lunedì 17 ottobre 2011

Transfughi al PD e questione morale

Nei giorni scorsi, come da tempo, spesso inascoltati, avevamo previsto, il consigliere regionale Nino De Gaetano ha dato un annuncio, destinato certamente a meravigliare il mondo politico planetario e a prosciugare le acque del Mar Rosso: entra con i suoi fedeli ripetitori nel Pd con una apologia dissimulata di Berlusconi. Sotto questo profilo Nino De Gaetano non è un convertito, che conserva sempre qualcosa della vecchia pelle. Invece, appartiene alla categoria dei rinnegati, che ripudiano il passato per motivare il salto della quaglia e per aggraziarsi le simpatie di quanti già stanno nella nuova apaprtenenza. Tipico, questo, degli opportunisti di sinistra, che all’enfasi della frase solenne e dei principi, arrotolati in forme catechistiche, fanno seguire  l’assoluta miseria di comportamenti tipici dei trasformisti e dei voltagabbana. E a nulla vale che Nino De Gaetano tenti di camuffare il suo opportunismo di sinistra con richiami alla necessità di offrire proposte concrete ai lavoratori. Egli è finito nel Pd, un partito moderato, che risulta incapace, per le sue contraddizioni interne, anche di fare una vera opposizione in Italia e in Calabria. Noi non siamo sorpresi dal passaggio al Pd di De Gaetano e dei suoi sodali. Lo avevamo detto da molto tempo che questa era la traiettoria verso cui si muovevano i transfughi di Rifondazione. Peraltro, come volevasi dimostrare, avevamo previsto e denunciato, il cosiddetto Progetto Sinistra non era altro che un miserevole alibi per tentare di giustificare quello che in nessun modo può essere giustificato: la svendita dei valori e il tradimento delle idee.
Adesso Progetto Sinistra scompare e, come nel gioco delle tre carte, compare la destinazione finale: il Partito Democratico.
De Gaetano afferma che le ideologie sono finite, però arriva a questa originale conclusione dopo avere scippato ai Comunisti Italiani e alla Federazione della Sinistra un seggio al Consiglio regionale, un seggio ottenuto solo ed esclusivamente grazie al ruolo politico e ai voti determinanti del PdCI. Soltanto un anno fa, si è candidato nella lista della Federazione della Sinistra e, allora, non ebbe alcuna esitazione o remora ideologica. Invece, il consigliere De Gaetano scopre la fine delle ideologie adesso. Forse dimentica che il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, intimandogli il rispetto delle regole dei comunisti in materia di finanziamento al Partito, lo ha pubblicamente definito espressione di una grandissima questione morale.
Ma chi ha buona memoria ricorda che Nino De Gaetano, il quale solo dopo l’ingresso nel Pd vede la luce, aveva due precisi doveri etici e politici: primo, trasferire quanto dovuto, e da se stesso stornato, alla Federazione della Sinistra di cui faceva parte e che gli ha permesso di entrare in Consiglio regionale; secondo, restituire il mandato elettorale alla Federazione della Sinistra grazie alla quale era stato eletto. Né l’una né l’altra cosa, come fanno i politici da strapazzo, tutti quelli che non hanno né arte né parte. Uno sfregio ai tantissimi militanti che hanno condotto una campagna elettorale per i comunisti e la FdS.
Sono questi opportunisti che il Pd insacca in forma solenne, rendendosi responsabile della crescita della mala pianta del trasformismo. Il Pd, nel mentre parla di etica e politica, sguainando la scimitarra contro i trasformisti che da sinistra passano a destra o gli Scilipoti di turno, contestualmente si comporta allo stesso modo. Ma, forse, dal punto di vista elettorale, ci hanno azzeccato. Con Nino De Gaetano espugneranno Archi. Un bel risultato che, evidentemente, apre una voragine di natura morale ed etica nel Pd, un partito disposto ad accettare queste incomprensibili acrobazie pur di accogliere nelle proprie fila personaggi voltagabbana e trasformisti.
Davanti a questo scempio rilanciamo la necessità e l’indispensabilità di una forte presenza dei comunisti e della sinistra in Calabria e in Italia. Allo stesso modo ribadiamo i valori della diversità comunista, insegnatici da Enrico Berlinguer, rispetto al deserto etico e morale di squallidi ed inutili personaggi che si ricorderanno soltanto per essere stati dei saltimbanchi della politica. 

Reggio Calabria, lì 10 ottobre 2011

LA SEGRETERIA REGIONALE DEL PdCI DELLA CALABRIA

giovedì 6 ottobre 2011

Nuovo comitato federale PdCI - Vibo Valentia

Sabato 1 ottobre 2011 presso i locali della CGIL d Vibo Valentia si è svolto il V° congresso federale del PdCI. All’ordine del giorno la votazione del documento congressuale nazionale ed il rinnovo degli organismi dirigenti e i delegati al congresso nazionale. All’evento era presente il segretario regionale del PdCI Michelangelo Tripodi che ha seguito i lavori del congresso nella veste di garante.

Durante la prima fase si è sviluppata la discussione sul documento congressuale nazionale, presentato dal segretario uscente Stefano D’Apa, il quale si è concentrato sul cuore del documento: la ricostruzione del Partito Comunista che veda il superamento dei due principali partiti della sinistra in Italia, il PdCI ed il PRC. Questa proposta che da tempo il nostro partito ha in cantiere, viene formalizzata nel congresso e rimandata alla dirigenza del PRC, dalla quale tutti noi ci aspettiamo una risposta a breve e propositiva. Riunire i due principali partiti comunisti d’Italia quindi, nell’ottica del superamento delle divisioni nate anni fa, per dare risposte a tutte quelle compagne e quei compagni che da tempo ci chiedono questo. La proposta ovviamente si ripercuote anche a livello provinciale, dove il PdCI Vibonese chiede ai compagni del PRC uno sforzo concreto in questa direzione, proponendo all’interno del PRC stesso l’accelerazione di tale processo. Non ha più senso e probabilmente non lo ha mai avuto, avere in Italia due partiti comunisti. Già da qualche mese nella federazione di Vibo tra il PdCI e il PRC si è intrapresa la strada dell’unità politica e di intenti anche per quanto riguarda le iniziative che stiamo portando avanti in piazza e tra la gente, proprio lì dove devono stare i Comunisti.

Il perno principale su cui ruota l’agire politico del nostro partito è quello della ricomposizione della sinistra e, secondo noi, solamente con un solo Partito Comunista si potrà avere una sinistra unita e la federazione della sinistra deve quindi continuare il suo percorso di laboratorio politico, dentro il quale le varie anime della sinistra possano confrontarsi e proporre le proprie idee, per dare slancio e continuità alla sinistra italiana. La discussione si è susseguita con gli interventi dei compagni dalla platea congressuale, alla fine dei quali si è proceduto alla votazione del documento congressuale, votato all’unanimità. Si è proseguito in seguito a votare gli organismi dirigenti federali che elenchiamo di seguito, organismi eletti dal voto unanime dalla platea.

Il comitato federale è cosi composto:
Filippo Benedetti, Nicola Iozzo, Giuseppe Ambrosio, Giovanni De Sossi, Giuseppe Condoleo, Giuseppe Borrello, Aurora Corso, Walter Caglioti, Giuseppe Ceravolo, Stefano D’Apa, Antonio D’Apa, Maurizio Cariddi e Cosma Brosio.
Segretario federale: Filippo Benedetti
Tesoriere federale: Giuseppe Ambrosio
Presidente del Comitato Federale: Stefano D’Apa

La scelta del nuovo comitato è dettata sicuramente dal senso di ringiovanimento e di cambiamento che il PdCI vuole attuare a tutti i livelli, per queste motivazioni, oggi, abbiamo un partito che si rinnova, con una nuova classe dirigente fatta soprattutto da giovani con nuove idee e tanta voglia di fare. Compagni che fanno politica per passione e non per arrivismi vari molto presenti in altri partiti. Giovani che hanno tutta l'approvazione dei membri del direttivo uscente, e del partito tutto, che hanno fatto posto alle nuove leve spianandogli la strada e mettendo al servizio la loro esperienza ed esprimendo la loro totale disponibilità a continuare a lavorare al fianco di questo nuovo comitato provinciale pur senza ricoprire cariche ufficiali. Un partito che lavora in armonia, senza correnti interne che impediscono di raggiungere gli obbiettivi prefissati.
La platea ha infine salutato e ringraziato il comitato federale uscente, il segretario uscente Stefano D’Apa ed il tesoriere uscente Melissa Garrì.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

domenica 2 ottobre 2011

Significativa analisi del Partito Comunista Siriano sulla situazione in tale paese

Comunicato di Husein Nemer, primo segretario

su http://www.solidnet.org | Traduzione a cura di http://www.marx21.it


Husein Nemer, primo segretario del Partito Comunista Siriano (unificato), uno dei due partiti comunisti (l'altro è il Partito Comunista Siriano) che fa parte del Fronte Nazionale Progressista in Siria (insieme, tra gli altri, al Partito Baath) analizza l'attuale momento della vita politica nel suo paese, pronunciandosi per radicali riforme democratiche, ma allo stesso tempo, nella rete Solidnet, rivolge un appello ai partiti comunisti e operai di tutto il mondo perché si oppongano all'aggressione imperialista in atto contro la Siria.


Vi presentiamo una breve analisi degli avvenimenti che si sono sviluppati nel nostro paese, la Siria, allo scopo di mettere in evidenza alcuni fatti, da un lato, e smentire certe menzogne assolutamente inventate e messe in circolazione dai media della propaganda imperialista che prende di mira la Siria.

Dopo l'inizio degli avvenimenti nel marzo scorso, decine di catene televisive in America, in Gran Bretagna, in Francia, e alcune anche nel mondo arabo, e centinaia di siti internet hanno lavorato freneticamente per falsificare la realtà su tali eventi, indirizzandosi all'opinione pubblica mondiale con programmi appositi, diffusi giorno e notte.

Il presidente americano fa quotidianamente dichiarazioni che fanno riferimento a minacce dirette alla Siria, a un'ingerenza flagrante negli affari interni del popolo siriano. Molti governanti dell'Unione Europea seguono le orme del presidente americano.

Le minacce e le ingerenze hanno raggiunto il culmine quando il presidente americano ha proclamato l'illegittimità del regime siriano. Sanzioni severe e ingiuste sono state imposte al popolo siriano e alla sua economia. Più pericolosi ancora i piani che sono stati discussi dalla NATO allo scopo di lanciare ondate di attacchi aerei per molte settimane contro 30 siti strategici in Siria, in modo esattamente somigliante a ciò che è accaduto in Jugoslavia.

Alcuni governanti dell'Unione Europea non hanno esitato a fare appello a trattare la situazione in Siria con metodi, che sembrano la copia esatta di quelli usati nella crisi libica, dove decine di migliaia di civili sono stati massacrati, decine di fabbriche e siti economici sono stati distrutti dalle incursioni aeree, mentre nel frattempo, la Libia veniva divisa.

Stati membri dell'alleanza imperialista internazionale cercano, con tutti i mezzi possibili, di far adottare una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che condanni la Siria, per farla seguire da risoluzioni successive contro la Siria, in base all'articolo 7 della Carta dell'ONU, allo scopo di legittimare una campagna aggressiva. Grazie all'opposizione della Russia e della Cina, affiancate da Sud Africa, India, Brasile e Libano, i tentativi imperialisti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sono, fino ad ora, stati sventati.

Tutti questi intrighi vengono così giustificati:

Dei manifestanti sono stati uccisi in Siria, e si è fatto ricorso a metodi repressivi nel trattamento delle manifestazioni,

La manipolazione delle insufficienze del regime in Siria, come la mancanza di democrazia e il monopolio esercitato dal potere, allo scopo di fare pressione sul regime perché adotti cambiamenti interni, mentre i cambiamenti interni dovrebbero essere considerati come parte integrante della sovranità di qualsiasi paese.

Certo, molte manifestazioni hanno avuto luogo a partire dal mese di marzo, richiedendo riforme sociali, economiche e democratiche. La maggior parte di tali rivendicazioni è stata sostenuta dal nostro partito come la maniera di opporsi alle conseguenze nefaste della messa in opera di misure economiche liberali, uscite dagli accordi raggiunti con il FMI, e della trasformazione della Siria in un'economia di mercato. Gli effetti sono stati molto pesanti sul livello di vita dei poveri e dei ceti medi.

La direzione politica del paese è stata costantemente messa in guardia, nella stampa del nostro partito, negli incontri ufficiali e nei memorandum ufficiali, l'ultimo di cinque settimane fa. I manifestanti erano pacifici.

Essi sono stati presto manipolati da religiosi fondamentalisti e da gruppi radicali dall'ideologia oscurantista.

Da pacifiche, le manifestazioni sono diventate armate, mirando a raggiungere obiettivi che non hanno niente a che fare con le riforme politiche e sociali. Le forze di sicurezza hanno commesso numerosi errori ingiustificabili nell'affrontare le manifestazioni. Decine di civili e di soldati sono stati uccisi. Si sono costituite bande armate, che hanno attaccato proprietà pubbliche e private, e hanno innalzato barricate in alcune città dove hanno preso il sopravvento. Negli ultimi mesi, queste bande armate si sono incaricate di allestire siti armati nelle regioni frontaliere della Siria, da una parte, e della Turchia, del Libano, della Giordania e dell'Iraq per assicurare la continuità dell'approvvigionamento di armi e attrezzature diverse.

Comunque, le bande armate non sono riuscite a costituire una base di frontiera stabile. Ciò è costato la vita a centinaia di civili e di soldati, più di 2.000 vittime. Allo stesso tempo, certi avvenimenti sono stati esagerati. I fatti sono stati falsificati. Strumenti elettronici e mediatici sofisticati sono stati utilizzati allo scopo di far passare l'esercito siriano come completamente responsabile di questi eventi, e di sollevare da ogni responsabilità le bande armate.

Sotto la pressione degli avvenimenti, il governo siriano ha adottato numerose riforme sociali e democratiche, come: l'annullamento delle leggi di emergenza, dei tribunali d'eccezione e il carattere legale accordato alle manifestazioni pacifiche. Recentemente, sono state approvate una nuova legge elettorale e una legge che consente la creazione di partiti politici. E' in corso di preparazione una nuova costituzione o una costituzione modificata.

Sono state anche approvate nuove leggi nel campo dei media e dell'amministrazione locale.

Gli obiettivi delle leggi e delle misure sono: rompere il monopolio del potere esercitato dal partito Baath, per instaurare una società pluralista e democratica, per garantire le libertà pubbliche e private, per contribuire allo sviluppo della libertà di espressione e riconoscere il diritto dell'opposizione all'attività politica pacifica.

Malgrado le nostre riserve in merito ad alcuni articoli, consideriamo queste leggi molto importanti. Per più di quarant'anni, il nostro partito ha lottato perché tali leggi venissero adottate. Se queste leggi venissero attuate, potrebbero rappresentare un passo importante in avanti, nella transizione della Siria verso una società democratica e pluralista.

Vasti settori dell'opposizione nazionale pacifica hanno accolto positivamente queste misure, mentre l'opposizione fondamentalista e armata continua ad agitare sempre gli slogan del rovesciamento del regime, inasprendo le tensioni tra le comunità.

Cercare di dipingere il problema come se si trattasse di una lotta comunitaria o religiosa è una falsificazione flagrante dei fatti.

Possiamo riassumere la situazione nel modo seguente:

Le tensioni armate nelle città siriane sono diminuite. Le bande armate hanno subito pesanti perdite. Tuttavia, alcune di queste sono in grado di riprendere l'attività.

Le manifestazioni pacifiche non sono scomparse e non saranno affrontate con la violenza di Stato, a meno che non siano accompagnate da agitazioni violente.

Lo Stato ha invitato l'opposizione nazionale a partecipare a un dialogo politico generale che si proponga di contribuire alla realizzazione della transizione alla democrazia e al pluralismo in maniera pacifica. Il dialogo deve affrontare numerose difficoltà, tra cui la più importante è la pressione dei gruppi armati che si oppongono al dialogo pacifico e a una soluzione pacifica, e che dipendono dal sostegno straniero.

Le minacce imperialiste e colonialiste contro la Siria si sono intensificate. Malgrado queste minacce creino grandi difficoltà, dobbiamo essere pronti ad affrontarle.

Per quanto riguarda la situazione nel nostro paese, emerge che:

I movimenti di protesta si manifestano sempre in forme diverse. Differiscono da un governatorato all'altro. Si può rilevare come la maggior parte dei movimenti parta dalle moschee, delle zone rurali e dei quartieri più poveri per dirigersi verso il centro delle città.

I movimenti tra le minoranze etniche o religiose sono rari. Nelle fabbriche, nelle università e nei sindacati non esiste questo movimento.

Nei circoli della grande borghesia, in particolare nelle grandi città come Aleppo, Latakia e Damasco, non si avverte movimento.

Non esiste alcun movimento tra i clan e le tribù.

L'opposizione si compone per lo più di partiti molto diversi. Alcuni sono patriottici, e si oppongono all'ingerenza straniera e alle bande armate. Essa può contare sui Fratelli Musulmani che possono essere considerati come il partito più attivo e meglio organizzato nel paese e all'estero.

Ci sono anche molti gruppi tradizionalisti con differenti orientamenti, la cui influenza è chiaramente visibile nei raduni e nelle manifestazioni in diverse regioni. Questi gruppi non nascondono i loro obiettivi prettamente reazionari e settari.

Sul posto, i gruppi più attivi e importanti dall'inizio delle manifestazioni sono i coordinamenti locali che comprendono gruppi di giovani privi di orientamento o un'ideologia comune chiara, se non slogan come: "Abbasso il regime!". Sono vulnerabili alle pressioni esterne e interne.

L'opposizione in esilio è composta essenzialmente da intellettuali, da tradizionalisti, da persone che hanno abbandonato il regime, mantenendo alcuni contatti nel paese (Khadam e Refaat Al Assad).

Nell'ultimo periodo, queste forze hanno organizzato molte conferenze all'estero (eccetto un incontro organizzato all'hotel Samir Amis a Damasco dall'opposizione interna), con l'obiettivo di mobilitare le forze e coordinare le posizioni. Ma hanno prevalso le differenze ideologiche, politiche come anche gli interessi. Certe forze dell'opposizione all'estero hanno lavorato duramente per ottenere il sostegno delle forze straniere colonialiste.

Fino ad ora, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia hanno condotto una campagna internazionale di minacce contro il regime in Siria che cercano insistentemente di imporre sanzioni contro la Siria, in particolare le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e di altre organizzazioni internazionali, mentre la Russia e la Cina continuano ad opporsi a tali sanzioni e misure. La Turchia ha scelto una posizione opportunista che oscilla in funzione dei suoi interessi regionali e politici. In sostanza, esiste un'unanimità internazionale nell'opposizione alle misure militari indirizzate contro la Siria, come quelle che si sono prodotte in Libia, dal momento che la Lega Araba e il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non adottano risoluzioni che aprano la strada a questa prospettiva. Il conflitto su tale questione è feroce.

Eccetto il Qatar che gioca un ruolo essenziale nella congiura contro la Siria, esistono differenti opinioni e posizioni nel mondo arabo per quanto concerne la situazione in Siria.

Giorno dopo giorno, la situazione economica va deteriorandosi, la pressione sulle condizioni di vita delle masse si intensifica.

Il regime si dimostra coerente e offre grandi possibilità. Cinque mesi dopo l'inizio degli avvenimenti, nessuna delle istituzioni fondamentali (il partito, l'esercito, la sicurezza, le istituzioni dello Stato, le ambasciate, le organizzazioni popolari, i sindacati, il Fronte nazionale progressista...) hanno conosciuto divisioni.

Naturalmente, il quadro non è statico, e deve essere valutato nei suoi aspetti dinamici, nella sua evoluzione e nel suo sviluppo, giorno dopo giorno.

Tra gli scenari possibili:

La crisi potrebbe continuare ancora per un lungo periodo, portando ad altre catastrofi, bagni di sangue e sofferenze.

Un baratro che potrebbe preludere all'anarchia generale, a una guerra civile o qualcosa del genere, che apra la via a un intervento straniero.

Potrebbe prodursi una divisione evidente nell'opposizione, con la conseguenza che una parte di essa si apra a un dialogo serio con il regime per arrivare a un nuovo contratto sociale nel paese.

La fine delle divergenze nell'approccio e dell' "immobilismo" per quanto concerne le forze di regime.

Le fuoruscite possibili sono due: sia l'avanzata verso una soluzione politica della crisi che ne renda possibile la fine rapida e definitiva, che il proseguimento del ricorso al trattamento con metodi repressivi della crisi, qualsiasi ne sia il prezzo.

E' difficile prevedere il modo con cui sarà raggiunta la soluzione decisiva.

Potrebbero prodursi avvenimenti inattesi, che inducano tutti i partiti a trovare un accordo, o ad accettare un accordo imposto da potenze straniere per aiutare il paese a trovare una via d'uscita dal tunnel in cui si è infilato.

Dov'è il partito ora?

Per cominciare vorremmo attirare la vostra attenzione sul fatto che il nostro partito aveva inviato un memorandum al comando nazionale alla vigilia della 10° conferenza nazionale del partito Baath nel 2005. Il partito aveva chiesto che lo Stato venisse separato dal partito, che la democrazia e le libertà fossero garantite, che le leggi d'emergenza fossero rimosse, che si mettesse termine al dominio del partito Baath sui sindacati, che la corruzione fosse combattuta, ecc.

Inoltre, noi ci teniamo ad aggiungere che il partito ha affermato, in tutti i documenti adottati nell'ultimo periodo, che esso sostiene la posizione nazionale della Siria.

Per realizzare questo obiettivo, i bisogni economici, sociali e democratici delle masse popolari devono essere soddisfatti. Noi abbiamo discusso nel dettaglio di queste rivendicazioni nelle nostre conferenze e documenti.

Nella sua analisi della profonda crisi attuale, il nostro partito ha indicato chiaramente che la principale contraddizione si trova tra la formula politica di un paese governato da decenni e le rivendicazioni di democrazia, sviluppo sociale, economico e culturale di cui ha bisogno la Siria.

L'essenza della nostra posizione è che questa formula politica si basa sul monopolio dell'autorità del partito Baath e sulla tutela che esercita nei confronti del movimento popolare e delle sue organizzazioni. Questa formula ha portato alla decadenza e alla burocrazia, e alla corruzione dell'apparato dello Stato. Di conseguenza, i piani di riforma economica e sociale devono essere presi in considerazione e adeguati alle esigenze di progresso.

In breve, il nostro partito ritiene che il fondamento della crisi attuale risieda nel divario tra la struttura del regime e i compiti che deve affrontare la Siria. Nello stesso tempo, il partito insiste sul fatto che il nemico e le forze imperialiste stanno facendo del loro meglio per utilizzare questo divario interno per rendere possibile la cospirazione contro la Siria, e utilizzarla come un cavallo di Troia per metterla al servizio del suo ben noto obiettivo, come abbiamo illustrato sopra.

In conseguenza, il Partito Comunista Siriano (unificato) non ha una posizione neutra rispetto all'alternativa necessaria, da una parte, e sui mezzi necessari per raggiungere tale obiettivo, dall'altra.

Una soluzione politica che passi attraverso il conseguimento di riforma autentiche e radicali è la sola via d'uscita dalla crisi. Le misure repressive non fanno che sviluppare i fattori di crisi, approfondendoli ancora di più, svuotando del suo significato il contenuto delle riforme.

Noi affermiamo che la situazione attuale rende necessario un dialogo costruttivo e leale tra tutte le forze patriottiche e oneste, indipendentemente dalle differenze di opinione e di idee, sull'obiettivo del raggiungimento di un accordo e di un piano di riforme radicali che rispondano ai bisogni delle masse popolari e che garantiscano la creazione di uno Stato civile laico e democratico che si opponga ai piani imperialisti e israeliani nella regione.

Se il dialogo necessita di un clima propizio, il dialogo stesso potrebbe contribuire a creare tale clima, poiché le altre opzioni non porterebbero che a nuovi bagni di sangue, nuovi disastri per il paese e per il popolo.

Cari compagni,
In considerazione della debolezza dei media siriani di fronte ai grandi media dell'imperialismo, alla mobilitazione delle forze del mondo intero contro la Siria, e all'alleanza anti-siriana composta dalle potenze imperialiste e dalle loro marionette nella regione, compresa la Turchia, che ha adottato una politica pragmatica per poter condividere l'egemonia nella regione con i paesi europei, per tutte queste ragioni, il nostro partito spera che tutti i partiti comunisti, operai e democratici nel mondo contribuiscano a diffondere queste precisazioni tra l'opinione pubblica dei loro rispettivi paesi.

Per questa ragione, facciamo appello a questi partiti a sostenere la Siria perché è il più importante dei paesi arabi che resiste ai piani imperialisti di dominio del Medio Oriente, e che si oppone fermamente al piano americano-israeliano che mira a dividere la regione in diverse entità comunitarie, il cui controllo sarebbe reso più facile. Inoltre, essa sostiene il diritto del popolo palestinese a liberare i suoi territori e a fondare uno Stato nazionale con Gerusalemme come capitale.

sabato 1 ottobre 2011

Il comune vende la nostra storia

Al peggio non c’è mai fine e quando sembra che la nostra città abbia toccato ormai il fondo e che si possa sperare nella quiete dopo la tempesta ecco qui che i nostri amministratori riescono ad esprimere il loro peggio. Riescono a fallire anche nel fare i conti. Riescono a distruggere la nostra storia. Riescono a svendere il patrimonio pubblico.
Al comune c’è una giunta di incompetenti e un consiglio forse anche peggiore perché dei consiglieri comunali seri avrebbero preso a calci anche i propri assessori dopo quello che è stato fatto, ma state tranquilli che arriverà il momento in cui la popolazione vi verrà a prendere a calci elettoralmente. L’assessore al bilancio (questa nomina sembra blasfema visto quello che ha fatto con il bilancio consuntivo) Scianò per un errore di calcolo crea un buco di 5 milioni di euro e svende il patrimonio della città. Sinceramente non siamo proprio convinti che di errore di calcolo si sia trattato ma al contrario pensiamo malignamente che sia stato tutto calcolato.
Nonostante tutto il signor Scianò, non ce la sentiamo di chiamarlo assessore, è ancora lì seduto sulla sua comoda poltrona e non ha pensato nemmeno per un attimo di andare a fare qualcosa che magari gli riesca meglio. No no! L’assessore va a fare il saluto fascista con i “camerati” e il presente a Luigi Razza (riportato dal quotidiano e mai smentito) e per mancanza di tempo non ricontrolla i suoi calcoli di bilancio. L’assessore Scianò fa il reato costituzionale di apologia del fascismo (Bevilacqua ancora non è riuscito a cancellarlo) e manda allo sfascio definitivo la nostra città.
Ma da che gente siamo governati? Che razza di persone siete? Ma guardandovi la mattina allo specchio non vi vergognate di voi stessi? Come è possibile governare così una città?
E’ inutile anche dirvi di dimettervi perché non basterebbe. Dovreste proprio andare via e lasciare che il tempo rimargini le profonde ferite che state infliggendo a questa città. Ferite che sicuramente lasceranno profonde cicatrici nella città di Vibo Valentia. I suoi pezzi migliori, la storia, i simboli, chi ce li ridarà indietro se verranno venduti? Il Valentianum ed il suo parco, il palazzo delle accademie, lo sporting e i locali dove è ubicata la società operaia vibonese. Non era meglio concedere la “gestione” di questi beni anziché venderli senza mai avere la possiblità di riaverli indietro?
A chi venderete questi edifici storici e rappresentativi della città di Vibo? Quelli che sono il patrimonio di ogni cittadino vibonese verrà venduto, anzi molto probabilmente svenduto, a qualche potente. Quello che è pubblico e spetta di diritto alla comunità, diventerà bene privato! Siamo all’assurdo, ma sappiamo che voi non riuscirete mai a capire da dove viene questa nostra rabbia. Voi siete quelli che non hanno rispetto per la storia e per la comunità. Voi rispettate solo il dio denaro, gli interessi economici del privato prima di tutto.
Il fondo del barile è stato ormai raschiato, voi non abbiamo ancora capito cosa state cercando di scavare ancora. Questo è molto probabilmente il momento più buio e triste della nostra città di Vibo, stiamo superando quelle che sono le nostre più nefaste previsioni all’indomani della vostra elezione. Davvero non pensavamo poteste essere così disastrosi per il comune di Vibo Valentia.
Ma a questo punto non possiamo prendercela solo con la maggioranza di consiglio e la sua giunta, in tutto questo scempio ci chiediamo l’opposizione dov’è? Per uscirne fuori con dignità avrebbero dovuto dimettersi in massa, avrebbero dovuto creare davvero un movimento di opposizione che vada al di la della camera di consiglio. Ma in effetti cosa si può sperare da questa parte politica che è all’opposizione al comune ma al governo della provincia, dove le cose vanno (per quanto possibile) anche peggio! Noi siamo veramente fieri di non far parte di questa “elìte” della politica che cura solo i propri interessi. Noi siamo contenti di essere all’opposizione, sia al comune che alla provincia, perché il nostro concetto di “fare politica” è qualcosa di ben più alto.
Ci chiediamo se a casa vostra amministrate il vostro patrimonio allo stesso modo. Ci chiediamo se buttate la vostra spazzatura per terra dentro casa, se bevete e fate bere ai vostri figli l’acqua del rubinetto e se fate i conti alla stessa maniera, ma siamo convinti del contrario. A casa vostra non vi comportate così perché, a voi, è del bene pubblico che non interessa niente. Voi non sapete cosa significa il termine “bene della collettività” ma conoscete benissimo i “beni privati” dove poter andare senza incontrare la plebaglia vero? Adesso si capisce benissimo perché il Valentianum è in stato di totale abbandono e senza addirittura la luce o perché lo splendido parco adiacente, che il miglior sindaco che questa città abbia mai avuto (PINO IANNELLO) e di cui voi non siete nemmeno lontanamente la brutta copia aveva sistemato e reso pubblico e vivibile, non sia nemmeno avvicinabile per colpa delle spine altre più di un metro. TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO PER FARGLI PERDERE VALORE E POTERLO SVENDERE AL MIGLIOR OFFERENTE E PROBABILMENTE ANCHE AMICO!
Non ci importa se direte che eravate obbligati o che siete stati costretti dalle circostanze o dalla congiuntura economica oppure che alla fine venderete solamente quanto basta per risanare i debiti che voi stessi avete fatto.
FOSSE PER NOI FAREMMO PAGARE A VOI DI TASCA VOSTRA IL BUCO CREATO NELLE CASSE DEL COMUNE! Purtroppo a pagare siamo e saremo sempre e solo noi cittadini.
Cosa devono fare i cittadini di Vibo? Qual è la soluzione? Come possiamo fare per farvi capire di andare via? Fare come a Parma? Venire a urlare tutti di andare a casa? Pensate di essere inamovibili e che la gente è contenta di voi? Mah! Ci domandiamo se con la gente ci parlate e soprattutto con quale gente. Avete distrutto l’immagine della città e forse anche la salute. Undici pecore messe al posto degli assessori avrebbero governato meglio, un cane sulla poltrona del sindaco si sarebbe comportato in maniera migliore. Questi animali infatti sarebbero stati molto più adeguati degli amministratori degli ultimi 15 anni della storia di Vibo Valentia! Vorremmo svegliarci domani e scoprire che voi siete stati solo un brutto sogno, ma purtroppo sappiamo che nessun incubo può essere spaventoso quanto il vostro modo di amministrare.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 29 settembre 2011

TRIPARNI ABBANDONATO

Qualche giorno fa un bell’articolo, di un’intera pagina, parlava della frazione di Triparni nel comune di Vibo Valentia. Quel comune che sembra aver dimenticato le frazioni, lasciandole nel più totale abbandono. La piazza che frana, una scuola abbandonata a se stessa da anni e piccoli lavori di manutenzione ordinaria (come la pulizia delle strade e del centro abitato) che non vengono mai eseguiti.
Già solo a sentire questo si capisce che il paese è nel più totale abbandono. Ma probabilmente una sola pagina del giornale non è bastata per elencare i problemi affliggono questo paese. Già perché la lunga lista non si ferma qui. Noi del PdCI è da parecchio tempo che osserviamo il territorio ed in particolare questa frazione, che ci sta a cuore non solo perché alcuni dei nostri membri vi abitano ma soprattutto perché veder morire lentamente questi piccoli centri urbani ci addolora e ci fa rabbia! Ce ne siamo occupati anche da prima del consigliere del paese, che forse si accorto dei nostri numerosi interventi sui giornali e per non sembrano lontano dalle problematiche del suo territorio ha fatto un paio di interventi. Ma niente di più, eppure pensiamo che dovrebbe protestare in modo forte, anche in un modo “plateale”. Magari una bella manifestazione davanti a palazzo L. Razza, fatta di tanti Triparnesi arrabbiati. E la rabbia di sicuro è tanta!
Alla lista delle cose già dette giorni addietro potremmo infatti aggiungere: un campetto comunale tenuto nel più totale abbandono, manca infatti l’acqua, il campo è pieno di erbacce (anche se i ragazzini a volte vanno a pulirlo per potervi giocare) ed il terreno è dissestato. Qual è la soluzione che il comune ha pensato di adottare? Un bel lucchetto per vietarne l’accesso: “guardare e non toccare” ma soprattutto sprecare! Evidentemente è questo il messaggio che la nostra amministrazione ci vuole mandare! Vicino al campetto c’è anche una palestra, abbandonata anch’essa a se stessa. Non si potrebbe trovare il modo per riqualificare questi due importanti centri sportivi? I ragazzi ne hanno bisogno, e tutto il paese. Magari si potrebbero dare in gestione queste strutture a qualcuno che le sappia tenere in vita, con regolare gara d’appalto però, non com’è solita affidare la gestione della proprietà pubblica quest’amministrazione!
Ma non si ferma nemmeno qui la tragedia che Triparni vive ogni giorno, da mesi e forse anche anni ormai i cittadini segnalano una forte perdita nella condotta fognaria in località “San Filippo”, nella zona vicino ai depuratori. Un odore nauseabondo e liquami carichi di sostanze nocive per la salute si riversano nelle campagne vicine e nella strada, terreni che prima la gente coltivava ma che adesso sono abbandonati per via di questo problema. Solo a passarci con la macchina (tra l’altro la strada è a pezzi, con cartelli di “lavori in corso” che sembrano sempre più una presa in giro!) l’abitacolo si riempie di un fetore stomachevole.
Che dire poi della spazzatura? Sembra ormai una filastrocca senza fine, questa raccolta che non viene mai fatta e l’immondizia che giace ai bordi delle strade e nel paese. Ormai è diventata parte integrante del territorio: sedie, tv, elettrodomestici e suppellettili vari, ad ornare il paesaggio! Sembra il mercatino delle pulci! Forse l’amministrazione comunale conta proprio sul fatto che i cittadini stanchi di denunciare, non ci facciano più caso, si abituino a convivere con, e soprattutto “nella” spazzatura!
Quantomeno potrebbero venire rimossi quei rifiuti che necessitano di un trattamento speciale e che sono altamente pericolosi per la salute dell’uomo: stiamo parlando di quelle famose lastre di eternit di cui qualche tempo fa ci siamo già occupati. Quanto tempo è passato, un mese? Assolutamente niente è stato fatto, quelle lastre sono li dov’erano esattamente un mese fa! Forse se i Triparnesi si ammalano di tumore all’amministrazione comunale non importa, ma a noi si! A noi comunisti, proprio quelli che vengono dipinti come malevoli e contro la vita umana!
Ma noi ci chiediamo, mentre i cittadini Triparnesi vivono questa situazione di degrado che nemmeno nel terzo mondo si vede, gli amministratori comunali: Sindaco, assessori e consiglieri, come fanno a dormire tranquilli la notte? Non sanno che da un momento all’altro potrebbe arrivargli notizia che le case vicino alla piazza sono franate? Non pensano di avere sulla coscienza la vita e l’incolumità di quelle persone?
Nelle richieste fatte da quei cittadini che qualche giorno fa hanno denunciato la situazione di abbandono del paese non c’è mica la luna! Sappiamo che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, vorremmo solamente un po’ di attenzione in più, anche da un punto di vista umano e di coscienza, da parte degli amministratori. Quando avete scelto di governare questo comune sapevate le difficoltà e le emergenze che c’erano (o no?), molte le avete causate voi dopo il vostro insediamento, ma se sapevate di non essere in grado di risolvere questi problemi perché vi siete candidati, e soprattutto perché rimanete al governo della città? Possibile che non sentite la voce dei cittadini? La gente non vi vuole più, siete riusciti a farvi odiare dopo poco più di un anno di amministrazione, un record! Al solo sentirvi nominare la gente fa delle smorfie, per non parlare di quelli meno educati!
Ma Triparni non ha problemi solo con il comune, purtroppo deve subire anche l’ignoranza e l’inettitudine dell’amministrazione provinciale! Quelli poi sono proprio dei geni! Qualche tempo fa hanno iniziato dei lavori per “rappezzare” la provinciale per Porto Salvo. Quella che a causa della frana che interessa il versante tra Triparni e Cessaniti, subisce di continuo dei dissesti che la rendono quasi impercorribile e molto pericolosa. La genialata sta nel modo in cui pensano di risolvere il problema senza parlare di come stanno facendo i lavori!
Negli ultimi giorni di agosto è stato asportato l’asfalto di quella parte di strada dissestata ed è stato sostituito con del pietrisco misto a terriccio. Da quel momento ad oggi la strada non è stata ancora sistemata, sembra pronta per ospitare una gara di rally! I lavori sono segnalati male (i segnali si vedono a malapena) per cui quando le macchine arrivano in quel punto sono costretti a bruschi rallentamenti che sono resi difficili dal pietrisco che c’è sulla superficie. Per fortuna adesso le piogge stanno mantenendo umida quella zona, perché alcuni che vivono proprio di fronte a quella parte di strada sono stati costretti a passare gli ultimi giorni di calura con le finestre chiuse per la polvere! Adesso ci chiediamo, quando verranno ultimati questi lavori? Ma soprattutto quanto dureranno? Dato che il problema non è il fondo stesso della strada ma la frana che richiama quella parte di sottosuolo, quindi sicuramente presto ci ritroveremo nelle stesse condizioni!
Probabilmente l’amministrazione provinciale adesso è più impegnata nell’assegnare posti da assessore che risolvere i problemi della gente! Che vergogna, possibile che i cittadini per voi contino meno di niente?
Siamo stanchi veramente di queste amministrazioni fatte da gente incompetente che sono li giusto perché hanno amicizie in alto. Vogliamo gente competente, magari sconosciuti, figli di gente comune, ma meritevoli e con tanta voglia di fare.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

Il rapporto SVIMEZ e la fuga dei giovani dal sud

La fuga dei giovani dal Sud e dalla Calabria, documentata dal rapporto SVIMEZ, conferma l’allarme e la preoccupazione  che da tempo abbiamo lanciato sul futuro incerto e privo di sbocchi che si prospetta a questo territorio e alla sua popolazione.
Siamo di fronte ad un vero e proprio esodo di massa che priva il Sud del suo inestimabile capitale umano composto da  giovani di qualità, istruiti, capaci e competenti.
Tale deriva è stata ulteriormente aggravata dalle politiche governative  di stampo leghista  e dalle manovre economiche di questi anni che hanno favorito e privilegiato esclusivamente il Nord del paese a danno degli interessi del Sud e dei suoi giovani.
Il governo Berlusconi reca la responsabilità principale di avere ulteriormente allargato il divario Nord-Sud, facendo pagare in gran parte al Sud i costi di una crisi che è stata generata e prodotta in gran parte al Nord del paese.
Tutto ciò rischia di trasformare il Sud in un’area “spopolata, anziana e sempre più economicamente dipendente”, come giustamente denuncia il rapporto SVIMEZ. 
E’ evidente che tutto ciò non può essere accettato supinamente. Non possiamo assolutamente tollerare questo lento quanto inarrestabile declino. Non possiamo più accettare governi e politiche antimeridionali.
E’ giunto il momento di reagire con fermezza e dignità. Ognuno deve fare la sua parte con schiena dritta e con autonomia di pensiero e di azione.
Gli uomini di governo e gli esponenti politici meridionali del centrodestra hanno sulle loro spalle una enorme responsabilità.
Con il loro servilismo e ascarismo i vari Scopelliti, Caldoro, Alfano, Fitto, Gentile,  ecc. in un  futuro non molto lontano potrebbero essere ricordati come coloro i quali hanno dato il colpo di grazia al Mezzogiorno, piegandosi ai voleri e alle scelte di quanti a livello nazionale da Berlusconi, a Bossi a Tremonti portano avanti una linea  che rappresenta un massacro per il sud e per  suoi giovani.
Se non cambiano registro si assumeranno la responsabilità storica di avere definitivamente affossato il Sud. Noi faremo di tutto per impedirglielo.


Reggio Calabria, 28.09.2011
                                                                                                                                                                   MICHELANGELO TRIPODI
(segretario regionale del PdCI)

LETTERA APERTA AL DOTT. LUIGI PALAMARA

LETTERA APERTA AL DOTT. LUIGI PALAMARA
DIRETTORE EDITORIALE E FONDATORE DI MNEWS.IT



Egregio dott. Palamara,
ho letto con attenzione il comunicato dell’on. Elio Belcastro neo sottosegretario del governo più infame della storia repubblicana e la sua dignitosa e puntuale replica fin troppo garbata e d educata.
Le voglio esprimere a nome mio personale del PdCI della Calabria la più totale vicinanza e solidarietà, nel confermarLe stima ed apprezzamento per il Suo lavoro giornalistico sempre ispirato all’imparzialità e al rispetto del pluralismo.
Trovo davvero sconcertante e deplorevole che un personaggio come l’on. Belcastro che nella sua storia politica ha dato dimostrazione di essere una specie di saltimbanco e di voltagabbana come pochi tenti di dare lezioni su come si debba e non si debba fare comunicazione.
Da quello che leggiamo, se fosse per lui, sarebbe pronto a ricostituire il MINCULPOP, il ministero del fascismo di triste memoria che si occupava della censura  e di far circolare solo le notizie e le idee del regime. Costui si spinge addirittura ad affermare che ci sono argomenti su cui è vietato intervenire perché a suo dire se ne stanno occupando i tecnici e non debbono essere disturbati, specie se si tratta, come in questo caso, del progetto per la pretesa realizzazione della Centrale di Carbone di Saline Joniche.
Evidentemente, per quanto si legge, l’on. Belcastro vuole passare alla storia come il Sottosegretario alla “distruzione” dell’Ambiente della Calabria, visto che ancora non ha imparato la lezione che il popolo della piana gli ha impartito quando unito e compatto ha detto no alla megacentrale a carbone di Gioia Tauro, facendo una scelta giusta e di autonomia che è stata ripagata con un impianto portuale che è il più importante del Mediterraneo per il transhipment.
Sono convinto che anche il popolo della jonica reggina troverà la forza e  il coraggio per ribattere colpo su colpo e per impedire la realizzazione di un impianto nocivo, dannoso e devastante per l’ambiente e per la salute.
Con i più cordiali saluti,

Reggio Calabria, 28.9.2011  
                                                                                                                                                                  
                                                                                             Michelangelo Tripodi             
                                                                                      (Segretario Regionale del PdCI) 

giovedì 8 settembre 2011

EMERGENZA SPAZZATURA NELLE FRAZIONI

rifiuti a Vena Inferiore

Vibo Valentia non ha frazioni e nemmeno strade “secondarie”. La città è formata solamente dal centro urbano, quello degli uffici per intenderci, mentre tutti quelli che abitano al di fuori di esso farebbero meglio a cercare casa altrove perché a nessuno interessa di loro.
Parole senza senso? Parole urticanti? Parole ripetute? No FATTI. Questo è quello che pensa la nostra amministrazione comunale e per avere ragione delle nostre parole basta fare un semplice giro nelle frazioni che risultano abbandonate a loro stesse nel completo disinteresse e degrado di chi amministra. Ma senza andare lontano basta passare da via Tiro a Segno con la macchina e con i finestrini ben chiusi per avere idea di cosa stiamo dicendo. Montagne di spazzatura e odori a dir poco vomitevoli. Avete trasformato questa città in una pattumiera. Siete la VERGOGNA di una città.
Basta fare un giro a Vena Inferiore dove la spazzatura non viene raccolta da più di un mese e dove i cassonetti sono adiacenti ad una scuola (in disuso) con annessi giochi per bambini e campo di bocce.
O sempre a Vena Inferiore dove nonostante le nostre denunce tutto risulta uguale a quest’inverno con “strade” percorribili solamente da fuoristrada, e rattoppate da ignoti cittadini, e pompe di sollevamento della fogna fuori uso con “melma” dall’odore nauseabondo che dopo 100 metri di percorso su strada va a finire tra gli ulivi. Non sono abitanti di Vibo questi? Sono cittadini di serie D?
I cittadini di questa frazione cosa devono fare? Devono provvedere da soli? Informiamo il Signor Sindaco e il Signor Pietro Comito che la popolazione è stufa e che potrebbero ritrovarsi una bella sorpresa davanti al cancello del comune, potrebbero trovarsi la spazzatura di Vena Inferiore con al seguito tutti gli abitanti del luogo.
rifiuti a Vena Inferiore
Addirittura i cittadini di Vena Superiore, più “fortunati” di altri, hanno buttato calce (o cmq disinfettante) per paura di prendere delle infezioni, quindi una situazione proprio da terzo mondo, anzi no, ormai potremmo chiamarla "situazione D'Agostino" dato che la sua amministrazione ci sta abituando a vivere peggio che nei paesi sottosviluppati! Riepilogando infatti: manca l'acqua potabile, i rifiuti invadono le strade, le strade stesse ormai possiamo definirle mulattiere per come sono rovinate, i problemi di dissesto non sono stati risolti (e si avvicina la stagione delle piogge!) ed inoltre le imposte comunali sono state aumentate (come fosse che la gente abbia avuto servizi migliori!). Ma nonostante tutti questi disastri l'amministrazione D'Agostino non riesce a fare un mea-culpa, ammettendo i proprio errori e dimettendosi, mettendo così fine a questo sfacelo che stanno combinando! Ma sicuramente dato il successo ottenuto con il bilancio consuntivo questa amministrazione ci fa ben sperare per il futuro!!
Non è un argomento nuovo, soprattutto non nuovo per noi e non nuovo per Vena Inferiore. A Gennaio c’è voluto un nostro articolo per far raccogliere la spazzatura in questa frazione, a febbraio idem. Possibile che ci si renda conto che esistono determinate frazioni solamente quando appaiono sui giornali?
Forse però non bastano nemmeno più le denunce sui quotidiani, dato che nonostante il nostro articolo sulle lastre di eternit abbandonate a Triparni dopo giorni e giorni ancora non è stato preso nessun provvedimento e l’eternit si trova ancora pericolosamente dov’era!

Questa situazione non è più tollerabile, perché il rischio di malattie aumenta in proporzione alla spazzatura depositata e allo stesso tempo aumentano i topi che liberamente scorazzano per le vie, aumentano i cani randagi che vagano alla ricerca di Vibo.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
                                                                                                    

giovedì 1 settembre 2011

Lastre di Eternit abbandonate a Triparni

Eternit abbandonato a Triparni

Ancora emergenza rifiuti, ancora cattivi odori che le nostre narici sono costrette a sentire! L’emergenza, se ancora possiamo chiamare così una cosa che dura ormai da troppo tempo, non è stata risolta e non si vedono progetti validi dell’amministrazione comunale e dell’assessore Pietro Comito all’orizzonte che ci facciano sperare un giorno di poter vedere le nostre strade sgombre dalla spazzatura.
Ma quando, alla noncuranza degli amministratori, si aggiunge l’inciviltà di alcuni cittadini allora la cosa diventa pericolosa, e quello che l’emergenza rifiuti si trasforma in emergenza sanitaria. È il caso della frazione di Triparni dove nella notte ignoti hanno scaricato varie lastre di Eternit vicino ai cassonetti che sono  sulla provinciale per Porto Salvo. In questo caso quindi sono rifiuti altamente inquinanti e tossici a giacere da qualche giorno ai bordi della strada, all’inizio del paese e vicino a parecchie abitazioni.
Sappiamo tutti quali sono gli effetti dell’eternit e dell’amianto presente in queste lastre sulla salute dell’uomo. Cancro ai polmoni, questa la sentenza per chi respira queste sostanze che si depositano nei polmoni e che possono rimanere inattive per anni per poi provocare il tumore. Anche una sola particella inalata può condannare un uomo ad ammalarsi ed in molti casi portarlo alla morte. Non prima di aver attraversato un lungo calvario di sofferenze.
Perché allora prendersela con l’amministrazione e non solamente con l’inciviltà e l’ignoranza di chi ha scaricato questi materiali? Noi del PdCI di Vibo Valentia ricordiamo bene il censimento di qualche mese fa delle coperture in eternit presenti nel territorio comunale. Allora avevamo anche accolto bene questa iniziativa, pensando che non si sarebbe ridotta solo alla consegna di un modulo di autocertificazione! Pensavamo che squadre di tecnici avrebbero invaso il territorio comunale per verificare chi effettivamente avesse censito le coperture in amianto e chi invece no. A quest’ora si sarebbe saputo chi pur avendo dichiarato di avere eternit sui tetti adesso non ce l’aveva più (quindi nel frattempo li aveva tolti illegalmente e senza criterio) oppure chi non aveva dichiarato niente sperando di potersene così liberare senza farlo sapere a nessuno!
Avevamo già immaginato le multe a chi non aveva rispettato le regole, tentando di fare il “furbo” e gli incentivi per lo smaltimento dati a chi aveva consegnato il modulo per il censimento agli uffici comunali magari proprio con la speranza di venir aiutato economicamente a smaltire questi materiali cancerogeni.
La gente comune e consapevole che ha coperture in eternit vive con l’ansia di sentirsi un giorno diagnosticare un cancro ai polmoni, ma allo stesso tempo non ha la possibilità economica per smaltirle in modo adeguato. Eppure questi li hanno comprati legalmente, quando venivano venduti liberamente e con il benestare dello stato quando invece già lo stato stesso sapeva che stavano approvando la vendita di materiali altamente tossici! Adesso quello stato dov’è? Perché non si inventa qualcosa per aiutare veramente la povera gente a disfarsi delle coperture in eternit invece di far finta di incentivare lo smaltimento? Perché non se ne fa carico sostituendo magari l’eternit con pannelli solari in modo da produrre energia elettrica? Sarebbe anche una soluzione alla crisi energetica, non servono per forza le centrali nucleari!
Da queste lastre abbandonate a Triparni può nascere qualche precedente pericoloso, come già è successo qualche tempo fa per quell’eternit abbandonato vicino alla biblioteca comunale in pieno centro a Vibo Valentia. Che fine faranno adesso queste lastre e che fine hanno fatto quelle lasciate qualche tempo fa alla biblioteca? (noi sospettiamo che quelle abbandonate alla biblioteca adesso si trovino dove c’è il deposito delle macchine del comune di Vibo Valentia, al comando dei vigili urbani, nascosti agli occhi della gente)
Saranno smaltite adeguatamente? In questo caso allora qualche altro “furbetto” potrebbe pensare di abbandonarle vicino al cassonetto più vicino così lo smaltimento glie lo paga il comune! Non si pensi però di allontanare dagli occhi della gente questo eternit per poi depositarlo in altri luoghi (magari in qualche deposito del comune!). Con l’amianto non si scherza, e solo chi è un ignorante non si spaventa al solo pensiero di respirare quelle polveri di amianto!
Ci chiediamo allora, a cosa è servito quel censimento? Verranno fatti dei controlli per verificare l’effettiva quantità presente di eternit nel territorio comunale di Vibo Valentia? Ci teniamo a ricordare per l’ennesima volta che la tutela dell’ambiente è una cosa fondamentale per la salute dell’uomo, e sinceramente non è giusto che un’intera popolazione paghi per gli errori che qualche incivile e ignorante commette.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia