alluvione di Vibo Marina, i  quali sono stati destinati dal sindaco D’Agostino alla messa in sicurezza del cancello rosso, tra l’altro su questa questione ci ricordiamo bene chi ha fatto il grave danno. Vogliamo ricordare ancora che sappiamo cosa significa amministrare, soprattutto per le nostre realtà povere, tra l’altro ancor più povere grazie al FEDERALISMO MUNICIPALE, votato da voi in questi giorni al parlamento, e dal vostro alleato LEGA.
Amministrare significa trasparenza ed onestà; morale e normativa.
Aggiustate le strade, fate in modo che si possano accompagnare i figli a scuola, che si possa andare al lavoro, che i mezzi di soccorso possano raggiungere quelle frazioni, di cui supponiamo ignoriate persino l’ubicazione sulla carta geografica, in totale tranquillità. Amministrate in modo normale, senza artifiziarvi su nuove proposte, restate con i piedi per terra, ed invece di sbandierare navi da crociera, come nella campagna elettorale, risolvete i problemi reali della gente.
  

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo valentia

martedì 25 gennaio 2011

Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!


Ben svegliato! Questo è quello che vogliamo dire all’assessore Pasquale La Gamba, che dopo tutto questo tempo finalmente ha riconosciuto che il problema della piazza franata a Triparni è un problema grave e che va risolto. Quanta arguzia e che intuizione! Peccato però che i componenti di questa amministrazione sembra che arrivino sempre con un “leggero” ritardo sui problemi del territorio comunale. Difetti di comunicazione, notizie che viaggiano con lentezza o forse lo stato di sonnolenza in cui questa giunta si trova i motivi di tale ritardo.
Eppure i cittadini di Triparni, durante tutto questo tempo, non hanno mai mancato di evidenziare il problema sottoponendolo spesso all’attenzione dei giornali, ed anche noi abbiamo affrontato questo tema con articoli sul quotidiano appellandoci alla coscienza delle autorità. Addirittura a luglio un comitato composto da alcuni cittadini Triparnesi aveva organizzato una riunione per discutere sul dissesto idrogeologico che interessa il paese. In questa riunione erano presenti molti amministratori e consiglieri di comune, provincia e regione.
Anche l’assessore La Gamba era presente, ed anzi era intervenuto dicendo: ”le priorità di intervento vengono decise dagli amministratori, non dai tecnici”. Un’affermazione veramente infelice a nostro avviso. Ci chiediamo infatti con quale criterio un “politico” possa valutare i rischi ed i tempi di intervento di un problema così grave. Magari anziché dare ascolto ai dati di analisi tecniche, il “politico” analizza i risultati ottenuti alle elezioni, e se un paese è di destra allora si interviene, se qui invece l’amministrazione ha perso beh, allora sono fatti suoi e la priorità cala. Sembra il modo di fare di Cetto Laqualunque, se mi voti ti ascolto altrimenti sono affari tuoi!
Ma qual è davvero questo problema che affligge questo paese ormai da parecchi anni? Ancora e sempre lo stesso! il dissesto idrogeologico del territorio. Una piazza che ormai è una voragine terrificante, ed una frana che si muove pericolosamente dall’altra parte del paese.
Pochi giorni fa l’ultimo appello degli abitanti della frazione di Triparni sul quotidiano. L’ennesimo, uno dei tanti che negli anni sono stati rivolti alle amministrazioni. Le quali però non hanno mai mosso un dito per fare qualcosa di concreto e definitivo.
Qual è l’intervento che è arrivato “tempestivamente” dopo anni ed anni di appelli e richieste? Bene, l’assessore ha deciso che la strada va chiusa, l’unica strada che da l’accesso al paese si deve chiudere! La strada è quella appunto vicina alla piazza ormai franata e che rischia anch’essa di cedere e provocare danni a cose e persone. Questa forse è l’unica soluzione che l’amministrazione comunale ha saputo trovare! Un altro di quei interventi “provvisori” (come quel tubo dell’acqua in bellavista che attraversa proprio questa stessa strada) destinati a durare per anni!
Anche noi del PdCI abbiamo affrontato spesso la cosa, chiedendo che qualcuno di mobilitasse per evitare una possibile “tragedia” annunciata. Cosa rimane da fare allora alla cittadinanza di Triparni, a quella gente che vive in ansia ed in allerta?
Noi del PdCI abbiamo a cuore la situazione che questo paese sta sopportando da troppo tempo ormai. Quindi ci sentiamo toccati dal problema e pronti a dare una mano alla gente di Triparni. Suggeriamo allora al consigliere del paese, Antonino Rocco, di portare in aula di consiglio una interpellanza, per denunciare e discutere il fatto che l’amministrazione comunale non si è ancora interessata del problema. Portare in aula la voce dei cittadini, ma non solo quella, anche gli abitanti di Triparni a presenziare alla seduta. Seduta alla quale noi del PdCI non mancheremo di certo, per far sentire forte la presenza dei cittadini a quest’amministrazione che fa orecchie da mercante.
Amministrazione che non ha mosso un dito, nonostante le promesse del sindaco D’Agostino e del presidente Mangialavori, fatte alla presenza dei cittadini Triparnesi nella riunione tenutasi lo scorso luglio nella piazza del paese. Promesse di un impegno serio per la soluzione del dei gravi problemi di dissesto che interessano il paese. Promesse da marinaio evidentemente. Eppure un uomo vero mantiene sempre la sua parola, e questo va al di là del fatto di essere o meno un buon amministratore. E loro purtroppo hanno dimostrato non solo di essere pessimi amministratori, ma anche di non saper tener fede alla parola data.
PROTESTARE! Questa dev’essere da oggi in poi il modo per affrontare il problema. Senza guardare in faccia nessuno. Noi siamo pronti a dare una mano, nella protesta, a fianco dei cittadini Triparnesi. Per far ritrovare a questo paese una dignità che negli anni le cattive amministrazioni ed i suoi, non particolarmente fedeli ed attaccati rappresentanti politici, gli hanno fatto perdere. Il paese ha avuto infatti molte volte consiglieri comunali anche di maggioranza, addirittura nella passata amministrazione era l’assessore ai lavori pubblici ad essere di Triparni, eppure nessuno di loro ha mai fatto niente di concreto.
Questo che avviene e si perpetua ormai da anni siamo sicuri che non sarebbe mai successo nel passato a Triparni. Ricordiamo i vecchi tempi della grande sezione del paese, “Giuditta Levato” del PCI, guidata da veri compagni che lottavano contro ogni ingiustizia fatta al paese. Quella sezione che aveva anche un folto gruppo di giovani, che si mobilitavano e facevano sentire forte la loro presenza alle amministrazioni che non potevano ignorarli. Giovani compagni che adesso sono ormai adulti e padri di famiglia, che hanno perso quella voglia di lottare perché troppo spesso si sono visti tradire, da chi come loro, ha militato in quella sezione ed è cresciuto con loro. A quei vecchi compagni ci rivolgiamo soprattutto, per dirgli che non sono soli. Che oggi si può e si deve ancora lottare.
Rinnoviamo quindi l’invito al consigliere per cercare di discutere in consiglio comunale la questione del dissesto che affligge Triparni ed organizzare una seduta con la presenza in massa dei cittadini. Se nemmeno questo poi bastasse a rassicurare i cittadini allora saremo pronti a manifestare al loro fianco, nei modi che saranno ritenuti necessari.
Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!
Partito dei Comunisti Italiani (Vibo Valentia)
Federazione Giovanile Comunisti italiani (Vibo Valentia)

domenica 24 ottobre 2010

"Il territorio Vibonese e le frazioni sconvolte dal rischio idrogeologico nell’attesa che qualcuno prenda provvedimenti“

“Serve un urgente recupero del dissesto idrogeologico per il nostro territorio”. Uno slogan ormai ripetuto come un mantra da tutti dopo gli avvenimenti che l’anno scorso hanno sconvolto il nostro territorio. Dal governo nazionale, fino alle amministrazioni locali.
Ma cosa è successo nel frattempo? Quali sono stati i provvedimenti presi e le opere eseguite per evitare il ripetersi, anche quest’anno, degli stessi disastri? Niente! Sono rimaste solo belle parole.
Abbiamo assistito a vere e proprie sfilate degli amministratori con i loro bei vestiti e con le scarpe immacolate, ben lontani dall'immagine che danno gli sfollati che spesso si trovano a dover recuperare le loro cose nel fango. Bei discorsi, fatti ai giornalisti e ai tanti portaborse che seguivano le “autorità”. Visite nei luoghi interessati come fosse un evento da festeggiare con tanto di corteo in cui tutti sono pronti a fare a gara a chi per primo indica al vip del momento quali sono i danni. A questo punto ci dovremmo tutti chiedere, come possa questa gente, che da anni amministra e che ruota attorno al mondo della politica, essa stessa responsabile di qualsivoglia finanziamento e di lavoro non fatto in passato per il recupero del territorio, presentarsi davanti ai luoghi colpiti dalla forza della natura mostrandosi sorpresi da queste tragedie spesso già annunciate. Vogliamo almeno sperare che tutto questo sia dovuto all'ignoranza degli stessi, che spesso non avendo l'istruzione specifica, si trovano ad essere mal consigliati e sottovalutano i problemi che sono presenti sul territorio. Nemmeno questa però è una scusa che possiamo tollerare, non quando poi dobbiamo pagare a caro prezzo gli errori di questa gente.
Un esempio di cattivo investimento si può vedere oggi nella piccola frazione di Triparni del comune di Vibo Valentia, paese evidentemente figlio di un dio minore. Non risale nemmeno a 10 anni fa il lavoro di “recupero di dissesto idrogeologico” realizzato all'entrata del paese, lavoro più comunemente chiamato con soddisfazione “piazza” da tutti quelli che la guardavano pensando di avere davanti l'opera più bella mai realizzata nel piccolo paesino. Consultandosi con la gente si viene a conoscenza che quella zona è stata sempre soggetta a scivolamenti di parte del terreno verso valle, un'opera di recupero della zona era quindi necessaria ed indispensabile. Sembra però che la mentalità che accomuna molti, sia che il lavoro venga fatto, anche con pochi soldi anche in maniera poco adeguata ma che venga realizzato, in modo da avere qualcosa che attenda di esser migliorata nel futuro. “L'appetito vien mangiando”, è forse questa la frase più azzeccata per definire il modo con cui vengono studiate e finanziate la realizzazione di certe opere.
Ma di nuovo dovremmo domandarci, non fa più male alle tasche dello stato e quindi a noi cittadini l'esecuzione “alla carlona” di certi lavori? Tornando alla piazza di cui sopra possiamo ricordare che già dai primi scavi, il sospetto che l'opera non fosse stata studiata come si deve era già venuta a molti. Appena all'inizio dei lavori infatti il paese era stato messo in subbuglio dal cedimento verificatosi che aveva costretto al monitoraggio dell'area da parte dei vigili del fuoco, per non rischiare di trovarsi davanti a danni che interessassero le abitazioni nella zona circostante. Nonostante questo, i lavori sono poi continuati seguendo le specifiche iniziali. La natura però non ha tardato nel farsi sentire, ricordando di nuovo che il lavoro di “recupero” non era stato evidentemente ben studiato e realizzato. Tempo dopo infatti, quando ormai la “piazza” era stata già realizzata, si poteva assistere ad un nuovo cedimento della stessa. Nemmeno questo ha fatto venire il sospetto a chi di dovere che qualcosa di sbagliato in tutto quello che si era fatto ci doveva essere. Si è provveduto infatti ad un ripristino frettoloso, curando a questo punto, dato che erano stati stanziati soldi per il ripristino dell'opera, l'aspetto estetico più che quello funzionale. Un marciapiede completo di pavimentazione, panchine, bacheca per gli avvisi alla cittadinanza e tutto ciò con quattro alberelli messi per abbellire il tutto, forse anche con la speranza, da parte dei soliti esperti che se ne infischiano di qualsiasi legge di ingegneria, che questi avrebbero potuto opporsi ad eventuali cedimenti futuri della piazza. Ed invece tutto come previsto, oggi la piazza si può dire che non ci sia più, o più ottimisticamente che si sta “spostando” velocemente sotto il livello della strada, portando con se l'arredo urbano. Al danno poi si è aggiunta anche la beffa, durante la notte ignoti hanno portato via la maggior parte di quello che c’era, dalle panchine alle ringhiere di recinzioni fino alle piastrelle dei marciapiedi! Il cedimento continua ormai dall’anno scorso ed è continuato anche nel periodo estivo.
Ma non è solo quest’area a preoccupare gli abitanti della frazione di Triparni. Negli stessi giorni in cui a Maierato veniva giù una montagna intera, infatti, un’altra area nel territorio della frazione stava allarmando i cittadini che preoccupati hanno informato le autorità. Lungo la strada per Porto Salvo, verso Mantineo (frazione Di Cessaniti) la zona è interessata da un preoccupante movimento franoso. Uno “scivolamento” verso valle del terreno (come si intuisce dalla conformazione del corpo di frana). Nelle vicinanze molte sono le abitazioni che evidentemente sono a rischio, con famiglie che soprattutto quando ci sono forti precipitazioni, vivono nella paura immaginando uno scenario come quello di Maierato appunto.
Risalgono a luglio gli ultimi aggiornamenti per i cittadini Triparnesi dal mondo dalla politica, che ha accennato un interessamento al problema sollecitati da un comitato civico costituitosi per l’occasione (comitato di cui poi si sono perse le tracce!). Da fine luglio ad oggi però nessun segno di vita e nessun intervento. A cosa servono allora questi dibattiti (con tavoli lunghissimi!) se poi non portano nessun risultato concreto o comunque non continuano ad informare i cittadini sullo stato delle cose? È solo un altro modo per farsi pubblicità e portare avanti dispute personali tra rappresentati di diverse parti politiche (o presunte tali dato che poi nei fatti sembrano ragionare allo stesso modo!).
Le uniche opere di recupero a cui abbiamo insistito nel passato (vedi piazza su citata) hanno evidenziato solo l’incompetenza di chi pretende di poter amministrare e gestire le risorse pubbliche senza conoscere la materia su cui si cimenta. Stiamo sperimentando sempre più spesso che “l'esperienza” di cui tanto si vantano i nostri politici non serve a niente, ma d'altronde non è una sorpresa dato che anche Oscar Wilde diceva che “l'esperienza non ha nessun valore etico, è solo il nome che gli uomini danno ai propri errori”. Le priorità di intervento, come invece diceva qualcuno proprio nella riunione di luglio, non possono essere valutate dagli amministratori; sono i tecnici che basandosi su risultati di specifiche analisi decidono i provvedimenti da prendere e dove agire con celerità, in modo imparziale, che siano territori delle frazioni o della città.
Amministrare e gestire le risorse per il nostro territorio che purtroppo è soggetto a molteplici fattori di rischio è una grossa responsabilità. Con l’arrivo della stagione autunnale e le piogge incessanti di questi giorni, possiamo solo sperare che la situazione non precipiti ulteriormente. Noi del PdCI ed io in quanto abitante di Triparni, chiediamo al Sindaco Nicola D’Agostino ed al Presidente della provincia Francesco De Nisi (entrambi presenti al dibattito organizzato a Triparni) ed anche al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, come si sta pensando di risolvere (in modo concreto, con fatti e non parole) tutte queste problematiche che affliggono e portano ansia nel cuore dei cittadini. Sappiamo bene che non esiste una bacchetta magica con cui risolvere i problemi tutti d’un botto, ma vorremmo almeno essere informati e sapere se possiamo dormire sonni tranquilli o continuare a pensare al peggio che può venire da un momento all’altro.
Giuseppe Ambrosio (PdCI Vibo Valentia)