mercoledì 31 agosto 2011

Comunicato sciopero 6 settembre


La Federazione della Sinistra aderisce alla giornata di sciopero e mobilitazione indetta dalla Cgil il prossimo 6 settembre. Consideriamo lo sciopero generale del 6 settembre come l’inizio di un percorso di lotta di popolo che deve costruire dal basso un’altra idea di Europa e un altro modello economico. Sosteniamo la Cgil che in questo momento sta subendo degli attacchi gravi e che ha invece giustamente scelto di opporsi ad una manovra iniqua, caratterizzata da provvedimenti inqualificabili e che verrà pagata solo dalla povera gente, mentre chi è ricco continuerà a godere dei privilegi e delle attenzioni che il governo gli riserva. La Federazione della Sinistra di Vibo Valentia scenderà in piazza e sosterrà la mobilitazione. Invitiamo tutti i nostri iscritti ad essere presenti con le nostre bandiere rosse con sopra i simboli del lavoro per eccellenza, la falce ed il martello, per far vedere che c’è ancora chi lotta per i diritti e per il lavoro, per la giustizia sociale e l’uguaglianza e soprattutto per distinguersi dalle bandiere bianche di chi ha abbandonato la lotta per rincorrere Confindustria, CISL e UIL e tutti gli interventi filo padronali.
Il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista di Vibo Valentia saranno in piazza S. Leoluca e si augurano che scenda in piazza tutta la popolazione vibonese per protestare contro questa manovra che colpirà le classi deboli del paese e in modo particolare la popolazione meridionale da sempre figlia di un Dio minore e rappresentata da Senatori che votano senza nemmeno leggere i decreti a loro presentati. Invitiamo la classe politica a scendere in piazza con il Popolo per protestare contro qualcosa di pericoloso e non a fare passerelle solamente quando in ballo ci sono le loro comode poltrone.

Federazione della Sinistra  - Vibo Valentia

Comunicato Stampa Fds - Soppressione Province


Sin dall’uscita della proposta, abbiamo sempre considerato il fatto che la soppressione delle Province fosse una cosa pressoché impraticabile. Al di là di questo, però, vi è sempre stato un elemento politico della proposta che ha reso necessaria una chiara presa di posizione. L’abolizione delle Province, in maniera populistica e demagogica, premeva non solo sulla direzione della restrizione degli spazi pubblici ed istituzionali della democrazia - in questo caso colpendo i livelli intermedi - ma tentava di trovare fondamento e consenso spingendo l’opinione pubblica a credere che la loro esistenza fosse solo un inutile orpello, l’ennesimo obolo pagato ala politica parassita. In un drammatico momento di crisi per molte famiglie di lavoratori italiani, non è difficile credere che essa abbia trovato qualche suo sostenitore. In maniera altrettanto oggettiva, però, non si può fare a meno di interrogarsi su come troppo facilmente, appunto, tali demagogiche proposte trovino sempre qualche consenso. Basta prendere in esame l’intera vicenda relativa alla Provincia di Vibo Valentia. Nella sua ristretta dimensione locale, tale ente, piegato da sempre a logiche di interessi esclusivi, non ha mai dato il necessario e doveroso senso di un ente pubblico che potesse incidere positivamente sulla vita dei cittadini rappresentati. Mai come in questa stagione, poi, l’attuale amministrazione provinciale vive un tale calo di consensi che quasi a stento si riesce e si è riusciti a giustificare la contrarietà alla sua soppressione. In altre parole, una chiara e drastica crisi verticale della classe dirigente ha finito per non giustificare più i costi del mantenimento dell’intera istituzione. Vibo Valentia, a differenza di altre Province, non è riuscita proprio per diretta responsabilità di chi si trova alla guida dell’ente, a dare continuità e applicabilità a tutti quei programmi - troppe volte ridotti a mera propaganda elettorale - tanto da far credere che le spese sostenute da una comunità per il suo mantenimento fossero uno spreco. Ecco, questo è il nodo di una questione a cui tutti dovrebbero soffermarsi per tentare di dare una risposta ed eventualmente, riconoscendo le proprie responsabilità, decidere di fare un passo indietro. Solo per restare nelle ultime fasi recenti, troppe volte abbiamo sentito dichiarazioni di imminenti cambiamenti, sostenuti da azzeramenti di giunta, che avrebbero dato un segno diverso alle politiche in difesa delle famiglie, del lavoro, del turismo, dell’ambiente, tanto da rendere possibili anche stravolgimenti e incredibili capriole politiche proprio in nome di questo imminente cambiamento. Che però, dando sempre più l’amara sensazione di essere stati truffati, tarda ad arrivare. Per tutto ciò, crediamo che se realmente si vuole restituire il dovuto rispetto alla politica, la dovuta credibilità, la necessaria fiducia di un processo che non si limita a gestire alla meno peggio il presente, ma si preoccupa di immaginare e costruire il futuro, è da queste considerazioni che bisogna partire. Solo da qui si riparte in nome di una alternativa credibile.
 
Federazione della Sinistra Vibo Valentia

giovedì 18 agosto 2011

Il PdCI sull'abolizione provincia di Vibo Valentia e la manovra anticrisi

Ecco di nuovo una notizia farlocca, finta, tesa solamente a nascondere le nefandezze e le catastrofi di questo governo e, perché no, anche dell’opposizione (quella che vota a favore del federalismo, IDV, e quella che si astiene, PD).
Si ritorna a parlare dell’abolizione della provincia di Vibo e tutti alzano gli scudi per difendere questo avamposto democratico, necessario, indispensabile e doveroso. Noi no, non la pensiamo così. Certo riteniamo assurdo un discorso che vale solamente per pochi territori e non per tutti e la nostra idea sarebbe di togliere un ente inutile ma non di certo i veri avamposti dello Stato quali Prefettura, Questura oppure i comandi provinciali di Carabinieri, Finanza e Vigili del fuoco.
L’abolizione della provincia non ci sarà nemmeno questa volta perché questo provvedimento è stato incluso ad arte nel decreto per far parlare del nulla nascondendo quello che veramente si cela in questa ennesima manovra: TFR ritardati di due anni, innalzamento dell’età pensionabile per le donne, tredicesime ritardate e date a rate, ennesimo blocco degli stipendi, abolizione degli scatti di anzianità, abolizione delle feste come il 25 Aprile e il 1° Maggio, distruzione dello statuto dei lavoratori, tagli enormi allo stato sociale (o quel che ne rimane) e licenziamenti del pubblico impiego di straordinarie dimensioni. E dovremmo preoccuparci della finta abolizione della provincia? Questo è l’ultimo dei nostri problemi, l’ultimo dei problemi degli abitanti di questa provincia mentre è il primo dei nostri politicanti e amministratori presi come sono nel farsi gli affari loro. Bevilacqua che sinceramente dice di non aver ancora letto la manovra la dice lunga su quanto è interessato ai problemi del paese e dovrebbe solamente vergognarsi delle sue affermazioni ma anche dei suoi pochi fatti, ci ricordiamo di lui solo per la proposta abominevole di abolire il reato di ricostruzione del partito fascista. Il tutto viene giustificato da questo governo con l’intento di un fantomatico risparmio economico e di taglio dei costi della politica. Scusateci ma questa giustificazione ci fa veramente ridere. Proprio Bevilacqua è l’esempio della Casta, quella Casta seduta su una poltrona da decenni che non ha mai prodotto niente per il nostro paese e che percepisce uno stipendio faraonico sulla base del nulla di fatto. Chi ha votato gente come lui dovrebbe vergognarsi di averlo fatto…ah scusateci avevamo dimenticato che non si può più votare per i candidati ma solo per i partiti.
Eppure, tranne per i servizi che ci verrebbero tolti se la provincia di Vibo Valentia venisse abolita (Questura, Vigili del fuoco, ecc), i cittadini della provincia Vibonese sembrano quasi essere contenti di levarsi dalle scatole una classe politica che non ha mai prodotto niente di buono. Da Romeo a Bruni, fino all’attuale presidente De Nisi, la gente non ha mai avvertito la presenza della Provincia. In questi ultimi anni De Nisi ha avuto un’ulteriore chance per lavorare bene e produrre benefici, in modo da far crescere l’affetto dei cittadini verso gli amministratori di palazzo ex-enel, ma niente ha scelto di rimanere anche lui un anonimo attore di questa farsa che è l’amministrazione provinciale Vibonese.
Se tutto questo fosse successo qualche decennio fa i sindacati avrebbero lottato per mantenere i diritti dei lavoratori, diritti per i quali la gente (ed i vecchi sindacalisti) ha lottato nel passato, oggi invece assistiamo ad un silenzio “assordante”. Questo perché dopo la casta dei politici, viene la casta dei sindacalisti!
Sinceramente poi sono fastidiosi come il volo di una zanzara quei consigli dati da vecchi politicanti che non hanno prodotto niente di buono quando erano in carica e pretendono di dare “buoni consigli” e venire ascoltati oggi che sono a casa a godersi tranquillamente il grasso vitalizio pagato dai contribuenti. Non dimentichiamo infatti che se il debito pubblico in Italia si è formato tra gli anni 70 e 80, proprio quando questi presunti buoni amministratori erano nel pieno del loro potere politico! A questa gente diciamo: Non facisti pira quand'eri piraru, e vo fari miraculi ora chi non si santu!?
Se veramente abolissero la provincia di Vibo tanti nostri amministratori andrebbero finalmente a cercarsi un lavoro? Forse capirebbero cosa significa avere un lavoro precario, essere sfruttati e sottopagati... forse riuscirebbero a capire cosa significa emigrare per avere un pezzo di pane. Forse capirebbero perché alla loro porta c'è sempre stata la fila di persone in cerca di un lavoro da elemosinare, su cui tanti di loro hanno fatto la loro fortuna politica!
Questi vecchi amministratori sono l’esempio della malapolitica. Sono proprio loro quelli che trasmettono alla gente quel senso di sfiducia verso la politica. Ma non lo fanno involontariamente, lo fanno da anni ormai di proposito, proprio per scoraggiare ed impedire quanti vorrebbero occuparsi in modo serio e pulito, quelle persone che vogliono far politica per la gente e non per i loro interessi privati. In questo modo adesso la gente tende a mettere anche i giovani che si occupano di politica (quelli che non hanno mai avuto incarichi istituzionali) nello stesso calderoni, ormai è consuetudine dire “sono tutti gli stessi, tutti imbroglioni”. Non è così, non è vero. Dobbiamo avere fiducia nei giovani e nella gente onesta, altrimenti non ci salveremo mai da questa situazione e non riusciremo mai a mandare via questa gente!
Questa manovra è come quei contratti con le clausole più scomode scritte in piccolo a fondo pagina, quelle che quando le leggi ti viene il panico e pensi “accidenti, cos’ho firmato?”. Solo che noi cittadini italiani non abbiamo firmato niente, nessuno ci da la possibilità di esprimerci su questi provvedimenti presi dal governo. Una cosa è certa, questa manovra continuerà nell’opera di far diventare i ricchi più ricchi ed i poveri più poveri! Ricordiamoci però che in Italia i poveri sono molto più numerosi e che verrà il giorno in cui questi si stancheranno di essere svenati ed allora cittadini Italiani vorranno riprendere in mano il loro destino!

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

Unical: prove tecniche di dittatura.

L’Università della Calabria si trova ancora una volta vittima dell’autoritarismo del magnifico (?) rettore Giovanni La Torre, famosissimo per i suoi rapporti trasversali con la politica, per le sue amicizie personali sia con l’ex governatore di centro-sinistra Loiero che con l’attuale governatore di centro-destra Scopelliti, ma soprattutto per essersi prolungato il mandato, in barba alla legge, con una modifica “ad-personam” dello Statuto, che gli ha permesso ( e continua a permettergli ) di regnare sull’Unical da dodici anni a questa parte.
La Torre non ha mai nascosto la sua visione “aziendalistica” dell’Università; una visione che lo accomuna alla maggior parte dei rettori italiani e che lo trova in sintonia con il progetto criminoso di distruzione dell’Università pubblica portato avanti da questo governo, con i numerosi tagli, l’ampliamento dei poteri del rettore e l’ingresso dei privati nel c.d.a. dell’Università.
Ma La Torre non si “limita” a tutto questo; il suo progetto va oltre, colpendo tutti quelli che sono i centri di aggregazione sociale e di promozione del pensiero critico, all’interno dell’Ateneo.
Il primo ad essere colpito è stato il centro sociale “Filorosso”, nato in un capannone occupato da alcuni studenti ben 15 anni fa. Filorosso da sempre organizza eventi di diffusione della cultura alternativa con rassegne cinematografiche, concerti, dibattiti, cene sociali, sale prove e quant’altro. Il 4 agosto il capannone viene demolito e con esso un pezzo di storia dell’Unical, essendo stato distrutto anche tutto il materiale del Centro Studi Filorosso, ivi presente.
L’8 agosto tocca invece al Laboratorio Sociale Autogestito “Assalto”, di recente formazione. L’”Assalto” occupò, a gennaio scorso, l’aula Zenith2, per portare avanti iniziative come cineforum, dibattiti, presentazioni di libri, seminari autogestiti, musica del vivo ecc. L’aula in questione è stata sgomberata dalle forze dell’ordine, la serratura cambiata e tutti gli oggetti presenti nell’aula sono stati presi e depositati chissà dove, non esistendo alcun verbale di sequestro.
L’ultimo sgombero in ordine di tempo è stato quello dell’aula occupata della facoltà di ingegneria p2 sede del “Collettivo p2 occupata”, anch’esso promotore, da qualche anno a questa parte, di tantissime iniziative culturali e politiche.
La Torre non è nuovo a comportamenti autoritari. Già, qualche mese fa, nel corso delle proteste contro il ddl Gelmini, il rettore fece militarizzare l’aula magna per impedire agli studenti di riunirsi in assemblea ed esercitare così un loro diritto.
La cosa che colpisce di più è il comportamento vigliacco del rettore che agisce contro questi spazi liberi nel mese di agosto, quando gli studenti sono in vacanza e l’ateneo è isolato.
Ma l’indignazione cresce sui social network e la rabbia degli studenti è tanta. D’altra parte l’autunno è vicino e si preannuncia caldo.

Salvatore Schinello ( FGCI - Vibo Valentia)

domenica 14 agosto 2011

Manovra finanziaria del 13 agosto: si distrugge lo Statuto dei Lavoratori


Quello che scriverò non è frutto della mia immaginazione.
E', ahimè,  tutto reale e poco regale.
Tristemente reale.
Dopo la festa della Liberazione, dopo la festa del Primo Maggio, ora è il momento dello Statuto dei Lavoratori.
Ora capisco perchè hanno deciso che il primo maggio non si deve festeggiare.
Perchè non  c'è più un cavolo da festeggiare!

Il DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138, all'articolo 8 sotto la dicitura  MISURE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE, in poche righe svuota e raggira quella che è una delle poche conquiste dei lavoratori ovvero la Legge 300 del 1970, conosciuta come lo Statuto dei Lavoratori.

Vi riporto come prima cosa l'estratto, che ora ci riguarda, del detto articolo:


I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualita' dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita' e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attivita'. 
Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative: a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie; b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta' negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro; d) alla disciplina dell'orario di lavoro; e) alle modalita' di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

Sembra una presa in giro, perchè il titolo che caratterizza questo articolo  è... MISURE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE.
Il giusto titolo dovrebbe essere misure a sostegno del padrone.
La LEGGE 20 maggio 1970, n. 300, norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento, al suo interno già disciplina, in modo compiuto preciso e puntuale quanto ora viene rimesso alla contrattazione aziendale.
Basta pensare per esempio all' ART. 4 - Impianti audiovisivi, ART. 13. - Mansioni del lavoratore, ART. 18. - Reintegrazione nel posto di lavoro.

Invece, con questa norma, già efficace, nell'attesa di essere convertita in Legge, e ovviamente e con grande rammarico, ma non stupore, firmata dal Presidente della Repubblica, si raggirano le tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori rimettendole pienamente all'autonomia delle parti sindacali e negoziali,  ovvero padronali.

Cosa vuol dire ciò?
Che i padroni, che molti continuano a chiamare datori di lavoro, sulla scuola Agnelli/Marchionne, minacceranno i sindacati ed i lavoratori.

O firmate il contratto come da noi richiesto oppure chiudiamo baracca e tutti a casa.
E dovete firmarlo alle nostre condizioni!


Quindi, visto che tale decreto riconosce ampi poteri alle parti, ora si possono normare discipline già previste nello Statuto dei Lavoratori, ma che possono essere derogate.

Siano esse questioni correlate ai controlli nei confronti dei lavoratori, siano esse questioni correlate all'assunzione, siano esse questioni correlate al licenziamento.
Il Governo, in modo solare, ha detto che, beh noi non abbiamo toccato l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Certo.
Avete fatto di peggio.
Avete dato la possibilità al sistema padronale di contrattare la disciplina sui licenziamenti come meglio credono, derogando anche in peius quanto previsto nello Statuto dei Lavoratori.


Il ricatto?
O si accolgono a braccia aperte le volontà padronali...oppure tutti a casa!
Bravi.
Alla fine ci siete riusciti.
Avete distrutto lo Statuto dei Lavoratori.


Per la difesa dello Statuto dei Lavoratori, protestiamo, tutti uniti, tutti insieme, contro questi oppressori dei diritti dei lavoratori.



Marco Barone

La Lega Nord salva le sue province, saltano il 25 aprile ed il 1 maggio...


C'era una volta la festa dei lavoratori, ma c'èra una volta anche la festa della liberazione, già perchè mentre molti italiani eran presi da problemi seri molto seri, quanti gelati mangiare, quanti bagni fare...il Governo Italiano, manovrato dalla Banca europea, tramite una crisi costruita ad hoc decide di cogliere l'attimo per annientare festività storiche per i lavoratori e per l'antifascismo.
Piano di rinascita democratica?
Chissà...
Sono salve le feste dello Stato Vaticano.
Quelle non si possono toccare.
Non sia mai.

Ma  dovrebbero saltare anche ben 37 province...
Ascolti la lista delle probabili sacrificabili lette dai giornalisti...
Ascoli Piceno, Asti, Belluno, Benevento, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Crotone, Enna, Fermo, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lodi, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio, Oristano, Piacenza, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Terni, Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia.  

Salva Bergamo e la maggior parte delle province ove la Lega Nord  comanda.
Se in precedenza le province, enti inutili dal grande magna magna, non caddero, ciò  si realizzò solo perchè si rischiava di compromettere il podere di luoghi storici e politici importanti per i leghisti.
Ora però hanno trovato il modo di salvare le loro province.
Guardano il numero di abitanti, l'estensione territoriale...ed il gioco è fatto.
E possono anche spenderla pubblicamente come messaggio propagandistico.
Avete visto che siamo stati bravi? Abbiamo abolito le province inutili...
Domanda allora perchè sotto il vostro Governo son nate province che ora abrogate?
Potevate pensarci prima no?
Siete solo ridicoli.
E forse anche noi che continuiamo a subire e ad assistere a queste prese per il culo senza batter ciglio...

Ma presto il vento cambierà...
Cambierà...
O tutte o nessuna.
Questa discriminazione in tal follia non ha senso.

Il paese Italia è la Repubblica del grande magna magna che tanto poi ti passa...
Peccato che chi pagherà gli effetti della crisi del capitale sono come sempre le stesse persone.
I lavoratori.
A rischio le tredicesime, dicono che si potrà licenziare con maggior facilità, come se ora lo facessero con grande difficoltà e tante altre situazioni similari.


Questa crisi è creata ad hoc per indurre gli Stati a licenziare norme che uccidono diritti importanti per i lavoratori.
E' una crisi guidata dalle banche e dagli industriali.
Infatti, ora dicono che le borse vanno benissimo, quando fino a due giorni addietro sembrava che dovessero sprofondare in qualche pozzo senza fondo.
Hanno avuto la scusa per creare la manovra finanziaria più pesante da quando esiste la Repubblica Italiana.
Tutti recitano, frasi di rito, siamo addolorati, ci dispiace, lo chiede l'Europa, non volevamo.
Bugiardi.
Falsi.
Ipocriti.
Siete solo marionette del sistema e nel sistema.
Questa crisi è finta.
Sono reali gli effetti scaricati sul ceto medio, povero italiano.
Quando avranno difficoltà nell'approvare qualche norma, correlata a tal manovra, le borse andranno in crisi.
Ed allora ecco l'appello all'unità.
Quando dovranno massacrare ancora altri diritti, uscirà fuori nuovamente la menata della crisi della borsa.
Attaccano ancora lo Statuto dei lavoratori, che affondano pezzo dopo pezzo con tal manovra, riconoscendo rilevanza assoluta all'autonomia contrattuale,  ma sarà destinato a cadere presto, definitivamente, perchè  svuotato dei suoi contenuti, verrà considerato come una norma inutile.
Statuto abrogato.
Le borse andranno benissimo.
E' tutto un meschino gioco.
In Grecia, quando discutevano di manovre similari, innanzi ai Palazzi, vi erano enorme masse popolari.

Qui, quattro giornalisti che non hanno neanche le palle di fare domande serie, e la gente tutta al mare...
Anzi, il problema, per una parte della stampa italiana,  non è costituito dai sacrifici che deve affrontare il popolo...eh no...il problema, ma uno molto serio, è dato dalla  cravatta indossata dal ministro Giulio Tremonti.
Ridere?
Piangere?

Io non piango.
Io non rido.
Io m'incazzo.
Sarà poi inutile scendere in piazza e protestare quando la manovra sarà legge.
Da domani comunque sarà in vigore il decreto...macelleria sociale.
Sono tutti complici.
Opposizione e maggioranza, sindacati e banchieri.
Tutti al mare, tutti al mare, tutti al mare...e per favore non piangiamo poi...risparmiamoci almeno questa ipocrisia, mio non più caro non popolo italiano.
Ed il trio, Tremonti, Berlusconi, Bossi è sempre lì.

Mentre parlano di tal manovra, quando dovrebbe essere su tutti i canali televisivi, oggi 13 agosto 2011, in viva e mortale diretta, la vedi trasmessa solo su canale 5, canale berlusconiano,che la interrompe anche con spot pubblicitari.
I canali rai nada di nada.
Evviva il servizio pubblico.
Beh viviamo nella società del grande spettacolo.
Spettacolo.

E l'opposizione finge di opporsi.
Ed i sindacati tendono a sindacare la loro storia.
E le banche sorridono.
E gli imprenditori capitalisti sorridono.
I furbi evadono in Svizzera.
I lavoratori non hanno capito la politica di questa era.

Era dalla grande finzione e reale persecuzione e repressione.
Sacrifici per tutti.
Questi tutti siamo sempre noi.
Poveri addormentati italiani.
Parlano di premi e sanzioni.
Premi per il capitale.
Sanzioni per ceto non apicale.

Devono speculare su ciò che ancora è speculabile.
Su quelle cose che ancora possono dar da mangiare.
Ecco le privatizzazioni selvagge bis...scuola Draghi, che guarda caso e senza caso, è finito per mero destino capitale nel luogo più importante del controllo economico europeo.
Arriverà presto la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio.
Nel nome del quale ogni cosa sarà possibile.
Quando avranno finito di saziarsi, o meglio quando non ci sarà più nulla da mangiare, perchè ancora esistono beni pubblici da comprare, enti da controllare,  nel 2013 circa, verrà dichiarato il fallimento dell'Italia.
Quello sarà il momento X.
L'azzeramento totale di tutti i diritti dei lavoratori.
Non dobbiamo chiedere.
Dobbiamo solo pretendere.
Pretendere la rivendicazione della nostra dignità di essere umani che non si piegano al volere del potere economico e capitale.


Marco Barone

mercoledì 3 agosto 2011

Dubbi sul bando vigili urbani a tempo determinato

Forse è vero che noi comunisti siamo quelli che non credono nella buona fede dei nostri cari amministratori Vibonesi, loro però non ci aiutano ad avere fiducia! L’ultima “marachella” di questa amministrazione che non ascolta nessuno e che prende le decisioni in barba ai cittadini, al parere dell’opposizione e probabilmente anche ai loro sostenitori (rimasti ormai veramente in pochi) è quella delle assunzioni di 4 vigili urbani a tempo determinato. Noi ci eravamo già pronunciati sulla cosa, sollevando dubbi sulla modalità di assunzione (colloquio orale) e sul bando di assunzione stesso. A nostro modo di vedere troppo rapido, solo 7 giorni di tempo per presentare domanda di assunzione. Per questo bando osceno non ci dimentichiamo di ringraziare anche la dirigente Adriana Teti, ma lei di assunzioni ad-personam ne sa qualcosa per cui non ci meravigliamo che riesca a partorire questi abomini!
Ma ormai tutto è fatto, il bando è chiuso e i vigili sono stati scelti. Sembra la scena di una vecchia pubblicità di fine anni 80 che mostrava un dottore che faceva una iniezione ad un bambino tutto preoccupato, ed alla fine diceva “già fatto”. In quel caso voleva dire che l’iniezione era indolore, in questo caso invece noi pensiamo che sia tutt’altro che indolore, anzi solo una cosa fatta di fretta e che non sarà utile alla comunità. Ma solo a quei 4 “eletti”.
Quali sono stati i criteri di scelta per i 4 fortunati vincitori di quello che sembra più un concorso a premi televisivo che un concorso per meriti? Vorremmo proprio vederla questa graduatoria e come sono stati assegnati i punteggi. La cosa più grave e preoccupante è che questa durerà 3 anni! Con quale criterio verrà usata questa graduatoria così detta “a scorrimento”? Probabilmente dato che sarebbe stato palesemente scorretto inserire amici e simpatizzanti tra i primi 4 quindi saranno qualche posto più in giù, magari con la speranza che quando venga l’ora della “chiamata” il periodo di assunzione sia più lungo e redditizio!
Che sia chiaro, noi non ce l’abbiamo con questi 4 ragazzi che hanno ottenuto il lavoro, anzi, noi siamo in pena per loro perché sono altre 4 vittime del precariato. Questi 4 ragazzi sicuramente verranno illusi con la prospettiva un giorno di essere assunti a tempo indeterminato, mentre invece saranno solo sfruttati dalla politica.
Solamente 35 sono stati quelli che hanno fatto domanda di ammissione al colloquio, davvero si può pensare che un così basso numero sia stato determinato dal fatto che la gente (disoccupata) non ha voluto rinunciare ad una giornata di mare? Alcuni giovani disoccupati non hanno nemmeno la macchina per poterci andare al mare! Sono stati solo in 35 perché non hanno fatto in tempo a sapere del bando, e chi lo ha realizzato probabilmente lo ha fatto di proposito!
Qualcuno dell’opposizione aveva chiesto il rinvio dei colloqui e la riapertura del bando, per noi questo era comunque insufficiente. Una “farsa” (quello che è questo bando di assunzione) rimane tale anche se rinviata. Non si può pensare di assumere forze di ordine pubblico con un bando del genere! In qualsiasi organo di polizia è obbligatoria una preparazione ed è così anche a Vibo Valentia, ma questi 4 potranno rimanere solamente in ufficio a meno che al posto della pistola non gli sarà data una pistola ad acqua, e al posto della penna stilografica per le multe, gli sarà data quella cancellabile! Non saremo dei grandi conoscitori del diritto ma questi 4 vigili non potranno emettere nemmeno una multa.
Signor Sindaco, invece di continuare a fare figure barbine su ogni fronte, perché non decide di dimettersi e passare il resto dell’estate al mare? Magari con quei giovani disoccupati che per non rinunciarci (al mare) hanno “preferito” rinunciare a concorrere per un lavoro di un mese e mezzo! Perché invece che alla politica, non vi dedicate ad un bel torneo di calcio estivo? La sua giusta è composta giusto da 11 assessori, come una squadra di calcio, e senza nessuna donna! Lei potrebbe fare l’allenatore e magari riuscireste a raggiungere qualche risultato in più rispetto a quelli raggiunti fino ad oggi (nessuno) al comune di Vibo Valentia!

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Partito della Rifondazione Comunista - Vibo Valentia
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia

domenica 31 luglio 2011

Cercasi Vigile Urbano con Urgenza!

Chi è che potrebbe risolvere tutti i problemi del territorio comunale di Vibo Valentia? Spazzatura che invade le strade, acqua dalla dubbia potabilità, spiagge sporchissime dissesti vari che non aspettano altro che le prime piogge per combinare disastri, ecc. È naturale, per far fronte a tutto ciò servono quattro vigili urbani a tempo determinato con urgenza! Allora si che il comune potrà respirare!
Molti sicuramente non ne sanno niente ma lunedì prossimo, 1 agosto alle ore 9.00 nella sala giunta del palazzo municipale, verranno fatti i colloqui per assumere 4 vigili urbani per un breve periodo di tempo (dal 1 agosto al 15 settembre). Questa soluzione potrebbe anche ovviare al problema della disoccupazione di quattro giovani capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare, ma c’è tempo per fare un concorso e fare le cose per bene? NO. Ma di questo la nostra cara amministrazione non si preoccupa! Evidentemente sono solo piccoli dettagli!
Dal 18 al 25 luglio, questo il tempo (brevissimo!) per consegnare le domande per l’ammissione al colloquio. Saremo pure i soliti disfattisti, faziosi e polemici, ma a noi sembra veramente poco! Siamo sicuri che i giovani disoccupati di cui sopra (capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare) abbiano avuto il tempo di venire a conoscenza di questa possibilità di lavoro? Seppure per poco tempo questa graduatoria durerà tre anni, e sapendo come vanno a finire queste cose, in futuro per questi quattro fortunati ci potrebbe essere la speranza di un’assunzione o comunque di qualche altra chiamata.
Allora ci chiediamo, perché il tempo per la consegna delle domande di partecipazione è stato così breve? Noi non vogliamo essere maliziosi, ma viene da pensare che questo è l’ennesimo bluff di un’amministrazione che spesso fa assunzioni che lasciano qualche sospetto!
Non si capisce bene nemmeno come si svolgeranno le selezioni, non è un concorso con test scritti, ma un semplice “colloquio”. Due chiacchere in amicizia insomma! Chissà se vale anche il punteggio “simpatia”? Nei requisiti non è specificato, ma pensiamo che “qualcuno” ne terrà conto! D’altronde un vigile urbano che è “simpatico, socievole, amichevole” e che è conosciuto ai più si sa, lavora meglio!
A questo punto quindi ci aspettiamo una degna commissione che sappia valutare in così poco tempo le vere capacità e doti dei candidati. Ma da chi potrà mai essere composta? Chi saranno i membri della commissione? Chi avrà questo “onore” di selezionare questi candidati? Sicuramente per un bando d’urgenza ci sarà anche una commissione esaminatrice “d’urgenza”! Ancora non riusciamo a capire perché mai, mentre negli altri comuni per bandi del genere lasciano almeno un mese di tempo per la presentazione delle domande, nel nostro comune di Vibo Valentia è bastata una settimana, misteri della nostra gestione amministrativa alla “carlona”.
Noi non siamo totalmente disinformati, sappiamo bene che l’organico dei vigili urbani a Vibo Valentia è enormemente carente in termini di numero, ma non capiamo perché allora fare un bando lampo per assumere per pochi giorni qualche vigile. Cos’è l’emergenza che li richiede in questo periodo? Sarà il forte numero di turisti che preoccupa la nostra amministrazione? Beh allora li vogliamo avvisare che grazie alla loro opera di “distruzione” in ogni sua parte del territorio comunale i pochi turisti arrivati ci hanno riempito di insulti (per le condizioni in cui hanno trovato le località turistiche e balneari) sono andati via e difficilmente torneranno negli anni avvenire!
Perché invece non elaborare un bando di concorso serio, o magari iniziare ad avviare i molti ausiliari del traffico assunti alla professione di vigile magari con la prospettiva un giorno di assumerli. Questa gente dovrà continuare a vendere “grattini” per il resto della loro vita? Lo sapete che con il contratto da precari non prenderanno un euro di pensione? Perché continuare a fargli passare altra gente davanti, senza preoccuparsi minimamente di stabilizzare questa gente? Forse li ritenete incapaci? Pensate sappiano solo dare fiato al fischietto e vendere tagliandini?
Ma i nostri dubbi ed il nostro pessimismo ci fanno fare cattivi pensieri, probabilmente facendo un bando di concorso ben formulato, con regole giuste e che veramente mettano in primo piano le capacità dei candidati oppure cercando di stabilizzare gli ausiliari del traffico venga meno quella libertà di decidere chi deve prendere lavoro come vigile urbano al comune di Vibo Valentia. Che di questi tempi, con questa crisi, è un lavoro che fa gola a molti!
Partito dei comunisti italiani Vibo Valentia
Federazione della Sinistra Vibo Valentia

Non è un paese per disabili

La manovra economica approvata in fretta e furia la settimana scorsa a colpi di fiducia, non avrebbe potuto essere più odiosa perché si rivolge, in maniera quasi persecutoria, contro la parte più debole della società: le persone con disabilità e per giunta in giovane età.
Infatti, le misure previste e già in vigore, per quanto riguarda il sostegno scolastico alle persone con disabilità, sono davvero incredibili e socialmente offensive.
Mentre in tutte le scuole italiane, dal nord al sud, aumentano gli alunni disabili, il governo della destra ha deciso una drastica riduzione degli insegnanti di sostegno.
C’è il concreto rischio che a parole si proclami un rapporto ottimale di un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili, ma nella realtà concreta delle politiche del Ministero della Gelmini ciò si traduce in un rapporto 1 a 3. In pratica gli insegnanti di sostegno sono sempre meno e la loro presenza è già oggi largamente insufficiente ed inadeguata.
Meno insegnanti di sostegno significa meno integrazione e meno inclusione per gli alunni disabili che con questo andazzo rischiano perfino di non poter andare a scuola.
E’ davvero sconcertante che tutto ciò avvenga mentre il ministro Gelmini è lanciato in una campagna propagandistica che annuncia l’assunzione di 67.000 precari, cosa tutta da verificare e che certamente come si vede per gli insegnanti di sostegno, non risolverà affatto i gravissimi problemi di organico delle scuole italiane.
Tutto ciò è l’effetto dei tagli indiscriminati alle spese sociali. L’attacco al welfare e allo stato sociale  produce tra le sue conseguenze più nefaste il pesante restringimento della tutela delle persone con disabilità.
Bisogna ribellarsi contro queste scelte che sono assai più negative in Calabria, laddove la presenza degli insegnanti di sostegno è ancora più ridotta e i diritti dei disabili sono largamente compromessi.
Lo Stato deve garantire il rispetto dei diritti e non può limitarsi ad una carità pelosa che sta facendo diventare il nostro paese il fanalino di coda dell’Europa.
Da queste cose si misura il grado di civiltà di un paese di una classe dirigente. Evidentemente per l’Italia si tratta di una fase davvero buia nella sua storia in cui una classe dirigente rapace, corrotta ed arrogante mantiene intatti i propri privilegi di casta ma continua a colpire pesantemente i ceti più deboli e si accanisce contro i disabili.

Reggio Calabria, 28.7.2011
                                                                     
                                                                          IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI
                                                                                       MICHELANGELO TRIPODI

FGCI e GC esprimono solidarietà ai lavoratori Eurocoop

I Giovani Comunisti e la Federazione giovanile dei Comunisti italiani di Vibo Valentia esprimono la loro più totale solidarietà e vicinanza ai lavoratori Eurocoop rientranti nel progetto della Provincia di Vibo Valentia che, da giorni, sono in attesa di ricevere lo stipendio mensile. I suddetti dipendenti hanno trovato uno sbocco occupazionale grazie ad un bando che la Regione Calabria emanò con fondi europei. All’ epoca, la Regione assegnò circa 10 mila euro per tre anni all’impresa che avesse assunto i lavoratori (in questo caso, la Eurocoop) i quali, attraverso convenzioni e partecipazioni finanziarie con i Comuni, la Provincia, l’Asp ed il Parco delle Serre avrebbero prestato i loro servizi presso varie strutture dislocate nell’intero territorio provinciale. Ad oggi, però, pare che il contributo versato originariamente dalla Regione Calabria si stia per esaurire. Parte dei lavoratori, infatti, rischiano di rimanere senza un’occupazione dal prossimo 30 ottobre, giorno in cui scadranno i loro contratti. Questi operai, non solo percepiscono uno stipendio alquanto irrisorio ma, addirittura, ad oggi, sono in attesa di ricevere ciò che gli spetta di diritto, non dimenticando che il lavoro è stato volto in modo efficiente e si ritrovano addirittura a dover sollecitare insistentemente coloro che dovrebbero adempiere ai propri doveri. Fatto sta che, da più di dieci giorni, non hanno ancora ricevuto il proprio stipendio, mettendo loro in situazioni spiacevoli, con tutti i disagi che questo ritardo sta causando. Quello che più ci rammarica, però, è – a nostro parere – l’insufficiente interessamento da parte dei sindacalisti che dovrebbero tutelare gli interessi di questi giovani, padri e madri di famiglia. In particolare, della Cisl e della Uil provinciale, rappresentati rispettivamente da Sergio Pititto e Luciano Prestia. Ci chiediamo: ma i sindacalisti si rendono conto in che situazione si trovano questi operai, che sono anche loro tesserati? Ovviamente, il nostro auspicio da comunisti è che sia la Cisl che la Uil si facciano carico della questione, intraprendendo – ove necessario – azioni di protesta contro gli enti preposti ed, in particolare, contro coloro i quali, spesso, giocano sulla pelle delle migliaia di lavoratrici e lavoratori che lottano per la difesa di un’occupazione certa. Come Giovani Comunisti e Federazione giovanile dei Comunisti italiani, dunque, ci faremo carico della vertenza, seguendo la questione da vicino ed, in particolare, stando al fianco di questi operai, non dimenticando che il nostro partito si è interessato sin dall’inizio di questa vicenda.
Federazione Giovanile Comunisti italiani Vibo Valentia 
Giovani Comunisti Vibo Valentia 

martedì 19 luglio 2011

Nota FdS Su questione provincia

Sono passati ormai dieci giorni dal voto del bilancio in Consiglio Provinciale, che ha visto martire la consigliera Barbara Citton, sacrificatasi sull'altare del cambiamento contro l'avanzata delle destre. Eppure, di quel cambiamento tanto decantato, si sono già perse le tracce. Noi da giorni, come marinai sulla tolda, guardiamo speranzosi all'orizonte per avvistare il cambiamento che arriva. “Certo che arriva”, diciamo ai più dissoluti disfattisti. Ce l'ha assicurato la compagna Barbara Citton e il suo partito Sel, che assolutamente per nessuna ragione darebbero in cambio la dignità di una intera sinistra per chissà quale misera cosa. E non ci facciamo distrarre da chi ci fa notare come nessuna vera dimissione di alcun assessore sia mai stata formalizzata, e di come tutti procedono nel proprio incarico, come sempre. L'azzeramento della giunta, salutato con un gran pavese di dichiarazioni ed interviste, dov'è? C'è mai stato? Gli assessori provinciali sono attualmente in carica o no? E' possibile avere notizie precise sui primi passi di questo nuovo percorso? Il nuovo è rinchiuso nelle segrete celle in attesa di esser presentato ai cittadini in tutta la sua bellezza o semplicemente non esiste e si concretizzerà esclusivamente nella stonata rivisitazione della solita nenia ormai insopportabile. Perché se dopo tutte le belle parole ascoltate e lette e gli ecumenici inviti, il risultato fosse non una giunta nuova di sana pianta, ma qualche correttivo in corso d'opera, allora avremmo la certezza di trovarci davanti alla rappresentazione comica della politica, roba da grandi attori, immensi commedianti. Le imposte salgono, l'ambiente degrada, e l'unico vero interesse salvaguardato sarà quello di cordata, se non personale. Poco importa se i mari è le spiagge sono sporche, se nessuna seria politica turistica sia stata attuata così come nessuna politica attiva a sostegno dei redditi bassi, dai lavoratori, dei disoccupati dei giovani si sia improntata dal giorno dopo che il voto di salvataggio si è concretizzato. Noi non disperiamo. All'orizzonte ora spunterà il cambiamento tanto atteso. Ne siamo sicuri, anche se dovremo attendere ancora qualche anno. Poi, qualcuno ci penserà a spiegarci come bisognerà sostenere nuovamente questo stesso illuminato progetto, lo stesso che rimase uguale, che doveva cambiare ma non cambiò, che fu perennemente l' intenzione senza volontà del cambiamento. Altrimenti che cambiamento vero ed alternativo è?


Federazione della Sinistra - Vibo Valentia

mercoledì 13 luglio 2011

Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"

Altro incontro promosso dalla Federazione della Sinistra dal titolo:
Cominciamo da Noi- "Emergenza Rifiuti: Raccolta differenziata come via d'uscita"
giovedì 14 luglio dalle ore 18.30, sotto la piazzetta antistante l'istituto d'Arte.
Ne parleremo con:
Gianluca Cuda (Sindaco di Pianopoli)
Antonio D'Agostino (ass. Cittaperta)
Giuseppe Paolillo (segretario WWF Calabria)
Pietro Comito (assessore all'ambiente del comune di Vibo Valentia)
Enzo Peris (Federazione della Sinistra)

martedì 5 luglio 2011

Nota della Federazione della Sinistra sui lavori alla villa comunale

Accogliamo positivamente, ma non privi di dubbi, la notizia riguardante gli ormai certi lavori che riporteranno all’antico splendore la Villa comunale di Vibo Valentia affibbiandole anche un tocco di modernità che la renderà un luogo polifunzionale per la collettività.
Certo l’assessore con delega ai lavori pubblici, Modafferi, farà di essa un suo cavallo di battaglia e non ci meraviglieremo se a natale 2012, data prevista per la fine dei lavori, se ne prenderà tutti i meriti. Certo, natale 2012 se tutto va bene e se non ci saranno i ritardi che da sempre vessano le opere pubbliche nella nostra regione e nella nostra provincia.         
Ma oltre ai possibili e prevedibili ritardi a preoccupare l’esecutivo comunale dovrebbe essere la coscienza, per quanto ne sia rimasta a questi amministratori, che si sono dimenticati chi ha finanziato i fondi per quest’opera mentre invece si ricordano benissimo di rubare i meriti. Non dimentichiamoci tra l’altro l’assurda proposta di fare, con questi fondi, un tunnel (supponiamo sotterrano) di collegamento tra villa Gagliardi e la villa Comunale. Le solite idee geniali di questa amministrazione fantasiosa! Non è che volevano scavare un tunnel per sotterrarci la spazzatura? Che senso ha vantarsi della sistemazione della Villa Comunale, quando state lasciando nel degrado Villa Gagliardi?
Se la villa verrà portata o no a termine il merito sarà comunque dell’ex assessore regionale Michelangelo Tripodi, segretario regionale del PdCI e dirigente nazionale della Federazione della Sinistra, che nel 2009 con DDG 6642 e con Decreto 14060 23 luglio 2009 pubblicato sul BURC 7/08/2009 N°32 parte III e precisamente a pag.7609, ha completato un ottimo percorso, comprensivo di pubblici dibattiti,  per il recupero dei centri storici calabresi finanziandoli tramite accordo di programma quadro.
E in dettaglio, nell’allegato A: Graduatoria centri storici al cui di sopra DDG 6642, Vibo Valentia ottenne un punteggio pari a 93 risultando così idonea al pari di comuni come Catanzaro, Cosenza e Lamezia Terme.
Quando in consiglio comunale fu portato questo progetto noi eravamo presenti, ma al contrario di chi governa ora questa città e che vuole meriti che non gli competono, noi votammo favorevolmente nonostante fossimo già all’opposizione. A differenza dei rappresentati della destra, che in quell’occasione (come in tutte le altre, sempre pronti a fare finto ostruzionismo!) si alzarono andando via dall’aula. Come se far politica volesse dire fare le cose per dispetto e non per il bene della comunità. La politica non è fatta per i bambini capricciosi!
Quando a governare c'è un comunista i frutti si vedono, noi infatti non riusciamo a rimanere impassibili al fascino delle cose belle, noi siamo i custodi della storia e delle nostre radici e rispettiamo ciò che ci rappresenta, e la Villa Comunale a Vibo è un simbolo per noi.        
Per questo l'ex assessore Michelangelo Tripodi, nostro segretario regionale, ha deciso di spendere le sue energie per il bene del nostro territorio, della cultura e della storia Vibonese. Tutto ciò nonostante lui non sia Vibonese, ma si sa, i comunisti sono sensibili a tutto ciò che vedono come ingiustizia, in questo caso culturale.
 
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA - Vibo Valentia

giovedì 30 giugno 2011

Iniziativa della Federazione della Sinistra a Vibo Valentia

“COMINCIAMO DA NOI…”

Su iniziativa della FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, si svolgeranno una serie di incontri per dialogare su quelle che sono le reali problematiche del nostro territorio.
Un laboratorio sperimentale, un confronto aperto all’aperto, senza microfoni e “riflettori”. LA VERA DEMOCRAZIA DAL BASSO!!! 

Giovedì 30 giugno ore 19.00 Piazzetta antistante Istituto d’Arte

"LEGALITÀ, ANTIMAFIA: CHE LA RIVOLUZIONE ABBIA INIZIO"


Partecipano: 

• Don Tonino Vattiata: “Libera, contro tutte le mafie”;
• Francesco Mobilio: “Il Quotidiano della Calabria”;
• Anna Laura Orrico: “Ass. Io Resto in Calabria”
• Cristina Mazzei: “Ass. Laboratorio Culturale 2.0”
• Teresa Esposito: “CGIL”
• Matteo Aquino: giovane laureato tesi di laurea “Ndrangheta e Pubblica Amministrazione”
• Domenico Servello: “Italia dei Valori”

giovedì 23 giugno 2011

Accordo SEL e Provincia: A altare sgarrupato nun s'appicciano cannele

"A altare sgarrupato nun s'appicciano cannele “
“A carocchia a carocchia Pulicenella accirette a mugliera”
 
Per una nostra idiosincrasia nei confronti dei monarchi, non ci permetteremmo mai la citazione di un re. Umili come siamo, le uniche citazioni che possiamo concederci sono due perle di saggezza popolare che, come spesso accade, rendono perfettamente il senso di quel che oggi si sta verificando nella politica Vibonese. La prima ammonisce sull'inutilità di accendere candele votive ad altari ormai irrecuperabili. La seconda invece sottolinea quanto i piccoli danni ripetuti portino alle grandi sciagure. Così non solo dobbiamo inorridirci del fatto che Sel voglia tessere la propria linea politica alle nostre spalle e con i nostri voti, ma ancor di più, dobbiamo letteralmente imbarazzarci nell'assistere al goffo tentativo compiuto dei suoi dirigenti di tracciare anche la nostra di linea, con una disinvoltura ed una presunzione senza pari. Non si preoccupino né Cosentino né la Citton: se la FdS avrà voglia di interloquire con il PD lo farà direttamente e senza bisogno di interfacce e portavoce che riteniamo assolutamente inadeguati alle nostre esigenze. Non si preoccupino i dirigenti di Sel, siamo fortunatamente ancora i migliori interpreti delle nostre parole, rispetto alle quali come sempre, ci assumiamo l'onore e l'onere di ogni responsabilità. Ci domandiamo se quei punti così vaghi siano stati prima concordati con il presidente De Nisi o se siano delle condizioni oltre le quali nessun accordo è possibile. Ci domandiamo se l'apertura di questa fase nuova passerà attraverso un giuramento di fedeltà al presidente in carica al quale evidentemente si vuole riconoscere un risultato politico e amministrativo, oppure no. Ci domandiamo se l'azzeramento equivale alla totale discontinuità oppure alla riproposizione degli stessi uomini. Ci domandiamo ancora che risultati ha prodotto l'opposizione della consigliera in termini politici ed in termini amministrativi. Oltre un intento ciarliero e retorico di unità a sinistra, ad oggi Sel, nella provincia di Vibo Valentia, ha solo prodotto enormi divisioni. Certo è che tutte le forme di espressione di cui si sono serviti e si serviranno per giustificare questa nuova santa alleanza è utile solo ad ingannare i cittadini e loro stessi reciprocamente, sapendo di farlo. Il partito della “nuova narrazione della sinistra” è riuscito così ad essere travolto nella tattica politica del Pd, il noyautage.E dopo il compromesso, il nulla. Per quanto ci riguarda, basta un semplice sguardo proco prolungato per comprendere che la situazione politica dell’Ente vibonese non è roba per la sinistra. In più, la condizione di ambiguità che il Partito democratico permette all’Udc è il segnale inequivocabile che forse la destra al potere degli enti locali c’è già, seppur nelle diverse differenze onomastiche. In buona sostanza, Sel ha deciso di mettere una seria ipoteca sulla possibilità di costruire una seria alternativa a Vibo Valentia, accettando, ma in assenza di ogni tipo di giustificazione, e stabilendo che è possibile allearsi con la maggioranza del Presidente De Nisi, il quale ha bisogno di solo voto e nient’altro. E per quanto ci affascina il programma rivoluzionario generico presentato al suo cospetto – che lo avrà tanto impressionato da strappargli una fragorosa risata – siamo sicuri che pagherà ben volentieri il prezzo di un altrettanto generico “sì lo voglio”. Se non altro, per salvarsi le coscienze. Se potessimo farlo, ci riprenderemmo almeno il nostro voto. Idealmente lo abbiamo già fatto. Anche noi pensiamo – e non da oggi – a costruire una alleanza credibile per il futuro, che possa proporsi in modo tale alla guida della provincia vibonese; anche noi vorremmo che questo vento di cambiamento che ha investito tutta l’Italia passasse anche per questa amena località calabrese, ma proprio gli ultimi fatti politici ci hanno insegnato che ciò può avvenire esclusivamente nella chiarezza e trasparenza delle intenzioni, delle scelte e dei programmi, fissando limiti e confini inamovibili. Il resto, solo chiacchiere destinate a rimanere tali. Paradigmatica in tal senso, è la grande ammucchiata che nostro malgrado abbiamo dovuto accettare poco più di un anno fa per evitare di consegnare – ci fu detto – il comune capoluogo alla destra. Ecco: sono esattamente questi i piccoli, reiterati errori a cui ci riferivamo, che alla fine producono le grandi sciagure.

Nota della FdS sul Bilancio di previsione approvato dal consiglio comunale


Far cassa! Questo l’unico obbiettivo dell’amministrazione D’Agostino. E novità? Investimenti per il futuro? ZERO! D’altronde dal Pdl non potremmo aspettarci diversamente. Tagli indiscriminati e pressione fiscale che colpisce soprattutto i più poveri, senza progetti per il futuro che lasci sperare in una reale ripresa economica.
Ci saremmo aspettati un “mea culpa” dalla maggioranza di palazzo L. Razza, invece no, dopo più di un anno di gestione comunale se la prendono con la passata amministrazione, colpevole a loro modo di vedere di aver effettuato una politica “populista” e di non aver avuto il coraggio di fare scelte impopolari.
Noi non ci stancheremo mai di dirlo, è vero che probabilmente l’amministrazione Sammarco non è stata delle migliori viste a Vibo Valentia, ma non ci saremmo mai aspettati di vederne una altamente peggiore (quella attuale) subito dopo! Se la passata amministrazione ha prodotto solo danni (come dite voi) allora questa dove ci porterà? Mentre gli altri territori hanno già deciso di cambiare le scelte politiche, indirizzando l’attenzione verso le innovazioni (soprattutto sull’ambiente) che faranno risparmiare soldi ai comuni, il nostro rimane fermo e immobile, trovando come unica soluzione alla crisi l’aumento delle tasse.
Se si volesse davvero fare una politica del risparmio, noi inizieremmo con il diminuire il numero degli assessori, troppi per un piccolo comune come Vibo Valentia. Basti pensare che il comune di Roma ne ha solamente uno in più! È ridicolo! E poi i risultati di tutta questa forza lavoro in realtà non si sono mai visti veramente! Si possono mettere anche 30 assessori, ma se non hanno voglia e capacità per lavorare è completamente inutile!
Lo staff del sindaco poi, che funzione ha? È così essenziale? Veramente incomprensibile! Perché non ridurne almeno il numero? Alla gente va ricordato che mentre voi predicate la politica del risparmio, intanto pensate a spendere per i vostri assistenti!
Anziché fare scelte “impopolari ma necessarie e coraggiose” come dite voi, perché non avete allora il coraggio di rinunciare totalmente ai vostri compensi? A partire dal sindaco, fino a tutti i consiglieri comunali. Quello si che sarebbe un atto nobile ed esemplare! Ma sappiamo che questo non succederà di certo. In ogni caso ricordatevi comunque che bisognerebbe pagare in cambio di un servizio, e di servizi a Vibo Valentia non se ne vedono proprio!
Siete la dimostrazione che al peggio non c’è mai fine, vi arrampicate sugli degli specchi sempre più scivolosi, inventate scuse e giustificazioni e credete che i cittadini di questa città siano stupidi, “orbi”, che non sappiano in che condizioni si trova la città e che non sentano l’odore nauseabondo della spazzatura nelle strade. L’assessore Scianò dice che gli aumenti sono dovuti al taglio dei trasferimenti ordinari dello Stato al Comune e quindi? Avevamo ragione noi vero? I tanto bistrattati Comunisti lo dicono da anni che tagliando le risorse agli enti locali si sarebbero aggravati i bilanci dei comuni e soprattutto i bilanci delle famiglie. L’assessore Scianò ha quindi ammesso di chi è la colpa: DEL PDL! Ma è inutile ricordarvi che il PDL siete voi e che al governo ci siete voi!
Voi dovreste amministrare coscientemente questa città ma ve ne infischiate dei problemi economici delle famiglie ed attuate aumenti per fare cassa. Facile fare i bilanci così. Servono soldi? Prendiamoli alle famiglie, tanto sono aumenti legali. Ma non avete calcolato che queste famiglie soldi da darvi non ne hanno più per colpa del vostro mal governo.
Un governo ormai alla frutta che voi continuate a sostenere senza opporvi, dovreste avere il coraggio di essere obbiettivi e dire alla gente che, se per far quadrare i conti siete stati costretti ad aumentare le imposte, la colpa è dei vostri capi di partito. Avete ascoltato cosa dicevano a Pontida i vostri alleati? Il loro slogan era: ”prima viene il nord e poi tutto il resto del paese”, urla da stadio: “secessione, secessione”. Ma possibile che non vi sentiate indignati di fronte a certe parole? Perché continuate a sostenere certi personaggi politici? Cosa vi spinge a rimanere fedeli ad una parte politica che ridicolizza il sud ed il paese intero?