sabato 1 ottobre 2011

Il comune vende la nostra storia

Al peggio non c’è mai fine e quando sembra che la nostra città abbia toccato ormai il fondo e che si possa sperare nella quiete dopo la tempesta ecco qui che i nostri amministratori riescono ad esprimere il loro peggio. Riescono a fallire anche nel fare i conti. Riescono a distruggere la nostra storia. Riescono a svendere il patrimonio pubblico.
Al comune c’è una giunta di incompetenti e un consiglio forse anche peggiore perché dei consiglieri comunali seri avrebbero preso a calci anche i propri assessori dopo quello che è stato fatto, ma state tranquilli che arriverà il momento in cui la popolazione vi verrà a prendere a calci elettoralmente. L’assessore al bilancio (questa nomina sembra blasfema visto quello che ha fatto con il bilancio consuntivo) Scianò per un errore di calcolo crea un buco di 5 milioni di euro e svende il patrimonio della città. Sinceramente non siamo proprio convinti che di errore di calcolo si sia trattato ma al contrario pensiamo malignamente che sia stato tutto calcolato.
Nonostante tutto il signor Scianò, non ce la sentiamo di chiamarlo assessore, è ancora lì seduto sulla sua comoda poltrona e non ha pensato nemmeno per un attimo di andare a fare qualcosa che magari gli riesca meglio. No no! L’assessore va a fare il saluto fascista con i “camerati” e il presente a Luigi Razza (riportato dal quotidiano e mai smentito) e per mancanza di tempo non ricontrolla i suoi calcoli di bilancio. L’assessore Scianò fa il reato costituzionale di apologia del fascismo (Bevilacqua ancora non è riuscito a cancellarlo) e manda allo sfascio definitivo la nostra città.
Ma da che gente siamo governati? Che razza di persone siete? Ma guardandovi la mattina allo specchio non vi vergognate di voi stessi? Come è possibile governare così una città?
E’ inutile anche dirvi di dimettervi perché non basterebbe. Dovreste proprio andare via e lasciare che il tempo rimargini le profonde ferite che state infliggendo a questa città. Ferite che sicuramente lasceranno profonde cicatrici nella città di Vibo Valentia. I suoi pezzi migliori, la storia, i simboli, chi ce li ridarà indietro se verranno venduti? Il Valentianum ed il suo parco, il palazzo delle accademie, lo sporting e i locali dove è ubicata la società operaia vibonese. Non era meglio concedere la “gestione” di questi beni anziché venderli senza mai avere la possiblità di riaverli indietro?
A chi venderete questi edifici storici e rappresentativi della città di Vibo? Quelli che sono il patrimonio di ogni cittadino vibonese verrà venduto, anzi molto probabilmente svenduto, a qualche potente. Quello che è pubblico e spetta di diritto alla comunità, diventerà bene privato! Siamo all’assurdo, ma sappiamo che voi non riuscirete mai a capire da dove viene questa nostra rabbia. Voi siete quelli che non hanno rispetto per la storia e per la comunità. Voi rispettate solo il dio denaro, gli interessi economici del privato prima di tutto.
Il fondo del barile è stato ormai raschiato, voi non abbiamo ancora capito cosa state cercando di scavare ancora. Questo è molto probabilmente il momento più buio e triste della nostra città di Vibo, stiamo superando quelle che sono le nostre più nefaste previsioni all’indomani della vostra elezione. Davvero non pensavamo poteste essere così disastrosi per il comune di Vibo Valentia.
Ma a questo punto non possiamo prendercela solo con la maggioranza di consiglio e la sua giunta, in tutto questo scempio ci chiediamo l’opposizione dov’è? Per uscirne fuori con dignità avrebbero dovuto dimettersi in massa, avrebbero dovuto creare davvero un movimento di opposizione che vada al di la della camera di consiglio. Ma in effetti cosa si può sperare da questa parte politica che è all’opposizione al comune ma al governo della provincia, dove le cose vanno (per quanto possibile) anche peggio! Noi siamo veramente fieri di non far parte di questa “elìte” della politica che cura solo i propri interessi. Noi siamo contenti di essere all’opposizione, sia al comune che alla provincia, perché il nostro concetto di “fare politica” è qualcosa di ben più alto.
Ci chiediamo se a casa vostra amministrate il vostro patrimonio allo stesso modo. Ci chiediamo se buttate la vostra spazzatura per terra dentro casa, se bevete e fate bere ai vostri figli l’acqua del rubinetto e se fate i conti alla stessa maniera, ma siamo convinti del contrario. A casa vostra non vi comportate così perché, a voi, è del bene pubblico che non interessa niente. Voi non sapete cosa significa il termine “bene della collettività” ma conoscete benissimo i “beni privati” dove poter andare senza incontrare la plebaglia vero? Adesso si capisce benissimo perché il Valentianum è in stato di totale abbandono e senza addirittura la luce o perché lo splendido parco adiacente, che il miglior sindaco che questa città abbia mai avuto (PINO IANNELLO) e di cui voi non siete nemmeno lontanamente la brutta copia aveva sistemato e reso pubblico e vivibile, non sia nemmeno avvicinabile per colpa delle spine altre più di un metro. TUTTO QUESTO E’ STATO FATTO PER FARGLI PERDERE VALORE E POTERLO SVENDERE AL MIGLIOR OFFERENTE E PROBABILMENTE ANCHE AMICO!
Non ci importa se direte che eravate obbligati o che siete stati costretti dalle circostanze o dalla congiuntura economica oppure che alla fine venderete solamente quanto basta per risanare i debiti che voi stessi avete fatto.
FOSSE PER NOI FAREMMO PAGARE A VOI DI TASCA VOSTRA IL BUCO CREATO NELLE CASSE DEL COMUNE! Purtroppo a pagare siamo e saremo sempre e solo noi cittadini.
Cosa devono fare i cittadini di Vibo? Qual è la soluzione? Come possiamo fare per farvi capire di andare via? Fare come a Parma? Venire a urlare tutti di andare a casa? Pensate di essere inamovibili e che la gente è contenta di voi? Mah! Ci domandiamo se con la gente ci parlate e soprattutto con quale gente. Avete distrutto l’immagine della città e forse anche la salute. Undici pecore messe al posto degli assessori avrebbero governato meglio, un cane sulla poltrona del sindaco si sarebbe comportato in maniera migliore. Questi animali infatti sarebbero stati molto più adeguati degli amministratori degli ultimi 15 anni della storia di Vibo Valentia! Vorremmo svegliarci domani e scoprire che voi siete stati solo un brutto sogno, ma purtroppo sappiamo che nessun incubo può essere spaventoso quanto il vostro modo di amministrare.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

giovedì 29 settembre 2011

TRIPARNI ABBANDONATO

Qualche giorno fa un bell’articolo, di un’intera pagina, parlava della frazione di Triparni nel comune di Vibo Valentia. Quel comune che sembra aver dimenticato le frazioni, lasciandole nel più totale abbandono. La piazza che frana, una scuola abbandonata a se stessa da anni e piccoli lavori di manutenzione ordinaria (come la pulizia delle strade e del centro abitato) che non vengono mai eseguiti.
Già solo a sentire questo si capisce che il paese è nel più totale abbandono. Ma probabilmente una sola pagina del giornale non è bastata per elencare i problemi affliggono questo paese. Già perché la lunga lista non si ferma qui. Noi del PdCI è da parecchio tempo che osserviamo il territorio ed in particolare questa frazione, che ci sta a cuore non solo perché alcuni dei nostri membri vi abitano ma soprattutto perché veder morire lentamente questi piccoli centri urbani ci addolora e ci fa rabbia! Ce ne siamo occupati anche da prima del consigliere del paese, che forse si accorto dei nostri numerosi interventi sui giornali e per non sembrano lontano dalle problematiche del suo territorio ha fatto un paio di interventi. Ma niente di più, eppure pensiamo che dovrebbe protestare in modo forte, anche in un modo “plateale”. Magari una bella manifestazione davanti a palazzo L. Razza, fatta di tanti Triparnesi arrabbiati. E la rabbia di sicuro è tanta!
Alla lista delle cose già dette giorni addietro potremmo infatti aggiungere: un campetto comunale tenuto nel più totale abbandono, manca infatti l’acqua, il campo è pieno di erbacce (anche se i ragazzini a volte vanno a pulirlo per potervi giocare) ed il terreno è dissestato. Qual è la soluzione che il comune ha pensato di adottare? Un bel lucchetto per vietarne l’accesso: “guardare e non toccare” ma soprattutto sprecare! Evidentemente è questo il messaggio che la nostra amministrazione ci vuole mandare! Vicino al campetto c’è anche una palestra, abbandonata anch’essa a se stessa. Non si potrebbe trovare il modo per riqualificare questi due importanti centri sportivi? I ragazzi ne hanno bisogno, e tutto il paese. Magari si potrebbero dare in gestione queste strutture a qualcuno che le sappia tenere in vita, con regolare gara d’appalto però, non com’è solita affidare la gestione della proprietà pubblica quest’amministrazione!
Ma non si ferma nemmeno qui la tragedia che Triparni vive ogni giorno, da mesi e forse anche anni ormai i cittadini segnalano una forte perdita nella condotta fognaria in località “San Filippo”, nella zona vicino ai depuratori. Un odore nauseabondo e liquami carichi di sostanze nocive per la salute si riversano nelle campagne vicine e nella strada, terreni che prima la gente coltivava ma che adesso sono abbandonati per via di questo problema. Solo a passarci con la macchina (tra l’altro la strada è a pezzi, con cartelli di “lavori in corso” che sembrano sempre più una presa in giro!) l’abitacolo si riempie di un fetore stomachevole.
Che dire poi della spazzatura? Sembra ormai una filastrocca senza fine, questa raccolta che non viene mai fatta e l’immondizia che giace ai bordi delle strade e nel paese. Ormai è diventata parte integrante del territorio: sedie, tv, elettrodomestici e suppellettili vari, ad ornare il paesaggio! Sembra il mercatino delle pulci! Forse l’amministrazione comunale conta proprio sul fatto che i cittadini stanchi di denunciare, non ci facciano più caso, si abituino a convivere con, e soprattutto “nella” spazzatura!
Quantomeno potrebbero venire rimossi quei rifiuti che necessitano di un trattamento speciale e che sono altamente pericolosi per la salute dell’uomo: stiamo parlando di quelle famose lastre di eternit di cui qualche tempo fa ci siamo già occupati. Quanto tempo è passato, un mese? Assolutamente niente è stato fatto, quelle lastre sono li dov’erano esattamente un mese fa! Forse se i Triparnesi si ammalano di tumore all’amministrazione comunale non importa, ma a noi si! A noi comunisti, proprio quelli che vengono dipinti come malevoli e contro la vita umana!
Ma noi ci chiediamo, mentre i cittadini Triparnesi vivono questa situazione di degrado che nemmeno nel terzo mondo si vede, gli amministratori comunali: Sindaco, assessori e consiglieri, come fanno a dormire tranquilli la notte? Non sanno che da un momento all’altro potrebbe arrivargli notizia che le case vicino alla piazza sono franate? Non pensano di avere sulla coscienza la vita e l’incolumità di quelle persone?
Nelle richieste fatte da quei cittadini che qualche giorno fa hanno denunciato la situazione di abbandono del paese non c’è mica la luna! Sappiamo che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, vorremmo solamente un po’ di attenzione in più, anche da un punto di vista umano e di coscienza, da parte degli amministratori. Quando avete scelto di governare questo comune sapevate le difficoltà e le emergenze che c’erano (o no?), molte le avete causate voi dopo il vostro insediamento, ma se sapevate di non essere in grado di risolvere questi problemi perché vi siete candidati, e soprattutto perché rimanete al governo della città? Possibile che non sentite la voce dei cittadini? La gente non vi vuole più, siete riusciti a farvi odiare dopo poco più di un anno di amministrazione, un record! Al solo sentirvi nominare la gente fa delle smorfie, per non parlare di quelli meno educati!
Ma Triparni non ha problemi solo con il comune, purtroppo deve subire anche l’ignoranza e l’inettitudine dell’amministrazione provinciale! Quelli poi sono proprio dei geni! Qualche tempo fa hanno iniziato dei lavori per “rappezzare” la provinciale per Porto Salvo. Quella che a causa della frana che interessa il versante tra Triparni e Cessaniti, subisce di continuo dei dissesti che la rendono quasi impercorribile e molto pericolosa. La genialata sta nel modo in cui pensano di risolvere il problema senza parlare di come stanno facendo i lavori!
Negli ultimi giorni di agosto è stato asportato l’asfalto di quella parte di strada dissestata ed è stato sostituito con del pietrisco misto a terriccio. Da quel momento ad oggi la strada non è stata ancora sistemata, sembra pronta per ospitare una gara di rally! I lavori sono segnalati male (i segnali si vedono a malapena) per cui quando le macchine arrivano in quel punto sono costretti a bruschi rallentamenti che sono resi difficili dal pietrisco che c’è sulla superficie. Per fortuna adesso le piogge stanno mantenendo umida quella zona, perché alcuni che vivono proprio di fronte a quella parte di strada sono stati costretti a passare gli ultimi giorni di calura con le finestre chiuse per la polvere! Adesso ci chiediamo, quando verranno ultimati questi lavori? Ma soprattutto quanto dureranno? Dato che il problema non è il fondo stesso della strada ma la frana che richiama quella parte di sottosuolo, quindi sicuramente presto ci ritroveremo nelle stesse condizioni!
Probabilmente l’amministrazione provinciale adesso è più impegnata nell’assegnare posti da assessore che risolvere i problemi della gente! Che vergogna, possibile che i cittadini per voi contino meno di niente?
Siamo stanchi veramente di queste amministrazioni fatte da gente incompetente che sono li giusto perché hanno amicizie in alto. Vogliamo gente competente, magari sconosciuti, figli di gente comune, ma meritevoli e con tanta voglia di fare.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

Il rapporto SVIMEZ e la fuga dei giovani dal sud

La fuga dei giovani dal Sud e dalla Calabria, documentata dal rapporto SVIMEZ, conferma l’allarme e la preoccupazione  che da tempo abbiamo lanciato sul futuro incerto e privo di sbocchi che si prospetta a questo territorio e alla sua popolazione.
Siamo di fronte ad un vero e proprio esodo di massa che priva il Sud del suo inestimabile capitale umano composto da  giovani di qualità, istruiti, capaci e competenti.
Tale deriva è stata ulteriormente aggravata dalle politiche governative  di stampo leghista  e dalle manovre economiche di questi anni che hanno favorito e privilegiato esclusivamente il Nord del paese a danno degli interessi del Sud e dei suoi giovani.
Il governo Berlusconi reca la responsabilità principale di avere ulteriormente allargato il divario Nord-Sud, facendo pagare in gran parte al Sud i costi di una crisi che è stata generata e prodotta in gran parte al Nord del paese.
Tutto ciò rischia di trasformare il Sud in un’area “spopolata, anziana e sempre più economicamente dipendente”, come giustamente denuncia il rapporto SVIMEZ. 
E’ evidente che tutto ciò non può essere accettato supinamente. Non possiamo assolutamente tollerare questo lento quanto inarrestabile declino. Non possiamo più accettare governi e politiche antimeridionali.
E’ giunto il momento di reagire con fermezza e dignità. Ognuno deve fare la sua parte con schiena dritta e con autonomia di pensiero e di azione.
Gli uomini di governo e gli esponenti politici meridionali del centrodestra hanno sulle loro spalle una enorme responsabilità.
Con il loro servilismo e ascarismo i vari Scopelliti, Caldoro, Alfano, Fitto, Gentile,  ecc. in un  futuro non molto lontano potrebbero essere ricordati come coloro i quali hanno dato il colpo di grazia al Mezzogiorno, piegandosi ai voleri e alle scelte di quanti a livello nazionale da Berlusconi, a Bossi a Tremonti portano avanti una linea  che rappresenta un massacro per il sud e per  suoi giovani.
Se non cambiano registro si assumeranno la responsabilità storica di avere definitivamente affossato il Sud. Noi faremo di tutto per impedirglielo.


Reggio Calabria, 28.09.2011
                                                                                                                                                                   MICHELANGELO TRIPODI
(segretario regionale del PdCI)

LETTERA APERTA AL DOTT. LUIGI PALAMARA

LETTERA APERTA AL DOTT. LUIGI PALAMARA
DIRETTORE EDITORIALE E FONDATORE DI MNEWS.IT



Egregio dott. Palamara,
ho letto con attenzione il comunicato dell’on. Elio Belcastro neo sottosegretario del governo più infame della storia repubblicana e la sua dignitosa e puntuale replica fin troppo garbata e d educata.
Le voglio esprimere a nome mio personale del PdCI della Calabria la più totale vicinanza e solidarietà, nel confermarLe stima ed apprezzamento per il Suo lavoro giornalistico sempre ispirato all’imparzialità e al rispetto del pluralismo.
Trovo davvero sconcertante e deplorevole che un personaggio come l’on. Belcastro che nella sua storia politica ha dato dimostrazione di essere una specie di saltimbanco e di voltagabbana come pochi tenti di dare lezioni su come si debba e non si debba fare comunicazione.
Da quello che leggiamo, se fosse per lui, sarebbe pronto a ricostituire il MINCULPOP, il ministero del fascismo di triste memoria che si occupava della censura  e di far circolare solo le notizie e le idee del regime. Costui si spinge addirittura ad affermare che ci sono argomenti su cui è vietato intervenire perché a suo dire se ne stanno occupando i tecnici e non debbono essere disturbati, specie se si tratta, come in questo caso, del progetto per la pretesa realizzazione della Centrale di Carbone di Saline Joniche.
Evidentemente, per quanto si legge, l’on. Belcastro vuole passare alla storia come il Sottosegretario alla “distruzione” dell’Ambiente della Calabria, visto che ancora non ha imparato la lezione che il popolo della piana gli ha impartito quando unito e compatto ha detto no alla megacentrale a carbone di Gioia Tauro, facendo una scelta giusta e di autonomia che è stata ripagata con un impianto portuale che è il più importante del Mediterraneo per il transhipment.
Sono convinto che anche il popolo della jonica reggina troverà la forza e  il coraggio per ribattere colpo su colpo e per impedire la realizzazione di un impianto nocivo, dannoso e devastante per l’ambiente e per la salute.
Con i più cordiali saluti,

Reggio Calabria, 28.9.2011  
                                                                                                                                                                  
                                                                                             Michelangelo Tripodi             
                                                                                      (Segretario Regionale del PdCI) 

giovedì 8 settembre 2011

EMERGENZA SPAZZATURA NELLE FRAZIONI

rifiuti a Vena Inferiore

Vibo Valentia non ha frazioni e nemmeno strade “secondarie”. La città è formata solamente dal centro urbano, quello degli uffici per intenderci, mentre tutti quelli che abitano al di fuori di esso farebbero meglio a cercare casa altrove perché a nessuno interessa di loro.
Parole senza senso? Parole urticanti? Parole ripetute? No FATTI. Questo è quello che pensa la nostra amministrazione comunale e per avere ragione delle nostre parole basta fare un semplice giro nelle frazioni che risultano abbandonate a loro stesse nel completo disinteresse e degrado di chi amministra. Ma senza andare lontano basta passare da via Tiro a Segno con la macchina e con i finestrini ben chiusi per avere idea di cosa stiamo dicendo. Montagne di spazzatura e odori a dir poco vomitevoli. Avete trasformato questa città in una pattumiera. Siete la VERGOGNA di una città.
Basta fare un giro a Vena Inferiore dove la spazzatura non viene raccolta da più di un mese e dove i cassonetti sono adiacenti ad una scuola (in disuso) con annessi giochi per bambini e campo di bocce.
O sempre a Vena Inferiore dove nonostante le nostre denunce tutto risulta uguale a quest’inverno con “strade” percorribili solamente da fuoristrada, e rattoppate da ignoti cittadini, e pompe di sollevamento della fogna fuori uso con “melma” dall’odore nauseabondo che dopo 100 metri di percorso su strada va a finire tra gli ulivi. Non sono abitanti di Vibo questi? Sono cittadini di serie D?
I cittadini di questa frazione cosa devono fare? Devono provvedere da soli? Informiamo il Signor Sindaco e il Signor Pietro Comito che la popolazione è stufa e che potrebbero ritrovarsi una bella sorpresa davanti al cancello del comune, potrebbero trovarsi la spazzatura di Vena Inferiore con al seguito tutti gli abitanti del luogo.
rifiuti a Vena Inferiore
Addirittura i cittadini di Vena Superiore, più “fortunati” di altri, hanno buttato calce (o cmq disinfettante) per paura di prendere delle infezioni, quindi una situazione proprio da terzo mondo, anzi no, ormai potremmo chiamarla "situazione D'Agostino" dato che la sua amministrazione ci sta abituando a vivere peggio che nei paesi sottosviluppati! Riepilogando infatti: manca l'acqua potabile, i rifiuti invadono le strade, le strade stesse ormai possiamo definirle mulattiere per come sono rovinate, i problemi di dissesto non sono stati risolti (e si avvicina la stagione delle piogge!) ed inoltre le imposte comunali sono state aumentate (come fosse che la gente abbia avuto servizi migliori!). Ma nonostante tutti questi disastri l'amministrazione D'Agostino non riesce a fare un mea-culpa, ammettendo i proprio errori e dimettendosi, mettendo così fine a questo sfacelo che stanno combinando! Ma sicuramente dato il successo ottenuto con il bilancio consuntivo questa amministrazione ci fa ben sperare per il futuro!!
Non è un argomento nuovo, soprattutto non nuovo per noi e non nuovo per Vena Inferiore. A Gennaio c’è voluto un nostro articolo per far raccogliere la spazzatura in questa frazione, a febbraio idem. Possibile che ci si renda conto che esistono determinate frazioni solamente quando appaiono sui giornali?
Forse però non bastano nemmeno più le denunce sui quotidiani, dato che nonostante il nostro articolo sulle lastre di eternit abbandonate a Triparni dopo giorni e giorni ancora non è stato preso nessun provvedimento e l’eternit si trova ancora pericolosamente dov’era!

Questa situazione non è più tollerabile, perché il rischio di malattie aumenta in proporzione alla spazzatura depositata e allo stesso tempo aumentano i topi che liberamente scorazzano per le vie, aumentano i cani randagi che vagano alla ricerca di Vibo.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
                                                                                                    

giovedì 1 settembre 2011

Lastre di Eternit abbandonate a Triparni

Eternit abbandonato a Triparni

Ancora emergenza rifiuti, ancora cattivi odori che le nostre narici sono costrette a sentire! L’emergenza, se ancora possiamo chiamare così una cosa che dura ormai da troppo tempo, non è stata risolta e non si vedono progetti validi dell’amministrazione comunale e dell’assessore Pietro Comito all’orizzonte che ci facciano sperare un giorno di poter vedere le nostre strade sgombre dalla spazzatura.
Ma quando, alla noncuranza degli amministratori, si aggiunge l’inciviltà di alcuni cittadini allora la cosa diventa pericolosa, e quello che l’emergenza rifiuti si trasforma in emergenza sanitaria. È il caso della frazione di Triparni dove nella notte ignoti hanno scaricato varie lastre di Eternit vicino ai cassonetti che sono  sulla provinciale per Porto Salvo. In questo caso quindi sono rifiuti altamente inquinanti e tossici a giacere da qualche giorno ai bordi della strada, all’inizio del paese e vicino a parecchie abitazioni.
Sappiamo tutti quali sono gli effetti dell’eternit e dell’amianto presente in queste lastre sulla salute dell’uomo. Cancro ai polmoni, questa la sentenza per chi respira queste sostanze che si depositano nei polmoni e che possono rimanere inattive per anni per poi provocare il tumore. Anche una sola particella inalata può condannare un uomo ad ammalarsi ed in molti casi portarlo alla morte. Non prima di aver attraversato un lungo calvario di sofferenze.
Perché allora prendersela con l’amministrazione e non solamente con l’inciviltà e l’ignoranza di chi ha scaricato questi materiali? Noi del PdCI di Vibo Valentia ricordiamo bene il censimento di qualche mese fa delle coperture in eternit presenti nel territorio comunale. Allora avevamo anche accolto bene questa iniziativa, pensando che non si sarebbe ridotta solo alla consegna di un modulo di autocertificazione! Pensavamo che squadre di tecnici avrebbero invaso il territorio comunale per verificare chi effettivamente avesse censito le coperture in amianto e chi invece no. A quest’ora si sarebbe saputo chi pur avendo dichiarato di avere eternit sui tetti adesso non ce l’aveva più (quindi nel frattempo li aveva tolti illegalmente e senza criterio) oppure chi non aveva dichiarato niente sperando di potersene così liberare senza farlo sapere a nessuno!
Avevamo già immaginato le multe a chi non aveva rispettato le regole, tentando di fare il “furbo” e gli incentivi per lo smaltimento dati a chi aveva consegnato il modulo per il censimento agli uffici comunali magari proprio con la speranza di venir aiutato economicamente a smaltire questi materiali cancerogeni.
La gente comune e consapevole che ha coperture in eternit vive con l’ansia di sentirsi un giorno diagnosticare un cancro ai polmoni, ma allo stesso tempo non ha la possibilità economica per smaltirle in modo adeguato. Eppure questi li hanno comprati legalmente, quando venivano venduti liberamente e con il benestare dello stato quando invece già lo stato stesso sapeva che stavano approvando la vendita di materiali altamente tossici! Adesso quello stato dov’è? Perché non si inventa qualcosa per aiutare veramente la povera gente a disfarsi delle coperture in eternit invece di far finta di incentivare lo smaltimento? Perché non se ne fa carico sostituendo magari l’eternit con pannelli solari in modo da produrre energia elettrica? Sarebbe anche una soluzione alla crisi energetica, non servono per forza le centrali nucleari!
Da queste lastre abbandonate a Triparni può nascere qualche precedente pericoloso, come già è successo qualche tempo fa per quell’eternit abbandonato vicino alla biblioteca comunale in pieno centro a Vibo Valentia. Che fine faranno adesso queste lastre e che fine hanno fatto quelle lasciate qualche tempo fa alla biblioteca? (noi sospettiamo che quelle abbandonate alla biblioteca adesso si trovino dove c’è il deposito delle macchine del comune di Vibo Valentia, al comando dei vigili urbani, nascosti agli occhi della gente)
Saranno smaltite adeguatamente? In questo caso allora qualche altro “furbetto” potrebbe pensare di abbandonarle vicino al cassonetto più vicino così lo smaltimento glie lo paga il comune! Non si pensi però di allontanare dagli occhi della gente questo eternit per poi depositarlo in altri luoghi (magari in qualche deposito del comune!). Con l’amianto non si scherza, e solo chi è un ignorante non si spaventa al solo pensiero di respirare quelle polveri di amianto!
Ci chiediamo allora, a cosa è servito quel censimento? Verranno fatti dei controlli per verificare l’effettiva quantità presente di eternit nel territorio comunale di Vibo Valentia? Ci teniamo a ricordare per l’ennesima volta che la tutela dell’ambiente è una cosa fondamentale per la salute dell’uomo, e sinceramente non è giusto che un’intera popolazione paghi per gli errori che qualche incivile e ignorante commette.
Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

mercoledì 31 agosto 2011

Comunicato sciopero 6 settembre


La Federazione della Sinistra aderisce alla giornata di sciopero e mobilitazione indetta dalla Cgil il prossimo 6 settembre. Consideriamo lo sciopero generale del 6 settembre come l’inizio di un percorso di lotta di popolo che deve costruire dal basso un’altra idea di Europa e un altro modello economico. Sosteniamo la Cgil che in questo momento sta subendo degli attacchi gravi e che ha invece giustamente scelto di opporsi ad una manovra iniqua, caratterizzata da provvedimenti inqualificabili e che verrà pagata solo dalla povera gente, mentre chi è ricco continuerà a godere dei privilegi e delle attenzioni che il governo gli riserva. La Federazione della Sinistra di Vibo Valentia scenderà in piazza e sosterrà la mobilitazione. Invitiamo tutti i nostri iscritti ad essere presenti con le nostre bandiere rosse con sopra i simboli del lavoro per eccellenza, la falce ed il martello, per far vedere che c’è ancora chi lotta per i diritti e per il lavoro, per la giustizia sociale e l’uguaglianza e soprattutto per distinguersi dalle bandiere bianche di chi ha abbandonato la lotta per rincorrere Confindustria, CISL e UIL e tutti gli interventi filo padronali.
Il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista di Vibo Valentia saranno in piazza S. Leoluca e si augurano che scenda in piazza tutta la popolazione vibonese per protestare contro questa manovra che colpirà le classi deboli del paese e in modo particolare la popolazione meridionale da sempre figlia di un Dio minore e rappresentata da Senatori che votano senza nemmeno leggere i decreti a loro presentati. Invitiamo la classe politica a scendere in piazza con il Popolo per protestare contro qualcosa di pericoloso e non a fare passerelle solamente quando in ballo ci sono le loro comode poltrone.

Federazione della Sinistra  - Vibo Valentia

Comunicato Stampa Fds - Soppressione Province


Sin dall’uscita della proposta, abbiamo sempre considerato il fatto che la soppressione delle Province fosse una cosa pressoché impraticabile. Al di là di questo, però, vi è sempre stato un elemento politico della proposta che ha reso necessaria una chiara presa di posizione. L’abolizione delle Province, in maniera populistica e demagogica, premeva non solo sulla direzione della restrizione degli spazi pubblici ed istituzionali della democrazia - in questo caso colpendo i livelli intermedi - ma tentava di trovare fondamento e consenso spingendo l’opinione pubblica a credere che la loro esistenza fosse solo un inutile orpello, l’ennesimo obolo pagato ala politica parassita. In un drammatico momento di crisi per molte famiglie di lavoratori italiani, non è difficile credere che essa abbia trovato qualche suo sostenitore. In maniera altrettanto oggettiva, però, non si può fare a meno di interrogarsi su come troppo facilmente, appunto, tali demagogiche proposte trovino sempre qualche consenso. Basta prendere in esame l’intera vicenda relativa alla Provincia di Vibo Valentia. Nella sua ristretta dimensione locale, tale ente, piegato da sempre a logiche di interessi esclusivi, non ha mai dato il necessario e doveroso senso di un ente pubblico che potesse incidere positivamente sulla vita dei cittadini rappresentati. Mai come in questa stagione, poi, l’attuale amministrazione provinciale vive un tale calo di consensi che quasi a stento si riesce e si è riusciti a giustificare la contrarietà alla sua soppressione. In altre parole, una chiara e drastica crisi verticale della classe dirigente ha finito per non giustificare più i costi del mantenimento dell’intera istituzione. Vibo Valentia, a differenza di altre Province, non è riuscita proprio per diretta responsabilità di chi si trova alla guida dell’ente, a dare continuità e applicabilità a tutti quei programmi - troppe volte ridotti a mera propaganda elettorale - tanto da far credere che le spese sostenute da una comunità per il suo mantenimento fossero uno spreco. Ecco, questo è il nodo di una questione a cui tutti dovrebbero soffermarsi per tentare di dare una risposta ed eventualmente, riconoscendo le proprie responsabilità, decidere di fare un passo indietro. Solo per restare nelle ultime fasi recenti, troppe volte abbiamo sentito dichiarazioni di imminenti cambiamenti, sostenuti da azzeramenti di giunta, che avrebbero dato un segno diverso alle politiche in difesa delle famiglie, del lavoro, del turismo, dell’ambiente, tanto da rendere possibili anche stravolgimenti e incredibili capriole politiche proprio in nome di questo imminente cambiamento. Che però, dando sempre più l’amara sensazione di essere stati truffati, tarda ad arrivare. Per tutto ciò, crediamo che se realmente si vuole restituire il dovuto rispetto alla politica, la dovuta credibilità, la necessaria fiducia di un processo che non si limita a gestire alla meno peggio il presente, ma si preoccupa di immaginare e costruire il futuro, è da queste considerazioni che bisogna partire. Solo da qui si riparte in nome di una alternativa credibile.
 
Federazione della Sinistra Vibo Valentia

giovedì 18 agosto 2011

Il PdCI sull'abolizione provincia di Vibo Valentia e la manovra anticrisi

Ecco di nuovo una notizia farlocca, finta, tesa solamente a nascondere le nefandezze e le catastrofi di questo governo e, perché no, anche dell’opposizione (quella che vota a favore del federalismo, IDV, e quella che si astiene, PD).
Si ritorna a parlare dell’abolizione della provincia di Vibo e tutti alzano gli scudi per difendere questo avamposto democratico, necessario, indispensabile e doveroso. Noi no, non la pensiamo così. Certo riteniamo assurdo un discorso che vale solamente per pochi territori e non per tutti e la nostra idea sarebbe di togliere un ente inutile ma non di certo i veri avamposti dello Stato quali Prefettura, Questura oppure i comandi provinciali di Carabinieri, Finanza e Vigili del fuoco.
L’abolizione della provincia non ci sarà nemmeno questa volta perché questo provvedimento è stato incluso ad arte nel decreto per far parlare del nulla nascondendo quello che veramente si cela in questa ennesima manovra: TFR ritardati di due anni, innalzamento dell’età pensionabile per le donne, tredicesime ritardate e date a rate, ennesimo blocco degli stipendi, abolizione degli scatti di anzianità, abolizione delle feste come il 25 Aprile e il 1° Maggio, distruzione dello statuto dei lavoratori, tagli enormi allo stato sociale (o quel che ne rimane) e licenziamenti del pubblico impiego di straordinarie dimensioni. E dovremmo preoccuparci della finta abolizione della provincia? Questo è l’ultimo dei nostri problemi, l’ultimo dei problemi degli abitanti di questa provincia mentre è il primo dei nostri politicanti e amministratori presi come sono nel farsi gli affari loro. Bevilacqua che sinceramente dice di non aver ancora letto la manovra la dice lunga su quanto è interessato ai problemi del paese e dovrebbe solamente vergognarsi delle sue affermazioni ma anche dei suoi pochi fatti, ci ricordiamo di lui solo per la proposta abominevole di abolire il reato di ricostruzione del partito fascista. Il tutto viene giustificato da questo governo con l’intento di un fantomatico risparmio economico e di taglio dei costi della politica. Scusateci ma questa giustificazione ci fa veramente ridere. Proprio Bevilacqua è l’esempio della Casta, quella Casta seduta su una poltrona da decenni che non ha mai prodotto niente per il nostro paese e che percepisce uno stipendio faraonico sulla base del nulla di fatto. Chi ha votato gente come lui dovrebbe vergognarsi di averlo fatto…ah scusateci avevamo dimenticato che non si può più votare per i candidati ma solo per i partiti.
Eppure, tranne per i servizi che ci verrebbero tolti se la provincia di Vibo Valentia venisse abolita (Questura, Vigili del fuoco, ecc), i cittadini della provincia Vibonese sembrano quasi essere contenti di levarsi dalle scatole una classe politica che non ha mai prodotto niente di buono. Da Romeo a Bruni, fino all’attuale presidente De Nisi, la gente non ha mai avvertito la presenza della Provincia. In questi ultimi anni De Nisi ha avuto un’ulteriore chance per lavorare bene e produrre benefici, in modo da far crescere l’affetto dei cittadini verso gli amministratori di palazzo ex-enel, ma niente ha scelto di rimanere anche lui un anonimo attore di questa farsa che è l’amministrazione provinciale Vibonese.
Se tutto questo fosse successo qualche decennio fa i sindacati avrebbero lottato per mantenere i diritti dei lavoratori, diritti per i quali la gente (ed i vecchi sindacalisti) ha lottato nel passato, oggi invece assistiamo ad un silenzio “assordante”. Questo perché dopo la casta dei politici, viene la casta dei sindacalisti!
Sinceramente poi sono fastidiosi come il volo di una zanzara quei consigli dati da vecchi politicanti che non hanno prodotto niente di buono quando erano in carica e pretendono di dare “buoni consigli” e venire ascoltati oggi che sono a casa a godersi tranquillamente il grasso vitalizio pagato dai contribuenti. Non dimentichiamo infatti che se il debito pubblico in Italia si è formato tra gli anni 70 e 80, proprio quando questi presunti buoni amministratori erano nel pieno del loro potere politico! A questa gente diciamo: Non facisti pira quand'eri piraru, e vo fari miraculi ora chi non si santu!?
Se veramente abolissero la provincia di Vibo tanti nostri amministratori andrebbero finalmente a cercarsi un lavoro? Forse capirebbero cosa significa avere un lavoro precario, essere sfruttati e sottopagati... forse riuscirebbero a capire cosa significa emigrare per avere un pezzo di pane. Forse capirebbero perché alla loro porta c'è sempre stata la fila di persone in cerca di un lavoro da elemosinare, su cui tanti di loro hanno fatto la loro fortuna politica!
Questi vecchi amministratori sono l’esempio della malapolitica. Sono proprio loro quelli che trasmettono alla gente quel senso di sfiducia verso la politica. Ma non lo fanno involontariamente, lo fanno da anni ormai di proposito, proprio per scoraggiare ed impedire quanti vorrebbero occuparsi in modo serio e pulito, quelle persone che vogliono far politica per la gente e non per i loro interessi privati. In questo modo adesso la gente tende a mettere anche i giovani che si occupano di politica (quelli che non hanno mai avuto incarichi istituzionali) nello stesso calderoni, ormai è consuetudine dire “sono tutti gli stessi, tutti imbroglioni”. Non è così, non è vero. Dobbiamo avere fiducia nei giovani e nella gente onesta, altrimenti non ci salveremo mai da questa situazione e non riusciremo mai a mandare via questa gente!
Questa manovra è come quei contratti con le clausole più scomode scritte in piccolo a fondo pagina, quelle che quando le leggi ti viene il panico e pensi “accidenti, cos’ho firmato?”. Solo che noi cittadini italiani non abbiamo firmato niente, nessuno ci da la possibilità di esprimerci su questi provvedimenti presi dal governo. Una cosa è certa, questa manovra continuerà nell’opera di far diventare i ricchi più ricchi ed i poveri più poveri! Ricordiamoci però che in Italia i poveri sono molto più numerosi e che verrà il giorno in cui questi si stancheranno di essere svenati ed allora cittadini Italiani vorranno riprendere in mano il loro destino!

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

Unical: prove tecniche di dittatura.

L’Università della Calabria si trova ancora una volta vittima dell’autoritarismo del magnifico (?) rettore Giovanni La Torre, famosissimo per i suoi rapporti trasversali con la politica, per le sue amicizie personali sia con l’ex governatore di centro-sinistra Loiero che con l’attuale governatore di centro-destra Scopelliti, ma soprattutto per essersi prolungato il mandato, in barba alla legge, con una modifica “ad-personam” dello Statuto, che gli ha permesso ( e continua a permettergli ) di regnare sull’Unical da dodici anni a questa parte.
La Torre non ha mai nascosto la sua visione “aziendalistica” dell’Università; una visione che lo accomuna alla maggior parte dei rettori italiani e che lo trova in sintonia con il progetto criminoso di distruzione dell’Università pubblica portato avanti da questo governo, con i numerosi tagli, l’ampliamento dei poteri del rettore e l’ingresso dei privati nel c.d.a. dell’Università.
Ma La Torre non si “limita” a tutto questo; il suo progetto va oltre, colpendo tutti quelli che sono i centri di aggregazione sociale e di promozione del pensiero critico, all’interno dell’Ateneo.
Il primo ad essere colpito è stato il centro sociale “Filorosso”, nato in un capannone occupato da alcuni studenti ben 15 anni fa. Filorosso da sempre organizza eventi di diffusione della cultura alternativa con rassegne cinematografiche, concerti, dibattiti, cene sociali, sale prove e quant’altro. Il 4 agosto il capannone viene demolito e con esso un pezzo di storia dell’Unical, essendo stato distrutto anche tutto il materiale del Centro Studi Filorosso, ivi presente.
L’8 agosto tocca invece al Laboratorio Sociale Autogestito “Assalto”, di recente formazione. L’”Assalto” occupò, a gennaio scorso, l’aula Zenith2, per portare avanti iniziative come cineforum, dibattiti, presentazioni di libri, seminari autogestiti, musica del vivo ecc. L’aula in questione è stata sgomberata dalle forze dell’ordine, la serratura cambiata e tutti gli oggetti presenti nell’aula sono stati presi e depositati chissà dove, non esistendo alcun verbale di sequestro.
L’ultimo sgombero in ordine di tempo è stato quello dell’aula occupata della facoltà di ingegneria p2 sede del “Collettivo p2 occupata”, anch’esso promotore, da qualche anno a questa parte, di tantissime iniziative culturali e politiche.
La Torre non è nuovo a comportamenti autoritari. Già, qualche mese fa, nel corso delle proteste contro il ddl Gelmini, il rettore fece militarizzare l’aula magna per impedire agli studenti di riunirsi in assemblea ed esercitare così un loro diritto.
La cosa che colpisce di più è il comportamento vigliacco del rettore che agisce contro questi spazi liberi nel mese di agosto, quando gli studenti sono in vacanza e l’ateneo è isolato.
Ma l’indignazione cresce sui social network e la rabbia degli studenti è tanta. D’altra parte l’autunno è vicino e si preannuncia caldo.

Salvatore Schinello ( FGCI - Vibo Valentia)

domenica 14 agosto 2011

Manovra finanziaria del 13 agosto: si distrugge lo Statuto dei Lavoratori


Quello che scriverò non è frutto della mia immaginazione.
E', ahimè,  tutto reale e poco regale.
Tristemente reale.
Dopo la festa della Liberazione, dopo la festa del Primo Maggio, ora è il momento dello Statuto dei Lavoratori.
Ora capisco perchè hanno deciso che il primo maggio non si deve festeggiare.
Perchè non  c'è più un cavolo da festeggiare!

Il DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138, all'articolo 8 sotto la dicitura  MISURE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE, in poche righe svuota e raggira quella che è una delle poche conquiste dei lavoratori ovvero la Legge 300 del 1970, conosciuta come lo Statuto dei Lavoratori.

Vi riporto come prima cosa l'estratto, che ora ci riguarda, del detto articolo:


I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualita' dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita' e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attivita'. 
Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative: a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie; b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta' negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro; d) alla disciplina dell'orario di lavoro; e) alle modalita' di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

Sembra una presa in giro, perchè il titolo che caratterizza questo articolo  è... MISURE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE.
Il giusto titolo dovrebbe essere misure a sostegno del padrone.
La LEGGE 20 maggio 1970, n. 300, norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento, al suo interno già disciplina, in modo compiuto preciso e puntuale quanto ora viene rimesso alla contrattazione aziendale.
Basta pensare per esempio all' ART. 4 - Impianti audiovisivi, ART. 13. - Mansioni del lavoratore, ART. 18. - Reintegrazione nel posto di lavoro.

Invece, con questa norma, già efficace, nell'attesa di essere convertita in Legge, e ovviamente e con grande rammarico, ma non stupore, firmata dal Presidente della Repubblica, si raggirano le tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori rimettendole pienamente all'autonomia delle parti sindacali e negoziali,  ovvero padronali.

Cosa vuol dire ciò?
Che i padroni, che molti continuano a chiamare datori di lavoro, sulla scuola Agnelli/Marchionne, minacceranno i sindacati ed i lavoratori.

O firmate il contratto come da noi richiesto oppure chiudiamo baracca e tutti a casa.
E dovete firmarlo alle nostre condizioni!


Quindi, visto che tale decreto riconosce ampi poteri alle parti, ora si possono normare discipline già previste nello Statuto dei Lavoratori, ma che possono essere derogate.

Siano esse questioni correlate ai controlli nei confronti dei lavoratori, siano esse questioni correlate all'assunzione, siano esse questioni correlate al licenziamento.
Il Governo, in modo solare, ha detto che, beh noi non abbiamo toccato l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Certo.
Avete fatto di peggio.
Avete dato la possibilità al sistema padronale di contrattare la disciplina sui licenziamenti come meglio credono, derogando anche in peius quanto previsto nello Statuto dei Lavoratori.


Il ricatto?
O si accolgono a braccia aperte le volontà padronali...oppure tutti a casa!
Bravi.
Alla fine ci siete riusciti.
Avete distrutto lo Statuto dei Lavoratori.


Per la difesa dello Statuto dei Lavoratori, protestiamo, tutti uniti, tutti insieme, contro questi oppressori dei diritti dei lavoratori.



Marco Barone

La Lega Nord salva le sue province, saltano il 25 aprile ed il 1 maggio...


C'era una volta la festa dei lavoratori, ma c'èra una volta anche la festa della liberazione, già perchè mentre molti italiani eran presi da problemi seri molto seri, quanti gelati mangiare, quanti bagni fare...il Governo Italiano, manovrato dalla Banca europea, tramite una crisi costruita ad hoc decide di cogliere l'attimo per annientare festività storiche per i lavoratori e per l'antifascismo.
Piano di rinascita democratica?
Chissà...
Sono salve le feste dello Stato Vaticano.
Quelle non si possono toccare.
Non sia mai.

Ma  dovrebbero saltare anche ben 37 province...
Ascolti la lista delle probabili sacrificabili lette dai giornalisti...
Ascoli Piceno, Asti, Belluno, Benevento, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Crotone, Enna, Fermo, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lodi, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio, Oristano, Piacenza, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Terni, Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia.  

Salva Bergamo e la maggior parte delle province ove la Lega Nord  comanda.
Se in precedenza le province, enti inutili dal grande magna magna, non caddero, ciò  si realizzò solo perchè si rischiava di compromettere il podere di luoghi storici e politici importanti per i leghisti.
Ora però hanno trovato il modo di salvare le loro province.
Guardano il numero di abitanti, l'estensione territoriale...ed il gioco è fatto.
E possono anche spenderla pubblicamente come messaggio propagandistico.
Avete visto che siamo stati bravi? Abbiamo abolito le province inutili...
Domanda allora perchè sotto il vostro Governo son nate province che ora abrogate?
Potevate pensarci prima no?
Siete solo ridicoli.
E forse anche noi che continuiamo a subire e ad assistere a queste prese per il culo senza batter ciglio...

Ma presto il vento cambierà...
Cambierà...
O tutte o nessuna.
Questa discriminazione in tal follia non ha senso.

Il paese Italia è la Repubblica del grande magna magna che tanto poi ti passa...
Peccato che chi pagherà gli effetti della crisi del capitale sono come sempre le stesse persone.
I lavoratori.
A rischio le tredicesime, dicono che si potrà licenziare con maggior facilità, come se ora lo facessero con grande difficoltà e tante altre situazioni similari.


Questa crisi è creata ad hoc per indurre gli Stati a licenziare norme che uccidono diritti importanti per i lavoratori.
E' una crisi guidata dalle banche e dagli industriali.
Infatti, ora dicono che le borse vanno benissimo, quando fino a due giorni addietro sembrava che dovessero sprofondare in qualche pozzo senza fondo.
Hanno avuto la scusa per creare la manovra finanziaria più pesante da quando esiste la Repubblica Italiana.
Tutti recitano, frasi di rito, siamo addolorati, ci dispiace, lo chiede l'Europa, non volevamo.
Bugiardi.
Falsi.
Ipocriti.
Siete solo marionette del sistema e nel sistema.
Questa crisi è finta.
Sono reali gli effetti scaricati sul ceto medio, povero italiano.
Quando avranno difficoltà nell'approvare qualche norma, correlata a tal manovra, le borse andranno in crisi.
Ed allora ecco l'appello all'unità.
Quando dovranno massacrare ancora altri diritti, uscirà fuori nuovamente la menata della crisi della borsa.
Attaccano ancora lo Statuto dei lavoratori, che affondano pezzo dopo pezzo con tal manovra, riconoscendo rilevanza assoluta all'autonomia contrattuale,  ma sarà destinato a cadere presto, definitivamente, perchè  svuotato dei suoi contenuti, verrà considerato come una norma inutile.
Statuto abrogato.
Le borse andranno benissimo.
E' tutto un meschino gioco.
In Grecia, quando discutevano di manovre similari, innanzi ai Palazzi, vi erano enorme masse popolari.

Qui, quattro giornalisti che non hanno neanche le palle di fare domande serie, e la gente tutta al mare...
Anzi, il problema, per una parte della stampa italiana,  non è costituito dai sacrifici che deve affrontare il popolo...eh no...il problema, ma uno molto serio, è dato dalla  cravatta indossata dal ministro Giulio Tremonti.
Ridere?
Piangere?

Io non piango.
Io non rido.
Io m'incazzo.
Sarà poi inutile scendere in piazza e protestare quando la manovra sarà legge.
Da domani comunque sarà in vigore il decreto...macelleria sociale.
Sono tutti complici.
Opposizione e maggioranza, sindacati e banchieri.
Tutti al mare, tutti al mare, tutti al mare...e per favore non piangiamo poi...risparmiamoci almeno questa ipocrisia, mio non più caro non popolo italiano.
Ed il trio, Tremonti, Berlusconi, Bossi è sempre lì.

Mentre parlano di tal manovra, quando dovrebbe essere su tutti i canali televisivi, oggi 13 agosto 2011, in viva e mortale diretta, la vedi trasmessa solo su canale 5, canale berlusconiano,che la interrompe anche con spot pubblicitari.
I canali rai nada di nada.
Evviva il servizio pubblico.
Beh viviamo nella società del grande spettacolo.
Spettacolo.

E l'opposizione finge di opporsi.
Ed i sindacati tendono a sindacare la loro storia.
E le banche sorridono.
E gli imprenditori capitalisti sorridono.
I furbi evadono in Svizzera.
I lavoratori non hanno capito la politica di questa era.

Era dalla grande finzione e reale persecuzione e repressione.
Sacrifici per tutti.
Questi tutti siamo sempre noi.
Poveri addormentati italiani.
Parlano di premi e sanzioni.
Premi per il capitale.
Sanzioni per ceto non apicale.

Devono speculare su ciò che ancora è speculabile.
Su quelle cose che ancora possono dar da mangiare.
Ecco le privatizzazioni selvagge bis...scuola Draghi, che guarda caso e senza caso, è finito per mero destino capitale nel luogo più importante del controllo economico europeo.
Arriverà presto la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio.
Nel nome del quale ogni cosa sarà possibile.
Quando avranno finito di saziarsi, o meglio quando non ci sarà più nulla da mangiare, perchè ancora esistono beni pubblici da comprare, enti da controllare,  nel 2013 circa, verrà dichiarato il fallimento dell'Italia.
Quello sarà il momento X.
L'azzeramento totale di tutti i diritti dei lavoratori.
Non dobbiamo chiedere.
Dobbiamo solo pretendere.
Pretendere la rivendicazione della nostra dignità di essere umani che non si piegano al volere del potere economico e capitale.


Marco Barone

mercoledì 3 agosto 2011

Dubbi sul bando vigili urbani a tempo determinato

Forse è vero che noi comunisti siamo quelli che non credono nella buona fede dei nostri cari amministratori Vibonesi, loro però non ci aiutano ad avere fiducia! L’ultima “marachella” di questa amministrazione che non ascolta nessuno e che prende le decisioni in barba ai cittadini, al parere dell’opposizione e probabilmente anche ai loro sostenitori (rimasti ormai veramente in pochi) è quella delle assunzioni di 4 vigili urbani a tempo determinato. Noi ci eravamo già pronunciati sulla cosa, sollevando dubbi sulla modalità di assunzione (colloquio orale) e sul bando di assunzione stesso. A nostro modo di vedere troppo rapido, solo 7 giorni di tempo per presentare domanda di assunzione. Per questo bando osceno non ci dimentichiamo di ringraziare anche la dirigente Adriana Teti, ma lei di assunzioni ad-personam ne sa qualcosa per cui non ci meravigliamo che riesca a partorire questi abomini!
Ma ormai tutto è fatto, il bando è chiuso e i vigili sono stati scelti. Sembra la scena di una vecchia pubblicità di fine anni 80 che mostrava un dottore che faceva una iniezione ad un bambino tutto preoccupato, ed alla fine diceva “già fatto”. In quel caso voleva dire che l’iniezione era indolore, in questo caso invece noi pensiamo che sia tutt’altro che indolore, anzi solo una cosa fatta di fretta e che non sarà utile alla comunità. Ma solo a quei 4 “eletti”.
Quali sono stati i criteri di scelta per i 4 fortunati vincitori di quello che sembra più un concorso a premi televisivo che un concorso per meriti? Vorremmo proprio vederla questa graduatoria e come sono stati assegnati i punteggi. La cosa più grave e preoccupante è che questa durerà 3 anni! Con quale criterio verrà usata questa graduatoria così detta “a scorrimento”? Probabilmente dato che sarebbe stato palesemente scorretto inserire amici e simpatizzanti tra i primi 4 quindi saranno qualche posto più in giù, magari con la speranza che quando venga l’ora della “chiamata” il periodo di assunzione sia più lungo e redditizio!
Che sia chiaro, noi non ce l’abbiamo con questi 4 ragazzi che hanno ottenuto il lavoro, anzi, noi siamo in pena per loro perché sono altre 4 vittime del precariato. Questi 4 ragazzi sicuramente verranno illusi con la prospettiva un giorno di essere assunti a tempo indeterminato, mentre invece saranno solo sfruttati dalla politica.
Solamente 35 sono stati quelli che hanno fatto domanda di ammissione al colloquio, davvero si può pensare che un così basso numero sia stato determinato dal fatto che la gente (disoccupata) non ha voluto rinunciare ad una giornata di mare? Alcuni giovani disoccupati non hanno nemmeno la macchina per poterci andare al mare! Sono stati solo in 35 perché non hanno fatto in tempo a sapere del bando, e chi lo ha realizzato probabilmente lo ha fatto di proposito!
Qualcuno dell’opposizione aveva chiesto il rinvio dei colloqui e la riapertura del bando, per noi questo era comunque insufficiente. Una “farsa” (quello che è questo bando di assunzione) rimane tale anche se rinviata. Non si può pensare di assumere forze di ordine pubblico con un bando del genere! In qualsiasi organo di polizia è obbligatoria una preparazione ed è così anche a Vibo Valentia, ma questi 4 potranno rimanere solamente in ufficio a meno che al posto della pistola non gli sarà data una pistola ad acqua, e al posto della penna stilografica per le multe, gli sarà data quella cancellabile! Non saremo dei grandi conoscitori del diritto ma questi 4 vigili non potranno emettere nemmeno una multa.
Signor Sindaco, invece di continuare a fare figure barbine su ogni fronte, perché non decide di dimettersi e passare il resto dell’estate al mare? Magari con quei giovani disoccupati che per non rinunciarci (al mare) hanno “preferito” rinunciare a concorrere per un lavoro di un mese e mezzo! Perché invece che alla politica, non vi dedicate ad un bel torneo di calcio estivo? La sua giusta è composta giusto da 11 assessori, come una squadra di calcio, e senza nessuna donna! Lei potrebbe fare l’allenatore e magari riuscireste a raggiungere qualche risultato in più rispetto a quelli raggiunti fino ad oggi (nessuno) al comune di Vibo Valentia!

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia
Partito della Rifondazione Comunista - Vibo Valentia
Federazione della Sinistra - Vibo Valentia

domenica 31 luglio 2011

Cercasi Vigile Urbano con Urgenza!

Chi è che potrebbe risolvere tutti i problemi del territorio comunale di Vibo Valentia? Spazzatura che invade le strade, acqua dalla dubbia potabilità, spiagge sporchissime dissesti vari che non aspettano altro che le prime piogge per combinare disastri, ecc. È naturale, per far fronte a tutto ciò servono quattro vigili urbani a tempo determinato con urgenza! Allora si che il comune potrà respirare!
Molti sicuramente non ne sanno niente ma lunedì prossimo, 1 agosto alle ore 9.00 nella sala giunta del palazzo municipale, verranno fatti i colloqui per assumere 4 vigili urbani per un breve periodo di tempo (dal 1 agosto al 15 settembre). Questa soluzione potrebbe anche ovviare al problema della disoccupazione di quattro giovani capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare, ma c’è tempo per fare un concorso e fare le cose per bene? NO. Ma di questo la nostra cara amministrazione non si preoccupa! Evidentemente sono solo piccoli dettagli!
Dal 18 al 25 luglio, questo il tempo (brevissimo!) per consegnare le domande per l’ammissione al colloquio. Saremo pure i soliti disfattisti, faziosi e polemici, ma a noi sembra veramente poco! Siamo sicuri che i giovani disoccupati di cui sopra (capaci, preparati, intelligenti e con voglia di lavorare) abbiano avuto il tempo di venire a conoscenza di questa possibilità di lavoro? Seppure per poco tempo questa graduatoria durerà tre anni, e sapendo come vanno a finire queste cose, in futuro per questi quattro fortunati ci potrebbe essere la speranza di un’assunzione o comunque di qualche altra chiamata.
Allora ci chiediamo, perché il tempo per la consegna delle domande di partecipazione è stato così breve? Noi non vogliamo essere maliziosi, ma viene da pensare che questo è l’ennesimo bluff di un’amministrazione che spesso fa assunzioni che lasciano qualche sospetto!
Non si capisce bene nemmeno come si svolgeranno le selezioni, non è un concorso con test scritti, ma un semplice “colloquio”. Due chiacchere in amicizia insomma! Chissà se vale anche il punteggio “simpatia”? Nei requisiti non è specificato, ma pensiamo che “qualcuno” ne terrà conto! D’altronde un vigile urbano che è “simpatico, socievole, amichevole” e che è conosciuto ai più si sa, lavora meglio!
A questo punto quindi ci aspettiamo una degna commissione che sappia valutare in così poco tempo le vere capacità e doti dei candidati. Ma da chi potrà mai essere composta? Chi saranno i membri della commissione? Chi avrà questo “onore” di selezionare questi candidati? Sicuramente per un bando d’urgenza ci sarà anche una commissione esaminatrice “d’urgenza”! Ancora non riusciamo a capire perché mai, mentre negli altri comuni per bandi del genere lasciano almeno un mese di tempo per la presentazione delle domande, nel nostro comune di Vibo Valentia è bastata una settimana, misteri della nostra gestione amministrativa alla “carlona”.
Noi non siamo totalmente disinformati, sappiamo bene che l’organico dei vigili urbani a Vibo Valentia è enormemente carente in termini di numero, ma non capiamo perché allora fare un bando lampo per assumere per pochi giorni qualche vigile. Cos’è l’emergenza che li richiede in questo periodo? Sarà il forte numero di turisti che preoccupa la nostra amministrazione? Beh allora li vogliamo avvisare che grazie alla loro opera di “distruzione” in ogni sua parte del territorio comunale i pochi turisti arrivati ci hanno riempito di insulti (per le condizioni in cui hanno trovato le località turistiche e balneari) sono andati via e difficilmente torneranno negli anni avvenire!
Perché invece non elaborare un bando di concorso serio, o magari iniziare ad avviare i molti ausiliari del traffico assunti alla professione di vigile magari con la prospettiva un giorno di assumerli. Questa gente dovrà continuare a vendere “grattini” per il resto della loro vita? Lo sapete che con il contratto da precari non prenderanno un euro di pensione? Perché continuare a fargli passare altra gente davanti, senza preoccuparsi minimamente di stabilizzare questa gente? Forse li ritenete incapaci? Pensate sappiano solo dare fiato al fischietto e vendere tagliandini?
Ma i nostri dubbi ed il nostro pessimismo ci fanno fare cattivi pensieri, probabilmente facendo un bando di concorso ben formulato, con regole giuste e che veramente mettano in primo piano le capacità dei candidati oppure cercando di stabilizzare gli ausiliari del traffico venga meno quella libertà di decidere chi deve prendere lavoro come vigile urbano al comune di Vibo Valentia. Che di questi tempi, con questa crisi, è un lavoro che fa gola a molti!
Partito dei comunisti italiani Vibo Valentia
Federazione della Sinistra Vibo Valentia