giovedì 17 febbraio 2011

Raccolta firme a Serra San Bruno

Domenica prossima, dalle ore 10.30 alle 13, i Giovani Comunisti, la Federazione Giovanile dei Comunisti italiani, i Giovani Democratici e "Sinistra e libertà" raccoglieranno le firme a sostegno della petizione sulle dimissioni di Berlusconi. Siamo convinti, infatti, che il centrodestra sia stato totalmente assente di fronte alle esigenze ed ai bisogni di lavoratori, pensionati, studenti, oggi senza un futuro certo. Molti lavoratori non arrivano alla fine del mese. Gli studenti, grazie soprattutto alla riforma Gelmini che, di fatto, taglia i finanziamenti alle università italiane, saranno costretti a lasciare in nostro Paese per trovare lavoro altrove. Si tagliano i fondi alla ricerca. Insomma: povertà, disoccupazione e precarietà fanno arretrare l’ Italia. Ma non è tutto: il governo Berlusconi, infatti, piuttosto che sostenere le ragioni dei lavoratori fa il tifo per Marchionne; gli enti locali non sono più in grado di fornire servizi essenziali; l’attacco alle istituzioni ( vedi magistrati e Corte Costituzionale) è diventata un’ abitudine per il centrodestra nazionale e per tutte quelle forze politiche attualmente vicine al presidente del consiglio. Ecco, per queste regioni siamo convinti che Berlusconi si debba dimettere. Bisogna creare una forza di centrosinistra che sia in grado di dare delle risposte certe ai ceti più deboli della nostra società, sempre più martoriata da una crisi economica che avvantaggia i banchieri, i grandi imprenditori e le famiglie con un reddito alto. Diciamo no a Berlusconi. Riconsegniamo la parola agli elettori e, soprattutto, mandiamo a casa una destra fascista, xenofoba, tenuta sotto scacco dalla Lega che, con le sue politiche, vuole penalizzare il meridione. L’ appuntamento, dunque, è per domenica 20 febbraio, alle ore 10.30 nella piazza antistante la chiesa di Maria SS. Dei Sette Dolori a Serra San Bruno.


Alessandro De Padova, coordinatore provinciale Giovani Comunisti Vibo Valentia
Francesco Colelli, coordinatore provinciale Fgci Vibo Valentia
Luigi Tassone, direzione regionale dei Giovani Democratici
Bruno Contabile, Sinistra e libertà

Tutti i processi di Berlusconi

Il nostro volantino con tutti i processi di Mr B.
L'abbiamo distribuito, lo continuiamo a distribuire e lo distribuiremo perchè per scegliere bisogna sapere.

Rubygate, dimissioni e altre questioni

Questo governo che, già da tempo non rappresenta più il paese ma solo una corrotta e degradata classe dirigente, ha ormai raggiunto la sua fine. Silvio Berlusconi, imputato (e non più indagato) per il cosiddetto “Rubygate” non è più in grado di fare il premier e secondo noi non lo è mai stato. 
Un premier dovrebbe garantire l’equità e la giustizia, l’onestà e il diritto costituzionale, ma come potrebbe mai farlo Berlusconi? Così (NOI) abbiamo ben pensato, visti tutti i processi che si ritrova, di mettere su un volantino, un lungo volantino, tutti i suoi procedimenti e l’abbiamo distribuito per ricordarli a tutti. Abbiamo pensato di cercare di sconfiggere anche in questo modo l’oscurantismo mediatico che nasconde i suoi processi ed i suoi capi di imputazione, facendo notare anche il fatto che contrariamente a quando lui ed i suoi sostenitori dicono, i suoi processi e le sue condanne di colpevolezza (una su tutte quella sulla falsa testimonianza della P2) risalgono a molto prima della sua discesa in politica. Pene e condanne appunto da lui scansate abilmente con amnistie, prescrizioni e leggi ad-personam.
Per questo domenica mattina siamo scesi in piazza Martiri D’Ungheria (piazza municipio, ndr) al fianco dei giovani dell'IdV e di alcuni esponenti del PD quali il segretario/commissario De Luca, il capogruppo del PD al comune Michele Soriano e la breve apparizione della coordinatrice dei giovani del PD Tania Ruffa.
Deludente lo scarso impegno dei giovani del PD e della nuova componente provinciale di SEL. Interessante notare come ad ogni manifestazione ed iniziativa organizzata in piazza riecheggi sempre più nell'aria il fantasma del vecchio PCI, ricordato dai non più giovani come il partito della speranza italiana ormai perduta e dai giovani come la meta e l'obbiettivo da raggiungere, per arrivare ad una risoluzione dei problemi italiani ed ad una ricostruzione di un'opposizione seria. La nostra priorità è quella di mandare a casa Berlusconi, ma soprattutto di sconfiggere il berlusconismo che è la vera causa di questa situazione. Berlusconi va sconfitto con una politica alternativa e con una vera unità della sinistra.
Non ha senso creare divisioni all'interno dell'opposizione stessa avvalendosi delle presunte percentuali di preferenza che i vari partiti detengono. Diciamo "presunte" proprio perchè noi crediamo nel consenso cittadino, che si dimostra non solo con il voto ma anche con la partecipazione attiva alle manifestazioni ed alle iniziative di piazza, tra la gente, che oggi più che mai sono essenziali nella lotta contro questo governo dittatoriale, che si rifiuta di accettare quell'etica politica che gli suggerisce da tempo ormai le dimissioni. 
Scendere in piazza significa proporre un alternativa alla gente e soprattutto dargli una speranza. Qualcuno sostiene che bisogna “adeguarsi alla realtà”, cercando di sconfiggere Berlusconi con le sue stesse armi che sono quelle del “berlusconismo” e della sua era, magari appoggiandosi a partiti come l’UDC o FLI, che mal digeriscono le piazze e il popolo, il futuro è al centro dicono. 
Noi invece siamo fermamente convinti che non bisogna mai adeguarsi alla realtà, ma che bisogna “costruire la realtà”, lavorare per il futuro, tutti insieme e tutti a sinistra. Guai a chi abbandona quelle idee di rivoluzione socialista a favore della più semplice scelta opportunista che “va di moda”.
Il futuro dell’Italia e della sua gente è una cosa che va affrontata seriamente, i problemi che l’affliggono vanno affrontati e risolti adesso, senza rimandare oltre, le cure “palliative” per uno stato ormai allo stadio terminale non servono a nessuno. E arrivata l’ora di riprenderci la nostra Italia, è giunto il momento di costruire il futuro!

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 9 febbraio 2011

Scuola: Ritorno al Passato, un futuro incerto per giovani

Il Compagno De Padova il nuovo coordinatore dei GC


Apprendiamo con entusiasmo la nomina del nuovo coordinatore dei Giovani Comunisti Alessandro De Padova. L’entusiasmo nasce dagli spiragli che si apriranno grazie a questa elezione e che secondo noi potranno essere un perno centrale per riavviare la Federazione della Sinistra in Calabria e in special modo nel territorio vibonese.             
In questo momento più che mai si sente davvero la necessità di un partito comunista forte in un territorio che oltre a fare duramente i conti con la ‘ndrangheta, deve farli anche con le inadeguatezze dell’amministrazione provinciale e soprattutto di quella comunale.
Siamo pienamente coscienti che la FdS non arriverà agli antichi splendori del PCI solo con questa nomina, ma essa può essere il primo passo per un grande lavoro che noi della FGCI vogliamo svolgere al fianco dei compagni Giovani Comunisti, per far sentire la voce dei giovani e degli studenti che in questi mesi stanno scendendo in piazza al fianco degli operai della FIOM.
Dopo anni avremo finalmente un interlocutore naturale con cui dialogare, discutere e costruire un percorso comune. Conosciamo molto bene i Giovani Comunisti e la loro organizzazione visto che tanti dei nostri compagni ne hanno fatto parte e ne sono stati dirigenti provinciali, regionali e addirittura dirigenti nazionali.
Certamente non è la situazione politica di qualche anno fa ma il nostro compito è quello di organizzare i giovani e aprire le loro coscienze per far capire che un altro mondo è possibile che di certo non è il modello che il berlusconismo, e non solo quello, cerca di infilarci in testa ogni giorno, che non è il mondo dei favori, che non è il mondo delle escort ma è il mondo dei diritti, dei saperi, della giustizia sociale, della libertà (quella vera e non la libertà condizionata del PDL) del diritto al lavoro e alla dignità.
Il posto dove la Gioventù Comunista deve stare è la piazza, sono le strade, tra la gente comune e tra il popolo, parola che ormai tutti hanno paura di pronunciare (anche a sinistra purtroppo) e sappiamo che con Alessandro De Padova sapremo di non essere più soli.

martedì 25 gennaio 2011

"Il Brigante" edizione on-line n° 2

On line il nuovo numero del nostro organo di stampa "Il brigante"

Per consultarlo/scaricarlo/stamparlo è sufficiente cliccare sulla foto di seguito

Il brigante n°2

Buona lettura e fateci sapere cosa ne pensate
un saluto a pugno chiuso!

Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!


Ben svegliato! Questo è quello che vogliamo dire all’assessore Pasquale La Gamba, che dopo tutto questo tempo finalmente ha riconosciuto che il problema della piazza franata a Triparni è un problema grave e che va risolto. Quanta arguzia e che intuizione! Peccato però che i componenti di questa amministrazione sembra che arrivino sempre con un “leggero” ritardo sui problemi del territorio comunale. Difetti di comunicazione, notizie che viaggiano con lentezza o forse lo stato di sonnolenza in cui questa giunta si trova i motivi di tale ritardo.
Eppure i cittadini di Triparni, durante tutto questo tempo, non hanno mai mancato di evidenziare il problema sottoponendolo spesso all’attenzione dei giornali, ed anche noi abbiamo affrontato questo tema con articoli sul quotidiano appellandoci alla coscienza delle autorità. Addirittura a luglio un comitato composto da alcuni cittadini Triparnesi aveva organizzato una riunione per discutere sul dissesto idrogeologico che interessa il paese. In questa riunione erano presenti molti amministratori e consiglieri di comune, provincia e regione.
Anche l’assessore La Gamba era presente, ed anzi era intervenuto dicendo: ”le priorità di intervento vengono decise dagli amministratori, non dai tecnici”. Un’affermazione veramente infelice a nostro avviso. Ci chiediamo infatti con quale criterio un “politico” possa valutare i rischi ed i tempi di intervento di un problema così grave. Magari anziché dare ascolto ai dati di analisi tecniche, il “politico” analizza i risultati ottenuti alle elezioni, e se un paese è di destra allora si interviene, se qui invece l’amministrazione ha perso beh, allora sono fatti suoi e la priorità cala. Sembra il modo di fare di Cetto Laqualunque, se mi voti ti ascolto altrimenti sono affari tuoi!
Ma qual è davvero questo problema che affligge questo paese ormai da parecchi anni? Ancora e sempre lo stesso! il dissesto idrogeologico del territorio. Una piazza che ormai è una voragine terrificante, ed una frana che si muove pericolosamente dall’altra parte del paese.
Pochi giorni fa l’ultimo appello degli abitanti della frazione di Triparni sul quotidiano. L’ennesimo, uno dei tanti che negli anni sono stati rivolti alle amministrazioni. Le quali però non hanno mai mosso un dito per fare qualcosa di concreto e definitivo.
Qual è l’intervento che è arrivato “tempestivamente” dopo anni ed anni di appelli e richieste? Bene, l’assessore ha deciso che la strada va chiusa, l’unica strada che da l’accesso al paese si deve chiudere! La strada è quella appunto vicina alla piazza ormai franata e che rischia anch’essa di cedere e provocare danni a cose e persone. Questa forse è l’unica soluzione che l’amministrazione comunale ha saputo trovare! Un altro di quei interventi “provvisori” (come quel tubo dell’acqua in bellavista che attraversa proprio questa stessa strada) destinati a durare per anni!
Anche noi del PdCI abbiamo affrontato spesso la cosa, chiedendo che qualcuno di mobilitasse per evitare una possibile “tragedia” annunciata. Cosa rimane da fare allora alla cittadinanza di Triparni, a quella gente che vive in ansia ed in allerta?
Noi del PdCI abbiamo a cuore la situazione che questo paese sta sopportando da troppo tempo ormai. Quindi ci sentiamo toccati dal problema e pronti a dare una mano alla gente di Triparni. Suggeriamo allora al consigliere del paese, Antonino Rocco, di portare in aula di consiglio una interpellanza, per denunciare e discutere il fatto che l’amministrazione comunale non si è ancora interessata del problema. Portare in aula la voce dei cittadini, ma non solo quella, anche gli abitanti di Triparni a presenziare alla seduta. Seduta alla quale noi del PdCI non mancheremo di certo, per far sentire forte la presenza dei cittadini a quest’amministrazione che fa orecchie da mercante.
Amministrazione che non ha mosso un dito, nonostante le promesse del sindaco D’Agostino e del presidente Mangialavori, fatte alla presenza dei cittadini Triparnesi nella riunione tenutasi lo scorso luglio nella piazza del paese. Promesse di un impegno serio per la soluzione del dei gravi problemi di dissesto che interessano il paese. Promesse da marinaio evidentemente. Eppure un uomo vero mantiene sempre la sua parola, e questo va al di là del fatto di essere o meno un buon amministratore. E loro purtroppo hanno dimostrato non solo di essere pessimi amministratori, ma anche di non saper tener fede alla parola data.
PROTESTARE! Questa dev’essere da oggi in poi il modo per affrontare il problema. Senza guardare in faccia nessuno. Noi siamo pronti a dare una mano, nella protesta, a fianco dei cittadini Triparnesi. Per far ritrovare a questo paese una dignità che negli anni le cattive amministrazioni ed i suoi, non particolarmente fedeli ed attaccati rappresentanti politici, gli hanno fatto perdere. Il paese ha avuto infatti molte volte consiglieri comunali anche di maggioranza, addirittura nella passata amministrazione era l’assessore ai lavori pubblici ad essere di Triparni, eppure nessuno di loro ha mai fatto niente di concreto.
Questo che avviene e si perpetua ormai da anni siamo sicuri che non sarebbe mai successo nel passato a Triparni. Ricordiamo i vecchi tempi della grande sezione del paese, “Giuditta Levato” del PCI, guidata da veri compagni che lottavano contro ogni ingiustizia fatta al paese. Quella sezione che aveva anche un folto gruppo di giovani, che si mobilitavano e facevano sentire forte la loro presenza alle amministrazioni che non potevano ignorarli. Giovani compagni che adesso sono ormai adulti e padri di famiglia, che hanno perso quella voglia di lottare perché troppo spesso si sono visti tradire, da chi come loro, ha militato in quella sezione ed è cresciuto con loro. A quei vecchi compagni ci rivolgiamo soprattutto, per dirgli che non sono soli. Che oggi si può e si deve ancora lottare.
Rinnoviamo quindi l’invito al consigliere per cercare di discutere in consiglio comunale la questione del dissesto che affligge Triparni ed organizzare una seduta con la presenza in massa dei cittadini. Se nemmeno questo poi bastasse a rassicurare i cittadini allora saremo pronti a manifestare al loro fianco, nei modi che saranno ritenuti necessari.
Cittadini e compagni di Triparni, riprendiamoci i nostri diritti. Riprendiamoci la nostra dignità!
Partito dei Comunisti Italiani (Vibo Valentia)
Federazione Giovanile Comunisti italiani (Vibo Valentia)

sabato 22 gennaio 2011

Calabria: Fgci contro la 'ndrangheta dalla parte dei Kalafro

Per caso , girando su Facebook in questi giorni , ho trovato molti link che conducevano ad un video musicale intitolato “Kalafro – Resistenza sonora”. Incuriosito dal titolo strettamente conforme ai miei ideali è nata in me la grande curiosità di ascoltare questo pezzo. Oltre ad  un accativante e splendido ritmo reggae e nella vibrazione folk che li caratterizza come una realtà fortemente legata alla terra di origine {da quanto dice la loro biografia},quello che mi ha maggiormente colpito è il testo. Cantato con passione e con l’esplicito linguaggio tipico del rap , trova il suo inizio con il termine profondamente significativo “Sogno”.
E’ infatti un grido di speranza di una rivolta popolare contro chi ogni giorno rovina questa terra bellissima costringendola alla povertà e ad abbassare la testa. Non a caso infatti nel testo si legge :” Non abbassare la tua testa, tu non farlo mai!Non devi dargliela per vinta, no, non farlo mai!Se senti vento di rivolta te ne accorgerai,ora e sempre: Resistenza!”.
Non mancano inoltre i riferimenti alla politica nazionale e al premier Berlusconi [Mentre il Presidente mente al PM di Milano ad Arcore è nascosto il vero Provenzano ; {cit. }] che , più di tutti , in questi anni ha dimostrato di non voler combattere realmente le ‘ndrine concentrandosi invece su leggi ad personam ( oltre che ad aziendam,ndr) e all’anti-meridionalista Federalismo fiscale. Bel modo di festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia dividendola dal punto di vista economico.
Tornando ai Kalafro. Soddisfatto dal loro pezzo e dal video che narra la storia di un commerciante che si rifiuta di pagare il pizzo e di tenere alta la testa a costo della sua stessa vita, ho voluto saperne di più. Andando sul loro sito ( kalafro.it,ndr ) ho scoperto che sono un collettivo musicale attivo sin dai primi anni duemila a Reggio Calabria. Ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stato scoprire che il loro ultimo cd , nel quale è contenuto il pezzo di cui sopra, è stato prodotto interamente coi soldi confiscati alle cosche mafiose, grazie anche alla collaborazione del Museo dell’ndrangheta.
L’unica cosa sulla quale posso non trovarmi d’accordo con il collettivo è  la loro convinzione ( stando alla biografia online) che per combattere il fenomeno mafioso non servano fiaccolate e arresti bensì un’insurrezione popolare armata. Io penso invece che se veramente vogliamo cambiare le cose e liberare la nostra amata e bellissima terra, dobbiamo portare avanti una rivolta culturale (alla quale il collettivo partecipa anche con i cd dedicati ai Briganti) e pretendere una riforma del codice penale, della quale sente il bisogno anche Nicola Gratteri ( Procuratore Aggiunto della DDA reggina, da 21 anni sotto scorta) che ne ha parlato più volte nel corso delle interviste a lui dedicate.
Questa riforma serve a rendere sconveniente e maggiormente punibile il fenomeno mafioso, e deve partire dalla politica che deve , una volta per tutte, impegnarsi a combattere l’ndrine che oltre a martoriare il sud , stanno prendendo il controllo del nord investendo capitali nelle grosse aziende e puntano all’Expo 2015 di Milano.
“Meridionalizzando” una frase celebre di Saviano, dobbiamo dimostrare di essere la calabria di Gratteri, di Pignatone , del procuratore generale Di Landro e di non essere più la terra dei De Stefano, dei Piromalli e dei Pelle. Dobbiamo denunciare il fenomeno mafioso e combatterlo sempre , non solo quando esso agisce mettendo a ferro e fuoco la città, con armi che sono e saranno sempre più potenti di qualsivoglia fucile , ovvero con la cultura,con l’onestà e con la legalità. Rimanendo a testa alta al fianco di chi , come i Kalafro, non vuole più vedere le nostre strade macchiate di sangue.
Spetta a noi politici inoltre, far capire alla gente la gravità di eventi come quelli che ,secondo intercettazioni, vedono il governatore Scopelliti cenare con ‘ndranghetisti, anche se non costituiscono estremi per procedere per via legali. Ci spetta portare avanti la questione morale anche contro la mafia.
Spetta ai cittadini invece, gridare ogni qualvolta si parli di mafie :”Ora e sempre Resistenza!”
“...se ogni giorno chi ha paura muore con il suo destino,io morirò una volta sola come Borsellino..”

Francesco Masè
Coordinamento Nazionale FGCI
 

venerdì 21 gennaio 2011

martedì 18 gennaio 2011

La nostra "pepata" risposta al presidente Mangialavori

Il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mangialavori, dovrebbe cercare di risolvere i problemi della città invece di andare a trovare il pelo nell’uovo facendo una replica alle virgole invece che al vero senso del nostro intervento.
Dovrebbe smetterla di far finta di essere una persona disponibile al dialogo, visto che quando il sindaco ha fatto parlare Luciano Gagliardi lui era tutto insofferente ed ha dichiarato che: “non è una conferenza stampa”. Dovrebbe imparare a fare il presidente, imparare ad essere un po’ più umile ed imparare a capire l’italiano e non solamente a leggerlo. Dovrebbe capire qual è la situazione che stanno attraversando i cittadini e le fasce più deboli di questa città.
Lei dice nella sua replica “QUESTA volta il Partito dei Comunisti Italiani ha preso una grande cantonata. Quando si fa un’affermazione si devono conoscere i termini della questione affrontata» e quindi sta a significare che le nostre affermazioni, le accuse e le molteplici denunce fatte a questa amministrazione di solito non sono sbagliate. E di questo ne eravamo sicuri.
Noi conosciamo i termini della questione affrontata nel nostro articolo, che va ben oltre la convocazione del consiglio comunale chiuso agli interventi del pubblico, di cui il signor Mangialavori si è preso la totale responsabilità e alla luce delle sue parole gli rivolgiamo il caldo invito di andare a fare altro visto che la gestione delle emergenze non è certo nelle sue corde.
Il vero problema a cui il signor Mangialavori nemmeno accenna è quello dell’emergenza idrica a cui state tentando, in maniera assurda, di farci abituare gestendola nel peggiore dei modi, nascondendovi dietro il vostro silenzio.
Secondo lei, signor Mangialavori, è un problema serio o no? La cittadinanza, quella che non ha assolutamente mezzi, non ne sta pesantemente soffrendo? La cittadinanza non avrebbe diritto ad un consiglio comunale aperto e attivo? Vista la disponibilità dimostrata dal sindaco, che ha fatto parlare un rappresentante delle associazioni vibonesi, non è che è proprio lei ad avere problemi nel dialogare con i cittadini? Sinceramente le impressioni che lei ha trasmesso, a chi “pacatamente” e “civilmente” ha assistito al consiglio comunale, sono di un freddo amministratore distaccato. Un freddo amministratore preoccupato più per la magra figura che questa amministrazione stava facendo sotto i colpi sferrati dalla migliore opposizione degli ultimi mesi, che sicuramente sentiva e per una volta riusciva a trasmettere veramente il sentimento dei cittadini che erano li a guardare e di quelli che stanno soffrendo da molti mesi questo drammatico problema, che non del grave problema in se.
A questo punto le facciamo lo stesso invito fatto al sindaco: vada a casa! Torni ad occuparsi di affari diversi da quelli della pubblica amministrazione.
Sappiamo bene che il consiglio comunale è aperto al pubblico (che solitamente non può intervenire, ma in questo caso era dovuto fare un’eccezione) perché questo è nelle fondamenta della nostra Repubblica nata dalla resistenza. In quella Costituzione che il suo partito mette sotto i piedi tutti i giorni. Parlate tanto di cambiamento e rinnovamento, ma a noi sembra la stessa politica fatta dagli stessi “nomi” degli ultimi anni! Quegli stessi nomi che hanno contribuito a trasformare questa splendida città, una volta giardino sul mare, in una discarica a cielo aperto, rifiuti ovunque ed acqua inquinata. Per dare il colpo di grazia alla nostra amata città manca solamente un inceneritore, che inquini l’aria e abbassi l’aspettativa di vita, ma sappiamo che vi state già attrezzando per raggiungere quest’obbiettivo!
Ma se proprio non ce la fate da soli a distruggere il nostro ambiente, vi rinnoviamo l’invito di costruire centrali a carbone o nucleari, ma anche a utilizzare il nostro mare per esperimenti nucleari stile Mururoa o anche, se proprio ne volete ancora, di trovate una zona di Vibo dove “smaltire” scorie nucleari e tossiche. Naturalmente tutto ciò può essere da voi deciso, in consigli comunali chiusi agli interventi dei cittadini, blindati da vigili urbani (sotto organico, vi invitiamo ad assumerne di più) in tenuta antisommossa per contenere i pericolosissimi bambini, signore e pensionati che vengono ad assistere alle sedute. Sedute, che ricordiamo, non sono le vostre ma della popolazione tutta e se proprio siete intolleranti al dialogo vi invitiamo cortesemente a dimettervi!

Replica del Presidente del Consiglio Comunale ad un nostro articolo

Il presidente del consiglio comunale Mangialavori scrive una replica sul quotidiano al nostro articolo contro la decisione di tenere un consiglio comunale, sul problema della non potabilità dell'acqua, chiuso agli interventi dei cittadini.

venerdì 14 gennaio 2011

Vibo piange mentre le frazioni hanno ormai finito le lacrime

foto del 27 dicembre 2010

Acqua non potabile, dissesto idrogeologico, gestione dei rifiuti e problemi economici nella gestione delle spese ordinarie. Sono questi i risultati ottenuti in quasi un anno di amministrazione guidata dal sindaco Nicola D’Agostino. In questi mesi di disastrosa amministrazione, molto peggiore (e non era facile) della precedente. I giornali (ed anche noi) hanno trovato nella nuova giunta ed in tutto il suo entourage una fonte inesauribile di argomenti di cui parlare. Tanto che ormai sembra quasi di sparare contro la croce rossa. Tranne qualche tv locale, per la quale sembra che questa giunta sia la migliore mai avuta a Vibo Valentia, una vera manna per la città.
Ma se almeno i problemi della città di Vibo Valentia trovano voce nei giornalisti che non mancano di evidenziarli, quelli delle frazioni invece rimangono per la maggior parte inascoltati. Nessuno che si preoccupa della loro esistenza o quantomeno di trovarvi soluzione. Eppure anche le frazioni fanno parte del territorio del comune di Vibo Valentia. Anche qui vivono cittadini “Vibonesi”.
È il caso di Vena inferiore ad esempio, dove le strade sono ormai “letteralmente” invase dalla spazzatura. Da un sopralluogo effettuato nel paese, e dalle foto realizzate, sembra quasi di trovarsi nei quartieri napoletani invasi dai rifiuti che si vedono in tv, se non peggio. Ma qui invece siamo in Calabria, in un piccolo ma non per questo meno importante e non degno di rispetto, paesino ai piedi della città di Vibo, che potremmo definire un “quartiere periferico” della città stessa. Qui vive gente tranquilla e dedita al lavoro, che dovrebbe essere premiata anziché ignorata!

foto del 12 gennaio 2011
Anno nuovo vita nuova si dice, e invece no! La situazione non ha subito mutamenti, i due sopralluoghi fatti, uno il 27 dicembre ed uno il 12 gennaio, hanno rivelato che lo stato delle cose sta andando a peggiorare. Nella foto si vede un cassonetto ribaltato ed i rifiuti per terra. Questa è spazzatura che non viene raccolta “perché fuori dal cassonetto”! Rimane quindi a “disposizione” degli animali randagi che qui si ritrovano a rovistare nell’immondizia in cerca di qualcosa da mangiare, sparpagliando ogni sorta di porcheria nella strada. Un self-service per animali senza però gli inservienti che passano a sparecchiare!
Tutto questo succede a due passi da un ex edificio scolastico, dove c’è un piccolo parco giochi che i bambini di Vena inferiore frequentano. È così dunque che vengono trattati i bambini di Vena, mandati a giocare in mezzo ai rifiuti, è questo il destino che spetta a chi nasce e cresce nelle frazioni del comune di Vibo Valentia. Vivere nel degrado, abbandonati a se stessi. Eppure le frazioni ed i piccoli paesini dovrebbero essere intesi come vere e proprie risorse, dove spesso vengono fuori grandi menti e grandi lavoratori, nonostante le difficoltà e le discriminazioni.
foto del 12 gennaio 2010
Lavoratori che sono impossibilitati anche a raggiungere i loro terreni, dato che la strada comunale che collega Vena Inferiore con Triparni e Cessaniti è interrotta da molto tempo, da un grave cedimento, a seguito delle piogge avvenute tempo fa.

Ma il male che sta investendo ormai il nostro comune, dovuto ad una cattiva classe politica che tarda ad ammettere il suo fallimento ed a far posto a giovani più ispirati e con la voglia di cambiare le cose, è un male che tende a peggiorare via via nel tempo. L’atmosfera che si respira nei nostri territori è di quelle più nefaste. Lo sconforto e la resa si legge nello sguardo dei cittadini che sembrano essere impotenti di fronte alle amministrazioni, che sentono un distacco forte tra politica e popolo. Quella politica che dovrebbe guardare alla gente ed agli interessi dei molti, anziché quelli dei pochi “potenti” che hanno in mano le sorti della città.
Ma noi dei comunisti italiani crediamo ancora nell’uomo e nella sua capacità e voglia di rivalsa. Vogliamo che piccoli paesi come Vena Inferiore, e tutte le altre frazioni siano trattati come tutti gli altri, sempre che il sindaco ed i suoi collaboratori conoscano quali siano tutte le frazioni del comune e sappiamo come arrivarci. Che la gente torni a “vivere” e respirare l’aria dei loro paesi. Che i bambini possano crescere e giocare con i loro compaesani, che gli anziani possano ritornare a ripopolare le piazze e trasmettere ai più giovani il loro concetto di sacrificio, famiglia, lavoro e legalità. Cose che hanno sempre contraddistinto soprattutto i piccoli paesi.
Forse ci vogliono esasperare, vogliono portarci a dire che è meglio se i nostri rifiuti, pur di toglierceli dalle strade, li bruciamo negli altiforni del cementificio. Ma noi sappiamo invece che questa è una soluzione ancora peggiore. Che ci porterà a respirare aria inquinata. I rifiuti sono una risorsa, non devono essere intesi come un qualcosa di ingombrante da bruciare per eliminarli anche a costo della salute.
Ci aspettiamo programmi seri ed interventi che aiutino a migliorare la vita anche nelle frazioni, non inutili proclami ed affermazioni propagandistiche degli amministratori, che mirano a gettare fumo negli occhi della gente.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 13 gennaio 2011

Comunicato Stampa: PdCI SU TICKET

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
Segreteria Cittadina di Reggio Calabria

COMUNICATO STAMPA

Le grandissime bugie del presidente della Regione Scopelliti e del centrodestra calabrese sono state miseramente smascherate da tutte le cittadine e tutti i cittadini calabresi che stanno pagando un prezzo pesantissimo e ingiusto.
Scopelliti e il centrodestra calabrese hanno condotto tutta la lunga campagna elettorale delle recenti elezioni regionali, solo ed esclusivamente, con la solenne promessa dell’abolizione generalizzata dei ticket per le prestazioni sanitarie.
Una promessa demagogica che, ovviamente, ha fatto breccia e ha convinto i calabresi a scegliere Scopelliti e fare vincere il centrodestra.
Come era facile prevedere, le promesse di Scopelliti si sono rivelate un macroscopico bluff: enormi falsità espresse sulla pelle e sulla vita dei calabresi. Un’aggravante cinica ed imperdonabile.
Infatti, come è ormai noto, a seguito dell’approvazione, a fine dicembre, della legge Finanziaria Regionale, la prima sotto la gestione di Scopelliti, dal 1 gennaio 2011 sono totalmente cambiate le regole e i parametri legati al pagamento dei ticket sanitari e al riconoscimento delle esenzioni per le tantissime famiglie meno abbienti e appartenenti alle fasce sociali meno fortunate.
L’amara e tristissima sorpresa scoperta dai calabresi è rappresentata dall’obbligo del pagamento delle prestazioni sanitarie per migliaia di famiglie calabresi che fino al 31 dicembre scorso, grazie alle decisioni della precedente e tanto oltraggiata giunta regionale di centrosinistra, erano totalmente esentate.
Il presidente Scopelliti, in versione Babbo Natale, ha portato nelle case di tutti i calabresi, nessuno escluso, una norma vergognosa che sta causando una vera e propria macelleria sociale. Ogni giorno gli uffici delle varie ASP sonno presi d’assalto dagli increduli cittadini che, ignari delle scelte della giunta Scopelliti, si sono visti negare l’esenzione dal pagamento del ticket. La protesta, giusta e giustificata, contro Scopelliti sta montando ogni giorno di più.
Una decisione ignobile e cervellotica indirizzata a colpire, esclusivamente, i ceti più deboli e bisognosi della società e frutto di una concezione politica ed amministrativa, lontanissima dagli indispensabili valori della solidarietà, che punta a demolire le già minime garanzie del welfare.
Scopelliti, il PDL e il centrodestra hanno gettato miseramente la maschera e stanno mostrando il loro vero volto caratterizzato da scelte classiste e profondamente anti-popolari.
Nel volgere di pochissimi mesi si è già infranta la cosiddetta “luna di miele” tra la nuova giunta regionale e i calabresi che, in modo uniforme nelle 5 province della regione, manifestano quotidianamente, in ogni modo e con ogni mezzo, il loro totale dissenso e la loro ferma opposizione rispetto alla nuova ignobile normativa sulla materia sanitaria.
Scopelliti mette le mani nelle tasche, già drammaticamente vuote, dei calabresi.
E’, oltremodo, scandalosa la giustificazione diffusa dagli uffici della giunta regionale, secondo la quale la scelta di fare pagare il ticket, anche alle fasce più deboli, è legata all’applicazione di una (pseudo) normativa nazionale che, guarda caso, vale solo in Calabria.
E’ ovvio che si tratta di un’altra odiosa bugia.
Infatti, ribattiamo e immediatamente chiediamo: se la scelta di togliere l’esenzione dal ticket è frutto di una norma nazionale perché questa decisione non è stata assunta in maniera generalizzata in tutta Italia?
A questa ovvia e banalissima domanda,posta contemporaneamente da noi Comunisti e da migliaia e migliaia di calabresi, attendiamo una risposta che, ovviamente, non arriverà, né potrà arrivare, mai….

Reggio Calabria lì 12 gennaio 2010
IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA Ivan Tripodi

Comunisti Uniti Calabria sul caos acqua a Vibo Valentia

Il delicato problema dell'acqua che da 5 mesi affligge la città di Vibo Valentia e il modo in cui l'attuale amministrazione e il sindaco l'hanno gestito è il chiaro segnale dell'incompetenza di chi è alla guida della città. 

Numerose sono state le ordinanze di divieto di utilizzo dell’ acqua e di revoca delle suddette e nel frattempo in questi cinque mesi gli abitanti di Vibo non hanno capito cosa sia successo realmente. Nonostante le dovute segnalazioni fatte dai partiti comunisti e della sinistra assieme alle varie associazioni presenti nella città capoluogo, non è stato ancora individuata una possibile soluzione al problema. Pensiamo, inoltre, che l’ idea di istituire delle autobotti sia ridicola, in quanto numerosi sono coloro i quali che, per problemi vari, non riescono a muoversi da casa. Solo due giorni fa il sindaco ha pensato di utilizzare i gruppi di volontariato per consegnare a domicilio delle casse d’acqua, cosa “fantastica” peccato per il leggero ritardo di 5 mesi. 

Possiamo dire che la montagna ha finalmente partorito il mitico topolino. 
Altro fatto che ci preme sottolineare è il consiglio comunale convocato dal sindaco per domani: il primo cittadino, a tal proposito, pare sia intenzionato ad effettuare la seduta senza interventi del pubblico. In poche parole: un consiglio comunale CHIUSO nonostante le numerose richieste dei cittadini di essere ascoltati. Riteniamo questa scelta non soltanto scellerata, ma lesiva del principio democratico che si pone alla base del nostro ordinamento. Problemi come la non potabilità dell’ acqua, caro sindaco D’Agostino, vanno affrontati ascoltando le esigenze della gente e non chiudendosi in un palazzo. Per questo motivo, siamo convinti che l’attuale amministrazione comunale debba prendere atto del fallimento della politica avviata in questi mesi. 

Traendo un bilancio delle cose fatte dall’attuale amministrazione, dall’insediamento ad oggi, pensiamo ormai siano note ormai a tutti le inadeguatezze e le inefficienze che secondo noi valgono le dimissioni.

Nicola Iozzo – Coordinamento Nazionale CU
Alessandro De Padova – Coordinamento Nazionale CU

Comunicato sulla situazione universitaria

Da settembre fino al periodo pre natalizio abbiamo assistito a livello nazionale ad un meraviglioso e crescente movimento studentesco che ha urlato a gran voce il suo dissenso al ddl Gelmini , scendendo in piazza con cortei che nella penisola mancavano tra troppi anni.

Ma ora che il ddl è diventato legge con le votazioni previste dal nostro sistema bi-camerale perfetto e grazie alla firma del Presidente Napolitano, le cui vane promesse fatte alla delegazione di studenti ricevuta a palazzo avevano fatto ben sperare, urge una riflessione politica su quanto è successo e su quanto succederà, specie nel nostro territorio reggino.

Innanzitutto definire tale ddl legge è un errore in quanto esso è in realtà un decreto legge ovvero, spiegato in parole povere, per diventare realtà avrà bisogno i 139 decreti attuativi. Solo 36 di questi spetteranno al governo. E qui ci sorgono dubbi molto concreti sulla sua attuazione. Cosa che ci fà ben sperare in flop di un ddl che se attuato distruggerebbe l’intero sistema universitario pubblico , dando così spazio a quello privato. E sembra quasi superfluo dire e spiegare come quello privato consentirà l’accesso , ai più alti livelli d’istruzione, solo alle classi sociali più agiate.

E Reggio Calabria non è da meno. Anzi. Se gli atenei di tutta Italia sono sconvolti da questo ddl , quello della Mediterranea deve fare i conti anche con le inadeguatezze del rettore.
Massimo Giovannini infatti nel corso del suo mandato ha dimostrato ampiamente di non essere all’altezza dell’incarico al quale è stato eletto.

Nel nostro ateneo accadono recidivamente gravi nefandezze. La prima , ma non per gravità, è la risposta negativa alla domanda studentesca di visionare i bilanci d’ateno nonostante essi siano atti pubblici. E quindi per definizione giuridica visionabile da qualsivoglia interessato.La seconda, è costituita dalle borse di studio.La seconda rata dello scorso anno accademico ancora non è stata liquidata agli spettanti studenti nonostante i soldi siano stati finanziati dalla regione. La terza, riguarda i tre contributi fissi di facoltà che gli organi competenti avevano pensato d’imporre agli studenti fino a quando essi , giunti in corteo sotto il rettorato mentre se ne discuteva l’approvazione, non ne hanno ottenuto il ritiro. Tutto ciò non perchè gli studenti non vogliano pagare le tasse o siano evasori fiscali ma perchè questi contributi fissi più che delle tasse sembravano delle imposte.Gli studenti quindi, dimostrando un grandissimo affetto verso il proprio ateneo, hanno detto chiaramente che  se tali soldi servivano a mantenere aperta l’università essi li avrebbero messi volentieri , ma in queste condizioni , ovvero senza un progetto serio dietro questa richiesta di liquidi non c’è motivo di regalare soldi così.Ancor di più in momento di crisi come quello in cui versa il nostro paese.
Tutto questo ci fà sorgere 3 domande molto importanti.
-Per quale motivo l’università si ostina a negare i bilanci agli studenti ?Cosa nascondono?
-Dove sono i soldi finanziati dalla regione per le borse di studio? Se sono in mano all’università per quale motivo gli studenti , che con questi soldi ci vivono, non gli hanno ancora ricevuti?
-Vista la disponibilità degli studenti a mantenere la propria università , coscienti dei gravissimi disagi che comporterebbe la sua chiusura ( dal punto di vista economico e sociale), perchè il rettore e gli organi competenti non si mettono a parlare con gli studenti  dimostrando la reale necessità di tali fondi,in un puro esempio di cogestione come stabilito nell’art. 46 della nostra meravigliosa costituzione, anche se tale articolo riguarda le aziende e i lavoratori?
Noi e in particolar modo gli studenti sentiamo l’esigenza di risposte certe e concrete a tali domande.
Ci sentiamo inoltre di sottolineare il grande lavoro svolto fin’ora dal Collettivo Unirc che queste nefandezze le stà combattendo da 3 anni e sentiamo di dover esprimere la nostra massima solidarietà a tutti gli studenti che durante questi mesi sono scesi in piazza e hanno occupato gli atenei in nome dei loro diritti. A loro và la richiesta di non arrendersi mai e continuare la lotta.

Francesco Masè
Coordinamento Nazionale FGCI 

Partito dei Comunisti Italiani - Reggio Calabria
Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Reggio Calabria

mercoledì 12 gennaio 2011

Caos acqua: contro la decisione di tenere un consiglio comunale chiuso ai cittadini

La decisione intrapresa dal sindaco, di convocare un consiglio comunale chiuso agli interventi del pubblico, non è altro che un grave attacco alla pura democrazia che invece dovrebbe essere attuata nel piccolo di un comune come Vibo Valentia, partendo dal basso e quindi proprio dai cittadini e non facendo favori alle aziende private che pensano solo al proprio tornaconto.

L’attacco diventa ancor più grave allorchè all’o.d.g. del suddetto consiglio, convocato per venerdì 14 alle ore 15:00, vi è il delicatico problema dell’acqua non potabile che stà tenendo sotto scacco l’intera area cittadina.

Tale convocazione è inoltre un forte segnale d’indifferenza verso le richieste fatte dai cittadini che, come precedentemente abbiamo fatto noi a mezzo stampa, invocavano un consiglio comunale aperto ai fini di discutere un problema così grave con i diretti interessati e le loro opinioni, che in una vera democrazia , quella che non viene instaurata da questa giunta, dovrebbero recitare una parte principale.

Il problema dell’acqua quindi dovrebbe venir discusso con tutti i cittadini che, per le inedeguatezze di questo comune, si trovano a dover spendere, in un grave momento di crisi economica nazionale, sempre più soldi per un bene primario. Cosa resa obbligata visto anche il vano tentativo della protezione civile di portare acqua ai cittadini tramite autocisterne che però contengono, visto che a prima vista è ancora più gialla di quella che esce dai rubinetti, acqua ancora più inquinata di quella che da mesi arriva nelle nostre case. Vien da chiedersi allora, “ma la protezione civile da dove prende l’acqua per le cisterne? Non è che proviene dagli stessi rubinetti nei quali arriva l’acqua inquinata della Sorical? Naturalmente la nostra vuol essere semplice ironia (almeno lo speriamo!)

Ma perché mai il sindaco dovrebbe tradire la linea politica del suo partito (quello della libertà, ma libertà vigilata vista la situazione nazionale e regionale nella quale versa) dando peso a un valore dimenticato come la democrazia e ricordato solo da qualche nostalgico di politici veri come lo era Berlinguer? E poi che figura ci farebbe a tradire proprio ora la suddetta linea quando la stà seguendo così bene con la mancata presentazione delle sue dimissioni?

Alla luce di tutte queste inadeguatezze e nefandezze del sindaco, noi rinnoviamo la richiesta di dimissioni e anzi, nel caso in cui le sue lacune siano così gravi da non permettergli di scrivere la tanto reclamata lettera di dimissioni, glie ne proponiamo una noi:
“Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di Vibo Valentia, il sottoscritto Nicola D'Agostino, Sindaco della città di Vibo Valentia, con la presente lettera intende rassegnare le dimissioni dall'incarico ricevuto dall'elettorato per MANIFESTA INCAPACITA' e per la salute pubblica della città, quella città che ormai ho trasformato nella discarica a cielo aperto sul mare. Concludo sottolineando che le mie dimissioni sono irrevocabili e le porgo i miei distinti saluti. Firmato Nicola D'Agostino.

Sindaco, accetta? Sicuramente no, ma noi una mano a salvare la faccia glie la vogliamo dare lo stesso.

Se vogliamo veramente risolvere il problema dell’acqua , che secondo la “giornalista” del TG3 Karen Sarlo non sussiste o comunque è stato risolto con la pista di pattinaggio messa a piazza municipio (non sappiamo quale sia il legame tra l’acqua non potabile e la pista ma ci fidiamo della Sarlo). in questo servizio,si dice,  mentre intervistano l'incompetente sindaco di Vibo, che non c'eravamo noi cittadini. Ma come potevamo esserci se non siamo stati informati? Altrimenti qualcuno col forcone ci sarebbe stato, potete starne certi.

Convochiamo un serio consiglio comunale, aperto alle opinioni di tutti cercando così almeno una volta di usare il concetto di democrazia che viene dal basso. Aprendo alla partecipazione di quei cittadini che il problema lo stanno affrontando tutti i giorni, da mesi ormai, per trovare una soluzione definitiva.

                                                                                                                                        
Partito dei Comunisti Italiani - Federazione Giovanile Comunisti Italiani Vibo Valentia.