lunedì 28 aprile 2008
Tutti a casa, l’imbroglio è finito
PER UNA VERA COSTITUENTE COMUNISTA
Col tracollo elettorale e la scomparsa dal parlamento della Sinistra Arcobaleno si chiude definitivamente l’era dei compromessi al ribasso, dei governi “amici”, del riformismo senza riforme e dei tradimenti di un ceto politico che per 15 anni ha saputo tutelare solo le sue poltrone. Ora stà ai lavoratori, e in primis a quelle avanguardie comuniste che in questi anni, contro tutto e tutti, hanno faticosamente mantenuto in piedi un opzione di alternativa di sistema, prendere in mano il proprio destino dando vita ad un vero soggetto politico comunista, alternativo non solo al duopolio padronale PD-PDL, ma anche ai rottami politicisti del PRC e PdCI, artefici di dieci anni di disfatte.
Per far fronte al disorientamento e allo scoramento di ampi settori è necessaria una proposta di ricomposizione dei comunisti su basi politiche e programmatiche chiare, che evitino la riproposizione di modelli dimostratisi falliti e puntino senza mezzi termini al rilancio di una nuova stagione di lotte contro il governo più a destra dal dopoguerra ad oggi. Senza più mediazioni parlamentari e deleghe in bianco a nessuno.
Chiamarlo terremoto politico è forse un eufemismo: la tornata elettorale del 13 e 14 Aprile, accanto alla prevedibile affermazione del Popolo delle libertà berlusconiano e all’altrettanto prevedibile consolidamento del PD di Veltroni quale blocco di potere al servizio di Confindustria e della grande finanza, vede la completa estinzione della sinistra istituzionale.
Il crollo di consensi della Sinistra Arcobaleno, passata in soli due anni da più del 10% (cifra arrotondata per difetto sommando solo i voti di Prc, Pdci e Verdi e non tenendo conto della SD di Mussi) a un misero ed insignificante 3,1%, con più di tre milioni di voti in meno, ha superato ogni previsione, configurandosi come la più netta debacle mai verificatasi nella storia elettorale repubblicana.
Così ecco che, all’indomani della mazzata ricevuta dalle urne, i capi della Sinistra Arcobaleno, fanno a gara a chi si arrampica meglio sugli specchi.
Da un lato Giordano ricollega la disfatta al “voto utile” a favore del PD, additando come responsabile proprio quel partito veltroniano di cui il Prc è fedele alleato in tutta Italia; dall’altro Diliberto che sbraita contro l’eliminazione della falce e martello dal simbolo, compiendo un clamoroso autogol politico, in quanto il segretario del PdCI dimostra ancora una volta di essere interessato ai simboli storici dell’emancipazione del lavoro solo nella misura in cui gli permettono di lucrare qualche voto e qualche scranno parlamentare in più!
Come se non bastasse, ai due generali senza più esercito né poltrone si aggiunge poi lo stuolo di commentatori della sinistra radical-chic stile-“Manifesto”, i quali si affannano a voler dimostrare che il soggetto unico sarebbe nato troppo tardi, e che magari andava coinvolta di più la cosiddetta società civile (ovvero qualche altro intellettuale in cerca di fortuna, come se non ce ne fossero già abbastanza in circolazione…).
Come recita un vecchio adagio, non c’è peggior stolto di chi non vuol capire.
Lasciamo dunque perdere pennivendoli e mestieranti della politica che cercano di nascondersi dietro la foglia di fico, e proviamo a ricostruire le ragioni reali di quanto accaduto.
E’ evidente che una tale fuga di massa dagli apparati della sinistra arcobaleno trova le sue radici in una molteplicità di fattori.
1. E’indubbio che ci sia stata un travaso di voti dalla sinistra istituzionale al PD di Veltroni. Bisognerebbe però chiedersi perché ciò sia stato possibile. La verità è che da 15 anni a questa parte l’elettorato genericamente di sinistra è stato ad ogni elezione l’oggetto di una martellante propaganda mediatica, orchestrata proprio da Rifondazione Comunista e dalla cosiddetta “sinistra radicale”, ispirata alla logica del meno peggio, del voto utile, dell’unità con chiunque e a tutti i costi contro Berlusconi, dall’assillante retorica del “battere le destre”.
E’ dunque chiaro come oggi quest’arma propagandistica, che per anni è servita ad assicurare una comoda rendita di posizione agli apparati della sinistra istituzionale, oggi si sia rivoltata contro coloro che l’hanno usata finora. La scelta di Veltroni di correre da solo, da questo punto di vista è stata un’abile ed astuta mossa, che ha permesso al PD di accaparrarsi in un sol colpo quel vasto arcipelago “antiberlusconiano”, composto da milioni di elettori oramai allenati da anni a votare “contro qualcuno” e non “per qualcosa”.
2. L’abbandono dei simboli della falce e martello ha di sicuro inciso, ma in misura decisamente inferiore a quanto si possa pensare. Se così non fosse, le liste di Sinistra Critica e del PCL di Ferrando, le quali hanno affidato gran parte delle loro fortune elettorali proprio sull’uso esclusivo del simbolo, sarebbero andate ampiamente al di là dei modesti risultati ottenuti (rispettivamente 0,4 e 0,5%, che sommate fanno meno di quattrocentomila voti).
Questa argomentazione viene in realtà, come dicevamo prima, usata surrettiziamente da chi, come Diliberto, vuol nascondere il reale nodo della questione. La falce e il martello sono state in realtà archiviate dai valori e dai programmi di PRC e PdCI prima ancora di sparire dalle schede elettorali. L’allontanamento dai luoghi di lavoro, il frenetico tentativo di derubricare la lotta di classe dall’agenda politica di questi due partiti, la totale assenza di operai e lavoratori nei loro gruppi dirigenti, sono tutti elementi di sostanza, dei dati di fatto che hanno svuotato da diversi anni a questa parte di ogni profilo classista sia la struttura di Rifondazione che quella dei Comunisti Italiani. Evocare la falce e martello senza fare i conti con questa cruda realtà si riduce a mero feticismo, privo della benché minima corrispondenza tra forma e sostanza, ed utile solo a chi, come Diliberto, vuol trovare un facile escamotage per nascondere i suoi fallimenti e quelli del suo partito.
3. Ciò che i diretti interessati cercano invece di nascondere in tutti i modi è proprio il dato più massiccio e significativo di questa tornata elettorale: l’astensionismo di massa da parte di ampi settori della sinistra di classe.
E’ infatti fuori discussione che quel 3,1% in più di astensionismo (pari a circa un milione e mezzo di elettori) sia composto in larghissima parte da quel popolo di sinistra e da quei lavoratori e proletari disillusi da due anni di governo Prodi e stanco di sostenere ad ogni tornata elettorale partiti e coalizioni che, siano esse di centrodestra o di centrosinistra, una volta al potere sfruttano, affamano, fanno guerre e cancellano i diritti al pari di quelle che l’hanno precedute.
Il vero dato degno d’attenzione per i comunisti è proprio questo: dopo più di un decennio di bipolarismo coatto, di false contrapposizioni tutte interne alle compatibilità capitalistiche, di truffe ai danni dei lavoratori, costretti ad appoggiare Prodi, Dini, Padoa Schioppa e De Benedetti in nome dell’antiberlusconismo, oggi questa tiritera per milioni di operai, studenti, precari e disoccupati non attacca più.
La crisi economica e sociale in atto da qualche anno, e che rischia di aggravarsi con la crisi finanziaria internazionale, vede il PD e il PDL uniti nell’intenzione di far fronte all’emergenza con nuovi tagli e nuove politiche di massacro sociale per milioni di famiglie.
Di fronte a tutto ciò, le vacue promesse di riforme “progressiste” e di politiche redistributive sbandierate in questi anni dalla sinistra arcobaleno si sciolgono come neve al sole, e lasciano questo cartello elettorale totalmente a corto di proposte su come uscire da una crisi che è sistemica e non certo congiunturale.
L’aumento vertiginoso del costo della vita e l’impennata dei prezzi dei generi di consumo cui stiamo assistendo in questi mesi, e che almeno a breve non appare destinata a fermarsi, porterà inevitabilmente ad una crescita del malcontento e quindi del conflitto sociale.
Ad essere incerte sono invece gli esiti di questa crisi e la direzione che prenderanno questi conflitti. L’avanzata esponenziale di organizzazioni razziste e reazionarie come la Lega Nord è un sintomo di come nel nostro paese ampi strati popolari, nel tentativo di evitare gli effetti più perversi della barbarie in atto, cerchino un facile quanto illusorio rifugio nel populismo e nei proclami securitari laciati da un manipolo di mediocri fascistoidi.
Di fronte a questo stato di cose, e alla luce dell’impressionante vuoto di rappresentanza politica e sociale dei lavoratori, delle vere e proprie rovine lasciate dalla sinistra istituzionale dopo anni di tradimenti e compromessi al ribasso, diviene non più prorogabile la ricostruzione di uno spazio politico autonomo ed alternativo alle compatibilità capitalistiche. Uno spazio politico che eviti la riproposizione di sterili assemblaggi di ceto politico, e punti invece a rappresentare le migliaia di giovani e di lavoratori che in questi anni sono scesi in piazza per la difesa dei propri diritti, contro la guerra, la precarietà, e i licenziamenti, in difesa dell’ambiente e contro gli scempi e le speculazioni affaristiche (TAV, grandi opere, inceneritori, ecc.), al fine di riunificare quelle forze fino ad oggi disperse e frammentate.
Uno spazio politico che, nel 2008, all’indomani di vent’anni di truffe, di abiure e prese in giro, non possiamo non chiamare comunista, laddove la parola comunista non è un simulacro formale, ne tantomeno un mero richiamo simbolico-nostalgico da sfruttare a fini elettorali, quanto piuttosto un ritorno a quelle radici autenticamente rivoluzionarie e classiste che, esse sole, hanno saputo garantire a milioni di lavoratori più di un secolo di conquiste e di successi.
Senza aver bisogno di nessun governo amico.
Associazione Unità Comunista
Presentazione del libro di Ines Arciuolo a Pisa

Lunedì 28 Aprile 2008, ore 21:15
Biblioteca Comunale - Lungarno Galilei 42, Pisa
Tra disastri elettorali e disfatte politiche...
Ripartiamo dalle lotte sociali e nel mondo del lavoro
Presentazione del libro di Ines Arciuolo:
" A CASA NON CI TORNO- AUTOBIOGRAFIA DI UNA COMUNISTA ERETICA"
Interverrà l'autrice
Seguiranno gli interventi di:
Angela Recce, Rete28Aprile-FIOM
Antonio Piro, Cobas Pubblico
Su la testa, riprendiamoci il 1 Maggio!
E’ necessario mettere in campo da subito una risposta unitaria e determinata, una risposta di resistenza e di lotta, per il rilancio del conflitto capitale - lavoro, della democrazia sindacale e di una nuova scala mobile, per il riconoscimento dei pieni diritti per i lavoratori immigrati.
Proponiamo un primo momento di mobilitazione per lanciare ai lavoratori, ai giovani, agli immigrati, a tutti gli sfruttati un nuovo messaggio di unità e di protagonismo.
GIOVEDI’ 1° MAGGIO, ALLE 17.30, ASSEMBLEA POPOLARE PRESSO IL FESTIVAL DELLA COMUNITA’ BENGALESE, AL PARCO CENTOCELLE, VIA CASILINA 706
LUNEDI’ 5 MAGGIO, CORTEO. APPUNTAMENTO ALLE 17.00 A PIAZZA DELLA REPUBBLICA
Coordinamento romano per l’Unità dei Comunisti, Autoconvocati del PRC di Roma, Comitato Popolare di lotta per la Casa, Comitato Immigrati in Italia
LIBERI TUTTI!
Chi in questi anni si è trovato a dover costruire solidarietà rispetto alla vicenda, ha dovuto soprattutto difendersi da quella parte di città che, parliamoci chiaro, ci avrebbe voluto vedere in galera. Probabilmente, parte degli stessi che hanno contribuito a montare questo teorema. Ebbene, possiamo finalmente dire che costoro rimangono in un angolo a rosicare. L'assoluzione di oggi è una pesante sconfitta per gli organi inquirenti che hanno confezionato questa inchiesta. Gli stessi che hanno sperperato oltre tre milioni di euro, sbandierando all'intero paese, una formidabile operazione antiterrorismo, curata nei minimi dettagli e pronta a smantellare la pericolosa nascente cellula sovversiva. Tutto questo, mentre in città si consumavano ben altri misfatti.
Ma ora, sentenza in mano, abbiamo il diritto di sapere: perchè questa inchiesta, sebbene scartata da svariate procure, è stata accettata proprio a Cosenza? Quali oscure trame hanno tessuto questo canovaccio? Quali loschi interessi da coprire? Ma soprattutto, abbiamo ragione di pretendere le dimissioni dei vertici inquirenti che hanno guidato questa inchiesta?
Che questo "castello" non stava in piedi, la città lo aveva capito da subito e lo aveva ampiamente affermato con calorosa partecipazione alle diverse mobilitazioni costruite nel corso di questi lunghi sette anni, assolvendo di fatto tutti gli imputati e bocciando l'operato della Fiordalisi&Co.
Agli interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato all'apertura di questa inchiesta, ognuno si sarà dato delle risposte, rimane sicuramente il tentativo di criminalizzare un intero movimento con accuse infondate e infamanti, volte a coprire le vere vergogne di Genova: la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi e le torture delle forze dell'ordine comandate dai vertici militari e politici. E ancora, di deviare l'attenzione generale dai veri allarmi sociali di cui questa città soffre.
Questa assoluzione giunge a riprova del fatto che la storia di chi rifiuta le logiche neoliberiste e produce conflitto sociale non può essere scritta dentro un'aula di tribunale. E se ce ne fosse ancora bisogno, ribadisce che la libertà di espressione e di opinione devono essere garantite in nome di quelle libertà conquistate il 25 aprile del 1945 e che ancora dobbiamo difendere.
Coordinamento Liberitutti
Cosenza, 24 aprile 2008
martedì 22 aprile 2008
APPELLO PER Lanciare incontro Pubblico Nazionale per la COSTITUENTE COMUNISTA
Per una vera Costituente Comunista.
Il risultato elettorale delle politiche del 2008 ha confermato quanto da tempo sostenuto da innumerevoli compagni ovvero che i Partiti contenitori (Sinistra Arcobaleno) o i Partiti dallo 0,5% PCL, Sinistra Critica, non sono i Partiti che possono capitalizzare quel patrimonio comunista che è proprio del nostro Paese.
Perché anche se per la prima volta nella Storia della Repubblica Italiana non ci sarà nessun rappresentante in Parlamento della Sinistra Radicale , nonostante tale prevedibile sconfitta, l’ attaccamento al potere persiste .
A parte il capro espiatorio Bertinotti( ma che da tempo aveva fatto intendere che avrebbe lasciato la guida spirituale della Sinistra Arlecchino…) tutti gli altri leader…sia locali che nazionali sono rimasti ai loro posti.
Occorre azzerare tutte le segreterie di tutti i partiti, lanciare un'unica grande e vera Costituente Comunista, poiché leggendo i vari proclami sembra che nascerà più di una pseudo -Costituente, e dare luogo ad una grande assemblea Nazionale dove tutti i Compagni a prescindere dall’appartenenza a Rifondazione , Pcl ecc, devono riunirsi per discutere e capire il che fare.
Tutti i partiti esistenti, o quello che ne è rimasto, devono sciogliersi perché sono frivoli e non rispecchiano la vera realtà sociale Italiana; devono sciogliersi perché il Partito comunista non si costruisce in pochi mesi o anni, ma in un arco di tempo molto più lungo.
E’ arrivato il momento di dire Basta ai Liderismi., Basta alle Divisioni, lanciano un grande appuntamento che riguardi tutti i compagni che per anni hanno aderito a vari Partiti Comunisti o di Tendenza, Azzeriamo tutte le segreterie esistenti, sia locali che Nazionali o Centrali, dei Vari Partiti di Sinistra Radicale e Comunista e lavoriamo tutti insieme, lanciando la formazione di comitati spontanei territoriali, per una Grande Costituente Comunista .
La vera tragedia non è la fine della rappresentanza politica in Parlamento, perché un vero comunista non è per il concetto della delega o della rappresentanza , ma disconosce questo sistema .
La vera tragedia è la frammentazione , la fioritura di mille partiti comunisti, il liderismo politico che ha comportato l’allontanamento di molti compagni dalle lotte sociali, la prevaricazione di forze di destra ed estrema destra, ed in particolare la più grande crisi che in Occidente abbia mai avuto la Sinistra Radicale e Comunista.
Siamo tutti responsabili, ma nessuno potrà accettare che tale Costituente venga lanciata dagli attuali Leader della Sinistra Radicale, la vera Costituente dovrà essere lanciata da tutti i compagni che rifiutano il partitino di sinistra senza alcuna prospettiva reale di radicamento nella società, o peggio ancora un partito contenitore-elettoralista, e che credono veramente, che la vera competizione non è quella elettorale,appunto, ma quella presente ogni giorno nelle piazze, sui luoghi di lavoro ecc, luoghi ove la Sinistra tutta vuoi per carenza organizzativa, vuoi per speculazione vuoi per mancanza di interesse ha tratto solo ciò che poteva tornare utile per fini lideristici o di tendenza, ma non per lottare veramente per un radicale cambiamento della società.
E’ giunto il momento di aggregarci tutti , di sciogliere tutti i partiti esistenti e di lavorare per la Vera Costituente Comunista.
Basta con i falsi e opportunistici e tardivi mea culpa!!!
E’ arrivato il momento di voltare definitivamente pagina!!!
Lanciamo un grande appuntamento Nazionale-Centrale per la Grande Costituente Comunista.
Per sottoscrive l’appello unitacomcalabria@yahoo.it
oppure sotto forma di commento sul sito http://unitacomunistavibovalentia.blogspot.com
giovedì 17 aprile 2008
Solidarietà e vicinanza di UC – Vibo a Pino Masciari
La storia di Pino, prima di essere quella di un imprenditore, è quella di un calabrese coraggioso e onesto che ha deciso di denunciare quel sistema politico-mafioso che contraddistingue, gestisce e distrugge questa terra. Dalla sua denuncia sono ormai passati 11 lunghi anni di silenzio, che i partiti interrompevano solamente nei periodi elettorali e che tornavano inesorabilmente dopo le elezioni, che hanno completamente cambiato la sua vita creando una situazione anomala che vede il “giusto” dietro le sbarre dell’esilio forzato.
Se in questo paese tutti avessero il senso dello Stato, della legalità e della giustizia che ha Pino forse non saremmo messi così male ma è vera una cosa e cioè che lo Stato siamo noi e chi ci dirige è li per rappresentarci e non per pensare ad “altro”.
Ma vogliamo sottolineare ancora una volta che la mafia (intesa in maniera generale comprendendo ‘ndrangheta, camorra, etc) non è l'antistato. Al contrario di quanto cercano di farci credere, la mafia è un’organizzazione complementare e strettamente intrecciata con parti decisive degli apparati statali.
Complementare perché, attraverso la propria presenza in aree particolarmente degradate, assicura nel suo complesso un controllo sociale difficilmente raggiungibile con l'ordinaria amministrazione.
Intrecciata perché cerca di creare le proprie lobbie all'interno dello stato per tutelare i propri interessi economici.
Non è da questo Stato, con mafiosi che al suo interno occupano posti di comando, che ci si può aspettare una lotta decisiva contro la mafia!
Non è la mancanza di leggi adeguate o l’insufficiente numero di magistrati e poliziotti che impedisce di sconfiggere la mafia. È all'interno dello stato che vanno ricercati i principali alleati della mafia e le sue rappresentanze politiche. La lotta alla mafia deve partire dalla maturazione di una nuova mentalità che vada contro l’attuale stato di cose.
Tutte queste cose Pino Masciari le ha vissute e le vive sulla sua pelle e continua a denunciarle.
Inquietante si dimostra oggi l’assordante silenzio di partiti e istituzioni che presi dalla voglia di spartirsi lo “spartibile” si sono dimenticati di chi, senza paura, ha denunciato il marcio e la fogna che scorre sotto i palazzi del potere.
L'associazione Unità Comunista intende esprimere a Pino, e a tutti quelli che si stanno prodigando affinché vi sia una svolta definitiva per il suo caso, la piena solidarietà e vicinanza sperando che il suo gesto sia di esempio per tanti altri che preferiscono stare in silenzio.
mercoledì 16 aprile 2008
Gli operai votano ancora una volta a destra
E' da tempo che viene sostenuto ciò da più fronti, ma sino a quando non si arriva al tracollo, cosa che è puntalmente avvenuta, non si riesce a contrastare a comprendere questo fenomeno.
Anzi, la divisione tra i compagni che ha visto proliferare partitini dallo 0, 5% non ha fatto altro che favorire ed incentivare questa fuga verso destra.
Il motivo?
La necessità di dover prevalere su altre forze politiche di sinistra, la necessità di voler primeggiare,il liderismo, la frammentazione , la necessità di dover a tutti i costi voler divenire la guida spirituale del nuovo comunismo non ha fatto altro che agevolare i veltronismo, il berlusconismo e le forze di estrema destra.
Vedere in alcune circoscrizioni competere la Destra con la sinistra arlecchino, ops arcobaleno, avrebbe fatto sicuramente rabbrividire qualsiasi compagno con un pò di cervello.Eppure è successo , come è successo che forze come quella di Forza nuova sono vicine in termini di consenso a forze politiche come il Pcl o sinitra Critica.
Certo il fatto che la sinistra radicale sia scomparsa dal parlamento da un certo punto di vista è un male ma bisogna vedere anche gli aspetti positivi di ciò.
La sinitra radicale capeggiata da Bertinotti, Giordano, Rizzo, Cento, era lontano anni luce dalle esigenze della piazza e dal contesto sociale esistente. Il fatto che con le sue politiche ,si sia venduta ai Prodiani pur di salvaguardare le poltrone alla fine non ha fatto altro che alimentare la propria fine...
Ma questo è un bene perchè era ora che andassero a casa questi finti rappresentanti della sinistra radicale.
Ma è anche vero che un comunista rifiutA il concetto di delega e rappresentanza, e che solo con la opposizione sociale vera si può arrivare a conquistare il Parlamento e non solo....
Il male però di tutta questa situazione è che non essendoci più un controllo" istituzionale" verso i movimenti di piazza potrebbero sorgere periodi difficili per le lotte di piazza, e non solo...
Ma daltronde è anche vero che la coerenza paga!
Questo è il momento di una vera Costituente Comunista. Tutti i partiti esistenti si devono sciogliere, nessuno può e ha il diritto di rivendicare di essere l'unica realtà esistente che può capitalzzare questo patrimonio esistente. un minimo di dignità sarebbe auspicabile.
Ma dai primi comunicati stampa si legge il Pcl che valuta il suo 0.5% come un risultato positivo, idem Sinitra Critica...
Credo che al buon senso c'è un limite ed ora siamo proprio oltre ogni limite immaginabile.
Il miglior modo di uscire puliti da questa competizione elettorale era quella di non presentarsi proprio e lavorare invece dall'esterno per costituire un grande movimento che poi naturalmente divenga il grande Partito Comunista.
Anche perchè il Partito non si costruisce in due anni, o con due impresentabili parlamentari, ma in tutt'altra maniera...
Cosa che ancora una volta è stata rimossa.
Questa batosta elettorale, per gli elettoralisti,,, spero abbia insegnato qualcosa ovvero:
che il comunismo è l'unica realtà praticabile;
che la coerenza è vitale;
che la frammentazione della sinistra favorisce solo i poteri forti del capitalismo;
che entrare nelle logiche istituzionali comporta uno svilimento delle lotte sociali;
che la concertazione ed i compromessi sono principi proprio della società capitalistica;
che solo la lotta sociale paga...
Concludo riportando un pensiero di Cossiga ovvero che sussiste il rischio della proliferazione di forme terroristiche simili a quelle del periodo del grande compromesso storico Dc-Pci.
Compagni, rifiutiamo qualsiasi strumentalizzazione , stiamo ben attenti perchè se continuiamo a dividerci ed a pretendere di essere fautori di partitini che possono capitalizzare il comunismo in Italia siamo alla frutta, ci massacreranno in tutti i sensi.
Lavoriamo tutti insieme per una vera costituente, e soprattutto facciamo in modo che tutte le segreterie esistenti dei vari partiti comunisti o di tendenza si sciolgano e nascano invece vari comitati spontanei che vogliano contribuire alla costituente.
Anche perchè sono vari i proclami che si susseguono caratterizzati dal fatto che ognuno vuole lanciare una propria costituente...La storia sino ad ora non ha insegnato nulla? Dobbiamo ancora fare il gioco della Borghesia?
Credo che ora sia giunto il momento di mandare tutti i leader...a casa e lavorare umilmente dal basso per arrivare alla formazione di un grande movimento che lentamente , si concretizzi nel Partito Comunista, Partito che è necessario per una società come questa vigente, dove il Capitalismo cresce, si rimodula e acquisisce sempre più forza.
Barone Marco
Bertinotti, bye bye. Costituente subito!
Francesco Fumarola - Coordinamento per l'Unità dei Comunisti - verso il movimento per la Costituente Comunista
15 Aprile 2008
martedì 8 aprile 2008
volantino degli amici di Beppe Grillo di Vibo per Pino Masciari
Supponiamo di vivere in un paese in cui un problema fondamentale della libertà e del benessere dei suoi cittadini sia la presenza delle mafie.
Supponiamo di accendere il televisore e vedere nel più importante TG nazionale un
servizio su un imprenditore che denuncia la mancanza di risposte concrete da parte delle Istituzioni dopo aver denunciato la 'ndrangheta e parte delle Istituzioni colluse. E di ricordarsi di lui dopo una puntata di Report di circa un anno fa, da cui nulla è cambiato. Scoprire poi con un click dal suo blog, in internet, che la sua lotta dura da oltre 11 anni.
Poniamo poi di vivere in un paese dove, nel 2008, fa molto rumore che Confindustria dichiari l'espulsione di coloro che pagano il pizzo. E immaginiamo di essere un imprenditore che viene a conoscenza delle vicende dei Masciari e deve decidere se denunciare o meno sulla base dei fatti, non delle parole.
Mettiamo che in questo paese solo qualche settimana fa molti politici di rilievo
commemoravano a Bari i morti ammazzati dalle mafie. E ci sorga il dubbio se non
varrebbe la pena in primis impegnarsi concretamente per fermare quella lista, e
sostenere chi oggi da vivo sta lottando.
Supponiamo che si venga a sapere la cosa più pazzesca e dolorosa: che esiste
la soluzione, oggi. Una firma su un documento della Commissione per i Testimoni
di Giustizia, e Pino Masciari, sua moglie e i suoi figli, potranno ricevere sicurezza
e tornare all'attività precedente la denuncia. Ripristinando e garantendo così Giustizia e Libertà a chi non si piega alle mafie. Semplicemente come la Legge prevede.
Supponiamo di scoprire che questo posto esiste, si chiama Italia ed è in piena campagna elettorale.
Se così fosse, allora non potremmo far finta di niente. Senza più alcuna supposizione, allora la domanda sarebbe: quale migliore testimonianza del gesto di risolvere questa tragica situazione per dimostrare, oltre le parole, un reale cambiamento?
Dopo oltre 11 anni di attesa, Pino Masciari è sceso in Calabria senza l'appoggio
della scorta, rischiando la vita , per chiedere conto alle Istituzioni delle promesse
e degli impegni presi, ma non rispettati. La sua sicurezza, la sua vita, e quella
dei suoi familiari, dipendono dall'attenzione nei suoi confronti, non lasciamolo solo.
Invitiamo tutti le persone che sentono loro questo appello, a testimoniare in ogni forma il sostegno a Pino Masciari (lenzuola dai balconi, telefonate e fax ai mezzi di informazione, alle Istituzioni, alle Segreterie dei Partiti, con messaggi nella rete, manifestando davanti a tali luoghi e dinanzi le Prefetture, in ogni modo).
E tu, da che parte stai?
venerdì 4 aprile 2008
Mozione approvata dall’assemblea operaia del 29 marzo 2008 a Sesto san Giovanni (MI)
profitti per i padroni che li sfruttano e che di conseguenza, ciclicamente i loro salari
vengono schiacciati ai minimi di sussistenza, i morti sul lavoro aumentano senza
limiti e il rapporto di lavoro diventa sempre più ricattatorio ed opprimente, gli operai
riuniti a Milano il 29 marzo 2008 dichiarano di riconoscersi come componenti di una
classe sociale sottomessa che deve ancora lottare per la propria liberazione.
Avendo sperimentato sulla nostra pelle e imparato dalla storia che nessuna delle
promesse di un miglioramento duraturo della condizione operaia si è mai realizzato,
che tutti i propositi di diversa distribuzione della ricchezza, di intervento dello Stato
a favore degli operai sono sempre e solo rimaste chiacchiere elettorali.
Siamo convinti che la condizione sociale degli operai cambierà solo quando finirà lo
sfruttamento, quando il sistema fondato su operai che vendono le loro braccia e
padroni che li usano per arricchirsi sarà rovesciato.
Torna prepotente il problema del potere politico degli operai. Allo stesso modo che
per i padroni grandi e piccoli è di fondamentale importanza avere il potere nelle
mani, anche per noi operai è diventata una questione essenziale.
Nessuno dei Partiti politici esistenti può dare risposte credibili alle nostre
aspirazioni, non per altro sono Partiti di altre classi, padroni, liberi professionisti,
piccola borghesia impiegatizia…
Riteniamo sia maturo il tempo di costituirci come operai in un organizzazione
politica indipendente, decidiamo di formare un esecutivo di lavoro per costituire
questa organizzazione, per definire programma e movimento.
Ogni operaio è chiamato a dare un contributo a questa che è un’opera di portata
storica.
Sesto San Giovanni 29 marzo 2008
Voti sulla mozione
OPERAI: 33 SI 2 NO 1 AST
Non OPERAI: 18 SI 0 NO
(i voti sono riferiti ai presenti alla fine dell'assemblea)
Gli operai che non hanno potuto partecipare e quelli che ne verranno a conoscenza e sono d'accordo
con la mozione possono prendere contatti al seguente indirizzo:
solidarietaoperaia@gmail.com
iniziativa alla facoltà di scienze politiche dell'Università di Pisa
LUIGI IZZO (ASSOCIAZIONE UNITà COMUNISTA-
per il MOVIMENTO COSTITUENTE COMUNISTA)
CHE PARLERà DELLA LOTTA DEI CANTIERI NAVALI PARTENOPEI
E PRESENTERà IL DOCUMENTARIO ' UN MINUTO IN PIù ... PER NON DIMENTICARE'
ALL'INTERNO DEL CICLO DI CINEFORUM DAL TITOLO
DALL'OPERAIO MASSA...ALLA MASSA DI PRECARI
ORGANIZZATO DAL CAR COLLETTIVO AULA R DI SCIENZE POLITICHE PISA
martedì 25 marzo 2008
senza vergogna....risposta di Unità Comunista - Vibo al signor Malerba
ecco la nostra risposta:
Abbiamo letto con stupore e meraviglia l’intervista rilasciata dal signor (e non compagno da ormai tanto tempo) Malerba e ci siamo resi conto ancora di più di quanto è caduta in basso la sinistra a Vibo Valentia.
Ma si può avere così tanta assenza di vergogna?
Non c’è limite all’indecenza, un personaggio in continua ricerca d’autore (e di poltrone) che dimentica tutto quello che è accaduto nell’amministrazione provinciale negli ultimi 4 anni e tutto quello che è accaduto nel SUO partito. Proprio noi, quando ancora facevamo parte dei Giovani Comunisti, avevamo denunciato pubblicamente i metodi clientelari degli apparati di potere della giunta provinciale (22 marzo 2007 sulle pagine del quotidiano) con voto favorevole proprio del signor Malerba e per tutta risposta abbiamo avuto solo epurazioni.
Ma è vero siamo in campagna elettorale e tutto è lecito, perfino criticare una giunta in cui si è stati in silenzio per 4 lunghi anni avallando ogni sua scelta e senza porre nemmeno una critica ed è ancora più comodo aspettare le elezioni per dire che “noi non ci siamo sporcati le mani” lasciando intendere che qualcuno le mani se le è sporcate ma non i duri e puri come lui. E che dire della situazione dell’ambiente nella nostra provincia? Secondo l’ex assessore è tutto migliorato ma basta dare un’occhiata all’acqua del mare in periodo estivo per capire che chi scaricava i propri rifiuti in maniera abusiva in mare continua tranquillamente a farlo e senza nessun controllo, ma ci potrà benissimo rispondere che questo è un compito che spetta ai comuni e non ad un semplice assessorato provinciale e si capirebbe perciò la perfetta inutilità di questo compito e dell’ente provincia in generale, che dal nostro semplice punto di vista andrebbe abolito in quanto ente predisposta solamente a elargire favori e a sperperare denaro pubblico….ma questa è tutta un’altra storia.
Forse dovremmo ricordare all’ex assessore di come ha avuto l’incarico? Che è stato frutto di un accordo personale e non politico?
Ma non finisce qui; il signor Malerba riferisce che lui non è il partito e nemmeno Daniele eppure a noi risulta l’esatto contrario e fanno fede anche i risultati, tangibili agli occhi di tutti, raggiunti dal SUO partito, scarsa presenza sul territorio, nessuna iniziativa politica, nessun segno nemmeno di un semplice volantino, circoli chiusi o presenti solo sulla carta con tanto di iscritti fantasma, scarso senso della democrazia interna con relativo spirito d’inventario dello statuto, dibattito nullo a tutti i livelli, decine e decine di compagni che hanno abbandonato il partito denunciando proprio i malesseri sopra elencati, per non parlare di tutti i trasformismi eseguiti dal signor Malerba nel corso di questi anni (ma non solo da lui). Una cosa vera l’ha detta e cioè che ci sono ancora dei compagni in gamba all’interno del SUO partito, dei sinceri comunisti, e speriamo che si rendano conto presto che di comunista in quel partito è rimasto solo il simbolo…..pardon, nemmeno quello, ora c’è l’arcobaleno con una piccola macchia rossa in una miriade di colori.
Grazie, Matteo, un grazie di cuore da tutti i compagni.
sabato 22 marzo 2008
STAVOLTA NON SI VOTA!!!!
Dopo un anno e mezzo di lavoro sporco al servizio di padroni, banchieri, gendarmi e parassiti di ogni risma, il governo Prodi è caduto: non ne sentiremo la mancanza, così come non la sentiranno milioni di uomini e donne, lavoratori, pensionati e famiglie ridotti quasi alla fame e impossibilitati ad arrivare neanche alla terza settimana a causa di un decennio ininterrotto di attacchi allo stato sociale, finanziarie lacrime e sangue, licenziamenti e soprattutto precarietà del lavoro, del reddito, della vita.
Avremmo al contrario fatto volentieri a meno di una campagna elettorale quale quella che si è aperta nelle ultime settimane.
Una vera e propria farsa imperniata sulla figura di due squallidi commedianti, Veltroni e Berlusconi, e dei loro rispettivi carrozzoni elettorali, PD e PdL, oramai concordi su tutto, in quanto entrambi ansiosi di aggiudicarsi, a colpi di spot pubblicitari e strategie di marketing, il ruolo di zerbino dei padroni e delle lobby affaristico-massonico-clericali che occultamente muovono i fili della politica parlamentare.
Due partiti-fotocopia di tal fatta non possono che essere destinati a governare insieme: ciò anche nel caso in cui uno dei due dovesse formalmente stare all’opposizione nelle aule parlamentari.
Dunque, per chi vive del proprio lavoro, per quelli a cui il lavoro è negato, per chi è costretto ad elemosinare spezzoni di lavoro con ritmi schiavistici e paghe da fame, si profila all’orizzonte un mostro a più teste: il mostro del padronato unito sotto le insegne del duopolio PdL-PD!
Alla periferia dei due principali azionisti del “mercato elettorale” (come oramai, senza un minimo di pudore, lo definiscono giornali e mass media) vivacchiano cespugli e cespuglietti vari, prima sedotti e poi abbandonati: a destra gli impresentabili fascisti di Storace e della aristocratica Santanchè, al centro la premiata ditta dei nostalgici della DC guidati da Casini, Pezzotta e Tabacci, a “sinistra” (del PD), la melma informe dell’Arcobaleno targato Bertinotti- Pecoraro Scanio- Diliberto- Mussi, ovvero un’accozzaglia di personaggi in cerca d’autore (e di poltrone) tra cui si distinguono i leader dei due partiti (ex)comunisti, che arrivano al punto di dismettere il simbolo della falce e martello pur di candidarsi ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, a ruota di scorta di Veltroni e compagnia.
Tra marche e sottomarche, non c’è spazio per alcuna alternativa: tutti i contendenti alle prossime elezioni sono, chi più chi meno, prodotto di un sistema corrotto e marcio quanto la monnezza che, a causa loro, giace da mesi sulle strade della Campania!
Intanto sui luoghi di lavoro si continua a morire al ritmo di cinque operai al giorno, grazie proprio a quelle leggi precarizzanti messe in piedi da centrodestra e centrosinistra; milioni di famiglie non arrivano alla terza settimana poiché ai prezzi saliti alle stelle fanno da contraltare salari sempre più da fame; milioni di giovani subiscono il perenne ricatto di dover scegliere la schiavitù del precariato come unica alternativa alla disoccupazione.
Per i movimenti e per la sinistra di classe tutta, questa farsa avrebbe reso necessaria una presa di posizione chiara e netta agli occhi di tutto il paese.
Ci saremmo aspettati che tutte le forze genuinamente antisistema, partendo dal malcontento montante in settori consistenti di operai, precari e semplici cittadini, facessero un ragionamento semplice: non spetta a noi decidere chi dovrà sfruttarci, ucciderci, intossicarci nei prossimi cinque anni, dunque queste elezioni se le facciano loro!
Purtroppo invece, mentre simili posizioni vengono lasciate in balia del populismo e dei vaffanculo grilliani, da più parti è scattata una folle gara per raccogliere le briciole cadute dalla tavola di Rifondazione e del PdCI.
Così ecco un proliferare di liste e listarelle comuniste, anticapitaliste, di classe, di alternativa, e chi più ne ha più ne metta: qualcuna di queste, come nel caso di Sinistra Critica, addirittura sostenitrice di Prodi fino a qualche settimana fa (per poi improvvisamente convertirsi all’opposizione anticapitalista!): liste tanto ambiziose nei proclami quanto autoreferenziali nei fatti, e destinate inevitabilmente a dar vita a una surreale competizione “in famiglia” all’insegna dello zero virgola qualcosa in più o in meno.
Da proletari, da comunisti, da anticapitalisti conseguenti ci dichiariamo programmaticamente fuori da questi siparietti autolesionisti: non abbiamo altra scelta se non quella di non legittimare questa farsa, quindi non andare a votare o, comunque, annullare la scheda!
E ciò non in nome di un astensionismo “per principio” (sterile ed innocuo quasi quanto l’elettoralismo) bensì in base a un elementare schema di priorità. Avremmo potuto anche noi raccogliere un manipolo di firmette e gettarci nella mischia, non ci vuole poi molto…
Preferiamo invece partire da un compito ben più arduo: lavorare alla ricomposizione delle avanguardie di classe atomizzate e disperse sui territori e nei luoghi di lavoro, riattivarle dopo decenni di delusioni e tradimenti; ricreare quelle forme di collegamento e di organizzazione cancellate dalle nuova organizzazione del lavoro e dei nuovi tempi dettati dal dominio capitalistico;
Preferiamo lavorare a un unico partito, comunista e di classe, e non ad alimentare la già abbondante pletora di improbabili partitini “dalla giusta linea”, ognuno in guerra col vicino;
Preferiamo lavorare, con la classe e nella classe, nelle lotte e nei conflitti, a un vero blocco autonomo di classe inteso come espressione dei settori proletari più combattivi e radicali: non certo a rincorrere i tempi e le modalità della politica borghese.
Attraverseremo questa campagna elettorale, e se necessario la utilizzeremo, per promuovere e diffondere le nostre campagne politiche e sociali contro il carovita, la precarietà, lo sfruttamento, la guerra, la repressione, e diamo sin da ora appuntamento a dopo il 14 aprile all’intera sinistra di classe per avviare una discussione a 360 gradi, scevra da ansie elettoraliste e cretinismi parlamentari, e finalizzata a dar vita a un movimento costituente comunista e di classe adeguato alle sfide e ai compiti del nuovo secolo ma al tempo stesso fermamente ancorato all’idea che il comunismo rappresenti ancor’oggi l’unica reale alternativa alla barbarie del capitalismo, e il partito comunista l’unico strumento utile a conseguire questo obiettivo.
associazione Unità Comunista
martedì 11 marzo 2008
I COMUNISTI TRA EMERGENZA DEMOCRATICA, CONFLITTO SOCIALE E GUERRA PERMANENTE
ROMA, VENERDI’ 14 MARZO - ORE 17.00
VIA BALDASSARRE ORERO, 61 (CASAL BERTONE)
ASSEMBLEA – DIBATTITO
Intervengono:
Sergio Cararo (Rete dei Comunisti)
Nando Simeone (Sinistra Critica)
Germano Monti (Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Gianluigi Pegolo (Area “L’Ernesto” del PRC)
Gualtiero Alunni (Autoconvocati del PRC)
Coordina: Andrea Fioretti (Coordinamento per l’Unità dei Comunisti)
E' necessario un forte salto in avanti attraverso un programma di lotta incentrato sugli interessi popolari e di classe; vanno riunificate le avanguardie reali della classe, le energie migliori del movimento sindacale e dei movimenti di lotta in un’organizzazione politica comunista che sia veramente un "Partito nuovo" e non l'ennesimo "nuovo partitino".
I lavoratori ed i movimenti popolari hanno bisogno di avere un’organizzazione politica, non decine di organizzazioni! Il nostro è quindi un appello ad avviare, insieme, questo processo. Un processo che abbia, alla sua base, l'Unità delle comuniste e dei comunisti, cioè di quante/i lavorano per l´organizzazione indipendente del proletariato come strumento di trasformazione sociale, per il ribaltamento dei rapporti di forza tra le classi, per l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo a qualsiasi titolo, e della schiavitù del lavoro salariato, per la riappropriazione sociale dei beni comuni.
Siamo consapevoli che si tratterà di un processo lungo, tutt´altro che semplice, e che richiederà necesseriamente (per un certo periodo) una fase "costituente". Siamo però convinti che i tempi siano maturi per cominciare questo percorso comune di speranza e di riscossa.
COORDINAMENTO PER L’UNITA’ DEI COMUNISTI
venerdì 7 marzo 2008
Resoconto della II assemblea nazionale dell’Associazione Marxista Unità Comunista
Lo scorso 1 marzo si è svolta, presso la coop. Cantieri Navali Megaride a Napoli, la seconda assemblea nazionale di UC.
Un passaggio necessario alla luce della importanza della fase politica e del difficile lavoro di unificazione delle forze comuniste cui la nostra associazione ha dato vita negli ultimi mesi insieme ad altre soggettività comuniste organizzate in diverse regioni d’Italia.
Un lavoro che può già vantare un primo ed importante traguardo: la nascita, nello scorso giugno 2007, del Coordinamento nazionale per l’Unità dei Comunisti (CUC).
In questi mesi abbiamo dato il nostro contributo, modesto quanto prezioso, e per lo più in quadro politico generale tutt’altro che in discesa, all’articolazione di alcune tra le più significative scadenze dell’opposizione sociale al governo di centrosinistra: dalla battaglia contro l’accordo-bidone del 23 luglio stipulato da Governo-Confindustria-Cgil-Cisl-Uil culminata nello sciopero generale del 9 novembre, all’opposizione alle guerre imperialiste, dal No alla base Dal Molin fino ad arrivare alle lotte contro l’emergenza rifiuti in Campania e alla denuncia degli omicidi bianchi e della repressione messa in atto dallo stato e dai padroni contro singoli compagni (vedi il caso di Michele Fabiani) o avanguardie operaie (come nel caso dei lavoratori Fiat a Melfi e Pomigliano d’Arco).
Nei prossimi mesi ci aspetta un compito di gran lunga più arduo: dar vita a un movimento politico che si proponga di costituire una nuova costituente comunista sul piano nazionale: questa per noi è la prima, necessaria tappa verso la ricostruzione di un nuovo Partito Comunista in Italia.
Come associazione Unità Comunista saremo fieri di mettere in piedi, col CUC e con altri (singoli, gruppi, associazioni, organizzazioni) quest’impresa tutt’altro che agevole, ma al tempo stesso di urgente e stringente necessità.
Dunque tutti i nostri sforzi saranno orientati nella direzione della ricomposizione delle forze migliori e più combattive all’interno del variegato panorama della sinistra di classe e comunista: senza questo sforzo, infatti, il nostro tentativo andrebbe ad aggiungersi al già sterminato elenco di micro-partitini comunisti autonominatisi tali per decreto, ma privi della benché minima rappresentatività all’interno della classe.
Ma UC non si scioglie, tuttaltro: continuiamo a mantenere la nostra identità, frutto di una storia quasi decennale, e con la nostra identità, le nostre idee e le nostre proposte contribuiremo alla costruzione della casa comune dei comunisti.
Ciò nella consapevolezza che l’identità rappresenta un valore aggiunto solo se è capace di dialettizzarsi con la complessità della classe e, dunque, di fare i conti con le diversità presenti nelle sue avanguardie; in caso contrario, i richiami identitari finiscono per ridursi ad un’inutile feticcio, uno sterile ed infantile esercizio di purezza “rivoluzionaria”, che lasciamo volentieri ad altri.
L’associazione a tutt’oggi risulta presente, seppur “a macchia di leopardo”, nelle province di Napoli, Vibo Valentia, Salerno, Pisa, Roma, Potenza, Ferrara, Trieste. In diverse altre località vi sono nuclei o gruppi di simpatizzanti.
E’ evidente che una UC più forte e organizzata è garanzia di una maggiore forza e organizzazione del CUC prima, del movimento poi.
D’altra parte, è altrettanto evidente come la fase attuale, caratterizzata da grande confusione e disorientamento in settori larghissimi di militanti comunisti, ivi compresi centinaia di militanti provenienti dalle fila della sinistra istituzionale, rende UC uno strumento insufficiente a soddisfare appieno la domanda di partecipazione e costruzione di iniziativa politica dal basso.
Per questa ragione abbiamo già nei fatti più volte in questi mesi operato una “cessione parziale di sovranità” a favore del CUC, e lo stesso faremo a favore del futuro movimento.
Il soggetto comune è infatti lo strumento prioritario per sviluppare l’iniziativa politica con immediata ricaduta di massa (campagne, assemblee pubbliche di movimento, appuntamenti di piazza, ecc.), lasciando ad UC invece il compito di continuare a sviluppare il versante maggiormente teorico, culturale e programmatico dell’iniziativa comunista: in primis la ripresa del lavoro di formazione seminariale lasciato incompiuto lo scorso anno per cause di forza maggiore.
Nel frattempo, individuiamo alcune priorità tematiche nell’iniziativa locale dei prossimi mesi:
• Presentazione all’esterno del nuovo movimento (Maggio-Giugno)
• Promozione della campagna contro la repressione nei luoghi di lavoro (primavera)
• Prosieguo della campagna a sostegno della scarcerazione di Michele Fabiani (Marzo-Aprile, e comunque da concordare con i compagni di Spoleto)
• Preparazione di una iniziativa sui temi del lavoro, del salario e del carovita (maggio-giugno, eventualmente anche in coincidenza con la presentazione del movimento).
• Organizzazione di seminari interni di carattere teorico-programmatico (in date e luoghi da definire).
Questione elettorale
Le prossime elezioni politiche vedono di fatto in campo due partiti-fotocopia (PD e PdL) e attorno una schiera di satelliti di destra, centro e “sinistra”. Particolarmente nefasto il ruolo giocato dalla sedicente sinistra arcobaleno, la quale, dopo essere stata la più convinta sostenitrice di Prodi, e dopo aver tentato fino allo sfinimento di elemosinare un accordo elettorale con Veltroni, ora tenta l’acrobazia di tornare ad accreditarsi come voce dell’alternativa. In realtà, e al di la dei tentativi bislacchi di Bertinotti di rispolverare una fraseologia “di sinistra”, questi avanzi veltroniani, nel mettere in soffitta anche il simbolo della falce e martello, compiono l’ultimo, estremo e solenne atto di genuflessione nei confronti della borghesia e delle compatibilità di sistema.
Alla sinistra dell’Arcobaleno, stiamo assistendo in queste settimane ad una proliferazione di liste comuniste ed anticapitaliste: PCL, Sinistra Critica, PdAC, CARC, ecc. Ciò riconferma come la strada verso la ricomposizione della sinistra di classe e comunista è ancora lunga e tortuosa: essa potrà avanzare solo attraverso la creazione di fronti unici dal basso, che partano dalle lotte e dalla materialità dello scontro di classe. Si tratta quindi di un impresa estremamente complessa, da costruire mattone dopo mattone.
Da almeno due anni assistiamo invece alla nascita di partiti per decreto, su iniziativa di qualche avanguardia, o peggio ancora partoriti ad hoc in prossimità di qualche scadenza elettorale.
Come associazione Unità Comunista, riteniamo questi tentativi errati, oltre che velleitari.
Alla luce di ciò, l’assemblea si è espressa all’unanimità per la non partecipazione al voto, seppur con sfumature diverse rispetto all’approccio da tenere in sede pubblica.
Mentre i compagni di Napoli evidenziano come nel capoluogo partenopeo vi siano le condizioni per una campagna astensionista di massa, i compagni delle altre città sottolineavano come nei loro territori l’operazione fosse decisamente più ostica.
Si è dunque deciso, ferma restando la comune cornice del non voto, di muoversi “cum grano salis”, ossia accentuando o temperando la campagna astensionista a seconda del contesto in cui ci troviamo ad operare.
Organizzazione
L’assemblea ha confermato il compagno Salvatore Ferraro presidente di UC. Si è inoltre eletto un direttivo di sette compagni con compiti di natura “operativa”:
Luigi Izzo, Peppe D’Alesio, Peppe Raiola (Emilia), Dario Parisi, Antonio Vitale (Lazio-Basilicata),Erwin Dorigo (Toscana), Nicola Iozzo (Calabria).
A norma di statuto, è stata anche nominata una commissione di garanzia, composta da Antonio Pellilli, Peppe Beni e Peppe Iannaccone.
Tesseramento
Il referente per la campagna di tesseramento è il compagno Izzo. L’assemblea ha stabilito di determinare l’importo delle quote-tessera in 20 euro (10 euro per disoccupati e studenti); per quanto concerne le realtà locali, ad esse andrà il 50% del ricavato delle quote-tessera.
L’orientamento dell’assemblea è quello di dar vita ad una campagna di tesseramento operata allo stesso tempo con apertura e discrezione: evitando dunque sia forme di selezione estrema (tipica dei gruppetti m-l), sia pratiche di tesseramento selvaggio ed indiscriminato “in stile-Rifondazione”.
Giornale
Si è stabilito di dar vita, entro la fine di marzo, a un foglio di 4 pagine con i seguenti articoli:
• Elezioni
• Caos rifiuti in Campania
• Questioni lavoro e contratti
• Articolo sulla vicenda di Michele Fabiani
• Varie ed eventuali su proposta delle singole realtà locali
I compagni sono dunque invitatati a far pervenire i loro eventuali contributi entro e non oltre il 28 marzo.
Napoli, 1 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
un pollaio a pochi metri dall'ospedale di Vibo Valentia
facciamo i complimenti a tutti quelli che invece di operare per il bene e la salute dei cittadini pensano tranquillamente alle loro poltrone, sperando di trovarne sempre di più grosse....e a noi povero popolo vengono lasciate solo le vergogne come questa!
che se ne vadano tutti!
domenica 2 marzo 2008
Appello per una Manifestazione nazionale contro la mafia a 30 anni dall'assassinio di Peppino Impastato
Giovanni Impastato
venerdì 29 febbraio 2008
assemblea nazionale dell'associazione Unità Comunista
Sarà l'occasione per discurere:
- Dell'organizzazione generale dell'associazione
- si effettuerà il tesseramento
- resoconto del nostro percorso all'interno del Coordinamento Nazionale per l'Unità dei Comunisti
- Si parlerà delle prospettive e del futuro lancio di una fase "Costituente dei Comunisti"
Vi salutiamo a Pugno chiuso
Associazione Unità Comunista
martedì 19 febbraio 2008
La posizione dei COBAS sulle prossime elezioni
Confederazione COBAS
assemblea dibattito a Pisa sul fallimento del centro sinistra
ORE 21,15
presso la biblioteca comunale Lungarno Galilei 42 Pisa
ASSEMBLEA – DIBATTITO
FALLIMENTO DEL CENTRO-SINISTRA
E CRISI DELLA SINISTRA ARCOBALENO
I COMUNISTI
E LA SINISTRA ANTICAPITALISTA
TRA EMERGENZA DEMOCRATICA, CONFLITTO SOCIALE E GUERRA PERMANENTE
Interverranno:
Peppe D'Alesio Cordinamento per l’Unità dei Comunisti
Mimmo Provenzano Rete dei comunisti
Matteo Bartolini Sinistra critica
Ruggero Rognoni Pcl
lunedì 11 febbraio 2008
9 anni di Governo Rivoluzionario
Grandi opere per non dimenticare
Il Governo Rivoluzionario del Venezuela compie 9 anni pieni di successi. Ha estinto il debito con la Banca Mondiale e con il Fondo Monetario Internazionale, ha recuperato l’industria nazionale petrolifera (PDVSA), ha sradicato l’analfabetismo, ha il Prodotto Interno Lordo più alto dell’America Latina e le riserve internazionali superano i 30 milioni di dollari.
La rivoluzione venezuelana arriva nel 1998 con la vittoria del candidato Higo Chàvez Frìas nelle elezioni presidenziali dello stesso anno. L’essenza della sua campagna elettorale è stato convocare un’Assemblea Costituente per dare vita ad una nuova Costituzione, che servisse da base politica per rifondare la Repubblica e fondare un nuovo stato che garantisse l’uguaglianza.
Così è stato ed il risultato fu l’approvazione della costituzione del 1999, nel cui preambolo venne stabilito il modello di società verso cui si sarebbero diretti tutti gli sforzi del governo: una società democratica, partecipativa e protagonistica, multietnica e pluriculturale, in uno stato di giustizia, federale e decentralizzato, tutto ciò in sostituzione della costituzione del ’61, che stabiliva una democrazia politica, rappresentativa, che servì al bipartitismo e che permise di radicare nel paese il modello neoliberale.
Le politiche economiche neoliberali implementate in Venezuela durante i 40 anni di democrazia rappresentativa, ebbero un effetto negativo sui diritti sociali della popolazione. In questo periodo, due tendenze predominanti emersero nei settori della salute e della educazione: la privatizzazione e l’esclusione, che relegarono il popolo venezuelano in condizioni di miseria e povertà. Questa realtà si tradusse nel malcontento popolare e fu la principale causa della protesta e dei saccheggi del 27 Febbraio 1989, conosciuta come “El Caracazo”, così come la rivolta civico-militare contro il governo di Carlos Andrés Pérez nel 1992, della quale uno dei principali leader fu l’attuale Capo di Stato della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Con la vittoria elettorale del Presidente Hugo Chàvez Frìas e la redazione della nuova Costituzione de parte dell’Assemblea Costituente, si sono aperti gli orizzonti per il popolo venezuelano. Si abbandonò la via della democrazia rappresentativa e nacque la democrazia partecipativa e protagonistica, venne riconosciuto che il Venezuela è un paese multietnico e pluriculturale, anche attraverso il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni. Così si definisce lo stato venezuelano, come uno Stato di Diritto e di Giustizia.
Siamo giunti al 10° anno della rivoluzione, l’anno delle 3 “R”: Revisione, Rettificazione, Reimpulso. Ma sono passati 9 anni e dobbiamo fare una valutazione delle opere del Governo. Qui sono menzionati solo alcuni dei grandi e piccoli successi che non dobbiamo dimenticare.
Sviluppo Umano e Crescita Economica
Il Venezuela nel 2007 ha ottenuto un Indice di Sviluppo Umano pari a 0,792 collocandosi al 74° posto di 177 paesi. L’Indice di Sviluppo Umano è un indicatore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) basato su 3 variabili: aspettativa di vita della popolazione, educazione e dignità del livello di vita in base al Prodotto Interno Lordo (P.I.L.) indicato in dollari (USD).
Il P.I.L. del Venezuela è il più alto dell’America Latina con una crescita pari all’11,8%.
Questo è dovuto alle politiche economiche e sociali messe in moto dalla rivoluzione bolivariana.
Il Presidente Hugo Chàvez Frìas, durante la consegna dell’informativa ufficiale (Memoria y Cuenta 2007) sottolineò che il salario minimo venezuelano è il più alto dell’intera regione con 286 dollari mensili e le riserve internazionali, fino al 31 dicembre dello scorso anno, hanno raggiunto i 34 miliardi di dollari, un vero record per il nostro paese.
Durante il suo discorso di fronte all’Assemblea Nazionale, el Presidente Chàvez, ha anche informato il paese che la disoccupazione è scesa al 6,3% nell’anno 2007 e che il 55,6% dei lavoratori sono occupati in settori dell’economia formale. Questi elementi hanno contribuito a determinare un aumento della possibilità di entrate delle classi più povere tra il 300 ed il 400%.
D’altra parte la società Latinobarometro ha realizzato una indagine di opinione pubblica nel 2007, con circa 19.000 interviste in 18 paesi dell’America Latina, in rappresentanza di oltre 400 milioni di abitanti, dalla quale sono emersi dati interessanti e molto favorevoli al paese.
Ad esempio, il 67% dei venezuelani ritiene che lo stato possa dare soluzione ai propri problemi, che il livello di fiducia nel governo è del 66%, mentre la percezione della crescita economica si riscontra nel 52% dei casi. Per di più nei 10 anni di governo si sono realizzati 11 eventi elettorali, “...Questo è un paese che si è abituato a a partecipare in molte forme, a diversi livelli, su varia scala, e con distinti risultati...”, afferma il Capo di Stato nel suo discorso alla Nazione.
Venezuela territorio libero dall’analfabetismo
Il Venezuela è stato dichiarato territorio libero dall’analfabetismo nell’Ottobre del 2005, successo riconosciuto da parte di diversi enti multilaterali nel mondo tra i quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). La Missione “Robinson” ha permesso di alfabetizzare oltre un milione e cinquecentomila venezuelani.
Sono state costruite 45 città universitarie delle quali hanno beneficiato circa 31.900 studenti.
Le iscrizioni scolastiche per gli anni 1997/98 fu di 6 milioni 26 alunni pari al 26,4% della popolazione nazionale. Per l’anno 2006/07 le iscrizioni sono arrivate a 11 milioni 831 mila studenti, includendo i “Simoncitos” che sono i centri di assistenza ed educazione infantile (prima inesistenti).
Veloce come un treno
La costruzione del Sistema Ferroviario Nazionale è uno dei grandi progetti del Governo Bolivariano in materia di trasporto pubblici di massa.
Fin’ora si è costruita la ferrovia de Los Valles del Tuy e stanno procedendo i lavori della tratta Puerto Cabello – La Encrucijada.
Anche nei singoli stati sono state avviate grandi opere, come la metropolitana di Valencia, la metropolitana di Maracaibo, il filobus di Merida e la riorganizzazione del trasporto di massa di Barquisimento e Tranbarca. Sono inoltre state costruite le seguenti autostrade: Acarigua-Barquisimento; la circonvallazione nord di Barquisimento; la Josè Antonio Paez, che unisce San Antonio con La Fria, nello stato Tachira; la Gran Mariscal de Ayacucho nella parte orientale del paese; la Avenida La Playa nello stato Vargas ed il secondo ponte sull’Orinoco: l’ “Orinoquia”.
L’Ospedale Cardiologico Infantile Latinoamericano, “Dr. Gilberto Rodriguez Ochoa”, e le residenze dello stesso ospedale costituiscono davvero un’opera di cuore che salva la vita delle bambine e dei bambini latinoamericani.
La Rivoluzione Incentiva le imprese di produzione sociale
La Corporazione Venezuelana Agraria (CVA) mantiene 52 unità di produzione socialista, tra le quali impianti di produzione di beni alimentari di prima necessità (latte, mais, etc.) distribuiti in diverse regioni del territorio nazionale.
Energia: più quantità e più qualità
Il Governo Bolivariano ha messo tutto l’impegno nello sviluppo del potenziale energetico del paese, per metterlo al servizio della popolazione. La creazione della centrale idroelettrica “Francisco de Miranda” ne è la dimostrazione.
Sempre nell’ambito dell’energia è importante sottolineare la creazione della centrale termoelettrica “Rafael Urdaneta” ed i progetti in materia petrolifera.
Una volta giunti ad uno studio avanzato di questa fase, si è creato il “Piano di Approvigionamento Petrolifero 2002-2015”, che consta di 6 linee strategiche vitali per il paese:
- Magna Reserva: che consiste nella quantificazione e certificazione delle riserve petrolifere nella falda dell’Orinoco;
- Proyecto Orinoco: nato per sviluppare la falda petrolifera dell’Orinoco;
- Proyecto Delta del Caribe: aggiunge il gas all’offerta energetica del paese;
- Aumento della capacità di raffinazione;
- Creazione di nuove infrastrutture;
- Promozione dell’integrazione continentale anche attraverso le risorse petrolifere.
Queste risorse petrolifere sono investite nei molti programmi sociali, come le Missioni Bolivariane, che includono diverse aree (salute, educazione, abitazioni, alimentazione, etc.).
D’altra parte va tenuto presente che la produzione di petrolio grezzo venezuelano dell’impresa nazionale (PDVSA) è arrivato nel 2007 a 2,3 milioni di barili al giorno.
Il Venezuela propone 4 riforme urgenti all’ONU:
- L’ampliamento del Consiglio di Sicurezza
- La revisione delle norme sui lavori per favorire la trasparenza nei processi decisionali
- L’abolizione del diritto di veto
- Il rafforzamento della figura e dei poteri del Segretario Generale
Fonti consultate:
http://www.trinchera.org.ve


