giovedì 9 giugno 2011

Il comune di Vibo e i suoi divieti

Vietato l’accesso agli animali. Questo l’ordine perentorio che si trova scritto davanti al cancello del Parco delle Rimembranze e del nuovo Parco Urbano, gli unici due spazi verdi della città. A noi della Federazione della Sinistra (PdCI + RC) di Vibo Valentia ci viene da chiederci allora: se non possiamo portare i nostri animali in uno spazio verde, dobbiamo portarli a passeggiare nel traffico cittadino tra smog e rumori di clacson? Anziché vietare l’accesso agli animali non si potevano adottare soluzioni diverse? Tipo multare chi non raccoglie gli escrementi dei propri animali ed obbligare gli stessi a circolare con l’apposita paletta? Se proprio gli animali domestici creavano dei problemi in questi spazi verdi anziché privarli della loro libertà di passeggiare non si potevano aumentare i controlli sui loro proprietari?
I divieti emanati da questa giunta sono stati tanti: dall’ uso dell’acqua per scopi umani e alimentari nella città e nelle frazioni fino a quello di balneazione nei pressi del torrente Sant’Anna. Divieti questi che ci hanno fatto capire, che l’unico mezzo adottato dall’amministrazione D’Agostino per risolvere le questioni di emergenza e di difficile gestione è il “divieto”! Pensando forse così, nascondendo e sotterrando gli effetti con le ordinanze di divieto, di eliminare la causa delle difficoltà che attraversa la città!
Che questa amministrazione non fosse sensibile all’ambiente ed alla natura lo avevamo già capito (tra l’altro il partito del PDL non si distingue di certo per l’attenzione che pone al territorio ed alla salute degli essere viventi!), ma che addirittura arrivasse ad adottare questi sistemi non ce lo saremmo mai aspettati! Certi preconcetti e pregiudizi dovrebbero essere nel 2011 ormai superati!
Ma se al comando di certe squadre c’è gente che ragiona come 90 anni fa (circa il periodo del ventennio fascista, giusto per intenderci!) allora certe scelte sono quasi comprensibili, quasi giustificate e compatite. Non ci si può aspettare del progresso, nelle idee e nella mentalità, da certa gente.
L’eroe di questa ordinanza in questo caso è l’assessore al “decoro urbano” Pietro Comito, già tempo fa da noi spronato a dimettersi, se non altro per tener fede proprio alla dicitura del suo assessorato, appunto “decoro”! Cosa che purtroppo manca a lui come amministratore e che di conseguenza fa mancare alla nostra città di Vibo Valentia ed al tutto territorio comunale.
Un comune che annaspa sotto cumuli di rifiuti, le spiagge che dovrebbero essere già pronte ad accogliere i turisti e che invece sono abbandonate a se stesse, le frazioni che non sanno cosa vuol dire “arredo urbano” o “verde pubblico” (a meno che non teniamo conto delle erbacce che infestano fino quasi a chiudere le strade comunali), l’acqua potabile e pulita che continua ad essere un miraggio per i cittadini dell’intero territorio, le strade che sembrano groviera.
Insomma, in tutto questo marasma di problemi, quello che sembra affliggere l’amministrazione, ed in particolare l’assessore, tanto da richiedere un intervento deciso e “categorico”, è stato quello di evitare che qualcuno distrattamente si sporcasse le scarpe, che tra l’altro si dice porti anche fortuna! E di fortuna il nostro comune ne ha proprio bisogno, dato che è in mano a certa gente! A questo proposito proponiamo, dato che il “vietare” sembra essere la soluzione ai molti problemi, di mettere un “divieto di accesso agli amministratori incapaci” all’entrata della sede municipale, così vedremo chi di questi avrà il coraggio di varcarne la soglia!

sabato 4 giugno 2011

Contro il taglio dell'organico ATA

Continua il massacro sociale del governo Berlusconi-Bossi che infierisce sulla scuola italiana e calabrese. E’ di qualche giorno fa lo schema di decreto ministeriale sugli organici del personale ATA per l’anno scolastico 2011/12, che conferma quanto noi da tempo abbiamo fortemente denunciato.
Finita la campagna elettorale, ancora una volta le promesse di Berlusconi si rivelano false e menzognere. Una vera e propria presa in giro per i lavoratori e i cittadini.
Si sono dissolte come neve al sole le 65.000 assunzioni di cui si favoleggiava nella propaganda del regime berlusconiano, mentre i tagli agli organici diventano una concreta realtà, una nuova batosta ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici precari della scuola italiana e calabrese.
La scuola calabrese viene ancora una volta penalizzata in modo cinico  dalla bresciana ministro Gelmini che della Calabria si è ricordata solo quando doveva passare l’esame di procuratore legale.
I tagli previsti e annunciati dal ministero per il personale ATA sono massicci e colpiscono tutti i profili professionali. Sono circa 1.500 i posti di lavoro che solo in Calabria e solo nell’ambito del personale ATA saranno cancellati (14 DSGA; 158 Assistenti Amministrativi;  40  Assistenti Tecnici;  1200 collaboratori scolastici).
1.500 lavoratori precari rischiano di essere espulsi dal mondo del lavoro, creando una nuova sacca di disoccupati in una realtà fragile e debole sul piano economico, sociale ed occupazionale.
Ciò determinerà un ulteriore abbassamento della qualità del servizio scolastico, un declassamento dell’offerta formativa e una pesante riduzione del diritto allo studio. 
Si tratta del colpo finale arrecato alla scuola calabrese, all’occupazione e al diritto alla studio dei giovani e degli studenti.
Infatti, con questo ennesimo taglio dell’organico, la Calabria viene relegata in coda tra le regioni italiane e l’offerta formativa che la scuola sarà capace di erogare rischia di essere fortemente compromessa, nonostante la dedizione e lo spirito di sacrificio dimostrato dai dirigenti, dagli insegnanti e dal personale ATA che giornalmente tengono in piedi una baracca che fa acqua da tutte le parti.
E’ necessario bloccare questo processo sciagurato per difendere e rilanciare la qualità del servizio scolastico e per dare una speranza di futuro a migliaia di insegnanti e lavoratori scolastici precari, che sono oggi condannati se tutto va bene ad un lavoro precario a vita. 
Diciamo no ai tagli e ai licenziamenti di massa e diciamo si all’ampliamento dell’offerta formativa e all’estensione del tempo pieno.
E’ necessario respingere questa gravissima minaccia al futuro della scuola calabrese.
La Regione, le Province e gli Enti locali non possono stare a guardare senza reagire e senza difendere i lavoratori precari e il diritto allo studio. Bisogna chiedere un cambiamento radicale nella politica scolastica del governo Berlusconi.
Pertanto, per scongiurare gli effetti nefasti sulla Calabria delle politiche e delle scelte governative chiediamo che, finalmente, il Presidente Scopelliti faccia sentire la voce della regione, difendendone gli interessi, senza continuare a subire passivamente operazioni che colpiscono la scuola calabrese, riducono drasticamente l’occupazione e abbassano la qualità del servizio scolastico.

Reggio Calabria, 3 giugno 2011

MICHELANGELO TRIPODI
SEGRETARIO REGIONALE PdCI

Comunicato conferenza stampa per i referendum del 12 e 13 giugno

I partiti della FdS, SeL, IdV, PD ed i verdi insieme all’associazione ANPI, WWF e il sindacato CGIL-AUSER si ritroveranno questo sabato, 4 giugno, alle ore 10.30 di su Corso Vittorio Emanuele di fronte l’ufficio sanitario per indire una conferenza stampa sui quesiti referendari del 12 e 13 giugno.
Dopo la sontuosa vittoria elettorale contro una destra che ha ormai stufato il popolo italiano, quella destra con a capo Silvio Berlusconi, la sinistra italiana e quindi anche quella vibonese vuole lanciare un forte segnale alla gente, per questo scende in campo in maniera attiva per informare e fare campagna elettorale sui 4 quesiti referendari.
Quattro SI! Questa la parola d’ordine per l’intera coalizione di sinistra.
Diciamo SI per far tornare l’acqua pubblica ed allontanare l’ombra del vile denaro e del guadagno da un bene così fondamentale per la vita dell’uomo. Diciamo SI per scongiurare il rischio delle centrali atomiche sul nostro territorio nazionale, proponendo energie rinnovabili ed alternative al progetto del governo che vuole sono ingrassare le casse degli industriali. Infine diciamo SI a quella legge ingiusta che è il “legittimo impedimento”, perché tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e tali devono rimanere, senza privilegi.
Il risultato elettorale di queste ultime elezioni amministrative ci fa capire che la gente ha voglia di partecipare alla vita politica, che la gente vuole essere parte attiva nelle decisioni amministrative e politiche della nazione. Il governo voleva togliergli questa opportunità, aveva tentato di annullare il quesito sul nucleare ma la cassazione ha deciso che il referendum ci sarà e noi diciamo che saranno sicuramente “quattro SI”!
Facciamo sentire all’Italia intera che noi ci siamo, che siamo pronti a scendere in campo per liberare questa nazione, prendere in mano il nostro destino e costruire il nostro futuro come noi lo vogliamo!
Rinnoviamo il nostro invito per sabato 4 giugno alle ore 10.30 su Corso Vittorio Emanuele (piazz. Municipio) di fronte l’ufficio sanitario.
Comunicato congiunto:
Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, PD
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, CGIL-AUSER, WWF

mercoledì 1 giugno 2011

I manifesti per il referendum




Comunicato banchetti campagna referendaria (FdS, SeL, IdV, ANPI, CGIL e verdi)

Si ritrova di nuovo, tutta la sinistra Vibonese, per prepararsi alla campagna elettorale-informativa sui quesiti referendari del 12 e 13 giugno.

In una riunione tenutasi nella sede della Cgil di Vibo Valentia i partiti della FdS, SeL, IdV ed i verdi insieme all’associazione ANPI e il sindacato CGIL si sono incontrati per dar via alla campagna informativa sul referendum di giugno. Referendum importantissimo al quale i media nazionali non stanno dando un giusto risalto. Tocca allora a chi, da sempre, ha a cuore le sorti dei cittadini e del popolo italiano diffondere il messaggio dell’importanza di andare a votare al referendum. Quell’area politica che nonostante le difficoltà e le continue diffamazioni del governo continua a lottare per il bene comune, senza chiedere nulla in cambio. Lo fa perché come al solito sente di dover lottare per la gente.
Continueranno quindi gli incontri, come già succede da un paio di settimane, su corso Vittorio Emanuele (di fronte l’ufficio sanitario), dalle ore 10 fino alle 20, per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente il governo Berlusconi va come al solito in controtendenza e decide di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama a sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
La sovranità appartiene al popolo. È questo che siamo chiamati a difendere andando a votare al referendum! Nonostante abbiamo assistito ad un vile attentato alla democrazia con l’approvazione del decreto omnibus che mira ad annullare il referendum sul nucleare, noi dobbiamo sentirci in dovere di partecipare attivamente alla vita ed alle decisioni della nostra nazione. Questa è democrazia.
Perciò noi abbiamo deciso di schierarci con il popolo e di stare in mezzo a loro. Vi aspettiamo quindi ogni sabato fino al venerdì prima del referendum del 12 e 13.

Comunicato congiunto:
Federazione della sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi,
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, CGIL

Comunicato banchetti campagna referendaria

Anche questo sabato, come già stiamo facendo da un paio di settimane, noi della Federazione della Sinistra (PdCI e PRC) e i ragazzi dell’Italia dei Valori saremo presenti in Piazza Municipio (di fronte l’ufficio sanitario) per informare e sensibilizzare la gente sui quattro quesiti del referendum del 12 e 13 giugno. Nonostante la campagna di oscurantismo operata dai media nazionali noi infatti crediamo nell’importanza di questo referendum, che pone l’attenzione su problemi fondamentali che vanno dalla salute alla difesa della costituzione fino anche a toccare temi di diritti umani. Quattro SI per dire NO. Questo il nostro slogan.
Si parla di salute quando parliamo di energia nucleare, un sistema per produrre energia ormai superato e molto pericoloso sia per il territorio che per la gente. Anche tralasciando quello che è successo recentemente a fukushima gli effetti disastrosi sulla nazione che una centrale nucleare poterebbe sono molti: lo smaltimento delle scorie tossiche, l’inquinamento e l’elevato consumo dell’acqua usata per il raffreddamento del reattore, le radiazioni nei dintorni della centrale, l’elevato costo (nonché la scarsa reperibilità) dell’uranio usato nel reattore e molti altri.        
In un epoca in cui il futuro è rappresentato dalle energie pulite e rinnovabili investire sull’energia nucleare è una vera pazzia, infatti il resto delle nazioni europee e mondiali hanno deciso di iniziare lo smantellamento delle loro centrali. Ma giustamente noi andiamo come al solito in controtendenza e decidiamo di investire su una tecnologia ormai morta!
Il 12 e 13 giugno saremo chiamati anche a difendere il diritto alla vita, privatizzare l’acqua infatti consegnerebbe le sorti della nostra vita in mano alle solite lobby del potere. Acqua S.p A., una cosa che fa inorridire. Sarebbe come far pagare l’aria che respiriamo! Siamo sicuri anche, date le nostre esperienze nel comune di Vibo Valentia, che privatizzare il servizio di gestione e fornitura dell’acqua non porterebbe alcun beneficio e miglioria del servizio stesso, anzi probabilmente lo peggiorerebbe (come nel nostro caso) rendendo i cittadini inconsapevoli vittime!
Il quarto quesito ci chiama sostenere il fatto che “la legge è uguale per tutti”. Proprio così, consentendo il legittimo impedimento daremmo il via libera ai politici di poter delinquere in modo indisturbato. I nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero dare lezione di morale e difendere la nostra bellissima costituzione la attaccano ogni giorno, cercando di aggirare le leggi per poter agire indisturbati e continuare i loto loschi affari. Chi sbaglia paga! Che sia rosso, verde, azzurro o di qualsiasi altro colore! La legge è quella che ci consente di vivere in modo civile, per cui saremo chiamati con il referendum a difendere anche la civiltà.
Non possiamo quindi rimanere indifferenti e fare il gioco di questo governo che vorrebbe vedere annullato il referendum e che vorrebbe poter decidere delle nostri sorti senza nemmeno interpellarci. La sovranità appartiene al popolo! E questa è democrazia.
Perciò noi della Federazione della Sinistra e dell’Italia dei Valori continueremo la nostra opera di informazione ogni sabato fino al venerdì prima delle elezioni del 12 e 13.
Il 12 e 13 giugno vota 4 SI!

domenica 22 maggio 2011

Comunicato sulla chiusura della commissione comunale politiche sociali

Un anno è passato e non ci siamo accorti del cambiamento della città, la nostra Vibo ci ricorda quella di un anno fà , le parole dei leader del centro destra locale le ricordiamo ancora a fne campagna elettorale dal palco di piazza Municipio: “ BASTA, BASTA, BASTA ( con Sammarco)” il più becero populismo che ora inizia a dar loro qualche frutto.... amaro. Il PdCI- Federazione della Sinistra crede che la politica e le opere sostanziose si facciano con il dialogo, la dialettica tra vari uomini, l’esposizione delle idee ed il confronto, questo produce lavoro e se il lavoro è positivo si vedono anche i fatti. Evidentemente però sotto alcuni punti il centro-destra non ha nè idee, nè proposte e conseguentemente nessun fatto vero da concretizzare. Una campagna elettorale continua, il premier è per loro un buon maestro, basata su promesse, speranze, strette di mano di fronte a al porto di VIBO MARINA( apriamo una parentesi, stiamo ancora apsettando di vedere la nave da crociera da 20 piani inserita nel manifesto di DAFFINA’ Sindaco) ed altro. Cosi succcede che una commissione, sicuramente non la più importante, quella alle politiche sociali chiude i battenti per improduttività, nessun atto è stato proposto nè dalla giunta nè dal consiglio. La presidente Bax si è vista costretta, coraggiosamente e responsabilmente, a chiuderla puntando il dito contro la mancanza di propositività. Ci risulta inoltre di un incontro trà l’assessore Bulzomi’ e la presidente Bax che avrebbe dovuto far ripartire questa, forse ingombrante, commissione alle politiche sociali, grazie anche alla “ingente” somma stanziata dalla regione, ben 1,5 milioni di euro per 15 amministrazioni, e ben 100.000  euro per il nostro comune, una somma davvero ragguardevole per....fare qualche studio sociale, organizzare qualche convegno, fare qualche mostra sull’Egitto, e poi con il resto comprare le noccioline per gli anziani; battute a parte, le politiche sociali sono una cosa seria. Proprio da queste attività si vede il “contatto” tra i politici e la gente, è uno dei pochi momenti, forse, in cui si accantona il partito politico di appartenenza per fare del bene all a propria comunità. Ma evidentemente l’amministrazione da quell’orecchio non ci sente. Già nei giorni scorsi il circolo del comune capoluogo “Spartacus” del PRC attraverso le parole del suo segretario, il compagno Antonio Callà aveva, giustamente, ripreso l’amministrazione, bacchettandola e ponendola come primo caso in Italia; ad oggi mancando ancora la smentita il tutto ci fa pensare che la giunta D’agostino non sappia come gestire questo “strano caso”. Quindi pare proprio che abbiamo un altro triste primato, la chiusura di una commissione consiliare per “improduttività”. Per essere chiari, da comunisti, le parole dell’assessore Bulzomi, apparse su “Il quotidiano” nei giorni scorsi, non ci hanno affatto tranquillizzato, perchè l’assessore dà solamente numeri vuoti continuando a fare, ribadiamo, come il loro buon maestro Berlusconi, propaganda elettorale, sventolando milioni di euro come fossero noccioline, ma senza una reale pianificazione sulla proposta. Noi abbiamo delle proposte, semplici, vere, reali: un centro di aggregazione giovanile, ed uno sportello per gli stranieri in città, sono due proposte, semplici, normali, per le quali non crediamo ci vogliano fiumi di soldi, o grandi esperti, ma un pò di buon senso. Se in commissione non vi sono proposte, Noi del PdCI-Federazione della Sinistra diamo questi due temi sui quali discutere e portare avanti un impegno concreto nei confronti della città. Ribadiamo COSE SEMPLICI E SERIE.

Sulle elezioni provinciali di Reggio Calabria

Esprimiamo grande soddisfazione per il voto ottenuto dalla lista e dai candidati del Partito dei Comunisti Italiani alle elezioni provinciali di Reggio Calabria.

Il PdCI, che molti davano per morto, non solo ottiene un brillante quanto meritato risultato, ma con oltre 9.150 voti pari al 3,3 %, ha dato un contributo determinante per consentire al Presidente uscente Morabito di andare al ballottaggio del 29-30 maggio.

Il consenso ottenuto dal PdCI, che conquista un seggio alla Provincia, testimonia la conferma di una consistente fiducia verso una forza politica che in questi anni nella provincia si è battuta con impegno e coerenza per portare le battaglie per il riscatto di questa terra, per il progresso della provincia e per mettere al centro i temi del lavoro, dei diritti, dello sviluppo e della legalità.

Il PdCI mantiene il suo radicamento nella città e nella provincia, nonostante il pesante tentativo di isolamento e la continua aggressione che è stata perpetrata contro i suoi dirigenti ed il suo elettorato.

Gli elettori con il loro voto hanno respinto il tentativo di fare passare  come inutile il voto ai comunisti Italiani.
In questo quadro, salutiamo, tra gli altri, il risultato eccezionale che il PdCI ottiene a Polistena con circa 2.300 voti pari ad oltre il 42 % e quelli di Brancaleone e Roccella dove addirittura risulta primo partito.

Pertanto, riteniamo doveroso esprimere un sincero e sentito ringraziamento a tutti i  nostri candidati, iscritti al Partito o indipendenti, che tutti indistintamente hanno contribuito con impegno, entusiasmo e passione a raggiungere questo risultato elettorale, importante non solo per il PdCI ma per l’intero centrosinistra.

Infine, un particolare ringraziamento agli elettori ed alle elettrici che hanno voluto affidarci la loro fiducia, dimostrando con il loro voto che per cambiare le cose a Reggio e in Italia c’è bisogno di rilanciare la forza e la presenza dei comunisti italiani.

Ai nostri candidati/e ed agli elettori/rici rivolgiamo un appello a non abbassare la guardia e la tensione. Ci attendono giorni cruciali in vista del ballottaggio provinciale del 29-30 maggio e, quindi, occorre proseguire nell’impegno per portare il programma di cambiamento alla provincia, sbarrando il passo ad una destra arrogante, demagogica e incapace di risolvere i problemi dei cittadini.

Reggio Calabria, 17.5.2011
UFFICIO STAMPA FEDERAZIONE PROVINCIALE PdCI Reggio Calabria

venerdì 13 maggio 2011

Elezioni Filadelfia: il PdCI sostiene Caglioti

In questi mesi abbiamo appreso con soddisfazione la candidatura a sindaco di Filadelfia del dott. Walter Caglioti, appoggiato dalla lista civica “Uniti per cambiare”. La soddisfazione è doppia ove si considerino le condizioni disastrose nelle quali versano il comune di Filadelfia e l’intera provincia vibonese.
Il dott. Caglioti, persona di grande onestà e umiltà, è l’uomo giusto per il cambiamento auspicato in campagna elettorale. Da sempre impegnato in politica  si è dovuto scontrare in questi anni con coloro che hanno determinato una chiara situazione di “inagibilità democratica” e che poi hanno ben pensato di salire sul carro del vincitore, ovvero, l’attuale presidente della provincia Francesco De Nisi che ha grande responsabilità per il degrado  e l’abbandono del territorio  della provincia vibonese.
Ci auguriamo che  in questi giorni i cittadini filadelfiesi possano realmente riflettere sull’importanza del voto e sulla necessità per il futuro del paese di sostenere la candidatura del dott. Caglioti per  risollevare il paese  e per costituire un’amministrazione che si occupi realmente dell’interesse dei cittadini e che non pensi a prendersi i meriti dei predecessori, come sta facendo quella attuale attribuendosi meriti per opere che non gli appartengono.
Teniamo a sottolineare il nostro appoggio al candidato sindaco dott. Caglioti, con il desiderio d’instaurare insieme un percorso di lotte e di battaglie per rimonciare un cammino di riscatto e di progresso per l’intera provincia di Vibo Valentia.
Noi non vogliamo più lasciare i paesi come Filadelfia nelle mani di amministratori incompetenti, che pensano solo al loro tornaconto personale quando in alcune zone del paese, la gente  è costretta a vivere senza fogne, acqua, energia elettrica e telefono.
Per questo noi sosteniamo Walter Caglioti. Perché vogliamo un reale cambiamento.

                                                                                                          IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                                                                    MICHELANGELO TRIPODI

martedì 10 maggio 2011

Comunicato stampa sulla manifestazione indetta dalla Cgil: Partito dei Comunisti italiani e Partito della Rifondazione Comunista Vibo Valentia


Tanti operai, tanti lavoratori, disoccupati precari ed alla fine anche gli studenti. Il popolo, la base della nostra democrazia e , fortunatamente, pochi politici di quelli eletti, di quelli che dovrebbero rappresentarci per intenderci, molti dei quali ,per fortuna, passati inosservati. Questa è la piazza che vogliamo, con le bandiere rosse che cozzano contro un bellissimo cielo azzurro di maggio. Il maggio voluto dagli studenti, il maggio di rivolta che ci riporta a tempi che sembrano lontani e remoti. Ma oggi per un solo giorno sembrava di essere in un altro periodo storico, perchè era davvero tanto tempo, che piazza municipio non era invasa da cosi tanta gente del popolo e da cosi tante bandiere rosse.
Noi della “Federazione della Sinistra” (Partito dei Comunisti Italiani & Partito della Rifondazione Comunista) eravamo presenti, con i nostri colori, i nostri simboli e la nostra voce. Abbiamo risposto all’invito rivoltoci dalla CGIL, a partecipare con la nostra delegazione e così abbiamo fatto, senza troppo proclami, senza troppe parole scritte sulla stampa, alle quali non sono poi seguiti i fatti. Perché è facile scrivere sulla stampa facendo appelli ai propri iscritti e simpatizzanti, etichettandosi come paladini della sinistra rendendosi poi conto di avere il vuoto alle spalle e senza essere presente FISICAMENTE alle iniziative che contano (cari amici di sinistra e libertà), quelle importanti, quelle dove trovi l’immigrato che ti racconta la sua storia, lo studente che ti prende a schiaffi perché a “50 anni non fai il tuo dovere non alzando il culo dal divano sul quale siedi per andare a votare”, il precario ed il lavoratore che chiedono più diritti e più sicurezza per il proprio futuro.
Noi della Federazione Della Sinistra (Partito dei Comunisti  Italiani & Partito della Rifondazione Comunista) della provincia di Vibo Valentia siamo scesi in piazza perché crediamo che i proclami del nostro governo nazionale siano solamente mera campagna elettorale, ci sentiamo dire da due anni e mezzo che la crisi non esiste, che rilanceranno l’economia con il piano casa, che non ci sono stati tagli, ma la realtà è un'altra! Il piano casa, fiore all’occhiello del nostro premier, addirittura preso a modello, secondo suo dire, da altri paesi europei, come volano di sviluppo, giace negli uffici dei vari comuni italiani che, giustamente, lo bloccano perché lo stesso è in contrasto con i regolamenti edilizi locali (questo per noi è federalismo). Le aziende , soprattutto le piccole e medie, chiudono sia al nord che al sud che al centro e non riaprono, i lavoratori perdono il proprio posto di lavoro e vanno in cassa integrazione, che non durerà per sempre; nella scuola si sono contati 150 mila tagli al personale docente precario e non, l’amministrazione pubblica vede i contratti bloccati per 4 anni.
Il governo BLOCCA letteralmente l’economia non mettendo soldi in circolazione, blocca i conti senza investire in settori nuovi come la RICERCA (vero sviluppo di una nazione) e le energie nuove da fonti rinnovabili e pulite (non il nucleare!). Il piano casa stesso è un esempio di incapacità amministrativa, avendo semplicemente lasciato la palla dell’uscita della crisi al mercato, ma il mercato è fermo e di conseguenza lo è anche l’economia. La regione si è impantanata in un aumento incondizionato delle tasse, oltre alla sanità dove chi paga è sempre il popolo per le cattive gestioni dei politici, anche sulla benzina per la quale non bastano le tasse nazionali, ma anche la regione vuole la sua fetta di torta. Il governo del fare si è tramutato nel governo dell’aumento............ delle tasse!! Noi siamo e saremo sempre e comunque dalla parte dei più deboli e dei cittadini, contro l’aumento incondizionato e senza controllo delle tasse, in modo alternativo al governo, non “quasi simile” come lo è il PD il quale non riesce ad essere un partito di alternativa. Il PD parla di responsabilità delle proprie scelte tenendo il sacco su provvedimenti importanti (il caso LIBIA ne è l’esempio pratico) alla maggioranza e non creando un’alternativa. ALTERNATIVA AL GOVERNO, di questo dobbiamo parlare!
Vorremmo ora chiudere con un appello ai politici eletti e non del PD, il vostro segretario BERSANI ha spesso offerto in modo ironico dei bagni chimici, quelli che si usano alle feste del PD, al governo da inviare a Lampedusa per frenare l’emergenza sanitaria dovuta all’arrivo di tanti PROFUGHI, non clandestini (le parole sono importanti). Noi suggeriamo al segretario BERSANI di inviare anche qualcosa a Vibo Valentia, al proprio partito..... delle BANDIERE! Da esporre durante simili manifestazioni, perché la gente, il popolo identifica i partiti anche nei simboli, non solo con gli uomini. Ebbene oggi per quanto ci riguarda la base del PD ha disertato la manifestazione, erano solamente presenti generali senza esercito, dei quali il PD ne è ben rifornito. Non è cosi che ci si candida alla guida del Paese.
NOI C'ERAVAMO!!

domenica 1 maggio 2011

Risposta a Nicola D'Agostino

La situazione, per quanto riguarda l’acqua a Vibo Valentia, “dovrebbe” essere tornata normale. “Dovrebbe”! Come si può usare il condizionale, in un caso del genere che interessa la salute dei cittadini, e continuare nell’attività di amministratore in un comune come Vibo Valentia? È quello che ci chiediamo noi del PdCI da quando abbiamo letto l’intervista fatta al Sindaco Nicola D’agostino, pubblicata qualche giorno fa sulle pagine del quotidiano.
Ma d’altronde non possiamo aspettarci dichiarazioni “ferme e precise” da un sindaco che di fronte alla domanda: “lei usava l’acqua quando la dichiarava potabile?” risponde “si la usavo, ma non per bere”. E allora signor sindaco, secondo lei che cosa vuol dire “acqua potabile”? che è buona per farsi i gavettoni? Guardi che avere acqua potabile vuol dire che si può utilizzare per scopi alimentari!
A questo punto allora vogliamo fare qualche domanda al nostro sindaco e conoscendo quali sono sempre state le risposte ai problemi del comune di Vibo Valentia e dei suoi cittadini siamo sicuri di saper dare anche le risposte ai nostri dubbi. Le stesse risposte che darebbe il nostro caro Sindaco, che è una brava persona ma non ce ne voglia è anche un pessimo amministratore, confusionario e incapace, un vero pesce fuor d’acqua!
Iniziamo con chiederci, la giunta targata D’Agostino ha saputo trovare una soluzione definitiva al problema dei rifiuti che ormai da mesi invadono la città di Vibo Valentia? Sicuramente la sua risposta è “il problema dovrebbe essere ormai prossimo alla soluzione”. Sempre al condizionale, ma pensiamo che la comunità Vibonese abbia ormai capito che le loro soluzioni sono solo fumo negli occhi dei cittadini, per farli stare buoni e zitti.
Un’altra domanda da fare al sindaco potrebbe essere: “signor sindaco, quando inizieranno i lavori di recupero delle zone soggette a dissesto idrogeologico, come la zona di cancello rosso e i vari interventi da fare in tutte le frazione del comune?”. Anche in questo caso però siamo sicuri di conoscere bene la risposta del sindaco: “a breve dovrebbe arrivare la delibera della giunta regionale, che libererà i fondi per iniziare gli interventi”.
Quando ritornerà la normalità per quanto riguarda il rilascio delle concessioni edilizie nel comune di Vibo? Quando verrà superato quel blocco dell’edilizia che sta mettendo in ginocchio buona parte dell’economia cittadina? Siamo sicuri che la sua risposta sia “presto le cose dovrebbero tornare alla normalità”.
Lei nel suo intervento ha detto che rispetto a quello che è successo a l’Aquila i nostri problemi sono poca cosa. Non manchiamo allora di ricordargli per l’ennesima volta che essendo il nostro un territorio sismico, con probabilità altissime che si verifichi un forte terremoto da un momento all’altro, abbiamo la necessità di avere un piano di emergenza comunale per affrontare l’eventualità di una catastrofe. Oggi come oggi, se succedesse qui a Vibo quello che è successo all’Aquila le conseguenze sarebbero sicuramente di gran lunga più drammatiche.
Signor sindaco, si rende conto che lei passa più tempo a vantarsi dei suoi “giovani, capaci, competenti, luminari, dotti, colti, valenti, qualificati” (nonché numerosi!) assessori, che ad occuparsi realmente del comune di Vibo Valentia? Poi si lamenta che una signora abbia detto che lei pensa più tempo ad occuparsi dei suoi affari che di quelli della gente, perché cosa si aspettava? Un grande applauso per aver ben pensato di portare a 11 gli assessori mentre la città stava vivendo un periodo di forte crisi economica, sanitaria e territoriale?
Noi siamo molto attenti alle vostre mosse, vi seguiamo, anche quando fate le vostre apprezzabili riunioni nelle frazioni. Apprezzabili perché sembra vogliate aprirvi ai problemi della gente, ma è solo un’impressione perchè in realtà ogni volta chiudete la porta in faccia a quei cittadini che sollevano le problematiche dei loro territori. In due di quelle riunioni, a Triparni ed a Vena Inferiore, il riassunto della discussione era che non avete i soldi nemmeno per gli interventi di manutenzione ordinaria dei paesi e della città. Il bello è che credete di essere giustificati da questa mancanza di fondi a non far niente per tutta la durata del vostro mandato! E i cittadini intanto che devono fare? Mettere le mani nelle loro tasche per fare gli interventi più urgenti?
Se nelle casse del comune non ci sono soldi voi sapete bene che è per colpa del vostro partito, il Pdl, che è sempre più il partito del “bunga bunga” che anziché pensare ai problemi della nazione pensa a risolvere i problemi giudiziari del suo capo, e voi anche in questo siete colpevoli. Preferite gli interessi dei capi di partito a quelli della popolazione. Perché non chiedete al vostro amico presidente Scopelliti (quello che un anno fa si faceva fotografare mentre passeggiava sul corso e da allora non è più tornato a Vibo!) di far la voce grossa con il governo (come fa Zaia in Veneto) per ottenere i soldi necessari alla vita del nostro comune? Perché non vi schierate mai con i cittadini di Vibo, ma cercate di giustificare gli errori dei vostri capi?
Signor sindaco, lei ha davvero a cuore la sorte del comune di Vibo Valentia? Si dimetta allora, esca da quel suo partito vergogna e inizi a lottare per la città dalla parte dei cittadini.

1° Maggio


Buon 1° Maggio 
festa dei lavoratori e giorno di lotta

La precarietà stanca


Il volantino che distribuiremo al corteo di Vibo Valentia.

lunedì 25 aprile 2011

Buona Resistenza

Ci chiamarono Briganti, ci chiamano teppisti
Ieri Partigiani, oggi Antifascisti.

Buon 25 aprile a tutti

domenica 24 aprile 2011

riflessioni del Partito Comunista Siriano sulla situazione in medioriente

da Partito Comunista Siriano www.syriancp.org - in www.solidnet.org
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Comunicato sulla riunione del Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano
15/04/2011
Il Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano ha tenuto, il 25 marzo 2011, una riunione ordinaria, presieduta dal Segretario generale compagno Ammar Bagdache. Il compagno Wissal Farha Bagdash capo del partito ha preso parte all’incontro.
Durante la discussione sulla situazione politica, nel Comitato Centrale è emersa la considerazione dell’importanza della promozione dei movimenti di massa nei paesi arabi, che si sono manifestati con il rovesciamento dei due regimi mercenari dell'imperialismo in Tunisia ed Egitto, con l’estendersi di proteste di massa in molti paesi arabi contro i regimi legati all'imperialismo. Il movimento di liberazione nazionale arabo sta conoscendo un avanzamento importante e attualmente occupa un posto di rilievo nel quadro del movimento di liberazione antimperialista internazionale, come anticipato dal 11° Congresso del Partito Comunista Siriano.
Dopo le sconfitte sul terreno dell'imperialismo statunitense in Iraq e dell'attacco imperialista sionista contro il Libano nel 2006, le masse popolari hanno rovesciato i due simboli dell'imperialismo in Tunisia ed Egitto.
La rivoluzione in questi due paesi, nonostante le differenze e le diverse specificità, hanno fatto cadere due regimi del tutto fedeli all’imperialismo e strettamente legati al sionismo, due regimi fondati sulla tirannia, nonostante alcune loro esteriorità istituzionali. Inoltre, questi regimi hanno diligentemente applicato le disposizioni del liberismo economico dettate dai centri imperialisti, che sono il riflesso degli interessi di Washington, spalancando le porte all’azione del capitale monopolistico straniero, privatizzando i principali ambiti dell’economia e riducendo il ruolo sociale dello Stato, colpendo la produzione nazionale attraverso la revoca del sostegno statale, che ha portato a un drammatico peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione, compresa la classe media tradizionale, ad una maggiore polarizzazione sociale e alla esasperazione del fenomeno della disoccupazione, soprattutto tra i giovani. Questi dettami, che sono ostili agli interessi del popolo, sono stati applicati con il contributo importante della borghesia compradora, strettamente legata ai monopoli e all’imperialismo e attraverso i loro rappresentanti al potere e negli apparati dello Stato.
A causa di questi fattori, le rivoluzioni in Egitto e Tunisia hanno assunto un carattere nazionale liberale, uno democratico ed un carattere di classe. Il nostro partito fin dall'inizio si è sempre espresso a favore di queste rivoluzioni, in virtù della loro importanza come rivoluzioni liberali nazionali per rafforzare le posizioni del movimento antimperialista internazionale rivoluzionario, con in più il rilievo derivante dall’essere la prima espressione dei movimenti di massa più estesi verificatisi nel ventunesimo secolo.
Imperialismo internazionale, sionismo e reazionari locali cercano di contrattaccare per ostacolare l'escalation del movimento di liberazione nazionale arabo. Il pericolo maggiore nella nostra regione è la brutale aggressione imperialista della NATO contro la Libia, aggressione che utilizza la foglia di fico della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, di quelle della Lega Araba, e con il contributo simbolico a questa guerra di rapina imperialista dei regimi arabi reazionari. La condanna del nostro partito e del movimento comunista internazionale per questa incessante aggressione contro la Libia, non intende trascurare quanto commesso dal regime dittatoriale libico, che dall'inizio di questo secolo teneva buoni rapporti con l'imperialismo mondiale e stretti legami con i gruppi monopolistici più sordidi del campo imperialista. È del tutto evidente però che l'imperialismo e il sionismo, dietro giustificazioni inconsistenti come la “protezione dei civili”, sono in Libia per il controllo di questo paese ricco di petrolio e lavorano per dividerlo in osservanza del progetto imperial-sionista di “nuovo Grande Medio Oriente”, progetto che mira al completo asservimento dei popoli della regione. Così il mondo arabo e il mondo intero devono condannare questa brutale aggressione imperialista e combatterla con tutti i mezzi disponibili.
Alla campagna multilaterale contro la resistenza nazionale libanese partecipano molte forze di vario genere, del tutto fedeli all'imperialismo, e lavorano nella stessa direzione le forze reazionarie arabe che cercano di infiammare le tendenze settarie, questa arma pericolosa che in definitiva serve solo all'imperialismo globale e a quella forza confessionale, razzista e reazionaria che è Israele sionista.
La cospirazione imperialista che con gli stessi fini si scaglia contro la Siria ha molte facce, tanti elementi dei regimi arabi reazionari con i loro mezzi di comunicazione in stretto rapporto con l'imperialismo. La Siria è uno dei maggiori ostacoli all’interno del mondo arabo al progetto di un nuovo Grande Medio Oriente. E' noto il ruolo specifico della Siria nel sostegno dell'antimperialismo e dei movimenti di resistenza anti-sionista nella regione.
Il Comitato Centrale ha fermato le manifestazioni e disordini che hanno avuto luogo in alcune città in Siria, in particolare gli sventurati incidenti nella città di Dara. Il 18 marzo, vi è stato uno scontro tra le forze di sicurezza e i cittadini che avanzavano slogan e richieste. In cima a queste richieste vi era il rilascio di alcuni ragazzi arrestati sotto la legge marziale e lo stato d'emergenza. A seguito del ricorso ad una forza eccessiva da parte delle autorità di sicurezza per disperdere la folla, vi sono state molte vittime e alcuni morti, creando un vasto malcontento aggravando così lo stato di grave tensione. I media ufficiali hanno riportate notizie circa la formazione di una commissione d'inchiesta su tali fatti e i giovani detenuti sono stati rilasciati.
Le forze reazionarie hanno provato e stanno cercando di usare il malcontento reale presente in questi avvenimenti per innescare disordini in tutto il paese, utilizzando un metodo perverso di accostamento di parole d’ordine corrette che attirano le masse e che riguardano l'ampliamento delle libertà democratiche, con slogan chiaramente reazionari e istanze oscurantiste a carattere settario e provocatorio, contro i principi laici e di tolleranza che storicamente contraddistinguono la società siriana.
I media dei centri imperialisti e dei media arabi reazionari stanno attuando una grande guerra mediatica contro la Siria, gonfiando gli eventi, distorcendo i fatti e pubblicando bugie provenienti da fonti equivoche che non hanno alcuna rilevanza per i cittadini siriani. Sfortunatamente, l’operato dei media ufficiali non è stato all’altezza di quanto richiesto da questi momenti critici.
In tali circostanze si deve dire la verità e non abbellirla, cosa che farebbe aumentare la fiducia generale e rafforzerebbe la determinazione nel contrastare l’attuazione di questa complotto.
Il Comitato Centrale ha espresso il proprio sostegno alle decisioni e indicazioni della dirigenza del Partito Socialista Arabo Baath, che vedono innanzitutto, in campo politico, la revoca della legge marziale e l’invio della proposta di legge sui partiti alla discussione generale per la successiva approvazione, la modifica della legge sulla stampa, ecc...
Queste le richieste che il Partito Comunista Siriano ha tenacemente avanzato nei suoi documenti, fra i quali le risoluzioni dell'11° Congresso. Il nostro partito ritiene che un'accelerazione nell'applicazione di queste misure contribuirà a rafforzare la situazione interna in tempi brevi.
Il Comitato Centrale ha inoltre espresso la propria soddisfazione per la decisione di rettifica della legge 41 del 2004 inerente alle proprietà nelle zone di confine, nonché le decisioni relative all’aumento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati varate per decreto.
Il Comitato Centrale ritiene indispensabile la revisione di quelle leggi e disposizioni di orientamento economico liberale, che hanno contribuito alla destabilizzazione della produzione nazionale e indebolito le posizioni del settore statale (pubblico) portando un peggioramento dei livelli di vita delle masse, e che in ultima analisi hanno fornito dei vantaggi ai gruppi sfruttatori, in particolare alla borghesia compradora.
Il Comitato Centrale considera necessario frenare questi orientamenti economici liberali, perché dannosi alla produzione nazionale e alle condizioni delle masse lavoratrici. Il governo deve quindi prendere decisioni per rinforzare la situazione economica del paese e soddisfare le esigenze di operai e contadini, delle fasce a basso reddito e dei dipendenti pubblici, che costituiscono il sostegno di massa della nazione siriana.
A questo proposito, il Comitato Centrale considera importante concentrarsi sulle aree produttive, ad esempio sostenendo l'agricoltura siriana per ristabilire e rafforzare la nostra sicurezza alimentare, sostenendo l'industria e la sua proprietà nazionale con particolare attenzione al mantenimento e allo sviluppo del settore pubblico. A questo proposito, dovrebbero essere modificate la legge sull'energia elettrica, ristabilendo il pieno monopolio statale su questo settore economico vitale, e la legge sulle telecomunicazioni per impedire in particolare l'ingresso del capitale monopolistico in questo settore. Anche le aziende pubbliche con investimenti privati dovrebbero passare a completa proprietà statale. E' inoltre necessario abbandonare l'approccio dannoso nella liberalizzazione dei prezzi e tornare ad un ruolo attivo dello Stato in questo campo, inclusa la riorganizzazione del Ministero delle finanze e del commercio.
Il Comitato Centrale ritiene importante altresì che vengano soddisfatte le capacità produttive nazionali attraverso l'aumento degli investimenti statali in quei settori, non affidandosi invece all’importazione di capitali esteri nel paese. In questo senso è importante tornare ad una politica di sfruttamento petrolifero nazionale (estrazione e commercializzazione). E' importante intensificare la campagna di lotta permanente alla corruzione, per tenere a freno la borghesia compradora che insieme alla sua alleata burocratica cercano di realizzare il saccheggio globale dello Stato e del popolo. A questo proposito, l'estensione delle libertà democratiche alle masse popolari svolge un ruolo importante, rendendo il lavoro contro la corruzione più efficace e completo.
Il Comitato Centrale è convinto che un tale approccio alle questioni in campo socio-economico garantisca la rimozione di quel risentimento che in esso cresce, andando a migliorare la degna tenacia della nazione e facendo si che il popolo formi il suo principale sostegno e impedimento alle congiure dei paesi nemici.
Il Comitato Centrale sottolinea la disponibilità del Partito Comunista Siriano ad esercitare tutti gli sforzi per rafforzare gli elementi di fermezza nazionale, politicamente, socialmente, economicamente, e delle masse. Il nostro slogan era, e rimane: “La Siria non si inginocchierà!”.
Riguardo la situazione internazionale, il Comitato Centrale ritiene che gli ultimi sviluppi indichino chiaramente la correttezza dell’analisi del nostro partito che indica come la fase di recessione seguita alla crisi economica ciclica globale sarà il terreno di un’escalation nello scontro di classe tra capitale e lavoro. Prova ne è l’ondata di scioperi e proteste di massa che si svolgono in molti paesi del mondo, inclusi gli stessi centri dell'imperialismo.
Le economie di questi paesi, dove continuano ad essere applicate le prescrizioni economiche liberali, continuano ad affondare. Dopo la Grecia e l'Irlanda, è arrivato il momento del Portogallo. Il Comitato Centrale ritiene che in queste circostanze sia necessario aumentare gli sforzi per render più forti le relazioni di solidarietà internazionale dando seguito alla parola d’ordine: “Per un fronte internazionale contro l'imperialismo”.
Damasco 25/03/2011
Comitato Centrale del Partito Comunista Siriano