sabato 27 febbraio 2010

lunedì 15 febbraio 2010

comunicato di rettifica e opportuni chiarimenti

L’incontro tra le forze delle Sinistra del 13 c.m. è servito a chiarire la volontà politica di tutti i partiti e movimenti che le compongono a determinarsi su una soluzione comune capace di interpretare la volontà a mettere in campo la soluzione più confacente per la ns. Città nella imminenza della competizione elettorale di fine Marzo.

Ancora una volta non si è riusciti ad evitare strumentalizzazioni sulle posizioni finali assunte dai Partiti della Sinistra, che da mesi stanno lavorando con senso di responsabilità per un programma di cambiamento della gestione della cosa pubblica. Ed e per questo che i rappresentanti dei Partiti Nicola Iozzo per il Partito dei Comunisti Italiani, Guido Arcuri per il Partito Socialista, Domenico Servello per I.D.V., hanno ritenuto opportuno fornire i seguenti chiarimenti:

1) E’ vero che i partiti della Sinistra, non vedendo chiaro su quello che stava succedendo all’interno del PD, hanno messo in conto la possibilità di correre da soli.

2) Non è assolutamente vero che siano stati fatti i nomi di eventuali candidati a Sindaco e quindi il nome di Silvio Greco.

3) I Partiti della Sinistra hanno rinviato l’incontro con il PD, di qualche giorno, in attesa di elaborare la propria proposta politica che sarà definita e conclusa Lunedì 15 c.m.


Nicola Iozzo - Partito dei Comunisti Italiani

Guido Arcuri – Partito Socialista Italiano

Domenico Servello – Italia dei Valori

venerdì 12 febbraio 2010

comunicato stampa elezioni comunali

Le forze della sinistra,che sottoscrivono, nel prendere atto dell'ancora esistente difficoltà e dello stato di confusione che permangono nel Pd, con la finalità di evitare qualsivoglia strumentalizzazione della proprio posizione politica intendono precisare quanto segue:

1 si ribadisce la necessità di scelte che siano espressione di discontinuità, cambiamento, rinnovamento.

2 in ragione di una identità politica, cui non si intende rinunciare, la sinistra ha deciso di intraprendere autonomamente, tutte le procedure necessarie alla indicazione di un proprio candidato a sindaco.

Pdci,

Prc,

Partito Socialista,

Slega Vibo,

Verdi,

Idv,

Sel.

venerdì 5 febbraio 2010

Alla provincia di Vibo si aumentano le poltrone

La provincia di Vibo Valentia non finisce mai di stupirci.

Ultimi in tutte le classifiche da anni ma ecco la nuova invenzione che risolleverà le sorti di piccola parte d’Italia: I circondari

Il tutto è passato in sordina come si fa di solito quando bisogna tenere nascoste alcune verità ma a scoperchiare la pentola a livello nazionale ci ha pensato il Corriere della Sera che ha riportato la notizia della creazione in questa piccola provincia di 5 circondari per stare più vicini ai cittadini e per attuare il decentramento dei servizi e degli uffici.

Ci stavamo dimenticando anche che c’era un’amministrazione provinciale a Vibo Valentia, meno male che ogni tanto ci fanno sentire la loro presenza con qualche trovata spettacolare.

I circondari erano degli enti intermedi tra provincie e comuni “inventati” nel Regno di Sardegna nel 1859, aboliti nel 1927 e resuscitati nel 2000. Ci meravigliamo solamente del fatto che a Vibo si siano aspettati 10 anni per costituirli.

È bravi i nostri amministratori che cercano sempre di sorprenderci con esperienze nuove atte a risollevare il nostro territorio da decenni di malapolitica e cattiva gestione del territorio e magari cercheranno di “sistemare” con i soliti vecchi metodi qualcun altro in nuovi uffici decentrati? E nel frattempo dalla nostra provincia si continua ad emigrare per andare alla ricerca di un futuro lavorativo difficile da trovare in questo territorio per chi ha un minimo di dignità e per chi ha il coraggio di non cedere ai ricatti e allo sfruttamento oppure per chi non ha proprio voglia di chiedere il “favore” al politico di turno.

Un territorio dove in troppi guardano ai propri interessi personali e dove non si investe per il futuro, prova è quest’ultima trovata di un ente, a nostro parere inutile, che fa i conti con la bramosia della spartizione di potere. Qualcuno ultimamente ha detto: “con tutti purchè si vinca”; esempio stratosferico di come ci si impegna per il bene della popolazione.

Invece di procedere verso l’unificazione dei piccoli comuni si va addirittura alla divisione della provincia in altre sottoprovincie con tutte le sue relative nuove strutture.

La loro giustificazione sarà di dire che sarà tutto gratis magari evitando di proferire che i comuni potranno decidere in piena autonomia di concedere, e concedersi, indennità di missione, rimborso spese sostenute e spese di viaggio. Di questi organismi “circondari” naturalmente faranno parte anche sindaci e amministratori degli stessi comuni e chi ci dice che a “loro spese”, non a spese nostre, non si concederanno qualche piccolo rimborsino? Ovviamente siamo noi che pensiamo sempre male e in maniera pessimistica.

Vi preghiamo solamente di fare qualcosa di utile per la popolazione vibonese, magari anche andare a casa ma in questo caso verremmo naturalmente delusi.

sabato 23 gennaio 2010

Comunisti Uniti si riparte! Aderisci e diffondi!

Per aderire all’Appello scrivere a: adesioni@comunistiuniti.it

LETTERA APERTA
"Comuniste e comunisti cominciamo da noi 2.0"
www.comunistiuniti.it

Ci rivolgiamo a tutte le compagne ed i compagni comunisti ovunque collocati: nel PRC e nel PdCI; a tutto l’arcipelago comunista e anticapitalista; alla vasta diaspora dei “senza tessera” che ieri come oggi resistono all’attacco dei padroni sui posti di lavoro, sui tetti, nelle piazze, nelle occupazioni per il diritto al lavoro; nelle scuole e nelle università per l’accesso al sapere; nei territori dove si pratica il conflitto sociale per la difesa dell’ambiente. Attorno a questo patrimonio potenziale riteniamo necessaria e non più rimandabile una ricucitura unitaria di tutte le esperienze oggi in campo.

L’appello “Comuniste e comunisti cominciamo da noi”, che aveva dato vita all’esperienza di Comunisti Uniti, era stato pubblicato sui principali quotidiani nazionali il 17 aprile 2008, all’indomani della sconfitta elettorale dell’Arcobaleno, che per la prima volta aveva cancellato la presenza dei comunisti nel parlamento italiano. Per tutti noi non si trattava di una semplice flessione di consenso delle forze comuniste ma di una profonda lacerazione con quel piccolo blocco sociale che si era faticosamente coagulato in quasi 20 anni. Di tutto questo l’appello prendeva consapevolezza, cercando di riaprire una stagione di ricomposizione organizzativa dei comunisti e di riconquista del loro ruolo autonomo nel conflitto di classe, indicando la strada verso un Partito degno di questo nome. Non a caso raccolse in poco tempo migliaia di firme e fece discutere nel variegato popolo della sinistra, fin dentro i congressi dei due partiti e anche oltre.

Decisivo era stato il bilancio dell’esperienza fallimentare del governo di centrosinistra, che aveva tradito tutte le aspettative popolari. Così come era stata evidente l’incapacità e impossibilità della galassia delle altre organizzazioni comuniste di costruire una strada alternativa credibile e riconoscibile a livello di massa. Sin d’allora ci siamo resi conto che assistevamo all’irrazionale frantumazione delle forze comuniste, divise in due fragili partiti e in una vasta costellazione di organizzazioni e gruppi. Il tentativo di mettere in campo una lista comunista unitaria e alternativa al bipolarismo e al PD alle elezioni europee è stato però deludente: si è cercato semplicemente di conservare una presenza istituzionale, costruendo una lista con basi politiche troppo contraddittorie e con troppi elementi di continuità con il bertinottismo. Tutto ciò ha impedito di invertire quella deriva ideologica e materiale – pensiamo al venir meno della democrazia interna, alla questione morale e ai processi di cooptazione sistematica dei gruppi dirigenti, alla separatezza istituzionale – che è una parte rilevante del problema che abbiamo davanti.

Di fronte all’acuirsi della grave crisi economica in atto, la vecchia e nuova classe lavoratrice ha chiesto risposte concrete che non sono mai arrivate ed è perciò precipitata in un grave senso di smarrimento, rifugiandosi nell’astensione, nell’antipolitica o disperdendo il proprio voto. Perché è avvenuto tutto questo? Riteniamo che la rappresentanza coerente delle classi subalterne e del loro punto di vista nel conflitto politico-sociale sia oggi in contraddizione con l’assunzione di responsabilità di governo da parte dei comunisti o con alleanze strutturalmente subordinate alle forze moderate. Per resistere, riconquistare credibilità e accrescere le nostre forze, perciò, è necessario uscire dalla logica del “meno peggio” e fornire un’alternativa politica praticabile.

Al di là delle dichiarazioni di intenti iniziali, la Federazione della Sinistra non sembra poter rispondere a queste esigenze. La poiché elude la questione dell’unità dei comunisti e si presenta come un soggetto politico moderato genericamente “di sinistra”, che ricorda nel suo statuto l’Arcobaleno e “apre” non per caso a Sinistra e Libertà, come se i congressi del 2008 non ci fossero stati. Ancora una volta, la Federazione pensa se stessa come la gamba sinistra delle alleanze del PD, in un quadro che si è nel frattempo spostato ancora più a destra e con l’Udc a svolgere il ruolo dell’ex-Margherita.

Ci rivolgiamo anche oggi a tutte le comuniste e i comunisti ovunque collocati e agli attivisti dei movimenti di lotta perché riteniamo che le ragioni di quelle compagne e di quei compagni che si sono spesi con energia nel progetto Comunisti Uniti siano ancora attuali. Per evitare la ripetizione degli errori del passato è necessario però reagire in fretta e sollecitare autonomamente un processo di ricostruzione. Di fronte all’attacco reazionario che stiamo vivendo in questa crisi del capitalismo abbiamo bisogno di rilanciare al più presto il ruolo dei comunisti come cuore dell’opposizione di classe alle ristrutturazioni padronali e alle politiche antipopolari e antidemocratiche del governo di centrodestra oggi e di qualsiasi governo le sostenga domani.

Non cerchiamo scorciatoie organizzativistiche e rifiutiamo la contrapposizione “tutti fuori” o “tutti dentro” il PRC e il PdCI.

Crediamo però che sia urgente costruire un cambiamento di rotta, a partire dall’apertura di sedi di dibattito e di iniziativa e dai loro meccanismi di funzionamento. Non chiediamo perciò a nessuno di uscire da questi partiti o da altre organizzazioni, coordinamenti o federazioni ma ci rivolgiamo a tutti i comunisti e alle comuniste per costruire insieme un collegamento dal basso sui territori, prendendo consapevolezza che quanto oggi esiste non è sufficiente per rilanciare il nostro ruolo e per ricostruire un’organizzazione unitaria ed efficace. Servono intenti comuni e piattaforme condivise da cui ripartire e su cui organizzarci: di fronte alla crisi, abbiamo bisogno di costruire una strada per un’alternativa di sistema e non di mero “governo” delle cose presenti. Per questo compito immane non serve allora un ennesimo partitino ma è necessario andare tutti insieme verso la ricostruzione di un solo Partito, che sia Comunista, radicato nella società ed efficace nella lotta politica.

Coscienti delle difficoltà di questa fase ci rivolgiamo in primo luogo ai quadri e ai militanti più consapevoli. Questi, forti della propria esperienza, possono iniziare a costruire nei propri territori un lavoro che raccolga sin d’ora in un progetto locale le energie disperse dell’arcipelago comunista dentro e fuori PRC e PdCI. Dei coordinamenti e gruppi di lavoro che, organizzandosi e articolandosi sul piano nazionale, potranno rappresentare un bacino di partenza che sostenga il progetto strategico dell’unità dei comunisti. Dobbiamo favorire insieme le condizioni di una resistenza di massa alla crisi che i padroni vogliono far pagare ai lavoratori salariati e alle fasce popolari.

Dobbiamo essere presenti nelle contraddizioni di un meccanismo sociale e politico che è diventato strutturalmente incapace di redistribuire lavoro e reddito. Un meccanismo che espelle forza-lavoro e deteriora ulteriormente le già gravi condizioni di sfruttamento di quella occupata. Che produce costantemente nuove sacche di esclusione e discriminazione all’interno degli Stati nazionali (la questione del lavoro precario, quella del lavoro immigrato e di una guerra tra poveri che rischia di diventare guerra razziale, la nuova questione meridionale come questione nazionale, il secessionismo…) così come tra gli Stati e tra le grandi aree geopolitiche del globo. Che aumenta le politiche guerrafondaie e le spese militari. La rappresentazione dei bisogni sociali e culturali delle classi sfruttate, senza alcuna distinzione di sesso e di nazionalità, dovrà essere al centro di una strategia e di un programma minimo condiviso basato su una piattaforma anticapitalista (per la difesa del salario e dei posti di lavoro, contro la precarietà e per la democrazia sindacale) e antimperialista (contro le basi militari e le guerre imperialiste, per il ritiro delle truppe, a fianco della resistenza dei popoli oppressi e dei Paesi che resistono all’egemonismo americano). Un rinnovato progetto rivoluzionario per mettere insieme le nostre forze ed affrontare insieme un nuovo ciclo di resistenza, che ridia voce e motivazioni a chi è oppresso dalle difficoltà economiche e dal capitalismo.

Per costruire una concreta opposizione politica alla crisi del capitalismo, riteniamo, serve una linea fortemente alternativa a quella sino a questo momento praticata: una linea che rompa la subalternità strutturale nei confronti della sinistra moderata e che si liberi di quel politicismo che si è dimostrato incapace sia di rappresentare l’esigenza di liberazione dallo sfruttamento, sia di ottenere risultati concreti.

Con questa nostra lettera intendiamo perciò rilanciare il progetto dei Comunisti Uniti per dotarci di uno strumento efficace nella lotta di classe e per il superamento della frammentazione. Costruiremo i Comunisti Uniti come un luogo di dibattito e di iniziativa politica condivisa, una Casa Comune che abbia una sua autonomia di analisi e di proposta e sia capace di parlare a tutti i comunisti e alle comuniste indipendentemente dalla loro collocazione. Come un movimento trasversale, i Comunisti Uniti comprenderanno allo stesso titolo compagni del PRC, del PdCI, delle altre organizzazioni e quelli privi di appartenenza, sforzandosi di unire tutti quei compagni che, anche da prospettive diverse, si riconoscano in alcune semplici priorità:


1) la necessità di attivare un percorso di ricostruzione che unisca le forze dei comunisti in Italia;

2) la consapevolezza che l’unità comunista è indispensabile ma non è nulla se non si coniuga con una rigorosa autonomia culturale e politica, autonomia che in questa fase significa priorità del conflitto politico-sociale, della sua coerente organizzazione e rappresentanza per l’opposizione allo stato di cose presente;

3) la volontà di non circoscrivere questo processo ai soli partiti organizzati ma di innescare una partecipazione più ampia che riconosca a tutti i singoli compagni pari dignità.

Gli spazi politici istituzionali in senso stretto sembrano oggi schiacciati dal sistema bipolare/bipartitico, sostenuto tanto dal PDL che dal PD, e non possono essere riconquistati con escamotage organizzativistici o elettoralistici. Occorre ricostruire anzitutto una credibilità e un ruolo dei comunisti là dove ci sono ancora ampi spazi di azione politica, sia sul piano sociale e politico-sindacale (ricostruzione di una forza sindacale di classe e non concertativa, ricucitura delle molteplici esperienze di lotta oggi in campo sui territori, precariato e migranti, etc.) che su quello culturale (dove si tratta di coniugare l’eredità critica dell’esperienza del comunismo internazionale del Novecento con una comprensione delle trasformazioni della società e un aggiornamento degli strumenti concettuali del marxismo). Vogliamo incontrarci con chiunque condivida i punti chiave della nostra impostazione e li voglia praticare in maniera critica e autonoma, dentro i partiti e fuori di essi, nelle rappresentanze sindacali, nei luoghi di studio e di lavoro, in quelle associazioni politico-culturali delle quali riconosciamo un ruolo nella ricostruzione di una teoria all’altezza dei tempi e delle quali rispetteremo l’indipendenza.

A prescindere da dove siamo collocati, occorre mettere al centro del nostro dibattito e di una nostra azione coerente la questione del partito, quella delle alleanze e quella della linea sindacale.

COMUNISTE E COMUNISTI UNIAMOCI!

www.comunistiuniti.it

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Primi firmatari:

Ciro ARGENTINO ex-operaio ThyssenKrupp e segr.ria prov. PdCI Torino; Gualtiero ALUNNI CPN-Resp. Naz. Trasporti PRC; Andrea FIORETTI assemblea lavoratori autoconvocati Roma; Stefano AZZARA’ docente filosofia Università Urbino; Mao CALLIANO direz. naz. e segr. prov.le PdCI Torino; Alessandro PERRONE cassintegrato Fiom Eaton Monfalcone; Daniela CORTESE Segretaria Circolo Tlc e informatica PRC Roma; Margherita HACK astronoma; Sergio RICALDONE partigiano consiglio mondiale per la pace; Antonio BERTUCCELLI Segretario Prov. PdCI Messina; Antonello TIDDIA RSU Carbosulcis; Pio DE ANGELIS Presidente CPR PRC Friuli-VG; Renato CAPUTO docente storia e filosofia Roma; Marco DE LEO CPR PRC Lazio; Sergio MANES editore La Città del Sole; Roberto CALLIANO Comit. Centr. e resp. Organizz. PdCI Torino; Mariano MASSARO delegato reg.le OrSA Sicilia; Mario MADDALONI RSU Napoletana Gas; Alberto PANTALONI Com.to comunista “T. Noce” Torino; Rolando GIAI-LEVRA Direttore “Gramsci oggi” Marco VERUGGIO direz. naz. PRC portav.. Controcorrente; Federico MARTINO docente Diritto Università Messina; Germano MERLIN comit. fed.le PdCI Milano; Francesco FUMAROLA Flmu-Cub Atesia Roma; Vittorio GIOIELLO Centro ricerca Fenomenologia e società; Maria Vittoria MOLINARI Segretaria Circ. Vill. Breda PRC Roma; Riccardo DE ANGELIS RSU Telecomitalia Roma; Giovanna BASTONE Comunisti-Sinistra Popolare Rho; Marcello LUCA Segretario Circ. Ferrovieri PRC Roma; Federico GIUSTI RSU Comune di Pisa; Seby MIDOLO Segretario Circ. PRC Siracusa; Salvatore INGHES Flmu-Cub Skf Airasca Torino; Tiziano TUSSI Comitato nazionale ANPI; Adele Monica PATRIARCHI docente storia e filosofia Roma; Massimo MURGO RSU Marcegaglia Sesto S. G.; Fabio FROSINI docente storia della filosofia Università Urbino; Nicola IOZZO coord.re PdCI Vibo Valentia; Maurizio BUDA RSU Iveco Torino; Walter CECCOTTI Giovani Comunisti Roma; Cristina CARPINELLI Centro studi problemi transizione socialista; Orestis FLOROS medico CIE; Alberto BASSO ex Com. Centrale PdCI; Luigi CASALI Coord.re Reg.le RdB-Cub Piemonte; Antonio PISA Segretario Circ. PRC S.Cesareo; Luigi DOLCE RSU Itca Torino; Saro TRAINA Segretario PdCI Limbiate-Varedo–Vicesegretario ANPI Brianza; Katia SILVESTRINI Segretaria PRC Fabriano; Marino SEVERINI musicista dei “Gang” Manola MAURINO RSU ASL1 Torino; Ivano PAVANI Segretario Circ. Tlc PRC Firenze; Filippo SUTERA NOPONTE Messina; Fawzi ISMAIL ass.ne amicizia Sardegna-Palestina; Fabio LIBRETTI RSU gruppo Form direttivo FIOM Milano; Danilo RUGGIERI Coll. Comunista Romano; Roberto TESTERA operaio Comau Torino; Enrico LEVONI Coll. Comunista Modenese; Cataldo BALLISTRERI RSU Fiat Powertrain Mirafiori; Emiliano CELLI segreteria PdCI Roma; Wasim DHAMASH docente lingua e letteratura araba Università Cagliari; Angela ZANATTA RSU Agile/Eutelia – Componente Dir.vo Fiom Roma Sud; Mirko SOLERO ex-PRC L’Ernesto Torino; Marco FORONI Segretario Sez. ANPI “don P. Pappagallo” Roma; Luigi TRANQUILLINO CPR PRC Lombardia; Luigi CEFARO RSU Slc-Cgil Telecomitalia Sparkle; Domenico CALDERONI RSU Fialtel Telecomitalia; Patrizia GRANCHELLI Segr. Circ. PRC Lavoratori Poste Milano; Roberto TESTERO Coll. Comunista Romano; Salvatore MONELLO RSU Fiom Fincantieri Monfalcone; Mara ARMELLIN Segreteria PRC Treviso; Luca CLIMATI RSU RdB Pubblico Impiego; Maria Elena TOMASSINI circ. ANPI “G. Sangalli” Roma; Raffaele TRISCHITTA RSU Snater Telecomitalia Sparkle; Maurizio D’AGO ex segr. org. PdCI Napoli; Stefania IACCARINO RSU Almaviva Contact Roma; Andrea MUSACCI Consiglio Studenti Università di Ferrara; Bartolo SENATORE ex presid. CR PdCI Campania; Eugenio TREBBI RSU Filcams HP; Vincenzo SANGIOVANNI ex segretario prov.le PdCI Napoli; Pietro SCORDO Coord.to Prov.le SdL Trasporti Roma; Gianfranco SUPPO RSA RdB Karmak Villar Perosa; Manuela AUSILIO Coll. Resistenza Universitaria; Roberto TESTA RLS Trenitalia; Maurizio TIMITILLI RSU Flaica-Cub Widex Italia; Claudio SIMBOLOTTI Coll. Comunista Romano; Marco PUGGIONI delegato Fiat Mirafiori; Ettore PASETTO RSU Fiom-Cgil Roma; Vincenzo GAGLIANO ex segretario reg.le PdCI Campania; Riccardo FILESI Coord.to Cassaintegrati Alitalia; Francesco CORI Coord.to Precari della Scuola; Artan SALA operaio indotto Fincantieri Monfalcone; Angelo CAPUTO Giovani Comunisti Roma; Roberto VILLANI Cobas Scuola Roma; Francesco CAPUTO Coord.to Precari della Scuola; Ivan PAGORIG operaio SBE Monfalcone; Marilena DI LEVA ex Presid. CF PdCI Napoli; Paolo AGRESTINI edile Cerveteri; Riccardo DI PALMA assemblea lavoratori autoconvocati Borgomanero; Marco ELIA Coll. Resistenza Universitaria; Vincenzo GRAZIANO Flmu-Cub Torino Com.to comunista “T. Noce” Alessio BULLIAN operaio indotto Fincantieri Monfalcone; Irene ROSSETTI Flmu-Cub Comdata Torino; Adriana L’ALTRELLI ex Com.to Centr.le PdCI; Marco VETTORI universitario Coord.to per la Costituente Comunista Gorizia; Fabiola VARACALLI Coll. Comunista Romano; Paolo SACCO operaio Acque Spa Novara; Luigi MINGHETTI CPF PRC Torino; Luca BELLARDONE assemblea lavoratori autoconvocati Vercelli; Marco SANDRIN operaio Ansaldo Monfalcone; Monica SIGISMONDI Coll. Comunista Romano; Massimo PITTELLA Operaio Edicart Rho; Luca STERLE RSU Fiom Eaton Monfalcone; Maurizio CALLEGARI infermiere segr. reg.le PdCI Trentino Alto Adige; Giuseppe FONNESU operaio Carbosulcis; Catia GALASSI operatrice sociale assemblea lavoratori autoconvocati Novara; Osvaldo CELANO RSU Fiom Marcegaglia Sesto S.G.

Comunicato contro atti inquietanti di Rosarno

“Due episodi gravissimi sui quali bisogna riflettere. Prima lo striscione di alcuni abitanti inneggiante la liberazione di uno dei presunti esecutori materiali (già condannato in primo grado a 13 anni) dell’agguato in cui rimasero feriti nel dicembre del 2008 due extracomunitari ivoriani, poi la decisione di ieri degli organizzatori della manifestazione di piazza a Rosarno di far riavvolgere agli studenti del liceo scientifico “Piria” lo striscione “No alla mafia, sì all’integrazione”. E’ quanto afferma, in una nota, Michelangelo Tripodi segretario calabrese e responsabile del Dipartimento Mezzogiorno del PdCI. “Due esempi di inciviltà che nulla hanno a che vedere con la parte onesta dei cittadini di Rosarno che fortunatamente rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione rosarnese”. “Nel primo caso – sottolinea Tripodi – mentre venerdì scorso una delegazione di extracomunitari era a colloquio con il commissario prefettizio, davanti al municipio si sono recate alcune persone con tanto di striscione per chiedere la liberazione di quello che è stato ritenuto dagli inquirenti uno degli esecutori del vile agguato a due livoriani impiegati nella raccolta degli agrumi. I due extracomunitari furono gambizzati perché si erano rifiutati di pagare il pizzo. Un episodio gravissimo che rientra certamente tra i reati perseguiti dalla legge e che come tale è stato trattato dalla magistratura.

È incredibile che si possa inneggiare a chi si è reso responsabile di un crimine di questa natura”.

“Il secondo episodio – prosegue Tripodi – è altrettanto sconcertante. Non è possibile, infatti, accettare che in una manifestazione “civile e democratica” gli studenti del liceo del posto siano costretti, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, a riporre lo striscione con la scusa che recava il logo della regione Calabria.

Si tratta di una giustificazione che non ha alcun fondamento vero perché evidentemente quello che dava fastidio non era il logo della Regione ma la netta condanna della mafia che lo striscione recava e che, evidentemente, dava fastidio”.

“Due azioni, due messaggi, quindi, da condannare e respingere – conclude Tripodi -. Non è in questo modo infatti che si favorisce la convivenza civile e si dà il giusto esempio alle giovani generazioni che rappresentano presente e futuro per il riscatto del territorio. Un territorio che deve liberarsi una volta per tutte dall’arretratezza e dalla prepotenza della criminalità organizzata che soffoca diritti, libertà e cultura, vere armi vincenti nella lotta al potere e all’agire mafioso”.

Reggio Calabria, 12 gennaio 2010 Ufficio Stampa PdCI Calabria

Comunicato visita solidarietà ai migranti ricoverati negli ospedali

All’indomani dei gravissimi fatti di Rosarno, una delegazione della Federazione della Sinistra, composta dal Segretario Regionale del PdCI Michelangelo Tripodi, dal Segretario Regionale del PRC Nino De Gaetano, dall’Assessore Provinciale Michele Tripodi, dall’ex senatore Girolamo Tripodi, dal membro della Segreteria Regionale PdCI Enzo Infantino, dal Resp. Organizzazione PdCI Massimo Gallo e da altri compagni ha inteso far visita ai migranti feriti e ricoverati negli ospedali di Gioia Tauro e Polistena, per portare loro la testimonianza di solidarietà umana e di vicinanza, in un clima di facile punizione mediatica dei migranti, che alla fine hanno riportato le più pesanti conseguenze delle violenze di questi giorni.

Infatti, sanguinosi e crudeli sono stati gli episodi di squadrismo organizzato, orditi contro i migranti e pilotati dagli ambienti mafiosi, culminati in aggressioni multiple e colpi di fucile anche a danno di extracomunitari estranei alla rivolta e con regolare permesso di soggiorno.

Ancora una volta si è mostrata l’immagine peggiore della Calabria che, sicuramente non è rappresentativa dei sentimenti di accoglienza e solidarietà verso migranti e stranieri, che la maggior parte dei calabresi coltiva nel proprio animo e nella pratica quotidiana.

Mentre a Riace e Caulonia, i migranti vengono accolti e integrati nella popolazione residente, a Rosarno negli ultimi dieci anni almeno, sono stati sfruttati per i lavori più umili, vivendo ammassati in capannoni-prigioni in condizioni disumane.

In un clima di miseria e sfruttamento della manodopera extracomunitaria, sono maturati i fatti violenti di Rosarno di questi giorni, che hanno visto migliaia di immigrati ridotti in schiavitù sottoposti ad una vera e propria caccia all’uomo che avrebbero potuto avere un bilancio ben più grave e drammatico di quello che si è venuto concretizzando in queste giornate Gli immigrati hanno avuto il solo torto di essere caduti nella provocazione in preda alla disperazione, agendo senza più controllo per rivendicare i propri diritti di uomini, riconosciuti in tutta Europa tranne che in Italia ed a Rosarno.

Il Partito dei Comunisti Italiani condanna l’atteggiamento delle istituzioni nazionali, che per bocca del Ministro Maroni hanno tacitamente autorizzato le rappresaglie contro i migranti, quando nei giorni scorsi ha parlato di “troppa tolleranza” verso i clandestini. In realtà i colpiti a sangue sono per la maggior parte persone che sono in Italia con permesso di soggiorno in quanto in gran parte aventi diritto all’asilo politico quali rifugiati.

Chiediamo invece al Ministro dell’Interno di identificare coloro che in questi anni si sono arricchiti sulla sofferenza dei migranti, costringendoli a lavorare nelle terre senza orario, pagandoli in nero, violando i loro diritti umani e sociali ed immiserendo ulteriormente la loro dignità di uomini.

Auspichiamo che la popolazione calabrese, che siamo certi nella sua stragrande maggioranza non si riconosce nelle violenze e nei comportamenti tenuti a Rosarno, si ribelli all’ondata xenofoba e razzista di Rosarno. In tal senso La Federazione della Sinistra della Calabria intende agire politicamente per proporre ai movimenti, alle associazioni, ai sindacati l’organizzazione a Rosarno di una manifestazione nazionale antirazzista e di solidarietà per far emergere finalmente la Calabria dei diritti, dell’accoglienza, dell’integrazione.

Reggio Calabria, 10 gennaio 2010

Ufficio Stampa PdCI Calabria

Rosarno: la rivolta degli “ultimi”

Lettera aperta dell'OSSERVATORIO SUL FASCISMO DI PISA

Le dichiarazioni del ministro Maroni, uno che da sempre istiga all’odio contro i migranti e ne opera la persecuzione più feroce dall’alto del suo scranno governativo ("C'è stata troppa tolleranza verso gli immigrati"), e quelle del presidente della repubblica, che sembra svegliarsi all’improvviso dal suo torpore quirinalizio ("Fermiamo la violenza"), sono il modo con cui le istituzioni occultano la verità.
A Rosarno (e non solo lì) da anni esiste un’emergenza sociale rappresentata da migliaia di giovani africani che vivono in condizioni disumane (per ammissione delle stesse autorità socio-sanitarie calabresi).
Condizioni disumane perfino peggiori rispetto a quelle dei loro paesi di origine, per guadagnare 25 o 30 euro dopo 10 ore e più di intenso lavoro sfruttato nei campi, nella raccolta delle arance, delle verdure.
5 di questi euro vanno al caporalato, ai mafiosi che fanno il bello e il cattivo tempo in Calabria come in altre regioni del Sud e taglieggiano i lavoratori immigrati, che sono a costretti a pagare per lavorare, oltre che i lavoratori locali.
Di questo parlano in pochi, di un caporalato presente in gran parte delle attività agricole stagionali, un caporalato che permette alle aziende di usare la forza-lavoro, in particolare quella immigrata, per pochi euro.
Questa forza-lavoro si riversa in capannoni fatiscenti e nelle pinete durante la stagione estiva, senza nessuna struttura di accoglienza, con una paga da fame con cui è impossibile pagarsi un affitto e avere condizioni di vita appena decenti.
Dove sono le istituzioni, che dovrebbero garantire il rispetto del diritto, quando migliaia di immigrati al nero vengono sfruttati dalle aziende e dal caporalato, i medesimi che, al tempo stesso, appoggiano le campagne forcaiole della destra, arrivando fino a invocare la lotta per la legalità e contro l’immigrazione clandestina?
La popolazione di Rosarno, di certo manovrata dai poteri mafiosi e dalla destra contro il numero crescente di immigrati che si riversano in quella zona per lavorare, non si accorge, o non si vuole accorgere, che dietro le aggressioni e le fucilate ai danni dei migranti (da questo è scaturita la loro rivolta) c’è la lunga mano della criminalità organizzata, la stessa che sfrutta la forza-lavoro al nero e, insieme, alimenta xenofobia e razzismo tra la gente locale, la quale (tra crisi economica e sociale, salari di miseria, malasanità e mancanza di lavoro) avrebbe molte ragioni per cui ribellarsi, unendosi magari ai migranti.
E così si arriva all’aberrazione che la rivolta contro tutto e contro tutti, scatenata dagli “ultimi” non per calcolo ma per disperazione, diventa per la popolazione locale un’occasione perversa per far pagare il peso quotidiano delle proprie difficoltà sociali al capro espiatorio di turno, agli “ultimi” appunto, organizzando la caccia nei loro confronti, sprangandoli, bastonandoli, scaraventandogli contro macchine a tutta velocità, sparandogli addosso, come è successo a Rosarno, dopo che la rivolta si era già spenta.
In questa situazione, come non riconoscere che il connubio tra politica di destra e criminalità è alla base del crescente razzismo in Italia? Come non riconoscere che il sistema di sfruttamento sotto cui vivono i migranti è stretto parente di quello subìto dai lavoratori italiani in molte, troppe, aziende?
Come non farsi sfiorare dal sospetto che la società italiana si sta imbarbarendo, fino al punto che i “penultimi” si stanno scagliando contro gli “ultimi”, nell’illusione tragica di risolvere così i propri problemi, mentre chi ne è il vero responsabile non può che sghignazzare soddisfatto di avere suscitato la “guerra tra poveri” necessaria a mantenere i propri privilegi?

La Calabria che non vogliamo

“A Rosarno, purtroppo, ha vinto la Calabria che non vogliamo. Quella che si alimenta di culture razziste e xenofobe, che vuole l’esclusione contro l’inclusione, che rifiuta il diverso e lo vede come una minaccia.

Ma ha vinto anche la cultura della subalternità e della prepotenza, di chi è forte con i deboli ma debole, di chi pensa che il lavoro è meno di una merce e neanche come tale va trattato. Hanno vinto quei poteri come la ndrangheta che hanno imposto un mercato del lavoro diventato vero e proprio schiavismo.

Etutto questo è avvenuto mentre lo Stato ha dispiegato tutta la sua forza repressiva non già per tutelare e difendere la vita e l’incolumità degli immigrati dai delinquenti che li hanno minacciati, sparati, sprangati e aggrediti, ma bensì ma per organizzare una deportazione di massa all’insegna della cultura dell’intolleranza che governa questo paese che trasforma le vittime in carnefici.

Quello che è avvenuto è conseguenza diretta della sconcertante e disumana politica fondata sui respingimenti degli immigrati e sull’introduzione del reato di clandestinità portata avanti dal governo Bossi-Berlusconi e personalmente dal ministro Maroni”. Ad affermarlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, assessore regionale, nonché segretario regionale e responsabile del Dipartimento per il mezzogiorno del PdCI. “Siamo stati purtroppo tristi profeti di una situazione insostenibile e vergognosa – spiega Tripodi -.

Quello che è successo a Rosarno è di una gravità assoluta e sono assai gravi e pericolose per la democrazia e per la convivenza civile le dichiarazioni che in queste ore sono state rilasciate dal ministro Maroni e dagli esponenti del pdl che sono una vera e propria provocazione quando non finiscono per diventare un’incitazione alla violenza.”

Il ministro Maroni dovrebbe letteralmente vergognarsi, così come si devono vergognare tutti quei rappresentanti del governo Berlusconi e della vena secessionista della Lega Nord che stanno portando avanti un clima di odio e di razzismo diffuso in tutta Italia. Tutto quello che abbiamo vissuto drammaticamente in queste giornate di violenza è innanzitutto la conseguenza della legge Bossi-Fini con i suoi nefasti effetti.

E’ bene ricordare che gli immigrati di Rosarno e Gioia Tauro sono stati ridotti in schiavitù, costretti a lavorare nelle campagne 12-14 ore al giorno per due-tre giorni la settimana, con un salario giornaliero di 15/20 euro, costretti a vivere reclusi in vere e proprie baraccopoli senza alcuna benchè minima garanzia igienico-sanitaria. Una situazione di violenza e degrado che viola i diritti umani, frutto di una legge quindi decisamente inadeguata in materia. Una normativa che non riesce a contrastare la tendenza al lavoro nero e che non garantisce il permesso di soggiorno agli immigrati che denunciano la propria condizione di lavoro irregolare, incentivando così la clandestinità e tanto quanto di grave ne consegue anche in termini di sicurezza e di ordine pubblico”. “Una situazione,– afferma ancora Tripodi – che nulla a che vedere, per intenderci, con l’esempio di civiltà di cui sono protagonisti invece comuni come Riace che hanno aperto le porte agli immigrati, accogliendoli e sistemandoli nelle case sfitte e in alcune strutture pubbliche dei loro antichi borghi, avviando insieme ad un percorso lavorativo un sistema di accoglienza e integrazione che fa onore a tutta la Calabria e a tutta la nostra nazione”.

“Gli immigrati sono costretti, sottolinea Tripodi, a vivere tra l’incudine della ndrangheta e il martello del razzismo”.

“Ferma restando la condanna per quanto di violento è accaduto a Rosarno – conclude Tripodi - la problematica è forte e bisogna affrontarla di petto e una volta per tutte altrimenti si rischia grosso e non continuando a spargere il seme dell’intolleranza che una volta attecchito, come purtroppo come ci insegna la storia, è difficile da estirpare. Bisogna invece togliere dal dizionario l’equazione per cui immigrazione vuol dire criminalità, continuando a scaricare, così come sta facendo il Governo Berlusconi, il malessere generalizzato che si respira nel Paese sulle spalle degli extracomunitari identificati come il nemico da cacciare o da sfruttare.

Serve invece un forte impegno civile e politico che porti ad un cambiamento repentino di rotta, promuovendo una legge adeguata che tuteli diritti e doveri degli immigrati”.

Ufficio Stampa PdCI Calabria

giovedì 7 gennaio 2010

annullate le costosissime primarie calabresi

Grazie ai Comunisti i calabresi risparmieranno oltre 2.600.000 euro.
Grazie ai Comunisti sono state annullate le inutili e costosissime primarie in salsa PD

mercoledì 30 dicembre 2009

COMUNICATO STAMPA DI FINE ANNO PRECARI CO.CO.CO. PROVINCIA VIBO VALENTIA

Caro Presidente De Nisi e tutti gli Assessori, vorremmo farVi partecipe al disagio che ci avete reso anche per il secondo anno dopo la nostra cacciata forzata dall’ Ente Provincia dopo un’ evidente discriminazione di status, a questo punto noi ci chiediamo forse se un giorno tutto questo potrebbe essere ricambiato a tutti Voi Amministratori della Provincia, tanto per provare la nostra situazione attuale di (non precarietà più) ma di solo abbandono lavorativo dopo cinque lunghissimi anni di lavoro per l’ Ente. Vediamo e leggiamo che ogni tanto Vi ricordate di qualcuno facendo il classico siparietto nelle testate giornalistiche, tipo i (lavoratori ex.art 7), non per avercela con i lavoratori ex.art 7, ma per rispettare almeno le priorità che si sono svolte in questi anni per entrare a svolgere un’attività lavorativa c/o l’ Ente Provincia. Chiediamo con forza chiarimenti e risposte a queste domande, ormai ineludibili e non più rinviabili per una realizzazione di una parità di diritti piena del lavoro svolto alla Provincia di Vibo Valentia, secondo il principio della non-discriminazione dei lavoratori. A proposito di risposte non più rinviabili, fiduciosi del rispetto delle norme del Diritto del Lavoro volevamo rendere partecipe l’opinione pubblica e tutti gli Amministratori e Politici di turno che abbiamo intrapreso un’ azione legale nei confronti dell’ Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia. Per ultimo noi crediamo che ormai per far valere i nostri diritti ormai affossati da una Pubblica Amministrazione incapace di affrontare i problemi del precariato sia proprio questa davanti al Giudice del Lavoro, questo per noi CO.CO.CO. dell’ Ente Provincia di Vibo Valentia è forse il più bel regalo di un felice Anno Nuovo. Cordiali saluti

I PRECARI CO.CO.CO. DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA

una via al ladro latitante?

si parla di intitolare vie e piazze a craxi...e cosa scriveranno sotto? ladro latitante scappato con i suoi miliardi in tunisia per evitare le manette ai polsi e tante sicure condanne, maestro della fuga di capitali all'estero e della bustarella, maestro del furto, insegnò a tanti politici a rubare e a tanti imprenditori a proporre tangenti, inventore di berlusconi e distruttore del partito socialista italiano.

PD pagati le primarie se le vuoi

il pd calabrese vuole organizzare le primarie regionali a spese dei cittadini e il costo è "leggermente" lievitato a 2.600.000 euro. complimentoni per questo segno tangibile di democrazia. sicuramente gli emendamenti proposti dal PdCI e dal PRC per l'abolizione di questa truffa saranno respinti. a Censore, Lo Moro e tutti gli altri candidati e dirigenti del pd diciamo: SE VOLETE LE PRIMARIE PAGATEVELE

ennesima vigliaccata dei soliti ignoti

Al giornalista Francesco Mobilio e alla sua compagna va tutta la nostra solidarietà e la nostra ferma condanna per quanto successo e aggiungiamo anche lo sdegno e la rabbia per la lettera di minacce indirizzata a Nello Ruello.


E' ORA DI RIBELLARSI SUL SERIO A QUANTO SUCCEDE QUOTIDIANAMENTE NELL'INDIFFERENZA GENERALE

martedì 29 dicembre 2009

Riforme - Licandro: "Basta ai paggi di corte: leggi sono salvacondotti monarchici"

"Il Pdl non cambi le carte in tavola e la finisca con il prendere per i fondelli gli italiani. Il processo breve, il lodo Alfano e il legittimo impedimento sono veri e propri salvacondotti monarchici, perchè servono al premier come il pane. Cicchitto, Capezzone, Gasparri e compagnia cantando la smettano di fare i paggi di corte e abbiano l'onestà di dirlo chiaramente.


Invitiamo l'opposizione tutta, parlamentare e non, a mobilitarsi per denunciare all'opinione pubblica l'uso privato della giustizia e della politica che la maggioranza sta compiendo". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.

Esercito, La Russa - PDCI: "Decima Mas? Elogio indecente"

"La Russa perde il pelo ma non il vizio. "La non dimenticata Decima Mas" a cui il ministro della Difesa fa riferimento è il modo peggiore per onorare l'esercito italiano. Solo un erede del partito che si rischiamava al fascismo poteva fare un simile parallelo. La nostalgia di La Russa merita una risposta ferma.
L'elogio dimostra che in questo Governo alberga più fascismo di quanto si pensi". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, a commento di quanto dichiarato dal ministro della difesa Ignazio La Russa.

Pio XII, Pignatiello: "Beatificazione per anticomunismo e silenzio su nazismo?"

"La beatificazione di Pio XII la si deve al suo viscerale anticomunismo e ai suoi silenzi sul nazismo? La decisione di Ratzinger non rende onore alla Chiesa e alla sua missione pastorale di salvezza": è il commento di Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci - Federazione della sinistra.
"I rapporti tra Pio XII e la Germania nazista di Hitler sono arcinoti - continua -. Il Vaticano prima di procedere avrebbe fatto bene ad aprire gli archivi, come da tempo richiesto da molti storici e politici internazionali, per fare piena luce su una delle pagine piu' buie della storia della Chiesa. Sono troppe, e tutte pesanti, infatti, le omissioni ed i depistaggi che le autorita' ecclesiastiche continuano ad avere sulla figura di Pacelli. Come tenne a dire lo storico John Cornwell: 'Se Papa Pacelli avesse dispensato i cattolici dall'obbedire ai nazisti, l'intera storia del ventesimo secolo sarebbe potuta essere diversa".

FDS - Organismi dirigenti e loro composizione

Il 5 dicembre è partita la Federazione della Sinistra, promossa da Prc, PdCI, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà. Di seguito pubblichiamo gli organismi dirigenti della FdS e la loro composizione.


Coordinamento Nazionale

PAOLO FERRERO (Portavoce Nazionale di turno)
CLAUDIO GRASSI
ORAZIO LICANDRO
GIAN PAOLO PATTA
ALESSANDRO PIGNATIELLO
ROSA RINALDI
CESARE SALVI

Consiglio Nazionale

VITTORIO AGNOLETTO
FABIO AMATO
NICOLA ATALMI
FRANCESCO BARRA
CLAUDIO BELLOTTI
PIERGIORGIO BERGONZI
IRENE BREGOLA
ALBERTO BURGIO
CESARE CAIAZZA
MARIA CAMPESE
ELENA CARRADORI
VALERIA CASTELLI
ROSALBA CESINI
VINCENZO CHIEPPA
ANNA RITA COPPA
ELISA CORRIDONI
SILVIO CRAPOLICCHIO
ANTONINO CUFFARO
OLIVIERO DILIBERTO
GIANNI FABBRIS
ROBERTA FANTOZZI
GIANNI FERRARA
PAOLO FERRERO
ELEONORA FORENZA
FRANCESCO FRANCESCAGLIA
NINO FROSINI
SILVIA GARAMBOIS
MASSIMO GATTI
CLAUDIO GRASSI
RITA LAVAGGI
ORAZIO LICANDRO
EZIO LOCATELLI
MARIA RITA LODI
MERIDA MADEO
MARIA ROSARIA MARELLA
FRANCESCO MARINGIO'
LEONARDO MASELLA
MARINA MELAPPIONI
RICCARDO MESSINA
LORETTA MUSSI
NICOLA NICOLOSI
ALFIO NICOTRA
LUCA NIVARRA
FABIO NOBILE
GIANNI PAGLIARINI
MANUELA PALERMI
ROBERTO PASSINI
NELLO PATTA
GIAN PAOLO PATTA
GIANLUIGI PEGOLO
PAOLA PELLEGRINI
FULVIO PERINI
TONINO PERNA
CIRO PESACANE
ALESSANDRO PIGNATIELLO
MARILDE PROVERA
ROSA RINALDI
AUGUSTO ROCCHI
SARA ROCUTTO
ROSSANO ROSSI
RAFFAELE SALINARI
CESARE SALVI
ENZA SANSEVERINO
RITA SCAPINELLI
CONCETTO SCIVOLETTO
PINO SGOBIO
TOMMASO SODANO
ROBERTO SOFFRITTI
ANITA SONEGO
BRUNO STERI
LAURA STOCHINO
MARIO TORELLI
MICHELANGELO TRIPODI
JACOPO VENIER
GIOVANNI VIGILANTE
GIUSEPPE VITELLO
STEFANO ZUCCHERINI

Riforme - Licandro: "Nè inciucio, nè dialogo: corsa eversiva Pdl va bloccata"

"Nè inciucio e nè dialogo. Gli italiani pretendono pane e lavoro. Bersani lo capisca una volta per sempre e lasci stare il Pdl al suo destino. La corsa eversiva del Governo verso riforme ad uso e consumo del premier va bloccata con un'opposizione ferma e intransigente.
Il nostro popolo non capirebbe aperture di credito o cambiali in bianco a questa maggioranza. La democrazia è cosa sacra, da difendere con le unghie e con i denti: serve un nuova Resistenza contro il regime strisciante che sta avzanzando". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra.

Fiat - Pignatiello: "Piano inaccettabile. Governo chiuda rubinetti pubblici"

"Invece di buone nuove Marchionne dà il benservito. Un piano industriale che prevede chiusure di stabilimenti, e quindi licenziamenti dei lavoratori, è inaccettabile. Il Governo chiuda i rubinetti. Non un soldo pubblico vada a Fiat. Marchionne con questo piano non solo manda alla fame i lavoratori, Termini Imerese e Pomigliano d'Arco in primis, ma chiede addirittura al Governo il lasciapassare per delocalizzare. Sarà un Natale di lotta.
Il Governo, a questo punto, scelga da che parte stare: con i lavoratori o con Marchionne?". E' quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, a commento del piano industriale presentato dall'ad Marchionne a sindacati e Governo.

Maltempo, Fs - PDCI: "Appello Moretti lascia esterefatti"

"Una bottiglia d'acqua, un panino e una coperta? L'appello di Moretti lascia esterefatti. Costo dei biglietti alla mano, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato dovrebbe almeno avere un minimo di buon senso: non sono i cittadini a doversi premunire ma l'azienda a provvedere ad assicurare ai cittadini viaggiatori i comfort necessari in caso di necessità.
E poi, visti i prezzi di una bottiglia d'acqua, di un panino e di una coperta è veramente bizzarro, oltre che indecente, che l'azienda, in caso di emergenza, non li fornisca...". E' quanto afferma Fabrizio De Sanctis, responsabile Trasporti del PdCI - Federazione della sinistra, a commento di quanto detto dall'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti.

sabato 5 dicembre 2009

Iscriviti al PdCI

dalla parte dei lavoratori, degli sfruttati, degli studenti, dei disoccupati...
dalla tua parte, SEMPRE

No al Ponte, su proposta di Tripodi la giunta regionale aderisce alla manifestazione di Villa S.G.

Su proposta dell’assessore all’Urbanistica Michelangelo Tripodi, la Giunta regionale ha deciso di aderire alla manifestazione, che si svolgerà il 19 dicembre prossimo a Villa San Giovanni, per dire no alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. La scelta - è scritto in una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale - fa seguito alla decisione assunta recentemente di presentare ricorso alla Corte Costituzionale per sollevare il conflitto di attribuzioni nei confronti del Governo in merito al progetto varato dal Cipe per l’avvio del cantiere per la cosiddetta “variante di Cannitello”. L’assessore Tripodi esprime soddisfazione per la scelta dell’Esecutivo regionale “che – ha detto - pone la Regione Calabria in prima fila nella battaglia contro un’opera sbagliata, inutile e dannosa, che Berlusconi vuole imporre alla Calabria e alla Sicilia quale vero e proprio monumento di regime”. Secondo l’assessore Tripodi “oggi più che mai occorre abbandonare il progetto del ponte e fare un grande piano per la messa in sicurezza del territorio calabrese e siciliano. Un piano che punti alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato e alla realizzazione delle infrastrutture che servono per lo sviluppo delle due regioni”.

Afghanistan - Francescaglia: "Frattini mandi i suoi amici e parenti"

"Il Ministro degli Esteri si dice pronto ad inviare altri soldati italiani? Mandi i suoi amici e parenti. Se riesce a convincerli del perchè si sta ancora lì a combattere una guerra contraria alla Costituzione. La situazione sta prendendo una brutta piega. Il rischio è di mandare a morire ragazzi senza alcuna ragione, se non quella del vassallaggio agli Usa". E' quanto afferma Francesco Francescaglia, responsabile Esteri del PdCI - Federazione della sinistra.

NO B-DAY, INTERVISTA DILIBERTO A 'IL FATTO': "CI SARO' PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE"

"Ci sono pericoli molto seri per la nostra democrazia. Mentre vedo peggiorare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini e un continuo attacco alla scuola e all'università pubblica. Si tratta di un quadro abbastanza pesante. Per questo, noi saremo in piazza sabato. Non vedo, e non comprendo le titubanze di quel tipo di opposizione che ha deciso di non partecipare". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, in un'intervista a 'Il Fatto quotidiano'.

Statali - PDCI scrive a Napolitano: "Esclusione Cgil fatto grave e inquietante. E' manrovescio a sindacati scomodi"

"La non convocazione della Cgil, l'organizzazione maggiormente rappresentativa dei lavoratori italiani, pubblico impiego in primis, rea di non aver firmato il rinnovo del modello contrattuale (a differenza di Cisl, Uil e Ugl), da parte del Ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta dalla trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, è un fatto grave e inquietante, che rimanda agli anni bui del fascismo, quando le posizioni scomode e non allineate andavano soppresse e cancellate.

Ciò che è successo ai danni della Cgil è un atto di inciviltà che non può essere sottaciuto. Questo episodio di esclusione aumenta la sensazione che la democrazia italiana stia precipitando pericolosamente verso posizioni autoritarie e reazionarie. Ci rivolgiamo a Lei, che è il massimo custode della Costituzione, a vigilare con attenzione su ciò che accade in materia di diritti sindacali, tra i diritti fondamentali della nostra Repubblica". E' quanto scrive Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI - Federazione della sinistra, in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

NO B DAY


mercoledì 14 ottobre 2009

eletto il coordinatore e il coordinamento della FGCI di Vibo

La federazione di Vibo Valentia della FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) è lieta di annunciare con orgoglio e fervida aspettativa a tutti i compagni e alla cittadinanza tutta, che l’assemblea generale della stessa ha eletto come coordinatore provinciale Francesco Colelli. Nel coordinamento provinciale della FGCI, pertanto, sono stati eletti i seguenti compagni: Francesco Colelli, Filippo Benedetti, Matteo Aquino, Aldo Raffa, Antonio D’Apa, Domenico Ruffa, Filippo Iannello. La federazione, inoltre, vuole comunicare che giorno 8 ottobre 2009 una folta delegazione ha partecipato alla conferenza regionale FGCI tenutasi presso Lamezia Terme, nella quale sono stati eletti membri del coordinamento regionale della FGCI, Francesco Colelli e Matteo Aquino. In più, sono stati scelti i delegati alla conferenza nazionale della FGCI che si terrà a Foligno il 15-16-17 ottobre: Nicola Iozzo, Matteo Aquino, Francesco Colelli, Antonio D’Apa. In ultima istanza, la FGCI di Vibo non solo vuole proporsi come valida alternativa presente e futura allo stato di cose presenti nel nostro comprensorio, ma vuole altresì rappresentare un profondo rinnovamento, se non altro realizzabile attraverso una seria ed efficace formazione socio-politica, programmazione di eventi culturali e creazione di fecondi dibattiti su varie questioni di interesse collettivo.

Giovani di Vibo, se non possiamo cambiare radicalmente le cose, quantomeno, in qualche modo, possiamo farci sentire con estrema autorevolezza. Camminiamo insieme e aiutiamoci a crescere!

giovedì 24 settembre 2009

Pdci: «Con la sinistra Sammarco ha chiuso» su calabria ora del 24 settembre

Il sindaco Franco Sammarco un primo miracolo l’ha compiuto. E’ stata sufficiente la nomina di Gaetano Pacienza quale assessore al Bilancio per mettere d’accordo, almeno su una cosa, tutti i partiti della sinistra vibonese, anche i Comunisti italiani. Nulla di personale contro il noto legale di Vibo Marina, figura di apprezzate capacità e di indubbia moralità, è il significato politico della scelta che la sinistra - tutta, anche i Comunisti Italiani - contesta. «Con questa mossa - spiega il segretario cittadino del Pdci Nicola Iozzo - il sindaco Franco Sammarco ha dimostrato l’inequivocabile volontà di chiudere con la sinistra». In sostanza il primo cittadino, dopo le dimissioni del vicesindaco Daffinà, avrebbe potuto sfruttare l’occasione posta dalla necessità di ricompletare l’esecutivo per riaprire il confronto con tutte le forze
dell’originaria alleanza di centrosinistra, coinvolgendole - anche se non direttamente nella giunta - nel percorso amministrativo che lo condurrà fino alla fine del mandato. E invece? «Ha preferito - sottolinea
Iozzo - rafforzare proprio quella parte del Partito democratico che più ha fatto ostruzionismo». In sostanza Sammarco ha rinvigorito, con la nomina di un assessore del potente gruppo Soriano, proprio
quell’area del Pd che è stata più critica con il suo operato e che, incalza Iozzo «certo non lo sosterrà alle primarie». E se tale scelta fosse invece strategica, utile a riaprire il dialogo proprio con una delle correnti
più forti e più critiche dei democrati? «Sarebbe stato meglio - ribatte il dirigente del Pdci - pensare di recuperare la sinistra per tentare, seppur in ritardo, di riaccattivarsi il sostegno di quelle forze che sono
state determinanti non solo per la sua elezione, ma ancora prima per la sua ricandidatura dopo la sconfitta subita alle elezioni del 2002».
Sembrava che almeno con il Pdci, forte anche della mediazione assicurata dal leader regionale Michelangelo Tripodi, Sammarco potesse recuperare il feeling. «A noi - aggiunge Iozzo - non interessava affatto entrare in giunta. Intendevamo semplicemente riscontrare il rispetto degli impegni assunti, in sede di preparazione del Bilancio e di programmazione degli interventi nelle frazioni, durante gli
incontri avuti sin dal mese di gennaio. Ma siamo rimasti delusi, mentre la nomina di Pacienza chiude anche l’ultimo spiraglio di dialogo che noi abbiamo mantenuto aperto». Una posizione pressoché identica a quella espressa nei giorni scorsi da Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Verdi. «Di fronte al nostro segretario Oliviero Diliberto - sottolinea l’ex assessore comunale Alfredo Federici, che abbandonata Rifondazione ha aderito ai Comunisti italiani - il sindaco ha accusato anche la sinistra di averlo lasciato solo. La nomina di Gaetano Pacienza, invece conferma, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la rottura dei rapporti, il disintegrarsi dell’alleanza di centrosinistra e il fallimento di un progetto politico nato con entusiasmo, è dovuto esclusivamente alle sue responsabilità prima ancora che alle ambizioni interne al Pd rispetto alle quali si è piegato con l’intento di ossequiarle. Basti pensare che ha azzerato la rappresentanza dei gruppi consiliari di sinistra nell’esecutivo, nominando poi un assessore che alle ultime elezioni comunali si era candidato nella lista di Alleanza nazionale e, quindi, contro lo stesso Franco Sammarco ».
Quali effetti avrà tale «perdurante atteggiamento» in vista delle prossime comunali? «Molto dipende dal Partito democratico - continua Federici - che rimane interlocutore privilegiato e che ci auguriamo dimostri la volontà concreta di ricomporre il quadro politico, visto che da parte del sindaco abbiamo registrato solo dichiarazioni d’intento tradite grossolanamente dai fatti».
E se il Pd non cambiasse rotta? Il Pdci parteciperebbe al “cartello” della sinistra con Prc, Sd e Verdi? Chi vorrebbe come candidato a sindaco? Nicola Iozzo e Alfredo Federici rispondono all’unisono. «Con Rifondazione - incalzano - ci sono stati dei problemi, inutile negarlo. Ma la responsabilità appartiene ai comunisti e per questo crediamo esistano le condizioni per un percorso programmatico comune. E ciò
riguarda anche Sd e Verdi, oltre che quelle altre forze laiche e progressiste che inseguono un’alternativa reale a ciò che la politica vibonese attuale offre. Se c’è la volontà di costruire un’alternativa critica e forte noi ci siamo. In ogni caso stiamo già lavorando ad una lista e, eventualmente, saremmo anche nelle condizioni di correre da soli. Un sindaco per la sinistra? Qualcuno di sinistra, magari comunista, che per
moralità, impegno, coerenza, offra un esempio diverso rispetto a quello proposto in certi ambienti politici e istituzionali del nostro territorio».

sabato 19 settembre 2009

il compagno tripodi eletto nella segreteria nazionale del PdCI

I Comunisti Italiani della Calabria salutano con gioia e soddisfazione la decisione della Direzione nazionale del Pdci che, su proposta del Segretario nazionale Oliviero Diliberto, ha eletto, all’unanimità, il compagno Michelangelo Tripodi, Segretario regionale del nostro Partito, componente della Segreteria Nazionale del PdCI affidandogli inoltre l’incarico di Responsabile nazionale del Dipartimento Mezzogiorno.
Non si tratta di una promozione, essendo noto il costume comunista, lontano da ogni prospettiva di avanzamento personale, ma del giusto riconoscimento della capacità di lavoro, della qualità dell’azione politica, dell’impegno concreto e organico sul piano meridionale del compagno Michelangelo Tripodi, evidenziati, tra l’altro, dal grande straordinario suffragio da lui ottenuto nelle recenti elezioni europee: primo tra tutti candidati della Lista Comunista nella circoscrizione Sud.
Fu opinione di un meridionalista indimenticabile, Guido Dorso, che il Mezzogiorno ha bisogno di una classe dirigente elevata, cioè di meridionali, che pensano e si battono per gli interessi generali. Michelangelo Tripodi è parte centrale, da sempre, di questa classe dirigente elevata per il suo spirito di sacrificio, per l’enorme lavoro continuo, che non gli pesa, per il patrimonio di idee, che lo accompagna, per il gramscianesimo, che nutre il suo pensiero e la sua azione.
I Comunisti Italiani devono ripartire dal Mezzogiorno. Questa opzione politica significa che bisogna essere in grado di far avvertire di nuovo il Mezzogiorno come questione meridionale, come la questione, cioè, della modifica delle leggi di funzionamento della dualistica economia capitalistica. Di questo compito la parte maggiore pesa da oggi sulle spalle del compagno Michelangelo Tripodi. Sappiamo che l’impresa è ardua e difficile. E per questo gli saremo a fianco e cercheremo di dare il massimo del nostro contributo come comunisti e come meridionalisti, come meridionalisti gramsciani, che dal passato guardano al futuro.

Reggio Calabria, 19.09.2009

UFFICIO STAMPA PdCI CALABRIA

venerdì 18 settembre 2009

Cuba: 34 cosette che forse non sai e che dovresti sapere.

A Cuba, il 1° gennaio, dal 1959, si commemora un anno in più della vittoriosa rivoluzione.

Per arrivare a quel giorno è trascorso più di un secolo di lotte e combattimenti che hanno forgiato la Costituzione di un paese Libero, Indipendente e Sovrano. Una rivoluzione concepita come il processo di costruzione sociale e nazionale del popolo, realizzata dagli uomini e dalle donne e per gli uomini e per le donne.

In questi 50 anni di Rivoluzione, Cuba ha dovuto sopportare qualsiasi genere di aggressioni (militari, terroriste, batteriologiche, mediatiche…) da parte dell’Impero, perché si è ribellata contro questi, conquistando la propria seconda indipendenza; perché è riuscita a mantenerla, nonostante l’enorme sacrificio della sua popolazione; e perché è un “cattivo esempio” per gli altri popoli neo colonizzati e dipendenti dall’Impero, che potrebbero optare per liberarsi di esso.

Contro Cuba esiste una campagna mediatica di disinformazione strategica attraverso tutti i grandi media di comunicazione di massa che sono al servizio dell’impero, e in questo modo a noi arrivano solo determinati avvenimenti che accadono nell’isola caraibica, precisamente quelli che, molte volte presentati in maniera decontestualizzata, possono farci pensare che quello che vive il popolo cubano è una dittatura criminale e sanguinaria, che opprime i suoi abitanti e non difesa i diritti umani. Questa è la visione che oggi predomina nelle nostre società, poiché è quello che ci mostrano i cosiddetti media di comunicazione imperialisti.

Andiamo a vedere una serie di questioni che forse molti non conoscono e che mostrano una visione più realistica e completa di quello che è Cuba e la sua Rivoluzione.

Sapevi che:

1) il popolo cubano sopporta un blocco economico, commerciale e finanziario dal 1961 come misura di guerra per essersi liberato dall’imperialismo yankee che castiga ogni impresa che commercia con Cuba e che detto embargo non è legittimato dalle Nazioni Unite? Nell’ottobre di quest’anno 185 paesi dei 192 che compongono le Nazioni Unite hanno votato a favore della fine del suddetto blocco. I danni causati all’economia cubana a causa dell’embargo economico nordamericano sono stati stimati in più di 53 miliardi di euro, tra il 1961 ed 2008. Quindi chi è che pratica una politica genocida verso il popolo cubano, se non gli USA?

2) il popolo cubano celebra le elezioni ogni 5 anni negli ambiti municipali, provinciali e statale e che le stesse non sono su base partitica, nemmeno il Partito Comunista può partecipare, ma esiste una libera concorrenza tra i candidati alle elezioni, che sono proposti dalle assemblee popolari di ogni ambito, sullo stile della democrazia assembleare della Rivoluzione Francese dei primi anni? Si critica Cuba per non permettere il pluripartitismo politico – a Cuba ogni cubano è un partito! - ma oggi sappiamo che il pluripartitismo in un contesto capitalista dove tutto è merce non garantisce per il solo fatto di esistere che ci sia anche la democrazia, cioè, il governo del popolo per il popolo, ma solo una partitocrazia al servizio dei più ricchi, con un forte bipartitismo che si alterna al governo, secondo la tendenza ideologica (più liberale o più conservatrice) dei più ricchi;

3) che il popolo cubano ha approvato una costituzione democratica di carattere socialista nel 1976, con il voto favorevole del 97% dell’elettorato, che riconosce e garantisce i diritti fondamentali stabiliti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è una delle più avanzate al mondo? Si critica Cuba per la sua ipotizzata mancanza di democrazia, ma come altri paesi, si è dotata di una Costituzione che regola il suo sistema politico-istituzione, sottoposto a referendum popolare, motivo per il quale non la si può qualificare di dittatoriale per il semplice fatto di essere socialista;

4) Cuba occupa il 50° posto per l’elevato sviluppo umano (su un totale di 177 paesi studiati), cioè quelle società che migliorano le condizioni di vita dei suoi cittadini attraverso l’incremento dei beni per coprire le proprie necessità basiche e della creazione di un contesto nel quale si rispettano i diritti umani, secondo il rapporto 2006 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo?

5) Cuba è l’unico paese al mondo che rispetta i criteri minimi per la sostenibilità ecologica secondo il rapporto del 2006 presentato a Pechino dall’Associazione svizzera ADENA - Fondo Mondiale per la Natura?

6) Cuba è, secondo l’UNICEF, l’unico paese dell’America Latina che ha sradicato la denutrizione infantile, anche durante il duro “periodo especial” degli anni ‘90, e vanta la più alta speranza di vita del cosiddetto terzo mondo (78 anni) associato al tasso di mortalità infantile più basso dell’America Latina e dei Caraibi (4,7 per ogni mille nati vivi), più basso persino degli USA?

7) Cuba, con le proprie scarse risorse, è uno dei paesi che ha il maggiore peso nella cooperazione con i paesi del cosiddetto Terzo Mondo sviluppando programmi come “Barrio Adentro” in Venezuela, che si è dotato in ogni quartiere di un centro di salute, e “Operación Milagro” che è servito negli ultimi 4 anni per ridare la vista ad un milione e mezzo di persone di più di 20 nazionalità, gratuita, con l’appoggio del Venezuela?

8) Cuba ha sradicato l’analfabetismo nel 1961, solo due anni dopo l’affermazione della Rivoluzione e che attualmente, attraverso il programma di alfabetizzazione per adulti "Yo sí puedo", ha consentito in appena due anni di liberare paesi come il Venezuela, il Nicaragua e la Bolivia dall’analfabetismo? O che dal 1961 a Cuba, attraverso il suo programma di borse di studio si sono addottorati più di 47.000 giovani provenienti da 126 paesi in più di 33 specialità universitarie e tecniche? O che dal 1961 Cuba ha cooperato con 154 paesi del mondo apportando 270mila cooperanti, e che nella attualità cooperano all’estero più di 41mila professionisti cubani in 97 paesi, di questi circa 31mila sono del settore sanitario? Cuba è il paese del mondo che apporta più medici per la campagna delle Nazioni Unite contro l’AIDS, con più di 3mila medici, sommando quelli messi a disposizione tra USA e UE non arrivano a mille, secondo la ONU sarebbe praticamente impossibile senza i medici cubani portare avanti la campagna? Allo stesso modo senza i 2.500 medici cubani inviati per coprire l’emergenza terremoto in Pakistan del 2005 non si sarebbe potuta salvare la vita di 1.500 persone e curato altre centinaia di migliaia? Cuba mantiene più medici nel mondo che quelli che apporta la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Salute)?

9) Cuba ha condannato l’attentato terrorista del 11 settembre 2001 e invece cinque cubani, permangono nelle carceri degli USA dal 1997 per essersi infiltrati nelle organizzazioni terroriste di Miami e per aver allertato il governo degli USA circa i piani di più di 170 attentati contro l’isola, accusati di spionaggio, dopo un processo pilotato, condannandoli persino ad alte pene di prigione, tra queste, a 2 ergastoli alla stessa persona e torturandoli in un sotterraneo conosciuto come "El Hueco"?

10) il popolo cubano ha inviato centinaia di migliaia di volontari a combattere contro il colonialismo in diversi paesi del mondo, appoggiando tutti i movimenti di liberazione nazionale di questi paesi, principalmente in Africa, in Algeria, Congo ed Angola, ed in Latinomerica, come Bolivia e Nicaragua?

11) che nella battaglia di Cuito Cuanavale in Angola, 1987, grazie alle truppe cubane, si sconfisse l’esercito del Sudafrica, sostenuto dagli Usa e da Israele, e si conquistò l’indipendenza totale dell’Angola, Namibia e Zimbabwe, così come si dette un golpe mortale al regime razzista del Sudafrica, cosa che permise il suo sgretolamento pochi anni dopo e la conseguente liberazione di Nelson Mandela?

12) nel 1984 Cuba e gli USA firmano un accordo secondo il quale gli USA si impegnano a concedere 200mila visti all’anno per i cubano che desiderano viaggiare verso questo paese e che mai ha dato più di mille visti annuali, forzando in questo modo il processo di emigrazione clandestina facendo rischiare la vita in alto mare; emigrazione che è premiata dagli USA con la Ley de Adjuste che concede la nazionalità nordamericana a chi viaggia illegalmente, sempre che dichiari si essere vittima di persecuzione politica da parte del governo cubano?

13) gli USA vietano ai propri cittadini di viaggiare verso Cuba con pene che vanno fino ai dieci anni di prigione?

14) mentre a Cuba si mantengono aperti gli uffici nei vari media di comunicazione stranieri, sia europei, sia nordamericani (tra questi, la CNN) gli USA, invece, non autorizzano che i giornalisti cubani lavorino lì?

15) Cuba è stato il primo paese a sollecitare la soppressione del debito estero ai paesi del cosiddetto Terzo Mondo?

16) Cuba ha uno dei migliori sistemi sanitari ed educativi del mondo, di carattere pubblico, gratuito ed universale, riconosciuto dalle Nazioni Unite, del quale si beneficiano anche i cittadini nordamericani con scarse risorse economiche, che vanno a Cuba sia per essere trattati medicalmente, che per studiare, poiché non possono pagare negli USA i prezzi della sanità e della educazione, in mano delle imprese private?

17) Cuba è una potenza nelle biotecnologie e che molti dei suoi marchi farmacologici sono impiegati per curare numerose malattie nel mondo, a prezzi bassi, tra questi, il farmaco che cura la ulcera del ‘pié diabético’?

18) mentre Cuba è tacciata da parte dell’Impero di violare i diritti umani per aver condannato alla prigione 75 cubani che cospiravano con il governo degli USA per rovesciare il regime socialista dell’isola nell’anno 2003, invece, in 50 anni di Rivoluzione non si sono mai commessi sull’isola delitti che la stessa Amnesty International segnala invece che questi accadono in paesi come quelli dell’Unione Europea (lo Stato Spagnolo, per esempio) e negli USA; delitti come l’assassinio politico, la tortura, le sparizioni, il sequestro, il traffico di esseri umani ed una lunga sequela di delitti, tacendo sui carceri-limbo come quelli di Guantanamo, o i voli segreti degli aerei nordamericani che portano persone sequestrate autorizzati da differenti governi, tra questi, quello spagnolo, o le esecuzioni extragiudiziarie commesse con i GAL sempre in Spagna sotto il governo di Felipe González? Per il quinto anno consecutivo, Cuba forma parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, con l’appoggio principalmente dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo mentre gli USA ne sono rimasti fuori?

19) a Cuba gli anziani nei suoi centri di lavoro realizzano lavori di tipo sociale nei barrios e nelle comunità vicinali, gli si assegna un ruolo attivo nella società e non esistono anziani che vivono soli?

20) a Cuba ogni anno tutta la popolazione riceve un programma di simulazione per gli uragani, chiamato “Meteoro”, cosa che ha reso possibile il numero bassissimo di vittime, meno di dieci in dieci anni, mentre in altri paesi della zona dei Caraibi, incluso gli USA, muoiono migliaia di persone, come nel caso dell’Uragano Katrina?

21) a Cuba esistono 65 scuole d’arte, si stampano 80 milioni di libri l’anno e si girano 5/6 film annualmente, e che esistono 11.000 installazioni sportive gratuite, essendo una potenza mondiale nello sport, con 24 medaglie a Pechino e 27 ad Atene?

22) Cuba è, insieme al Venezuela, la pioniera di un sistema di integrazione socioeconomica latinoamericana di carattere solidale, chiamato ALBA, al quale si sono aggiunti altri paesi come Nicaragua, Bolivia, Repubblica Dominicana, l'Honduras – motivo che ha poi portato al colpo di stato – ed andrà ad aggiungersi l’Ecuador, cosa che ha fermato l’accordo neoliberale promosso dagli USA che tanta miseria ha portato ai popoli latinoamericani?

23) Cuba è l’unico paese d’America che concede alle donne in gravidanza un anno di permesso per gravidanza a salario intero senza pericolo di perdere il proprio posto di lavoro? Alla fine di quest’anno se il bambino necessita cura particolari, al padre spetta la licenza di paternità se lo stabiliscono i due genitori e se il salario della donna è maggiore?

24) a Cuba tutti i cittadini hanno il diritto di essere accuditi senza alcun costo anche per problemi complessi: cuore, emodialisi, HIV, AIDS?

25) Cuba sovvenziona tutti i servizi basici di acqua, luce, gas, telefono, paniere di base, trasporto pubblico?

26) Cuba è l’unico paese che conta con un medico di famiglia che è a disposizione di chiunque in quattro isolati a qualsiasi ora e che vanta il record di salute di ogni abitante di quell’aera?

27) a Cuba si interviene chirurgicamente su malattie che sistemi sanitari come quello italiano, ad esempio, nemmeno prendono in considerazione, come la retinite pigmentosa? Centinaia di italiani sono stati operati a Cuba di questa malattia perché in Italia non viene considerata tra le malattie operabili;

28) le madri di bambini con problemi sono contrattate con un salario per dedicarsi alla loro cura?

29) nel personale scientifico del paese ci sono più donne che uomini?

30) anche tra i professionisti sono più numerose le donne che gli uomini?

31) anche nella quantità di personale tecnico sono più numerose le donne che gli uomini?

32) tutti questi benefici sono a pari condizioni per tutti gli abitanti senza distinzione di sesso, di età, religione, etnia, di orientamento politico ed attività sociale?

33) causa del blocco economico USA contro Cuba, è stato vietato all’isola caraibica di allacciarsi alla rete internet ad alta velocità e che per garantire la connessione il governo deve ricorrere a costosissimi satelliti? Che grazie alla collaborazione con il Venezuela si sta montando un cavo sottomarino che consentirà a Cuba finalmente una connessione più economica, veloce e diffusa?

34) la rivoluzione combatte il fenomeno del maschilismo e i pregiudizi contro l’omosessualità a tal punto che le operazioni per il cambiamento del sesso sono riconosciute ufficialmente e gratuite come tutti gli altri interventi sanitari?

Autore:Circolo Bolivariano “José Carlos Mariategui” - Napoli

contro la guerra sempre

oggi tutti si sono di nuovo ricordati che il nostro paese è in guerra

giusto per ricordare a chi la chiama missione di pace, ebbene si i fucili degli italiani sono caricati a salve altrimenti non riusciamo a spiegarci l'insistenza di tale espressione, riportiamo l'articolo 11 della nostra costituzione:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

porgiamo il nostro cordoglio alle famiglie che hanno subito questo grave lutto e porgiamo tutto il nostro cordoglio alle famiglie dei civili che tutti i giorni muoiono senza che venga detta nemmeno una parola nei telegiornali e molto spesso vittime di fuoco "alleato".

4MORTI AL GIORNO SUL LAVORO NESSUNO DICE UN CAZZO 6MILITARI TUTTI IN LUTTO?


4 morti al giorno sul lavoro e nessuno dice un cazzo, muoiono 6 militari e tutti si dicono in lutto?

E' proprio vero, l'italia è il paese delle contraddizioni, un paese dove i morti sono suddivisi come nel campionato di calcio, ci sono le morti di serie A e di serie B


TANTO RISPETTO E CORDOGLIO PER LE FAMIGLIE DEI RAGAZZI CHE SONO CADUTI LA MANIFESTAZIONE DEL 19 SETTEMBRE PER LA LIBERTA D'INFORMAZIONE A ROMA E IL PRESIDIO A MILANO ANDAVANO FATTE


Ogni giorno 4 operai muoiono per 1300 1200 e forse anche meno per quelli il lutto non vale? Se morivano cadendo da un ponteggio o arsi vivi la manifestazione si manteneva ma siccome sono morti in Afghanistan ad "esportare democrazia" con uno stipendio di ben più alto di un'operaio al mese allora tutti a lutto.

Si chiamerebbe ipocrisia ma forse è semplicemente stupidità.

Afghanistan: "No a lacrime di coccodrillo: serve ritiro immediato"

Afghanistan - Venier: "No a lacrime di coccodrillo: serve ritiro immediato"

Ufficio Stampa PdCI

"Prima che cominci il solito diluvio di lacrime di coccodrillo per i soldati italiani morti a Kabul vogliamo ricordare a tutti che in guerra si muore. L'Italia in Afghanistan sta combattendo una guerra sporca. Speriamo che questa volta assiemre alle bare ritornino anche i vivi. Lo ripetiamo ancora una volta: serve il ritiro immediato". E' quanto afferma Jacopo Venier, della segreteria nazionale del PdCI.

(ANSA) - ROMA, 17 SET - E' di sei morti il bilancio provvisorio di un attentato avvenuto questa mattina a Kabul. Fra le vittime anche soldati italiani. La notizia e' confermata da fonti del ministero della Difesa. Testimoni oculari riferiscono che sui due lati della strada dove e' esploso l'ordigno case e negozi sono andati distrutti. L'esplosione ha colpito almeno due mezzi militari italiani.

Rai - Venier: "La Corte dei Conti indaghi su denunce Rizzo Nervo"

Rai - Venier: "La Corte dei Conti indaghi su denunce Rizzo Nervo"

Ufficio Stampa PdCI

"Le pertinenti denunce del consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo evidenziano gli enormi danni provocati alla Rai per favorire lo show di Berlusconi a 'Porta a Porta'. Qualcuno, molto probabilmente il direttore generale della Rai, dovrà rispondere non solo sul piano politico del calo degli ascolti e della pesantissima perdita di credibilità del servizio pubblico ma anche sul piano della responsabilità individuale, in quanto amministratore di un'azienda pubblica, dei danni economici conseguenti a quelle scelte. La Corte dei Conti deve aprire un'inchiesta per l'enorme danno economico arrecato all'azienda per la perdita di oltre 500mila euro di mancati introiti pubblicitari causati dagli spostamenti delle altre trasmissioni. Chi amministra la Rai non può tener conto solo degli ordini di Berlusconi. I soldi della Rai sono di tutti i cittadini italiani". E' quanto afferma Jacopo Venier, responsabile Comunciazione del PdCI.

RAI: RIZZO NERVO, 'PORTA A PORTA' COSTATO AD AZIENDA PERDITA CIRCA 500.000 EURO

Roma, 16 set. - (Adnkronos) - "Chi si assume adesso la responsabilita' dei mancati ricavi (poco meno di cinquecentomila euro) dovuti alla disdetta dei contratti da parte di importanti inserzionisti che avevano acquistato gli spot all'interno di 'Tutti pazzi per la tele' e di 'Ballaro'' e che non hanno accettato il cambio con 'Porta a Porta' e il film 'La caduta'?". Lo afferma il consigliere d'amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo intervenendo sullo speciale di 'Porta a porta' di ieri.